redazione il torinese

All’Arsenale della Pace: “Perché ieri? Ancora oggi?”

“Perché ieri? Ancora oggi? Ottant’anni dalle leggi razziali. Settant’anni di Costituzione” è il titolo del laboratorio di cittadinanza attiva per le scuole che si svolgerà Martedì 29 gennaio alle 10.00 al SERMIG – Arsenale della Pace di Piazza Borgo Dora, 61 a Torino

L’evento, promosso dal Comitato Resistenza e Costituzione del Consiglio regionale e dal Comitato Resistenza Colle del Lys in collaborazione con la Comunità ebraica di Torino, in occasione del Giorno della Memoria, rappresenta un’occasione per riflettere su passato e presente. Dopo il saluto del presidente del Consiglio regionale e del Comitato Resistenza e Costituzione Nino Boeti intervengono la presidente del Comitato Resistenza Colle del Lys Amalia Neirotti sul tema “Fare cittadinanza” e Claudio Vercellidell’Università Sacro Cuore di Milano su “Integrare e disintegrare: alcune considerazioni sui temi del progetto”. Per approfondire la parte riservata al passato – “Perché ieri?” – sono previsti una serie di spunti di riflessione da parte dei rappresentanti delle istituzioni regionali e cittadine e delle Comunità ebraiche. Tra essi, quelli della presidente dell’Unione delle Comunità ebraiche italiane Noemi Di Segni, del presidente della Comunità ebraica di Torino e del Museo dell’ebraismo italiano e della Shoah (Meis) Dario Disegni e del presidente dell’Ordine dei giornalisti del PiemonteAlberto SinigagliaLa parte riservata all’attualità – “Ancora oggi?” – prevede invece interventi, letture, immagini e considerazioni degli studenti che hanno partecipato ai laboratori coordinati da Elena Cattaneo del Comitato Resistenza Colle del Lys.

All'Arsenale della Pace: "Perché ieri? Ancora oggi?"

“Perché ieri? Ancora oggi? Ottant’anni dalle leggi razziali. Settant’anni di Costituzione” è il titolo del laboratorio di cittadinanza attiva per le scuole che si svolgerà Martedì 29 gennaio alle 10.00 al SERMIG – Arsenale della Pace di Piazza Borgo Dora, 61 a Torino

L’evento, promosso dal Comitato Resistenza e Costituzione del Consiglio regionale e dal Comitato Resistenza Colle del Lys in collaborazione con la Comunità ebraica di Torino, in occasione del Giorno della Memoria, rappresenta un’occasione per riflettere su passato e presente. Dopo il saluto del presidente del Consiglio regionale e del Comitato Resistenza e Costituzione Nino Boeti intervengono la presidente del Comitato Resistenza Colle del Lys Amalia Neirotti sul tema “Fare cittadinanza” e Claudio Vercellidell’Università Sacro Cuore di Milano su “Integrare e disintegrare: alcune considerazioni sui temi del progetto”. Per approfondire la parte riservata al passato – “Perché ieri?” – sono previsti una serie di spunti di riflessione da parte dei rappresentanti delle istituzioni regionali e cittadine e delle Comunità ebraiche. Tra essi, quelli della presidente dell’Unione delle Comunità ebraiche italiane Noemi Di Segni, del presidente della Comunità ebraica di Torino e del Museo dell’ebraismo italiano e della Shoah (Meis) Dario Disegni e del presidente dell’Ordine dei giornalisti del PiemonteAlberto SinigagliaLa parte riservata all’attualità – “Ancora oggi?” – prevede invece interventi, letture, immagini e considerazioni degli studenti che hanno partecipato ai laboratori coordinati da Elena Cattaneo del Comitato Resistenza Colle del Lys.

