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Piemonte al primo posto in Italia per la produzione di miele

Assessore Protopapa: “Si conferma l’importanza del comparto apistico piemontese, che va sostenuto”

Il Piemonte è la prima regione in Italia per la produzione di miele, con oltre 5 mila tonnellate previste, sul totale di produzione nazionale stimata di 17 mila tonnellate. Lo comunica l’Osservatorio Ismea, sottolineando che quest’anno si registra un aumento dei consumi soprattutto tra i giovani. La vocazione apistica del Piemonte è dimostrata dalla presenza su tutto il territorio regionale di oltre 5000 aziende produttrici e circa 205.500 alveari tra professionali e per autoconsumo.

“Un buon risultato per il Piemonte – commenta l’assessore all’Agricoltura e Cibo della Regione Piemonte, Marco Protopapa– e l’aumento dei consumi è una buona notizia per i nostri apicoltori che hanno modo di proporre un prodotto di qualità made in Piemonte. Il comparto apistico del Piemonte da oltre un anno ha accusato una crisi, come nelle altre regioni italiane, a causa della moria delle api dovuta al cambiamento climatico, all’uso improprio dei prodotti fitosanitari e alla minaccia dei parassiti”. “Per questo l’Assessorato all’Agricoltura della Regione Piemonte mantiene alta l’attenzione verso il comparto – prosegue l’assessore Protopapa – come dimostrato con l’approvazione della misura 21 del Programma di sviluppo rurale, misura straordinaria a sostegno anche delle aziende apistiche colpite dalla crisi Covid”.

Asporto e delivery agroalimentare sul sito della Regione

Prodotti agroalimentari made in Piemonte: sul sito della Regione le aziende agricole e gli agriturismi che effettuano asporto e delivery

Per sostenere la promozione dei prodotti agroalimentari del nostro territorio la Regione Piemonte, attraverso l’Assessorato all’Agricoltura e Cibo, invita i consumatori ad acquistare prodotti delle aziende agricole e degli agriturismi piemontesi che effettuano consegna a domicilio o asporto.

I prodotti delle aziende agroalimentari, #madeinpiemonte, stagionali, di qualita’ e a km zero, aggiornati dalle rispettive organizzazioni sono riportati al link https://www.regione.piemonte.it/web/temi/coronavirus-piemonte/coronavirus-servizi-consegne-domicilio-prodotti-agroalimentari 

“La Regione Piemonte come avvenuto durante il primo lockdown, invita nuovamente i cittadini e i consumatori ad acquistare e consumare i prodotti made in Piemonte – sottolinea l’assessore regionale all’Agricioltura e Cibo Marco Protopapa – Segnalando gli elenchi delle aziende e degli agriturismi, aggiornati dalle rispettive organizzazioni, si ritiene di offrire un servizio utile a tutti. Anche attraverso questa azione sosteniamo i nostri agricoltori nuovamente colpiti dall’emergenza Covid”.

Cle. Ven.

In tour tra le vigne urbane

LUNEDÌ 23 NOVEMBRE CON IL WEBINAR “ENOTURISMO CULTURALE: ALLA SCOPERTA DELLE VIGNE IN CITTÀ”
Con il webinar “Enoturismo culturale: alla scoperta delle Vigne in Città” ci si appresta alla conclusione di Vendemmia a Torino-Grapes in Town – Portici Divini organizzata da Eventum Contrada e promossa da Regione Piemonte Camera di Commercio di Torino.

Nel webinair ideato dall’ATL Turismo Torino e Provincia si alterneranno live sulla pagina FB Vendemmia a Torino-Grapes in Town, lunedì 23 novembre alle ore 17, i responsabili di quattro importanti vigne urbane italiane (Venezia, Siena, Milano, Palermo) per presentare le loro vigne e il plus turistico di ciascuna accanto a quelle di Parigi e Avignone.

Il webinar ha infatti lo scopo di illustrare il potenziale turistico delle vigne urbane partendo da Torino che ha il privilegio come poche città italiane di possedere una vigna proprio in città, la Vigna della Regina accanto a Villa della Regina, Residenza Reale Patrimonio Unesco dal 1997.

