Miele e fiori protagonisti a Moncalieri

Sabato 11 e domenica 12 aprile prossimi Moncalieri ospiterà la terza edizione di Florì, la mostra mercato delle eccellenze florovivaistiche del territorio, nella centralissima piazza Vittorio Emanuele II , e la seconda edizione  di Miel’è,  il Salone del Miele del Piemonte, all’interno dell’elegante Collegio Carlo Alberto.

La primavera prende casa a Moncalieri in un weekend ricco di profumi, di colori e sapori della natura.  Florì e Miel’è sono due iniziative nate dalla collaborazione  tra il Comune di Moncalieri e Orticola del Piemonte, che si svolgeranno in contemporanea per offrire ai partecipanti una due giorni dedicata alla bellezza, al relax, ma anche all’approfondimento e alla cultura green. Per quest’anno molto importante il contributo di Slow Food, che prenderà parte in modo attivo ad entrambe le manifestazioni con i propri produttori.

Giunta alla sua terza edizione, la mostra-mercato  a ingresso libero Florì ( con apertura dalle 9.30 alle 19 entrambi i giorni) porterà nella centralissima piazza Vittorio Emanuele II le eccellenze florovivaistiche, agroalimentari, ma anche sociali del territorio di Moncalieri, da sempre ricco di tradizione nel settore.
Saranno circa venti gli espositori tra florovivaisti, artigiani e produttori agricoli a km. zero che, attraverso  le loro proposte naturali, faranno scoprire o riscoprire le numerose realtà locali impegnate quotidianamente sul territorio, un patrimonio importante che merita di essere promosso e valorizzato.
Girando tra i banchi in piazza Vittorio Emanuele II, gli amanti dei fiori e delle piante e anche i semplici curiosi, potranno ammirare e acquistare piante ornamentali da interno e piante fiorite da giardino, orchidee e begonie, aromatiche e piante da orto, ma anche collezioni  di rose e alstroemerie, cactus e succanchee.
Oltre all’esposizione e vendita, i vivaisti saranno disponibili per fornire preziosi consigli su tecniche di coltivazione, metodi di giardinaggio fai da te e segreti per prendersi cura del verde, coinvolgendo appassionati e neofiti.
Non ci saranno solo piante e fiori, ma anche proposte agroalimentari come nocciole, confetture, spezie, biscotti, crostate a base di fiori e birra.

La natura sarà  grande protagonista anche presso il Real Collegio Carlo Alberto di Moncalieri, gioiello architettonico dell’Ottocento che, nelle sue auliche sale, ospiterà la seconda edizione di Miel’è, aperto dalle 10 alle 18 entrambi i giorni, il primo Salone del miele del  Piemonte che torna nella cittadina piemontese dopo il grande successo di pubblico registrato lo scorso anno.
Un vero e proprio tuffo nel mondo del miele, prodotto naturale al 100 per 100, che sarà  possibile conoscere grazie alla presenza dei migliori produttori del territorio piemontese, attraverso degustazioni guidate, abbinamenti gastronomici e laboratori di approfondimento.
Miel’è vuole essere innanzitutto una mostra- mercato con esposizione e vendita grazie alla presenza di una trentina di produttori di miele che metteranno in mostra le proprie delizie, dal rinomato miele di castagno al delicato miele di acacia,  fino al MIllefiori  delle Valli Alpine e a moltissime altre varietà,  tutte da assaporare.
Il miele sarà il protagonista di saporiti e sorprendenti abbinamenti , in collaborazione con produttori artigiani di altre tipicità locali. Potrà essere degustato in abbinamento al lardo  e ai formaggi, al pane e al burro e alle tonistine ma sarà  anche un goloso ingrediente per caramelle e  yogurt fino al gelato.

Non mancherà poi la sezione culturale per scoprire gli infiniti mondi che esistono dietro a un prodotto così genuino e solo all’apparenza semplice come il miele. Gli esperti guideranno il pubblico attraverso vari approfondimenti, da quello puramente gastronomico a quello della salute, da quello più scientifico con l’Agenzia delle Dogane  fino ai curiosi aspetti psicologici grazie alla presenza dello psicologo delle api.
Il biglietto a Miel’è, al costo di 12 euro, permette di visitare la mostra mercato e garantisce la possibilità di assaporare sei diversi sostanziosi assaggi di miele abbinato ad altri prodotti del territorio, oltre a una bevanda.

