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Dirottamento aereo da Caselle, lacrime di coccodrillo della politica

I commenti di Fassino, Chiamparino, Pichetto, Dardanello

 

caselle

Dopo la decisione di Alitalia di sopprimere tutti i voli da Caselle, tranne quelli per Roma e Tirana, pubblichiamo – a babbo morto e senza commenti – le dichiarazioni dei politici torinesi, pubblicate sul sito Ansa Piemonte.

 

PIERO FASSINO, sindaco di Torino: ” è una scelta strategica dell’azienda che affronteremo prendendo tutte le iniziative possibili per mantenere queste rotte. Con Alitalia o con altri vettori. Ho sottoposto la questione al presidente del Consiglio e al ministro Lupi e sono già in programma diversi incontri con tutti i soggetti coinvolti”

 

SERGIO CHIAMPARINO, presidente della Regione: “La lettera arrivata da Sagat è preoccupante, ci coordineremo con gli altri destinatari per decidere insieme le azioni comuni nei confronti del Governo per cercare di limitare l’inconcepibile perdita della quasi totalità dei collegamenti nazionali dell’aeroporto. Cade a proposito anche la riunione convocata con tutti i parlamentari piemontesi, un’occasione importante di mobilitazione di tutto il territorio su questo e altri temi per noi importanti. Faremo tutto il possibile, ma dobbiamo tenere presente che ormai Alitalia non è più un’azienda a maggioranza pubblica”

 

GILBERTO PICHETTO coordinatore regionale di Forza Italia: “Le notizie funeste sul futuro dell’aeroporto di Caselle non stupiscono viste le attuali difficoltà di Alitalia e sopratutto dopo aver registrato, nelle scorse settimane , la scelta del presidente Chiamparino di sostenere i collegamenti ad Alta Velocità verso Malpensa. Oggi la Regione ha il dovere di supportare l’Aeroporto nella ricerca di nuovi vettori. Deve essere chiaro: ci sono pesanti responsabilità nazionali e locali che incidono su questa vicenda. I governi Monti, Letta e Renzi hanno di fatto rottamato Alitalia, noi ne paghiamo le conseguenze. Si registra il fallimento di Torino Strategica. La verità è che a Torino mancano la testa e il cuore delle medie e delle grandi imprese: cioè  quel management che si sposta in business per il mondo creando utile per le compagnie. In pochi anni Torino si è fata scippare Motorola, Toro , Sai, Fiat solo per citare alcuni dei più gruppi più grandi. Inutile addossare le colpe ad altri, chi governa questa città da decenni deve assumersi le proprie responsabilità”.

 

Infine, ecco il commenti di FERRUCCIO DARDANELLO, presidente di Unioncamere Piemonte: “è una scelta” incomprensibile e fortemente penalizzante per tutto il Nord Ovest. Cancellando ben 7 voli per il Sud e le Isole si colpisce uno dei principali aeroporti del nostro Paese, creando un danno incalcolabile ai nostri imprenditori. Il Piemonte ha bisogno di uno scalo all’altezza della propria voglia di fare impresa: un sistema imprenditoriale competitivo come il nostro non può prescindere dalla presenza di una rete infrastrutturale capillare ed efficiente. Le Camere di Commercio saranno impegnate come sempre per difendere gli interesi economici del Piemonte: non dobbiamo diventare la periferia del Paese”.

 

Speriamo che alle parole seguano i fatti.

Contro il Far West dell’eterologa passa la linea Chiamparino

chiampa scrivaniaL’arcivescovo di Torino, Mons. Cesare Nosiglia: “un figlio non è un diritto, ma un dono”. Secondo il prelato l’ eterologa può causare “un grave danno psicologico”

 

 

Il presidente e governatore dei governatori, Sergio Chiamparino, lo aveva anticipato: sulla fecondazione eterologa le Regioni dovranno procedere con una linea comune. E così la commissione Salute della Conferenza delle Regioni ha raggiunto un’intesa sulle linee guida per regolamentare la materia. Il testo sarà sottoposto ai presidenti delle Regioni. Dalle anticipazioni, il costo dell’eterologa dovrebbe aggirarsi tra i 2.500 e i 3.000 euro a carico del servizio sanitario regionale.