Possedere un vigneto cittadino a pochi metri dal centro storico – sottolinea Marcella Gaspardone del Comitato Direttivo di Turismo Torino e Provincia – è sicuramente un valore aggiunto, un forte attrattore turistico; oltre a rappresentare un’importante operazione storica e ambientale per permettere che tali patrimoni sopravvivano e restino a disposizione della cittadinanza è un unicum dal forte richiamo turistico che va valorizzato facendo sinergie con le altre vigne urbane presenti in Italia e in Europa“.

Moderato dalla giornalista Rosalba Graglia, dopo i saluti istituzionali della Regione Piemonte, a seguire l’intervento di Luca Balbiano Presidente dell’Associazione delle Vigne Urbane, Urban Vineyards Association, oltre che protagonista della rinascita della Vigna della Regina.

La Urban Vineyards Association – U.V.A. – è stata fondata nel 2019 con l’intento di tutelare il patrimonio storico, enoico e paesaggistico rappresentato dalle vigne situate all’interno dei centri abitati, valorizzandole sotto il profilo culturale e turistico.

“Le Vigne Urbane sono dei tesori incastonati nei centri urbani, che noi vogliamo difendere e valorizzare– Spiega Luca Balbiano, fondatore e Presidente della Urban Vineyards Association – Ognuna di queste Vigne ha una propria storia da raccontare, fatta di persone che ci hanno creduto, di mani che hanno lavorato, di teste che hanno pensato e di sogni che si sono avverati. Quello che l’Associazione vuole fare è scrivere nuovi capitoli di queste storie, unendo le forze per continuare, tutti insieme, a promuoverne il prestigio, la cultura e la bellezza“.

Attualmente sono 9 le vigne urbane associate:

Vigna della Regina di Torino

Clos Montmartre di Parigi

Vigna di Leonardo di Milano

Vigneti della Laguna di   Venezia

San Francesco della Vigna di Venezia

Vigneti Senarum Vinea di Siena

Vigna del Gallo di Palermo,

Clos de Canuts di Lione e, ultima arrivata, Clos du Palais des Papes di Avignone.

Il webinar prosegue con l’intervento dei responsabili italiani dei Vigneti della Laguna (Venezia), Senarium Vinea (Siena), Vigna di Leonardo (Milano), Vigna del Gallo (Palermo) e con la vigna di Montmartre di Parigi, con la quale la Vigna della Regina è gemellata, e con la vigna del Palazzo dei Papi di Avignone.

 

L’origine in etichetta per salumi e prosciutti

Confagricoltura Piemonte: “premierà le nostre produzioni”

 

È entrato in vigore il 15 novembre l’obbligo di indicare in etichetta l’origine dei prodotti che impiegano quali ingredienti carne suina: salumi, prosciutti e altri preparati.

Il decreto interministeriale (Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, Ministero dello Sviluppo economico e Ministero della Salute) che stabilisce l’obbligo è del 6 agosto 2020 ed è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale  del 16 settembre scorso; si applicherà, in via sperimentale, fino al 31 dicembre 2021.

In etichetta dovranno essere indicati i Paesi di nascita, allevamento e macellazione dei capi: solo quando tutte le tre fasi saranno avvenute nel nostro Paese di potrà apporre l’indicazione di prodotti “100% italiani”, informa Confagricoltura.

Salumi, prosciutti e preparati (hamburger, carni impanate, arrosti e salsicce fresche) potranno continuare a essere commercializzati con imballaggi ed etichette non conformi fino all’esaurimento delle scorte e comunque non oltre il 31 gennaio 2021.

In Piemonte – fa rilevare Confagricoltura – sono attivi 2.750 allevamenti suinicoli, per un totale di circa 1.290.000 capi: la provincia che conta il maggior numero di animali è Cuneo, con circa 913.000 suini allevati in 844 stalle.

Si tratta di un doveroso atto di chiarezza nei confronti del consumatore – dichiara Enrico Allasia, presidente di Confagricoltura Piemonte – ed è anche un valore aggiunto per il settore agroalimentare. I consumatori d’ora in poi potranno scegliere in modo informato e consapevole, privilegiando, se lo riterranno, i prodotti a base di carne suina totalmente made in Italy, premiando così il gioco di squadra delle nostre filiere”.

Le disposizioni del decreto non si applicano ai prodotti Dop, Igp, Stg e a quelli protetti in virtù di accordi internazionali. “In ogni caso auspichiamo, nell’ottica della piena trasparenza e della corretta informazione al consumatore – aggiunge Allasia –  che venga eliminata l’esenzione attualmente prevista per le denominazioni d’origine e invitiamo tutti gli operatori delle filiere interessate a una piena valorizzazione delle materie prime nazionali”.

