redazione il torinese

TAV/+EUROPA E RADICALI ITALIANI: CONFERENZA STAMPA DEI PROMOTORI DEL REFERENDUM COMUNALE FISSATA IL 5 FEBBRAIO

“Deve essere indetto entro febbraio per poter votare quest’anno. Di fronte al tentativo del M5S di sabotare il referendum, le madamine del SI’ non hanno nulla da dichiarare?”

Andrea Maccagno (gruppo +Europa Torino) e Igor Boni (Direzione Radicali Italiani):

“Il 10 novembre scorso, in Piazza Castello, 1000 cittadini torinesi sottoscrissero una petizione al Consiglio Comunale per richiedere un referendum consultivo sul TAV, dopo la presa di posizione per il NO espressa dalla maggioranza consiliare M5S il 26 ottobre scorso. Il 13 novembre depositammo la petizione e le firme in Comune. L’ex presidente del Consiglio Comunale, Fabio Versaci, ha impiegato quasi tre mesi per convocare la conferenza stampa dei promotori del referendum, che si terrà in Municipio martedì 5 febbraio. Ai sensi degli artt. 15 e 18 del Regolamento Comunale sulla partecipazione, il Consiglio Comunale deve indire il referendum consultivo entro il 28 febbraio per poterlo abbinare alle elezioni europee e regionale del 26 maggio 2019. In caso contrario, tutto sarebbe rimandato all’anno prossimo, cioè a mai. E’ del tutto evidente il tentativo della maggioranza M5S di allungare i tempi per sabotare la richiesta del referendum…. Ma non erano loro i campioni della “democrazia diretta”, dell’uno vale uno?! Di fronte a tutto questo, chiediamo che le madamine del “SI’, Torino va avanti” scendano in campo per difendere il diritto dei cittadini torinesi ad esprimersi per il SI’, dopo che la maggioranza consiliare si è espressa per il NO. Occorre una terza grande manifestazione popolare, questa volta sotto le finestre del Sindaco Chiara Appendino”

A giudizio ex parroco della Gran Madre per il conto in Svizzera da due milioni

Il giudizio immediato per don A.M, per trent’anni parroco della chiesa della  Gran Madre di Dio, è stato chiesto dalla procura della repubblica di Torino.  Con suo fratello il sacerdote è accusato di appropriazione indebita, poiché per anni avrebbe versato le offerte dei fedeli su un conto a lui intestato in una banca svizzera, per un totale di 2,4 milioni di euro. Quando è andato in pensione la somma è però apparsa su un conto della parrocchia. I legali del sacerdote dicono che tutto è stato fatto legalmente e che lui non ha mai toccato i soldi delle donazioni.

Gianluca De Grossi, l’amore per l’arte

Il filo conduttore che percorre costantemente le opere di Gianluca De Grossi è l’amore per l’arte. “Questo legame, fortissimo, – spiega l’artista – ha le sue radici nella stagione infantile, quando spesso ritirandomi in isolamento, impugnavo una semplice matita e trasferivo dalla mente al foglio bianco, tutti i miei sogni, le mie “visioni” e le sensazioni di una infanzia comune. Alla base delle mie rappresentazioni, protagonista costante, era un forte intreccio tra fantasia e immaginazione. La fusione tra astrattismo e figurativismo, è evidenziata da un sottile equilibrio di forme e colori”. “Io penso, – prosegue – che nell’anima dell’uomo tutto si produce, le cose prendono forma, l’idea diventa concreta, viva e completa.I suoni e le parole che odo, le immagini che vedo, si fanno immediatamente ” reali “, l’immagine ricca di colori diventa completa e brillante nella mia mente nell’attesa di nascere sulla tela bianca”.