Nove milioni di euro per sostituire veicoli commerciali

DALL’UFFICIO STAMPA DI PALAZZO LASCARIS

I fondi sono  stanziati dalla Regione Piemonte a favore degli imprenditori commerciali che ne faranno richiesta e altri cinque milioni sono destinati agli edifici che devono fare l’adeguamento energetico dei propri impianti

Lo ha annunciato l’assessore all’Ambiente Alberto Valmaggia in quinta Commissione, presidente Silvana Accossato, nella seduta in cui si è dato parere consultivo favorevole al Bilancio di previsione finanziario 2019-2021 per le materie di competenza. Nel corso della seduta sono intervenuti, sui fondi da destinare alle singole materie, i commissari Gianpaolo AndrissiGiorgio BertolaFederico Valetti e Mauro Campo (M5s) e Gian Luca Vignale (Msn). Sono state illustrate da Valmaggia le modifiche normative e cartografiche apportate dal disegno di legge al testo unico sulla tutela delle aree naturali e della biodiversità. È stato così possibile verificare prima della discussione del testo, le nuove distanze perimetrali di maggiore o minore dimensione, l’inserimento di nuove zone, l’istituzione di riserve naturali, di aree contigue e, ove presenti, insediamenti industriali. I lavori sono proseguiti con l’esame della proposta di legge che prevede modifiche alla normativa regionale numero 30/2008, primo firmatario Andrissi (M5s): “Norme per la tutela della salute, il risanamento dell’ambiente, la bonifica e lo smaltimento dell’amianto”. Si è convenuto con l’assessore che la Regione – per ridurre i costi delle operazioni di bonifica – promuova, mediante la definizione di linee guida, l’impiego di siti estrattivi inattivi, prioritariamente in sotterraneo, per lo smaltimento ed il recupero dei rifiuti contenenti amianto. Verrà anche promossa una fattiva collaborazione con le strutture accademiche in raccordo con il Centro regionale per la ricerca, sorveglianza e prevenzione dei rischi da amianto con l’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente (Arpa), ma anche altre attività finalizzate alla valutazione dell’efficienza, applicabilità e sostenibilità ambientale ed economica di metodologie alternative allo smaltimento dell’amianto in discarica. È prevista l’istituzione presso l’Azienda sanitaria locale di Alessandria, con sede a Casale Monferrato, di un Centro regionale per la ricerca, sorveglianza e prevenzione dei rischi da amianto. Tra i compiti della Giunta quello di individuare i criteri ambientali per la localizzazione degli impianti di smaltimento; precisare i criteri per la definizione di compensazioni in favore dei territori che li ospitano; informare, indirizzare e coordinare l’attivazione di sportelli amianto presso i Comuni.

 

(foto: il Torinese)

Campionato Regionale Assolute e Junior, i risultati

Abbracci e sorrisi, musica, agonismo e diverse buone prestazioni. Si è svolto ieri pomeriggio alla piscina Galileo Ferraris di Torino il Campionato Regionale di nuoto sincronizzato, importante appuntamento per le atleta di Piemonte e Valle d’Aosta delle categorie Junior e Assolute

Si è gareggiato per le prime medaglie della stagione (le Manifestazioni Regionali disputate nelle scorse settimane non prevedevano premiazione) ma anche con un occhio rivolto al Campionato Italiano Invernale Assoluto, dall’8 al 10 febbraio a Riccione. Vi parteciperanno parecchie giovani piemontesi, qualificate grazie ai punteggi ottenuti nelle precedenti gare; tra loro ci sarà Federica Di Venere, che ieri pomeriggio ha conquistato i titoli regionali negli obbligatori, nel solo e nel duo – programma libero – di entrambe le categorie Assolute e Junior. Negli obbligatori Junior la 17enne dell’Aquatica Torino ha totalizzato 72,4528 punti e preceduto la compagna di squadra Angelica Paraluppi (65,0556) e Elsa Busca (Taurus Nuoto, 63,5473), mentre nella graduatoria Assolute il bronzo è andato a Giorgia Zaia (Aquatica Torino, 65,0388). Nel solo Junior Federica Di Venere è salita sul gradino più alto del podio con 72,4667 punti, davanti a Lucrezia Candiotto (Abundance Synchro, 57,9667) e Gaia Cutrera (UISP River Borgaro, 57,4000). Le prime due atlete si sono divise anche le medaglie Assolute, mentre Lucrezia Candiotto e Gaia Cutrera hanno vinto rispettivamente oro e argento nel solo Junior programma tecnico, con i punteggio di 58,7242 e 56,9901.

