La città di Venaria si prepara ad ospitare la partenza della 19esima tappa del Giro d’Italia Venaria Reale-Bardonecchia in programma il 25 maggi. Venaria sarà quindi la terzultima tappa, che in 181 km e quattro Gran Premi della Montagna attraverserà la Val Susa per salire, attraverso un fondo sterrato tra i più famosi percorsi ciclistici, al Colle delle Finestre, che con i suoi 2178 m è anche la cima Coppi del Giro, per scendere poi in Val Chisone e salire ai 2035 metri del Sestriere. Da qui i corridori scenderanno verso Bardonecchia e scaleranno lo Jafferau, che ha visto un traguardo di tappa già nell’edizione del 2013. La città e la cittadinanza tutta sono in movimento all’insegna dell’hashtag (#) #aspettandoilgiro poiché è stata coinvolta, dalle location scelte per le riprese, alle associazioni, agli esercenti commerciali, alle persone che sono state le vere protagoniste degli spot e da tutti coloro che hanno risposto alla manifestazione del Comune. L’obiettivo è stato quello di far immergere Venaria Reale ed i cittadini nel clima della corsa rosa. Fervono così gli ultimi preparativi per ospitare la grande kermesse sportiva. La partenza del Giro è prevista da piazza della Repubblica per le ore 11,30 circa di venerdì 25 maggio ed il percorso si snoda lungo la via Mensa, viale Buridani, c.so Papa Giovanni XXIII, via Iseppon, c.so Garibaldi, via Cavallo, SP1 confine con Druento/Robassomero. La chiusura del percorso è prevista dalle ore 9,35 ed interessa il divieto di transito, sosta e fermata in entrambi i sensi di marcia delle vie interessate e sopra indicate. Sarà quindi inibito l’accesso alle Valli di Lanzo sia dal c.so Garibaldi che dal viale Roma che verranno già chiusi all’altezza dello svincolo Tangenziale e della via Tripoli. La SP501 sarà chiusa alla rotatoria di Borgaro mentre la SP1 sarà completamente chiusa fino al confine.

La carovana del Giro partirà dalla piazza Annunziata e percorrerà il medesimo tragitto sopra indicato. Il parcheggio di piazza Don Alberione sarà riservato ai mezzi degli organi di stampa. lI mercato è quindi spostato in piazza De Gasperi. Il parcheggio del viale C. Emanuele II sarà usufruibile solo fino a chiusura della SP1 (ore 9,35). La Reggia rimane aperta e conseguentemente anche la biglietteria di via Mensa.
Il sindaco della Città di Venaria Reale, Roberto Falcone ha dichiarato: «Ospitare il Giro a Venaria Reale, poter essere ancora una volta, città di tappa, è una occasione eccezionale e carica di magia. La collaborazione con l’assessore regionale allo Sport, Giovanni Maria Ferraris, ha dimostrato che il lavoro di squadra è sempre premiante. La città è galvanizzata dal Giro d’Italia, memore della precedente esperienza del 2011, e noi cercheremo in tutti i modi di migliorare ulteriormente come esperienza, facendo in modo che l’entusiasmo e la passione di Venaria Reale emergano ancora una volta prepotentemente». Due spot, fortemente voluti dall’Assessorato allo Sport, per promuovere la Città di Venaria Reale e per richiamare i turisti; gli appassionati di ciclismo, ma non solo.
di Giorgio Merlo
anche solo lontanamente riconducibile ad una “politica di centro”. E, nello specifico, alla vicenda politica concreta della lunga stagione della Democrazia Cristiana e anche della breve esperienza del Partito Popolare Italiano di Mino Martinazzoli e di Franco Marini. Dopo circa 25 anni, e di fronte ad uno scenario pubblico del tutto nuovo ed inedito, da tempo e’ partita la campagna sui grandi organi di informazione di rilegittimazione politica, culturale e sociale del “centro” e delle sue presunte virtù politiche nel nostro paese. E il recente articolo di Ilvo Diamanti non fa che confermarlo. Di norma, lo possiamo pure ricordare, un’opera di rilegittimazione politica che avviene da parte di coloro che l’avevano consapevolmente affossata e liquidata come una stagione definitivamente archiviata e da storicizzare. Oggi, almeno così pare, tutto cambia. Ora, per evitare di fare di tutta l’erba un fascio e tenendo conto della inevitabile evoluzione della politica italiana – o involuzione, a secondo del giudizio che ognuno di noi può dare – e’ indubbio che, come evidenziano non solo Diamanti ma molti altri commentatori come Galli Della Loggia, Panebianco e lo stesso Cacciari, la necessità di riscoprire ciò che ha rappresentato nel nostro paese la “cultura di centro” e’ strettamente intrecciata a quella cultura che va sotto il nome di “cattolicesimo politico”. Perché qui non si tratta di ricostruire grottescamente “il centro” e, men che meno, dar vita ad un “partito di centro”. Semmai, va riattualizzata una cultura politica che, piaccia o non piaccia, non può essere archiviata se si crede
