redazione il torinese

Dal Campus Einaudi parte la rivoluzione della raccolta differenziata con 134 isole ecologiche

Decine e decine  di mini – isole ecologiche, sono 134 in tutto, per la raccolta differenziata di plastica, vetro, metalli, organico, carta e rifiuti indifferenziati. Il progetto per incrementare nell’università la raccolta differenziata curato dall’ateneo e Amiat parte dal Campus Einaudi. L’iniziativa è stata lanciata con lo slogan ‘Da rifiuto a risorsa: basta un gesto’, presente il rettore Gianmaria Ajani.  La quota di 100 kg di rifiuti, eccetto quelli della ristorazione, e i 40 kg di carta prodotti quotidianamente nella sede universitaria  verranno raccolti in 450 contenitori e le varie  frazioni saranno conferite in un’isola ecologica allestita all’esterno del Campus. Il piano è stato  realizzato dal working group rifiuti di UniToGo  e rientra in una azione strategica green per tutto l’ateneo.

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Hanno detto:

Il nuovo sistema di raccolta differenziata avviato al Campus” ha dichiarato Gianmaria Ajani, Rettore dell’Università di Torino “rientra in un piano strategico di azioni green per tutta l’Università. Dalla gestione integrata dei rifiuti si ricava un importante contributo alla ricerca e didattica di Ateneo con l’attivazione di tesi, stage e laboratori specifici. Rispondere alla sfida della sostenibilità ambientale, con un progetto integrato e condiviso da tutte le componenti della comunità universitaria, è una straordinaria occasione per intensificare le relazioni tra Università e territorio, con particolare attenzione alle buone pratiche e alle esperienze di altre Università e campus sostenibili in Italia e all’estero, e per potenziare il trasferimento della conoscenza scientifica e tecnologica”.

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“Amiat ha aderito con interesse a questo progetto mettendo a disposizione dell’Università le proprie competenze tecniche” ha proseguito Marco Rossi, Direttore Servizi Territoriali di Amiat Gruppo Iren “non solo perché questa operazione consentirà di migliorare ulteriormente i risultati di raccolta differenziata in una zona di Torino che a breve sarà interessata dal passaggio alla raccolta porta a porta, ma anche perché si tratta di una iniziativa in grado di sensibilizzare ai valori della sostenibilità ambientale una comunità molto numerosa e composta da diversi giovani. Ci auguriamo che questa inaugurazione costituisca l’avvio di nuovi e importanti progetti che si possano diffondere all’intera l’Università di Torino”

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Lo slogan dell’iniziativa è “basta un gesto”. Con un gesto si può fare, con un gesto si può distruggere. La Città è impegnata a fare ha sottolineato Stefania Giannuzzi, l’Assessora all’Ambiente della Città di Torino -: estensione del porta a porta a nuovi quartieri, raccolta organico a Porta Palazzo, grazie all’ opera di Amiat, sono solo i primi gesti che testimoniano ciò che intendiamo fare. Vorremmo che tutti si sentissero coinvolti, che tutte le idee venissero condivise e si raccogliessero tutte le sollecitazioni. Sono pronta a riceverle, è arrivato il momento di cambiare passo con l’aiuto di tutti.

(foto: il Torinese)

LÜMO vince Pagella non solo Rock

La band vincitrice dell’edizione 2017 di Pagella Non Solo Rock è LÜMO, che si è esibita insieme ad altri gruppi sabato scorso allo sPAZIO211 in via Francesco Cigna 211. Pagella Non Solo Rock è uno storico concorso musicale dedicato agli studenti delle scuole superiori di Torino e provincia.La giornata di musica e arte, che ha chiuso l’edizione 2017 di Pagella Non Solo Rock, ha ottenuto un’entusiastica partecipazione di pubblico, sia nella zona concerti e sia negli spazi all’aperto messi a disposizione dall’organizzazione. Dopo le esibizioni live del secondo classificato – sezione fuori concorso ABISSO 04 – e dei gruppi finalisti di Pagella, l’headliner della serata “E N S I”, noto artista rap/hip hop e riconosciuto come il miglior freestyler italiano, è intervenuto per festeggiare la chiusura della manifestazione proponendo un live inedito che ha molto coinvolto il pubblico di sPAZIO211.