L’attività’ artistica professionale di De Grossi  comincia nel 1994 con esposizioni al pubblico. Sono passati quattro anni di ricerca prima di approdare ad uno stile definitivo, quattro anni in cui la mente spaziava negli orizzonti più svariati senza mai stazionare su una meta conclusiva. “Dopo la profonda fase di eclettismo e di ricerca, – aggiunge l’artista –  le “stanze prospettiche” hanno avuto il sopravvento, un ingresso brusco, forzato, la mia mente non vedeva altro che immagini e situazioni collocate e circoscritte, all’interno di stanze prospettiche, dalle quali si poteva comunque “fuggire” da porte e finestre. In seguito la consapevolezza chiara e nitida che la fantasia e l’immaginazione dei miei pensieri non poteva essere circoscritta, e soffocata all’interno di una stanza; trovò maturazione nell’aprile del 1998, quando i miei occhi poterono spaziare verso orizzonti assai più ampi, oltre quelle mura, verso paesaggismi surreali. I lavori che creo e che dipingo, sono immagini che provengono direttamentegolden goose sneakersda dentro, sono espressioni di una realtà che non esiste, immagini catturate dai sogni, situazioni irreali, desideri e aspirazioni che emergono lentamente alla luce”.

Biografia di Gianluca De Grossi

L’attività artistica orientata verso il mondo dell’arte comincia nel maggio del 1994. Nato nel bolognese nel 1970, l’artista ha sempre avuto la tendenza verso il disegno artistico e verso il mondo dei colori. Conseguito il diploma di maestro d’arte, all’istituto statale d’arte di Bologna, decise di abbandonare i canoni accademici a lui imposti, ricercando al contrario un’espressione artistica e iconografica del tutto personale, scegliendo di essere un’artista completamente autodidatta. I primi anni della sua produzione, l’artista realizza opere proiettate su diversi orizzonti, rientrando nella sfera del puro eclettismo,poi successivamente la sua visione artistica subirà una leggera e graduale trasformazione, alla volta di una più decisa personificazione stilistica, che caratterizzerà la mano e la mente dell’autore. La ricerca tecnico espressiva è alla base della sua pittura. Bisogna sottolineare con particolare rilievo la forte tendenza nel ricercare il contrasto dei colori, i quali emergono carichi di luce ed energia, da fondi scuri o variopinti.

CARATTERISTICA TECNICA: uso del pennello, gli sfondi vengono preparati con colori acrilici diluiti, i soggetti vengono rappresentati con colori a olio,non diluito.

CARATTERISTICA TECNICA DAL 2009 IN POI: uso del pennello, l’opera viene realizzata completamente a olio.

La produzione artistica è divisa in 5 periodi o tendenze:

1° periodo : eclettismo

maggio 1994/maggio 1997

Fase di ricerca, sperimentazione

2° periodo: surrealismo prospettico

maggio 1997/aprile 1998

Le stanze prospettiche: ogni contesto, oggetti e soggetti, sono circoscritti all’interno di stanze. Assenza di una o più pareti nella stanza: periodo transitorio che aprirà le porte alla fase pittorica successiva.

3° periodo : surrealismo onirico

aprile 1998/ settembre 2005

Annullamento della stanza prospettica. La mente è libera di Spaziare nell’infinito, verso un paesaggismo surreale, non più soffocato dalle pareti di una stanza.

4° periodo: surrealismo simbolico

settembre 2005/ dicembre 2007

Fase nuova in cui la terra e il cielo sono rispettivamente al loro posto, non più capovolti e sconvolti come nel periodo

precedente.

5° periodo: realismo e surrealismo

dicembre 2007 in poi… Fase in cui oggetti e soggetti della vita quotidiana vengono inseriti in un contesto, a metà strada tra il reale e il surreale.

Il critico Cristiano Galassi ha scritto:

