ON.BRAMBILLA, “VOGLIAMO RAPPRESENTARE IL CUORE DELL’ITALIA”

Se domani vi fossero le elezioni, il 15,3 per cento degli elettori prenderebbe “probabilmente,” in considerazione Il Movimento animalista fondato e presieduto da Michela Vittoria Brambilla, il 2,3 per cento lo farebbe “sicuramente”, il 35 per cento è convinto che l’ex ministro del Turismo voglia “veramente fare qualcosa in più per gli animali”. Sono i principali risultati di un sondaggio realizzato dalla Ferrari Nasi Consulenze su un campione rappresentativo di 800 casi, tra il 29 e il 31 maggio, e pubblicato sul quotidiano “Libero” nei giorni scorsi.
Secondo l’indagine, inoltre, il 54 per cento degli interpellati considera “importante” che il prossimo governo faccia una legge sui diritti degli animali. Di questa opinione sono il 66,1 per cento degli elettori che si considerano di sinistra, il 70,9 per cento di quelli che si considerano di destra, il 56,1 di quelli di centrodestra, il 52,2 per cento di centrosinistra e soprattutto il 59,7 per cento di chi dichiara di non andare a votare. La proposta dell’on. Brambilla è considerata “seria” anche dal 34,2 per cento degli elettori grillini.
“Il dato che conferma una volta di più quello che abbiamo sempre sostenuto – afferma la presidente del Movimento animalista – è la nettissima maggioranza di italiani che ritengono “importante” che il prossimo governo– dopo storiche emergenze come sicurezza, lavoro e casa – si occupi anche dei diritti degli animali. Una maggioranza nettissima a destra, a sinistra, nel centrodestra e nel centrosinistra e, soprattutto, nell’attuale area del non voto. Segno che il tema sta effettivamente a cuore agli italiani ed è davvero trasversale, come tutte le grandi battaglie di civiltà. Il secondo elemento importante, che ci conforta e allo stesso tempo carica tutti noi di grande responsabilità, è l’elevato grado di fiducia dei cittadini nel nostro impegno in difesa di tutti gli animali e dei loro diritti. Noi ci candidiamo a rappresentare il cuore dell’Italia: milioni di persone generose, che convivono con i nostri piccoli amici e in ogni caso vogliono vederli rispettati. Alle loro istanze noi intendiamo dare risposte concrete”, conclude l’on. Brambilla.
Il tema delle discriminazioni in ambito GLBTQI rimane una questione centrale all’interno dell’agenda politica e culturale del nostro Paese. A sottolinearlo è l’assessora regionale alle Pari Opportunità Monica Cerutti in seguito all’ennesimo caso avvenuto sul territorio piemontese.
La questione è molto semplice. Ammassare 30 mila tifosi in una piazza di 12 mila metri quadrati vuol dire dilatare a dismisura il rischio di incidenti gravi
impedire, a viva forza, l’entrata in piazza San Carlo di un pezzo del corteo del Primo Maggio, per il timore di contestazioni verbali. Sabato nulla da dire per una piazza, la stessa San Carlo, affollata all’inverosimile, trasformata in una polveriera. Invece che riconoscere l’errore marchiano, il gioco in questi giorni è allo scaricabarile oppure si invocano misure repressive risibili tipo quelle rivolte contro l’ultima ruota del carro, i venditori ambulanti di bibite varie. Basta con le fanfaluche. Quanto accaduto a Torino è di una tale gravità che non può rimanere senza che siano accertate le reali mancanze e responsabilità.
