Durante il primo incontro che si svolgerà mercoledì 2 marzo alle ore 17.00, verranno presentati i libri: “Un’indagine coi baffi” di Graziella Ardizzone e “I Pelagra” di Giuseppe Furlano (entrambi editi da Baima Ronchetti)
Riprendono presso la Biblioteca della Regione in via Confienza 14 a Torino, gli appuntamenti legati al progetto “Piemonte da leggere”, dedicato alla presentazione di volumi di diversi autori ed editori, accomunati da un unico filo conduttore.Durante il primo incontro che si svolgerà mercoledì 2 marzo alle ore 17.00, verranno presentati i libri: “Un’indagine coi baffi” di Graziella Ardizzone e “I Pelagra” di Giuseppe Furlano (entrambi editi da Baima Ronchetti).
Si prosegue tutti i mercoledì con ingresso gratuito sino a esaurimento posti.La Biblioteca della Regione vanta, inoltre, un patrimonio di circa 53mila libri, con caratterizzazione giuridico-amministrativa, e mette a disposizione degli utenti volumi, periodici, banche dati e opere di consultazione dedicate al diritto, all’economia, alle scienze sociali e in particolare alle questioni regionali e delle autonomie locali. Tra le novità l’attivazione di MediaLibraryOnline (Mlol), la prima rete in Italia dedicata al prestito digitale gratuito, consultabile all’indirizzo Internet
http://crp.medialibrary.it/home/home.aspx.
http://www.consiglioregionale.piemonte.it/web/comunicati-stampa/comunicati-stampa-2016/411-febbraio-2016/4945-piemonte-da-leggere-2





Il parroco: “Solamente un criminale, solo un pericoloso folle, può compiere un simile gesto. E deve essere fermato, perché le sue mani omicide non possano distruggere altre vite”
stroncata perché un altro essere umano si è arrogato un diritto inesistente di togliergli la vita. Solamente un criminale, solo un pericoloso folle, può compiere un simile gesto. E deve essere fermato, perché le sue mani omicide non possano distruggere altre vite”. Sono le parole accorate e scandalizzate per l’atrocità di quanto è accaduto, pronunciate dal parroco di Castellamonte, don Angelo Bianchi durante i funerali di Gloria. Il comune del Torinese noto fino ad oggi per la tradizione della ceramica, è oggi all’onore delle cronache per un fatto drammatico. Il sindaco Paolo Mascheroni ha proclamato il lutto cittadino. Erano centinaia i concittadini dell’insegnante presenti in chiesa e fuori in rispettoso silenzio. Messaggi di solidarietà sono giunti dal sindaco, dal procuratore della Repubblica di Ivrea Giuseppe Ferrando, del colonnello dei carabinieri Arturo Guarino a Marisa ed Ettore, gli anziani genitori della vittima. Gloria “è stata spazzata via da una violenza assurda”, ha aggiunto il parroco. “Ringrazio tutti quelli che ci sono stati vicini. Tutti tranne quel maledetto criminale che ti ha messa qui”, ha detto Ettore Rosboch, piangendo davanti alla bara della figlia.
E che dire della maestra della scuola più piccola d’Italia, di Ceresole Reale, salita con i suoi unici due allievi sul palco sfavillante del festival di Sanrremo?
mani sull’azienda del nonno di Marzia che non ad un storia d’amore con lei. Tra l’altro pare che il ragazzo abbia anche tentato di circuire un anziano ospite di una casa di riposo nel Torinese, per farsi intestare dei beni. Ma i parenti del paziente se ne sono accorti in tempo. Fatto sta che ancora in questi giorni l’omicida reo confesso e la maestrina si scrivevano su WhatsApp, fino al giorno stesso del suo arresto.
Ovviamente lei non c’entra nulla con l’omicidio, ma c’è da chiedersi che cosa la spingesse fino all’ultimo, dopo quello che Gabriele le aveva fatto e dopo che lui era su tutti i giornali e le tv come sospettato per la scomparsa della professoressa di Castellamonte, a dialogare ancora con quel ragazzo “maledetto”.

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I carabinieri l’hanno aperta questa mattina e vi hanno trovato solo buoni fruttiferi della famiglia dell’arrestato