redazione il torinese

Pd renziano baluardo del bolscevismo tricolore?

Finalmente abbiamo capito! Il Pd di Matteo Renzi è l’ultimo baluardo del bolscevismo nel nostro paese. Proprio così, e non vi stralunate: ad accorgermene prima avrei evitato  inutili incomprensioni con i miei amici renziani.  In particolare con un caro amico conosciuto nel ’77. Ora è un alto funzionario del comune di Firenze, naturalmente renziano. Mi diceva: “proprio non capite, Matteo è la prosecuzione della stagione di Riforme inaugurata dal PCI”.  E chi mi conosce sa bene quale sia  il mio amore per la forma partito. Leopolda? Un modo per sancire il nuovo centralismo democratico.  Cosi chi ha fondato in Torino  “Articolo Uno” viene espulso. Finalmente si ritorna ai tempi della terza internazionale: espulsione, espulsione, espulsione.  Non siete voi che ve ne andate.  Siamo noi che vi cacciamo .Dall’ innamoramento di Verdini, amico toscano, al Lingotto dove si sterza a sinistra. Che poi , parliamoci chiaro, tutto fa buon brodo. Del resto, dire che il PD Renziano è  in mano a ex democristiani è  cosa assolutamente infondata.  Basti pensare al segretario provinciale di Torino che addirittura arriva dal Manifesto.  O al segretario per eccellenza, Piero Fassino, comunista doc.  Cari compagni  di Rifondazione, avete competitori inaspettati come i renziani.  Forse non comunisti doc. Ma anche loro dello stile.  chi non è d accordo ” fuori dalle balle “. Espulsione e centralismo democratico. Mi cade una lacrimuccia…Mi sa che qui la tragedia è diventata farsa.

Patrizio Tosetto

“Ortoflora & Natura”, Carmagnola in fiore

Sabato 8 e domenica 9 aprile 2016 si svolge a Carmagnola (la 29^ edizione di “Ortoflora & Natura”, Mostra Mercato Regionale tra le più importanti in Piemonte per ciò che riguarda le produzioni nel settore florovivaistico ed orticolo e nel settore delle attrezzature ed arredi da orto e da giardino.

Nella due giorni si svolge anche la 38^ Mostra Provinciale dei bovini di razza piemontese in piazza Italia a Carmagnola, grande manifestazione fieristica-zootecnica con tori e vacche che si sfideranno in una kermesse espositiva che si svolgerà sabato tra le ore 14:30 e le ore 17:30 e domenica tra le ore 10:00 e le ore 18:00.

 

Ortoflora & Natura viene organizzata nell’incantevole cornice del Parco della Cascina Vigna con allestimento e gestione affidati alla ditta Totem di Chiavari (GE) che punta ad aumentare il già elevato numero di espositori, 120 nella passata edizione, e la qualità degli stessi. La Regione Piemonte con determina n. 412 del 13 luglio 2016 ne ha confermato la qualifica regionale e la classificazione di mostra mercato.

Nel verde del parco cittadino, in un’area espositiva di 25.000 mq che nella passata edizione ha accolto oltre 15.000 visitatori, vengono proposti anche un concorso di scultura su legno con opere battute all’asta e in beneficenza a favore delle popolazioni terremotate, laboratori florovivaistici per adulti e bambini, street food, degustazioni del ravanin, del porro e di altre eccellenze agroalimentari, spettacoli per bambini, ippoterapia per portatori di handicap, punto informativo della Sorveglianza Aerea Territoriale con possibilità di provare il volo di alcuni droni, visite all’Incubatoio Ittico in cui è possibile vedere il pesce africano Tilapia, al Museo Civico di Storia Naturale in cui viene allestita una mostra sull’uso di utensili e di oggetti naturali in Africa ed al Museo dell’Orticoltura con mostra fotografica e set fotografico per i visitatori.

 

ORTOFLORA & NATURA è un evento che rappresenta un piacevole pretesto per una bella gita fuori porta con la possibilità di gustare ottimi cibi, acquistare piantine, fiori e prodotti tipici, passeggiare nel parco, giocare e divertirsi con le varie attività ludiche ed educative proposte.

 

GLI APPROFONDIMENTI

 

il 1° concorso di scultura su legno “citta’ di carmagnola”

La principale novità della 29^ edizione di Ortoflora & Natura è il “1^ Concorso di scultura su legno Città di Carmagnola” che si svolgerà sabato 8 aprile tra le ore 8:30 e le ore 18:00 con i temi “orto e giardino” ed al quale si sono iscritti ben 22 scultori. Una nuova iniziativa grazie alla quale i visitatori avranno modo di ammirare la sapiente arte degli scultori e vedere le opere prendere forma a partire da tronchi e tavole di legno.

Al primo classificato è riservato un premio di 400 euro, di 300 euro per il secondo e di 200 euro per il terzo.

Domenica 9 aprile a partire dalle ore 17:00, queste prime tre opere verranno battute all’asta e in beneficenza a favore delle popolazioni terremotate del Centro Italia. Le restanti opere saranno restituite ai concorrenti che potranno, a loro discrezione, donarle all’organizzazione per inserirle nell’asta.