Mara Martellotta

È possibile avere maggiori informazioni sulle due manifestazioni visitando il sito web www.orticolapiemonte.it  e www.visitmoncalieri.it

Mal di schiena a Torino: quando il dolore non va sottovalutato

Informazione promozionale 

Sempre più diffuso e spesso trascurato, il mal di schiena richiede un approccio corretto e personalizzato per essere risolto davvero

Il problema: un disturbo comune, ma non banale
Il mal di schiena è tra le problematiche più diffuse, ma anche tra le più sottovalutate. Colpisce persone di tutte le età e, nella maggior parte dei casi, viene affrontato con rimedi improvvisati o soluzioni generiche.
Eppure, l’esperienza clinica dimostra una realtà chiara: non tutti i mal di schiena sono uguali. Ed è proprio questo l’errore più frequente: trattare ogni dolore allo stesso modo.
Nel nostro centro di Fisioterapia a Torino, con un Team di oltre 25 professionisti, affrontiamo quotidianamente casi di dolore lombare, con caratteristiche molto diverse tra loro, che richiedono valutazioni e trattamenti specifici.

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I segnali da non ignorare
Ci sono situazioni in cui il dolore merita attenzione immediata:
● persiste oltre 7-10 giorni
● si irradia verso gluteo o gamba
● limita i movimenti quotidiani
● è accompagnato da rigidità importante
● tende a peggiorare nel tempo
In questi casi, aspettare può trasformare un problema risolvibile in una condizione cronica.
Capire la causa fa la differenza
Il mal di schiena non è una diagnosi, ma un sintomo. Può derivare da:
● disfunzioni articolari
● tensioni muscolari e fasciali
● sovraccarichi funzionali
● alterazioni del movimento
● esiti di traumi o interventi
Per questo motivo, una valutazione mirata è fondamentale per individuare l’origine reale del problema.
L’esperienza su pazienti trattati quotidianamente tra Torino, Collegno, Grugliasco e Rivoli conferma quanto sia importante distinguere correttamente la causa per ottenere risultati duraturi

Gli errori più comuni
Molti pazienti arrivano dopo aver già tentato soluzioni inefficaci:
● riposo assoluto prolungato
● uso di farmaci senza una diagnosi
● esercizi generici trovati online
● sottovalutazione del dolore

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Il risultato? Spesso un peggioramento o una cronicizzazione.
Un approccio personalizzato: la chiave per risolvere
Ogni percorso efficace parte da una valutazione specifica e si sviluppa attraverso:
● terapia manuale
● esercizi personalizzati
● rieducazione del movimento
Un approccio mirato consente non solo di ridurre il dolore, ma di risolvere la causa alla base.
Nel nostro centro, il lavoro in Team permette di confrontare competenze diverse e gestore anche i casi più complessi in modo strutturato e personalizzato.
Quando rivolgersi a uno specialista

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Intervenire precocemente significa:
● recuperare più velocemente
● evitare recidive
● migliorare la qualità della vita
In presenza di sintomi persistenti, affidarsi a professionisti qualificati è il passo più efficace.

Mal di schiena? Non aspettare che diventi cronico
Se il dolore persiste o limita le tue attività quotidiane, è il momento di capire davvero da cosa dipende.
● Prenota una valutazione fisioterapica personalizzata
● Scopri le cause del tuo dolore
● Inizia un percorso mirato per tornare al benessere

APPROFONDISCI LA VALUTAZIONE DEL MAL DI SCHIENA A TORINO
mal di schiena a Torino

www.equilibrium-mole.eu

Mal di schiena a Torino?

Sede centrale in via Sant’ Ottavio 21 Torino,
Via Giovanni Servais 92, int. 149, Torino (confine con Collegno)
Via Motrassino 9/C, 10078 Venaria Reale
Tel 01119210766
Orari
Lun – Ven: 8.00 – 20.00
Sabato: 9.00 – 13.00

Tony Ferrara, oltre il lavoro il gusto della vita

Tra numeri e sapori, la misura di un uomo

Ci sono uomini che costruiscono aziende, grandi aziende…E poi ci sono uomini che, senza smettere di farlo, costruiscono anche bellezza.

Stiamo parlando di Tony Ferrara, imprenditore torinese della Schelling (metalli).

La sua storia nasce da lontano, da una famiglia umile, dove il valore delle cose non si misurava nel possesso ma nella dedizione. Nulla gli è stato regalato, se non quell’educazione silenziosa, fatta di rispetto, sacrificio e osservazione.

