redazione il torinese

“Spazio bianco…sulle tracce di Paulcke”

bianco-2Il Club Alpino Italiano, sezione SEO di Domodossola, in collaborazione con la Città di Domodossola, organizza, dal 3 al 18 dicembre, la mostra fotografica SPAZIO BIANCO –…sulle tracce di Paulcke”. Le fotografie saranno esposte presso la ex-Cappella Mellerio in Piazza Rovereto a Domodossola. La mostra sarà visitabile il sabato (dalle 10:00 alle 12:00 e delle 15:00 alle 19:00), la domenica (dalle 16:00 alle 19:00) e durante il ponte di Sant’Ambrogio (7/8/9 dicembre, dalle 16:00 alle 19:00). La mostra presenta il resoconto per immagini – a cura dei fotografi Claudio Camisasca e Davide Pravettoni – del Raid integrale scialpinistico attraverso la regione dell’Oberland Bernese (CH) compiuto in occasione del 40° anniversario della fondazione della Scuola di alpinismo e scialpinismo “Guido Della Torre” da un gruppo di scialpinisti delle sez.bianco CAI di Busto Arsizio, Saronno, Castellanza e Parabiago. Una celebrazione attraverso la rievocazione di quello che fu l’itinerario seguito di Wilhelm Paulcke e da una pattuglia di pionieri nel gennaio 1897, uno degli episodi fondativi dello scialpinismo che a partire da imprese come questa prese a diffondersi sulle Alpi. L’inaugurazione è prevista per  Sabato 3 dicembre alle 16:00,  con un vernissage durante il quale i protagonisti del Raid e i fotografi presenteranno il libro-catalogo della mostra, contenente la prima traduzione completa della relazione originale e incontreranno il pubblico degli appassionati per condividere le tappe e i risultati della loro esperienza “…sulle tracce di Paulcke”.

Marco Travaglini

SEDI PD IMBRATTATE, GIORGIS: “UN GESTO INDEGNO CONTRO TUTTO IL PD”.

LEO PD“Un gesto indegno da condannare senza riserve, che reca offesa a tutto il PD”: così l’On. Andrea Giorgis, deputato del Partito Democratico, commenta gli atti vandalici a danno dei circoli di via Colautti e via Assisi a Torino. “Ancora una volta il nostro partito è stato preso di mira da chi non sa che cosa sia il confronto democratico, ma conosce solo l’insulto e l’intolleranza. Per questi vandali ogni pretesto è buono per imbrattare le nostre sedi ed attaccare il Partito Democratico, i suoi dirigenti, militanti ed elettori.”

Due pedoni investiti a Mirafiori

ctoDue anziani sono stati investiti questa mattina nei pressi della rotonda di strada Castello di Mirafiori, a Torino. L’uomo si trova in condizioni meno gravi (codice giallo) la donna è invece  ricoverata al pronto soccorso del Cto in prognosi riservata. L’uomo al volante dell’Alfa Romeo che li ha investiti si è fermato a prestare i primi soccorsi e sul posto è intervenuta la Squadra Infortunistica della Polizia Municipale. Verso le 6,30 la vettura percorreva corso Unione Sovietica in direzione Stupinigi quando ha investito i due pedoni.

UN SOSTEGNO AGLI STUDI E RICERCHE SULLE USTIONI

PER LA FONDAZIONE PIEMONTESE “SIMONE TEICH ALASIA” DEL C.T.O. 

 

 

cto33Cortile Lagrange – Galleria delle Arti, giovedì 1 dicembre, alle ore 18.00, ospiterà l’aperitivo solidale a sostegno della Fondazione Piemontese per gli Studi e le Ricerche sulle Ustioni e sabato 3 dicembre, alle ore 16.30, l’asta di beneficenza con numerose opere donate da artisti di fama internazionale. L’aperitivo è a ingresso gratuito e nasce con l’idea di inaugurare le opere che verranno battute all’asta. Si tratta di 50 opere donate da vari artisti: Giorgio Griffa, Daniele Fissore, Gianni Colosimo, Enrico T. De Paris, Plinio Martelli, Titti Garelli, Mario Surbone, Sandro De Alexandris, Marina Sasso, Gigi Piana, Federico Lombardo, Mauro Chessa, Ugo Nespolo, Piero Gilardi, Francesco Casorati, Marco Gastini, Ezio Gribaudo, Luigi Mainolfi, Giorgio Ramella, Giacomo Soffiantino, Marco Vacchetti, Antonio Carena, Teresita Terreno, Eugenio Comencini, Tino Aime e diverse altre donate dal professor Simone Teich Alasia.

