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Dal Coordinamento AGiTe “No” alle spese militari

Riceviamo e pubblichiamo

Il Coordinamento AGiTe contro le armi atomiche, tutte le guerre e i terrorismi (https://www.agite-to.org/)  nato nel maggio 2017 per sostenere la partecipazione dell’Italia alle trattative all’ONU, prima e la ratifica dopo la sua approvazione del Trattato ONU che mette al bando le armi atomiche (TPNW) ha incontrato il Prefetto mercoledì 30 marzo 2022  e nel corso dell’incontro ha ribadito:

  • la propria posizione di contrarietà a tutte le guerre, senza “se” e senza “ma”;
  • la condanna sin dall’inizio e senza mezzi termini dell’aggressione ingiustificata ad un Paese libero e sovrano quale l’Ucraina da parte della Russia;
  • il sostegno a tutte le associazioni e le singole persone che con grande coraggio manifestano la loro contrarietà alla guerra in Russia e in Ucraina.

AGiTe ritiene ingiustificata la corsa al riarmo che si è scatenata in tutto l’Occidente, Italia compresa.

AGiTe concorda con le parole di Papa Francesco:

“ci vergogniamo che si proponga l’impegno ad aumentare sino al 2% del PIL della spesa militare e che anziché cambiare paradigma nelle relazioni internazionali si pongano le basi per numerose e pericolose guerre future”.

I Paesi NATO nel loro insieme hanno una spesa militare pari al 54% della spesa militare mondiale (dati SIPRI relativi al 2020).

Che bisogno c’è di aumentare ulteriormente una spesa per le armi già folle?

A questo proposito è stato presentato e consegnato al Prefetto l’appello dei 50 premi Nobel «Riduciamo la spesa militare del 2%, per affrontare i problemi del mondo» “…ciascun attore sarà in grado di beneficiare dalla riduzione degli arsenali del nemico, e così pure l’intera umanità. In questo momento, il genere umano si ritrova ad affrontare pericoli e minacce che sarà possibile scongiurare solo tramite la collaborazione. Cerchiamo di collaborare tutti insieme, anziché combatterci…”.

E’ stata espressa la forte preoccupazione per quel che riguarda la sede dell’Ufficio Regionale per l’Europa del progetto DIANA (Defence Innovation Accelerator for North Atlantic) ossia un “acceleratore di innovazione destinata alla Difesa”, progetto nato a Bruxelles nel giugno 2021, nell’ambito dell’”Agenda NATO 2030” il cui scopo dichiarato è quello di supportare la NATO nell’innovazione tecnologica in una sinergia fra Pubblico e Privato

Torino è stata candidata a sede del progetto – il 20 gennaio scorso, durante in un incontro a cui hanno partecipato, oltre alle autorità militari, il sindaco e il presidente della Giunta Regionale-.

Per una città in forte difficoltà economica e industriale come Torino si prospetterebbe quindi l’idea di uno sviluppo fortemente condizionato dalla produzione bellica (destinata quindi alla distruzione di vite umane e di beni materiali).

Non è certo di produzioni belliche, orientate a generare soltanto prospettive di morte e di distruzione che ha bisogno la nostra Città ma di politiche di riconversione produttiva orientate a produzioni compatibili con le risorse naturali e sostenibili dal punto di vista ambientale e umano.

Sono stati presentati dati sul livello di povertà in Italia e nella nostra Città e Regione – nella Città Metropolitana di Torino e soprattutto nel Comune di Torino. Secondo le stime preliminari ISTAT, nel 2021 le famiglie in povertà assoluta in Italia sono il 7,5% (7,7% nel 2020) per un numero di individui pari a circa 5,6 milioni (9,4%, come lo scorso anno), confermando sostanzialmente le stime del 2020.