Nel 1924 Andrè Breton scrive “Io credo alla risoluzione futura di questi duestati, all’apparenza così contradditori, che sono il sogno e la realtà, in una sorta drealtà assoluta, di surrealtà”.
Nei lavori di De Grossi il riferimento a tali principi è chiaro ed automatico; nelle sue opere appaiono vividi riferimenti, contestualizzabili comunque al nostro tempo, prevalentemente alla pittura di grandi maestri quali Renè Magritte e Salvador Dalì. Due realtà, apparentemente antitetiche, si fondono nei lavori dell’artista: scene chiaramente oniriche intrecciano la loro esistenza in ambientazioni del tutto naturali, quasi ad omaggiare l’impianto stesso su cui, appunto, si erge la grande stagione del Surrealismo e del Realismo Magico. La pittura di De Grossi , giustamente dettagliata ed attenta al fin più piccolo particolare, ci proietta in un mondo del non-esistente; paesaggi fatati, a volte su pianeti alieni, alberi che diventano dimore di ipotetici abitanti che solo la nostra fantasia può immaginare, ma ecco la sorpresa! A fianco di tutto ciò compare un’automobile sul ciglio di un dirupo, cartelli stradali o carte da gioco che, portate dal vento, volano verso l’infinito. E’ una pittura positiva che immediatamente ci restituisce uno stato d’animo di estrema serenità e di profonda quiete; Gianluca de Grossi distribuisce sulla superficie dei suoi dipinti i particolari del suo mondo con profonda sapienza ed estrema attenzione anche all’equilibrio formale dei suoi lavori.

***

Tutte le info su Gianluca De Grossi: www.degrossi.it

 

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Gianluca De Grossi, l'amore per l'arte

Il filo conduttore che percorre costantemente le opere di Gianluca De Grossi è l’amore per l’arte. “Questo legame, fortissimo, – spiega l’artista – ha le sue radici nella stagione infantile, quando spesso ritirandomi in isolamento, impugnavo una semplice matita e trasferivo dalla mente al foglio bianco, tutti i miei sogni, le mie “visioni” e le sensazioni di una infanzia comune. Alla base delle mie rappresentazioni, protagonista costante, era un forte intreccio tra fantasia e immaginazione. La fusione tra astrattismo e figurativismo, è evidenziata da un sottile equilibrio di forme e colori”. “Io penso, – prosegue – che nell’anima dell’uomo tutto si produce, le cose prendono forma, l’idea diventa concreta, viva e completa.I suoni e le parole che odo, le immagini che vedo, si fanno immediatamente ” reali “, l’immagine ricca di colori diventa completa e brillante nella mia mente nell’attesa di nascere sulla tela bianca”.

L’attività’ artistica professionale di De Grossi  comincia nel 1994 con esposizioni al pubblico. Sono passati quattro anni di ricerca prima di approdare ad uno stile definitivo, quattro anni in cui la mente spaziava negli orizzonti più svariati senza mai stazionare su una meta conclusiva. “Dopo la profonda fase di eclettismo e di ricerca, – aggiunge l’artista –  le “stanze prospettiche” hanno avuto il sopravvento, un ingresso brusco, forzato, la mia mente non vedeva altro che immagini e situazioni collocate e circoscritte, all’interno di stanze prospettiche, dalle quali si poteva comunque “fuggire” da porte e finestre. In seguito la consapevolezza chiara e nitida che la fantasia e l’immaginazione dei miei pensieri non poteva essere circoscritta, e soffocata all’interno di una stanza; trovò maturazione nell’aprile del 1998, quando i miei occhi poterono spaziare verso orizzonti assai più ampi, oltre quelle mura, verso paesaggismi surreali. I lavori che creo e che dipingo, sono immagini che provengono direttamentegolden goose sneakersda dentro, sono espressioni di una realtà che non esiste, immagini catturate dai sogni, situazioni irreali, desideri e aspirazioni che emergono lentamente alla luce”.

Biografia di Gianluca De Grossi

L’attività artistica orientata verso il mondo dell’arte comincia nel maggio del 1994. Nato nel bolognese nel 1970, l’artista ha sempre avuto la tendenza verso il disegno artistico e verso il mondo dei colori. Conseguito il diploma di maestro d’arte, all’istituto statale d’arte di Bologna, decise di abbandonare i canoni accademici a lui imposti, ricercando al contrario un’espressione artistica e iconografica del tutto personale, scegliendo di essere un’artista completamente autodidatta. I primi anni della sua produzione, l’artista realizza opere proiettate su diversi orizzonti, rientrando nella sfera del puro eclettismo,poi successivamente la sua visione artistica subirà una leggera e graduale trasformazione, alla volta di una più decisa personificazione stilistica, che caratterizzerà la mano e la mente dell’autore. La ricerca tecnico espressiva è alla base della sua pittura. Bisogna sottolineare con particolare rilievo la forte tendenza nel ricercare il contrasto dei colori, i quali emergono carichi di luce ed energia, da fondi scuri o variopinti.

