Più di 80.000 gli articoli contraffatti, con marchio Juventus, sequestrati dalla Guardia di Finanza, nel giorno di festa per lo scudetto. Denunciati per frode e contraffazione i titolari di due aziende che avevano prodotto maglie, magneti, cuscini “taroccati” riservati ai festeggiamenti bianconeri. Nel corso dell’operazione sono stati sequestrati 20 macchinari industriali, computer, 60.000 imballi, file e cliché di marchi registrati per un valore di circa 800mila euro.
Tav, Torino fa rima con declino
di IBIS
Il cosiddetto contratto di governo fra M5s e la Lega , pur fra dubbi e cautele, evidenzia ancora una volta la debolezza della rappresentanza politica , e non solo, di Torino e in parte del Piemonte. La vittima illustre del compromesso fra le due forze politiche potrebbe infatti essere il Tav Torino -Lione.
Nell ‘ultima versione si parla di ridiscussione del progetto, ma si sa che cosa vuol dire ridiscutere progetti così complessi, già rivisti e discussi più e più volte: un rinvio chissà a quando, con uno spreco enorme di risorse( cioè soldi nostri) e l’assenza del collegamento veloce merci- passeggeri per un lungo tempo.Io credo che sia invece
un’opera importante a livello continentale e per l’area Torinese fondamentale per i flussi di merci e capitali, ma anche in chiave turistica, vista la debolezza dell’aeroporto. Ai torinesi con qualche anno, questa decisione dovrebbe ricordare l’incredibile vicenda della metropolitana: nel 1974 sembrava che finalmente potessero partire i lavori, poi arrivarono le giunte di sinistra con il sindaco Novelli e non se ne fece più nulla. Si disse esattamente come ora: è un’opera inutile, uno spreco, e via a calcolare flussi di traffico per dimostrare che non serviva, agitando le ombre della corruzione , demonizzando le grandi opere ecc. ecc. Si persero così dieci anni .Oggi chi
rinuncerebbe alla metropolitana? Nessuno, ma già i 5 stelle contestano la seconda linea. Tutti sanno che l’alternativa a intasare le strade delle città di traffico inquinante è il trasporto pubblico in sotterranea: è veloce , più veloce di qualsiasi altro mezzo (e non deturpa le città , come purtroppo le linee tranviarie : avete mai alzato gli occhi al groviglio di cavi che incombe su piazza Castello? ). Non si vogliono trasporti veloci e non inquinanti , ma si limita il traffico in superficie e si vuole estendere l’orario della ZTL : faccio sommessamente notare che a Torino la metropolitana non attraversa la ZTL. Lo farebbe la seconda linea.
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Per il TAV Torino- Lione la storia si ripete. Scendono nelle strade i valligiani, si fanno le barricate ( in verità se ne stanno facendo sempre meno ). Disse una volta l’allora commissario straordinario per l’opera Mario Virano, oggi direttore TELT: forse i no Tav non sanno che si parla di una ferrovia non di mettere missili nucleari in Val Susa. Se non c’è la ferrovia continueranno a passare TIR e auto sull’autostrada, ben più inquinanti, ma questo sembra che ai no tav non interessi. Ho detto
all’inizio , che questo contratto fra Lega e M5s , dietro il problema del Tav , solleva un altro, forse ancora più grave problema: Torino non conta nulla a livello nazionale. L’irrilevanza della classe politica piemontese perdura pur cambiando maggioranze e governi. Quasi nessuno ha fatto notare che dalla nascita della cosiddetta seconda Repubblica , nel 1994 con il primo governo Berlusconi, sono stati pochissimi i ministri piemontesi e spesso in posizioni poco significative. Se non ricordo male, Costa padre, Comino ,Turco, Fassino , Costa figlio, Nerio Nesi e basta. (escludo dal calcolo il governo Monti fatto da tecnici). Praticamente nessun torinese è fra i leader di partito che contano. Non va meglio all’intera classe dirigente della città: dall’industria al sindacato , dalla Chiesa alla cultura. La stessa sindaca Appendino non è fra i maggiorenti del suo partito. Chi può allora difendere i legittimi interessi
della città? Si potrebbe estendere il discorso a buona parte della Regione. ( Forse l’unica personalità di un certo rilievo è oggi il Presidente della Fondazione CRT Giovanni Quaglia, un cuneese da poco trapianto in città). Non sottovaluto le risorse di lavoro e di impresa, in qualche caso ottime, ma mancano le classi dirigenti in grado di operare affinchè Torino esca dal declino che l’ha colpita ormai da diversi anni. Intanto l’asse Milano- Roma colpisce proprio il capoluogo subalpino. Quella che era la più importante area industriale italiana e fra le più importanti del mondo è diventato un punto in alto a sinistra sulla carta geografica d’Italia. Chi guiderà la riscossa?