in una democrazia parlamentare, in una democrazia rappresentativa e nel pluralismo sociale e culturale. La “cultura della mediazione”, la “cultura del compromesso”, l’arte della “composizione degli interessi”, il riconoscimento del “pluralismo” che caratterizza una società evoluta e composita, la “cultura del buon governo” e la volontà di non “radicalizzare lo scontro politico e sociale” fanno parte di un bagaglio politico, culturale, ideale e programmatico che non rientra nel profilo dei partiti populisti. Di qualsiasi colore siano e a qualunque appartenenza rispondano. Ecco perché dopo il voto del 4 marzo si deve voltare pagina. Non lo dicono solo gli storici detrattori della Dc, del centro, del cattolicesimo politico e dei centristi. Qui nessuno pensa di ricostruire, lo
ripeto, una Dc bonsai e nessuno, ancor di più, pensa di di dare vita ad un partito di centro fatto di centristi che assomigliano sempre più ai trasformisti e ai voltagabbana, come l’ultima tornata elettorale ha confermato platealmente per questo scampolo di ceto politico. Al contrario, si tratta di rimettere in gioco un patrimonio culturale e politico che oggi è sempre più richiesto e gettonato. Non per nostalgia o per pura memoria storica ma perché lo richiede la credibilità della nostra democrazia, delle nostre istituzioni e dello stesso sistema politico. Se si abdica a questo compito, il futuro della politica italiana non potrà che essere vittima di una profonda radicalizzazione politica e sociale con ricadute ad oggi inesplorate ed inesplorabili per la tenuta stessa della nostra democrazia.
Lo stop alla Tav Torino-Lione previsto nella bozza del contratto di governo tra Lega e M5s viene giudicato dal presidente della Regione Piemonte Sergio Chiamparino 
A beautiful day – Drammatico. Regia di Lynne Ramsay, con Joaquin Phoenix e Judith Roberts. Un uomo nella cui mente trovano posto ricordi dolorosi, un passato di guerra, una infanzia di abusi, un figlio che si prende cura della madre anziana. Anche un sicario che entra nella vicenda sporca e infelice della figlioletta di un senatore, portata via per essere fatta sprofondare nel buio della prostituzione minorile. Con il viso dolente e con la robusta interpretazione di Phoenix premiato a Cannes quale migliore attore. Il film s’è anche aggiudicato il Palmarès per la migliore sceneggiatura. Durata 95 minuti. (Ambrosio sala 3)
matrimonio, il cugino di Carmen, ipnotizzatore amatoriale, dà una dimostrazione. A Carlos. La mattina dopo l’uomo comincia a comportarsi in modo strano, qualcosa è andato storto e adesso è posseduto da uno spirito. Mentre i due cugini cercano di riportarlo alla normalità, Carmen si sente attratta dal suo “nuovo” marito. Durata 96 minuti. (Centrale V.O., Classico)
Avengers: Infinity War – Fantasy. Regia di Anthony e Joe Russo, con Chris Evans, Robert Downing jr, Zoe Saldana e Chris Pratt. Contro gli eroi (buoni) di Marvel nell’ultimo episodio della saga c’è Thanos (cattivissimo), che grazie al potere delle Gemme dell’Infinito vuole impadronirsi e distruggere circa la metà di questa nostra povera terra. Ecco che allora gli Avangers sentono la necessità di riunirsi e di chiedere pure l’aiuto dei Guardiani della Galassia, insomma tutti insieme appassionatamente per far fuori il fellone. Per la gioia di grandi e bambini ci sono proprio tutti nell’affollato pentolone, Capitan America e Spiderman, la Vedova Nera e Thor, Iron Man e Black Panter. Durata 149 minuti. (Massaua, Ideal, Lux sala 2, Reposi, The Space, Uci)
due fratelli con la sorella vi si ritrovano all’indomani dell’ictus che ha colpito il padre anziano. Uno è un ex sindacalista, aspirante scrittore, con una fidanzata al seguito che ha la metà dei suoi anni, l’altro è rimasto ad abitare nella casa per far andare avanti la trattoria di famiglia, lei è un attrice, trasferita a Parigi per inseguire la sua carriera e lasciarsi alle spalle la perdita della figlia. Altre persone circolano attorno a loro, tutti a fare i conti, un bilancio tra ideali ed emozioni, tra aspirazioni e nostalgie, con un passato più o meno recente, a guardare il piccolo paese che ormai si è svuotato, lasciando le vecchie case agli speculatori, a parlare di politica, tra Macron e Le Pen, a guardare ai figli, anch’essi confusi. Un piccolo gruppo di giovanissimi profughi, senza genitori, obbligherà con il loro arrivo quelle scelte che tutti quanti gli abitanti della “villa” (questo il titolo originale del film), dovranno affrontare. Un film che per buona parte segue un filo di ricordi e di eventuali costruzioni, che comincia inspiegabilmente a sfilacciarsi con un doppio suicidio, che nel finale s’inventa il ritrovamento dei ragazzini venuti dal mare per cogliere senza necessità un racconto dell’oggi che viviamo. Senz’altro ci si aspettava di più. Durata 107 minuti. (Nazionale 2)
Deadpool 2 – Fantasy. Regia di David Leitch, con Ryan Reynolds e Josh Brolin. Ancora i campioni della Marvel, eroismi divertimento e ritmo arrivati al secondo capitolo e successo assicurato. L’ex mercenario Wade si batte contro il cattivo che ha il viso di Brolin, prendendo le difese di Russell, giovane mutante, ribelle alle autorità. Lotte, cattura, prigionia e nuova libertà in un percorso obbligato che dà il via ad un finale da fuochi d’artificio e con una nuova storia già in preparazione. Durata 111 minuti. (Massaua, Greenwich sala 2, Ideal, Reposi, The Space, Uci anche V.O.)