CARATTERISTICA TECNICA: uso del pennello, gli sfondi vengono preparati con colori acrilici diluiti, i soggetti vengono rappresentati con colori a olio,non diluito.

CARATTERISTICA TECNICA DAL 2009 IN POI: uso del pennello, l’opera viene realizzata completamente a olio.

La produzione artistica è divisa in 5 periodi o tendenze:

1° periodo : eclettismo

maggio 1994/maggio 1997

Fase di ricerca, sperimentazione

2° periodo: surrealismo prospettico

maggio 1997/aprile 1998

Le stanze prospettiche: ogni contesto, oggetti e soggetti, sono circoscritti all’interno di stanze. Assenza di una o più pareti nella stanza: periodo transitorio che aprirà le porte alla fase pittorica successiva.

3° periodo : surrealismo onirico

aprile 1998/ settembre 2005

Annullamento della stanza prospettica. La mente è libera di Spaziare nell’infinito, verso un paesaggismo surreale, non più soffocato dalle pareti di una stanza.

4° periodo: surrealismo simbolico

settembre 2005/ dicembre 2007

Fase nuova in cui la terra e il cielo sono rispettivamente al loro posto, non più capovolti e sconvolti come nel periodo

precedente.

5° periodo: realismo e surrealismo

dicembre 2007 in poi… Fase in cui oggetti e soggetti della vita quotidiana vengono inseriti in un contesto, a metà strada tra il reale e il surreale.

Il critico Cristiano Galassi ha scritto:

Nel 1924 Andrè Breton scrive “Io credo alla risoluzione futura di questi duestati, all’apparenza così contradditori, che sono il sogno e la realtà, in una sorta drealtà assoluta, di surrealtà”.
Nei lavori di De Grossi il riferimento a tali principi è chiaro ed automatico; nelle sue opere appaiono vividi riferimenti, contestualizzabili comunque al nostro tempo, prevalentemente alla pittura di grandi maestri quali Renè Magritte e Salvador Dalì. Due realtà, apparentemente antitetiche, si fondono nei lavori dell’artista: scene chiaramente oniriche intrecciano la loro esistenza in ambientazioni del tutto naturali, quasi ad omaggiare l’impianto stesso su cui, appunto, si erge la grande stagione del Surrealismo e del Realismo Magico. La pittura di De Grossi , giustamente dettagliata ed attenta al fin più piccolo particolare, ci proietta in un mondo del non-esistente; paesaggi fatati, a volte su pianeti alieni, alberi che diventano dimore di ipotetici abitanti che solo la nostra fantasia può immaginare, ma ecco la sorpresa! A fianco di tutto ciò compare un’automobile sul ciglio di un dirupo, cartelli stradali o carte da gioco che, portate dal vento, volano verso l’infinito. E’ una pittura positiva che immediatamente ci restituisce uno stato d’animo di estrema serenità e di profonda quiete; Gianluca de Grossi distribuisce sulla superficie dei suoi dipinti i particolari del suo mondo con profonda sapienza ed estrema attenzione anche all’equilibrio formale dei suoi lavori.

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Bimbi maltrattati. arrestate due maestre d’asilo

Due maestre d’asilo sono state arrestate dalla polizia a Torino con l’accusa  di maltrattamenti su bimbi dai 3 mesi ai tre anni. In base alle indagini le due donne,  italiane, avevano creato in una soffitta non riscaldata  un asilo nido privato in centro città, nel quale ospitavano  un numero di bambini superiore a quello previsto. Inoltre li facevano piangere senza cibo, li strattonavano e in alcuni casi li rinchiudevano in una stanza lasciandoli soli. T.S. e M.F., le maestre in questione, sono in carcere per maltrattamenti continuati in concorso, aggravati dalla minore età delle vittime. L’inchiesta è della Procura di Torino Gruppo Fasce Deboli, che ha coordinato le indagini della polizia.