Da lì è così partito il suo percorso: determinato, concreto, capace di trasformarlo in uno dei nomi che a Torino si pronunciano con una certa naturalezza, quasi come se fosse stato sempre lì, tra i “miti” discreti della città ma senza mai atteggiarsi a tale.

Perché la sua cifra è proprio questa : l’assenza di ostentazione.

Tony Ferrara non ha bisogno di dimostrare, non cerca il riflettore su ciò che fa ed è forse proprio questo che lo rende credibile.

Eppure, accanto al grande imprenditore, vive un’altra identità. Più intima, più delicata, più libera. Quella dello “Chef” per passione.

Non è un gioco né un passatempo superficiale per lui . E’ una ricerca. Una dedizione che lo ha portato a conoscere la cucina Italiana in profondità, nei suoi segreti più autentici, nella sua cultura più appropriata e quindi nei gesti tramandati e nei dettagli che fanno la differenza tra il cucinare e il creare.

In questo percorso ha avuto accanto fin da subito uno sguardo importante, quello di Bob Noto, maestro del gusto e della curiosità gastronomica, uno dei più grandi gourmet e collezionisti gastronomici italiano, conosciuto a livello internazionale per la sua ricerca ossessiva della qualità.

Ha creato una delle più importanti collezioni al mondo di menu e documenti legati alla ristorazione, con migliaia di pezzi storici provenienti da ristoranti iconici. Questa raccolta è considerata un vero e proprio patrimonio culturale della gastronomia, perché racconta l’evoluzione del gusto nel tempo.

Non era uno chef, ma un “custode del gusto”: frequentava i migliori ristoranti del mondo e aveva una cultura gastronomica vastissima, diventando un punto di riferimento per chef e appassionati.

Ed è proprio Bob Noto che ha riconosciuto in Tony Ferrara non solo talento, ma sensibilità.

E non è un caso che il percorso di Tony si sia intrecciato con quello di Bob. Ad entrambi si accomuna un’anima profonda e un cuore generoso, capaci di riconoscersi in una stessa visione : quella di chi mette al centro il piacere di dare prima ancora di quello del ricevere. Un connubio naturale quindi, fatto di sensibilità e autenticità, lontano da ogni logica di competizione o di puro business, dove il gusto diventa soprattutto un atto di autentica condivisione.

Ed è così, tra una riunione e una decisione strategica lavorativa ufficiale, che per Tony si apre un altro mondo. Un mondo fatto di profumi, tempi lenti, armonie, sapori, ricerca raffinatissima della materia prima, dalla quale lui ne estrae il suo principio , semplice ma assoluto, segreto assolutamente fondamentale capace di far la differenza.

Perché è li che per lui nasce tutto. Non solo quindi nei virtuosismi, non solo nelle tecniche, ma nella qualità autentica di ciò che si sceglie.

Rispettare quindi l’origine (come racconta Tony Ferrara) , esaltarla senza tradirla, lasciando che sia la semplicità, quando è eccellente, a fare la differenza.

C’è poi l’eleganza del gesto finale. Quella capacità di comporre il piatto come fosse una tela, dove ogni elemento trova il suo posto con armonia e misura. Non è solo cucina quindi, è uno sguardo estetico quello di Tony, che fa si che gli ingredienti diventino colori capaci di trasformare equilibrio, affinché il piatto diventi, prima ancora di essere mangiato, un piccolo quadro da contemplare.

Inoltre, dice Tony Ferrara, c’è un ritorno, quasi naturale alla storia della cucina italiana, perché dopo aver inseguito per anni la contemporaneità e le sue stranezze, sta ritrovando una via più autentica, più essenziale e lui lo ha sempre saputo : non servono troppi artifici per stupire, né eccessi per convincere. Basta partire da ciò che conta davvero e quindi dalla base del gusto trasformata con rispetto in meraviglia. Perché la vera eccellenza non ha bisogno di effetti speciali ma solo di verità.

Ai suoi fornelli non si entra per essere semplici spettatori, ma per essere coinvolti. Le cene tra amici , i corsi di cucina nel contesto raffinato ma informale del golf club “I Roveri” alla Mandria, diventano momenti in cui accade qualcosa di più del semplice “mangiare bene”.

Si crea un’atmosfera, si accende una curiosità, si trasmette una cultura….perchè lui non cucina per stupire ma per condividere. E nella condivisione c’è un gesto raro : il dono.

