Presentata al Carignano la stagione 2017/18

Una conferenza stampa “altra”, come credo non se ne fossero mai viste. Titoli, percentuali in crescita, parterre di attori, produzioni e ospitalità, ma in primo luogo s’è dovuto combattere con la lacrima che è lì lì per venir fuori, con il groppo in gola, con l’interruzione momentanea di una lettura, con l’abbraccio prolungato, con la pacca d’incoraggiamento o d’affetto: è il giorno finale di Mario Martone che, dopo dieci anni di fervore e a tratti di vera genialità, fa le valigie e passa il testimone a Valerio Binasco. Con un colpo basso, per legare il passato e il futuro, come da un cilindro, in maniera inaspettata, Filippo Fonsatti, direttore dello Stabile torinese – Teatro Nazionale, lancia sullo schermo alle sue spalle un’immagine che ritrae Martone e Binasco sul set di Noi credevamo, l’uno regista e l’altro attore pronto a raccogliere i suggerimenti: ed è un’immediata standing ovation. Dice oggi Martone: “Ciò che oggi mi colpisce è ricordare con quanta energia scrivevo il personaggio che Valerio avrebbe interpretato in Noi credevamo, come lo osservavo nel buio a prepararsi per la sua entrata in scena nell’Edipo a Colono, come ho pianto di commozione quando l’ho visto abbracciare, nei panni di Pietro Giordani, il giovane Leopardi sul set”. La staffetta è pronta, il testimone è già nell’altra mano. E ancora i ringraziamenti, a quanti l’hanno accompagnato in questi dieci anni, al gioco di squadra, a quella telefonata inattesa di Evelina Christillin, “io non avevo nessuna intenzione di tornare a dirigere un Teatro Stabile ma lei mi convinse, e oggi gliene sono profondamente grato; quando volevo lasciare lo Stabile qualche anno fa di nuovo mi convinse a restare, e di nuovo sono felice e grato di averla ascoltata”.
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Poi si entra nell’ufficialità e Fonsatti snocciola dati su dati, che sono il fiore all’occhiello dell’Ente. Lo Stabile si conferma saldamente al secondo posto tra i Teatri Nazionali nella classifica ministeriale e per il decimo anno consecutivo il bilancio si è chiuso in pareggio a 12.825.488 euro, ai tagli dei trasferimenti agli enti locali si risponde con sempre maggior impegno e con la vicinanza della Città e della Regione, per il “raggiungimento di obiettivi ambiziosi”, utili anche a una prepotente ricaduta nello sviluppo del territorio: “A riprova di tale capacità – illustra Fonsatti – ora è ufficiale che il Teatro Stabile e la Scène Nationale de Chambéry et de la Savoie hanno vinto un bando europeo Interreg Alcotra aggiudicandosi un finanziamento di 1.650.000 euro sull’”Ricerca e innovazione”, che avrà una significativa ricaduta occupazionale”. E ancora, guardando ai recenti due anni, c’è stata una crescita di recite (da 315 a 354), con un aumento del 12,5%, il numero di biglietti venduti in sede e fuori cresce dell’8%, il fatturato per la vendita di spettacoli vede uno straordinario 85% in più, il numero degli abbonati continua a salire, da 17.579 a 18.381 ovvero del 4,5%, per finire con il dato riguardante il 2016, allorché per la produzione dei 14 titoli per le suddette 354 recite hanno lavorato per lo Stabile complessivamente 227 persone tra dipendenti, artisti e tecnici scritturati, essendo il 51% under 40. Se c’è una nota dolente, è l’aumento del costo degli abbonamenti del 7%, pur restando invariati i prezzi per gli studenti.