(foto: il Torinese)
Tav, dalla Francia ok ai finanziamenti
Via libera dalla Francia al finanziamento degli appalti 2018 per la Torino-Lione. E’ così garantita la prosecuzione dei lavori preparatori e definitivi dell’opera. Il programma è stato approvato dal cda dell’Agence de financement des infrastructure de transport de France e sottoscritto da Telt, la società che costruisce la Tav. Finanziati anche lo svincolo di Chiomonte e la ricollocazione dell’autoporto sulla A32.
«Contrordine cittadine e cittadine. Sulla linea ad Alta Velocità Torino-Lione si può e si deve discutere ma niente sospensioni dei lavori come da avvertimento della commissaria ai trasporti Ue Violeta Bulc. M5S e Lega in perfetto stile democristiano hanno infatti scritto nel contratto di governo che intendono impegnarsi a «ridiscutere integralmente il progetto nell’applicazione dell’accordo tra Italia e Francia». Un artifizio lessicale che tenta inutilmente di mettere in salvo capra e cavoli. Patetici i tentativi online dei M5S di queste ore di stravolgere il significato delle parole. A scanso di equivoci Salvini ci mette il carico: «la maggioranza delle opere pianificate e finanziate andrà assolutamente avanti». Rassicurate le consorterie di affaristi e speculatori che proliferano sulle grandi opere. Per il M5S più che un compromesso con il partner di governo si tratta di una vistosissima retromarcia. Per i cittadini della Valle di Susa si tratta invece di una vera e propria fregatura. Sempre più il patto di governo M5S-Lega si rivela per quello che è: uno specchietto per le allodole che mette in soffitta molte promesse elettorali. La «Valle non si arresta» si legge in una nota che annuncia la manifestazione No Tav di domani da Rosta ad Avigliana, alle porte della Valsusa. La prima manifestazione contro le giravolte e i nuovi inciuci di governo. Rifondazione Comunista ci sarà «contro la realizzazione di grandi opere – come si legge nella nota – utili solo a chi specula sulla loro costruzione»».
Ezio Locatelli segretario provinciale Prc-Se di Torino
Il ponte si specchia nel Po
Mario Alesina ci propone questa bella immagine del ponte Umberto I che si specchia nel Po.

Balcani in musica a Rivoli
Il prossimo concerto previsto per Rivolimusica vedrà esibirsi King Naat Veliov & The Original Kočani Orkestar dalla Macedonia, massimi rappresentanti a livello internazionale, con i Ciocărlia dalla Romania e Boban Marković Orkestar dalla Serbia, della fanfara balcanica. Una brass band tipica, ma sopra le righe per quanto riguarda gli arrangiamenti originali del leader Naat Veliov che contamina di sonorità pop, jazz e latine un repertorio tradizionale già ricco di suggestioni turche, gitane, bulgare, romene, serbe. Sabato 19 maggio presso Maison Musique (Ore 21, ingresso 12 euro, ridotto 10) Previsto dopo il concerto (Per il ciclo MaP, apertitivi con l’artista; è l’ultimo degli incontri e prende la forma di un after show) “Balcani in musica”, incontro con Naat Veliov intervista a cura del progetto BalkanRock, conValentina Sileo e Duško Djordjevič presso il Birra Ceca Pub 82 (Via Alpignano 82, Rivoli), ore 23:00.