Molto spesso a questa dimensione si unisce un’altra passione, quella per la musica. E allora tutto si completa. Il ritmo entra nei piatti, le note accompagnano i sapori e le serate diventano un’esperienza che coinvolge i sensi….e in modo quasi impercettibile anche qualcosa di più profondo.

Ed è qui che si comprende il vero valore delle passioni. Non come lusso accessorio, ma come necessità dell’anima.

Le passioni non sono un’evasione dal lavoro, ma sono ciò che lo rende umano. Sono il punto in cui l’efficenza lascia spazio alla verità, dove il fare si trasforma in sentire.

Chi ha la fortuna di incontrare persone così dovrebbe fermarsi un attimo osservando e imparando.

Perché in un tempo in cui tutto corre e tutto si misura, esistono ancora individui come Tony Ferrara capaci di fermarsi per creare bellezza, senza un tornaconto, senza una strategia…ma solo per il piacere di farlo e di regalarlo.

Forse è proprio questo che rende indimenticabili personaggi così. Non per ciò che fanno per sé ma per ciò che accade agli altri grazie a loro.

E poi accade qualcosa che sorprende ogni volta. A quelle tavole, tra amici o in qualche serata nel suo Club, gli sguardi cambiano, si fanno attenti, quasi increduli. I piatti arrivano e parlano da soli : equilibrio, grande tecnica, eleganza, anima. E in quell’istante ci si dimentica di tutto il resto. Non si vede più quindi l’imprenditore, si vede uno chef. Uno di quelli veri.

E allora nasce lo stupore e ci si chiede : possibile che tutto questo non sia il suo mestiere ? Possibile che tanta maestria, tanta sensibilità, tanta precisione appartengano a qualcuno che, nella vita, fa altro ?

Quindi, proprio grazie a tutto questo che nasce la grande differenza. Nel fatto che ciò che per molti è professione, per lui è verità. E forse il segreto è tutto qui….quando la passione è autentica, supera il ruolo, supera il titolo, supera persino le definizioni e diventa semplicemente “grandezza”.

Monica Di Maria di Alleri Chiusano

Fiamme su palazzo Atc a Mirafiori Sud: evacuati i residenti

La facciata del palazzo prende fuoco in piena notte e viene evacuato tutto l’edificio. L’allarme è scattato alle 4 del mattino in uno stabile di proprietà pubblica e gestito da Atc in via Artom 81, all’incrocio con via Garrone, a Mirafiori Sud. Lo stabile è stato sgomberato e, per fortuna, non si registrano feriti. Sul posto sono accorse sei squadre dei vigili del fuoco dai distaccamenti cittadini: in circa tre ore hanno domato le fiamme e messo in sicurezza la zona. I danni all’edificio sono ingenti e stando ad una prima stima ammontano a 100mila euro. Dalle prime indagini, il rogo avrebbe un’origine quasi certamente dolosa e una persona è già stata identificata dai carabinieri. Sulla facciata era stato installato da poco un cappotto termico esterno.

Nella mattina è giunto sul posto anche il presidente di Atc Piemonte centrale, Maurizio Pedrini, accompagnato dai tecnici dell’agenzia per le operazioni di messa in sicurezza. Al momento non si segnalano danni agli alloggi interni. Presenti anche i tecnici comunali.

VI.G

Swinging Mind: il cervello musicale tra performance, apprendimento e benessere

14 aprile, nella sala del Conservatorio “Verdi” di Torino

Abbracciando l’universo della mente in ogni sua dimensione, la musica esercita da sempre un fascino profondo nei confronti delle neuroscienze: basti pensare al continuo dialogo tra percezione e azione durante la performance musicale, ai processi di neuroplasticità che sostengono l’apprendimento e il consolidamento dell’expertise, o ai meccanismi di risonanza sensori-motoria che permettono una coordinazione efficace all’interno di un ensemble.

Il presente seminario si propone di esplorare i principali substrati neurofisiologici della percezione e dell’esecuzione musicale, ponendo particolare attenzione ai meccanismi di integrazione sensorimotoria, alla memoria e al linguaggio. Comprendere come il cervello organizza, predice e controlla l’esperienza musicale rappresenta un passaggio fondamentale non solo per affinare la qualità della performance, ma anche per promuovere il benessere psicofisico del musicista.

Attraverso la scoperta delle basi neurali dell’esperienza musicale, i partecipanti saranno accompagnati verso una pratica musicale più consapevole, sana e integrata, ampliando al contempo i propri orizzonti espressivi e artistici.