In Italia il consumo di carne suina è di 38 chili pro-capite.

Il comparto suinicolo oggi è in difficoltà per quanto riguarda i prezzi all’origine. Le industrie di trasformazione – fa rilevare Confagricoltura – hanno fortemente rallentato la preparazione  dei prodotti in vista delle feste natalizie, per il timore che le chiusure imposte dall’emergenza Covid deprimano ulteriormente i consumi.

In questo contesto Confagricoltura valuta positivamente il provvedimento dell’etichettatura. “Quest’anno praticamente non c’è stata la possibilità d organizzare eventi, fiere, sagre  e altre occasioni favorevoli per promuovere il consumo di carne suina del nostro territorio – commenta Enrico Allasia – :l’augurio è che con l’etichettatura, che permetterà ai consumatori di riconoscere con certezza i suini italiani, il prodotto nazionale assuma il ruolo di protagonista, valorizzando salumi e prosciutti nostrani”.

 

Con le applicazioni della robotica futuro nei vigneti più agevole e sicuro

Confagricoltura Piemonte segue con interesse e collabora con l’Università di Torino alla realizzazione del Progetto Horizon BACCHUS – Mobile Robotic Platforms for Active Inspection and Harvesting in Vineyard Areas (Piattaforma robotizzata per l’ispezione attiva e la raccolta del prodotto nelle aree viticole).

In un meeting on-line che si è svolto mercoledì 11 novembre un qualificato gruppo di produttori e tecnici vitivinicoli di Confagricoltura Piemonte ha discusso,  sotto la guida dei professori Remigio Berruto e Mario Tamagnone del Disafa – Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari dell’Università di Torino, delle prospettive dell’incorporazione della robotica nella produzione di uva, che potenzialmente potrebbe migliorare sensibilmente le condizioni di lavoro degli imprenditori e degli operai agricoli; i sistemi intelligenti, infatti, stanno diventando la soluzione per indirizzare le produzioni verso l’agricoltura di precisione.

La georeferenziazione dei vigneti – dichiara Ercole Zuccaro, direttore di Confagricoltura Piemonte – con la possibilità di effettuare ispezioni agrometeorologiche e anche visive sullo stato sanitario delle coltivazioni e la raccolta intelligente e dunque non solo meccanizzata, automatizzata e selettiva, in particolare, possono già, per alcuni aspetti,  fornire un notevole miglioramento al prodotto raccolto”.

Il progetto si pone l’obiettivo di migliorare le prestazioni dei robot per contenere la diffusione delle malattie con minori trattamenti, controllare lo sviluppo dei funghi con raggi UV sulla fila (in collaborazione con l’azienda norvegese Sagarobotics), controllare meccanicamente le infestanti sulla fila, diradare i grappoli ammuffiti, selezionare e diradare i grappoli in vendemmia prelevando solo il prodotto con un certo grado di maturazione e sanità.

Tuttavia, per raggiungere questo tipo di automazione, sono necessari progressi significativi per quanto riguarda le capacità cognitive e meccatroniche dei robot.  Il sistema robotico mobile intelligente BACCHUS – spiega il professor Remigio Berruto dell’Università di Torino – si pone anche l’obiettivo di riprodurre le operazioni di raccolta a mano, operando in modo autonomo in quattro diversi livelli: eseguire la navigazione robotizzata con garanzia di qualità delle prestazioni al fine di ispezionare le colture e raccogliere dati dalla zona agricola attraverso un sistema di analisi della maturazione; eseguire operazioni di raccolta bi-manuale con la necessaria “finezza”, utilizzando una piattaforma robotica modulare; adattare la pinza robot alla geometria delle diverse colture; presentare capacità cognitive avanzate e capacità decisionali”.

Il sistema previsto sarà dimostrato e valutato nell’ambiente di vigneto ispezionando diversi tipi di vite e vendemmiando grappoli d’uva di diverse varietà.

Confagricoltura sta lavorando con l’Università di Torino per presentare e valutare l’applicazione in Piemonte, già nel prossimo anno.