La regina delle erbe spontanee
Una chef donna, stella Michelin dal 2000, una vera passione per le erbe spontanee e una cucina che esprime felicità.
Caluso (TO) – Sabato 19 maggio – CORSO DI FORAGING IN VALCHIUSELLA
Caluso (TO) – Mercoledì 23 maggio – CORSO DI CUCINA CON LE ERBE SPONTANEE
Torino – Giovedì 24 maggio – PRESENTAZIONE LIBRO “LA CUCINA DELLE ERBE SPONTANEE”
Lei è Mariangela Susigan, padrona di casa del Ristorante Gardenia di Caluso (To), e “La cucina delle erbe spontanee” è il suo nuovo libro, risultato di anni di studi e passione che hanno eletto Mariangela “regina delle erbe spontanee”. Per festeggiarne l’uscita la chef ha organizzato una settimana di appuntamenti verdi e golosi da segnare in agenda:
CORSO DI FORAGING IN VALCHIUSELLA
Sabato 19 maggio dalle ore 9 – Ritrovo presso il Ristorante Gardenia Corso Torino 9, Caluso (TO)
Due ore nel verde delle nostre valli alpine per scoprire le specie selvatiche più particolari accompagnati da Mariangela Susigan (chef) e Mauro Vaglio (erbolaro). Pranzo con il Pic-nic stellato di Gardenia (insalata di gallina, asparagi, erbe spontanee- quiche di borragine – degustazione di formaggi- dolcino). Al ritorno visita ad una malga del posto.
Costo 60 euro
Per info e prenotazioni Tel. 011/9832249 – info@gardeniacaluso.it
CORSO DI CUCINA CON LE ERBE SPONTANEE
Mercoledì 23 maggio dalle ore 19 alle 22 – Ristorante Gardenia Corso Torino 9, Caluso (TO)
Una serata dedicata alle erbe spontanee, riconoscimento, classificazione e naturalmente tante ricette wild!Durante le lezioni si prepareranno diversi piatti che verranno poi degustati dai partecipanti in abbinamento ad un calice di vino.
Costo 75 euro
Per info e prenotazioni Tel. 011/9832249 – info@gardeniacaluso.it

PRESENTAZIONE LIBRO “LA CUCINA DELLE ERBE SPONTANEE”
Giovedì 24 maggio ore 17,30 – Palazzo Madama (Sala delle Feste), Piazza Castello, Torino
Due chef stellati, Mariangela Susigan a Caluso in Piemonte e Alessandro Gilmozzi a Cavalese in Trentino, raccolgono 60 erbe selvatiche – illustrate dalla botanica Lucia Papponi – e le propongono in 40 ricette assolutamente sorprendenti. Non un semplice libro di cucina ma la storia della passione degli autori per le due valli alpine dove vivono e lavorano. Un viaggio sulle nostre montagne tra Canavese e Dolomiti per entrare nel mondo magico dei boschi e dei loro tesori culinari.
Mariangela Susigan e Lucia Papponi presentano il volume edito da Giunti e raccontano le erbe spontanee attraverso un’esposizione di oltre 50 specie di erbe della Valchiusella.
Ingresso libero fino a esaurimento posti disponibili.