I LABORATORI FLOROVIVAISTICI

Durante le due giornate espositive nel cortile di Cascina Vigna si svolgeranno diversi laboratori gratuiti, offerti ai visitatori che intendono approfondire le loro conoscenze in materia florovivaistica, a cura degli studenti dell’Istituto Professionale di Stato per l’Agricoltura e l’Ambiente “Baldessano Roccati“ con il supporto dei professori Costantino Ciccone, Mario Costanzo, Giuseppe Dell’Utri e della Ditta Totem Eventi di Chiavari.

Programma laboratori:

Sabato 8 Aprile

Ore 15.30 – “Segreti e virtù di alcune Piante Officinali e Distillazione delle Erbe Officinali”

Ore 17.00 – “La Riviera in tavola: come si preparano e si conservano le olive taggiasche in salamoia” – Laboratorio sviluppato nell’ambito del progetto Cul’Olio ovvero la cultura, la coltivazione e trasformazione dell’oliva taggiasca. – A cura dell’Az. Agr. Il Bey di Imperia (IM)

Domenica 9 Aprile

Ore 10.30 – “Distillazione delle Erbe Officinali”

Ore 11.30 – “Talea, Propaggine, Margotta”

Ore 15.00 – “Come realizzare l’Aceto di Mele in casa”

Ore 16.00 – “Invasa la tua Piantina…”. Nello stand della scuola, una piantina in omaggio a tutti i bambini presenti fino ad esaurimento scorte

Ore 16.00 – “Crea la tua Aiuola”

Ore 17.00 – “L’ora del Tè: Infusi, Tisane e Tè per una pausa … fiorita!” – A cura di In-Fusione di Morozzo (Cn)

 

LA degustazione del Ravanin e del Porro E Lo STREET FOOOD

Grazie alla preziosa collaborazione dell’Istituto “Baldessano-Roccati” ad Ortoflora & Natura verrà proposta anche la X edizione della “Ravanin e porro, dall’orto al pinzimonio” . L’Istituto Professionale di Stato per l’Agricoltura e l’Ambiente “Baldessano-Roccati” e la Pro Loco Carmagnola propongono nel cortile della Cascina Vigna la degustazione di due prodotti tipici della zona: l’autunnale “Porro” e il primaverile “Ravanin”. Prelevati dall’orto della scuola e lavorati dalla Pro Loco saranno offerti al pubblico in insalata, accompagnati da Petali di Grana offerti dalla ditta Biraghi di Cavallermaggiore (fino ad esaurimento scorte).

Nel parco saranno inoltre allestite diverse postazioni di STREET FOOD per tutti i gusti e all’interno della mostra mercato è dedicata un’area alle eccellenze enogastronomiche.

 

IPPOTERAPIA – RIABILITAZIONE GLOBALE PER MEZZO DEL CAVALLO

Nel parco sarà presente anche la A.S.D. Natural Farm www.naturalfarmsih.com, associazione che si occupa di riabilitazione globale per mezzo del cavallo, con terapeuti formati secondo la normativa vigente, con metodo riconosciuto dal ministero della salute, ed è centro Regionale S.I.H., Scuola Italiana di Horseman, ovvero di comunicazione etologica con il cavallo. I responsabili dell’associaizone, Erika Bellini e Giuseppe Guglielmetti, saranno disponibili con i loro cavalli, per dare informazioni riguardo al metodo terapeutico proposto per disabili, in cui rientrano i disturbi di comportamento neuro-motori, relazionali e psichiatrici. L’ippoterapia è la terapia assistita dal cavallo in cui l’animale svolge un ruolo terapeutico e collega d’equipe, mirando allo sviluppo delle abilità del disabile, migliorando la sua qualità di vita e favorendone l’integrazione sociale.

Il programma delle due giornate:

ore 10.00 – cavalli al pascolo

ore 11.00 – presentazione dei cavalli

ore 11.30 – approccio e relazione dei bambini con il cavallo (3 bambini ogni 15 minuti)

ore 12,30 – cavalli al pascolo

ore 14,00 – dimostrazione di comunicazione etologica con il cavallo

ore 15,00 – approccio al cavallo di persone disabili con possibilità di provare una seduta di ippoterapia.

 

SPETTACOLI E LUNA PARK PER BAMBINI

In un’area del Parco nei pomeriggi ci sarà anche il Mago Tric & Trac con “La magia nell’orto”, spettacolo di magia e fantasia dedicato ai bambini di tutte le età.

Inoltre ci si potrà divertire anche al LUNA PARK di ORTOFLORA che viene allestito in Piazza IV Martiri, in un’altra area della città non adiacente al Parco della Cascina Vigna.

 

IL MUSEO CIVICO DI STORIA NATURALE LA MOSTRA SULL’USO DI OGGETTI NATURALI IN AFRICA

Il Museo Civico di Storia Naturale è sede del Centro Visita del Parco Fluviale del Po – tratto torinese, porta di accesso ai sentieri che conducono alla Riserva Naturale della Lanca di San Michele e del Bosco del Gerbasso. Nato nei primi anni 70, consta di una suggestiva sezione espositiva con diorami di ambienti naturali e locali, regionali ed esotici, collezioni dedicate a vertebrati, invertebrati, minerali e fossili.