 

 

“Uniti contro la cimice asiatica”

Confagricoltura Piemonte: essenziale sostenere la lotta biologica al parassita

 

La Conferenza Stato-Regioni del 5 novembre scorso ha sancito l’intesa sulla proposta di riparto regionale dell’importo di 110 milioni di euro destinati a finanziare gli interventi compensativi in favore dei produttori che l’anno scorso hanno subito danni alle coltivazioni causate dalla cimice asiatica (Halyomorpha halys).

I contributi sono stati destinati a Piemonte, Veneto, Emilia-Romagna e Friuli Venezia Giulia. L’importo stanziato è di 70 milioni per il 2020 e di 20 milioni per ciascuna delle due annualità 2021 e 2022. Il riparto è stato effettuato sulla base dei danni riconosciuti dalle istruttorie regionali.

Il Piemonte ha rilevato 12,122 milioni di euro di danni, ma purtroppo le risorse stanziate non saranno sufficienti a coprire l’80% dei danni come prevede la normativa al riguardo. Al Piemonte andranno 6,797 milioni di euro, di cui 4,325 milioni nel 2020 e 1,236 milioni per ciascuna delle annualità 2021 e 2022. La Regione, in base alle disposizioni che verranno definite dal Ministero dovrà attivare le procedure per il ristoro delle imprese: Confagricoltura chiede che si proceda subito, anticipando le risorse a livello regionale, a una completa liquidazione dei danni.

L’intera vicenda dell’emergenza cimice asiatica – dichiara Enrico Allasia, presidente di Confagricoltura Piemonte – ha evidenziato le criticità dell’attuale sistema di indennizzi: Confagricoltura ritiene che sia ormai indifferibile e urgente la revisione del quadro normativo in materia e per questo chiediamo alla Regione e al Governo di intervenire per individuare un meccanismo che consenta un completo ristoro dei danni subiti dalle imprese agricole”.

Confagricoltura Piemonte ricorda che il Programma Nazionale di Lotta Biologica 2020 per il controllo della cimice asiatica ha previsto lanci di lotti dell’insetto antagonista del parassita, la “Trissolcus japonicus” (vespa samurai). “Nell’estate scorsa, in alcuni siti campione del territorio piemontese – chiarisce Ercole Zuccaro direttore di Confagricoltura Piemonte  – sono stati effettuati i lanci e i primi effetti sulle coltivazioni si potranno osservare il prossimo anno, quando l’insetto si sarà riprodotto in modo tale da poter contenere la popolazione della cimice. La lotta biologica può contribuire, seppur in tempi non rapidi, all’effettiva soluzione del problema e per questo invitiamo gli agricoltori a sostenere queste pratiche di difesa, nell’interesse della qualità delle produzioni e della tutela dell’ambiente”.

 

Protopapa: “Dl florovivaismo ottima notizia anche per il Piemonte”

Sostegno alla attivita’ produttive, valorizzazione e tutela delle nostre aziende e figuri professionali:

 

anche il settore del Florovivaismo puo’ contare sul provvedimento portato avanti da Marzio Liuni, parlamentare piemontese della Lega e imprenditore agricolo del settore florovivaistico; e’ il primo firmatario del Decreto Legge 1824 che prevede appositi marchi di qualità, distretti produttivi, un tavolo permanente all’interno del Ministero delle Politiche Agricole.

“Da tempo, il settore florovivaistico attendeva una legge che riconoscesse in pieno la figura del florovivaista e la filiera ed esso collegata – spiega Marzio Liuni che aggiunge: Dopo diciotto mesi di duro lavoro e confronto tra le parti politiche, la legge è stata votata alla Camera dei Deputati praticamente all’unanimità”. Inoltre, prosegue “…sono stati presentati diversi ordini del giorno finalizzati al finanziamento ad hoc per le pesanti perdite che il settore ha subito la scorsa primavera a causa dell’emergenza sanitaria Covid che ha penalizzato il settore florovivaistico”.

“Esprimo viva soddisfazione per l’importante risultato ottenuto a livello parlamentare dalla Lega ed in particolare dall’onorevole Marzio Liuni” dichiara l’assessore all’Agricoltura e al Cibo della Regione Piemonte Marco Protopapa affermando anche che “Questa buona notizia si va ad aggiungere all’azione di sostegno creata dalla Regione Piemonte nell’attuazione della misura 21 del Psr dove il comparto florovivaistico è stato inserito come settore che beneficerà di aiuti diretti a seguito del Covid 19″.