Bimbi maltrattati. arrestate due maestre d'asilo

Due maestre d’asilo sono state arrestate dalla polizia a Torino con l’accusa  di maltrattamenti su bimbi dai 3 mesi ai tre anni. In base alle indagini le due donne,  italiane, avevano creato in una soffitta non riscaldata  un asilo nido privato in centro città, nel quale ospitavano  un numero di bambini superiore a quello previsto. Inoltre li facevano piangere senza cibo, li strattonavano e in alcuni casi li rinchiudevano in una stanza lasciandoli soli. T.S. e M.F., le maestre in questione, sono in carcere per maltrattamenti continuati in concorso, aggravati dalla minore età delle vittime. L’inchiesta è della Procura di Torino Gruppo Fasce Deboli, che ha coordinato le indagini della polizia.

Segnalavano su Whatsapp i posti di blocco

I social sono spesso un’arma a doppio taglio. Se è vero che sovente sono utilissimi per comunicare con il mondo in tempo reale, talvolta un cattivo utilizzo può anche comportare guai con la giustizia.

Ciò è quanto accaduto a 23 persone della provincia di Asti, per lo più giovani, che sono stati denunciati a piede libero dai carabinieri della stazione di Mombercelli alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Asti per il reato di interruzione di pubblico servizio in concorso. L’imputazione è arrivata, al termine di indagini approfondite, per la loro partecipazione attiva ad una ‘chat’ di whatsapp, chiamata ‘Posti di blocco’, composta da circa 300 membri, residenti in comuni della provincia astigiana. Qui venivano segnalate le posizioni delle pattuglie delle forze di polizia presenti sul territorio per poter eludere i controlli. L’accesso a questa chat avveniva esclusivamente su invito dei promotori o degli altri partecipanti già accreditati, con l’obiettivo di comunicare, in tempo reale, il luogo dove le pattuglie stavano effettuando i controlli di polizia vanificando, in parte, le attività di prevenzione e repressione dei reati. Un membro della chat, comprendendo il danno sociale che provocavano tali illecite comunicazioni, che potenzialmente diminuivano l’efficacia del dispositivo di prevenzione sul territorio delle Forze dell’Ordine, decideva di informare i Carabinieri di Mombercelli di quanto stava avvenendo, fornendo utili indicazioni ai militari per portare a termine l’attività d’indagine.

Massimo Iaretti

Trail, Vertical e Corsa in montagna: 8^ edizione del circuito regionale UISP

Tre modi di interpretare la corsa
con un unico denominatore: le alte quote


Uno sport sostenibile che coniuga perfettamente la scoperta del
territorio con la corsa in natura, proprio dello “spirito trail”.
Un’attività che apre i sensi, l’ascolto del proprio corpo e delle
proprie sensazioni, per sentirsi bene e apprezzare l’ambiente in cui si
corre. Tutte emozioni diverse che  permetteranno di praticarlo in
armonia con il contesto naturale, per provare piacere anche nella
fatica, oltre al piacere di stare all’aria aperta.
Ritorna l’8^ edizione del circuito trail Uisp Piemonte con una nuova
veste: tre circuiti in uno, per dare spazio alle specialità emergenti,
che coinvolgono sempre più praticanti, le vertical e la corsa in
montagna, che avranno entrambi una classifica a parte con relative
premiazioni a fine anno.
Il vertical che fino a pochi anni fa era uno sport per pochi eletti, ha
conosciuto un vero e proprio boom, tanto che il circuito dedicato ne
prevede ben 15.
Si spazierà tra le province di Torino e Cuneo e il battesimo avverrà
venerdì 22 febbraio con la cronoscalata Monte Alpet Roburent (Cn) e si
concluderà domenica 26 maggio  con la Coursa D’Castlus a Torre Pellice
(To).
Solo 4 le corse in montagna concentrate tra aprile e maggio: 25 aprile
Laz@run a Pramollo (To), 28 aprile trofeo della Liberazione a Prarostino
(To), 5 maggio memorial Maurino a Bagnolo (Cn), 26 maggio Coursa
D’Castlus a Torre Pellice (To).
Il circuito dei trail è sicuramente il più corposo, 39 gare, a cui si
sono aggiunte interessanti novità come il VAT Valmastitrail sabato 1
giugno del rifugio Valmanera (AT), il Mola Nen Trail domenica 9 giugno
di Bernezzo (Cn) e il Trail della Castagna a coppie sabato 5 ottobre a
Prarostino (To).
Il circuito trail UISP coinvolge 31 società sportive e 4 province:
Torino, Cuneo, Asti e Alessandria.
Il primo appuntamento è a Pragelato sabato 26 gennaio con la “Pragelato
Snowrun”, corsa nella neve con la speranza che si faccia vedere, per
rendere ancora più suggestiva questa bellissima gara.