Nel corso dell’incontro sono state illustrate  tutte le criticità rilevate sulla Legge di Bilancio 2022-2024 ribadendo che le priorità del Paese, quelle verso le quali decidere aumenti % in base al PIL sono:

  • il lavoro buono e sicuro, in particolare dei giovani e delle donne;
  • il contrasto alla precarietà, non è accettabile che all’aumento del PIL aumenti il lavoro povero;
  • il rafforzamento ed adeguamento del SSN e del sistema pubblico di assistenza sociale territoriale;
  • gli investimenti legati al programma Next generation Eu;
  • un fisco più equo;
  • la riforma delle pensioni;
  • il welfare e inclusione sociale;
  • le nuove politiche industriali.

AGiTe ha chiesto al Prefetto di portare al Governo la richiesta di istituire il Ministero alla Pace, così come proporrà al Sindaco del Comune di Torino e al Presidente della Giunta Regionale di istituire l’Assessorato alla Pace per la programmazione e realizzazione di politiche vere e verificabili di pace e nonviolenza.

Sono state consegnate 237 firme a sostegno della contrarietà all’aumento della spesa militare, prime firme raccolte ai presidi di tutti i sabato mattina ore 11 in piazza Castello.

La raccolta firme che prosegue in forma cartacea e in rete

https://secure.avaaz.org/community_petitions/it/governo_italiano_e_parlamento_no_a_13_miliardi_in_piu_di_spese_militari/?cyArzbb&utm_source=sharetools&utm_medium=copy&utm_campaign=petition-1451362-no_a_13_miliardi_in_piu_di_spese_militari&utm_term=cyArzbb%2Bit

Il Coordinamento AGiTe

Allontanamento zero, Canalis (Pd): il no della Città Metropolitana

Ora la Giunta Cirio dia ascolto ai territori e ritiri questa proposta divisiva che mette a rischio la tutela dei minori.

Il Consiglio della Città Metropolitana di Torino nella seduta del 30 marzo ha approvato a maggioranza (12 voti su 18) un Ordine del Giorno a prima firma Schillaci di contrarietà al Disegno di Legge regionale “Allontanamento zero”.

La presa di posizione contraria di questo ente che rappresenta 2,2 milioni di abitanti, più di metà del Piemonte, si aggiunge a quella di molti Comuni: Torino, Cuneo, Verbania, Moncalieri, Collegno, Settimo, Grugliasco, Pinerolo, Chieri, Savigliano, Bra, Saluzzo, Rivalta, Piossasco, San Mauro, Alpignano, Rivarolo, Santena, Druento, Bruino, Cumiana, None, Strambino, Sant’Antonino, Airasca, Piobesi, Nomaglio, Massello, Rueglio, Lauriano, Baveno, Castelletto Ticino, Vigliano Biellese, Valdilana, Calamandrana. Molti altri comuni hanno depositato un ordine del giorno di contrarietà e lo approveranno al primo Consiglio utile.

Come può il Presidente Cirio ignorare questo appello dei territori, che ha carattere civico e non solo politico?

Oltre alla voce preoccupata delle istituzioni, si sta levando quella della società civile: le associazioni di famiglie affidatarie, quasi 100 docenti universitari, i sindacati, gli ordini professionali, i magistrati e le camere minorili, molti esponenti ecclesiastici. Non lasciamoli inascoltati come è accaduto per la legge regionale sul Gioco d’Azzardo Patologico.

Ogni bambino ucciso o maltrattato è un fallimento della società. Ecco perché in Piemonte è sbagliato parlare di “allontanamento zero”. Tante piccole vittime di infanticidio sarebbero vive e tanti bambini e ragazzi sarebbero cresciuti in un contesto sereno, se i servizi fossero stati messi in condizione di intervenire in tempo. Potenziamo i progetti e i servizi, per garantire un maggior accompagnamento alle famiglie fragili, ma anche per garantire, come extrema ratio, gli allontanamenti dei minori dalla famiglia, laddove sia necessario.