Protopapa spiega anche che “L’approvazione alla Camera del Dl ‘Florovivaismo’ è un’ottima notizia per l’intero comparto a livello nazionale, viene dato un giusto riconoscimento ai tanti professionisti del settore, che in Piemonte rappresentano oltre 900 aziende, collocando la nostra Regione tra le prime in Italia nel settore. Il comparto florovivaistico è rappresentato in tutte le province piemontesi e contribuisce in modo significativo all’economia agricola del Piemonte”.

CV

Confagricoltura: “clima e covid condizionano l’annata agraria”

L’andamento dell’annata agraria che si chiude l’11 novembre analizzato in una conferenza stampa on-line di Confagricoltura Piemonte, con gli interventi di presidente e direttore regionale di Confagricoltura Enrico Allasia ed Ercole Zuccaro, dell’assessore regionale all’agricoltura Marco Protopapa, del presidente di Unioncamere Piemonte Gian Paolo Coscia, del presidente di ANBI Piemonte(l’associazione che rappresenta i consorzi irrigui e di bonifica) Vittorio Viora, del presidente dell’Ente Risi Paolo Carrà, del presidente nazionale dell’UNCEM (Unione dei comuni montani) Marco Bussone e del componente della Giunta nazionale Confagricoltura Luca Brondelli di Brondello.

Confagricoltura evidenzia un andamento positivo delle produzioni vegetali, con prezzi in rialzo – ma non ancora a livelli ottimali – per i cereali. Raccolto non abbondante per la frutta, ma con produzioni di alta qualità. Ottima la vendemmia. L’emergenza Covid-19 manda in crisi il comparto zootecnico: prezzi cedenti per polli, suini, latte e per la carne di razza Piemontese. Scarso il raccolto di miele.

 

L’inverno tiepido, il più caldo degli ultimi 63 anni, con precipitazioni leggermente inferiori alla media, non ha favorito la ripresa vegetativa. Anche in primavera le temperature sono state superiori alla media e le piogge leggermente inferiori alla media. Aprile e maggio hanno fatto registrare alcune precipitazioni eccezionali. L’estate è trascorsa calda con temperature un po’ sopra la media, con precipitazioni abbondanti, alcune delle quali anche di fortissima intensità, specialmente nel mese di agosto, con venti forti e violente grandinate che in ogni caso non hanno compromesso i raccolti. L’autunno, a parte l’alluvione del 2-3 ottobre, ha finora fatto registrare temperature più o meno in media, così come le precipitazioni, con scarsi passaggi di perturbazioni atlantiche.

Per quanto riguarda l’andamento delle produzioni vegetali – chiarisce Confagricoltura – il raccolto di grano tenero è stato scarso (dal 10 al 15% in meno rispetto al 2019), con prezzi in rialzo da settembre, a livello soddisfacente. Produzioni in calo anche per l’orzo, che in alcune zone registra perdite di rese del  20-30%. Ottime qualità e produzioni abbondanti per il mais, con prezzi in rialzo. Annata difficile per il riso: le zone di produzione – spiegano i tecnici di Confagricoltura Piemonte – sono state colpite da una violenta grandinata il 24 settembre, al confine tra Pavia e Novara, e delle fortissime piogge cadute il 2 e 3 ottobre: la produzione sarà inferiore di circa il 10 – 15% rispetto l’anno scorso. Il raccolto è di buona qualità e i prezzi sono interessanti. Buona la produzione di leguminose, con prezzi incoraggianti per la soia.

Nel comparto frutticolo produzioni in calo, fino al 40% in meno rispetto al 2019, per pesche e nettarine, con qualità e prezzi soddisfacenti. Bene anche albicocche e susine, mentre per il kiwi continuano a registrarsi problemi fitosanitari agli impianti; i danni da gelo primaverile hanno ridotto la produzione. Soddisfacente la produzione di nocciole, ma con prezzi cedenti rispetto all’anno scorso. Buono il raccolto di castagne e di piccoli frutti; tiene la produzione di fragole, con la diffusione di coltivazioni fuori suolo.

Interessante la produzione orticola, con vistosi incrementi dei consumi e dei prezzi. Buona la campagna 2020 del peperone di Carmagnola, seppur con una produzione leggermente in calo rispetto all’anno scorso.