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Per quando riguarda il cartellone, che porta il titolo di “Playlist”, si elencano 16 produzioni, di cui 5 nuove esecutive, 6 nuove coproduzioni e 5 riprese, con 29 spettacoli ospiti e 24 programmati per Torinidanza. Si prende il via il 9 ottobre con Disgraced del quarantasettenne pakistano Ayad Akhtar, interpreti Paolo Pierobon e Fausto Russo Alesi, per la regia dell’austriaco Martin Kušej, oggi direttore del Residenz Theater di Monaco di Baviera, un testo attualissimo, un atto unico che esplora temi come la libertà di parola e il bisogno di sentirsi integrati, vincitore del premio Pulitzer nel 2013. Ancora produzioni dello Stabile, da Binasco (a proposito, a chi stende queste note ha confessato in mattinata “ci divertiremo!”, con un sorriso stampato largo così), pronto a iniziare la propria avventura con il Don Giovanni di Molière (ad aprile), a Jurij Ferrini che proporrà le goldoniane Baruffe chiozzotte (tra novembre e dicembre), da Fabrizio Falco che, dopo le prove di Giordano (il loro Galois sarà ripreso al Gobetti nel mese di ottobre per partire poi in tournée in Italia) e di Leopardi, porta in scena L’illusion Comique di Pierre Corneille, capolavoro del teatro barocco, al Lewis Carroll di Alice nel paese delle meraviglie sotto lo sguardo di Marco Lorenzi. Per quanto riguarda le coproduzioni, Andrea De Rosa metterà in scena Le Baccanti con Cristina Donadio e attesissime, coprodotte con l’Odeon di Parigi, Les trois soeurs cecoviane, modernissime, uno spettacolo diretto dal trentatreenne di Basilea e talentoso Simon Stone, tra gli interpreti Valeria Bruni Tedeschi, reduce da quel capolavoro interpretativo che è la sua Beatrice nella Pazza gioia di Virzì e dalla vittoria del David di Donatello; e ancora la tragedia di Antigone riletta da Antonio Piccolo attraverso i sentimenti del cugino Emone, un omaggio a Gianmaria Testa con Da questa parte del mare proposto da Giuseppe Cederna e Giorgio Gallione, Mistero buffo di Fo in cui Eugenio Allegri dirigerà Matthias Martelli e i Marcido Marcidorjs che con la riscrittura di Marco Isidori porteranno in scena uno speciale Lear, schiavo d’amore.
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Tra le riprese, l’applaudissimo Sindaco di rione Sanità eduardiano diretto da Martone (una lunga tournée da gennaio a maggio, “uno spettacolo che tutti i teatri ci hanno richiesto”, dice orgoglioso Fonsatti, e infatti Milano Napoli, Bologna, Firenze, Roma per dire dei maggiori), Il nome della rosa dal romanzo di Eco per la regia di Leo Muscato, che debutta al Carignano il prossimo 23 maggio, L’Arialda di Testori, regia di Valter Malosti, interprete la più che promettente Beatrice Vecchione. Lungo l’elenco degli ospiti: Liliana Cavani e la Filumena di Eduardo, Silvio Orlando, Carlo Cecchi che torna a Pirandello con Enrico IV, Lavia al Carignano con Il padre di Stridberg, Toni Servillo che dirige e interpreta Elvira riprendendo le “Sette lezioni” di Louis Jouvet sulla seconda scena del IV atto del Don Giovanni, Alessandro Gassmann regista di Qualcuno volò sul nido del cuculo, tratto dal romanzo di Ken Kesey e dalla sceneggiatura dell’indimenticabile film di Milos Forman. Per le feste natalizie arrivano con un brivido i Dieci piccoli indiani di Agatha Christie, messi in scena dallo spagnolo Ricard Reguant con Ivana Monti, Luciano Virgilio, Carlo Simoni e Mattia Sbragia.
Elio Rabbione


Sono scaduti sabato i termini per la presentazione delle candidature a sindaco e delle liste di appoggio nei due comuni della Valcerrina torinese, Cavagnolo e Monteu da Po
diventate tre, una delle quali “esterna” al paese, grazie anche alla possibilità di non raccogliere firme di sostegno alle candidature, propria dei comuni sotto i mille abitanti.