 

Sarà anche creato un registro regionale di donatori, la cui identità resterà anonima. Commenta il presidente del Piemonte: “un deciso passo in avanti per rendere effettivo l’esercizio di un diritto che è di tutti i cittadini”.

 

Sulla delicata questione, che implica inevitabilmente considerazioni etiche, è intervenuto anche l’arcivescovo di Torino, Mons. Cesare Nosiglia: “un figlio non è un diritto, ma un dono”. Secondo il prelato l’ eterologa può causare “un grave danno psicologico. E’ doveroso che al più presto vengano date norme sicure per evitare il Far West e per scongiurare un mercato procreativo animato dalla logica del figlio a tutti i costi”.

 

(Foto: P. Juzzolino – Regione Piemonte)

 

 

Per il futuro il Lingotto guarda a Levante

fiat bandierafiat 500Tutto pronto (o quasi) per l’avvio della produzione del nuovo suv nel 2015

 

Mentre il mercato italiano dell’auto frena nello scorso mese di agosto, con un calo dello 0,2% (53.191 immatricolazioni rispetto alle 52.295 dello stesse mese nel 2013)  è positivo  il bilancio di questi  8 mesi 2014: le consegne sono state 925.393 pari a un incremento del 3,52%. Per quanto riguarda Fiat, il gruppo  registra una diminuzione delle immatricolazioni in agosto: 14.675,  ovvero il 6,89% in meno dello stesso mese dello scorso anno. Da inizio 2014 le consegne sono state 257.954 (-1,01%).

 

Ma il dato più importante per il gruppo torinese/americano è l’investimento reaqltivo alla produzione del Suv Levante, che dovrebbe partire nel 2015. A tale proposito è da accogliere favorevolmente la notizia dell’avvio della procedura per il rinnovo della cassa integrazione ordinaria negli stabilimenti di  Mirafiori e Grugliasco per un anno, fino al 28 settembre 2015, così da consentire la riorganizzazione aziendale per preparasri alle nuove produzioni.

 

Mentre i dettagli sugli ammortizzatori sociali verranno discussi a breve in Regione con i sindacati, intanto è iniziata anche la riorganizzazione della produzione alla Maserati di Grugliasco, compreso il turno del sabato. In tal modo nell’ex Bertone è stato possibile riassorbire i 500 lavoratori  di Mirafiori attualmente in cassa integrazione.

 

(Foto: il Torinese)

 

 

MiTo 2014 porta la musica in tutta la città

MITOMITO per la città continuerà  a realizzare “momenti musicali” in collaborazione con il Conservatorio Giuseppe Verdi di Torino

 

 

E’ di nuovo tempo di Mito: dal 4 al 21 settembre torna SettembreMusica,  il festival internazionale di musica classica e contemporanea giunto alla sua 8a edizione nella versione in “tandem” tra Milano e Torino. Sul  sito ufficiale  tutti i concerti e le modalità di acquisto dei biglietti. Anche quest’anno,  MITO per la Città porterà concerti gratuiti e altri momenti musicali itineranti in tutte le circoscrizioni torinesi.

 

La programmazione di MITO SettembreMusica a Torino si è così arricchita con  18 concerti realizzati in spazi pubblici che toccano tutti i quartieri.

 

MITO per la città continuerà  a realizzare “momenti musicali” in collaborazione con il Conservatorio Giuseppe Verdi di Torino, raggiungendo ospedali, case di riposo, centri di accoglienza e istituti penitenziari, arrivando così anche a un pubblico che altrimenti non potrebbe goderne l’offerta. Fuori porta, il festival e l’Orchestra filarmonica di Torino si esibiranno nello stabilimento Pirelli di Settimo Torinese: un modo per dimostrareil legame tra luoghi di lavoro e di cultura.