Annata eccellente, favorita dal buon clima estivo, per le coltivazioni foraggere e per i pascoli montani.

Ottima la vendemmia, con produzioni nella media e qualità eccellente, soprattutto per i vini rossi.

Sul fronte gli allevamenti zootecnici Confagricoltura evidenzia che sono aumentate le produzioni di carne avicole. Dopo l’innalzamento dei prezzi in primavera per il lockdown, a settembre il prezzo dei polli da carne era in flessione del 9,6% rispetto allo stesso periodo del 2019. Buona anche la produzione di uova di galline, in aumento di quelle allevate a terra.

Per quanto riguarda i bovini da carne l’emergenza sanitaria Covid-19 ha impattato pesantemente sui consumi e sui prezzi. Con il blocco del canale della ristorazione i danni maggiori si sono registrati nel comparto degli allevamenti di razza Piemontese: i bovini sul mercato all’ingrosso hanno ridotto di circa il 40% il prezzo rispetto all’anno precedente.

In difficoltà – fa rilevare Confagricoltura – anche il mercato del latte bovino: anche in questo caso l’emergenza sanitaria ha fatto diminuire il consumo di latte fresco e i produttori hanno perso circa il 20-25% del prezzo rispetto all’anno scorso.

In crisi anche il mercato dei suini: oggi gli allevatori producono ben sotto i costi di produzione. Scarsa la produzione di miele, a causa del meteo instabile e delle conseguenti fioriture intermittenti nel periodo primaverile.

L’emergenza sanitaria ha acuito le difficoltà del settore primario, già fortemente indebolito. Le produzioni zootecniche hanno subito un calo generalizzato della domanda, in particolare per quanto riguarda carne suina e bovina e latte fresco, a causa del prolungato lockdown primaverile. Il colpo – spiegano i dirigenti di Confagricoltura Piemonte – è stato accusato pesantemente anche dal comparto vitivinicolo, che oggi fa registrare giacenze in cantina superiori al livello fisiologico e guarda con preoccupazione ai prossimi mesi, periodo tradizionale di feste che quest’anno si terranno sicuramente in forma limitata.

In questo contesto – rileva Confagricoltura – diventa indispensabile favorire la competitività delle imprese, consolidare le strutture aziendali, non trascurare gli investimenti in innovazione e sviluppo, assicurare una promozione coordinata del nostro agroalimentare in Italia e all’estero.

Per Confagricoltura la Regione e il Governo nazionale dovranno impegnarsi su questo su questi obiettivi, per dar modo alle imprese di poter ripartire con fiducia non appena le condizioni lo permetteranno. In questa situazione diventa perciò indispensabile sfruttare tutte le risorse a disposizione, a partire da quelle del programma di sviluppo rurale che continua a manifestare forti deficit per quanto riguarda la capacità di spesa: la chiusura del periodo di programmazione è fissata al 31 dicembre e anche se sarà possibile effettuare successivamente i pagamenti già impegnati, al 30 settembre erano stati erogati soltanto il 55% dei fondi a disposizione per il periodo 2014-2020. Confagricoltura Piemonte ha già manifestato alla Regione le preoccupazioni degli imprenditori agricoli, chiedendo di accelerare la conclusione delle istruttorie avviate e la liquidazione dei contributi alle aziende.

Per quanto riguarda la prossima programmazione Confagricoltura ha avanzato alla Regione una serie di proposte, che puntano al rafforzamento delle imprese e al sostegno a progetti immediatamente cantierabili, che per fortuna ci sono.

Per l’organizzazione degli imprenditori agricoli è necessario uno sforzo comune, nel quale deve prevalere il senso di responsabilità per far ripartire, proprio con l’agroalimentare, la nostra economia in modo da far crescere l’occupazione e assicurare una giusta remunerazione per gli agricoltori che operano sul territorio.

Confagricoltura rivolge inoltre un appello alle istituzioni per la difesa e la salvaguardia del territorio, evidenziando due emergenze.

La prima: sono sempre più gravi i danni provocati dai selvatici, cinghiali in particolare, alle coltivazioni agricole: la proliferazione eccessiva di questa specie va contenuta in ogni modo.