È gradita la prenotazione scrivendo a: giardinomedievale@fondazionetorinomusei.it
La Giordania non è solo Petra o Wadi Rum ma anche angoli e scorci di un posto, la capitale, che ci porta magicamente indietro nel tempo, dove le lancette dell’orologio sembrano scorrere con un altro ritmo

Viverci tre anni, immergersi nella cultura, respirare l’aria secca del deserto densa di profumi come quello del knafeh, il dolce tipico giordano, vibrare con il richiamo alla preghiera 5 volte al giorno o destreggiarsi in un traffico indisciplinato ma sorridente è stata una esperienza davvero unica. Ci ero stata in vacanza 4 anni prima, in tempi non sospetti, cioè quando non sapevo di doverci andare a vivere. Tutto era già apparso bello, accogliente e irripetibile come Petra, un luogo magico perso nell’altopiano desertico, vite d’altri tempi, colori incredibili sotto un cielo sempre azzurro. Jerash, un meraviglioso sito archeologico che divenne importante al tempo dei Romani, che con il Tempio di Zeus, l’Arco di Adriano, il Teatro magnifica un intero paese. E ancora i Castelli del deserto, Wadi Rum, il Mar Morto, Um Umquais, Aquaba, Monte Nebo e Madaba, luoghi magnifici intrisi di storia, cultura, arte, una natura invincibile ed originalità.

In Giordania però c’è altro, una vita da spendere ad un ritmo diverso, abitudini che ci catapultano almeno in un secolo fa, rituali pigri e rilassati che non appartengono certamente al nostro modo di vivere occidentale. Ad Amman, la capitale di questa isola nel deserto, si può fare questa esperienza vivendo luoghi fuori dai circuiti turistici, posti che hanno mantenuto una melodia comoda e imperturbabile. Una prova di questa esistenza scandita da un battito lento è tangibile nelle abitudini quotidiane come nei bar per esempio. Non si entra per un cappuccino e si scappa, non esiste il caffè al bancone, si ordina e si aspetta seduti, dieci, quindici, anche venti minuti, nessuno sembra avere fretta, si chiacchera, si lavora, ci si prende il proprio tempo e si onora la bevanda per noi
accuratamente preparata, inutile lamentarsi del ritardo perché avremo solo un sorriso come risposta.
Nel quartiere di Jabal Al Weibdeh, uno dei più antichi di Amman, sono numerosi i bar dove ci si può fermare, fermare davvero intendo. Rumi, per esempio, è un posto delizioso dove caffè, te, torte e persino il cappuccino sono davvero buoni. In questo quartiere, fuori dai giri organizzati, che vale la pena di vedere se si vuole conoscere la vera Giordania, ogni cosa è tipica: negozi di artigianato, residenze in stile arabo, come la villa rosa sul viale principale, gallerie d’arte, negozi di abbigliamento un po’ datati e una bellissima moschea. Mangiare al Beit Sitti, un ristorante locato in una vecchia dimora, è una esperienza sicuramente da fare, le pietanze infatti , arabe ovviamente, come il pane o i fagottini ripieni di riso, si impara a cucinarle e poi a mangiarle con calma, godendo della compagnia, soddisfatti per aver fatto una lezione di cucina locale. Un posto che non dimenticherete è Darat al Funun, una galleria d’arte, una terrazza, una biblioteca, la vista sulla Cittadella: la zona archeologica della città.

Un altro luogo dove passeggiare in piena atmosfera folcloristica è Jabal Amman e precisamente Rainbow Street, una deliziosa strada decorata da ville vecchio stile, negozi di artigianato e antichità, uno splendido negozio di prodotti di bellezza, Trinitae. Il venerdì, da maggio a luglio, c’è un delizioso mercatino dove si possono trovare oggetti nuovi e antichi, vestiario, artigianato, cibo e soprattutto colori e vitalità. La visita in questa zona non può dirsi completa se non ci si ferma al Books@cafe un bar con libreria e una terrazza che si affaccia su una delle valli della città, un posto adorabile e accogliente. Un altro ristorante degno di nota è il Wild Jordan Cafe che all’interno ospita una boutique che vende oggetti ricavati da materiali naturali e un punto dedicato ai viaggiatori con proposte di percorsi cittadini e naturalistici. Ovviamente non si può non citare il centro vecchio, Wasat al Balad o Downtown, un souk a cielo aperto, vie fittissime di negozi, spezie, mercato della frutta, oreficerie, abiti locali, profumi, sapori mediorientali. Il caos, il traffico e il disordine saltano subito all’occhio ma ci si abitua, si entra nella vera Amman, ci si addentra in Giordania, quella reale, con tutte le sue particolarità, il suo carattere forte e tenace, ma anche gentile e possibilista. Un ultimo consiglio è ammirare la città di notte, con le sue 14 colline (Jabal) illuminata da migliaia di luci bianche intervallate da quelle verdi dei minareti, Amman ci offre un paesaggio magico da Mille e una Notte, una vista unica, ipnotica e piena di fascino.