In Piemonte i 7 ITS fanno squadra con i 7 Poli di Innovazione

Formazione tecnica per supportare la crescita e l’innovazione delle imprese

Colmare il gap di innovazione delle PMI e al tempo stesso individuare soluzioni di qualità e di lungo periodo alla disoccupazione giovanile è una delle priorità del nostro Paese. Gli Istituti Tecnici Superiori sono, dunque, una risorsa sempre più strategica, sia per soddisfare il fabbisogno professionale e formativo delle imprese, sia per creare opportunità di lavoro per i nostri giovani. Il 30 gennaio alle 15:30 al Centro Congressi Torino Incontra, le Fondazioni ITS e i Poli di innovazione piemontesi incontrano le imprese che puntano su ricerca e innovazione; un pomeriggio dedicato alla presentazione delle opportunità legate all’alta formazione tecnica e all’Istituto dell’Apprendistato, anche attraverso il racconto di esperienze di imprese e neo-assunti. «Abbiamo attivato la nostra collaborazione su questo evento, condividendo con tutti i partner la sfida di accrescere le eccellenze tecnologiche locali, soprattutto in ambito formativo – dichiara Guido Bolatto, Segretario Generale della Camera di commercio di Torino – Dal nostro sistema Excelsior sappiamo che a gennaio le imprese torinesi hanno cercato di assumere 21mila persone, ma il 28,5% è risultato di difficile reperimento e il 31% riguardava professioni ad elevata specializzazione. L’istruzione tecnologica è ormai fondamentale, in particolare nel post-diploma con gli ITS, e sicuramente stiamo andando verso professioni che non esistono ancora. Per questo come Camera di commercio sosteniamo gli ITS soprattutto nel loro sforzo di essere sempre più vicini alle imprese del territorio». L’evento nasce dalla collaborazione tra i 7 Istituti Tecnici Superiori e i 7 Poli di Innovazione regionali, in collaborazione con Regione Piemonte e Camera di commercio di Torino ed è una tappa importante per far incrociare domanda e offerta di competenze, per l’occupazione dei nostri giovani e la crescita della competitività del tessuto produttivo regionale. In Piemonte gli ITS sono sette e vanno da sempre a braccetto con i Poli di Innovazione; coprono gli stessi settori produttivi (ICT, Energia, Mobilità Aerospazio Meccatronica, Biotecnologie, Agroalimentare, Tessile Abbigliamento Moda, Turismo e Attività Culturali) ed entrambi sono sostenuti dalla Regione Piemonte grazie ai fondi europei e alla sinergia tra gli assessorati competenti. «Tale modello è già stato seguito da oltre 150 imprese piemontesi attraverso le varie misure regionali per ricerca e sviluppo, grazie alle quali sono state attivate oltre 500 assunzioni in alto apprendistato. –  spiega Giuseppina De Santis, assessora alla Ricerca e Attività Produttive – Questa policy è stata riconosciuta dall’OECD e dalla Commissione Europea come best practice a livello comunitario, un riconoscimento che spinge quindi a continuare a lavorare in questa direzione» Per Gianna Pentenero, assessora al Lavoro e formazione professionale, «la Regione Piemonte ha deciso di scommettere sulla formazione terziaria come strumento per contrastare la disoccupazione giovanile e ridurre la dispersione scolastica, integrando politiche formative e occupazionali e politiche di sviluppo. In un contesto in cui le imprese faticano a trovare le figure professionali di cui hanno bisogno e i giovani a inserirsi nel mondo del lavoro, gli ITS rappresentano un’opportunità importante, come testimoniano le percentuali occupazionali superiori all’80%. L’integrazione tra fondi europei, inoltre, permette, grazie all’alto apprendistato, di formare giovani altamente qualificati che possono di essere assunti dalle imprese del territorio». Il 30 gennaio è, dunque, l’occasione giusta per le imprese che vogliono attivare il percorso di collaborazione con gli Istituti Tecnici Superiori; inoltre c’è una ragione in più: il recente bando regionale PRISM-E per progetti di ricerca industriale che mette a disposizione 58 milioni di Euro e che prevede una quota da investire per l’assunzione di apprendisti in alta formazione che potranno essere reperiti facilmente, oltre che nella formazione terziaria accademica, nel vivaio degli ITS, fruendo anche della possibilità di ospitare i giovani talenti negli stage curricolari di prossimo avvio.