Infine l’ultima alluvione di inizio ottobre ha purtroppo confermato che il clima sta cambiando e che è necessario fronteggiare questa emergenza con un impegno concreto: bisogna assicurare un’adeguata manutenzione a fiumi e torrenti, favorire il ripristino delle reti irrigue minori, investire per la creazione di invasi. Per Confagricoltura è tempo di superare i blocchi ideologici che paralizzano gli interventi sul sistema idrogeologico per favorire una vera tutela dell’ambiente naturale e delle attività agricole che sono il vero presidio del territorio.

Politica agricola comune, in arrivo i pagamenti alle aziende

Oltre 23.800 aziende agricole piemontesi stanno ricevendo i contributi da Arpea

 L’Assessorato all’Agricoltura della Regione Piemonte ha erogato complessivamente 113 milioni di euro di anticipi dei pagamenti della Pac, Politica agricola comune, previsti da Bruxelles per superare la crisi Covid 19.

Arpea, l’Agenzia regionale piemontese per le erogazioni in agricoltura, ha liquidato a fine ottobre gli anticipi sino al 70% che fanno riferimento alle domande presentate nel 2020, erogando contributi a oltre 23.800 le aziende agricole piemontesi.

“Con il via libera da Bruxelles, la Regione Piemonte ha provveduto subito a liquidare gli anticipi ai pagamenti Pac – sottolinea l ‘Assessore regionale all’Agricoltura e cibo, Marco Protopapa – per dare immediata liquidità alle nostre aziende agricole piemontesi, proprio in questi giorni in cui anche il comparto risulta nuovamente danneggiato dalle conseguenze della seconda ondata di Covid-19 ”.

DECRETI ANTICIPO COMUNITARIO DU 2020 – DATO AGGREGATO PER PROVINCE

provincia

conteggio

beneficiari

importo lordo

ALESSANDRIA

3489

16.453.677

ASTI

2733

7.265.779

BIELLA

453

2.100.794

CUNEO

9576

30.245.582

NOVARA

943

13.429.694

TORINO

5321

22.271.907

VCO

64

110.920

VERCELLI

1166

20.431.032

FUORI REGIONE (sede legale fuori Piemonte)

77

769.815

TOTALE

23.822

113.079.200

L’appello di Confagricoltura: “Consumate italiano”

“Acquistate i prodotti agroalimentari italiani”. E’ l’appello rivolto ai consumatori dal presidente di Confagricoltura Alessandria, Luca Brondelli, alla vigilia delle nuove misure restrittive all’esame del governo e delle Regioni per fermare la diffusione dei contagi da Covid-19.

Un analogo invito è stato rivolto nei giorni scorsi dalla federazione dei produttori agricoli francesi FNSEA ai cittadini d’Oltralpe, per sostenere il settore agroalimentare nazionale in questo periodo di lockdown.
“Chiediamo anche noi un patriottismo alimentare per sostenere la filiera italiana, puntando sulla qualità. Da parte nostra, continueremo a lavorare per garantire i rifornimenti. Le imprese agricole non si fermano. La stretta sull’attività del canale Ho.Re.Ca. nel nostro Paese e a livello europeo inciderà anche sul giro d’affari dell’agricoltura e dell’industria di trasformazione – sottolinea Brondelli – In Italia, i consumi alimentari extradomestici ammontano a circa 80 miliardi di euro l’anno e nuove restrizioni sono già state decise in Francia, Germania e Regno Unito, vale a dire i principali mercati di sbocco per il Made in Italy agroalimentare”.
“Durante la prima ondata della pandemia – aggiunge il Presidente di Confagricoltura Alessandria – alcuni settori hanno sofferto più di altri per la chiusura di bar e ristoranti non compensata dall’aumento dei consumi domestici. E’ il caso di vini, ortofrutta di quarta gamma, salumi e carni bovine”.
“L’appello a privilegiare l’acquisto di prodotti italiani – prosegue Brondelli – è rivolto anche ai centri di acquisto per la ristorazione collettiva (ad esempio ospedali e caserme)”.
Alla grande distribuzione chiediamo di organizzare l’esposizione dei prodotti alimentari in modo da rendere più visibile il Made in Italy e agevolare così le scelte dei consumatori. Abbiamo di fronte mesi particolarmente difficili”.
“Il sostegno pubblico adeguato in termini di risorse finanziarie e rapido nell’erogazione risulta fondamentale, ma alcuni comportamenti degli attori economici possono contribuire ad attenuare le conseguenze della crisi e ad allentare le tensioni” conclude Brondelli.