 

Nel duo programa libero Federica Di Venere e Bianca Salierno si sono aggiudicate sia la prova Junior sia quella Assolute con 69,2667 punti. Nella prima hanno superato la coppia della Taurus Nuoto composta da Elsa Busca e Carlotta Mosole (65,4667) e quella del River Borgaro formata da Carolina Brunetta e Aurora Pasero (61,9000). Tra le Assolute hanno invece messo dietro le compagne di squadra Ilaria Sacco e Cristina Sartore (58,5667) e il duo dell’Abundance Synchro con Elisa Princi e Giada Berti (54,9333). Quest’ultime hanno portato a casa il titolo regionale nel duo tecnico Junior (59,0291 punti), davanti a Brunetta-Pasero (58,1849).

 

Il pomeriggio di gare a Torino si è concluso con la prova a squadre (programma tecnico), vinta dall’Aquatica Torino con 62,7042 punti davanti all’Abundance Synchro (54,2721). In acqua per la formazione “padrona di casa” Ilaria Sacco, Beatrice Mulatero, Giorgia Zaia, Ilaria Toffanin, Elisa Mattio, Bianca Salierno, Cristina Sartore, Federica Di Venere e Angelica Paraluppi. Sul secondo gradino del podio Elisa Princi, Lucrezia Candiotto, Beatrice Tesauro, Giada Berti, Miriam Penella e Isabella Pochettino.

 

In concomitanza con il Campionato Regionale si è svolta una Manifestazione di obbligatori dedicata alla categoria Ragazze e ben 15 atlete hanno superato i 55 punti richiesti per la qualificazione al Campionato Italiano Invernale Ragazze, a Roma il prossimo 14 aprile. Si tratta di Elisa Mattio, Giulia Valentini, Beatrice Mulatero, Giulia Fischetti, Arianna Paraluppi, Cristina Sartore, Sofia Lampitelli, Sofia Astesano, Beatrice Di Capua e Bianca Salierno (Aquatica Torino), Ilaria Cavallini e Veronica Colombo (Libertas Nuoto Novara), Carolina Brunetta (River Borgaro), Camilla Mazzetta (Taurus Nuoto) e Liulai Giovine (Libertas Due Valli).

 

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PALAZZINE EX MOI, DIBATTITO IN AULA