Nel Salone del Museo viene allestita anche la mostra “Utensili, ornamenti e amuleti. L’uso di oggetti naturali da parte di popoli d’Africa” che viene inaugurata il 6 aprile alle ore 18 e sarà visitabile sino al 15 Maggio in collaborazione con il Museo delle Missioni della Consolata di Torino nei seguenti orari: Mar/ Mer. 9.00 – 12.30 – Gio. 9.00 – 12.30 / 15.00 – 18.00 / Sab. & Dom. 15.00 – 18.00. Nella due giorni di Ortoflora e Natura la mostra ed il Museo si potranno visitare negli orari di apertura della manifestazione e il biglietto di ingresso sarà ridotto ad 1 euro.

 

L’INCUBATORIO ITTICO E IL PESCE AFRICANO TILAPIA

L’incubatoio Ittico è nato nel 2004 grazie al finanziamento della Provincia di Torino, si dedica alla produzione di trote mormorate, lucci e temoli destinati a ripopolare la vicina asta del Po. È curato dall’Associazione Dilettantistica Pescatori Carmagnolesi che, insieme ad altri partner italiani ed internazionali, sta seguendo in Senegal il progetto “GEN: avvio di un allevamento ittico per lo sviluppo locale del Comune di Ronkh”, in cui viene allevato il pesce Tilapia che si potrà vedere nei giorni di Ortoflora & Natura.

 

IL MUSEO DELL’ORTICOLTURA E LA MOSTRA “FIOR DI PHOTO”

Il Museo dell’Orticoltura Carmagnolese è stato creato in collaborazione con il Museo civico di Storia Naturale ed è formato da una sezione all’aperto dedicata alle vecchie macchine agricole specifiche per la lavorazione dell’orto.

All’interno del Museo, sotto la Tettoia della Cascina Vigna, sarà allestita la mostra fotografica “Fior di Photo” a cura dall’Associazione Culturale Obiettivo Photo di Carmagnola. Sarà anche allestito un set fotografico per chi volesse farsi

fotografare tra i fiori.

 

IL PUNTO INFORMATIVO DELLA SAT – SORVEGLIANZA AREA TERRITORIALE E LE PROVE DI VOLO DI ALCUNI DRONI

La SAT – Sorveglianza Aerea Territoriale sarà presente con un punto informativo sabato nel Parco di Cascina Vigna nel contesto di Ortoflora & Natura e domenica in piazza Italia nel contesto della Mostra Provinciale dei bovini di razza piemontese. La SAT è un’organizzazione di volontariato di protezione civile che ha come principale missione fornire volontari, velivoli, droni ed attrezzature alla Protezione Civile per svolgere attività di volo e supporto logistico aeronautico a terra. La SAT presenterà le proprie attività tramite foto e filmati a chiunque sia interessato, per sensibilizzare la mentalità sulla previsione e prevenzione dei rischi ambientali tramite la ricognizione e la sorveglianza aerea. Ci saranno anche aeroplanini autocostruiti di legno e mollette, fogli da colorare. palloncini per i più piccoli e una struttura gonfiabile piramidale con reti di sicurezza in cui si potrà provare il volo di alcuni droni in totale sicurezza.

 

LA 38^ MOSTRA PROVINCIALE DEI BOVINI DI RAZZA PIEMONTESE in Piazza Italia

Per la prima volta ad Ortoflora & Natura viene abbinata la 38^ Mostra Provinciale dei bovini di razza piemontese che, giunta alla 38^ edizione, si svolge in Piazza Italia ma prevede anche la presenza nel Parco Cascina Vigna di una splendida coppia di buoi trainanti un carro tradizionale per diffondere informazioni sulla razza bovina piemontese e sul consumo in generale della carne bovina. La grande manifestazione fieristica-zootecnica con tori manze e vacche che si sfideranno in una kermesse espositiva viene organizzata in collaborazione con l’Associazione Regionale Allevatori del Piemonte e con l’associazione dei macellai carmagnolesi.

Sabato si svolgerà la valutazione dei capi e domenica alle ore 10 la presentazione della razza Piemontese a cura dell’Anaborapi, alle 10:30 la vendita all’asta di vitelli da risalto a cura della Cooperatica CO&CO, alle 11:30 una degustazione omaggio di Gran Cotto Piemontese a cura della COALVI – Consorzio di Tutela della Razza Piemontese e dalle ore 15:30 la sfilata dei campioni e le premiazioni. Per tutta la giornata di domenica Piazza Italia ospiterà anche il Mercato dei produttori agricoli e degli artigiani della Società Orticola di Mutuo Soccorso di Carmagnola ed un presidio di Oasimedica con giochi per bambini e visite odontoiatriche e visite mediche generali gratuite.

Massimo Iaretti

Raoul Bova e Chiara Francini, prove per una coppia

È un po’ come per un attimo voler cambiare pelle, ha detto in un’intervista che è come riabituarti a certi muscoli che da troppo tempo non hai più messo in funzione. Le commedie italiane, quelle delle tante risate e delle troppe occasioni buttate via, non sempre spremono al botteghino tutto quel che si era sperato, i cliché alla fine vengono a noia, l’etichetta di sex symbol non parliamone e allora ecco che Raoul Bova vuole riscoprire se stesso e si ributta sul teatro e su quei palcoscenici che da vent’anni non frequenta. Lo fa tuttavia con una cert’aria di cinema che lo circonda, grazie innanzitutto a Luca Miniero (volato al successo con la benedetta accoppiata di Benvenuti al Sud e Benvenuti al Nord fino al recente Non c’è più religione e qui al suo debutto teatrale) che lo dirige, con Daniele Ciprì che cura il disegno luci, con una partner come Chiara Francini, quel tanto di sexy e di ironia che non guasta, che da Pieraccioni a Spike Lee, da Brizzi a Vanzina, da Sindoni a Sollima a Longoni sfoglia prove positive sul grande e sul piccolo schermo, per tacere di un applaudissimo Ti ho sposato per allegria che l’ha avvicinata con intelligenza e humour quattro anni fa al mondo della Ginzburg.