“E’ necessario chiarire tanti aspetti ancora oscuri: il diffuso abusivismo di bevande fin dal mattino, l’assenza di un’ordinanza di divieto del vetro, aspetti di pubblica sicurezza e il ruolo della polizia municipale”. Lo dichiarano i segretari regionale e provinciale del Partito democratico, Davide Gariglio e Fabrizio Morri,
Minniti prevede sulla sicurezza urbana, sarebbe bastato porre la priorità al Comitato per l’ordine e la sicurezza che la stessa Sindaca presiede insieme al Prefetto di Torino. Riempire una piazza di persone – sottolineano – senza vietare la vendita di bottiglie di vetro, indirizzando le persone verso un solo maxischermo, non come nel 2015 che erano due, e senza prevede adeguate vie di fuga hanno rappresentato le condizioni peggiori per creare una situazione drammatica. Fare copia incolla di delibere del 2015, senza una dovuta valutazione delle circostanze attuali, non assolve l’amministrazione attuale anzi la rende ancora più colpevole. Amministrare – rimarcano – vuol dire assumersi le responsabilità, soprattutto nei momenti difficili; invece, in questa situazione, l’amministrazione si è più preoccupata di trovare qualcuno su cui scaricare la colpa. Un Sindaco è il primo cittadino sempre e non solo per le inaugurazioni. A poche ore dalla peggiore pagina degli eventi pubblici a Torino, continueremo a chiedere chiarezza a tutti i livelli istituzionali dove siamo presenti; lo dobbiamo – concludono i segretari e i parlamentari dem – a chi sta lottando in condizioni critiche negli ospedali torinesi e alle tantissime persone testimoni di una serata che nessuno potrà più dimenticare”.
Dopo il dramma in Piazza San Carlo è inevitabile la serie di commenti, reazioni e polemiche
dovremmo preoccupare come classe politica, per il resto indagherà la Questura e la Magistratura”.
al peggio e il rischio-panico è più urgente del solito, fare errori è ancora più grave e imperdonabile”, è il commento di
doveva essere un gioioso ritrovo collettivo dei tifosi juventini in occasione della finale di Champions si è trasformato in una tragedia con più di mille feriti di cui alcuni in gravissime condizioni. Stando ai primi accertamenti la causa scatenante del ferimento di centinaia e centinaia di persone travolte dalla folla di tifosi sarebbe stata la paura per un attentato terroristico che non c’è stato. Ecco il punto. Com’è stata possibile una tragedia di così grandi proporzioni in assenza di un pericolo reale? Quali sono le misure adottate per prevenire incidenti o danni alle persone in una piazza dove si sono accalcate trentamila persone? Sia detto, a scanso del solito gioco delle parti politiche che è in corso in queste ore tra esponenti Pd e M5S, non è da oggi che la Piazza San Carlo viene data per queste iniziative, più o meno alle stesse condizioni e con gli stessi rischi. Prima lo faceva Fassino, adesso l’ha fatto la sindaca Appendino. Il fatto è che non si può sempre rammaricarsi e piangere il giorno dopo, a tragedie avvenute. Come minimo vanno date delle risposte, vanno accertate responsabilità”.
fissati. Dialogo istituzionale e collaborazione e non editti o proscrizioni di questo o quel colore politico è quanto occorre”. “Il nuovo ospedale di Venaria – rimarca – é una opera attesa da anni dai residenti della città e del territorio limitrofo. Può diventare un esempio, oppure una occasione mancata. Credo che solo attraverso percorsi condivisi tra le due amministrazioni, quella regionale a guida del centrosinistra e quella comunale condotta dai pentastellati, si può evitare di creare ulteriori disservizi ai cittadini”. “Stop alle liti – esorta – e sì invece a cercare di realizzare nei tempi stabiliti l’ospedale”
S
provenienza.
Entro giugno un nuovo piano regionale per i dodici vaccini obbligatori
normativa (qualora venga ratificata dal Parlamento) e vorrei tranquillizzare il Movimento 5 Stelle: siamo solo contenti di non dover ascoltare per un altro mese menzogne a scopi ostruzionistici”
Corte di Cassazione, ha inviato alle aziende alluvionate delle ingiunzioni di pagamento, entro 30 giorni, aventi oggetto i rimborsi ottenuti, maggiorati degli interessi e delle spese legali. Molte delle aziende coinvolte si trovano, dopo anni di crisi economica, in situazioni tali per cui, la restituzione di tali aiuti comporterebbe, quasi certamente, il fallimento immediato. È un’emergenza che seguo personalmente – conclude il Presidente Marino -, in riferimento alla quale ho provato ad intervenire anche nella manovrina con un emendamento e, proprio in queste ore, ho sollecitato ulteriormente il Ministero attraverso un’interrogazione: ma alla luce dei recenti e preoccupanti sviluppi è fondamentale un intervento estremamente rapido, non possiamo più rimandare. Mi auguro che, nei prossimi giorni, il tema possa essere portato sui banchi del Governo”.