Il Consiglio comunale ha dibattuto “le modalità e le tempistiche riguardo le palazzine ex MOI concordate dalla sindaca Appendino nel corso dell’incontro con il Ministro degli Interni” come chiesto dal capogruppo Francesco Tresso (Lista civica per Torino). In contemporanea è stata discussa un’interpellanza sullo stesso tema, sempre del consigliere Tresso
L’assessore alle Politiche sociali, Sonia Schellino, ha risposto in Aula a nome della Giunta affermando: “Il piano di recupero della disponibilità degli immobili prevede la chiusura totale degli accessi ai locali interessati. Nella palazzina marrone si è provveduto a murare le porte e le finestre al piano terra e al primo piano e a chiudere tutte le porte di accesso. Per quanto concerne l’accesso al locale sotterraneo sottostante alla palazzina arancione, si è provveduto, oltre allo sgombero totale dei rifiuti da parte di Amiat, a murare il portone di accesso, lato via Giordano Bruno, e l’accesso dalle scale interne delle varie palazzine. E’ stata salvaguardata la possibilità di accedere ai locali tecnici, accessibili esclusivamente agli operatori autorizzati.  La proprietà ha inoltre attivato un adeguato servizio di vigilanza privata. Per i prossimi interventi di liberazione degli spazi si utilizzerà la stessa metodologia per evitare una possibile rioccupazione e un aumento delle persone da ricollocare.  Le prossime tappe saranno definite dal Tavolo istituzionalizzante; prevedono la liberazione di tutte le palazzine e il trasferimento delle persone interessate ad aderire alle proposte elaborate dagli enti coinvolti con l’obiettivo di trovare insieme soluzioni che permettano una partecipazione attiva al proprio progetto personale, volto all’autonomia e all’inclusione socio-economica. Un approccio innovativo e umanitario nel quale siano presenti sicurezza e inclusione nel tentativo di mettere fine a un’emergenza sociale e sanitaria e al tempo stesso mettere fine a una situazione di degrado che si ripercuote su tutto il quartiere.  Come espresso dall’Amministrazione comunale, in particolare dopo il tavolo interistituzionale di gennaio, si conferma l’intenzione di concludere la liberazione di tutte le palazzine e la ricollocazione e accompagnamento all’inclusione dei dimoranti entro la fine dell’anno.
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IL DIBATTITO IN SALA ROSSA
Francesco Tresso (Lista civica per Torino): L’accordo della Sindaca con il Ministro Salvini è un deludente sintomo di allineamento alla linea politica della Lega, poco rispettoso dell’impegno costruttivo, dello sforzo e delle risorse messe in campo da Torino fino ad oggi per ottenere soluzioni incruente e dignitose per i profughi e i torinesi. Il precipitoso impegno che si è assunta la Sindaca Appendino mercoledì scorso, nello stesso giorno dello sgombero del Cara di Castelnuovo Porto a Roma, sembra volersi lasciare alla spalle, da un giorno all’altro, il metodo di concertazione usato fino ad oggi dal Comune di Torino. Sgombero forzato? Come, chiamando l’Esercito? La Sindaca avrebbe dovuto, invece, ricordarsi dell’Ordine del Giorno votato in Consiglio comunale il 13 ottobre contrario al Decreto Sicurezza, che la impegnava ad attivarsi per un’ampia consultazione sull’espulsione dei profughi dalla strutture di accoglienza. E’ vero che le palazzine di via Giordano Bruno non sono una struttura di accoglienza ed è corretto volerle restituire alla legalità. Ma questa Amministrazione non ha ancora chiarito cosa intenda farne e, in assenza di un progetto specifico di riqualificazione arriva oggi, improvvisa, una svolta di tipo muscolare. Per quale ragione?
Fabrizio Ricca (Lega Nord): Possiamo dire che siamo vicini alla fine di un incubo per tutte le persone che vivono in quella zona. Un incubo cominciato tanti anni fa, fatto di spaccio e degrado. Un incubo figlio delle incapacità del Partito Democratico a livello cittadino e a livello nazionale di porre un freno e un rimedio a quella situazione. Oggi abbiamo la fortuna di avere un governo che si è attivato per permettere a quel luogo di tornare ad essere un posto normale, alle persone di sentirsi protette. E alle persone che hanno bisogno di un aiuto umanitario di poterlo ricevere senza essere soggiogati dalle dinamiche che governano un buco nero di illegalità all’interno della nostra città. I fatti parlano chiaro: da quando Matteo Salvini è ministro dell’interno c’è stato uno sgombero, e Torino può contare su mezzo milione di euro in più per portare a termine quell’operazione. Un investimento serio con un progetto chiaro in tempi certi. Grazie anche ad Appendino per essersi messa a disposizione del Governo con la volontà di risolvere questo problema il più in fretta possibile. Sono convinto che entro la fine del 2019 anche quella parte di Torino potrà tornare a vedere la luce
Maria Grazia Grippo (PD): Manca la materia del contendere e, come al solito, l’assessora sull’ex MOI non ha spiegato se, a seguito dell’incontro fra la Sindaca e il ministro dell’Interno, l’intervento diventerà uno sgombero, con tutto quello che ne consegue anche in materia di ordine pubblico. Nel caso, rabbrividisco al pensiero, anche perché uno sgombero non sarebbe di alcuna utilità per chi deve convivere con una situazione difficile. Ci avete costretto di nuovo a fare interventi in un dibattito dove manca il quid della richiesta di comunicazioni sull’argomento. Eppure la domanda formulata dal consigliere Tresso era piuttosto chiara. Mi chiedo perché tutte le volte ci costringete ad ascoltare una sorta di rendicontazione che manca però della sostanza di quelle che sono o dovrebbero essere le intenzioni in capo all’Amministrazione sul problema in questione.
Elide Tisi (PD): Spero in un ulteriore intervento per aggiungere elementi rispetto all’oggetto dell’interpellanza. Intanto la questione delle risorse messe a disposizione dal Ministero e dalla Compagnia di San Paolo per sapere quanto verrà a costare questo intervento. L’improvvisa accelerazione sui tempi per la soluzione del problema ex MOI è stata concordata con gli altri enti che partecipano al Tavolo interistituzionale? Altra questione riguarda il possibile trasferimento di una parte delle persone allontanate dalle palazzine di via Giordano Bruno verso Comuni dell’astigiano in alternativa a Settimo. In caso affermativo, sarebbe interessante capire come si intende sviluppare questa possibilità. Infine, i primi allontanati avevano una situazione di status di rifugiati, con il procedere degli interventi e l’applicazione della Legge Salvini, in molti avranno il permesso di soggiorno in scadenza. Quale progetto esiste per coloro che rischiano in pochi mesi di diventare irregolari?
Antonino Iaria (M5S): Il problema del Moi è molto complesso, più del Barattolo, ma l’interlocuzione con il Ministero ha permesso di portare avanti una linea con successo, affrontando una questione che va avanti da anni, senza particolari problemi.
 