“Ti racconto una storia”, Edoardo Leo ritorna al teatro Colosseo

Ritorna al teatro Colosseo Edoardo Leo, con uno spettacolo che ne restituisce la cifra più riconoscibile, vale a dire la sua capacità di raccontare il presente con leggerezza e profondità, mescolando l’immediatezza dei sentimenti alle parole di grandi autori.

Edoardo Leo, attore, regista e autore amatissimo dal pubblico, negli anni ha costruito un linguaggio personale capace di unire ironia, intelligenza e una forte empatia con chi ascolta. Porta al teatro Colosseo “Ti racconto una storia”, che nasce da oltre vent’anni di appunti, lettere, suggestioni e pensieri raccolti lungo il suo percorso artistico. Si tratta di uno spettacolo vivo e in continua trasformazione, che cambia forma e contenuto a ogni replica, adattandosi allo spazio e all’occasione. All’interno dello spettacolo trovano spazio testi di grandi autori quali Stefano Benni, Italo Calvino, Gabriel Garcia Marquez e Umberto Eco, articoli di giornale, aneddoti personali, scritti di giovani autori contemporanei e testi firmati dallo stesso Leo. A dialogare con le parole, le improvvisazioni musicali dal vivo di Jonis Bascir, che accompagnano e amplificano il racconto.

Lo spettacolo è una produzione di Stefano Francioni Produzioni ed è organizzato da Ventidieci.

Mara Martellotta

Wizz Air rafforza la presenza a Torino: nuova base e sette rotte inedite

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Torino, 9 aprile 2026 – Nuovo importante investimento per il trasporto aereo piemontese: Wizz Air annuncia l’apertura di una base operativa all’Aeroporto di Torino, la settima in Italia e la quarantesima a livello globale, segnando un ulteriore passo nella strategia di crescita della compagnia nel nostro Paese.

Il piano prevede il posizionamento di due aeromobili di ultima generazione presso lo scalo torinese: il primo entrerà in servizio dal 14 settembre 2026, mentre il secondo sarà operativo a partire dal 25 ottobre. L’iniziativa comporterà un significativo ampliamento dell’offerta, con un incremento complessivo della capacità pari a circa 500 mila posti annui per ciascun velivolo.

L’investimento, sviluppato in sinergia con Torino Airport, porterà benefici concreti anche sul piano occupazionale, con la creazione di 80 nuovi posti di lavoro diretti e circa 700 indiretti nell’indotto.

La scelta di Torino consolida un rapporto già avviato nel 2004 e rafforza il ruolo strategico dello scalo nel network della compagnia. Nel corso degli anni, Wizz Air ha trasportato da e per il capoluogo piemontese oltre 3 milioni di passeggeri. Solo nel 2025 sono stati effettuati più di 2.100 voli, per un totale di oltre 450 mila viaggiatori, collegando Torino con numerose destinazioni italiane ed europee.

Grazie alla nuova base, l’offerta si arricchirà ulteriormente con sette nuove rotte, sia nazionali sia internazionali, con particolare attenzione al mercato spagnolo e ai principali hub italiani. Tra le novità più rilevanti spicca il collegamento con Bilbao, mai servito in precedenza dallo scalo torinese.

Sul fronte domestico, aumenteranno sensibilmente le frequenze verso Roma Fiumicino, con fino a 11 voli settimanali dal 14 settembre. Sempre in Italia, dal 1° dicembre partiranno i collegamenti giornalieri per Napoli, mentre la tratta per Palermo – già attiva dal 4 maggio 2026 – sarà potenziata fino a due voli al giorno a partire da metà settembre.

Per quanto riguarda le destinazioni internazionali, saranno attivati nuovi collegamenti verso Barcellona (giornaliero), Bilbao (tre volte a settimana), Valencia (quattro frequenze settimanali), Madrid (quattro voli settimanali dal 25 ottobre) e Malaga (tre voli a settimana dal 26 ottobre). I biglietti sono già disponibili con tariffe a partire da 24,99 euro.

Nel complesso, nel 2026 Wizz Air opererà da Torino 16 rotte verso 8 Paesi, mettendo a disposizione circa 1,3 milioni di posti. Un’offerta sostenuta da una flotta di Airbus A321neo, tra i modelli più efficienti e sostenibili della categoria.