Maria La Barbera

Gtt, è questione di stile
STORIE DI CITTA’ di Patrizio TosettoGTT approva il bilancio con 58 milioni di perdita. Spa ad intero capitale pubblico. Walter Ceresa riconfermato come presidente ed amministratore delegato. Mi sembra ovvio, squadra che vince non si cambia. No? Del resto Ceresa che c’entra? Scelto da Piero Fassino, riconfermato ripetutamente da Chiara Appendino. Ma la sindaca non doveva ribaltare tutto come un calzino? Ma tra il dire e il fare… Vizio ormai antico dei grillini che, vinte le elezioni, hanno scelto di non attraversare il mare stando da questa parte della sponda. Ma forse c’ è qualcosa di più. Ai tempi di Chiamparino sindaco l’università di Torino analizzò chi e soprattutto quanti furono gli amministratori delle cosiddette partecipate. Dai tempi di Castellani erano gli stessi che ” giravano ” tra i vari enti. Si delineò il cosiddetto sistema Torino, un blocco di potere tendente a scegliere i manager perché appartenenti a tale sistema. Competenze? Magari venivano dopo, tanto con la copertura del denaro pubblico le magagne erano prontamente edulcorate. Walter Ceresa non sfugge a questo
identikit. Con qualcosa di più. Arriva da una storica famiglia di industriali del petrolio che oltre ad essere aderente all’Unione industriali era anomala perché si trattava di imprenditori “fiancheggiatori” del PCI. Oltre che industriale, frequentatore del gruppo di potere torinese della seconda repubblica. E Piero Fassino lo sceglie per questo delicato compito. Addirittura diventa amministratore unico. Tutto il potere aziendale nelle sue mani. Si parla di piano industriale. Si vuole licenziare, ma lui inamovibile è difeso a spada tratta da Chiara Appendino. Ma lei non doveva cambiare tutto? Sui problemi dei trasporti Ceresa non ha dubbi: tutta colpa degli amministratori pubblici precedenti. Chiaramente ingrato verso Piero Fassino e molto, ma molto polemico verso il precedente assessore
Lubatti. Lui? Solo un esecutore. Ed i pentastellati (disciplinati ed ultimi vetero – comunisti) gli credono pure. Così avanti con i licenziamenti, ma lui non si tocca. Eppure i comuni dell area metropolitana, Regione e garante dei trasporti hanno ripetutamente chiesto alla sindachessa la sua rimozione. Anche, penso, per una questione di stile. Squadra che perde? Bisogna cambiare allenatore. Forse Appendino non ha alternative. Forse, ma è la stessa Appendino membro della commissione bilancio del Comune quando era all’opposizione. E che i conti non tornassero in GTT era di dominio pubblico. O forse aveva già le idee chiare: rivoltare tutto come un calzino era un modo di dire. Lei che arriva dal mondo confindustriale da dove arriva Walter Ceresa.
Patrizio Tosetto

Tre ore di intervento al polmone per Giovanni Cusano, il 73enne che ieri, a Torino, in via Venasca, è stato accoltellato dal suo vicino di casa e trasportato alle Molinette in condizioni gravi. ha subìto seri danni al polmone sinistro. L’uomo ha ripreso conoscenza ma la sua prognosi rimane riservata. L’aggressore, con il quale i rapporti di vicinato si erano deteriorati da tempo, Antonio Maccarone, 76 anni, è stato fermato ieri dalla polizia: stava camminando per strada ricoperto di sangue. Dovrà rispondere di tentato omicidio.