Un po’ di Salone del Libro anche in ospedale, per donare parole, emozioni e spunti di riflessione anche a chi, per motivi di salute, non può frequentare gli appuntamenti del Salone al Lingotto o godere dei tanti momenti di condivisione offerti dal Salone Off in tutta la città. Con Pagine in corsia il Salone entra negli ospedali torinesi per proporre letture ad alta voce ai pazienti, ai loro famigliari ed agli utenti in attesa di visita. Il tutto grazie alla preziosa collaborazione delle Biblioteche Civiche torinesi, del Circolo dei lettori, dei volontari del Servizio civile nazionale e dei volontari civici e del progetto Senior Civico della Città di Torino. Un modo per fare vivere davvero a tutti il Salone del Libro, con letture da romanzi di autori contemporanei e classici.
Giovedì 18 maggio 2017, luoghi e orari delle letture:
AOU Città della Salute e della Scienza di Torino – Presidio CTO
Via Zuretti, 2
Luogo: atrio
Orario: ore 9-13
AOU Città della Salute e della Scienza di Torino – Presidio Molinette
Corso Bramante, 88/90
Luogo: Coes-Centro Oncoematologico
Orario: ore 9.30-12.30 e ore 14-16
AOU Città della Salute e della Scienza di Torino – Presidio Sant’Anna
Via Ventimiglia, 1
Luoghi: sala d’attesa Centro di Ecografia e Diagnosi Prenatale (2° piano) e sala d’attesa Breast Unit (1° piano)
Orario: 9-11

L’assessore alla Sanità del Piemonte, Antonio Saitta, coordinatore degli assessori alla Sanità nella Conferenza delle Regioni
TUTTE LE TRAME DEI FILM NELLE SALE DI TORINO
Waterston e Naomi Rapace. Il film è ambientato dieci anni dopo le azioni raccontate in “Prometheus” e racconta della missione di colonizzazione del pianeta Origae-6 da parte dell’astronave Convenant: raggiungerà a seguito di un’esplosione un luogo mai esplorato. Troveranno la carcassa di una nave aliena che nasconde al proprio interno il pericolo di mostruose creature. Durata 122 minuti. (Centrale V.O., Massara, Ideal, Reposi, The Space, Uci)
Malkovic e Naomi Rapace. L’agente della CIA Alice Racine è stata relegata ad un lavoro di routine dopo che non è riuscita a sventare un attacco terroristico compiuto un paio di anni prima a Parigi. È durante l’interrogatorio di un terrorista che viene per caso a conoscenza di un nuovo attacco biologico che vedrà questa volta coinvolta la capitale inglese. Ha perso fiducia in se stessa, deve guardarsi da qualcuno che è pronto a eliminarla e soprattutto deve guardarsi dai colleghi che le stanno intorno per comprendere chi stia facendo il doppio gioco. Durata 98 minuti. (Ideal, Lux sala 2, Uci)
McConaughey, Edgar Ramirez e Bryce Dallas Howard. Ispirato a una storia vera, il film è la storia di un uomo, Kenny Wells, che nella giungla del Borneo in Indonesia stringe un patto con geologo, convinto costui di aver individuato una preziosa vena d’oro. Malaria e problemi con gli operai non lo distoglieranno dal suo sogno: ma dovrà ben presto accorgersi che non è certo tutto quell’oro a creare la sua nuova felicità. Durata 120 minuti. (Eliseo Rosso, Greenwich sala 3, Reposi, The Space, Uci)
Bana e Jude Law. Il regista che ha riletto il mito di Sherlock Holmes, nel suo personale e scanzonato modo di fare cinema, va diritto adesso al medioevo di Artù e dei cavalieri della Tavola Rotonda, dall’assassinio del padre, il buon re Uther, ad opera del cattivo fratello Vortirgern, alla crescita del ragazzo e del suo desiderio di vendetta, dagli insegnamenti dei maghi ai poteri della famosa spada Excalibur. Durata 126 minuti. (Massaua, Ideal, Lux sala 1, Reposi, The Space, Uci anche in 3D e V.O.)
regista descrive la sua terra, dove tutto sembra essere violenza, dove si combatte e si tenta di sopravvivere: al centro lui, un poeta, che l’attraversa in una sorta di magica poesia a cavallo di un asino, e con lui la bellezza della Bellucci. Durata. 125 minuti. (Massimo sala 2 anche in V.O.)
