Il procuratore di Torino Raffaele Guariniello non ha gettato la spugna e formulato un capo d’imputazione che non si prescrive in tempi brevi come l’omicidio volontario. Nel mirino delle indagini ci sono i decessi di 258 persone, tra lavoratori e cittadini, scomparse tra il 1989 ed il 2014
E’ guerra totale all’amianto. Sicuramente la sentenza del novembre scorso della Corte di Cassazione che mandava in soffitta i due processi davanti al Tribunale ed alla Corte d’Appello di Torino nei confronti di Stephan Schmidheiny, il multimilionario svizzero, già proprietario dell’Eternit, ha costituito con l’annullamento per prescrizione una battuta d’arresto. Nelle motivazioni i giudici del Supremo Collegio avevano, infatti, messo nero su bianco che il processo contro lo svizzero e il barone belga De Cartier De Marchienne (deceduto poco prima della sentenza d’appello) non s’aveva da fare in quanto i reati di disastro ed omissione delle misure di sicurezza erano già prescritti prima della partenza del processo. Ma il procuratore di Torino Raffaele Guariniello non ha gettato la spugna e formulato un capo d’imputazione che non si prescrive in
tempi brevi come l’omicidio volontario. Nel mirino delle indagini ci sono i decessi di 258 persone, tra lavoratori e cittadini, scomparse tra il 1989 ed il 2014 (il mal d’amianto, del resto, continua a mietere vittime e non soltanto a Casale Monferrato ed a Cavagnolo, anzi l’età si sta anche abbassando). All’udienza preliminare davanti al Gup del Tribunale di Torino – la prima di una serie calendarizzata che dovrà decidere se Schmidheiny dovrà essere rinviato a giudizio oppure la posizione venire archiviata – sarà presente e si costituirà parte civile con l’avvocato Laura D’Amico, Afeva – Associazione familiari vittime amianto.
La stessa nei giorni scorsi si è costituita parte civile anche nel procedimento che si è aperto davanti al Tribunale di Ivrea – anche questo in fase di udienza preliminare, la prossima udienza si terrà il 25 maggio – per i decessi di amianto alla Olivetti, che vede coinvolti 33 ex manager tra cui Carlo De Benedetti, Roberto Colaninno e l’ex ministro del Governo Monti, Corrado Passera. Ma, è questa è la novità di Eternit bis, sarà anche la costituzione di parte civile di Ona – Osservatorio nazionale amianto con il gruppo di legali coordinati dall’Avvocato Ezio Bonanni che, da un lato ribadisce la richiesta di Afeva di avere lo Stato presente come parte attiva nel processo, dall’altro intende chiedere ulteriori indagini per capire se il multimilionario svizzero “abbia potuto contare su eventuali collusioni per continuare indisturbato la propria azione”. Infine Afeva ed Ona concordato sul fatto che sia necessario che la promessa fatta all’indomani della sentenza della Cassazione dal premier Matteo Renzi non cada nel vuoto e che lo Stato si costituisca parte civile nel processo, cosa mai fatti prima, avendo anche un ruolo di coordinamento e di impulso per tutte le altre parti in causa.
Massimo Iaretti



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Si riapre, intanto, al palagiustizia di Torino il caso della visita al carcere delle Vallette dell’europarlamentare Gianni Vattimo a un No Tav detenuto, nel Ferragosto 2013. Sono stati citati al cospetto di un gup, Nicoletta Dosio e Luca Abbà, i due attivisti che erano stati presentati in veste di “consulenti” e che avevano accompagnato Vattimo. Erano stati prosciolti, ma la Cassazione ha annullato la sentenza e ha ordinato alla procura di formulare una nuova imputazione con una diversa ipotesi di falso. Anche Vattimo è ancora indagato.
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Complice l’ostensione della Sindone, le facce straniere in città sono già molte. E, è facile ipotizzare, aumenteranno ancora grazie all’Expo. Mentre voci insistenti danno probabile una visita al sacro lino da parte della cancelliera tedesca Angela Merkel