Questa la classifica dell’edizione 2017:

1)          LÜMO
2)          FRAN E I PENSIERI MOLESTI
3)          FLATMATES 205
4)          GOOD MUFFIN
5)          THE RIGLETS
6)          DISTHURBIA

 

P R E M I:

1)   LÜMO: viaggio/soggiorno a FAENZA ed esibizione al M.E.I. – Meeting delle Etichette Indipendenti (dal 29 settembre al 1° ottobre 2017)

2)   FRAN E I PENSIERI MOLESTI: realizzazione di un videoclip musicale ( by OMAGE VIDEO PRODUCTION )

3)   FLATMATES 205: registrazione di due brani in studio professionale ( by 211db )

4)   GOOD MUFFIN: buono acquisto del valore di 300 € presso negozio di strumenti musicali ( by SCAVINO )

5)   THE RIGLETS: sedici ore gratuite di sala prova ( by sPAZIO211 )

6)   DISTHURBIA: dieci ore gratuite di sala prova ( by sPAZIO211 )

PREMIO SPECIALE RADIOOHM

RadioOhm in collaborazione con Balla Coi Cinghiali ospiterà le prime 3 band finaliste sul palco RadioOhm Stage del Festival Balla coi Cinghiali 2017 in calendario dal 24 al 26 agosto al Forte di Vinadio

 

Muore neonato abbandonato per strada

Un neonato, abbandonato questa mattina a Settimo Torinese, trasportato  in ospedale, è morto poco dopo. Un uomo che stava rientrando dal lavoro ha trovato il piccolo  e ha immediatamente chiamato  il 112. Probabilmente appena partorito, il neonato è stato lasciato sul ciglio della strada. Portato al Regina Margherita è apparso subito in gravi condizioni. Le indagini dei carabinieri della compagnia di Chivasso sono in corso.

IL 5 GIUGNO PORTE APERTE A BARRICALLA

A Torino è nuovamente possibile visitare l’impianto di smaltimento di rifiuti speciali tra i più avanzati d’Europa

 

Lunedì 5 giugno 2017, in occasione della Giornata Mondiale dell’Ambiente proclamata dalle Nazioni Unite, Barricalla aprirà le porte al pubblico per una visita all’impianto di smaltimento di rifiuti industriali speciali tra i più avanzati d’Europa sito a Collegno, al confine con Torino.

L’appuntamento è rivolto a tutti coloro che hanno a cuore le tematiche ambientali e vogliono rendersi conto in prima persona di come funziona e come viene gestito un impianto così importante e articolato. La mattina sarà dedicata alle scolaresche mentre alle 17,30, in via Brasile 1 a Collegno, ci sarà la vista guidata aperta a tutti. La visita sarà anticipata da Gianluigi Soldi, Responsabile del settore discariche e bonifiche della Città Metropolitana di Torino, che illustrerà la situazione dei rifiuti pericolosi e non in Italia e del loro corretto smaltimento. Un tema particolarmente delicato poiché evidenzia il pericolo della dispersione ambientale, causa delle terre dei fuochi tristemente note.

Alle 18,15 inizierà la visita all’impianto condotta da Andrea Vicogiornalista e divulgatore scientifico, che accompagnerà i visitatori all’interno dello stabilimento. Nel percorso verrà spiegato quali tipi di rifiuti sono ammessi, come avviene il controllo e lo smaltimento, quali sono le dotazioni di sicurezza in uso, come funziona il parco fotovoltaico e verrà illustrato il cantiere per la costruzione del quinto e ultimo lotto della discarica.

L’iniziativa si svolge in occasione della Giornata mondiale dell’Ambiente proprio per mettere in evidenza come le discariche e il corretto smaltimento dei rifiuti siano una delle più importanti garanzie per la conservazione dell’ambiente stesso. La parola chiave di Barricalla è trasparenza: un tratto distintivo riconosciuto da Legambiente e ratificato ogni anno dal rinnovo della certificazione EMAS (rilasciata nel 1998).

