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Dalla Città di Torino “No alla guerra” in Ucraina

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Al termine della seduta il Consiglio comunale ha approvato tutti gli ordini del giorno, quattro, presentati sul conflitto innescato dall’aggressione dell’Ucraina da parte della Russia.

L’ordine del giorno “No guerra, sì dialogo” (prima firmataria Elena Apollonio – Lista Civica per Torino) ha ottenuto 30 voti. Al netto delle assenze, lo hanno approvato tutti i gruppi consiliari, con l’eccezione di Torino Bellissima che non ha partecipato al voto.

Il secondo documento messo ai voti, “Sostegno al Governo, all’Unione Europea e alle Nazioni Unite nel conflitto in Ucraina” (firmatario, Silvio Viale – Lista Civica per Torino) ha incassato il sostegno di 21 consiglieri e consigliere, 3 voti contrari (Fd’I e FI) e 4 astensioni (Sinistra Ecologista, Torino Domani e Apollonio della Lista Civica per Torino).

Mobilitazione a sostegno del popolo ucraino” (prima firmataria, Nadia Conticelli – PD) è stato approvato con 26 voti (PD, Lista Civica, Lega, Sinistra ecologista, Moderati, Forza Italia).

Infine, l’ordine del giorno “Solidarietà e vicinanza al popolo ucraino”, presentato da Elena Maccanti (Lega) ha raccolto 25 sì (PD, Lega, Torino Domani, Lista Civica, Moderati, Forza Italia e un’astensione (Diena, Sinistra ecologista), mentre M5S, Cioria (PD) e Ravinale (SE) non hanno partecipato al voto.

La votazione dei documenti è stata preceduta da un articolato dibattito, iniziato con l’illustrazione dei quattro provvedimenti. Sono intervenuti i consiglieri e consigliere Apollonio, Viale, Conticelli, Catizone, Sganga, Fissolo, Saluzzo, Cioria, Ciampolini, Ravinale, Firrao, Pidello e Santiangeli. Unanimi il rifiuto della guerra, il sostegno al popolo ucraino e la condanna dell’aggressione da parte della Federazione Russa, la difesa della democrazia e dell’autodeterminazione dei popoli, il richiamo ad una rapida soluzione diplomatica del conflitto e ad un maggiore e più unitario impegno in questo senso da parte dell’Europa, nonché l’invito a predisporre l’accoglienza per i profughi. Meno condivisi aspetti come la richiesta di adesione dell’Ucraina all’UE e le critiche all’assessore Marrone per le sue posizioni sul Donetsk (oggetto di votazione separata nel documento di Viale). Sono anche risuonati l’invito a non attribuire le responsabilità all’intero popolo russo nonché le forti preoccupazioni per le ricadute del conflitto su un tessuto socio-economico, in Italia e nel mondo, già fortemente danneggiato da due anni di pandemia e dalla crisi economica.

La Sala Rossa contro l’automatismo del cognome paterno

Il Consiglio comunale ha approvato, questo pomeriggio, un ordine del giorno firmato dalla presidente Maria Grazia Grippo che impegna il Sindaco, anche in qualità di Ufficiale di Governo, a farsi parte attiva in tutte le sedi nazionali con l’obiettivo di modificare l’attuale regola dell’automatismo del cognome paterno.

Nell’illustrare il provvedimento, Grippo ha ricordato come, nell’ordinamento italiano, la normativa vigente prevede l’assegnazione automatica del cognome del padre per i nuovi nati. Una scelta che la Corte europea dei diritti dell’uomo, nel 2014, ha stabilito risultare “eccessivamente rigida e discriminatoria nei confronti delle donne” e in contrasto con il principio di uguaglianza tra i coniugi.

Anche la Consulta, con una sentenza del 2016 del relatore, Giuliano Amato, è intervenuta sulla materia dichiarando incostituzionale la normativa nella parte in cui non consente ai genitori, d’accordo tra loro, di attribuire ai figli anche il cognome della madre.

Grippo ha poi evidenziato che oggi, solo se i genitori concordano, possono aggiungere al cognome del padre quello della madre e solo come secondo cognome, una regola che deriva da una concezione patriarcale della famiglia e una visione superata dalla Costituzione Repubblicana che sancisce il principio di uguaglianza e la parità morale e giuridica dei coniugi.

