Una tavola rotonda per raccontare le sfide che attendono la ricerca scientifica in campo medico, seguita da un concerto a scopo benefico della Fanfara. Con questo doppio appuntamento, in programma a Torino venerdì 16 marzo, l’Arma dei Carabinieri, con la Legione Allievi Carabinieri, rinnova il proprio sostegno a favore di Fondazione Città della Speranza, onlus veneta che da oltre vent’anni finanzia la diagnostica e la ricerca scientifica e della pediatria in generale. L’iniziativa si terrà nella Scuola Allievi Carabinieri di Torino e si aprirà alle ore 18 con una tavola rotonda intitolata “Le nuove sfide della ricerca per la cura dei tumori dell’adulto e del
bambino”, alla quale, dopo i saluti delle autorità, interverranno la dott.ssa Lara Mussolin e i prof. Roberto Chiarle e Alberto Zamò. La dott.ssa Mussolin, ricercatrice dell’Università di Padova all’interno del Laboratorio di Biologia dei Tumori Solidi dell’Istituto di Ricerca Pediatrica Città della Speranza (centro di riferimento nazionale per l’Associazione Italiana di Ematologia e Oncologia Pediatrica) e responsabile nazionale della Diagnostica Molecolare dei Linfomi Non-Hodgkin (LNH) pediatrici, illustrerà come sia cambiato negli anni il modo di fare diagnosi in Italia nell’oncologia pediatrica. In particolare, si soffermerà sui nuovi metodi per la caratterizzazione e la diagnosi molecolare di leucemie, linfomi e tumori solidi, messi a punto grazie al supporto della Fondazione, nonché sulla “diagnostica avanzata”, in virtù della quale è possibile stratificare i pazienti in diverse classi di rischio. Il prof. Chiarle, ordinario di Anatomia Patologica all’Università di Torino e Associate Professor in Pathology alla Harvard Medical School di Boston, parlerà dello sviluppo di un vaccino capace di immunizzare i pazienti contro una proteina chiamata ALK che è selettivamente espressa da una frazione di tumori del polmone.
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Il prof. Zamò, associato in Anatomia Patologica all’Università di Torino e membro di numerose società scientifiche nazionali e internazionali, si soffermerà sull’applicazione dei dati genetici per lo sviluppo di terapie innovative per molti tipi di tumore. La sfida attuale, infatti, è di completare il
panorama genetico, capire come superare i meccanismi di resistenza dei tumori e, soprattutto, come l’individualità di ciascun paziente possa influenzare non solo la suscettibilità a malattie neoplastiche ma anche la risposta individuale a terapie specifiche. La tavola rotonda sarà seguita dal concerto della Fanfara del 3° Reggimento Carabinieri Lombardia, con la partecipazione dei cori Voci Bianche del “Coropò”, della Scuola “Protette di San Giuseppe” e del 137° Corso Formativo della Scuola Allievi Carabinieri di Torino. La serata sarà presentata da Vittoria Castagnotto.
“Il nostro più sentito grazie va al Generale Alfonso Manzo e al Generale Carmine Adinolfi, promotori dell’evento, e a quanti si stanno prodigando per la sua riuscita – afferma la dott.ssa Stefania Fochesato, consigliera di Città della Speranza –. È dal 2016 che l’Arma dei Carabinieri è al nostro fianco con iniziative importanti. Portare all’attenzione dei cittadini una problematica particolarmente delicata, qual è la tutela della salute dei bambini colpiti da gravi malattie, purtroppo ancora non sempre curabili, è fondamentale per dare un apporto consapevole alla ricerca, affinché individui cure più efficaci e risolutive”.
Per partecipare agli appuntamenti del 16 marzo, telefonare allo 011-6888418 o scrivere all’indirizzo email sctoscte@carabinieri.it.
LA VERSIONE DI GIUSI di Giusi La Ganga


integrazione ordinaria, già utilizzata nel 2017 per 62 su 220 lavorabili, mentre nel 2018 si è già a 30 giorni su 63. Allarme dei sindacati, per la nuova situazione di criticità che si verifica dopo l’analogo caso della Carrozzeria di Mirafiori.
dalla FIAT per 55 – 46, a testimonianza che Torino è una macchina da canestri, gomiti o non gomiti, pur avendo non nella difesa il suo punto forte. Un secondo quarto sottotono ha fatto la differenza, e il resto è venuto da sé.
dando solo colpe a chi non riesce a vincere, pur se le vittorie, anche brutte, danno sempre più piacere delle sconfitte. 
