Laboratorio Olfattivo in collaborazione con l’Associazione culturale Per Fumum presenta un percorso esperienziale

Nella splendida cornice della Cappella di Sant’Uberto della Reggia di Venaria, Laboratorio Olfattivo organizza “The Experience”, un percorso esperienziale attraverso il quale mettere in gioco i sensi cercando di lasciare spazio al senso più condizionante, l’olfatto. I visitatori potranno partecipare a vari percorsi olfattivi: dalla scoperta delle materie prime iconiche, agli approfondimenti sulla rosa, come viene utilizzata in profumeria e quali sono i suoi costituenti odorosi, passando per Test Your Nose, spazio in cui sfidare la propria memoria olfattiva. L’evento è realizzato in collaborazione con l’Associazione Culturale Per Fumum.
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Sabato 19 maggio alle ore 11 e alle ore 15
Reggia di Venaria, Cappella di Sant’Uberto
“Ricostruire un profumo”
Laboratorio a cura di Roberto Drago, Direttore Creativo di Laboratorio Olfattivo e Socio fondatore dell’Associazione Culturale Per Fumum.
I partecipanti potranno ricostruire una delle fragranze di Laboratorio Olfattivo, partendo dalle singole materie prime che lo compongono.
Sabato 19 e domenica 20 maggio, alle ore 10:10, il Museo Egizio propone ai bambini dai 6 agli 11 anni, accompagnati dai genitori, l’opportunità di intraprendere un viaggio alla scoperta dell’affascinante scrittura dei faraoni: i geroglifici.
Le storie spesso iniziano là dove la Storia finisce.
Santa Maria Maddalena de’ Pazzi a Firenze. Situata inizialmente nel cimitero di San Lazzaro, ora non più esistente, la tomba venne poi sposta nel piccolo cimitero di San Pietro in Vincoli a Torino. È un giorno qualunque, presa da svariati pensieri seguo meccanicamente gli ordini del navigatore, che mi strattona da una parte all’altra della mia città. D’un tratto mi accorgo di trovarmi proprio nei pressi dell’antico cimitero di San Pietro in Vincoli, in via Torino, ora adibito a tutt’altra tipologia di funzione e completamente circondato da macchine parcheggiate con disordine e prepotenza. Il mesto edificio venne edificato nel lontano 1777, su progetto dell’architetto Francesco Valeriano Dellala, di Beinasco.
perimetro della città. Il cimitero era costituito da un cortile interno, circondato su tre lati da un porticato. La facciata in stile neoclassico, presentava due file di lesene, la prima costituita da ghirlande, l’altra da teschi alati. Dal timpano del pronao incombeva l’angelo della morte. La parte centrale dell’area era adibita a ossario, attorno ad esso vi erano quarantaquattro pozzi destinati a sepoltura comunale per le salme dei più poveri. Ai più abbienti era riservato il porticato, qui si trovavano settanta due salme, divise in tombe private, lapidi e busti. Attorno alle mura del cimitero vi erano due zone, una atta ad ospitare i non battezzati e l’altra per gli impiccati e gli esecutori di giustizia. La struttura però era di piccole dimensioni e il sovraffollamento che non tardò ad arrivare portò con sé altre fastidiose conseguenze, la peggiore delle quali fu il fetore, intollerabile nei mesi estivi, provocato dai cadaveri disposti alla rinfusa e non adeguatamente tumulati. Nel 1829 l’edificazione del Cimitero Monumentale causò il progressivo disuso dell’antico sito sepolcrale. Per alcuni anni successivi San Pietro in Vincoli ospitò ancora i cadaveri dei giustiziati, fino al 1852, quando subì gravi danni strutturali a seguito dello scoppio della polveriera vicino all’arsenale militare, fu questo l’anno del definitivo abbandono. La costruzione seguì lo scontato decorso che si addice ad un cimitero abbandonato: atti vandalici, profanazioni e pare, addirittura, qualche messa nera. Alcuni monumenti che si trovavano all’interno della struttura vennero recuperati, anche se con danni più o meno gravi, tra questi anche la velata statua della principessa, che trovò un primo rifugio all’interno della Mole Antonelliana, dove venne sistemata nel 1976, ma fu la GAM a diventare la sua definitiva e rassicurante dimora. Oggi non c’è più alcuna traccia di quel sepolcrale lontano passato. Risulta di difficile concezione il solo pensiero che lì non fosse già più città. Le macchine sfrecciano rumorose, usano i clacson come rostri sonori, le osservo parcheggiate alla rinfusa e mi ricordano un sorriso di storti denti accavallati. La storia legata a San Pietro in Vincoli è prova del fatto che le parole trovano la forza di vivere, sempre, mentre lo spirito dei luoghi, talvolta, può morire.