Il ritrovo è previsto alle 17,15 nel piazzale interno di Barricalla (Via Brasile 1, Collegno); la visita, della durata di circa un’ora, inizierà alle ore 18,15. A chiudere il pomeriggio un breve rinfresco. La partecipazione è gratuita fino a esaurimento dei posti disponibili. È indispensabile la prenotazione all’indirizzo porteaperte@barricalla.com indicando nome, cognome e comune di residenza e attendendo quindi esplicita conferma, sempre via mail, dell’avvenuta iscrizione Infatti, trattandosi di un presidio industriale, per ragioni di sicurezza non è possibile superare un tetto massimo di partecipanti, fissato in 70. Il criterio di scelta è stabilito dall’ordine cronologico di prenotazione.

Per info : BARRICALLA SpA – Via Brasile, 1 – 10093 Collegno (TO)

Tel. 011 4559898 – Fax 011 4559938

E-mail: porteaperte@barricalla.com

Sito web: www.barricalla.com – Seguici su twitter@barricalla

Marino (Pd), imprese piemontesi colpite dall’alluvione del 1994: “intervenire per porre fine ad una situazione paradossale”

“È oggi fondamentale intervenire per porre la parola fine alla paradossale situazione in cui si trovano le aziende piemontesi colpite dall’alluvione del 1994.” Ad affermarlo è Mauro Maria Marino, Presidente della Commissione Finanze e Tesoro del Senato “A partire dal 2011, quando l’Inps ha bloccato l’erogazione dei rimborsi a cui avevano diritto le imprese alluvionate, abbiamo assistito ad una serie di decisioni, in sede giurisdizionale, spesso contraddittorie. Ora, l’ennesimo colpo di scena: nonostante una decisione della Commissione Europea risalente al 2015, in cui si riconosceva l’inopportunità del recupero dei rimborsi elargiti alle imprese alluvionate del 1994, nelle ultime settimane l’Inps, anche a seguito di una sentenza della Corte di Cassazione, ha inviato alle aziende alluvionate delle ingiunzioni di pagamento, entro 30 giorni, aventi oggetto i rimborsi ottenuti, maggiorati degli interessi e delle spese legali. Molte delle aziende coinvolte si trovano, dopo anni di crisi economica, in situazioni tali per cui, la restituzione di tali aiuti comporterebbe, quasi certamente, il fallimento immediato. È un’emergenza che seguo personalmente – conclude il Presidente Marino -, in riferimento alla quale ho provato ad intervenire anche nella manovrina con un emendamento e, proprio in queste ore, ho sollecitato ulteriormente il Ministero attraverso un’interrogazione: ma alla luce dei recenti e preoccupanti sviluppi è fondamentale un intervento estremamente rapido, non possiamo più rimandare. Mi auguro che, nei prossimi giorni, il tema possa essere portato sui banchi del Governo”.

Garage Italia: Lapo torna in scena con le 500 ispirate al Kamasutra

Lapo Elkann torna online su Instagram con progetti inediti, dirompenti  firmati dall’estro del direttore creativo di Garage Italia e realizzati con il team di designer da lui diretto.  Lapo annuncia nuovi concept e nuove idee ” per far divertire, riflettere e pensare”. Sono cielo, terra e mare, dice Lapo, gli elementi alla base della nuova avventura. Il rampollo di casa Agnelli ha pubblicato una reinterpretazione della Guerra Fredda, con due 500 che tengono in equilibrio un Mondo di cristallo, sono  le 500 Kar_masutra. Sulla carrozzeria le rappresentazioni artistiche del Kamasutra indiano e giapponese.

Uomo muore sotto il Tgv, ferma la circolazione ferroviaria

La circolazione ferroviaria si è fermata sulla linea Torino-Modane, nel tratto tra Collegno ed Avigliana a causa dell’investimento mortale di un uomo. Si è trattato probabilmente un suicidio, all’altezza di Alpignano, verso le 16. Il treno coinvolto, il Tgv 9248 si è fermato alla stazione di Alpignano. I convogli da e per Susa e Bardonecchia  hanno fatto capolinea a Bussoleno e Avigliana, mentre tra Avigliana e Collegno è stato attivato un servizio sostitutivo con bus.