Cavallerizza inagibile per la cultura? Infiammato anche il dibattito

cav molecav3mole cavallerizza“L’amministrazione comunale vuole  vendere ad un privato che ne farà appartamenti di lusso e esercizi commerciali (le cosiddette “botteghe artigianali” per alcuni o il “centro commerciale naturale” per altri), lasciando al pianterreno un contentino culturale”

 

 E’ stato tracciato l’identikit degli attentatori che hanno dato fuoco alla cavallerizza. si tratterebbe di due uomini e una donna, tutti sui 35/40 anni, che sono entrti nei locali del Circolo dei beni demaniali verso la mezzanotte di sabato, poco prima della chiusura el bar. Hanno ordinato due caffè e due sambuche e hanno chiesto di utilizzare i bagni. Potrebbero essere poi scappati da una finestra, dopo avere lasciato le bottiglie incendiarie. Intanto, in attesa di sviluppi sulle indagini, ad infiammrsi è il dibattito politico e culturale sul futuro utilizzo delle ex scuderie reali.

 

“Posta la netta distinzione fra “Polo culturale”,e “Monopolio immobiliare”, ci chiediamo quali garanzie avrà la cittadinanza dal momento in cui l’intero complesso e quindi la sua completa gestione, sarà affidata alle mani di pochi privati che da sempre si impongono con i propri progetti assolutamente privi di ogni intento culturale, che al contrario danno luce solamente a sistemi speculativi di alto profitto”. E’ quanto scrive su Facebook Assemblea Cavallerizza, il collettivo di artisti e lavoratori dello spettacolo che occupa gli edifici danneggiati dall’incendio dei giorni scorsi. Il rogo di sabato notte, ha riportato al centro dell’attenzione il futuro utilizzo della struttura architettonica.

 

Intanto il sindaco ha siglato l’ordinanza di inagibilità per la Cavallerizza Reale, Nel corso del sopralluogo per verificare i danni provocati dalle fiamme, Piero Fassino ha cercato di rassicurare gli occupanti sul fatto che il Comune “intende mantenere la vocazione culturale” di quegli spazi. Come, lo si vedrà. Il dibattito si è fatto serrato anche a Palazzo Civico e circolano voci di privati che vorrebbero acquistare il complesso di edifici per realizzare un hotel. In realtà, dal Comune giungono voci che parlano di alloggi per studenti universitari.

 

“Le dichiarazioni del sindaco Fassino, che garantisce il mantenimento della destinazione culturale, sono in netto contrasto con una realtà che si presenta ben diversa: quello che ci viene detto, – affermano su Fb gli occupanti – seppur avvolto da belle parole e dall’ossessiva ripetizione del termine cultura, è che l’amministrazione comunale vuole vendere, vendere ad un privato che ne farà appartamenti di lusso e esercizi commerciali (le cosiddette “botteghe artigianali” per alcuni o il “centro commerciale naturale” per altri), lasciando al pianterreno un contentino “culturale”, non meglio specificato, il minimo indispensabile secondo i progetti che si vedono sui giornali. Improvvisamente, dopo l’incendio, ecco apparire pubblicamente la rosa dei possibili “salvatori” del (bene) comune, emergono progetti, nomi di possibili investitori e compratori (privati) già da tempo interessati.Imprese che da anni acquistano il patrimonio pubblico messo all’asta dall’amministrazione e ne fanno profitto per pochi. Guarda caso proprio la zona colpita dalle fiamme sembra prestarsi ad una riedificazione ad ospitare attività commerciali (un hotel di lusso). Forse i vincoli storico-artistici si allentano, quando si tratta di intervenire su travi carbonizzate e macerie”.

