
Le offerte riguardano diversi settori: Ict e digital, elettronica, turistico alberghiero, ristorazione, distribuzione e commercio, tour operator, agroalimentare, automotive, metalmeccanico, assicurazioni e finanza, materie plastiche e vigilanza, facility management
Chi cerca un’occupazione può iscriversi su www.iolavoro.org e candidarsi per le opportunità di impiego che saranno offerte dalle aziende in cerca di personale, come Ikea, Lavazza, Club Med, I Grandi Viaggi, Food & Company, Monge, Bene Banca (Bcc) e Banca Sella, nel corso della sessione primaverile in programma al PalaAlpitour di Torino dal 6 all’8 aprile. Il termine è anticipato al 21 marzo per le aziende che effettueranno la preselezione.
Le offerte riguardano diversi settori: Ict e digital, elettronica, turistico alberghiero, ristorazione, distribuzione e commercio, tour operator, agroalimentare, automotive, metalmeccanico, assicurazioni e finanza, materie plastiche e vigilanza, facility management. A queste opportunità si aggiungono altre migliaia di proposte di lavoro in Europa grazie alla partecipazione dei Servizi per l’impiego francesi Pôle Emploi e dei referenti della rete Eures.
“La 20ma edizione di IoLavoro, manifestazione che negli anni ha dimostrato tutta la sua efficacia nel far incontrare domanda e offerta di occupazione – afferma Gianna Pentenero, assessore regionale al Lavoro e Formazione professionale – assume un significato particolare perché coincide con la recente riorganizzazione su base regionale dei servizi piemontesi per il lavoro. Per la prima volta, infatti, alla rassegna partecipano i Centri per l’impiego di tutto il Piemonte, il cui personale dal primo gennaio scorso è assegnato all’Agenzia Piemonte Lavoro, che diventa così la più grande azienda pubblica di servizi per il lavoro sul nostro territorio. Si tratta di un processo di riorganizzazione complesso, che consentirà di uniformare regole e modalità di gestione, spesso diverse da provincia a provincia e, al tempo stesso, di sfruttare la capillarità della rete per erogare le misure di politica attiva elaborate dalla Regione. IoLavoro sarà l’occasione per presentare compiutamente queste novità”.

Recuperate 20 auto rubate
Materiale, fotografie e documenti sulla storia della Beata di Salsasio, sulla storia dei luoghi dove lei è vissuta e sulle opere che sono state compiute in suo onore in seguito alla sua Beatificazione
Inoltre è stato proiettato ai visitatori un video realizzato dalle Suore di Sant’Anna della Casa Generalizia di Roma che ha presentato il Processo di Beatificazione e la Beatificazione, con tanto di voce del Papa Paolo VI che ha proclamato Beata, Madre Enrichetta.
Da ricordare inoltre è la presenza nella mostra, della lettera alla popolazione di Salsasio e ai visitatori della mostra, della Madre Francesca Sarcià, Superiora Generale della Congregazione delle Suore di Sant’Anna, attuale successore della Beata Enrichetta. Ricordo anche che copie della lettera in occasione della Mostra e della Festa della Beata e dell’Anno Santo della Misericordia di Madre Francesca, come anche le cartoline ricordo della Beata di Salsasio, si possono trovare presso le due chiese e la Parrocchia del Borgo.
Salsasio Francesco Carena e a molti partecipanti.
La giornata conclusiva, quella di sabato 27, è stata all’insegna della conoscenza diretta del territorio piemontese e delle eccellenze locali. I giornalisti accreditati hanno potuto partecipare a percorsi enogastronomici presso diverse aziende. Vi racconteremo l’Educational “Imbottigliati… in collina” che ci ha portato alla scoperta delle colline della Gattinara e delle sue prelibatezze, il vino e il riso
forma della bottiglia, ideata nel 1958, che contiene il Gattinara Travaglini. La “pancia” pronunciata e la forma “storta” permettono la decantazione trattenendo l’eventuale sedimento naturale che si forma nel lungo riposo del vino in cantina. Il Gattinara DOCG viene lasciato riposare per tre anni mentre quello Riserva per quattro. Il Tre Vigne DOCG è invece quello che strizza di più l’occhio ai compratori internazionali e nasce dall’unione di uve provenienti da tre vigneti posti a diversa altitudine. Il sogno e L’altro sogno sono frutto dell’idea di Giancarlo di utilizzare uve stramature fatte appassire per cento giorni. Il secondo si differenzia dal primo per la presenza di un maggiore residuo zuccherino. Il signor Travaglini, venendo a mancare, non ha potuto però assistere alla realizzazione del sogno, ma la famiglia lo ha portato a compimento. La degustazione di questi vini ci ha permesso di sentire gli odori e i sapori intensi, frutto di una terra rocciosa ricca di sali minerali di ferro. L’accompagnamento con salame della Gattinara e toma valsesiana è stato perfetto.
La sua è un azienda piccola che non ha nulla da invidiare a quelle più grosse, stessi procedimenti, stessa resa e qualità. Il processo di lavorazione meccanizzato dura circa 15 minuti, inizia dalla sbramatura del risone che viene pulito e diventa chicco. Da questo processo viene scartata la lolla, parte esteriore del chicco poi utilizzata per la produzione di mangimi per animali. Il secondo step è la sbiancatura del chicco, dal quale si elimina invece la pula. La Tomasoni Riso produce principalmente quattro varietà di riso: il Carnaroli, l’Arborio, il S. Andrea e il Baldo. Dal 2007 il prodotto ha ricevuto la Denominazione d’Origine Protetta “Riso di Baraggia Biellese e Vercellese”, l’importante rinascimento tutela e allo stesso modo garantisce l’unicità e la qualità del riso.
Una rapida perturbazione è passata ed è tornato il sereno in pianura, invece in montagna con il vento forte c’è stata anche qualche nevicata
Il libro, martedì 1 marzo, verrà presentato all’Unione Industriali di Torino
La capitale sabauda diventò la capitale dell’industria , dalle fabbriche tessili e alimentari delle origini allo sviluppo del settore automobilistico, dall’epopea cinematografica italiana (che all’inizio è anzitutto torinese) allo sforzo bellico della Grande Guerra, dalla nascita dell’industria chimica ai tragici bombardamenti durante il secondo conflitto mondiale. E poi, quasi in arrembante sequenza, la ricostruzione e il boom economico, le trasformazioni del modo di produrre che si riflettono nel tessuto urbano e sociale della città. E ancora: la grande immigrazione e le crisi degli anni Settanta, il declino industriale e le trasformazioni della città nel terzo millennio, con la svolta delle Olimpiadi invernali del 2006. Una storia per molti aspetti unica, vista attraverso le immagini e le parole che fanno di “Torino ‘900. La città delle fabbriche” un documento prezioso.

Dal 27 febbraio al 6 marzo al Lingotto Fiere di Torino torna, completamente rinnovato, il Salone dedicato alle idee per abitare. Porte aperte sabato 27 febbraio con ingresso gratuito per il pubblico per festeggiare le grandi novità di questa edizione