Regione, al via la legge sull’immigrazione. Nasce il Forum dei nuovi cittadini

La Giunta regionale ha approvato il disegno di legge proposto dall’assessora all’Immigrazione Monica Cerutti, per la “Promozione della Cittadinanza”. Il testo adesso inizia il suo percorso legislativo in Consiglio regionale. Il disegno di legge sostituirà l’attuale legge regionale sull’immigrazione che risale al 1989. La proposta legislativa nasce da un percorso partecipato, iniziato nel mese di ottobre dell’anno scorso, che ha coinvolto associazioni e cittadini/e di origine straniera residenti sul territorio regionale.

La Regione Piemonte con questo disegno di legge si pone l’obiettivo di eliminare ogni forma di discriminazione, xenofobia e razzismo; garantire l’accoglienza e l’effettiva inclusione sociale delle cittadine e dei cittadini di origine straniera presenti sul territorio regionale; garantire pari opportunità di accesso ai servizi; promuovere la partecipazione alla vita pubblica locale; favorire il reciproco riconoscimento e la valorizzazione delle identità culturali, religiose e linguistiche; assicurare pari valore e condizioni al genere femminile, nonché garanzie di tutela ai minori di origine straniera, con particolare attenzione per quelli non accompagnati; monitorare il fenomeno migratorio nel territorio regionale; contribuire ad affrontare le cause delle migrazioni promuovendo uno sviluppo sostenibile nei Paesi di origine in coerenza con le politiche di cooperazione allo sviluppo nazionali e comunitarie.

L’amministrazione regionale garantirà alle cittadine e ai cittadini di origine straniera pari opportunità negli ambiti di competenza regionale: assistenza socio-sanitaria; politiche abitative; istruzione ed educazione interculturale; formazione professionale; inserimento lavorativo e sostegno ad attività autonome e imprenditoriali.

Il disegno di legge ha l’obiettivo ambizioso di costruire politiche strutturali in questo ambito, superando la logica emergenziale; a questo scopo sono previsti:

  • l’istituzione dell’Osservatorio regionale sull’immigrazione e diritto d’asilo;

  • la stesura di un Piano regionale integrato per l’immigrazione che avrà validità triennale e verrà aggiornato annualmente

Vengono inoltre istituiti tre organi di partecipazione:

  • il Forum Regionale dei nuovi cittadini e delle nuove cittadine;

  • la Consulta Regionale dei nuovi cittadini e delle nuove cittadine;

  • la Conferenza regionale sull’immigrazione che avrà cadenza almeno triennale.

Infine verrà compilato il registro regionale dei mediatori interculturali con lo scopo di disporre di figure professionali specializzate per l’erogazione di servizi di mediazione, accompagnamento e orientamento delle cittadine e dei cittadini di origine straniera e dei richiedenti asilo, nonché per facilitare i loro rapporti con le istituzioni, pubbliche e private e l’accesso ai servizi e alle prestazioni in diversi ambiti.

L’assessora all’Immigrazione della Regione Piemonte ha ribadito come ci sia grande aspettativa attorno a questo disegno di legge: “L’obiettivo è quello di trasformare i progetti attualmente in corso in politiche di programmazione. Ruolo fondamentale avrà l’associazionismo migrante, che il disegno intende rafforzare nella costruzione comune di politiche di inclusione. Sempre l’assessora ha messo in evidenza come il testo di legge presenti molti aspetti innovativi a partire dal collegamento tra le politiche per l’immigrazione e quelle per la cooperazione internazionale, o il ripopolamento della aree montane e rurali, con al centro il protagonismo dei cittadini/e di origine straniera”. Infine verrà istituito l’albo dei mediatori interculturali, strumento da tempo richiesto dagli stessi per l’accreditamento e la valorizzazione della loro funzione all’interno dei servizi pubblici.