 

Particolarmente polemico era stato nei giorni scorsi il consigliere comunale radicale Silvio Viale: “il Comune non deve farsi carico della cavallerizza: cosa accadrà di un complesso sempre più abbandonato a se stesso? In queste ore  sento troppe voci subito pronte a ribadire una “vocazione culturale” mai esistita, come se la Città dovesse farsi carico di un nuovo “carrozzone” con costi e manutenzione a carico dei cittadini e autogestione privata”.

 

(Foto: il Torinese)

Metrò Linea 2, Fassino chiama a rapporto i privati

metro 21metro 2metro scioperoUna volta che la nuova metropolitana sarà operativa, le imprese e i finanziatori che l’avranno realizzata saranno coinvolti nella gestione e potranno usufruire degli introiti che ne deriveranno

 

Il prossimo anno dovrebbero arrivare in città i 60 milioni di euro che il Governo ha destinato alla realizzazione della Linea 2 del Metrò. Risorse che serviranno per ralizzare i progetti  per l’avvio dell’opera. Poi, si tratterà di incominciare sul serio i lavori. Come reperire le risorse necessarie alla costruzione? Nel vertice in programma a Palazzo Civico nelle prossime ore si parlerà anche di questo.

 

Il sindaco Piero Fassino ha annunciato che sarà auspicabile, oltre che indispensabile, il coinvolgimento di realtà private. Le casse pubbliche sono allo stremo e sarebbe impossibile ipotizzare la realizzazione di una simile opera senza il coinvolgimento di grandi aziende. Una volta che la nuova metropolitana sarà operativa, le imprese e i finanziatori che l’avranno realizzata saranno coinvolti nella gestione e potranno usufruire degli introiti che ne deriveranno.

 

Il modello da seguire, insomma, è quello milanese del project financing: per costruire la Linea 5 della Metropolitana sono state chiamate le più importanti imprese specializzate nella realizzazione di grandi opere. I costruttori torinesi giudicano positivo il coinvolgimento dei privati, ma attendono di sapere dal Comune quali saranno le modalità di  finanziamento.

 

La speranza del sindaco è che, comunque, da Roma possano giungere anche altre risorse da destinare alla metropolitana. Il caso milanese ha visto i privati coinvolti nel finanziamento del 40% dell’opera, ma per il resto erano risorse pubbliche.

 

(Foto: il Torinese)

Dopo le minacce mafiose di Riina rafforzata la protezione a don Ciotti

ciottiAl fondatore di Libera sono giunte le parole di solidarietà dell’arcivescovo di Torino, mons. Cesare Nosiglia

 

Don Luigi Ciotti, il fondatore dell’associazione contro le mafie Libera “è come Don Puglisi”. Parola di Totò Riina che paragona il sacerdote torinese al parroco ucciso dal boss nel 1993 e, secondo il boss mafioso incarcerato deve fare la stessa fine: “Ciotti, Ciotti,putissimo pure ammazzarlo”. 

 

Le rivelazioni fatte dal quotidiano “Repubblica” sulla  frase pronunciata dal capomafia corleonese si riferiscono al colloquio con un altro boss detenuto, intercettato dalle forze dell’ordine il settembre scorso. Le misure di sicurezza per Don Ciotti sono state rafforzate.

 

Al fondatore di Libera sono giunte le parole di solidarietà dell’arcivescovo di Torino, mons. Cesare Nosiglia: “La nostra Chiesa è orgogliosa e riconoscente di poter annoverare tra i suoi sacerdoti e figli don Luigi Ciotti e lo sosterrà in ogni modo nel suo importante e indefesso impegno di testimone del Vangelo che difende e accompagna nel nome di Cristo chiunque è soggetto a ingiustizie di ogni genere”.

