
LE OLIMPIADI DEL DEGRADO A TORINO! CONCLUSIONE AL VILLAGGIO OLIMPICO EX MOI
Riceviamo e pubblichiamo
<<La festa da 300.000 euro del decennale delle Olimpiadi invernali del 2006 non riuscirà a nascondere il degrado della Torino del 2016, come spera il Sindaco Fassino: domani mattina, proprio durante lo svolgimento della staffetta ufficiale, Fratelli d’Italia – Alleanza Nazionale organizza una contro-staffetta con i nostri tedofori muniti di fiaccola olimpica simbolicamente spenta, con tappe significative nei luoghi più rappresentativi dei tanti problemi di Torino>> annunciano Augusta Montaruli, Dirigente Nazionale FDI-AN, e Maurizio Marrone, Capogruppo FDI-AN in Comune di Torino e in Regione Piemonte, che spiegano:
<<Domattina alle 7 partenza dalla “croce di San Salvario” il cuore della mala-movida di via Saluzzo angolo via Baretti, poi in piazza Solferino dove l’Atrium di Giugiaro gettato nella spazzatura ha lasciato il campo alla griglia selvaggia del finto Mercato Olimpico, fino allo spaccio di droga del Ponte Mosca in Borgo Aurora, poi verso il mercato prima ferito da Urban ora minacciato dalla Bolkestein in piazza Foroni a Barriera, fino al mercato di piazza della Vittoria colpito dall’abusivismo dei “vu cumpra’”, all’Ospedale Maria Vittoria assediato dai parcheggiatori abusivi, poi in corso Agnelli dove la sosta selvaggia dello Stadio Olimpico impedisce di parcheggiare ai
residenti, fino ai cancelli di FCA Mirafiori impantanata nelle infinite cassa integrazioni in attesa delle nuove linee che non partono mai … Tappa conclusiva: il ghetto delVillaggio Olimpico ex MOI presso le residenze universitarie che il centrosinistra sta per chiudere e abbandonare all’ennesima occupazione, dove terremo una conferenza stampa
“TORINO 2016, LA DESTRA È PRONTA”
SABATO 27 FEBBRAIO
ORE 12.30
VIA GIORDANO BRUNO 191 – TORINO

IL MONDO DEL BIO / di Ignazio Garau*





Il Capo gabinetto dell’ente risponde a accesso civico radicale: “non sappiamo se possiamo mettere online elenco compensi dati in tre anni ai dipendenti regionali impegnati nell’opera” (1.323.552,60 euro). Chiesto un parere a Cantone. Manfredi: “la legge è chiara e non prevede intervento Anac”
indicata, ai sensi dell’art. 18 del D. lgs. 14 marzo 2013, n. 33. L’importo totale delle tre determinazioni è pari a 1.323.552,60 euro.
dell’Autorità nazionale Anticorruzione. La CISL/Funzione Pubblica ha fatto un accesso agli atti ed ha ottenuto i provvedimenti senza, però, un elenco analitico da cui risulti chi ha preso quanto. Noi radicali chiediamo la pubblicazione integrale online a tutela della trasparenza della pubblica amministrazione; non ci interessa avere solo noi i provvedimenti, peraltro in versione inadeguata e incompleta.Avevo a suo tempo segnalato l’inadempienza della Regione Piemonte – stiamo parlando di provvedimenti vecchi di anni – all’Autorità nazionale Anticorruzione (segnalazione 2145 del 1/12/2015) e al Difensore Civico regionale (
Le tensioni sulle parcelle lievitate negli anni sono ormai acqua passata e tra Fuksas e il governatore Sergio Chiamparino è pace conclamata da qualche mese. Reschigna ha fatto il punto sullo stato dei lavori, interrotti dopo la messa in liquidazione di Coop Sette, la società capofila della Ati che si è aggiudicata la costruzione dell’opera.
“Tutto ha origine e tutto ritorna nel fuoco”
fu un vero pioniere della scienza medica che si distinse anche per le sue sperimentazioni con la cannabis, risultando in assoluto uno dei primi a studiarne gli effetti e le potenzialità. Ma è stato il suo ruolo nella lotta a favore della cremazione dei cadaveri, conclusasi con l’incinerazione della salma di Alberto Keller effettuata a Milano il 22 gennaio 1876, di fatto la prima cremazione ufficiale in Italia, a consegnarlo alla storia. Quando il 23 gennaio del 1874 morì il cavalier Alberto Keller, ricco industriale di Milano, noto per le sue opere filantropiche, si apprese che nel testamento aveva disposto che la sua salma venisse data alle fiamme. A tal fine nominava esecutore testamentario proprio il professore piemontese ,destinando una somma notevole per gli studi sperimentali sulla cremazione. Pur non esistendo in Italia una legge che ammettesse la cremazione, il Polli, che aveva già fatto numerosi esperimenti , d’intesa con l’ingegner Clericetti, fece costruire un tempio crematorio, (opera dell’architetto Carlo Maciachini) reso possibile dalla generosità finanziaria della famiglia Keller e dalla cessione gratuita del terreno nel Cimitero monumentale da parte del Comune di Milano. Fu quello il primo tempio crematorio costruito in Italia e nel mondo, funzionante a gas illuminante. Venne inaugurato il 22 gennaio 1876 (“ un gelido giorno di fango e neve”, secondo le cronache del tempo) per cremare la salma imbalsamata di Keller, deceduto due anni prima. Le modalità furono in seguito descritte con precisione: dall’iniezione nel corpo (arti superiori ed inferiori, cavità toracica e cavità addominale) del liquido antisettico composto da fenolo, alcool e canfora fino alla bendatura finale con fasce inumidite. La salma , adagiata all’interno della cassa mortuaria, collocata sopra una griglia di ferro e coperta da un funereo velo, venne sospinta nell’urna dove 280 fiammelle a gas determinarono rapidamente la combustione. Si poté leggere nella relazione come i primi secondi garantirono l’evaporazione dell’acqua contenuta nei tessuti del corpo e successivamente la combustione del carbone formatosi lasciando del signor Keller circa tre chilogrammi di cenere, polvere e minuscoli frammenti ossei. In quello stesso anno nacque la Società milanese di cremazione. Successivamente sorsero le prime Società di cremazione (SO.CREM.) un po’ ovunque che, nel tempo, tra mille difficoltà, ostacoli e anche divieti hanno consentito lo sviluppo della cremazione in Italia. Ad essere precisi, la prima cremazione in Italia risaliva al 1822 allorché venne cremata la salma del poeta inglese Percy Bysshe Shelley, annegato nel golfo di La Spezia. Il suo corpo fu bruciato nella spiaggia di Viareggio sopra una pira sparsa di balsami per volontà dell’amico
e poeta Lord Byron. Ma si trattava più di una sorta di rito che di una vero e proprio esperimento crematorio. Alla morte di Giovanni Polli, Il Corriere del Verbano, nella sua edizione di mercoledì 23 giugno 1880, scriveva : “