Tre modi di interpretare la corsa
con un unico denominatore: le alte quote

Uno sport sostenibile che coniuga perfettamente la scoperta del
territorio con la corsa in natura, proprio dello “spirito trail”.
Un’attività che apre i sensi, l’ascolto del proprio corpo e delle
proprie sensazioni, per sentirsi bene e apprezzare l’ambiente in cui si
corre. Tutte emozioni diverse che permetteranno di praticarlo in
armonia con il contesto naturale, per provare piacere anche nella
fatica, oltre al piacere di stare all’aria aperta.
Ritorna l’8^ edizione del circuito trail Uisp Piemonte con una nuova
veste: tre circuiti in uno, per dare spazio alle specialità emergenti,
che coinvolgono sempre più praticanti, le vertical e la corsa in
montagna, che avranno entrambi una classifica a parte con relative
premiazioni a fine anno.
Il vertical che fino a pochi anni fa era uno sport per pochi eletti, ha
conosciuto un vero e proprio boom, tanto che il circuito dedicato ne
prevede ben 15.
Si spazierà tra le province di Torino e Cuneo e il battesimo avverrà
venerdì 22 febbraio con la cronoscalata Monte Alpet Roburent (Cn) e si
concluderà domenica 26 maggio con la Coursa D’Castlus a Torre Pellice
(To).
Solo 4 le corse in montagna concentrate tra aprile e maggio: 25 aprile
Laz@run a Pramollo (To), 28 aprile trofeo della Liberazione a Prarostino
(To), 5 maggio memorial Maurino a Bagnolo (Cn), 26 maggio Coursa
D’Castlus a Torre Pellice (To).
Il circuito dei trail è sicuramente il più corposo, 39 gare, a cui si
sono aggiunte interessanti novità come il VAT Valmastitrail sabato 1
giugno del rifugio Valmanera (AT), il Mola Nen Trail domenica 9 giugno
di Bernezzo (Cn) e il Trail della Castagna a coppie sabato 5 ottobre a
Prarostino (To).
Il circuito trail UISP coinvolge 31 società sportive e 4 province:
Torino, Cuneo, Asti e Alessandria.
Il primo appuntamento è a Pragelato sabato 26 gennaio con la “Pragelato
Snowrun”, corsa nella neve con la speranza che si faccia vedere, per
rendere ancora più suggestiva questa bellissima gara.
















vittoria. Un’idea tanto semplice quanto straordinaria fino al punto di condizionare abitudini e gusti culinari di mezza Europa. La ricetta e il nome del croissant ( “crescente”, come la luna) per come è giunta a noi trae origine dalla Francia dove, nel 1736, un ufficiale austriaco – August de Zong – importò l’arte della pasticceria viennese, compresa la preparazione dei famosi kipferl, aprendo una Boulangerie Viennoiseal numero 92 della parigina rue de Richelieu. Un vero successo va comunque sudato e il croissant dovette attendere un bel po’ ( fino al 1891) prima di essere menzionato in un libro di ricette e ancor oltre (nel 1938 ) per fare la sua comparsa ufficiale sul testo fondamentale della cucina francese: la
Larousse gastronomique. Così, con tenacia e perseveranza, sbocconcellato o divorato in quattro e quattr’otto, il croissant si è fatto largo nella parte più dolce dell’arte culinaria. Le leggende legate alla battaglia di Vienna non si esauriscono nei panetti a mezzaluna ma ci raccontano anche di come i turchi , ormai in fuga, si lasciarono alle spalle le loro scorte di caffè. Un ufficiale polacco di origini ungheresi – Jerzy Franciszek Kulczycki – apprezzando l’aroma dei chicchi che bruciavano negli incendi della battaglia, decise di utilizzare i sacchi di caffè abbandonati dall’esercito ottomano per aprire la prima caffetteria viennese, una rarità nell’Europa del tempo. Altra storia è quella che indica lo scontro consumatosi sul Monte Calvo come un’occasione in qualche modo
decisiva anche per l’invenzione del “cappuccino”, intestandola a Marco da Aviano, frate dell’ordine dei cappuccini, inviato dal Papa a Vienna con l’obiettivo di convincere le potenze europee ad una coalizione contro i Turchi che stavano assediando la città. Pare che durante il soggiorno viennese il religioso entrò nella già citata caffetteria e, gustando un caffè dall’aroma piuttosto deciso, chiese un po’ di latte per addolcirlo . Chi lo servì esclamò “Kapuziner!” , guardando lo strano intruglio bevuto dal frate. Vero o falso, storia o leggenda che sia, resta un fatto: prendere al mattino un cappuccino – o anche un caffè – con un croissant , equivale ad un ottimo avvio di giornata.