Sulla tutela dei minori dovremmo unirci e non dividerci, per questo chiediamo di ritirare un testo così divisivo e di avviare un tavolo di lavoro bipartisan per redigere invece un Piano per l’Infanzia e l’Adolescenza in Piemonte, che metta nuove risorse e investa sui servizi.

Monica CANALIS – vice segretaria Pd Piemonte e consigliera regionale

“Risintonizza il Piemonte” ad Alessandria

Grimaldi (LUV): Il tour arriva nella provincia più colpita dalla pandemia, dove i tanti errori della Giunta sono stati pagati cari.

“Ci siamo riproposti di fare un tour del Piemonte e, come in un bilancio di metà mandato, raccontare e analizzare i primi due anni e mezzo di legislatura Cirio. Mercoledì sarà la volta di Alessandria, la provincia piemontese più colpita dalla pandemia e che forse più di tutte ha subito gli errori e i ritardi della Giunta. Ricordiamoci che il dramma delle Rsa è cominciato proprio a Tortona, che a lungo è stata anche l’approdo di tanti malati perfino da Torino” – dichiara il Capogruppo di Liberi Uguali Verdi, Marco Grimaldi, da una settimana impegnato in “Risintonizza il Piemonte”: un “tour” attraverso il territorio con tappe in tutte le città che stanno per andare al voto, che mercoledì 6 aprile arriverà ad Alessandria con un incontro alle 20,30 alla Casa del Quartiere. Saranno presenti tantissime voci ad arricchire questo bilancio politico, ambientale e sociale: attivisti, professionisti, studenti e lavoratori del mondo sindacale, associativo e dei movimenti, ma anche rappresentanti politici della sinistra ecologista, dell’area del centrosinistra, in particolare il candidato sindaco Giorgio Abondante, l’onorevole Federico Fornaro (LEU) ed esponenti locali di Sinistra Italiana, Articolo Uno, Europa Verde-Verdi, che avevan dato vita a Liberi Uguali Verdi.

“Sono stati proprio quelli i mesi della nascita di ‘Tele Cirio’” – prosegue Grimaldi – “il Presidente che, nonostante la lunga catena di comando, la moltiplicazione di task force esperti e commissari speciali, ha compiuto numerosi passi falsi e solo con estremo ritardo è arrivato a operare a pieno regime su misure di sicurezza e piano vaccinale”.

“Dopo 110 giorni è arrivata la prima pioggia del 2022, lo stato d’emergenza per l’acqua si avvicina, con la secca dei fiumi è a rischio il 33% dell’industria alimentare. Siccità, incendi, temperature alte, grandinate e alluvioni: non è un film di fantascienza, ma la nuova normalità della crisi climatica. Eppure c’è chi – come Lega e Fdi – preferisce vestire i panni del nemico del clima” – conclude Grimaldi. – “Parleremo di questo e di tanto altro perché in due anni e mezzo ci siamo opposti con centinaia di migliaia di emendamenti, ordini del giorno, interventi, mobilitazioni sui temi ambientali, sociali, del lavoro, dei diritti – che dire per esempio dei continui attacchi alla salute riproduttiva delle donne, alla loro autodeterminazione? Sappiamo che per invertire la rotta serve fare ancora di più. Ecco perché è il momento di risintonizzarci, organizzarci e cambiare tutto”.

