L’obiettivo della Regione è aumentare il livello qualitativo dei pasti somministrati e favorire la conoscenza dei prodotti tipici del territorio, in modo particolare quelli garantiti dalle denominazioni di origine e dai marchi di qualità

Un po’ in tutta Italia le tradizionali rassegne estive hanno subìto un tracollo a causa delle misure di sicurezza imposte dalla prudenza dettata dalla drammatica esperienza di piazza San Carlo a Torino dello scorso 3 giugno. Per mettere tutto in regola dal punto di vista della sicurezza i costi sono elevati. Nel frattempo, in Piemonte, L’assessore all’Agricoltura, Giorgio Ferrero, ricorda il “vero e proprio decalogo di buone pratiche che la Giunta regionale propone a tutte le associazioni no profit, a partire dalle Pro Loco, che svolgono attività di ristorazione collettiva in occasione di fiere, sagre ed altre manifestazioni enogastronomiche. L’obiettivo è aumentare il livello qualitativo dei pasti somministrati e favorire la conoscenza dei prodotti tipici del territorio, in modo particolare quelli garantiti dalle denominazioni di origine e dai marchi di qualità”. “Alle associazioni che aderiscono all’accordo – prosegue Ferrero – viene chiesto di mantenere vive le tradizioni locali, promuovere prodotti, preparazioni e bevande della zona, cucinare pasti di buona qualità a prezzi accessibili al grande pubblico ed in conformità alle norme sulla sicurezza alimentare, realizzare sinergie con i produttori agricoli locali, impostare i menù su principi di sostenibilità ambientale ed eticità. Questo anche in considerazione che feste, sagre e manifestazioni gastronomiche da iniziative di animazione locale si sono molto spesso trasformate in eventi che attraggono il turismo e aiutano lo sviluppo economico. In questo contesto, garantire la qualità dei pasti e proporre le eccellenze alimentari è un elemento importante nella valorizzazione dei territori e delle rispettive specificità in chiave turistica ed economica. Il decalogo precisa gli elementi che compongono il “pasto di qualità”: dalle tecniche di cottura, che devono rispettare salubrità, principi nutritivi e gusto, alle materie prime, per la maggior parte fresche e di stagione, di produttori locali e il più possibile garantite da denominazioni di origine e marchi di qualità. Anche il servizio deve essere svolto favorendo l’impiego di stoviglie in materiali riciclabili e il più possibile compostabili. Necessario anche puntare a una riduzione degli sprechi alimentari e dei rifiuti, da smaltire in modo corretto”.




“Prima di scegliere una casa nuova scegli il nuovo vicino” (proverbio arabo)


Lo sciopero dei docenti del Politecnico di Torino, con l’adesione di 255 professori, che hanno sottoscritto il documento di protesta, e’ incominciato oggi con un’assemblea. “Agli studenti assicuriamo il recupero degli esami e delle sessioni di laurea”, spiega all’Ansa Carlo Ferraro, professore di Motori Termici per trazione che ha raccolto 23mila firme dando inizio alla mobilitazione nazionale. I professori non chiedono soltanto lo sblocco degli scatti d’anzianità, ma un piano organico di assunzioni, finanziamenti alla ricerca e miglioramento del diritto allo studio. “Se
Alle 11e30 di questa mattina, un uomo di 65 anni è stato investito in via Santa Teresa all’angolo con Piazza Solferino. L’uomo è rimasto gravemente ferito ed è stato immediatamente trasportato all’ospedale in codice rosso. Il pedone stava attraversando la strada sulle strisce pedonali quando una Fiat punto, guidata da un pensionato e con a bordo la moglie, ha investito l’uomo prendendolo in pieno. L’incrocio è regolato da un semaforo quindi gli agenti intervenuti sul posto in queste ore stanno cercando di capire chi tra il pedone e la macchina avesse la precedenza. Via Santa Teresa è rimasta chiusa per permettere alla squadra infortunistica della municipale di fare i dovuti rilievi; intanto l’uomo versa ancora in gravi condizioni ma sembrerebbe essere fuori pericolo di vita.
Cominceranno nella giornata di lunedì 4 settembre 2017 le prime operazioni per cercare di recuperare il famoso battello Valentina II, portata via e in seguito affondata a causa dell’ultima gravosa piena del Po che nel novembre 2016 ha investito il centro di Torino.
Durante la mattinata sono state aperte le paratie dell’impianto in modo da abbassare il livello dell’acqua e far riemergere così lo scafo che in questo momento giace sul fondo del fiume Po, nei pressi della diga del Pascolo. Le operazioni di recupero sono rese più difficili dal fatto che lo scafo della motonave è completamente capovolto ed ha la parte superiore immersa ed incastrata nel fango mentre la chiglia è rivolta verso l’alto. Le prossime ore saranno le più critiche e le più difficili per il recupero, poichè i tecnici tenteranno di agganciare il battello alla gru per portare in secca quello che rimane di Valentina. Per recuperare il battello verrà utilizzata una auto-gru della ditta Arduino in grado di sollevare 800 tonnellate.

