Enrico Bussalino, 45 anni compiuti il 3 gennaio scorso, è dalla fine di dicembre il nuovo presidente della Provincia di Alessandria.
Esponente della Lega è anche sindaco di Borghetto Borbera e dipendente dell’Agenzia delle Dogane, attualmente in aspettativa per l’incarico che ricopre.
Gli abbiamo rivolto alcune domande inerenti la sua Amministrazione appena insediata.
Presidente come è stato il ‘salto’ da Borghetto Borbera ad Alessandria ?
La Provincia è un ente territoriale che presenta diverse problematiche di tipo finanziario in quanto le sono state lasciate competenze significative come le strade e l’edilizia scolastica e diminuite le risorse.
Per questo motivo ho voluto mantenere in capo al presidente la delega al bilancio, per dare un segnale politico. Le Province devono riavere la propria piena identità.
Borghetto Borbera ha sicuramente una dimensione amministrativa più piccola ma risorse che consentono un bilancio adeguato.
Lei è favorevole ad un ritorno all’elezione diretta del presidente della Provincia e del Consiglio provinciale ?
Assolutamente d’accordo perché questo può fare avvicinare ancora di più i cittadini alla Provincia che è ente fondamentale per la gestione del territorio e, soprattutto, per i Comuni, specie quelli più piccoli che hanno maggiori di difficoltà a rapportarsi con Torino (Regione) e Roma (Stato).
In questa fase di inizio mandato quali sono le sue priorità ?
Manutenzione delle strade, fabbricati scolastici, ambiente, Sono favorevole ad un progresso con basso impatto ambientale. E approfitto per esprimere, a tal proposito, un no assoluto dell’Amministrazione Provinciale al Deposito Nazionale di scorie nucleari. Il nostro territorio ha già dato tanto in questo senso con l’Eternit di Casale Monferrato e l’Ecolibarna.
Ha riscontrato particolari criticità ?
La più grande è la mancanza di personale, con meno di 250 dipendenti e di riserve per le spese correnti. Un’altra saranno le autorizzazioni ambientali da rilasciare alle imprese che ne faranno richiesta per l’accesso ai progetti del Pnrr, per le quali è prevedibile un incremento notevole a breve.
La Provincia di Alessandria è costituita da diverse zone ognuna con una propria identità e specificità ….
Sono dell’idea che la Provincia debba essere coordinatore delle aree in modo che ognuna possa valorizzare al meglio le proprie identità.
Continuerete sulla stessa strada dell’assistenza tecnica ai Comuni ?
Certamente soprattutto per quelli più piccoli che ne hanno la maggiore necessità.
Oltre alla delega per il turismo ne ha conferita una alla promozione turistica, culturale dell’identità. Perché ?
Si ho conferito ad Eleonora Gatti, che è anche consigliere comunale a Novi Ligure, queste deleghe. L’input è quello di valorizzare la cultura di tutto il territorio provinciale.
Al quale appartiene anche la Valcerrina …
Sono stato a Cerrina per un incontro lo scorso anno. E’ una valle stupenda, bella, ospitale, che non ha niente da invidiare all’Unesco.
MASSIMO IARETTI
Ci voleva un bravo giornalista come Lodovico Poletto e un bravo militare come il Generale LUZI per dirci che dietro al fenomeno delle Baby Gang c’è la mancanza di lavoro e di opportunità. Al Signor Generale vorrei dire che il COVID ha fatto esplodere alcune situazioni ma le cause sono più lontane e stanno nella pochissima crescita economica degli ultimi venticinque anni e ai ristori insufficienti per partite IVA e settore commercio. Basta andare a chiedere ai Parroci delle Parrocchie dei Quartieri più difficili. Penso sovente al Parroco della Madonna della Pace che dalla finestra vede gli spacciatori e chiede ai benefattori di
Dopo i pois in largo Montebello, le fioriere in via Santa Giulia: i primi e le seconde bocciati senza appello dalla Soprintendenza. La vicenda del cosiddetto “urbanismo tattico” nel quartiere Vanchiglia sta assumendo tratti grotteschi. Ci chiediamo come sia possibile che la precedente Giunta non abbia interloquito per tempo con la Soprintendenza prima di procedere alla realizzazione di questi interventi “creativi”, ora inevitabilmente bocciati. Tante le segnalazioni giunte dai residenti del quartiere, del quale mi sono occupato a lungo nei miei dieci anni in Sala Rossa. A questo punto sarebbe giusto che a pagare i costi necessari per la rimozione delle fioriere non fosse il Comune, cioè i cittadini torinesi, ma la passata Giunta. Le due fioriere avrebbero dovuto tracciare una chicane per rallentare il flusso veicolare lungo via Santa Giulia. Ora spetterà alla nuova Giunta trovare una soluzione che rispetti le direttive, con perdita di tempo, preziose energie e risorse.