“Con l’apertura della nostra nuova base all’Aeroporto di Torino compiamo un passo strategico di grande rilevanza per lo sviluppo del nostro network. E diamo un contributo importante per il rafforzamento della connettività del Nord Italia,” ha dichiarato Andras Szabo, Network Officer di Wizz Air, durante la presentazione dei piani della compagnia all’aeroporto di Torino. “L’arrivo di due nuovi aeromobili basati nel capoluogo piemontese rappresenta molto più di un semplice potenziamento operativo: è un investimento concreto nel territorio, capace non solo di generare valore economico e occupazionale ma anche di contribuire in modo significativo a rendere Torino e il Piemonte sempre più accessibili, dinamici e competitivi nel panorama europeo. Crediamo così tanto nel potenziale di Torino, città di innovazione, cultura e industria, da più che raddoppiare quest’anno i posti a disposizione per i viaggiatori da e per la città. Il nostro obiettivo è chiaro: avvicinare il Nord Ovest del paese all’Europa da un lato e rendere l’Italia sempre più interconnessa da Nord a Sud con voli a prezzi accessibili e ultra-competitivi. Let’s WIZZ, Torino!”

Soddisfazione anche da parte della gestione aeroportuale:
“Siamo estremamente soddisfatti dell’investimento che Wizz Air ha scelto di effettuare su Torino e delle prospettive di sviluppo che ne deriveranno per lo scalo e per il territorio. L’apertura della base, con due aeromobili e il lancio di nuove rotte nazionali e internazionali, rappresenta un passaggio strategico che rafforza la connettività del Piemonte, sostiene i flussi turistici e di business e genera importanti ricadute occupazionali. È un’ulteriore conferma dell’attrattività dell’Aeroporto di Torino e della solidità del percorso di crescita che stiamo portando avanti con l’obiettivo di garantire competitività e nuove opportunità di sviluppo per l’intero sistema territoriale. Per festeggiare, per tutti i passeggeri offriamo uno sconto del 50% sui nostri parcheggi Multipiano coperto e 5° Piano scoperto per acquisti effettuati oggi e domani per soste dal 14 settembre al 3 dicembre 2026” ha dichiarato Andrea Andorno, Amministratore Delegato di Torino Airport.

L’operazione si inserisce in un quadro di crescita costante per la compagnia: nel 2025 Wizz Air ha trasportato oltre 21 milioni di passeggeri in Italia, con un incremento dell’8% rispetto all’anno precedente e un indice di affidabilità del 99,6%. Con 40 aeromobili basati nel Paese e una quota di mercato dell’11%, il vettore punta a raggiungere i 27 milioni di posti offerti nel 2026, consolidando ulteriormente la propria presenza.

Vino tra dazi e nuovi consumi, il Piemonte si rilancia a Vinitaly

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Il Piemonte sarà protagonista alla 58ª edizione di Vinitaly, in programma dal 12 al 15 aprile 2026 a Veronafiere. La Regione si presenterà con un ampio spazio espositivo di 700 metri quadrati nel Padiglione 10, allestito dalla Direzione Agricoltura. L’area comprenderà un auditorium centrale per eventi e presentazioni, una lounge dedicata a degustazioni e momenti conviviali, oltre agli stand di 108 aziende e ai corner di quattro Consorzi di Tutela: Gavi, Barbera, Asti e Brachetto. Per tutta la durata della manifestazione sarà inoltre esposto il trofeo delle ATP Finals, che torneranno a Torino dal 15 al 26 novembre 2026 per la sesta edizione consecutiva.

L’inaugurazione ufficiale dello Spazio Piemonte, sotto il brand “Piemonte Is – Eccellenza Piemonte”, si terrà domenica 12 aprile alle 16.30 alla presenza del ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida e dell’assessore regionale Paolo Bongioanni. Attesa anche la visita del commissario europeo all’Agricoltura Christophe Hansen.

Il presidente della Regione Alberto Cirio e l’assessore Bongioanni sottolineano come la partecipazione al Vinitaly avvenga in un contesto complesso per il settore vitivinicolo: tra l’aumento dei costi di produzione legato alle tensioni internazionali, i cambiamenti dei mercati influenzati da dazi e dinamiche geopolitiche, e la contrazione dei consumi, soprattutto tra i più giovani. In questo scenario, la Regione intende sostenere le imprese su quattro direttrici principali: ricerca, innovazione, promozione e apertura a nuovi mercati, puntando anche sull’integrazione tra vino, turismo, sport e grandi eventi.