Bova-Francini accoppiata vincente, quindi. Il titolo scelto è Due, scritto da Miniero e Smeriglia, da domani a domenica sul palcoscenico dell’Alfieri per la stagione di Torino Spettacoli (venerdì 7 alle ore 20,45, sabato 8 doppio spettacolo alle 15,30 e alle 20,45, domenica ore 15,30). Un atto di confessione, 80’ filati sulla coppia, un interrogarsi sul passato e soprattutto sul futuro, la necessità di mettere in campo le difficoltà che si incontrano sin dal primo giorno, il peso della vita quotidiana. Una stanza vuota dentro cui si sta formando una convivenza, un rapporto a due, con Marco alle prese con il montaggio di un letto matrimoniale, con Paola che lo interroga sugli anni da vivere insieme, con la curiosità di sapere come sarà il suo uomo tra vent’anni. Già, la fatidica domanda: “Come saremo tra vent’anni?”. L’universo maschile e quello femminile, il modo geneticamente diverso di affrontare le cose, la visione della vita che si rispecchia nelle differenti concezioni di lui e di lei, la fatica e il piacere di stare insieme, l’apporto dell’altra umanità, i genitori, gli amanti, i figli, gli amici, tutti evocati nelle immagini del prima e del poi e tutti pronti a turbare la loro serenità. “Presenze interpretate dagli stessi due protagonisti – spiega Luca Miniero – che accompagneranno fisicamente in scena dei cartonati con le varie persone evocate dai loro dialoghi. Presenze, forse ingombranti, forse rifiutate, forse accettate, tutte a popolare con i due attori il palcoscenico, immagine della vita di una coppia come possono essere le mille che conosciamo e ci circondano, costruita a fatica e a volte insensata. Perché non sempre ci accorgiamo che in due siamo molti di più. E montare un letto con tutte queste persone intorno, anzi paure, non sarà mica una passeggiata”.

 

Elio Rabbione

INVESTIRE NE “LE NOTTI D’ORIENTE”: SE PO’ FA’, MA…CONSAPEVOLMENTE (E BECCATI ANCHE LA RIMA)

Esemplificativamente: un messaggio informativo tratto dal sito Borsaitaliana fatto bene, pur con scontate( d’altra parte bisogna pur vendere) lusinghe implicite per attirare il risparmatore “goloso” ormai abituato a rendimenti pari a zero da anni( 10% o 5,25% di cedola annua – ma il fatto che sia lorda del 26%, anche se è una nozione comune, lo si deve andare a leggere nei dettagli- con immagine di bellezza femminile etnica come testimonial, slurp!), e che consente a chi legge una scelta consapevole, a partire dalle serie storiche pubblicate chiaramente in forma grafica del cambio TRY e INR contro EUR e dagli scenari di rischio. Detto questo, non pochi i dubbi sull’opportunità per un risparmiatore di arrischiarsi su terreni che lo espongono a una perdita potenziale in teoria illimitata( che ne si sa, ad esempio, se la Turchia deflagrerà o meno a 2 anni di distanza) a fronte di un pagamenti per il rischio che non è detto che rappresenti un upfront accettabile.

Obbligazioni Societe Generale a tasso fisso in TRY e INRil pagamento delle cedole, il rimborso del capitale, le operazioni di acquisto e vendita sul mercato secondario sono regolati in Euro,

mailing.sginfo.it

***

link:

https://paoloturatitactica.wordpress.com/2017/04/03/investire-ne-le-notti-doriente-se-po-fa-ma-consapevolmente-e-beccati-anche-la-rima/

Exor, due donne nel board con Elkann e Marchionne

Exor, la “cassaforte” del gruppo Agnelli, ha chiuso il 2016 con un utile consolidato di 588,6 milioni rispetto ai 744,5 milioni del 2015, un anno eccezionale in cui erano state realizzate operazioni importanti come la cessione di Cushman & Wakefield. Sulla variazione negativa di 155,9 milioni incidono  le minori plusvalenze sulla cessione di partecipate (566,7 milioni, di cui 521,3 milioni relativi alla cessione di C&W Group). Dividendo invariato:  0,35 euro, per un totale di 8,21 milioni. restano nel nel board John Elkann e Sergio Marchionne, come presidente e ad e vicepresidente, ed entrano due donne: Melissa Bethell, managing director di Bain Capital, e Laurence Debroux, ceo Heineken. Fuori Vittorio Avogadro di Collobiano, Giovanni Chiura, Mina Gerowin e Jae Yong Lee. 