Famiglia allargata – Commedia. Regia di Emmanuel Gillibert, con Louise Bourgoin e Arnaud Ducret. Due vite, due mondi lontanissimi tra loro, che un giorno s’incontrano. Da un lato Antoine, arrivato ormai ai quaranta, tuttora single, eterno ragazzo senza alcuna voglia di crescere e dall’altro Jeanne, i figli al culmine dei suoi pensieri, un’esistenza a crescerli tutta sola: ma lei ha ancora voglia di tanto amore. Durata 105 minuti. (Massaua, Ideal, The Space, Uci)
Tonno spiaggiato – Commedia. Regia di Matteo Martinez, con Frank Matano. Opera prima. La storia di Francesco, vorrebbe fare il comico ma alle sue esibizioni non ride mai nessuno. Fino a quando non infila una battuta dietro l’altra sulla sua ragazza grassa: il pubblico ride, lei lo lascia. Per riconquistarla, dal momento che al funerale della nonna di lei, s’è guadagnato un bell’abbraccio, provvederà a far fuori qualche altro parente e così gli affetti saranno ristabiliti. Ma le cose non si mettono al meglio, come Francesco spererebbe. Durata 91 minuti. (Reposi, The Space, Uci)
LA LETTERA DEL SINDACATO DI POLIZIA
«Tutte le opere finaliste – commenta il presidente del Premio – sono caratterizzate da una forte tendenza degli autori a cercare vie oblique per narrare ed esprimersi, ed esprimere la loro visione del mondo. Passano attraverso i generi, soprattutto il distopico, che permette di radicalizzare lo sguardo senza apparire forzati, oppure attingono al fantastico, filone che in Italia ha un padre nobile proprio in Calvino. O, ancora, riprendono l’inesauribile mito greco per parlare dell’oggi, o creano paesaggi mentali allucinati con la medesima funzione. Oppure, ancora, operano attraverso un uso spiazzante del linguaggio con un effetto di straniamento, o, infine, introducendo un granello di irrealtà in un oliato congegno realistico. La descrizione dei meccanismi sociali con i suoi personaggi indagati psicologicamente, tipica del grande romanzo borghese otto-novecentesco, appare, in questi romanzi, fuori tempo massimo ed affrontabile, in alcuni casi, solo con i mezzi della docufiction. Ultimo tratto che colpisce delle opere finaliste è, infine, la produzione di testi tramite altri testi, che siano letterari, filmici, serial televisivi, manga o graphic novel.»Anche quest’anno i dati sociologici non fanno che confermare il carattere nazionale del Premio, la sua capacità attrattiva diffusa sul territorio e tra le varie generazioni.
valutazione oggettivi e condivisi.Al termine del primo giro di letture, si svolgono una serie di riunioni, durante le quali si procede alla discussione e allo scambio dei manoscritti.Con il procedere delle riunioni e delle letture si arriva a emettere un giudizio unanime su ogni testo e a individuare una decina di opere finaliste che sono così pronte per essere inviate alla Giuria, composta da cinque personalità del mondo letterario (scrittori, critici, letterati). È questa Giuria a definire il vincitore e a segnalare eventualmente altre opere degne di interesse.Nelle settimane successive alla premiazione, infine, il Premio invia un giudizio dell’opera presentata a tutti gli autori che hanno partecipato. In questo modo, l’accesso al Premio assume un carattere non soltanto di competizione ma anche di valutazione, grazie alle indicazioni tecniche e stilistiche fornite dalla scheda di lettura.
Le fondazioni bancarie torinesi, Compagnia di San Paolo e Fondazione Crt, aiuteranno la Città di Torino
BAROLO, TAURASI, ALTO ADIGE, STEIERMARK 