di un quadro appartenente al periodo di infatuazione per l’astratto che probabilmente segnò il momento meno tribolato e tribolante della pittrice torinese insieme a un bizzarro e improbabile “Drago da passeggio”, uno fra i tanti e insoliti “animali da compagnia” (oggetti cartacei acquistati – si racconta – ai Grandi Magazzini e abilmente decorati con tecniche varie) che il grande Carlo Mollino, architetto, designer fotografo e tante altre “cose” (Torino 1905 – 1973), era solito regalare agli amici più cari per fargli scoprire “il valore del tempo libero”. “Il drago da passeggio, originario dell’India, è il noto drago del Panjab – scriveva ironicamente Mollino nel libretto di istruzioni- di piccola taglia, di singolare intelligenza e vago aspetto. Il mantello, sempre di prestigiosa decorazione, si adatta all’istante con il paesaggio interiore di ciascun proprietario”. E, fra i fortunati a riceverne in dono un esemplare (quello acquistato, per l’appunto, dal MiBACT e presente in mostra) ci fu anche Carol Rama, unita a Mollino da una solida amicizia e dalla non comune eccentricità di un carattere che portò entrambi a seguire percorsi di vita e artistici assolutamente non convenzionali e difficilmente rapportabili ai dettami etici e stilistici dell’epoca. Al “Drago” di Carol, Carlo diede il
titolo di “Drago da passeggio n. 70. Notte in laguna”; glielo regalò la notte di Capodanno del ’64 e Carol lo conservò nella sua casa-studio in via Napione a Torino, accanto a una gigantrofia in cui la pittrice compare insieme a Edoardo Sanguineti, altro grande intellettuale amico. Bizzarro cadeau che alla “Sabauda” si confronta con “Pittura 718”, un olio astratto di grande equilibrio geometrico e assonanza di toni cromatici, realizzato da Carol Rama nel 1954, quando la pittrice ebbe a far parte, ma solo per un breve periodo, del MAC – Movimento di Arte Concreta, fondato nel 1948 a Milano da Gillo Dorfles e che a Torino trovò adepti notevoli anche in Albino Galvano, Adriano Parisot e Filippo Scroppo, solo per citarne alcuni. Allo stesso periodo – periodo in cui, a detta di Albino Galvano, “la forma in Carol Rama sfugge al formalismo pur nell’ascesa del ‘lavorar
formando’ anziché ‘figurando’” – appartengono altre quattro opere astratte datate primi anni ’50, cui si affiancano due lavori della serie “Senza titolo (Seduzioni)” del 1983, in cui l’artista ritorna ad un immaginario “figurativo”, popolato di misteriose seducenti figure femminili poste a convivere con non meno misteriche e invasive presenze animali. Vent’anni dopo, Carol riceverà il “Leone d’Oro” alla carriera alla Biennale di Venezia del 2003. Una lunga affascinante carriera, di cui troviamo traccia nelle magnifiche fotografie (anch’esse in mostra) scattate da Bepi Ghiotti fra il 2012 e il 2014 nella casa-studio di via Napione, quell’“opera d’arte totale dalle pareti nere”, che presto dovrebbe diventare Museo (c’è già il vincolo della Soprintendenza) e dove Carol si spense a 97 anni d’età.
E’ Morto alle Molinette Francesco Bollero, di 66 anni
Le mamme lavoratrici, con residenza o domicilio in Piemonte, possono presentare domanda per “RI.ENT.R.O.” (Rimanere Entrambi Responsabili e Occupati),
Son
Le donne seguite nel 2017 dalla rete regionale dei 14 Centri antiviolenza sono state 2.336, mentre le donne accolte nelle Case rifugio sono state 86. È stato registrato un incremento rispetto al 2016 (1.921) anche perché la rete ė stata migliorata e potenziata.
non è stato rilevato.
Martedì 13 marzo 2018, alle ore 18.00, presso la Sala Conferenze del Museo Egizio – via Accademia delle Scienze 6 – l’autore del libro “A come Archeologia”, il Professor Andrea Augenti, dialoga con il Direttore Christian Greco
Omero? A queste domande tenta di rispondere l’opera di Andrea Augenti, professore di Archeologia medievale all’Università di Bologna, che nel corso degli anni ha condotto numerose campagne di scavo e ricerche archeologiche e ha pubblicato, tra i moltissimi altri, “Città e porti dall’antichità al Medioevo” e “Archeologia dell’Italia Medievale”.
L’associazione Iran Democratico e International Help promuovono in collaborazione con Amnesty International un dibattito sulla gravissima situazione dei diritti umani in Iran