 

 

 

(Foto: il Torinese)

Stazioni sciistiche, 8 milioni dalla Regione

Sono 8 i milioni di euro che la Giunta regionale metterà a disposizione dei gestori delle piccole e grandi stazioni sciistiche piemontesi per l’innevamento programmato, la sicurezza delle piste e le spese di finanziamento delle microstazioni. L’importo stanziato da una delibera è suddiviso a metà, per le stagioni 2014-2015 e 2015-2016, ognuna delle quali a favore delle spese sostenute dalle stazioni nel corso di un anno di attività. I fondi per le due stagioni passate sono ulteriormente divisi su due capitoli: innevamento programmato e sicurezza delle piste (a cui sono destinati il 90%) e spese di funzionamento delle microstazioni. “Grazie a questa delibera recuperiamo due annualità, dando un segnale importante e concreto su quanto questa Giunta sia impegnata a sostegno del comparto neve, che in alcuni territori costituisce un pilastro fondamentale dell’economia e della vita delle comunità locali – dichiara Antonella Parigi, assessore alla Cultura e al Turismo della Regione Piemonte – Sul fronte degli investimenti e dell’innovazione, intanto, stiamo lavorando per riuscire a reperire ulteriori risorse”. Il bando, che fa riferimento alla legge regionale 2/2009 sulle norme in materia di sicurezza nella pratica degli sport montani invernali ed estivi, è stato formulato rispettando le recenti modifiche alla legge, approvate dal Consiglio regionale nel gennaio scorso.

Tra gli interventi per cui gli operatori possono fare richiesta di finanziamento ci sono la manutenzione delle piste per l’eliminazione di ostacoli rimovibili o il ripristino dell’equilibrio idrogeologico e ambientale, la posa di reti fisse, materassi e barriere, i servizi di vigilanza e di primo soccorso, nonché i costi legati all’utilizzo di personale e per l’innevamento programmato.

 

Donatella Actis -www.regione.piemonte.it

Regione: le strategie di inclusione dei nomadi

“La Regione non ha un ruolo di gestione ma di programmazione strategica”. Questa è la risposta dell’assessora regionale ai Diritti civili, Monica Cerutti, alla richiesta di comunicazione sulle politiche della Giunta regionale di gestione ed inclusione delle popolazioni nomadi, svolta nel corso del Consiglio regionale del 5 aprile. La richiesta, ribadita in apertura di seduta, era stata formulata dal capogruppo azzurro, Gilberto Pichetto, in base alle notizie, apparse sui media, sul coinvolgimento di soggetti pubblici e cooperative nella gestione del sistema della solidarietà. In attuazione della Strategia nazionale di inclusione delle popolazioni Rom, Sinti e Camminanti, “nel febbraio del 2014 – ha spiegato l’assessora – è stato istituito il Tavolo regionale composto dai rappresentanti delle amministrazioni periferiche statali, degli uffici regionali, degli Enti locali, delle associazioni e degli organismi della società civile impegnati nella tutela dei nomadi come Aizo Rome e Sinti Onlus, Idea Rom, Opera Nomadi e Romanò Ilo. Il Tavolo si occupa di approfondire i quattro assi individuati – lavoro, salute, casa e istruzione – allo scopo di contribuire al monitoraggio e all’attuazione delle politiche regionali”. L’assessora ha ricostruito l’iter delle riunioni, comprese quelle territoriali che coinvolgevano, via via, i soggetti dei territori coinvolti.

“Dopo un primo giro di incontri, su ciascuna tematica, attualmente è in fase di approfondimento il tema dell’abitare”. È stato Maurizio Marrone ad aprire il dibattito lamentando la mancanza delle risorse necessarie alla realizzazione di politiche risolutive oltre al coinvolgimento, nella gestione del problema, di cooperative da tempo indagate dalla magistratura. Concluso l’intervento del capogruppo di Fratelli d’Italia, il proseguimento del dibattito è stato rinviato alla prossima seduta. Sono già iscritti a parlare Gian Luca Vignale (Misto-Mns), Nadia Conticelli (Pd) e Claudia Porchietto (FI).

Ab – www.cr.piemonte.it

Giovanni Sartori fuori dagli schemi

di Pier Franco Quaglieni *

.

La morte di Giovanni Sartori priva la cultura politica italiana di uno dei suoi maestri più autorevoli, uno dei più lucidi studiosi della democrazia liberale o,meglio, della liberaldemocrazia.

Era il maggior scienziato italiano della politica della seconda metà del Novecento,come Pareto e Mosca lo furono nella prima metà del ‘900. Tra i suoi allievi Giuliano Urbani, Domenico Fisichella, Stefano Passigli, tre studiosi molto diversi tra loro. Questa eterogeneità dimostra che Sartori era davvero un maestro e che non intendeva creare una sua scuola,commentano di fare sicuramente i cattivi o i mediocri professori. Sui temi sui cui Sartori si è cimentato ,raggiungendo livelli davvero internazionali, c’era stata una prevalenza in Italia, per lunghi decenni , degli ideologi rispetto agli studiosi. Egli superò questo divario che ha pesato in modo enorme sulle arretratezze del dibattito politico in Italia. Molti hanno un’idea di lui molto limitata,magari ricordandolo ospite brillante di molte trasmissioni televisive in cui prevaleva inevitabilmente il battutista rispetto allo studioso.