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La Fondazione Piemontese per gli Studi e le Ricerche sulle Ustioni è nata per informare e formare, per prevenire le ustioni o ridurne la gravità, curarle opportunamente e produrre ricerca clinica applicata.
Ricerca, formazione e aggiornamento rappresentano l’essenza della Fondazione. Gli studi svolti in questi anni, in collaborazione con i maggiori specialisti italiani e stranieri, hanno contribuito in modo significativo a migliorare l’approccio diagnostico e terapeutico. Con le numerose ricerche e pubblicazioni in campo nazionale e internazionale, infatti, è stato possibile affrontare con successo gran parte delle problematiche cliniche, scientifiche e psicologiche di cui sono vittime gli ustionati.

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Aperitivo solidale

Giovedì 1 dicembre – ore 18.00 Cortile Lagrange, Galleria delle Arti – Via Lagrange 27

 

Asta di beneficenza

Sabato 3 dicembre – ore 16.30 Cortile Lagrange, Galleria delle Arti – Via Lagrange 27

 

Cambiamento e resilienza  

Cambiamento e resilienza. Sempre più spesso ci capita di leggere o sentire persone che utilizzano questi due termini. Sembrano essere inscindibili, due concetti che viaggiano costantemente assieme e che si competano tra loro. Se fossero persone, potremmo definirle una sorta di Starsky & Hutch della filmografia degli anni ‘80. Noi stessi li usiamo con una certa frequenza quando parliamo di mercato e azienda. Ma cosa intendiamo realmente dire quando parliamo di Cambiamento e Resilienza? Il cambiamento cos’è? Un’importante ristrutturazione aziendale o un cambio di lavoro? E la Resilienza? Ormai tutti in azienda sanno che la resilienza è il vocabolo utilizzato in metallurgia per indicare la capacità di un materiale di resistere all’urto senza rompersi. Altre fonti, invece, per rendere la cosa ancora più affascinante, legano il termine resilienza al latino “salio” (salire) che, con il suo iterativo “resalio”, accostato all’immagine di una barca capovolta, indica l’azione di risalire sulla barca dopo che si è rovesciata. Una cosa è certa: per molti di noi il cambiamento è un qualcosa d’intangibile che ci spinge a modificare quello che abbiamo sempre fatto e, più abbiamo fatto, più dovremo lavorare per adeguarci al nuovo.

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Noi non condividiamo questa visione, però, a nostro avviso, il cambiamento altro non è che la vita di tutti i giorni, sia quella privata sia quella professionale. Panta Rei, (tutto scorre) diceva Eraclito, uno fra i più grandi filosofi greci presocratici, per indicare l’eterno divenire della realtà, paragonandola a un fiume che solo apparentemente rimane uno e identico, ma che, in effetti, continuamente si rinnova e si trasforma, per cui non è possibile tuffarsi in esso più di una volta, perché la seconda volta non è lo stesso fiume della prima. Se condividiamo questa visione, il cambiamento è qualcosa che ci accompagna durante tutta l’esistenza, nelle piccole cose come nelle grandi cose. Cambiare barbiere perché il nostro è andato in pensione non è forse cambiamento? Cambiare cliente perché quello precedente ha ceduto l’attività non lo è altrettanto?   Queste cose, però, non ci preoccupano perché il nostro cervello le cataloga al livello più basso di rischio mentre, invece, se in azienda si passa da un sistema informatico all’altro o se viene modificata l’organizzazione, ci carichiamo di ansia e stress. Tutto ciò è normale, anzi diremmo che è umano, però non ci deve bloccare. Passato il primo momento di destabilizzazione, dobbiamo subito vedere quali opportunità nuove si stanno per presentare. Per molti anni, nella quotidiana gestione delle cose, ci è capitato di definire quest’approccio mentale come la tecnica del “Cosa c’è di buono in ciò” perché è giusto dirlo : Guardando bene troveremo sempre qualcosa di positivo, anche dove non ci sembra proprio. 

