Amara sorpresa per i granata che, questa volta, guardavano il derby numero 189 dalle zone alte della classifica
JUVENTUS-TORINO 2-1
Reti: 19′ pt Pogba (J), 6′ st Bovo, 49′ st Cuadrado.
Juventus (4-3-1-2): Buffon; Padoin, Barzagli, Bonucci, Evra; Khedira (11′ Cuadrado), Marchisio, Pogba; Hernanes; Morata (33′ st Mandzukic), Dybala (42′ st Alex Sandro). A disp: Neto, Audero, Alex Sandro, Caceres, Rugani, Sturaro, Lemina, Zaza. All. Allegri.
Torino (3-5-2): Padelli; Bovo, Glik, Moretti; Bruno Peres, Acquah, Vives, Baselli (20′ st Benassi), Molinaro (16′ st Zappacosta); Maxi Lopez (42′ st Belotti), Quagliarella. A disp. Ichazo, Castellazzi, Pryyma, Gaston Silva, Prcic, Amauri. All. Ventura
Durante la notte delle streghe la Juventus serve un bello scherzetto agli avversari granata che, questa volta, guardavano il derby numero 189 dalle zone alte della classifica. Ma come per il 2014 con Pirlo Cuadrado regala all’ultimo respiro il derby della mole alla Juventus . I bianconeri si riscattano, almeno in parte, dopo la sconfitta con il Sassuolo, ma ancora non riescono a convincere del tutto, infondo solo due giorni di ritiro che di certo non bastano per ritrovare qualità. La prestazione è tra le più volenterosa viste sin ora, Pogba inizia a ritrovare la sua lucentezza ed ancora una volta, se pur senza gol, Dybala ha mostrato gran carattere per la squadra bianconera. Dall’altro lato il Toro si mangia le mani, ancora una volta vede sfumare la vittoria a pochi metri dal traguardo, dopo aver saputo tenere testa ai bianconeri fino alla fine ,con una rimonta all’inizio del secondo tempo.
Allegri decide di scendere in campo con il 4-3-1-2 lasciando in panchina Cuadrado, Hernanes dietro Morata e Dybala; Ventura propone il 3-5-2 buon centrocampo e Quagliarella di supporto a Maxi Lòpez. Per i bianconeri in poco meno dieci minuti Khedira si fa male, Allegri è costretto a stravolgere il suo piano tattico inserisce Cudrado, che alla fine si rivelerà fondamentale, e si ricomincia. Al 17’ arriva il primo squillo dei bianconeri: Pogba dal limite con il destro va al tiro, troppo centrale e non dà problemi a Padelli. In men che non si dica arriva la risposta granata con il destro di Quaglairella che si spegne sull’esterno della rete. Ma l’emozione del derby è ancora lontana, se non che, al 19’ Pogba regala una perla dal limite dell’area: ben ispirato da Dybala manda il pallone dritto sotto la traversa. Dal colpo subito gli uomini di Ventura si riprendono alla mezz’ora con Quagliarella che di pochissimo manda fuori servito dal limite da Maxi Lopez. Sullo scadere del primo frangente non manca l’alternarsi dei botta e risposta ma nulla si concretizza.
Si ritorna in campo e il Toro risponde subito presente con un capolavoro di Bovo: un sinistro dalla distanza sulla respinta della barriera dopo un calcio di punizione dello stesso Bovo. Caricati dal gol gli ospiti iniziano a farsi sentire sugli spalti e non solo. Sono i miracoli di Buffon a respingere il pallone colpito di testa da Glick al 12’, così come il gran tiro dai trentacinque metri di Vives al 25’. I bianconeri non ci stanno e al 30’ arriva una fiammata di Hernanes con il sinistro che si frantuma sopra la traversa. Tra una lampo e l’altro si volge verso lo scadere e Bonucci illude di poter riaccorciare le distanze, anticipa tutti di testa ma incorna la traversa. A tempo quasi scaduto ecco che arriva la ciliegina sulla torta: tap-in dritto in porta grazie a Alex Sandro ed ecco che Cuadrado spinge a zero metri e serve la beffa ai granata. Tre punti di morale per i bianconeri e,un mordersi le mani per a squadra di Ventura ben organizzata tecnicamente ma reduce dalla quinta partita senza vittoria, con la squadra di Allegri col fiato sul collo.
Roberta Perna
Valeria Tuberosi


“Non risponde al vero che il nostro Paese è un malato incurabile. Al contrario, la forza con cui poniamo il tema della legalità, la mobilitazione della società civile, l’impegno dello Stato dimostrano che, in Italia, i meccanismi di controllo, di accertamento e di sanzione funzionano e che lo Stato non fa finta di non vedere”
Alla 32a assemblea nazionale dell’Anci, in corso al Lingotto di Torino, il sindaco della città e presidente dell’associazione dei Comuni ha annunciato il lancio di un Piano Migranti. “In Italia – dice Piero Fassino – abbiamo due sistemi paralleli di accoglienza: uno che fa leva sui Comuni e l’altro sui bandi prefettizi. Un modo di affrontare il problema legato all’idea che ci troviamo di fronte ad una emergenza che prima o poi passerà. Questo non è vero. La vulgata secondo cui siamo di fronte a una invasione è priva di fondamento. La storia del mondo è una storia di migrazioni e i Paesi occidentali, a partire da Usa, Francia e Gran Bretagna sono diventati grandi con le migrazioni.
strategia adeguata. Bisogna superare – conclude Fassino – l’approccio prefettizio-emergenziale a favore dell’accoglienza che dipende dai Comuni e si preoccupa anche dell’integrazione. L’Anci presenterà presto al ministro dell’Interno un piano per coinvolgere nell’accoglienza circa 4 mila Comuni rispetto ai 700 attualmente impegnati su questo fronte.”
Tutte le questioni grandi e piccole che riguardano gli ottomila comuni d’Italia e i 1200 del Piemonte, all’Assemblea Anci di scena fino a venerdì al Lingotto di Torino. Dalle riforme istituzionali, al fisco, alla sempre più pressante emergenza migranti, il welfare. Il tutto con la benedizione del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che sarà presente venerdì. La XXXII Assemblea annuale dell’ANCI – a fare gli onori di casa il sindaco e presidente nazionale dell’Associazione, Piero Fassino – si intitola ‘’L’Italia che crede, che ama, che lotta, l’Italia che vince’.
Una risposta concreta alla crisi del latte viene data dall’eccellenza dei formaggi italiani. Ne sono convinti gli operatori del settore, che lo hanno ribadito a Torino in Consiglio regionale del Piemonte dove si è parlato di “Bra Duro”, un formaggio di secolare tradizione del Piemonte. A questo vernissage enogastronomico dell’ennesima eccellenza del “made in Italy”, sono intervenuti l’assessore regionale all’Agricoltura Giorgio Ferrero, i presidenti di Confindustria Cuneo Franco Biraghi, di Assopiemonte Dop e Igp Evanzio Fiandino, e del Consorzio vitivinicolo Alta langa Docg Giulio Bava.
Dopo la provocazione delle dimissioni dalla presidenza della Conferenza delle Regioni – chiaro segnale a Matteo Renzi – il governatore del Piemonte lancia una stoccata a Confindustria. Gianfranco Carbonato, presidente degli industriali subalpini, aveva recentemente espresso un giudizio positivo su Sergio Chiamparino, sottolineando però l’inerzia che, a suo parere, caratterizza la Regione.