***

Si potrebbe banalizzare Sartori ,definendolo in termini giornalistici come l’inventore del Mattarellum e del Porcellum,di cui vide acutamente i limiti. Si potrebbe parlare di lui come di uno dei primi antiberlusconiani e, successivamente, come di uno dei critici più corrosivi di Renzi e del renzismo. Sono famose le sue battute al vetriolo e la sua sincerità volte disarmante. esiste una vulgata sartoria che va tenuta distinta e distante dallo studioso di razza.Ma anche il batterista non fu mai a senso unico . Prese posizione a favore di Oriana Fallaci e si dichiarò ostile alla demagogia filantropica di Gino Strada, definì “cieco” un certo pacifismo che sventolava la bandiere arcobaleno,parlò di un paese “conformista che si è ormai seduto sulle poltrone”,con un definizione che faceva pensare a Ennio Flaiano.Rifiutò “l’equilibrismo che non è nella mia natura,”dicendo chiaro e tondo:”Io mi comprometto”. Aderì a “Libertà e Giustizia”, un covo di giacobini irrecuperabili e molto settari,ma successivamente ne prese le distanze perché il suo liberalismo non gli consentiva di stare insieme a certi compagni di strada.

 

***

Sarebbe però ingiusto ricordare degli aspetti contingenti, e quindi effimeri, nei confronti di uno studioso che è stato ,insieme a Nicola Matteucci ,il più originale e insieme il più classico studioso di quella che Bobbio ha definito la “Democrazia realistica”. Sartori va oltre l’antitesi liberalismo /democrazia e va anche oltre Guido De Ruggiero, che nella sua storia del liberalismo aveva intravisto la necessità di superare quell’antitesi. Secondo Sartori <<nella seconda metà del XIX secolo l’ideale liberale e quello democratico sono confluiti l’uno nell’altro ma, fondendosi, si sono confusi>>.

***

Lo studioso fiorentino aveva colto la confusione,denunciando anche l’opportunità di eliminarla . Molto opportunamente egli amava citare Tocqueville: <<Ciò che è il massimo di confusione nello spirito è l’uso che si fa delle parole democrazia e spirito democratico>>. La sua cultura lo portava a riprendere la lettura dei Classici,per dirla con Bobbio, <<senza il piacere di apparire un novatore(…),come se fossero arrivati i barbari a bruciare la biblioteca di Alessandria>>. Ancora Bobbio affermava che <<le biblioteche in genere non bruciano più ,ma si sono talmente ingrandite da assomigliare sempre più alla Biblioteca di Babele>>.Oggi la situazione è forse ancora peggiorata perché le biblioteche non sono più frequentate adeguatamente perché internet ha sostituito la carta stampata,una scorciatoia troppo facile e pressapochista verso un sapere superficiale e quindi assai vicino al non sapere. Giovanni non si è mai lasciato sedurre dalla demagogia che ha pervaso il confronto politico italiano e ha sempre ritenuto che la democrazia non sia un governo senza élites,ma il governo delle élites in concorrenza tra di loro. La democrazia per lui è infatti <<un sistema etico-politico nel quale l’influenza della maggioranza è affidata al potere di minoranze concorrenti>>.

***

Quella di Sartori è una concezione politica coraggiosamente individualistica in un contesto in cui le masse sembrano essere diventate le protagoniste della storia,magari a loro insaputa e a posteriori. Uno spunto attualissimo della sua lezione è il ripudio di Rousseau e di una democrazia diretta che, riducendo i problemi a scelte radicali e contrapposte,impedisce la discussione,la sola che chiarisce le idee e consente di elaborare le soluzioni più idonee. La democrazia attraverso la rete è solo finzione,come dimostra anche la cronaca recente. Mi diceva una volta Spadolini,suo collega e amico a Firenze, che aver letto o non aver letto Croce faceva la differenza. Io ho vissuto di persona questa verità scomoda, fino a pochi decenni fa, totalmente controcorrente. Credo che aver letto o non aver letto Sartori o averlo liquidato come un rompiscatole incontentabile,ci consenta o non ci consenta di capire la profonda crisi in cui si dibatte la democrazia italiana. Lo stesso dibattito referendario dell’autunno 2016 ci ha rivelato l’arretratezza di classi politiche che non si sono anche formate sui libri,confondo gli slogan con la politica. Certo i libri non bastano,ma un politico non attrezzato culturalmente si rivela anche inadeguato a contribuire ad orientare l’opinione pubblica,specie nei momenti storici cruciali. Per Sartori i problemi della democrazia passavano anche attraverso la selezione ,oltre che la elezione,per consentire quella che Bobbio ha definito <<l’elezione del migliore>>.

 

***

Il mio ricordo di Sartori passa inevitabilmente anche attraverso il magistero di Bobbio che fu “un liberale a tre quarti”,per dirla con Dino Cofrancesco. Bobbio vedeva dei limiti nella democrazia liberale perché il sistema economico liberista è amorale in quanto fondato esclusivamente sulla legge della domanda e dell’offerta,anche se Luigi Einaudi aveva affermato il primato della morale rispetto all’economia, senza ambiguità. Sartori fu anche un uomo divertente,con la battuta sferzante che non gli derivava solo dall’essere toscano. Amava la convivialità e le belle donne. Ho di lui ricordi molto piacevoli ed averlo frequentato a Firenze fu un’occasione per vivere qualche ora di puro diletto intellettuale e umano. Ricordo che una volta vicino a noi si sedette Fanfani in compagnia della moglie,a piazzale Michelangelo,nel giardino del ristorante “ Alla loggia”. Ebbi modo di conoscere attraverso il dialogo che nacque con Sartori, un Fanfani piacevolissimo,anche lui con la battuta mordace,un vero “maledetto toscano”,ma anche molto simpatico. Ascoltandolo nelle sue reprimende antidivorziste,non lo avrei mai immaginato così come mi apparve in un’estate della fine degli anni ’70.