Tutto esaurito per Ute Lemper a Torino

La presenza a Torino dell’artista internazionale Ute Lemper ha riscosso un fortissimo interesse fin dall’annuncio.

Per il presidente del Consiglio regionale Nino Boeti, “La risposta dei cittadini con il tutto esaurito al Conservatorio in brevissimo tempo è la conferma che l’arte e la musica sono straordinari strumenti per trasmettere valori e ideali. Come Comitato Resistenza e Costituzione siamo orgogliosi di ospitare a Torino Ute Lemper, nei cui spettacoli dimostra come si possa fare memoria arrivando al cuore delle persone. Rimane il rammarico per i cittadini che non riusciremo ad accogliere al Conservatorio, ma ricordo che l’artista sarà presente il giorno seguente al Polo del ‘900”. Venerdì 1 febbraio, alle ore 11.30, presso il Polo del ‘900, in via del Carmine 14, Ute Lemper incontrerà il pubblico intervistata dal giornalista e critico musicale de La Stampa Sandro Cappelletto.

***

“Come tedesca, nata dopo la Guerra, sposata ad un uomo ebreo, a New York da 20 anni, sono da sempre legata alla storia, terribile, dell’Olocausto. E’ mia responsabilità e dovere etico onorare la cultura del popolo ebreo e stimolare il dialogo su questo orribile passato.” : così la grande cantante ed artista tedesca Ute Lemper spiega le motivazioni che sono alla base di “Songs for Eternity”, spettacolo costruito sulle canzoni scritte nei ghetti e nei campi di concentramento da musicisti ebrei deportati, molti dei quali morirono nelle camere a gas. Nel mese di gennaio Ute Lemper porterà “Songs for Eternity” a Torino e a Cuneo, nell’ambito delle iniziative del Giorno della Memoria 2019. Giovedì 31 gennaio, “Songs for Eternity” andrà in scena al Conservatorio Statale “Giuseppe Verdi”, in piazza Bodoni, a Torino, alle 20.30. Ute Lemper presenterà questo affascinante repertorio, accompagnata da quattro straordinari musicisti: Vana Gierig pianoforte, Daniel Hoffman violino, Gilad Harel clarinetto, Romain Lecuyer contrabbasso. L’evento è organizzato dal Comitato Resistenza e Costituzione del Consiglio regionale del Piemonte e dal Polo del ‘900, con il sostegno della Compagnia di San Paolo e della Fondazione CRT, in collaborazione con il Goethe-Institut Turin e con il patrocinio della Città di Torino e della Comunità Ebraica di Torino. L’ingresso al concerto è gratuito, fino ad esaurimento dei posti. Ute Lemper incontrerà il pubblico intervistata dal giornalista e critico musicale de La Stampa Sandro Cappelletto. Sempre venerdì 1 febbraio, “Songs for Eternity” andrà in scena al Teatro Toselli di Cuneo, alle 21 (via Teatro Giovanni Toselli, 9). Il concerto, ad ingresso gratuito, è organizzato dall’Anpi di Cuneo, con il sostegno del Comitato Resistenza e Costituzione del Consiglio regionale del Piemonte, della Città di Cuneo, della Fondazione CRC, dell’Associazione partigiana Ignazio Vian e il patrocinio dell’Istituto storico della Resistenza e della Società contemporanea in provincia di Cuneo. Ritiro biglietto presso: URP, via Santa Maria 1, Cuneo, tel. 0171444229, urp@comune.cuneo.it “Il 27 gennaio 2015, a 70 anni dalla liberazione di Auschwitz, sono stata invitata a cantare canzoni del ghetto ebraico e dei campi di concentramento per commemorare l’Olocausto di Roma – racconta Ute Lemper – ed è in quell’occasione che