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Ci sono due modi di porsi di fronte alla richiesta di cambiamento, che, spesso, non è una nostra scelta, ma una necessità; per cristallizzarli ci rifaremo a due grandi pensieri:

Chi ti vuole diverso, non ti vuole affatto. (Eracle) Approcciare le cose in questo modo è assolutamente da evitare. Significa pensare sempre in negativo e, oltre a non facilitare le cose, questo atteggiamento ci porterà a “ Tagliarci fuori da soli” perché, ci piaccia o no, le cose vanno avanti anche senza dii noi. Il secondo modo, invece, ce lo ha offerto un pensiero di Mahatma GandhiLa vita non è aspettare che passi la tempesta, ma imparare a ballare sotto la pioggia. Un modo dolce, positivo e forse affascinante che ci porta a vedere le cose in modo diverso, da cacciatori di opportunità.

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Questo approccio probabilmente è quello che meglio definisce una persona resiliente, una persona che supera la destabilizzazione iniziale e si pone alla ricerca dell’esperienza, dell’insegnamento che da questa esperienza ne può derivare. La tecnica cioè del: ”Cosa c’è di buono in ciò”. Un atteggiamento positivo che ci aiuta ad affrontare meglio le cose vivendo la vita. Più volte siamo entrati in contatto con persone capaci, intelligenti e competenti che, pur di non affrontare il cambiamento, si erano accontentate di ruoli/situazioni “ inferiori” a quelle che realmente meritavano o che potevano raggiungere. Alcune di loro erano contente e questo era un risultato positivo perché, probabilmente avevano deciso di anteporre i propri valori personali a quelli professionali, e questo li rendeva comunque felici e vincenti. Altri, invece, giustificavano lo status quo con motivazioni legate alla sfortuna o ai torti subiti e questo non era buono nemmeno a livello salutistico perché “stavano male con se stesse”. La resilienza, quindi, potremmo definirla come la capacità di non essere troppo rigidi o troppo morbidi, ma semplicemente “flessibili”, capaci cioè di adeguarsi prendendo il controllo della situazione.

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Un esempio di resilienza

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Questo non significa nascere resilienti, ma allenati alla resilienza e l’allenamento non richiede situazioni “speciali”. E’ sufficiente affrontare la vita quotidiana ponendosi obiettivi misurabili e raggiungibili la cui asticella sarà alzata di volta in volta. Anche il notissimo atleta giamaicano Usain BOLT potrebbe confermare questa teoria se pensiamo che il 2016 l’ha visto vincitore della competizione dei 200 metri a Rio de Janeiro con il tempo di 19″78, mentre nel 2001,ai suoi primi esordi, il suo tempo era “solo” di 22″04 .Il secondo allenamento che possiamo fare è quello di uscire dalle nostre zone di comfort facendo cose che non abbiamo mai fatto o che non facciamo da molto tempo come ad esempio parlare con qualcuno che non abbiamo mai considerato oppure, prendere una seggiovia anche se un po’’ ci intimorisce. Scopriremo mondi nuovi semplicemente allargando il nostro campo visivo e sdrammatizzando le cose che ci capitano perché, come diceva il Saggio“Il mondo è nato prima di noi pertanto saremo noi a doverci adattare a lui, specialmente se poi vogliamo cambiarlo.”