Rooney Mara, Natalie Portman e Cate Blanchett. Nella cornice di Austin, la storia del discografico Fassbender, del compositore Gosling e della giovane Mara che scrive canzoni, un triangolo amoroso, il coinvolgimento della giovane cameriera Portman, il mondo musicale a far da cornice, Patti Smith e Iggy Pop compresi, i sentimenti, la religiosità, ancora uno studio sull’amore. Il tutto nello sguardo rarefatto del regista di “Tree of Life” e si “Knight of Cups”. Durata 145 minuti. ( F.lli Marx sala Harpo, Greenwich sala 1, ReposiThe Space, Uci)
Finocchiaro e Andrea Carpenzano. Tratto liberamente dal romanzo “Poco più di niente” di Cosimo Calamini, è la storia del giovane Alessandro, romano di Trastevere, che vive le proprie giornate tra il bar, lo spaccio e l’amante che è la madre di un suo amico. Sarà l’incontro con un “non più giovane” poeta dimenticato a fargli riassaporare socialmente e culturalmente il gusto per la vita, in un bel rapporto che si va a poco a poco costruendo, senza lasciarsi alle spalle tutta la rabbia e quella speranza che i due si portano inevitabilmente appresso. Durata 106 minuti. (Eliseo Grande, F.lli Marx sala Groucho, Reposi, Uci)
“Proteggere i migranti è un imperativo morale”. Accoglierli, proteggerli, promuoverne l’integrazione: rimbalzano tristemente a vuoto le parole pronunciate da Papa Francesco al recente Forum Internazionale su “Migrazione e pace”, di fronte agli scatti in bianco e nero di Paolo Pellegrin, raccolti in anteprima mondiale nella mostra “Frontieres”, ospitata al Forte di Bard
e paesaggi perduti per sempre! L’orrore delle traversate del Mediterraneo in balia delle onde e trafficanti di essere umani senza scrupoli, l’esperienza degli sbarchi dopo le operazioni di salvataggio di “Medici senza Frontiere” e la problematica permanenza nei Centri di accoglienza: su questi tre aspetti si sofferma il reportage esclusivo di Paolo Pellegrin realizzato nel 2015 e prodotto site specific per le sale espositive dell’“Opera Ferdinando”, il nuovo “Museo delle Fortificazioni e delle Frontiere” inaugurato lo scorso 30 aprile al primo livello della rocca fortificata di Bard. Fra i più importanti fotoreporter a livello mondiale, Pellegrin
(che oltre ad essere membro di Magnum Photos, lavora con le più affermate testate internazionali e può vantare, in un palmarés d’eccezione, ben dieci “World Press Photo” oltreché la Medaglia d’oro “Robert Capa”) documenta nei suoi scatti i fatti di cui è testimone con acuto taglio giornalistico, ma soprattutto vuole interpretare la tragicità del fenomeno migratorio – che non si
arresterà, secondo l’Organizzazione internazionale per le migrazioni, prima del 2050 – attraverso la sua esperienza di essere umano. “Quella che mi interessa di più – ricorda – è una fotografia non finita, dove chi guarda ha la possibilità di cominciare un proprio dialogo…Io presento la domanda che mi sono fatto davanti ai morti, alle guerre, alla sofferenza, poi lascio spazio ad ognuno perché si interroghi, perché si faccia un’idea”. E questa
ha da essere la giusta chiave di lettura della mostra al Forte, dove la maggior parte delle foto esposte racconta la situazione sull’isola greca di Lesbo, in cui, secondo i dati dell’ “Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati” (UNHCR), sono sbarcati più di 500mila degli 850mila migranti arrivati in Grecia nel corso del 2015. Senza possibilità di ritorno per molti. E con prospettive future assolutamente incerte. Emblematico, in questo caso, lo scatto dedicato al giovane Walid, 24enne fuggito da Raqqa in Siria, ritratto a Kos, con i pugni stretti ai fianchi ed incappucciato per non essere riconosciuto, evitando così ripercussioni sulla sua famiglia, rimasta a casa. Metterci di fronte a Walid e alla sua storia dovrebbe indurci a
riflettere, e non solo (quando va bene) ad elargire facili pietismi, sul senso di “responsabilità” cui ognuno di noi è chiamato a rispondere al cospetto del dolore e del bisogno altrui. “Incontrare l’altro – scrive giustamente Enzo Bianchi – non significa farsi un’immagine della sua situazione, ma assumersi una responsabilità senza attendersi reciprocità, fino all’ardua ma arricchente sfida di una relazione asimmetrica, disinteressata e gratuita. Solo così la vicenda dell’incontro con lo straniero si fa occasione di umanità per tutti”. E su questa linea, la mostra di Pellegrin potrebbe indurci non solo a considerazioni puramente tecnico-estetiche sulle opere esposte, ma anche all’assunzione di concetti mentali e decisioni esistenziali assolutamente imprevedibili. Forse impensabili.

Direttore editoriale e curatore del programma del Salone Off, Marco Pautasso, che ha illustrato il ricco cartellone della manifestazione. Ha introdotto la Presidente della Circoscrizione 6 della Città di Torino, Carlotta Salerno. Il Salone Off 2017, come l’ha definito l’Assessora Leon, è un vero «Salone parallelo», con oltre500 eventi in tutte le otto Circoscrizioni di Torino e 10 Comuni della Città Metropolitana: incontri con l’autore, reading, concerti, dj set, spettacoli teatrali, presentazioni e dibattiti. Quasi tutto a ingresso
gratuito. Da quest’anno il Salone al Lingotto chiude i battenti alle ore 20.00. E la festa si sposta immediatamente in tutta la città. In centro, in periferia, in luoghi aulici e luoghi insoliti, con un programma serale in compagnia di grandi artisti. Spazio anche alla solidarietà con le letture e gli incontri organizzati in sei ospedali torinesi e il progetto Voltapagina in quattro Istituti carcerari del Piemonte. Tra le location del Salone Off molti luoghi insoliti: dalla mongolfiera Turin Eye, al sommergibile Provana al Parco del Valentino e al Cimitero Monumentale. Qui Paolo Nori propone di sera una lettura tratta da ‘La dama di picche’ di Puskin in una seduta spiritica per ‘riportare in vita’ lo scrittore.
La prossima gara si svolgerà nel cuore delle Langhe e sarà l’occasione perfetta per sfoderare le ricette di famiglia di questa zona del Piemonte i cui antichi legami con la Liguria attraverso la Strada del Sale si ritrovano nelle acciughe presenti in molte versioni di questa prelibata salsa.
Ha rapinato un medico di famiglia minacciandolo con una pistola. Prima di fuggire, però, gli ha lasciato il resto