ho conosciuto Francesco Lotoro, musicista che ha dedicato la sua vita alla ricerca delle canzoni e delle musiche scritte nei campi di concentramento: ne esiste una collezione enorme ed è importante che sia ricordata per l’eternità. È un impegno che ho assunto già nel 1987 quando sono stata protagonista di una grande serie Decca dal titolo “Entartete Musik”, che presentava i compositori ebrei e la loro musica bandita dai nazisti. Con “Songs for Eternity”continuo questa missione. Sono stata catturata da queste canzoni e dalle storie che si celano dietro a ognuna di esse. Ho studiato così un libro unico nel suo genere, una raccolta di canzoni di Vevel Pasternak del 1948, che raccoglie canzone dei Ghetti e dei campi di concentramento così come il canzoniere di Ilse Weber, pubblicato in Israele negli anni ‘90, dal marito sopravvissuto ad Auschwitz. Entrambe le raccolte mi sono state donate dalla mia amica Orly Beigel che è per metà messicana, metà israeliana ed è figlia di un sopravvissuto all’Olocausto.” Dichiara Nino Boeti, presidente del Consiglio regionale del Piemonte e consigliere delegato al Comitato Resistenza e Costituzione: “La Shoah costituisce la tragedia più grande del XX secolo, i campi di sterminio sono il pozzo più nero della storia umana. Anche in quei campi è stata composta musica, anche lì sono state cantate canzoni. Classica, canti, canzonette, musica sacra, cabaret, come forma di resistenza, per non arrendersi, per continuare a vivere e sperare. Come ha detto Francesco Lotoro “se questa musica non viene fatta conoscere al mondo, è come se non fosse mai uscita dal lager. E suonarla anche solo una volta significa riscattarla e ottenere quella giustizia che non è stata concessa al compositore”. Abbiamo fortemente voluto commemorare il Giorno della Memoria proponendo il progetto di Ute Lemper, “Songs for Eternity”, quasi a suggello ideale del lavoro svolto dal Comitato Resistenza in questi 5 anni a fianco del Polo del ’900, degli istituti storici della Resistenza, della Comunità ebraica, dell’Anpi, delle associazioni dei deportati. Nella convinzione che attraverso la musica si possa far comprendere ai più giovani cosa è stato lo sterminio nazi-fascista e perché la libertà deve sempre essere difesa”. Dichiara Sergio Soave, presidente della Fondazione Polo del ‘900: “Ancora una volta abbiamo il piacere di aver contribuito ad un momento importante per la cittadinanza. La prestigiosa presenza di Ute Lemper si inserisce in un ventaglio di eventi dal grande spessore culturale, tessuti fra Enti ed associazioni diverse, con l’obiettivo comune e il dovere civile di ricordare quel che è stato in passato, per evitare che preziose testimonianze vadano perdute”. Commenta Alessandro Bollo, direttore della Fondazione Polo del ‘900: “Siamo orgogliosi di poter accogliere al Polo del ‘900 Ute Lemper che con “Songs for Eternity” si aggiunge al coro di eventi realizzati per dar voce alle vittime dell’olocausto. Ventotto sono gli eventi realizzati grazie allo straordinario lavoro di tutti gli Enti del Polo. Ventotto momenti diversi di narrazione dei fatti e di riflessione comune fra dibattiti, proiezioni, mostre e letture per bambini, che rispecchiano la varietà di pubblico cui sono rivolti, con particolare attenzione alle scuole e ai giovani”.