Il documento è stato approvato con 27 voti favorevoli e un astenuto.

Caro-carburanti, Montaruli (Fdi): Pieno sostegno a benzinai piemontesi

Governo intervenga su taglio accise

“Pieno sostegno all’iniziativa promossa dai benzinai piemontesi di lasciare al buio nelle ore notturne gli impianti per protestare contro il caro-carburanti. Comprendo assolutamente le parole del presidente Faib- Confesercenti Enzo Nettis che lamenta la situazione sempre più insostenibile, anche a danno dei consumatori. Condanno allo stesso tempo la debolezza del Governo con il suo ministro Roberto Cingolani che proprio ieri ha affermato che l’aumento dei prezzi è una truffa a danno dei cittadini senza però battere ciglio sugli interventi da mettere in campo. I consumi sono già scesi del 15%, nessuno tra imprese, lavoratori e cittadini riuscirà a reggere a lungo questa situazione. Ci vuole fermezza a partire dal taglio delle accise” commenta in una nota il deputato di Fratelli d’Italia Augusta Montaruli.

Energia, Ruffino (CI): Ora basta compromessi al ribasso per accontentare 5S

“E’ un bene che il ministro delle Politiche agricole Stefano Patuanelli parli apertamente di scostamento di Bilancio e di un tetto europeo per fermare la speculazione nel campo energetico”. Lo afferma la deputata di Coraggio Italia Daniela Ruffino.
“L’auspicio- aggiunge- è però che questi interventi si traducano subito in azioni concrete. La situazione è terribilmente delicata e si rischia non solo di non riagganciare la ripresa, ma di finire nuovamente in recessione”.
Per Ruffino “questo è il momento del coraggio e ci aspettiamo decisioni importanti, senza quei compromessi al ribassso ai quali purtroppo la maggioranza più volte ha dovuto fare ricorso proprio per accontentare i 5 Stelle. Auspichiamo quindi meno vincoli e più decisionismo sul futuro energetico del Paese: cittadini e imprese hanno bisogno di risposte immediate”.

Merlo e Maurino: Ora sul 118 non si scherzi. A rischio la medicina territoriale

“Senza una attenta e puntuale pianificazione, la mancanza dei medici del 118 rischia non solo di gettare un’ombra sul servizio sanitario nazionale ma introduce un elemento di profondo disservizio per ampi settori di territorio. A cominciare dal territorio montano.

Ma com’è possibile, del resto, gestire una servizio medico territoriale senza incentivi economici e senza, al contempo, prevedere una adeguata presenza dei medici disseminata lungo tutto il territorio? Non è attraverso il ricorso a strani ed anomali algoritmi che si può affrontare e risolvere la presenza medica territoriale. Forse è giunto il momento che la politica batta un colpo. Come si può, al riguardo, dissentire dal sindacato quando sostiene che, anzichè proporre una ‘strisciante demedicalizzazione del sistema 118’, è sempre più indispensabile prevedere una riorganizzazione complessiva del sistema di emergenza territoriale che garantisca la migliore assistenza possibile ai cittadini valorizzando le figure professionali mediche e non mediche.

Per questo la politica non si può nè ritrarre e nè nascondere di vilente a quest’atto perdurante ed intollerabile disservizio”.

Giorgio Merlo Sindaco Pragelato, Consigliere nazionale Anci.

Mauro Maurino, Vice Sindaco Pragelato.

Guerra Ucraina, firme di Radicali Italiani e Associazione Aglietta

Domenica 13 marzo, a Torino, in via Garibaldi angolo Piazza Castello, dalle 11 alle 13, i militanti di Radicali Italiani e dell’Associazione radicale Adelaide Aglietta raccoglieranno le firme dei cittadini sulla petizione popolare che Radicali Italiani ha promosso per l’incriminazione di Vladimir Putin davanti alla Corte Penale Internazionale dell’Aja per crimini di guerra e crimini contro l’umanità. La petizione si può firmare sul sito Radicali.it

 

 

Alleluja!

