PER I CENTO ANNI DEL LIONS CLUB INTERNATIONAL E I 30 DELL’INGRESSO DELLE DONNE NELL’ASSOCIAZIONE, DUE EVENTI PER SENSIBILIZZARE SUL RISPETTO DEL MONDO FEMMINILE

Il prossimo 7 giugno a Torino, allo stadio Primo Nebiolo, la Nazionale Stilisti scenderà in campo contro la Nazionale Italiana dell’Amicizia per un incontro solidale a favore del Centro Soccorso Violenza Sessuale (S.V.S) della Città della Salute e della Scienza di Torino, presidio ospedaliero S. Anna.
L’iniziativa, sostenuta dall’assessora regionale Monica Cerutti e organizzata dal Distretto 108 Ia1 del Lions Club International, rientra nel calendario dei festeggiamenti per il centenario della più grande associazione di servizio del mondo, che ricorre proprio il 7 giugno 2017. E sempre nel 2017 si celebrano anche i 30 anni dell’ingresso delle donne nel sodalizio internazionale.«Sono lieta che prosegua la collaborazione con il Distretto Ia1 del Lions Club International, a maggior ragione quest’anno che si celebrano i trent’anni dell’ingresso delle donne nel Lions Club. L’impegno che la Governatrice del Distretto Ia1 ha dimostrato sulle tematiche delle Pari Opportunità è significativo e importante, soprattutto in quest’occasione durante la quale ci focalizzeremo sulla violenza di genere. Come Regione Piemonte abbiamo dimostrato in questi anni di avere a cuore il tema e di operare concretamente per trovare soluzioni, ma il lavoro da fare non è mai abbastanza sia in termini di politiche, sia in termini di risorse impiegate», spiega l’assessora alle Pari Opportunità della Regione Piemonte.
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«Per la nostra associazione – precisa il governatore del Distretto Lions 108 Ia1, Gabriella Gastaldi – è di fondamentale importanza interagire con le istituzioni per intercettare i bisogni della popolazione e intervenire».La scelta di dedicare un match contro la violenza sulle donne ha l’obiettivo sensibilizzare tutti sul rispetto del mondo femminile e di quello famigliare.Sono moltissimi i volti conosciuti che scenderanno in campo per darsi battaglia e vincere una partita importante. Per la Nazionale Stilisti ci saranno Renzo Rosso, Silvio Rivetti, Antonio Gavazzeni, Andrea Tomat, Alfonso Dolce, Carlo Capasa (presidente della Camera della Moda), Simone Susinna e Andrea Marcaccini.L’allenatore della Nazionale Stilisti è Franco Ricci mentre il presentatore della serata sarà il lifestyle blogger e talent manager Alex Pacifico. Gli avversari sono tutti volontari che operano in vari ospedali. All’incontro dello stadio Primo Nebiolo, previsto per le ore 18, seguirà una cena di gala in occasione del Centenario della Lions Club con il Patrocinio della CNA Impresa Donna dalle ore 20 presso la Palazzina di Caccia di Stupinigi. Presente tutta la squadra della Nazionale Stilisti. Obiettivo di entrambi gli eventi è raccogliere fondi per sostenere progetti a favore di donne in difficoltà.
In lieve miglioramento le condizioni di Kelvin, il bimbo di sette anni ricoverato all’ospedale Regina Margherita
La giovane promessa dell’Ice Club Torino ha ottenuto il punteggio necessario per entrare nella squadra azzurra
internazionale formatasi nella scuola del grande Alexeij Mishin. Com’è il vostro rapporto, come ti trovi a lavorare con lei?
Ci racconti quella gara?
emozione si prova a raggiungere questo traguardo?