Antonio De Carolis

Presidente CDVM

Club Dirigenti Vendite e Marketing

www.cdvm.it

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Progetto Ulisse a Miradolo

miradoloÈ partito ad ottobre il Progetto Ulisse ideato e curato dalla Fondazione Cosso di San Secondo di Pineroloin collaborazione con il progetto Avant-dernière pensée, a cura di Roberto Galimberti. Il progetto riflette la volontà e l’impegno della Fondazione Cosso nel promuovere sul territorio i temi della ricerca e della cultura, con particolare attenzione alle fasce giovanili. Partecipano all’iniziativa il Liceo Scientifico “Marie Curie” e il Liceo Classico “G. F. Porporato” di Pinerolo. Grazie alla disponibilità e all’impegno di Dirigenti e Insegnanti, il progetto vede oltre 270 allievi partecipanti, in una fascia di età compresa tra i 14 e i 18 anni. L’iniziativa rimane aperta, per le future edizioni, a tutte le scuole di ogni ordine e grado ed è quindi destinata a crescere e arricchirsi nel tempo. Nel mese di gennaio 2017 le scuole prenderanno parte a un matinée esclusivo, un concerto a loro riservato, in cui verrà eseguita dal progetto Avant-dernière pensée la propria rilettura del “Ritorno di Ulisse in patria” di Claudio Monteverdi. Al matinée si affiancherà, per i ragazzi, un incontro introduttivo, a scuola, in cui verrà loro esposta l’evoluzione dell’idea della performance. Un autentico “viaggio” dietro le quinte attraverso gli aspetti distintivi del progetto, che coniuga alla propria visione poetica uno studio inedito e unico sulle nuove tecnologie e coinvolge professionalità e saperi che rappresentano oggi opportunità nuove di crescita e ricerca, nonché spunti per future professioni. Ai docenti che aderiscono al progetto è richiesto di lavorare con le proprie classi declinando durante l’anno scolastico il tema di Ulisse nei modi e nei linguaggi più svariati, in totale libertà di contenuti e mezzi espressivi. Questo grande lavoro di approfondimento, studio e ricerca confluirà, nel mese di febbraio 2017, in una performance collettiva nelle sale espositive del Castello di Miradolo, realizzata dagli allievi e curata dalla Fondazione Cosso con il progetto Avant-dernière pensée. Un’occasione di scambio e confronto, in un evento aperto alle famiglie e al pubblico. Il grande pubblico potrà apprezzare la rilettura della straordinaria partitura del “Ritorno di Ulisse in patria” di Claudio Monteverdi da parte del progetto Avant-dernière pensée, in occasione del tradizionale Concerto di Natale, il 25 e 26 dicembre, al Castello di Miradolo.

Massimo Iaretti

Assestamento di bilancio da 58 milioni. Dietro front pentastellato sull’area ex Westinghouse

municipio comuneLa manovra vale 58 milioni di euro, con uno stanziamento di 30 milioni in spesa corrente che prospetta un’entrata in conto capitale di19,6 milioni dall’area ex Westinghouse che viene approvata. La cittadella commerciale sull’area di corso Vittorio,  in campagna elettorale era stata osteggiata dai 5 Stelle. Ma il dietro front, sostiene ora la Giunta pentastellata, è inevitabile, per far fronte a un bilancio che prevedeva 32 milioni di entrate inesistenti e 10 milioni di spese extra o non presenti in bilancio. E’ questo il quadro dell’assestamento di bilancio 2016 approvato dalla giunta comunale e illustrato dalla sindaca Chiara Appendino. Una manovra né semplice né indolore, dice la maggioranza in Comune.

(foto: il Torinese)

Dopo Mameli un inno “aggiornato”

BANDIERA ESERCITOUn nuovo inno, al passo con i tempi, ma che non si sostituisca a quello di Mameli, che fa parte della nostra storia. Un inno  sappia raccontare l’Italia di oggi è la sfida dell’originale concorso Michele Novaro – dal nome dell’autore torinese della musica dell’Inno nazionale – che vede sfidarsi al Conservatorio di Torino i tre finalisti scelti tra i 40 compositori iscritti da tutto il mondo che vi hanno preso parte. L’iniziativa è promossa dall’Associazione Mendelssohn e da Italgas. I nuovi inni sono stati passati al vaglio da una giuria presieduta da Luca Lombardi e composta da Cristian Carrara, Giulio Castagnoli, Roberto Prosseda e Stefano Belisari, il celebre Elio del gruppo Elio e le Storie Tese, ex giurato di X-Factor. I tre brani finalisti sono del torinese Daniele Di Virgilio, del veronese Alessio Manega e di Chia-Ying Lin, di Taiwan.

(foto: il Torinese)