La 30a. edizione del 
Non manca il sostegno della Regione al ricco calendario di eventi che animeranno Torino prima e durante la kermesse: in particolare, l’Assessorato alla Cultura ha promosso, con il Salone Internazionale del Libro e il Festival Collisioni, il grande concerto di Patti Smith che animerà l’Auditorium Rai Arturo Toscanini sabato 6 maggio. Un appuntamento di grande richiamo per aprire con una festa in musica il grande traguardo che trenta edizioni rappresentano per questa importante manifestazione.Tra gli elementi confermati, l’Arena Piemonte che tornerà ad essere la “casa” delle attività promosse dalla Regione Piemonte e dal Consiglio Regionale, all’interno del Padiglione 3. Qui, accanto alla programmazione istituzionale, prosegue la collaborazione con il Coordinamento Torino Pride: una parte degli incontri sarà infatti dedicata alla tematica dei diritti civili, intesi nella loro massima estensione e trasversalità, con una sezione dal titolo “Diritti senza confini. Cultura, società, integrazione”. Ogni giorno scrittori, giornalisti, filosofi, studiosi e attivisti animeranno l’Arena con un ricco calendario di iniziative: i libri e le presentazioni saranno così il veicolo verso una maggior consapevolezza e attenzione ai diritti di tutte e di tutti, per diffondere il valore dell’inclusione e contrastare ogni forma di discriminazione. Una parte della programmazione sarà poi dedicata alle migrazioni, con la sezione “Oltre i confini: storie di accoglienza e inclusione”: incontri, narrazioni di buone pratiche che possono diventare buone politiche e testimonianze di chi ci è riuscito e oggi accompagna chi è appena arrivato.
attenzione all’attualità e ai mutamenti del panorama politico internazionale. Ad aprire la rassegna sarà la scrittrice argentina Maria Teresa Andruetto, autrice di un romanzo che porta lo stesso nome del progetto, “Lingua Madre”. Un evento, sabato 20 maggio alle 15.30, sarà invece dedicato alla letteratura d’esilio, con al centro il dialogo tra la scrittrice tedesca Jenny Erpenbeck e Muhammad Dibo, siriano rifugiato in Germania. Non mancherà inoltre il concorso letterario nazionale Lingua Madre, giunto alla XII edizione: nato nel 2005 e ideato da Daniela Finocchi, vedrà un’importante serie di appuntamenti animare anche lo stand del paese ospite, la Romania, e il Salone OFF. Il Concordo Lingua Madre è diretto alle donne straniere (o di origine straniera) residenti in Italia, con una sezione dedicata anche alle donne italiane che vogliano raccontare le donne straniere.
Educazione Responsabile). Momento importante del programma sarà la cerimonia di consegna dell’omonimo Premio nazionale, giunto all’ottava edizione. Appuntamento dunque lunedì 22 maggio, alle ore 16.30, all’Arena del Bookstock Village. Si aggiunge quest’anno il progetto “Chiedi cos’è”, avviato alla Bologna Children’s Book Fair, con una serie di interviste, realizzate da studenti delle scuole superiori, ai professionisti del libro: i risultati delle interviste verranno commentati durante i giorni del Salone del Libro e confluiranno in un video finale.

Silvio Berlusconi che si libererà dagli assilli dell’ex moglie, ma tireranno un sospiro di sollievo i tanti che ,dopo il divorzio, si trovano quasi sulla soglia di povertà per gli assegni dovuti all’ex coniuge. Ne sarà sollevato anche Vittorio Sgarbi che numerose donne spremono come un limone,ma anche e soprattutto l’ultimo impiegato. Il divorzio era diventato un lusso consentito a pochi, anche perché le sole spese per nuova casa creano già di per se’ un problema, specie oggi. Nel 2014 al circolo della Stampa di Torino organizzai un dibattito per festeggiare l’esito referendario del 1974 che consentì la difesa di un diritto civile. Fui tra i primi divorzisti torinesi a fianco del magistrato Mario Berutti, avvocato generale dello Stato a Torino e uomo dalla schiena diritta. Non condivisi recentemente il divorzio che, più che breve, diventò istantaneo ,anche in presenza dei figli ,perché il divorzio voluto dal socialista Fortuna e dal liberale Baslini era una cosa molto seria. Chi si sposa non può farlo con leggerezza ,pensando che c’è a sua disposizione un divorzio facile. I laici hanno un’etica severa, inconciliabile con l’edonismo,anche se pochi se ne rendono conto .Il matrimonio non è una semplice convivenza,è una scelta molto impegnativa .Al convegno del 2014 si presentò un divorziato che disse che l’assegno versato all’ex moglie gli impediva di tirare avanti. Approfondii e vidi che esiste a Torino persino una associazione di padri separati e divorziati,anzi potremmo dire disperati . Forse per loro il divorzio non sarà più una tragedia peggiore di un matrimonio fallito.