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Le poesie di Alessia Savoini
cooperativa che ha realizzato a Ivrea un percorso di riqualificazione urbana e di trasformazione sociale per restituire alla cittadinanza gli spazi del Movicentro della stazione ferroviaria, vuoti e inutilizzati da oltre un decennio. Ci sono i Pony Zero Emissioni, società di logistica nata nel 2013 con l’obiettivo di rivoluzionare, con una logica ecosostenibile, la copertura dell’ultimo miglio urbano in bicicletta. C’è La Casa Rotta, progetto nato nel 2011 con l’obiettivo di recuperare una cascina abbandonata sulle colline di Cherasco (Cn) e di farla diventare un centro di incontro e aggregazione, un laboratorio attivo di cultura, un crocevia di scambi tra saperi diversi e prove pratiche di sostenibilità ambientale. C’è la storia dell’impegno delle comunità locali che ha reso possibile la trasformazione di una ferrovia dismessa tra Bricherasio (To) e Bagnolo (Cn) in pista ciclabile e ippovia. E c’è la storia di Ostana, piccolo comune montano cuneese che, fino a 25 anni fa, come tanti altri sull’arco alpino, sembrava destinato a un lento e inesorabile spopolamento e che invece grazie alla qualità architettonica, all’identità e al senso ritrovato di comunità, alla sostenibilità ambientale e all’offerta di un turismo pertinente e rispettoso dei luoghi è riuscito a rispondere con successo all’abbandono facendo un balzo in avanti demografico da 5 a più di 40 abitanti.
“Il furto della reliquia è un atto di profonda miseria morale che ci addolora”, aveva detto l’arcivescovo di Torino
FOCUS
Siria e lo Stato ebraico arrivò a controllare l’intera Gerusalemme, la Cisgiordania, Gaza, il deserto del Sinai e il Golan. Da alcune settimane è festa nello Stato ebraico: la bandiera con la stella di David sventola ovunque, dai finestrini di centinaia di auto così come dai palazzi pubblici e dai balconi delle case per celebrare il trionfo del ’67 e la riunificazione di Gerusalemme che provocò rabbia e sgomento nei Paesi arabi. La crisi israelo-palestinese è un problema talmente complesso che oggi la comunità internazionale è più propensa a gestirla piuttosto che a tentare di risolverla in tutti i suoi molteplici aspetti, in un contesto mediorientale dove divampano altre crisi, ancora più gravi, dalla Siria all’Iraq, dallo Yemen alla Libia sullo sfondo di un scontro perenne tra il mondo sunnita guidato dai sauditi e quello sciita a guida iraniana. La guerra dei Sei Giorni in cui l’esercito israeliano sbaragliò le Forze armate di Egitto, Siria e Giordania fu uno dei conflitti più brevi della storia eppure è all’origine della maggior parte degli avvenimenti che si sono succeduti in Medio Oriente negli ultimi decenni. Dalla guerra del Kippur del 1973 a quella del Libano, dal Settembre Nero del 1970 allo scontro sugli insediamenti ebraici, il futuro di Gerusalemme, gli accordi di Camp David del 1978 tra Israele e l’Egitto con protagonisti Sadat, Begin e Carter, l’Intifada e i continui scontri tra israeliani e palestinesi nei Territori occupati. Due fatti importanti precedettero l’inizio della Guerra dei Sei giorni. Ad aprile l’aviazione israeliana abbattè sei aerei siriani di fabbricazione sovietica scatenando l’ira di Mosca e a maggio il leader egiziano Nasser decise di bloccare lo stretto di Tiran sul golfo di Aqaba dopo aver chiesto al segretario genereale dell’Onu U Thant di ritirare i caschi blu dal canale di Suez. 
giorno 22 aerei giordani e 55 siriani furono abbattuti. Gli storici sottolineano che si trattò dell’attacco aereo più imponente del dopoguerra, se non di tutti i tempi. Le forze israeliane avanzarono fino al canale di Suez mentre sul versante siriano e giordano raggiunsero con gravi perdite le alture del Golan e la Cisgiordania entrando nella Città Vecchia di Gerusalemme il 7 giugno per fermarsi a soli 40 chilometri da Damasco. Il 10 giugno Israele e gli Stati arabi posero fine alle ostilità accettando l’invito delle Nazioni Unite. Per lo Stato ebraico, che non si è mai ritirato dai Territori occupati respingendo tutte le risoluzioni dell’Onu, si trattò di una vittoria schiacciante sul nazionalismo arabo che uscì devastato dal conflitto che provocò una nuova ondata di rifugiati. Il solo Egitto pagò un prezzo altissimo in vite umane, i soldati uccisi furono circa 10.000 e 350 gli aerei distrutti.
Tra le migliaia di scarpe, borse, cellulari abbandonati in piazza San Carlo nella notte di paura