Fabio Versaci (M5S): Mi congratulo con Sindaca e assessora per come stanno gestendo la situazione. Il modello che stiamo portando avanti dovrebbe essere portato come esempio in tutta Italia. Non abbiamo intenzione di intervenire con la forza, ma anzi siamo riusciti ad aprire un tavolo.
 
Deborah Montalbano (demA): È interesse di tutti fare rispettare i diritti di chi vive dentro il Moi. Ascoltiamo anche la voce degli occupanti e dei comitati in Commissione. E non parliamo di sgomberi “dolci”: c’è stato uno sgombero militarizzato.
L’assessore Schellino ha replicato al termine del dibattito: Dallo scorso settembre sta lavorando un’equipe multidisciplinare al quale dedico anche io diverse ore settimanali di tempo. Sono un po’ meno di 500 le persone presenti oggi nei locali dell’ex MOI (anche se i soggetti non possono essere obbligati ad essere censiti) e preciso che l’iter di liberazione degli spazi non è cambiato nel corso del tempo. 
Ricordo inoltre che abbiamo chiesto di usare degli spazi ’polmone’ per coloro che non hanno dato precise disponibilità sulle scelte future, trovando disponibilità a Castello di Annone. 
La sindaca Chiara Appendino ha concluso le comunicazioni: Il quartiere ha diritto di essere riqualificato e le persone che vivono in quelle palazzine devono poter vivere in condizioni dignitose. Ringrazio tutti i soggetti che si stanno impegnando in un progetto considerato all’unanimità prioritario, perseguito nelle logiche del modello che stiamo portando avanti. E in questa direzione stiamo lavorando e continueremo a lavorare.  
(Foto: il Torinese)

LA SALA ROSSA HA RICORDATO MARISA AMATO

In apertura di seduta, il Consiglio comunale si è raccolto in un minuto di silenzio in memoria di Marisa Amato, scomparsa venerdì 25 gennaio al CTO di Torino all’età di 65 anni. Il 3 giugno 2017 la donna fu travolta dalla folla in fuga quando in piazza San Carlo, durante la proiezione della finale di Champions League tra Juventus e Real Madrid, si scatenò il panico; a seguito delle lesioni riportate la donna era rimasta tetraplegica.

AL REGINA MARGHERITA IL PRIMO PROGETTO DI OSPEDALIZZAZIONE PEDIATRICA A DOMICILIO

“Voglio stare a casa… Vieni tu”, rivolto ai pazienti affetti da patologia oncologica e oncoematologica