Radicali: il Comune esponga bandiera ucraina

Nella giornata di mercoledì 30 Marzo, sul pennone libero del balcone di palazzo civico, a Torino, è stata issata una bandiera dell’Ucraina (ora rimossa). Il consigliere comunale di +Europa e Radicali Italiani Silvio Viale, capogruppo della Lista Civica per Torino, rivendica l’azione e afferma: “Il comune di Torino, come tanti altri comuni italiani, ha esposto sulla propria sede istituzionale la bandiera della pace. Ma non è sufficiente. Tutti auspichiamo che nel nostro mondo e nella nostra Europa ci sia pace, ma non a qualunque prezzo. In questa guerra c’è uno Stato aggressore: La Russia di Vladimir Putin, e uno Stato aggredito: l’Ucraina di Volodymyr Zelensky. La bandiera della pace è equidistante rispetto alle due parti ed è il motivo per cui è inaccettabile che il comune di Torino la esponga, senza schierarsi apertamente dalla parte di chi è vittima e non causa della guerra. La politica deve avere il coraggio di schierarsi: in questo caso, l’amministrazione della nostra città si schieri dalla parte della democrazia, della libertà, della sovranità e integrità territoriale dello Stato Ucraino, esponendo la bandiera gialla e blu: i colori di Torino, i colori dell’Unione Europea e i colori dell’Ucraina”.
I coordinatori dell’Associazione radicale Adelaide Aglietta, Daniele Degiorgis, Andrea Turi e Patrizia De Grazia; il Presidente di Radicali Italiani, Igor Boni e la coordinatrice di +Europa Torino, Beatrice Pizzini, sostengono l’azione del Consigliere Viale e si uniscono alla richiesta rivolta al comune di Torino: palazzo civico esponga orgogliosamente la bandiera dell’Ucraina in segno di solidarietà con le città assediate e bombardate.

Piemonte, Fregolent (Iv): 120 milioni di euro per le strade provinciali 

“Stanziati 120 milioni di euro per la manutenzione delle strade provinciali del Piemonte: le risorse interesseranno tutti i territori della Regione e verranno assegnati in 8 anni, dal 2022 al 2029”: è quanto dichiara Silvia Fregolent, capogruppo Iv in Commissione Ambiente di Montecitorio.
“Finalmente, dopo la riforma delle Province, vengono destinati dal governo finanziamenti adeguati per garantire la viabilità e la sicurezza delle strade di competenza provinciale”: conclude Silvia Fregolent.

Sant’Antonio di Ranverso, Ruzzola (Fi): un patrimonio da valorizzare

Questa mattina il Capogruppo di Forza Italia in Regione Piemonte Paolo Ruzzola ha accompagnato il Presidente della Regione Alberto Cirio in visita alla Precettoria di Sant’Antonio di Ranverso a Buttigliera Alta. Affiancati dal Sindaco di Buttigliera Alta Alfredo Cimarella, dal Sindaco di Rosta Domenico Morabito e dal Consigliere Metropolitano Andrea Tragaioli hanno incontrato i rappresentanti della Fondazione dell’Ordine Mauriziano che si occupa della tutela e promozione dell’importante sito religioso, culturale e storico-artistico piemontese. L’occasione è stata propizia per i consiglieri della Fondazione, l’avvocato Luigi Chiappero e Luigi Biancone, e i funzionari dell’Ordine, l’architetto Luigi Valdmarin e le dottoresse Marta Fusi e Serena Fumero, di presentare al Presidente Cirio il progetto del valore di 1,1 milione di euro per il rilancio del sito grazie ai fondi del PNRR sulla misura Parchi Storici.
“Auspico che un sito della bellezza e dell’importanza della Precettoria di Sant’Antonio di Ranverso – spiega il Capogruppo Ruzzola – possa rinascere e diventare un polo attrattivo fondamentale per la Regione, insieme alla Palazzina di Caccia di Stupinigi e a Santa Maria di Staffarda. Si tratta di un patrimonio unico della Fondazione dell’Ordine Mauriziano con il quale collaboreremo fianco a fianco per riportarli alla bellezza e alla grandezza che questi siti meritano rappresentando preziosi gioielli del tesoro artistico e storico piemontese”.

Politiche sociali, Ravetti (Pd): “Nuovo assessore, stessa musica”

Si è tenuta questa mattina in IV Commissione consiliare l’illustrazione da parte dell’Assessore regionale Marrone dei capitoli di Bilancio dedicati a politiche sociali e integrazione sociosanitaria.