Domani, domenica 13 marzo, a Torino, in via Garibaldi angolo Piazza Castello, dalle 11 alle 13, i militanti di Radicali Italiani e dell’Associazione radicale Adelaide Aglietta raccoglieranno le firme dei cittadini sulla petizione popolare che Radicali Italiani ha promosso per l’incriminazione di Vladimir Putin davanti alla Corte Penale Internazionale dell’Aja per crimini di guerra e crimini contro l’umanità. La petizione si può firmare sul sito Radicali.it

Al tavolo di raccolta firme firme saranno presenti anche Igor Boni (presidente Radicali Italiani) e Giulio Manfredi (Ass. Aglietta), che hanno dichiarato:

“Quanto sta avvenendo in queste ore in Ucraina testimonia come avevamo ragione già vent’anni fa a definire Putin come “terrorista”, ai tempi del genocidio in Cecenia.

Contro lo “Stato terrorista” russo (come lo ha definito il presidente ucraino Zelensky) occorre una mobilitazione dell’Occidente tramite tre canali: quello della fornitura di armi e cibo alla Resistenza Ucraina; quello dell’assistenza ai profughi; quello dell’incardinamento della procedura di incriminazione di Putin all’Aja, come fu fatto vent’anni fa per Slobodan Milosevic. Perché è vero che  “Non c’è Pace senza Giustizia!”.

Abbiamo appreso oggi da Giovanni Crosetto (in uno scambio su Facebook del tutto casuale) che Fabrizio Comba, portavoce regionale di Fratelli d’Italia, si è dimesso da console onorario della Bielorussia. Come radicali chiedevamo le sue dimissioni da due anni; non ci risulta, in questi due anni, che Comba si sia mai espresso pubblicamente contro il dittatore Lukashenko. Solo due giorni fa avevamo inviato una lettera aperta a Giorgia Meloni, affinché intervenisse sia sul “caso Comba” sia sul “caso Marrone”, rispetto al quale rinnoviamo la richiesta al Presidente Cirio di ritiro di tutte le deleghe.

Invitiamo, comunque, Fabrizio Comba a venire a firmare la nostra petizione domani, al banchetto, assieme all’assessore regionale Maurizio Marrone (che non ha ancora pronunciato una sola parola di ritrattazione delle sue aberranti dichiarazioni del 2018 contro il governo ucraino “che si serve di killer  dell’ISIS come sicari”.)

L’Associazione radicale Adelaide Aglietta 

Askatasuna, Magliano: un plauso alle forze dell’ordine

Un plauso alle Forze dell’Ordine per l’operazione condotta giovedì nei confronti di Askatasuna e di altre realtà antagoniste.

Da troppi anni i soliti noti si oppongono alla TAV con la violenza, occupano uno stabile in centro a Torino, considerano Santa Giulia alla stregua di un proprio cortile privato e portano avanti modalità di azione che sono la negazione stessa della democrazia. L’opposizione alle grandi opere, posizione politica tanto discutibile quanto legittima, smette di avere cittadinanza democratica nel momento stesso in cui è portata avanti con modalità sovversive e con metodi da guerriglia. In generale, vorremmo vedere più stabili affidati a realtà dell’Associazionismo e restituiti alla cittadinanza e meno occupazioni. Anzi, di occupazioni non vorremmo vederne più del tutto.

Silvio Magliano – Presidente Gruppo Consiliare Moderati, Consiglio Regionale del Piemonte.

Ruffino (CI): “Valutare scostamento di bilancio per salvare le aziende italiane”

“Le conseguenze economiche del conflitto in Ucraina sono evidenti.

Oggi più che mai è necessario salvare il tessuto produttivo italiano, che a causa del caro energia, rischia di vedere aumentato considerevolmente il suo gap con il resto del mondo”. Lo afferma la deputata di Coraggio Italia, Daniela Ruffino, che spiega: “Da Confindustria all’Ance si leva alto il grido di allarme delle tante aziende che annunciano lo stop all’attività. Il Governo deve intervenire con sostegni ma anche snellendo i processi burocratici. L’ipotesi di uno scostamento di bilancio avanzata dal ministro Sviluppo Economico Giancarlo Giorgetti – conclude Ruffino – penso che a questo punto sia indispensabile. Bisogna soprattutto intervenire sul piano nazionale abbattendo i prezzi su carburanti e gas e ripensare ad una nuova politica energetica se vogliamo davvero renderci indipendenti da altri Paesi e dal gas russo”.