Ecco i gusti vincitori del Gelato Festival

Sono il  ‘Gelato del vignaiolo’, un sorbetto al lampone e malvasia dolce, e il ‘Miami Vice’, con cocco, ananas e fragole fresche i due gusti vincitori della tappa torinese del Gelato Festival. Si sono qualificati per la finale europea a Firenze dal 14 al 17 settembre. Campioni della categoria senior e emergenti, sono Nicolo Arietti di Gelati d’Antan di Torino e Francesca Marrari della gelateria artigianale Golosia di Orbassano, premiati con la medaglia creata dall’orafo fiorentino Paolo Penko. Premiati anche i gusti Cremino della Mole, Crema Nobile, Dolce Amaro e Sapori del Gargano. La Spatola d’Oro per la coppetta perfetta è andata al Maestro Gelatiere Leonardo La Porta della Gelateria Miretti di Torino.

Jihad al femminile

Intervista di Laura Goria

In tempo di attentati può sembrare un’utopia…eppure chissà… che un vento di pace non possa arrivare proprio dalle donne dell’Islam che parlano di democrazia e fratellanza. La giornalista e scrittrice Luciana Capretti ha incontrato alcune esponenti del femminismo islamico nel mondo occidentale e in “La jihad delle donne” (Salerno editrice) ha raccontato la loro battaglia per l’emancipazione e un mondo migliore. Il testo ha avuto anche il viatico di Papa Francesco che ha definito importanti libri come questo…e una foto testimonia l’evento.

 

Una parte del mondo femminile musulmano che vive in Occidente stia conducendo una battaglia rivoluzionaria. Sono donne che reinterpretano il Corano e lo fanno anche meglio degli uomini, guidano la preghiera, aprono moschee, celebrano matrimoni, sono teologhe, storiche ed attiviste che lottano per superare secoli di discriminazioni. E’la mappa di un nuovo Islam; per ora minoritario, ma ha gettato i suoi semi.

Siamo abituati ad associare la Jihad con il terrorismo; quella delle donne invece cos’è?

«Jihad al femminile non ha assolutamente l’accezione con cui la conosciamo, di violenza, uccisione degli infedeli. Significa invece “sfida personale” e nei confronti del mondo. In che senso lo spiega Sherin Khankan, prima “imamah”danese che vive a Copenaghen dove ha fondato la sua moschea. Sostiene che devono dimostrare al mondo che l’Islam è un’altra cosa rispetto a quello che si pensa; e lo fanno con il loro messaggio di pace, eguaglianza e giustizia. Perché, dicono, l’ Islam è questo e non il fondamentalismo. Lo dimostrano rileggendo il Corano».

La lingua araba contempla più significati per ogni parola: la loro rilettura del Corano quanto è rivoluzionaria?

«Per 14 secoli è stato tradotto, interpretato e diffuso solo dagli uomini e si è sempre sentita solo la loro voce. Così queste donne sono ripartite da lì e lo hanno ristudiato. Ne emerge un Islam democratico, perché, dicono, se il principio fondamentale del Corano è che uomo e donna sono uguali, allora lo è tutto il genere umano: di ogni razza, colore e orientamento sessuale. Dunque sottolineano, quella di cui parla il testo sacro è democrazia».

Chi sono, dove e come vivono?

«Sono donne che per motivi di studio o emigrazione si sono trasferite dai paesi musulmani di origine in Occidente. Portatrici di una cultura che si scontrava con quella del paese di accoglienza inizialmente hanno vissuto una “dissonanza cognitiva” e si sono trovate ad un bivio. Rifiutare l’Islam, come hanno fatto le femministe negazioniste, oppure accoglierlo in modo diverso. Così hanno ripreso in mano il Corano. Vivono in Europa e Nord America, dove questa nuova cultura è nata. Alcune sono più famose, come Sherin Khankan o Rabeya Müller a Colonia; rilasciano interviste e diffondono il loro verbo. Però a loro volta anno generato un movimento. Se non c’è Khankan a guidare la preghiera del venerdì, altre imamah meno famose la sostituiscono».

Sostiene che l’occidente ha scoperto l’Islam dopo l’11 settembre e in modo cruento; ma che le prime femministe islamiche hanno avuto un ruolo già a fine 800/inizi 900, quale?