Sono ufficiali i calendari della Final Six e dei playout del campionato di serie A1 di pallanuoto maschile, che vedranno impegnata la Reale Mutua Torino 81 Iren.
merceologici progettati for all, la piena accessibilità alle attività commerciali.” “L’iniziativa – dichiara Silvio Pasqualini, Consigliere Comunale di Orbassano che ha avanzato la proposta – è aperta a tutte le attività commerciali e nasce con l’obiettivo di riconoscere a tutti uguali diritti e doveri, superando lo stereotipo della disabilità legata alla sola assistenza, sensibilizzando il mondo delle attività commerciali e artigianali sul tema dell’accoglienza di qualità ai clienti con disabilità.” La Consulta per le Persone in Difficoltà Onlus e la Confesercenti Zona Ovest propongono, su questo tema, una giornata di sensibilizzazione rivolta alla cittadinanza e dedicata a informare circa l’importanza dell’accessibilità alle realtà commerciali come garanzia di autonomia e indipendenza per tutti. Sabato 26 maggio, dalle 15.30 alle 18.30 in via Roma, l’Associazione e la CPD metteranno a disposizione di tutti, carrozzine, maschere oscurate e pedane a uso puramente dimostrativo, per provare in prima persona la disabilità e scoprire da vicino la reale accessibilità dei negozi di Via Roma. Gli obiettivi del progetto “QUI NON TROVI BARRIERE, MA SORRISI” sono molteplici: prima di tutto migliorare le possibilità di ingresso nelle attività commerciali, tutelando il diritto al tempo libero di tutti i soggetti con disabilità, e in secondo luogo offrire metodologie efficaci di accoglienza for all. I conseguenti benefici saranno tratti sia dai cittadini che dai commercianti: i primi avranno l’opportunità di accedere a tutti i negozi della via, i secondi potranno incrementare il loro volume d’affari, poiché
questa misura potrà invogliare le persone con disabilità a percorrere le vie dei negozi. “La Confesercenti Zona Ovest – precisa il Presidente, Vincenzo Guastella – effettuerà un mappatura dei negozi delle vie del commercio di Orbassano, registrando la presenza o all’assenza di barriere architettoniche all’ingresso delle attività, con l’obiettivo di effettuare azioni mirate per superare ed eliminare gli ostacoli presenti. A tutti i commercianti verrà inoltre distribuito il Vademecum ‘Contaminazioni Cittadine’ in cui sono inseriti suggerimenti pratici per offrire a tutti i clienti un’accoglienza e un trattamento soddisfacente.” “Questo progetto – conclude il Sindaco di Orbassano, Eugenio Gambetta – è strettamente correlato con l’iniziativa che la nostra Amministrazione ha avviato alcuni mesi fa, dal titolo ‘Orbassano senza barriere!’. Diciamo che possiamo considerarla un ramo di quel progetto, che prevedeva l’applicazione di una vera e propria cultura dell’accessibilità e dell’inclusione sociale in tutti i contesti della nostra comunità, dall’educazione dei più giovani all’uguaglianza e al rispetto, alla progettazione di spazi e i luoghi di cui tutti possano usufruire allo stesso modo, senza distinzioni. Vorremmo, in sostanza, che ‘ORBASSANO SENZA BARRIERE!’ diventasse un vero e proprio stile di vita: non più una novità che fa notizia, ma la normalità. Perchè si arrivi, un giorno, a dare quasi per scontate la totale accessibilità degli edifici, la totale inclusione dei soggetti in difficoltà, il totale rispetto anche nei confronti di chi ha bisogno di un aiuto, di un’attenzione in più.”
parte alla Resistenza nelle formazioni SAP torinesi della Barriera di Nizza e negli anni dopo la liberazione collaborò con l’amministrazione cittadina, attraverso le organizzazioni giovanili unitarie. Negli anni ’50 fu tra i più attivi dirigenti del PCI a Torino e Ivrea, nel Canavese e nel Pinerolese, tra i lavoratori di aziende come l’Olivetti, la Chatillon, la Riv di Villar Perosa e tra i minatori della Talco Grafite in Val Germanasca. Dalla sua esperienza con i lavoratori della tristemente nota IPCA (Industria Piemontese dei Colori di Anilina) di Ciriè, prese spunto il suo mai interrotto impegno per le politiche per la salute negli enti locali dov’è stato consigliere e assessore – da Grugliasco a Torino – fino al CIPES di cui è presidente onorario. Dal 1975 al 1980 ricoprì gli incarichi di vicepresidente della Giunta regionale del Piemonte e di assessore regionale ai trasporti e alle opere pubbliche, e nei cinque anni successivi venne nominato assessore alla Sanità. E’ difficile riassumere la storia di quest’uomo che ha attraversato da protagonista le vicende piemontesi di oltre mezzo secolo e l’unico modo per averne la piena consapevolezza è leggere quest’intervista-racconto che si presenta come una delle più belle e intense testimonianze di chi ha fatto della passione civile la bussola della sua vita e del suo impegno.


“ANCHE PARTE DEL CENTRO-SINISTRA NON VOTA LA DELIBERA DI SAITTA”
dissenso dalla maggioranza chiedendo che alcuni punti (che si allegano) presentati dal PD non diventassero semplici raccomandazioni, bensì si trasformassero in un parere “condizionato”.