Peste suina africana, Pd: “chiarimenti sui ristori e sulla recinzione”

L’Audizione in III commissione con il Commissario straordinario per la gestione della Peste Suina Africana, Angelo Ferrari, ci ha permesso di porre alcune domande su temi che rappresentano le vere preoccupazioni dei Sindaci dei territori interessati, delle associazioni agricole, in particolare degli allevatori di suini e, più in generale, dall’imprenditoria turistico ricettiva.

Abbiamo chiesto la massima diffusione dei dati relativi alla gestione della PSA in Piemonte a partire dai report che certificano l’andamento della sorveglianza passiva dei suini domestici e dei cinghiali. In questo contesto è per noi altrettanto significativo conoscere i dati del progressivo depopolamento dei cinghiali nelle aree infette.

Due questioni, però, ci preoccupano particolarmente. La prima riguarda la realizzazione della recinzione metallica del cui dimensionamento reale non pare esserci conferma. Ad oggi, infatti, su questa imponente opera pubblica sarebbe fondamentale chiarire con più precisione la reale efficacia, il posizionamento, i costi di realizzazione, i costi di manutenzione e del controllo giornaliero.

La seconda riguarda i ristori per tutti i comparti economici interessati, riguardo ai quali chiediamo alla Giunta un impegno per ricavare fondi dal bilancio regionale e per attivare un più efficace dialogo con il Governo nazionale finalizzato a rassicurare settori imprenditoriali già in difficoltà.

Chiediamo, inoltre, con forza che tutte le Istituzioni pubbliche territoriali e le associazioni di categoria vengano coinvolte nei luoghi delle decisioni.

La Peste Suina Africana deve essere eradicata nel più breve tempo possibile, come già hanno fatto la Sardegna e il Belgio, per non ghettizzare il nostro territorio e non comprometterne lo sviluppo.

Domenico Ravetti – Consigliere regionale Pd

Monica Canalis – Vicepresidente III Commissione del Consiglio regionale – Vicesegretaria Pd Piemonte

Area ex Gondrand, Italexit: situazione fuori controllo

In questi giorni è violentemente riemersa la questione dell’ex Gondrand, l’enorme area industriale di Via Cigna abbandonata ed occupata abusivamente da tossici e immigrati irregolari. Nonostante i ripetuti sgomberi nel corso degli anni, la situazione è evidentemente fuori controllo: decine di cittadini hanno segnalato a Italexit numerosi episodi di delinquenza e degrado, con fuochi improvvisati che in più di un’occasione hanno rischiato di divampare in un incendio.
Silvia Martini, referente di Italexit per Torino Nord, punta il dito contro il Comune e la Circoscrizione: “Qualche mese fa, in campagna elettorale, il viavai dei soliti personaggi politici in questi quartieri era incessante. Parlavano di periferie, di riqualificazione, di lotta al degrado. Adesso il centrosinistra ha la maggioranza in Comune, il centrodestra in Circoscrizione 6: anziché agire concretamente sull’ex Gondrand, preferiscono giocare allo scaricabarile. La situazione va avanti dal 2017 e i residenti hanno sopportato anche troppo: mentre gli amministratori litigano, è necessario aumentare la presenza di forze dell’ordine in queste strade in tempi brevi”.Secondo Italexit, è l’amministrazione che deve farsi carico del recupero della zona. Continua Martini: “Qualcuno ha proposto di regalare l’area ai privati, magari per costruirci l’ennesimo ipermercato. Ce ne sono già tre in meno di un chilometro: aggiungere il quarto significherebbe distruggere definitivamente il piccolo commercio di zona. Questi quartieri hanno invece bisogno di nuovi luoghi di aggregazione per giovani e anziani, di spazi verdi, di servizi al cittadino, di presidi sanitari. L’ex Gondrand ha tutte le caratteristiche per accogliere iniziative di questo tipo: manca però la volontà politica di farlo.”

ITALEXIT CON PARAGONE – TORINO