TORINO, 1 DICEMBRE – E’ stato confermato oggi il sostegno dei Moderati al Partito Democratico in vista del prossimo voto politico del 2018. “Si tratta – dichiara il segretario Pd del Piemonte, Davide Gariglio – di una conferma dell’alleanza che ha caratterizzato l’attuale legislatura e di molte alleanze a livello locale”. L’accordo di oggi è avvenuto sul treno “Destinazione Italia” dopo l’ultima tappa piemontese di Ivrea. L’incontro avvenuto a bordo del treno tra il segretario nazionale dem, Matteo Renzi, il fondatore e leader dei Moderati Mimmo Portas e il segretario piemontese del Pd, Davide Gariglio.
(foto: il Torinese)
STORIE DI CITTA’ di Patrizio Tosetto
è faticato nel comporre la giuria popolare ma poi le condanne sono arrivate. Non a caso ci si richiama alla vittoria dello Stato sul terrorismo. Ma fu anche una vittoria politica. Ed il PCI ha fattivamente collaborato. In che modo? Cerco di raccontare senza nomi anche perché interessante è la macchina organizzativa, senza personalizzazioni. E’ interessante seguirne i vari passaggi: organizzazione e disciplina i valori di riferimento La segreteria provinciale discute e decide e dà l’incarico al responsabile dell’ organizzazione di eseguire. Chiama un compagno della commissione organizzazione, un ex partigiano, e mette in moto la macchina. Individua una coppia di iscritti al partito. Non fanno domande e cedono momentaneamente il loro alloggio fino alle 17. Ed a turno avviene ciò che doveva accadere. I magistrati incontrano
sindacalisti operai che informano su ciò che avveniva nei reparti di fabbrica. Nel sorvegliare c’erano pattuglie in borghese e auto con i compagni del servizio d’ordine. Anni dopo l’omicidio di Guido Rossa il questionario dove si “chiedeva di denunciare”. Sono anni che vogliamo approfondire successivamente. Il vicedirettore della Stampa Casalegno teneva una rubrica, “Il nostro Stato”. Nostro, appunto. Ed io ho ancora nelle orecchie stupide discussioni con chi sosteneva : contro lo Stato e contro le Br. Ma la sera che venne mortalmente ferito Casalegno, ero a cena con “gruppettari” difensori di assurde tesi. Mio cognato delegato di Mirafiori scuoteva la testa. Era a Sinistra del PCI e gli chiesi cosa ne pensava. Non è più tempo per gli stupidi. Lapidario. Stupidi e pericolosi. Furono sconfitti con un alto prezzo in vite . Furono sconfitti anche da quegli operai che collaborarono con i magistrati e le forze dell’ ordine. E lo furono anche dalla capacità organizzativa del PCI. Furono sconfitti dai compagni che non chiedevano il perché è davano le chiavi al compagno dell’ organizzazione; lo furono perché volevano abbattere lo Stato democratico e anche quando la classe operaia capi che per cambiare questo stato in meglio si doveva difenderlo.
Lombardia. In una sala piena dell’ex Cinema Ambra il segretario di Lega Nord Piemont, Riccardo Molinari, ed il segretario della Lega, Umberto Salvini hanno lanciato quello che sarà un percorso che vuole portare i piemontesi ad esprimersi, attraverso una consultazione popolare, su quello che, probabilmente, sarà il tema della prossima campagna per le elezioni regionali. “La Lega ha chiesto in sede istituzionale alla maggioranza Pd in Regione per presentare una legge per la regolamentazione del referendum consultivo, ma non ha avuto risposta” ha spiegato Molinari. Il Comitato non vede solo l’adesione del Carroccio ma anche di altre forze politiche che hanno esposto le loro ragioni: Valter Zanetta per Direzione Italia (in sala c’era anche il consigliere comunale di Torino, Roberto Rosso), Marco Botta per il Movimento Sovranista Nazionale e Massimo Iaretti per il Movimento Progetto Piemonte.