Il segreto della Gioconda

angela-albertoUn quadro da ammirare ma anche un viaggio nella mente e nelle emozioni di Leonardo. È la Gioconda, una porta che si spalanca su un luogo e su un’epoca indimenticabili: Firenze (ma anche Milano, Roma, Mantova, Urbino…) e il Rinascimento. Monna Lisa stessa “racconta” Leonardo, il genio che l’ha potuta pensare e realizzare, svelando i segreti delle incredibili macchine e invenzioni (un palombaro, un paracadute, un robot!). Ma che cosa sappiamo di lei? Chi è davvero questa donna misteriosa? Alberto Angela risponde a questi e altri affascinanti enigmi nel terzo appuntamento di Giovedì Scienza, giovedì 1° dicembre alle 17:45 al Teatro Colosseo (a Torino, in via Madama Cristina 71). Partendo da ogni dettaglio del quadro e ricostruendo le circostanze in cui Leonardo lo dipinse, Alberto Angela accompagna alla scoperta di nuovi retroscena: si scopre così che il volto della Gioconda non ha ciglia né sopracciglia, o che il segreto del paesaggio va ricercato nel nuovo tipo di prospettiva “aerea” ideato da Leonardo. Piccoli dettagli come il viso o il vestito dicono molto invece dell’epoca in cui il genio l’ha realizzata, mente le mani svelano approfonditi e sorprendenti studi di anatomia.

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Programma completo e diretta streaming su: www.giovediscienza.it

Ingresso libero fino a esaurimento posti.

Torino Comics Horror Fest

A Xmas Comics la seconda edizione del premio cinematografico. I titoli scelti da 147 pellicole pervenute da registi e case di produzione indipendenti di tutto il mondo

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Xmas Comics and Games – edizione invernale di Torino Comics – in programma sabato 17 e domenica 18 dicembre a Lingotto Fiere, ospita la fase finale della seconda edizione del premio cinematografico Torino Comics Horror Fest. Il progetto, nato da un’idea del fotografo e regista James Garofalo e di Clay Dembech di Ghostbusters Italia, è rivolto a registi e case di produzione indipendenti nazionali e, da quest’anno, internazionali ed è dedicato al cinema horror, fanta-horror, thriller e splatter, sia per cortometraggi sia per lungometraggi. Sono 147 le pellicole pervenute attraverso un bando online (www.horrorfest.it) aperto fino al 30 ottobre, tra cui 24 cortometraggi e 8 lungometraggi italiani, 10 lungometraggi e 105 cortometraggi stranieri. Un risultato che dimostra la crescita straordinaria dell’iniziativa e la sua apertura internazionale. Nel 2015, infatti i film candidati erano 35, provenienti solo dall’Italia.  Quest’anno sono invece numerosissimi i Paesi stranieri rappresentati, tra cui Spagna, Francia, Belgio, Svezia, Germania, Grecia, Finlandia, Regno Unito, Argentina, Messico, Brasile, Colombia, Canada e Stati Uniti.

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La giuria

 

I lavori sono stati valutati da una giuria d’eccezione, formata da nomi celebri del cinema, della letteratura e dei fumetti di genere horror e splatter. Presidente di giuria è Sergio Stivaletti, regista e creatore di effetti speciali, che per oltre 30 anni ha ideato e creato personaggi, creature e mostri per il cinema, la televisione e il teatro, collaborando con alcuni dei più grandi registi italiani come Dario Argento, Michele Soavi, Lamberto Bava, Roberto Benigni e Gabriele Salvatores. La giuria è inoltre composta da Domitilla D’Amico, doppiatrice delle più grandi star del cinema mondiale come Kirsten Dunst, Scarlett Johansson, Margot Robbie e Anne Hathaway; Fabrizio Mazzotta, celebre per essere la voce di Krusty il clown nella serie i Simpson. Stefano Onofri, attore teatrale e doppiatore voce di Peter Parker in Spider-Man, Gigi Sullivan in Gigi la Trottola; Veronica Pucciodoppiatrice di numerose attrici, come Evanna Lynch nella saga di Harry Potter, di Emily Kinnery in The Walking Dead e Melissa Benoist della serie TV Supergirl.

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I film in gara e le proiezioni

Ecco i 10 finalisti della seconda edizione del Torino Comics Horror Fest:

Categoria lungometraggi Italiani

My Little Sister di Roberto & Maurizio Del Piccolo

Safrom di Nicola Barnaba

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Categoria cortometraggi Italiani:

The Strange Case of Emily Grey di Luigi Parisi

The Coltrane code di Monica Mazzitelli

Orologica di Maurizio Temporin

Like di Giulio Manicardi

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Categoria lungometraggi stranieri:

Lecciòn debida di Iván Ruiz Flores (Spagna)

Huldra – Lady of the forest di Ove Valeskog (Svezia).

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Categoria cortometraggi stranieri:

Behind di Ángel Gómez Hernández  (Spagna)

Titan di Álvaro González (Spagna)