Ridurre i disagi psicologici e sociali per i piccoli pazienti e per le loro famiglie attraverso l’ospedalizzazione a domicilio. Garantire un insieme di prestazioni mediche secondo piani individuali, in base ai singoli bisogni ma in piena sicurezza, diminuendo il numero di accessi e il tempo trascorso in ospedale e rendendo così anche più efficiente l’attività ambulatoriale.Sono gli obiettivi del progetto “Voglio stare a casa… Vieni tu”, rivolto ai pazienti affetti da patologia oncologica e oncoematologica in età pediatrica, realizzato grazie all’accordo di collaborazione stipulato fra l’azienda ospedaliera universitaria Città della Salute di Torino, il Dipartimento di Pediatria e Specialità pediatriche dell’ospedale Regina Margherita, Casa Ugi e l’associazione Apl Ail.Il progetto è stato presentato questa mattina in Regione Piemonte dal presidente della Giunta regionale Sergio Chiamparino, dall’assessore alla Sanità Antonio Saitta, dal direttore generale della Città della Salute Silvio Falco, dalla direttrice del Dipartimento di Pediatria e Specialità pediatriche del Regina Margherita Franca Fagioli, dal presidente di Casa Ugi Enrico Pira, dalla presidente dell’Associazione Apl Ail Federica Galleano.Si tratta del primo esempio di ospedalizzazione pediatrica a domicilio. Questo nuovo approccio, che si inserisce nel sempre più importante percorso di umanizzazione delle cure, permetterà ai piccoli pazienti affetti da patologia oncologica e oncoematologica di effettuare a domicilio i prelievi ematici e le medicazioni necessarie, programmando la visita medica in ospedale solo in caso di necessità. La visita, qualora necessaria, verrebbe comunque effettuata il giorno stesso o il giorno successivo all’esame.“Da parte nostra c’è il pieno sostegno e il pieno apprezzamento per l’iniziativa, tanto che questo progetto verrà esteso e inserito all’interno del sistema sanitario piemontese – sottolinea il presidente Chiamparino -. È anche la dimostrazione di come nella medicina dei prossimi anni, più che il numero dei posti letto conterà come questi verranno messi in relazione con il territorio e con la rete dei servizi. La vera sfida sarà rafforzare questa continuità fra ospedale e territorio, rendendola organica nella nostra sanità”.“Mi assumo l’impegno – aggiunge l’assessore Saitta – di organizzare entro il mese di febbraio un incontro con i direttori generali delle aziende sanitarie e con i professionisti che operano nella Pediatria per programmare l’estensione di questo progetto a tutto il Piemonte, anche mettendo a disposizione risorse dedicate. È d’altronde nostra intenzione strutturare una forte rete di pediatria sul territorio regionale, rafforzando la messa a sistema delle competenze per aumentare la qualità delle prestazioni offerte ai pazienti”.Il progetto pilota del Regina Margherita, in questa fase iniziale, si occuperà di 10 pazienti al giorno, residenti a Torino o nei Comuni limitrofi oppure ospitati nelle strutture di accoglienza che collaborano con l’ospedale.Attraverso questo nuovo modello verranno personalizzate le cure in base alle esigenze dei bambini e delle famiglie, offrendo allo stesso tempo un livello di sicurezza pari a quello ospedaliero e riducendo le conseguenze emotive negative dovute ai ricoveri, nell’immediato e a lungo termine.

 

Pierpaolo Berra

 

 

 

 

 

 

 

 

Conversazioni sul Collezionismo

Il calendario da gennaio a marzo degli appuntamenti dedicati al collezionismo, alla scoperta dei protagonisti di questa particolare forma di raccolta e tutela di oggetti legati all’arte, alla moda e alla grafica. Primo appuntamento Martedì 29 gennaio 2019, ore 18.30 Collezionare manifesti Marta Mazza dialoga con Olimpia Soleri. Modera Domitilla D’Angelo. La Pinacoteca Giovanni e Marella Agnelli avvia per il 2019 il calendario del primo trimestre delle Conversazioni sul Collezionismo, il programma di incontri riservati a un tema fortemente sentito dall’istituzione. Ogni incontro è dedicato a una specifica forma di collezionismo e, durante ciascun appuntamento, due personalità legate al mondo del collezionismo dialogheranno degli oggetti scelti per le proprie personali raccolte e, raccontando al pubblico la nascita di questa passione, si confronteranno sul ruolo dei collezionisti ai giorni nostri, nel pubblico e nel privato. Il primo appuntamento in calendario è per martedì 29 gennaio alle ore 18.30 presso la Sala di Consultazione della Pinacoteca Agnelli e sarà dedicato alle collezioni di manifesti. In questa occasione Marta Mazza, storica dell’arte e dell’architettura contemporanee e direttrice della Collezione Salce, dialogherà con Olimpia Soleri, egittologa, figlia di Elvio Soleri, uno dei maggiori collezionisti italiani di affiches, e direttrice dell’omonima collezione, accompagnate di Domitilla D’Angelo, direttrice di Il Collezionista. Pensati come catalizzatori di attenzione e strumenti di informazione rivolti al grande pubblico, i manifesti pubblicitari si sono diffusi nell’800 su tutti i muri delle più importanti città. La loro natura è effimera: creati in numero limitato, una volta assolta la loro funzione, sono strappati dal muro per essere sostituiti da altri annunci. Ed è proprio questa difficoltà a reperire copie originali di manifesti ad alimentare la passione dei grandi collezionisti di affiches pubblicitarie. Nasce così la grande passione di Elvio Soleri (1944-2015), padre di Olimpia Soleri: da semplice hobby, Soleri, con l’assidua frequentazione di mercati e librerie antiquarie, aste specializzate, collezionisti, mostre e biblioteche, ha trasformato la propria raccolta in una delle più preziose collezioni di manifesti pubblicitari e di grafica, incentrati in particolare intorno a tre grandi temi: la montagna la storia dell’automobile e il territorio piemontese. La stessa passione ha animato l’attività di Ferdinando Salce (1877 – 1962) che ha dedicato tutta la propria vita alla ricerca e alla collezione di manifesti e che fin dall’inizio ha espresso un precoce segnale di consapevolezza critica che ha poi connotato il suo intero impegno. La collezione di Ferdinando Salce è conservata oggi nel Museo Nazionale Collezione Salce, inaugurato nel 2017, e raccoglie gli oltre 45 mila manifesti, affermandosi così come più ampia raccolta di manifesti in Italia.