Proprio in questa direzione va la nascita dell’Osservatorio sul Mercato Vitivinicolo, coordinato dalla Fondazione Agrion, il cui protocollo sarà firmato durante l’inaugurazione. Lo strumento raccoglierà ed elaborerà dati provenienti da centri studi e osservatori per offrire ai produttori indicazioni concrete sui mercati esteri, aiutandoli a orientare le strategie in base alla domanda, al potere d’acquisto e alle condizioni economiche delle diverse aree.

Sempre sul fronte della ricerca, il Piemonte guiderà il progetto “La ricerca italiana per la vitivinicoltura fa rete”, che coinvolge 11 centri regionali per sviluppare soluzioni innovative. Il protocollo sarà presentato lunedì 13 aprile presso lo stand del Ministero.

Tra gli appuntamenti in programma, domenica 12 aprile alle 16 in Sala Fiera sarà consegnato il Premio Angelo Betti a Giovanni Negro, dell’azienda Angelo Negro di Monteu Roero, riconosciuto per l’impegno nella valorizzazione dei vitigni autoctoni e nella sostenibilità.

Spazio anche a momenti più informali: domenica 12 e lunedì 13, dalle 18 alle 20, la lounge ospiterà dj set e degustazioni dei vini Doc e Docg piemontesi, promuovendo un consumo consapevole.

Lunedì 13 aprile sarà una giornata chiave: alle 15.45, nell’Auditorium, avverrà il passaggio di testimone tra Alta Langa, vino dell’anno 2025, e Asti Docg, protagonista del 2026, presentato anche nella nuova versione rosé. In serata, verrà lanciato un nuovo cocktail a base di Asti Docg e Vermouth di Torino Igp, il cui nome sarà scelto tramite un contest online.

Vinitaly rappresenterà inoltre un’importante occasione per operatori e visitatori di scoprire l’intera offerta agroalimentare piemontese, grazie alla presenza dei Consorzi, dei Distretti del Cibo e delle Atl, che promuoveranno itinerari turistici capaci di unire enogastronomia, cultura e territorio.

Infine, all’esterno del padiglione, tornerà il Ristorante Piemonte, gestito dal consorzio Piemonte Land of Wine e curato dallo chef Davide Palluda, che proporrà ogni giorno menu dedicati alle eccellenze regionali.

A Torino, una “Scuola Popolare di Salute Mentale”

Ad ospitarla saranno gli spazi “rigenerati” dello storico Circolo Arci “Anatra Zoppa” di Barriera di Milano

Sabato 11 e domenica 12 aprile

Promossa dal “Tavolo Salute Mentale” di “Arci Torino” e finanziata dalla “Città di Torino”, sarà gratuita e aperta a tutti, a sottolineare la “natura democratica” di un Progetto teso a rendere la “cura” un “diritto” accessibile e universale. Idea, come suol dirsi, “nata dal basso”, quella della “Scuola Popolare di Salute Mentale”, aperta (in un quartiere, come ben si sa, gravato da mille difficoltà e spesso ai più “spiacevoli” onori della Cronaca cittadina), all’interno del “rigenerato”, storico Circolo Arci “Anatra Zoppa” della “Barriera di Milano”.

Idea “nata dal basso” si diceva. “Il programma è infatti il risultato – dicono i responsabili – di un percorso collettivo durato mesi, che ha visto la partecipazione di oltre 100 persone: professionisti della salute mentale, ovvero psicologi, psichiatri ed educatori, e persone che vivono o hanno vissuto una condizione di sofferenza psichica. Il termine corretto per definirle – ancora poco adottato in Italia tanto che, cercandolo, si trovano pochissime referenze online – è ‘persone esperte per esperienza’: una definizione che non stigmatizza, ma include coloro che hanno conosciuto la sofferenza non perché l’hanno studiata, ma perché l’hanno incontrata, ricorrendo – o meno – a servizi psichiatrici”. Del gruppo hanno fatto parte anche famigliari, Comunità, Associazioni cittadine: tutti insieme hanno unito bisogni e desideri per dare vita a questo nuovo “spazio democratico e popolare” di discorso sulla “salute mentale”, dando forma e voce ad una Scuola intesa quale spazio “dove saperi accademici e saperi di vita potranno incontrarsi senza dover rispondere a gerarchie predefinite”. Idea di base “decostruire la narrativa negativa sulla salute mentale a partire dalla convinzione che la salute mentale sia una ‘questione politica e sociale’ e ‘non solo medica’”.