“E’ sconcertante che, nel suo intervento, l’Assessore alle Politiche sociali abbia affermato che quasi tutti gli stanziamenti del 2021 sono stati confermati nel 2022. Infatti, mi sarei atteso da lui un nuovo approccio alla materia e non la semplice conferma di quanto già fatto dalla sua collega Caucino lo scorso anno. L’Assessore Marrone, con questa nuova delega, fortemente voluta da Fratelli d’Italia, si è limitato a tenere conto delle necessità del suo bilancio e non dei bisogni sociali dei cittadini” afferma il Consigliere regionale del Partito Democratico Domenico Ravetti.

“L’Assessore alle politiche sociali – prosegue Ravetti – non ha infatti compreso che sono aumentati i costi dei servizi erogati. Non ha detto nulla, per esempio, sull’aumento dei costi energetici che incidono su quelli generali, né tanto meno su come intende riorganizzare il sistema e su come intende integrarlo con il sistema sanitario territoriale. Nulla ha detto sulle differenze dei costi in progressivo aumento a carico delle famiglie a seconda del territorio piemontese da cui provengono e neppure sulle disuguaglianze generate dalle liste d’attesa, anche queste differenti in base ai territori”.

“Crescono i bisogni sociali, crescono i costi e l’Assessore pare soddisfatto per avere mantenuto le risorse del passato: così i piemontesi pagheranno di più e altri saranno esclusi dai servizi sociali. Non proprio un buon inizio da parte di Marrone” conclude il Consigliere Pd.

 

Ucraina, Ruffino (Azione): “M5S rasenta irresponsabilità”

“L’atteggiamento dei Cinquestelle sull’aumento delle spese militari rasenta l’irresponsabilità. Se l’incremento sarà ‘massiccio’, ha detto Conte ieri in tv, il Movimento Cinquestelle dirà di no. Quindi mi chiedo: e se invece fosse consistente, rilevante o notevole? Come si schiereranno i grillini? In altre parole, è proprio il caso di dire, più che una questione di linea politica e di leadership (alle prese con voti elettronici e carte bollate) si tratta di una questione grammaticale. Un…‘massiccio’ sulla strada della coerenza”. Lo dichiara Daniela Ruffino, deputata di Azione.

Moderati, Fissolo: Bilancio e maratona consiliare

Nella discussione sul bilancio comunale, un paragone con una maratona: la sua partenza, i primi ostacoli, i compagni di gara, l’arrivo. E le prossime corse.