«La loro prima battaglia è stata in Egitto, con la giornalista Malak Hifni Nasif che usava la penna; mentre l’attivista Huda Sha’rawi, che parlava 3 lingue e sapeva muoversi in contesti internazionali, creò un movimento femminista. Poi altre si sono ispirate a loro; ma sono state soffocate perché vivevano in paesi a predominanza musulmana».

Oggi alcune di loro sono occidentali convertite all’Islam: curioso che donne nate in società in cui c’è parità di genere, abbraccino una fede tanto patriarcale….

«Dicono che non è così patriarcale e che risponde al loro bisogno di fede più di ogni altra. Per esempio Amina Wadud, prima imamah afro-americana, nata metodista in Maryland, ha approfondito tutte le religioni. Infine è approdata alla fede musulmana, che però, dice, deve stare al passo coi tempi. Sostiene che, pur mantenendo i principi fondamentali del Corano, vanno attuati dei cambiamenti. Per esempio è prescritto che il marito mantenga la moglie; ma rispetto all’Islam di Maometto oggi ci sono mamme single con figli e che lavorano, e non per questo sono meno musulmane, allora la prescrizione sul matrimonio deve essere modificata».

Quanto faticano per fare accettare questi cambiamenti agli imam e ai fedeli?

«E’ dura anche con l’occidente, perché vige l’idea della donna musulmana assoggettata. Se ci pensiamo bene, noi non abbiamo sacerdotesse; invece loro stanno facendo proprio questo. Sebbene minoritarie e disseminate qui e là nel mondo, dicono che non importa chi conduce la preghiera: chiunque possa far conoscere il Corano è giusto che lo faccia, uomo, donna o bambino che sia».

Nell’America di Trump come sono viste?

«Lì c’è in atto una crociata contro tutto l’Islam e le donne col velo sono più identificabili: alcune sono state aggredite e le loro moschee bruciate»

E in Europa dove il terrorismo di matrice islamica continua a fare stragi?

«Va meglio. Ci sono addirittura i primi esempi di imamah gay che a Marsiglia hanno aperto una loro moschea. Mentre a Berlino il 16 giugno aprirà la prima moschea inclusiva diretta da una donna. Ci vuole tempo, ma ci sono i segnali».

In che modo possono incidere nei paesi musulmani dove le donne non contano, sono spose bambine, soggette a mutilazioni genitali e lapidate con facilità? Difficile pensare a una loro ribellione.

«Certo è difficile. Ma si punta sull’istruzione insegnando che c’è un altro mondo. Come fa l’imamah Ani Zonneveld, che vive in California, con la sua organizzazione “Muslims for Progressive Values”: promuove un’azione capillare attraverso imam liberali che vanno nei villaggi più remoti di Africa e Asia e diffondono il nuovo messaggio».

E per quanto riguarda le derive del fondamentalismo islamico in Europa?

«Il problema alla base di tutte le società odierne è la ricerca di un senso d’identità: molti giovani lo trovano nella Jihad del Califfato. Per questo in Germania le femministe stanno lavorando per la de-radicalizzazione: scrivono libri scolastici sul Corano rivisitato, propongono un Islam democratico e di pace, forniscono un modello positivo in cui riconoscersi. Certo c’è ancora molto da fare ed occorre anche la collaborazione dello Stato».

Lei ha intervistato molte femministe islamiche: cosa l’ha colpita di più?

«Ognuna ha un tratto diverso, ma in comune hanno l’assoluta convinzione che cambieranno le cose, l’incredibile entusiasmo e l’ottimismo. Sostengono che oggi Internet ci rende una sorta di villaggio globale, le notizie corrono e raggiungeranno le donne che cominceranno a ribellarsi. Ne è più che convinta la regista pakistana Sharmeen Obaid Chinoi che nei suoi documentari racconta la situazione delle donne nel suo paese, poi li porta in giro per il mondo e vince Oscar. Il Pakistan ne esce svergognato e, com’è successo, rivede le leggi che le riguardano».

Come vede il futuro e le vittorie della jihad femminile?

«E’ il risultato di un innesto culturale e generazionale. Il discorso è portato avanti soprattutto dalle nuove generazioni. Magari noi non vedremo la loro piena realizzazione, ma forse i nostri figli si».