quanto concerne l’efficacia delle azioni intraprese, i soggetti destinatari di eventuali rilievi avranno il dovere di fornire risposte motivate ed esaustive e l’onere di comunicare se intendono o meno conformarsi alle conclusioni formulate dal Difensore civico. Per la stessa ragione, viene meglio definito il potere di raccomandazione, che nell’ordinamento italiano e comunitario è normalmente assegnato alle Autorità indipendenti in consonanza con i poteri di vigilanza e controllo loro affidati dalla legge. 
“Cattolici senza partito” (Edizioni Lavoro, collana Studi di Storia) è il nuovo libro del giornalista Giorgio Merlo, con prefazione di Guido Bodrato. Vi anticipiamo parte dell’introduzione scritta dall’autore
metafora, la Democrazia cristiana non rinasce più. Come giustamente ha detto Guido Bodrato, uno dei padri nobili del cattolicesimo politico italiano, la «Dc è stato un fatto storico». Ovvero, è stato il risultato di una concreta esperienza storica che in quel particolare momento, e poi per molti anni, ha segnato e caratterizzato la crescita e il consolidamento della democrazia italiana, che ha garantito un periodo di crescita economica e di giustizia sociale e che, soprattutto, ha salvaguardato e rafforzato le istituzioni democratiche nel nostro paese. Ma l’esperienza della Dc, che 3 è stata anche la storia delle sue correnti, e sempre per dirla con Bodrato, è come un «vetro infrangibile che quando si è rotto, è andato in mille frantumi e pertanto non è più ricomponibile». Una descrizione quanto mai efficace e pertinente che esclude, alla radice, per l’oggi qualsiasi tentazione nostalgica o conservatrice. Ma, al contempo, non si può non rilevare che in politica un vuoto è destinato prima o poi ad essere colmato. Lo dice l’esperienza storica ma lo confermano anche i trend politici. E la stagione che stiamo vivendo è anche il frutto di questa crisi di rappresentanza culturale e di scarsa autorevolezza politica. Una situazione che era stata rimossa con l’avvento dei cosiddetti «partiti plurali». Cioè strumenti politici che dovevano superare e archiviare definitivamente la stagione dei «partiti identitari» che hanno caratterizzato l’intera prima Repubblica e che hanno segnato ancora l’avvento della seconda Repubblica (…)”
Verrà presentato ufficialmente ad Alessandria il comitato promotore per il referendum dell’autonomia del Piemonte
Dopo Scalfari, tocca all’Economist incamminarsi sulla via del ravvedimento e rimuovere l’antiberlusconismo come partito preso.
Le dichiarazioni durante i cinque anni di opposizione alla giunta Fassino in Consiglio comunale a Torino e poi durante tutta la campagna elettorale erano roboanti. Le valsero la prima l’appellativo di “Giovanna d’Arco” dei cinque stelle e la seconda , ben più importante , la vittoria al ballottaggio facendola diventare Sindaco di Torino e lanciandola sulla scena nazionale
sicuramente la Festa di San Silvestro n Piazza San Carlo non si farà , sostituita da una festicciole al chiuso per pochi intimi o fortunati, quella del prossimo San Giovanni , dopo il flop dell’ultima edizione, rischia la stessa fine, Cioccolatò, per il secondo anno, è stato annullato , il Natale con i “fiocchi” , dopo il disastro dello scorso anno non si sa ancora se sarà un altro “pacco” è così di seguito. Torino effettivamente, perdendo sempre più attrattività ed abitanti, siamo ampiamente sotto i novecentomila residenti, e su questo il Sindaco Appendino è stato previdente e lungimirante , non aveva bisogno di un ufficio Grandi Eventi. Per le feste di via e qualche “bancarellata” in centro può essere più che sufficiente un ufficio “Piccoli Eventi”.
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