Il paragone non è casuale: posso definire questi primi 5 mesi di Consiliatura come una vera e propria maratona.
Al segnale di partenza abbiamo dovuto affrontare la delibera 155 della Corte dei Conti, del dicembre 2021, che ci aveva introdotto ai tre principali problemi della città: lo squilibrio strutturale della parte corrente, il ripianamento del disavanzo derivante dal fondo crediti di dubbia esigibilità e FAL e infine l’ammortamento dell’ingente debito. In sintesi, 888 milioni di disavanzo e 4,2 miliardi di debito.
Nell’affrontare questi ostacoli abbiamo avuto altri compagni gara: l’Unione Europea, la Presidenza del Consiglio dei Ministri e il Ministero delle Infrastrutture.
Dall’Europa arrivano i 113 milioni del PNRR con i quali realizzeremo la città della prossimità, intervenendo con le manutenzioni straordinarie in luoghi rilevanti della città: un ottimo energetico per riavviare Torino.
La Presidenza del Consiglio, invece, ha sostenuto l’impegno dell’amministrazione con un accordo che stanzia 150 milioni per la città: un “Patto per Torino”, per affrontare un sovraindebitamento pregresso, che pesa come sacco portato durante la corsa.
Il Ministero delle Infrastrutture ha inserito altra energia e altro slancio, pari a 1 miliardo di euro per la Metro 2.
All’arrivo di questa maratona, cioè la presentazione del bilancio, il traguardo toccato su alcune, importanti, voci della vita cittadina, come il + 39,8 % per le manutenzioni ordinarie, il + 29,5 % per i servizi educativi, il + 16,1 % per cultura, eventi, sport e turismo, il + 8,5 % per servizi sociali e le 2222 nuove assunzioni in 3 anni.
Sono particolarmente soddisfatto, e ringrazio la Giunta, per la fine dell’applicazione del principio del massimo ribasso sugli appalti delle mense scolastiche. Ricordo quanto sia un fattore importante e di sviluppo la qualità del cibo che i nostri bambini e le nostre bambine mangiano a scuola, luogo in cui compiamo i nostri passi per la costruzione di una comunità giusta, che parte anche dal cibo a disposizione dei più piccoli.
Ribadisco la mia attenzione al tema delle infrastrutture informatiche del Comune e, in particolare, ricordo che nel bilancio non è ancora stata indicata chiaramente una voce dedicata alla formazione del personale per la prevenzione degli attacchi hacker. C’è bisogno di operare segmentando la rete comunale e questa azione probabilmente riceverà altre risorse per trovare esecuzione.
Questa amministrazione prende, inoltre, un corposo impegno per il sostegno al settore sociale e agli enti del terzo settore. Se prima sono stati fortemente colpiti dalla pandemia, il caro energia ha accentuato le loro difficoltà. Il Comune deve quindi accompagnarli concretamente nella co-progettazione delle politiche comunali e garantire l’erogazione tempestiva dei contributi già assegnati per le attività svolte.
Simone Fissolo Capogruppo Moderati

Sanità, Grimaldi (LUV): Se non assumeremo i precari fuggiranno 

“Per una volta siamo d’accordo con l’Assessore Icardi: speriamo che il Governo non aumenti le spese militari per poi non riuscire a coprire quelle sanitarie. Oltre ai costi legati alla pandemia, la Regione ipotizza spese superiori legate al caro energia intorno ai 100 milioni di euro, di cui 80 sarebbero spese fisse delle ASL (come il riscaldamento) e 20 spese per i carburanti di ambulanze etc. Per non parlare della carenza di personale: circa 5500 unità di personale sanitario (secondo le stime dei sindacati) vivono una condizione insostenibile di precarietà e tengono in piedi il servizio nell’attesa di essere stabilizzati, secondo Icardi solo 1150 di loro avranno i requisiti per la stabilizzazione. Significa che, escludendo gli amministrativi, fra infermieri, oss e medici i precari sono più di 4400, quindi se solo 1150 saranno stabilizzabili che ne sarà degli altri 3400? Resteranno precari proprio mentre tante regioni hanno bisogno di personale? Il rischio è che se ne vadano e interi sistemi sanitari restino senza personale, non appena molti dipendenti andranno in pensione” – dichiara il Capogruppo di Liberi Uguali Verdi durante la discussione in Commissione Sanità sul bilancio di previsione.

“Qual è la strategia per quei circa 3400? E quale sarebbe il costo di stabilizzazione di tutti i 4400? Quale quello dell’assunzione a tempo indeterminato dei 1150? Sono le domande che pongo all’Assessore e a cui la Regione deve dare risposta con delle analisi dettagliate” – prosegue Grimaldi. – “E ancora: se Icardi ipotizza meno uscite in previsione per circa 36-37 milioni relative alla mobilità passiva, significa che rispetto ai circa 80 milioni usuali, lo scorso anno abbiamo speso solo 43-44 milioni? È accaduto per un miglioramento del sistema sanitario o perché le persone non si sono spostate a causa del Covid? Inoltre è davvero possibile che, a fronte di 648milioni di euro inseriti nello scorso bilancio per far fronte al Covid, non ci siano stati risparmi, dati i tanti interventi saltati e i reparti chiusi? Credo siano necessarie analisi approfondite su tutti questi aspetti”.