***

Ma di Sartori, oggi,nel momento della sua morte, prevale ,su tutto, il ricordo dello studioso di razza che ha onorato la cultura italiana nel mondo. Se l’Italia l’avesse ascoltato di più, se alcuni avessero letto qualche suo libro,non saremmo nella palude,forse non vivremmo in un momento cruciale in cui i populismi rischiano di soppiantare l’esile pianta della democrazia e di uccidere l’ancora più esile pianticella della libertà.Spero di essere troppo pessimista, ma i segni di una probabile catastrofe sono evidenti, quasi come nel primo dopoguerra italiano. Sartori anche oggi ci indica la strada maestra per vivere una nuova primavera italiana:la difesa della democrazia rappresentativa,la sola che possa consentirci di pensare all’Europa a cui guardarono Luigi Einaudi, Ernesto Rossi e Gaetano Martino; la difesa della politica intesa come passione civile e impegno etico, oltre le miopie settarie e le semplificazioni manichee, al servizio del Paese. In una parola, l’Italia civile contro l’Italia barbara a cui troppi italiani stanno guardando con simpatia.

* Direttore del Centro Pannunzio

Walter Rolfo testimonial del “Lions day”

Nel 2017 ricorre il centenario della fondazione del Lions Club International, la più grande associazione di servizio del mondo, che conta circa 1.400.000 soci organizzati in oltre 46.000 club di 210 Paesi. Per dare all’evento l’importanza che merita, il 9 aprile i Lions di tutto il mondo saranno nelle piazze delle loro città per celebrare l’anniversario insieme alla popolazione e per far conoscere a cittadini e turisti le iniziative e i progetti realizzati a favore del prossimo.

A Torino, il fulcro delle iniziative del Lions-Day sarà nella centralissima Piazza Bodoni, che per l’occasione verrà trasformata in un villaggio. Nel “Villaggio Lions” saranno allestiti gazebo che rappresentano le quattro aree di intervento individuate a livello internazionale per il centenario: i “Giovani”, la “Vista”, la “Lotta alla fame” e “Ambiente”.

Nello spazio riservato ai ”Giovani” sarà dato ampio risalto al service creato per supportarli nell’ingresso nel mondo del lavoro e all’iniziativa “Guidiamo sobri, guidiamo sicuri”. Per l’area rivolta alla “Vista”, settore storico d’intervento dei Lions, noti in tutto il mondo come “I cavalieri della luce per i non vedenti”, saranno presenti come testimonial due cani guida donati dall’associazione a persone non vedenti. Inoltre ci sarà un’unità mobile che effettuerà screening gratuiti per la maculopatia negli adulti e l’ambliopia per i bambini. Sempre in questa sezione ci saranno i “donatori di voce”, pronti a fornire informazioni sul progetto “Libro parlato” e a simulare letture, mentre altri volontari raccoglieranno occhiali usati da donare a chi ne ha bisogno, ma non se li può permettere. I service “Bambini nel bisogno” e “Colazioni solidali” saranno i protagonisti dello stand riservato alla Lotta alla fame. I progetti “Verde pubblico”, “Missione agenti pulenti, puliamo i monumenti” e “Mani in alto, educhiamo i piccoli all’igiene delle mani”, animeranno invece il padiglione “Ambiente”.

All’interno del villaggio torinese ci sarà anche una quinta area dedicata alla Salute delle donne. “Un modo per festeggiare, oltre al centesimo compleanno dell’associazione, anche i trent’anni dall’ingresso delle donne nel Lions Club International”, spiega Gabriella Gastaldi, Governatore del Distretto 108 Ia1, che comprende i 73 Club del Piemonte Occidentale e della Valle d’Aosta, per un totale di circa 2.400 soci. In quest’area sarà allestito un ambulatorio che offrirà la possibilità di sottoporsi gratuitamente ad elettrocardiogramma e visita cardiologica. Verrà inoltre distribuito un questionario che consentirà di partecipare ad un’indagine epidemiologica, primo tassello del più ampio progetto denominato “Il cuore delle donne”.

Durante la giornata la cittadinanza sarà accompagnata dai volontari Lions lungo un viaggio tra le iniziative più importanti realizzate a favore della comunità. Un percorso che si concluderà alle 18,00 al Conservatorio Giuseppe Verdi, con lo spettacolo di Walter Rolfo, autore e conduttore televisivo, docente universitario ma soprattutto illusionista di fama internazionale: “L’arte di realizzare l’impossibile: 100 anni di successi Lions”, sotto la regia di Alessandro Marrazzo. “Uno spettacolo – precisa il Governatore – che ben rappresenta la storia del Lions Club International. Realizzare l’impossibile è stata la grande sfida vinta dai Lions in questi primi 100 anni, e altrettanto possibili diventeranno le sfide per i prossimi 100 anni”. “I soldi raccolti con lo spettacolo conclude Gabriella Gastaldi saranno utilizzati per lacquisto di un Autorefrattometro, strumento di diagnostica indispensabile per la diagnosi di problematiche visive”.