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Contatti Pinacoteca Giovanni e Marella Agnelli | Via Nizza, 230/103, 10126, Torino | www.pinacoteca-agnelli.it Info: 011.0062713 | segreteria@pinacoteca-agnelli.it Da martedì a domenica dalle 10 alle 19, orario continuato

2033 Odissea nella cultura

Domani, sabato 22 gennaio 2033, si svolgerà la cerimonia di apertura di Torino capitale europea della cultura.  Dopo una lunga e dura selezione con le altre città candidate , Carcassonne ( Francia) Cascais  (Portogallo) per la quale tifavano alcuni torinesi nostalgici dei Savoia, Baden-Baden ( Germania) Plovdiv (Bulgaria) e Balaton (Ungheria) , Torino si è aggiudicata la possibilità di essere la capitale europea della cultura. Finalmente dopo diciannove anni un’altra città italiana riesce nell’impresa . Dopo Matera , nel lontano 2019, Torino rilancia una città del nord Italia come sede di un grande evento . Si interrompe una lunga sequenza di eventi svolti e realizzati  nel sud Italia , grazie  all’appoggio del governo nazionale i  cui vertici , come è noto, sono tutti di origine meridionale. Alla cerimonia sarà presente il Presidente della Repubblica Stefania Prestigiacomo con tutte le autorità cittadine e regionali . Si prevede una grande partecipazione popolare. Domani si saprà quanti vi  avranno assistito con gli assistenti digitali, che amplificheranno così il numero dei collegamenti. Ci saranno anche quelli che hanno scelto di vederla  dalla Luna sfruttando il servizio di ascensore lunare tanto che la base di partenza dello stesso ascensore, situato oltre l’atmosfera, ha avuto problemi a contenere quanti transitavano. Negli ultimi giorni è aumentato anche il traffico automobilistico e ci sono stati alcuni incidenti di vecchi veicoli senza autista di prima generazione . Si misurerà anche quanti cambieranno il colore degli abiti indossati , in coincidenza con l’orario di inaugurazione, scegliendo il colore , rispolverato per l’occasione , azzurro Savoia. A Torino nella giornata di sabato sono previsti gli arrivi di molti treni a levitazione magnetica che  in cinquanta minuti permettono di raggiungere Roma. Gli occhiali e gli orologi di ultima generazione  aiuteranno a vedere in qualsiasi momento tutte le fasi della cerimonia. Non si sa ancora se saranno rispolverati i vecchi droni, oramai vintage,  per i fuochi d’artificio  virtuali. Una piccola nota polemica: nessuno si è ricordato di invitare chi , oramai quattordici anni fa, ebbe l’intuito di lanciare la proposta e cioè l’allora Consigliere  comunale Stefano Lorusso. La giustificazione del comitato organizzatore , da verificare, è che lo stesso stia usando degli apparati oramai obsoleti che non hanno permesso di fargli arrivare l’invito.