“Non può e non deve essere troppo tardi per salvare i lavoratori della Comital. Serve un’ alleanza operativa tra le istituzioni e trasversalmente tra tutte le forze politiche, per evitare i licenziamenti e tenere in vita l’economia del territorio”.
E’ l’appello lanciato da Daniela Ruffino (FI), vicepresidente del Consiglio regionale del Piemonte, sulla vicenda dell’azienda di Volpiano.
“Il mondo politico e istituzionale locale, dai sindaci, alla Regione, ai sindacati, deve farsi trovare unito e compatto in vista del prossimo tavolo di confronto – aggiunge la vicepresidente dell’Assemblea piemontese – con l’obiettivo di salvare i posti di lavoro e le attività produttive di una realtà che appartiene alla storia industriale del nostro territorio.”
“La crisi che ancora non demorde e il conseguente rischio di licenziamenti, in particolare nelle aree della Valsusa e del Canavese rappresentano la priorità assoluta, in primo luogo per la Regione. Questa si attivi con più determinazione per tutelare i lavoratori di Comital e delle altre realtà critiche”.
“La posta in gioco – conclude Ruffino – è la salvezza dei posti di lavoro e il mantenimento dei livelli di produzione necessari per far funzionare l’economia piemontese: se muoiono le imprese il rilancio del sistema Piemonte diventa impossibile”.
“E’ una buona notizia l’avvio dei nuovi treni sulla linea Torino Modane”. Lo dichiarano i consiglieri regionali del Pd, Antonio Fermentino e Raffaele Gallo, che nei mesi scorsi hanno presentato un ordine del giorno in Consiglio regionale con il quale si chiedeva l’implememtazione della linea ferroviaria Torino Bardonecchia Modane.
RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO
Saranno 18 i giorni di Festa de l’Unità, ad incominciare dal 1° settembre, nella nuova location allo Sporting Dora di corso Umbria
Metropolitana”. “Le azioni che tutti – dai Comuni, alle associazioni culturali, alle categorie economiche- stiamo portando aventi da tempo e con fatica per la valorizzazione della montagna torinese e piemontese- aggiunge la vicepresidente dell’Assemblea regionale – rischiano di fallire se, dallo Stato, si esigono tributi eccessivi e si producono nuova burocrazia e costi per i cittadini. In molti casi si tratta di edifici pericolanti e in disuso, che rappresentano però le radici della nostra cultura: bisogna salvarli e con essi salvare il futuro della montagna”. “Si sospenda, dunque, la richiesta dei pagamenti e si provveda ad un serio esame della questione – conclude Ruffino – così da invogliare i proprietari a non abbattere le baite ma, anzi, a renderle nuovamente fruibili attraverso incentivi che si riveleranno preziosi per lo sviluppo dell’economia delle nostre montagne”.
Lunedì 28 agosto, alle ore 12.00, presso la sede del Partito Democratico, in Via Masserano 6/A, a Torino
Eletta un anno fa la sindaca di Torino ha sempre detto e ripetuto : datemi un po’ di tempo e sarò una sindaca migliore di Piero Fassino
Come gli altri capigruppo ho ricevuto anch’io la tardiva convocazione della Sindaca Chiara
cercando di accelerare al massimo l’avvio della progettazione. È con un grande rammarico quindi che abbiamo osservato come #Appendino e la sua squadra di Assessori siano riusciti per semplice sciatteria a portare la Città a questo punto. In questi mesi bastava ascoltare i nostri consigli e andare semplicemente avanti e non fermare la gara, già avviata. In questo quadro e con il massimo spirito di collaborazione istituzionale possibile, andremo alla riunione formato conferenza (saranno decine i presenti), ascolteremo cosa ha da dire la Sindaca, come giustificherà il suo comportamento e su chi stavolta proverà a scaricare le sue responsabilità e le ribadiremo cosa ininterrottamente e coerentemente dal luglio 2016 abbiamo sostenuto in Sala Rossa sull’importanza di concludere la gara e, arrivati a questo punto, provare almeno a evitare i ricorsi di chi sarà escluso. Noi non abbiamo mai cambiato opinione sulla Linea 2 e sulla sua importanza per Torino. Noi mai. Riteniamo la progettazione dell’opera fondamentale per la Città, arrivati a questo punto anche a prescindere dai fondi del ministero, e pensiamo che si debba comunque andare avanti nella gara anche qualora il finanziamento ministeriale venisse revocato a causa dei colpevoli ritardi dell’amministrazione, rimodulando, se necessario, le previsioni finanziarie del Comune già a partire dal prossimo assestamento di bilancio. Speriamo di non vedere anni di lavoro buttati alle ortiche.
sempre il nostro paese.