Rulli di tamburi, giocolieri e artisti di strada il giorno precedente improvviseranno spettacoli lungo le vie del centro, distribuendo inviti al Lions-Day e illustrando il programma di una giornata destinata ad entrare nella storia. 

Quasi 5 milioni di presenze: Piemonte meta del turismo italiano, ma “non passa lo straniero”

Una sempre maggior presenza di turisti in Piemonte da tutte le regioni è quanto emerge dai dati relativi allo scorso anno elaborati dall’Osservatorio turistico regionale. Il 2016 conferma il trend di crescita del turismo in Piemonte, sia nelle presenze (+2,41%), sia negli arrivi (+2,67%), con 4 milioni e 800mila turisti e superando la soglia dei 14 milioni di pernottamenti. L’estate è il periodo di maggiore attrattività per il territorio, contribuendo infatti per oltre il 60% ai flussi turistici. L’incremento è il risultato di un ottimo andamento del mercato italiano, che ha registrato una crescita del 7,1% negli arrivi e del 6% nelle presenze, per un totale di 3 milioni di arrivi e 8 milioni 100mila presenze. Sebbene i turisti piemontesi costituiscano ancora una quota significativa del mercato italiano, con 3milioni e 300mila presenze, sono infatti numerose le regioni, non solo del nord Italia, che nel 2016 hanno registrato aumenti significativi, sia in termini assoluti che percentuali. La Lombardia, che costituisce la seconda regione di provenienza, con 1milione e 400mila pernottamenti e una crescita del 18% negli arrivi e del 15% nelle presenze; a seguire il Lazio, quasi 178mila arrivi (+17%) e quasi 480mila presenze (+19%) e la Liguria, con 164mila arrivi (oltre +12%) e 471mila notti (+13%).

Lo scorso anno ha registrato una flessione dei mercati esteri rispetto al 2015, quando l’aumento degli arrivi internazionali aveva fatto registrare dati da record, pari circa al 20%. I flussi internazionali hanno comunque registrato il secondo miglior risultato degli ultimi dieci anni, con oltre 1milione 800mila arrivi e 5milioni e 800mila presenze. I dati indicano una flessione di alcuni mercati, in particolare Germania, che rimane comunque il primo mercato estero per il Piemonte, Francia e Regno Unito. Crescono invece i flussi dai Paesi del nord Europa: il primo, per percentuale di incremento, è il BeNeLux, con +19% di arrivi e +17% di presenze, a seguire la Svizzera, con +13% di arrivi a +14% di presenze, e la Scandinavia (+5% arrivi e +2% presenze).

L’elevato  tasso di crescita, grazie anche alle componenti estere, è dovuto anche ad alcuni prodotti turistici d’eccellenza, come l’area collinare del sud del Piemonte. Grazie all’attrattività del comparto enogastronomico, infatti, nel 2016 aumentano gli arrivi, che superano quota 786mila (+7%) e le presenze raggiungono quota 1milione e 765mila (+6%): un risultato ottenuto grazie al contributo positivo della componente italiana, ma in particolare di quella estera, che vale quasi il 50% delle presenze totali e conferma la vocazione sempre più internazionale dell’area.

Torino e la prima cintura seguono e in qualche misura trainano l’andamento dei flussi regionali. Rispetto all’anno precedente si registra un saldo positivo negli arrivi (+1%) e un ottimo incremento nelle presente (+7%): l’incremento è trainato soprattutto dal mercato italiano, mentre l’estero, dopo il forte incremento dell’anno scorso, rallenta nel numero di arrivi (-13%), ma aumenta dell’1% i pernottamenti.

Presenza estera  significativa anche nell’area dei laghi, in particolare per la stagione estiva, dove le presenze crescono e raggiungono quasi la soglia dei 2milioni 690mila (+3%), con un +6%  dall’estero e una crescita anche degli arrivi pari quasi al 4%. Complessivamente, però, gli arrivi registrano una flessione, fermandosi a quota 732.363.

La montagna, per quanto riguarda la stagione invernale 2015/2016 ha chiuso con un +7% di arrivi esteri  e –12% di presenze. Stesso andamento per il periodo estivo:  saldo degli arrivi  positivo, con un incremento del numero di turisti pari al 5%, ma si registra una flessione delle presenze dovuta alla componente estera. I dati delle presenze si assestano quindi a 1milione 351mila per l’inverno e a 1milione 580 mila per l’estate. Una situazione che, nel segmento estivo, porta a una contrazione dei flussi internazionali della montagna torinese, a fronte invece di un aumento nel Cuneese e nell’area della Valsesia e di Vercelli. Nella stagione invernale, rallentano le località cuneesi e torinesi, mentre la montagna della Valsesia aumenta anche in questo caso i flussi turistici, in particolare la quota italiana.

In termini assoluti le Atl di Turismo Torino e Provincia e del Distretto dei Laghi si confermano come le più attrattive,  rispettivamente con 6milioni e 800mila e oltre 3milioni e 400mila pernottamenti. Delle nove Aziende turistiche locali del Piemonte a registrare le migliori performance di crescita del 2016, con percentuali significativamente superiori alla media regionale, sono quella di Langhe e Roero (+9,6% di arrivi e +7,4% di presenze) e quella di Asti (+11,3% di arrivi e +8,7% di presenze).