fine ,del giornalismo cartaceo. Un’altra figura di spicco è stato il presidente Alfredo Toniolo che fu fascista,di cui nessuno tuttavia poté mettere in discussione L’ onestà assoluta e la cultura. Con Toniolo il Circolo crebbe e divenne crocevia della vita culturale non solo torinese. Gli eventi più importanti a Torino si svolsero nelle sale di palazzo Ceriana Mayneri in corso Stati Uniti .Gianni Romeo ,famoso giornalista sportivo,è un altro dei presidenti che hanno fatto la storia del Circolo con tatto,equilibrio,spirito aperto. L’attuale presidente Alessandro Rosa,tra i fondatori di “Tuttolibri”,quand’era un settimanale a se’ rispetto alla “Stampa”,sta lanciando il circolo su nuove strade con la collaborazione di Andrea Mosconi,un giovane manager capace e intraprendente .Il Circolo non è mai vissuto di sovvenzioni pubbliche. Parlare di Circolo sarebbe riduttivo perché la sede sportiva ,lo Sporting ,in corso Agnelli ,è un altro aspetto vitale del circolo con i suoi mitici campi da tennis e la sua piscina olimpionica. Il circolo non è solo riservato ai giornalisti,ma a tanti qualificati torinesi che ne sono soci e sono orgogliosi di farne parte.L’attuale vicepresidente Luciano Borghesan è stato uno dei migliori cronisti della “Stampa” ,grande esperto degli anni di piombo e del terrorismo.
Sante Prevarin tra arte e gastronomia
la trentenne biellese Maria d’Introno. Schettino ha provocato danni enormi sul piano umano ed ha incrinato l’immagine stessa dell’Italia a livello internazionale.
LETTERE
23 su 27 Dipartimenti dell’Università di Torino risultano fra i 350 migliori d’Italia.
Essere counselor oggi, in una società in cui i rapporti interpersonali si stanno facendo via via sempre più difficili, che, si deve pur ammettere, pare sempre più improntata all’individualismo. È una bella sfida, sicuramente stimolante,
incomprensioni crisi nei rapporti di coppia ai rapporti difficili tra genitori e figli, dalle difficoltà anche relazionali presenti tra insegnanti e allievi, fino ai molteplici problemi presenti nel mondo del lavoro, quali mobbing, scarsa collaborazione tra i colleghi e le difficoltà a relazionarsi con i superiori. Il counselor svolge un ruolo basato sull’ascolto, al fine di comprendere la natura del problema, le esigenze dei protagonisti che gli si rivolgono e le caratteristiche dell’ambiente socioculturale in cui essi vivono. Non fornisce delle soluzioni pre-confezionate dall’alto, ma stimola nei clienti le fondamentali capacità di autoconsapevolezza, di reframing (ovvero reincorniatura ) e creatività, che li mettano nelle condizioni di giungere autonomamente alle soluzioni dei loro problemi. “Il counseling – aggiunge Alessandra Bortolami – diventa un prezioso strumento di aiuto quando una persona viene chiamata a affrontare un cambiamento, sta attraversando un momento critico della propria vita, come una separazione o la perdita di una persona cara, o è, invece, alla ricerca di un nuovo lavoro e deve, per esempio, inserirsi in un ambiente estraneo. In tutti questi casi, come anche nella stessa età adolescenziale, quando si manifestano importanti crisi individuali, nasce nella persone l’esigenza di riconfigurare la propria vita, ritrovare la propria progettualità, oltre alla pienezza di senso da attribuire alla propria esistenza. E il counseling diventa una preziosa occasione di dialogo, capace di trasformare una situazione problematica o dolorosa in una opportunità fondamentale di crescita, dando un orientamento nelle scelte e mettendo a fuoco ciò che veramente conta per il soggetto interessato”. Sabato 27 venerdì 30 e sabato 31 maggio i prossimi interessanti appuntamenti. Info: alessandra_bortolami@yahoo.it
Pochi giorni fa in Regione a Torino, si sono riuniti i tavoli tecnici e istituzionali con i quali il Governo e le Regioni del bacino padano vogliono
Regione Piemonte, Sergio Chiamparino, si sono incontrati per

Tutto esaurito, con annesso maxi schermo all’esterno per chi non è riuscito ad entrare, e grande entusiasmo alla Piscina Monumentale di Torino

A quattro giorni dall’inizio della