Rogo della Cavallerizza il giorno dopo: bruciata da bottiglie incendiarie

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Il custode del circolo ha dichiarato che verso la mezzanotte di venerdì quattro giovani con la barba erano entrati nel bar dell’associazione e non li ha poi notati uscire. Potrebbero avere appiccato il fuoco ed essere scappati da una finestra collegata ai giardini

 

Quello che fino a ieri era un dubbio, ora è una certezza. L’incendio che ha devastato una vasta area della Cavallerizza reale è stato doloso. Le forze dell’ordine hanno trovato all’interno dei locali del circolo beni demaniali, dove il rogo si è sviluppato, alcune bottiglie contenenti cherosene e stracci imbevuti dello stesso liquido. Il movente di questo grande rogo che ha tenuto impegnati i vigili del fuoco dall’1,30 di ieri mattina fino alla tarda serata è ancora sconosciuto.

 

Il custode del circolo (una realtà associativa nata nei lontani anni ’40) ha dichiarato che verso la mezzanotte di venerdì quattro giovani con la barba erano entrati nel bar dell’associazione e si erano serviti del bagno: non li ha poi notati uscire. Potrebbero avere appiccato il fuoco ed essere usciti da una finestra collegata ai giardini. I danni sono ingenti, si parla di almeno 500 mila euro. Il circolo è assicurato per 30 mila. I locali dei magazzini e il tetto dell’ampia porzione della Cavallerizza che ha preso fuoco, sono andati completamente distrutti.

 

L’assemblea Cavallerizza, il collettivo composto da esponenti del mondo dello spettacolo e dei centri sociali, che da alcuni anni occupa la struttura, affinchè il Comune non la venda, ha comunicato che proseguirà la propria attività. Al tempo stesso organizzerà anche alcune iniziative benefit per raccogliere i fondi necessari a restuarare il circolo bruciato. Nei mesi scorsi, a fronte delle proteste degli occupanti, Palazzo Civico aveva dato raasicurazioni sul futuro uso della Cavallerizza. L’eventuale acquirente degli spazi si sarebbe dovuto impegnare a garantire l’uso per scopi culturali degli spazi. Chissà ora cosa accadrà.

 

(Nelle foto de “il Torinese”, l’incendio e le immagini della Cavallerizza prima del rogo: la porzione di edificio che si vede sotto la Mole è andata distrutta)

 

 

La storia della Cavallerizza

 

Gli edifici che compongono ai giorni nostri la Cavallerizza Reale facevano parte di un grandioso progetto di riorganizzazione urbanistica ideato da Carlo Emanuele II di Savoia, che nel 1668 stabiliva la necessità di trasformare radicalmente il volto della città di Torino, dotandola tra l’altro di un prestigioso istituto, l’Accademia Militare, in grado di formare alti ufficiali, attingendo dalle giovani leve della nobiltà piemontese e non solo. La costruzione della prima parte “barocca” della Accademia Militare e della Cavallerizza Reale, che attraverso il Teatro Regio (terminato nel 1740) si collegavano a Palazzo Reale e al Duomo, con la Cappella della Sindone, costituisce il culmine di questo progetto architettonico e sociale, che significativamente univa tutti gli edifici nevralgici della capitale al sovrano e alla sua dimora. Amedeo di Castellamonte era l’architetto chiamato dai Savoia a elaborare un progetto unitario che non fu realizzato per intero, e subì modifiche nel corso dei lavori, ai quali si succedettero tra gli altri Filippo Juvarra e Benedetto Alfieri. Nelle Relazioni sull’Andamento delle costruzioni per le fabbriche e le fortificazioni, conservate presso l’Archivio di Stato di Torino, la Cavallerizza si dichiarava eretta tra il 1740 ed il 1741 secondo il disegno di Benedetto Alfieri, per uso dell’Accademia Militare. La Cavallerizza mantenne fino alla fine dell’Ottocento la sua funzione di area delle attività di servizio al Palazzo Reale e agli edifici di comando dello Stato Sabaudo: giochi ed esercizi cavallereschi, maneggio, scuderie e riparo per le carrozze sono ricordati ancora negli stucchi e nelle decorazioni sui portali e sulle volte. Le scuderie, infine, vennero portate a compimento a metà Ottocento su progetti di Carlo Bernardo Mosca e di Ernesto Melano. Nel secondo Novecento il braccio della Zecca venne occupato dalla Polizia di Stato, che utilizzò la Cavallerizza come ricovero per i propri mezzi, mentre parte degli edifici circostanti furono destinati ad abitazioni popolari. Verso la fine del secolo scorso il Comune di Torino ha acquisito dal Demanio l’intera area da restaurare, e Maneggio Reale, Manica Lunga, Manica Corta, Salone delle Guardie sono stati affidati al Teatro Stabile di Torino. I vari ambienti, oltre che a servire come palcoscenico, sono stati utilizzati come spazi per prove, depositi, ripostigli, camerini, sala di montaggio scenografie.