Attraverso tre plenarie e numerosi sottogruppi di lavoro, sono stati co-progettati i “temi” proposti dalla Scuola, trasformando i bisogni individuali e collettivi in una “proposta formativa” che prenderà vita, per questa prima edizione, sabato 11 e domenica 12 aprile.

L’avvio della “Scuola”, al di là della sua evidente importanza sul piano socio-culturale e sanitario, segna anche un momento simbolico per il quartiere “Barriera di Milano”: la “riapertura ufficiale” delle porte, al civico 5 di via Courmayeur, del “Circolo Arci Anatra Zoppa”, nato negli anni ’70 come Scuola Elementare e, dal 1987, sede fra le principali dell’“Arci Torino”, costretta a chiudere nel 2020, dopo la pandemia, per importanti e inderogabili lavori di ristrutturazione. Lavori giunti oggi finalmente a conclusione, con nuovi spazi e soprattutto nuove (e tante idee) da mettere in pratica nel corso del tempo. La prima, per l’appunto, l’apertura della nuova “Scuola Popolare di Salute Mentale”.

Le attività coinvolgeranno anche piazza Crispi e l’Associazione “Estemporanea”, offrendo approcci diversi, dal “gioco di ruolo urbano” alla “musica Gnawa”, rituali di cura tradizionale del Marocco, patrimonio “Unesco”.

Per ulteriori info e per il programma dettagliato delle due giornate di sabato 11 e domenica 12 aprile: “Circolo Anatra Zoppa”, via Courmayeur 5, Torino; tel. 333/9643834 o salute.mentale@arcitorino.it

g.m.

Nelle foto: ultimi lavori di ristrutturazione all’interno del “nuovo” Circolo e uno fra i molti incontri tenuti per definire il programma scolastico

Hiroshima Mon Amour, la settimana dei riti live: Marlene Kuntz e Venerus

 

A Torino ci sono luoghi che non si limitano a ospitare concerti: li trasformano in esperienze, li accendono, li restituiscono alla città come piccoli riti contemporanei. Tra questi, lHiroshima Mon Amour resta un epicentro emotivo prima ancora che musicale. Un palco che ha visto passare generazioni, linguaggi, trasformazioni. E che questa settimana torna a vibrare con due appuntamenti che parlano a pubblici diversi ma con la stessa intensità.

Mercoledì 8 aprile e giovedì 9 aprile all’Hiroshima Mon Amour, non sarà semplicemente un concerto. Sarà una sorta di convocazione collettiva, un ritorno alle origini per chi c’era e una scoperta per chi arriva adesso. I Marlene Kuntz portano in scena Il Vile, album culto che ha segnato una linea netta nella musica italiana degli anni ’90. Dopo il successo del tour celebrativo dei trent’anni del loro esordio, la band torna a immergersi in uno dei dischi più ruvidi, viscerali e necessari della propria discografia. Non nostalgia, ma materia viva: suoni che graffiano ancora, parole che non hanno perso peso.Il live si annuncia come un rituale sonoro, una liturgia laica in cui il pubblico diventa parte integrante del racconto. L’Hiroshima, con la sua anima ruvida e autentica, è il luogo perfetto per questo tipo di collisione emotiva. Ore 22.00. Ingresso 32 € (biglietti disponibili su Vivaticket – seconda data già sold out)

Venerdì 10 aprile cambia il respiro, ma non l’intensità. Venerus arriva a Torino con il suo Speriamo – Il Tour 2026, portando sul palco un universo sonoro stratificato, liquido, in continua mutazione. Il concerto, ospitato al Teatro Concordia, si preannuncia come un’esperienza immersiva più che una semplice esibizione: un flusso emotivo che attraversa le canzoni dell’ultimo album Speriamo e i brani che hanno definito il suo percorso artistico.Sul palco, le tracce si dilatano, si trasformano, respirano. Non esistono versioni definitive, ma continue riscritture. E quel “speriamo” che dà il titolo al tour diventa quasi un codice condiviso con il pubblico: fragile, necessario, profondamente contemporaneo. Ore 21.00. Ingresso 32 €.

Due serate, due linguaggi, due modi diversi di abitare la musica dal vivo. Da una parte la tensione elettrica e carnale dei Marlene Kuntz, dall’altra la dimensione fluida e visionaria di Venerus. Nel mezzo, Torino. E luoghi come l’Hiroshima Mon Amour, che continuano a essere non solo spazi, ma crocevia di storie, suoni e identità.

Valeria Rombolà