(Fonte:www.testrostabiletorino.it)

La Cavallerizza in fiamme nella notte, l’incendio è doloso

cav1cav4cav3cav2Le foto esclusive de “il Torinese”

 

Le fiamme erano ben visibili da via Rossini e il bagliore colorava di rosso il cielo in piazza Castello. Non sono ancora accertate del tutto le cause ma, intorno all’una di  questa mattina  è divampato un incendio all’interno della Cavallerizza Reale, patrimonio mondiale dell’Unesco. Le operazioni di spegnimento son in corso anche questa mattina. Sono andati distrutti i locali degli archivi e la sala biliardo del circolo demaniale nel tratto da via Rossini ai giardini reali. Il custode dice di aver trovato carta imbevuta di liquido infiammabile. “Questa notte i magazzini adiacenti il Circolo dei Beni Demaniali hanno preso fuoco. Esprimiamo la nostra completa solidarietà nei confronti del Circolo e il totale supporto al fine di riaprire nel più breve tempo possibile questo spazio di socialità”. E’ il post pubblicato su Facebook da Assemblea Cavallerizza, a tarda notte. Non ci sono fortunatamente feriti o persone intossicate dal fumo, ma da una prima stima i danni alle strutture sono ingenti.

 

(Foto Essepiesse – il Torinese)

Otto e tre quarti, sapore di mare in piazza Solferino

ottotrequartiottotrequati1Il menù di pesce in questa stagione, merita una particolare attenzione e apprezzamento, sia per la freschezza e qualità dei prodotti, che per l’abbinamento di aromi e sapori: come la finissima di salmone con arance  o la frittura croccante con verdurine

 

 

Nei mesi estivi Torino si popola di dehors al di fuori dei locali  e anche nell’elegante cornice di Piazza Solferino , in pausa pranzo e ovviamente a cena, e’ un piacere notare il tripudio di luci e tavoli dei ristoranti , che fanno senz’altro un po’ vacanza. 

 

Uno di questi e’ il ristorante e pizzeria Otto e Tre Quarti, situato proprio in uno dei punti nevralgici della piazza. Offre oltre la pizza napoletana cotta nel forno a legna, un ricco e ricercato menù , sia di terra che di mare . E il menù di pesce in questa stagione, merita una particolare attenzione e apprezzamento, sia per la freschezza e qualità dei prodotti, che per l’abbinamento di aromi e sapori: come la finissima di salmone con arance  o la frittura croccante con verdurine.

 

 Internamente poi il locale e’ disposto su due piani con due sale originali del ‘700 e la sala del  piano inferiore all’occorrenza può essere utilizzata per compleanni colazioni di lavoro o serate private. L’atmosfera poi è’ quasi provenzale. Un elogio va anche dedicato al personale; accogliente fresco e dinamico. Assolutamente da provare!!!

 

Voto: 8

Clelia Ventimiglia

 

Otto e tre quarti 

Piazza Solferino, 8/C, 10121 Torino
011 517 6367