LIFESTYLE- Pagina 203

Chi è Vincent Tulipano?      

PENSIERI SPARSI  di Didia Bargnani

Le mille vite di Alessandra Bechis, alias Vincent Tulipano, signora torinese, chic ed elegante, di quella eleganza tutta sabauda fatta di educazione, riservatezza e buon gusto, sono approdate in un negozio ricercato e particolare in via della Rocca 6 nel 2019 ma la sua storia inizia molti anni prima.
Giovanissima, dopo il liceo, inizia per gioco a creare alcuni capi di abbigliamento, ma è per una strana borsa che viene notata da uno dei negozi di moda più in voga all’epoca, il famoso Top Ten.
Si tratta di una borsa realizzata con scampoli di cravatte che le aveva portato il papà, amministratore delegato della Zegna.
Nasce così una collezione di borse e cappelli che vengono prodotti  per le più belle boutique torinesi, di lì a poco le vengono richieste delle T-shirt che aveva cucito per la nipote con dei fiori applicati ed è subito un successo, tutte vogliono queste magliette buffe ma allo stesso tempo chic come quelle con le lucine che si illuminano.
In questo periodo Alessandra è tornata a Torino dopo alcuni anni vissuti in Liguria; ha voglia di dare spazio alla sua creatività che pare non avere limiti.
Nel 2000 registra il marchio Vincent Tulipano, non vuole usare il proprio nome, sempre per quella ritrosia e timidezza di cui sopra teme di non essere presa sul serio e invece i suoi capi piacciono moltissimo, boutique come San Carlo e Regina diventano sue clienti ed Alessandra inventa, crea, disegna, cuce e  produce,  diventando rappresentante del suo stesso marchio.
“Uno dei capi che più  mi veniva richiesto in quegli anni – mi racconta Alessandra – era il jeans ricamato che richiedeva circa 25 ore di lavoro, gli Swarovski erano applicati uno ad uno a formare una cintura e l’effetto finale era magnifico”.
Ormai lanciata nel settore abbigliamento con clienti top in ogni città, le viene chiesto dai titolari di un Bar a Parfums di produrre dei bijoux e l’estro creativo non si fa attendere: nascono così collane fatte con la colla, con i cursori delle zip e con i materiali più strani ed insoliti.
Partecipa con i suoi bijoux ad una mostra in una Galleria d’Arte e anche questa volta è un successo.
Alessandra decide che a quel punto della sua vita è giunto il momento di aprire un negozio, in via Giolitti, vicino al Po, dove poter vendere le sue creazioni di bijoux e abbigliamento poi, dopo un paio d’anni inizia ad introdurre alcuni brand facendo molta ricerca, soprattutto in Provenza e a Parigi.
Nel 2019 la decisione di spostare Vincent Tulipano in via della Rocca per avere più visibilità e la scelta si è rivelata vincente, oggi il negozio è conosciuto da tutti gli appassionati di bijoux  particolari che non si trovano se non qui.
“ La mia ricerca – mi spiega Alessandra- è rivolta soprattutto a scovare artigiani in ogni parte del mondo, Argentina, Francia, Israele, Cile, Portogallo e Spagna, oltre naturalmente in Italia e per alcuni di loro ho l’esclusiva per la vendita, come ad esempio PF Milano Jewels, Maison 203 e Ellesanti jewelry: gioielli che vengono trasformati in elementi senza tempo. Attualmente nel mio negozio sono disponibili più di 40 marchi di bigiotteria di alto livello”.
Anche l’abbigliamento da Vincent Tulipano è scelto con cura e raffinatezza, bellissimi i capi di Atelier Cigala’s, pantaloni e jeans dalla vestibilita’ perfetta,  realizzati con tessuti ecosostenibili, morbidi, piacevolissimi al tatto, sofficissima la collezione in  cashmere di Kuiten, disegnata a Parigi e ‘made’ in Mongolia e il marchio Peppino Peppino, più che un brand un atteggiamento, che offre uno stile originale e riconoscibile dove lo stile giapponese si mescola al gusto americano dell’abbigliamento da lavoro con grande sense of humor.

In piscina fra sport e relax: al via la stagione estiva ​del Club Ronchiverdi

 

Primo tuffo in piscina al Club Ronchiverdi di corso Moncalieri 466 a Torino, dove, complice il bel tempo, ha ufficialmente aperto la sua stagione estiva anche l’ampia vasca esterna, immersa nel verde del lungo Po, ai piedi della collina torinese. Composta da 6 vasche per 25 metri, la piscina è il luogo ideale per amalgamare sport, con la esse maiuscola, e relax. Ogni giorno, infatti, sono previsti gli allenamenti, 2 ore al giorno fino a 4 volte a settimana, dedicati ai bambini della squadra di Triathlon Young (6, 13 anni), a quelli dell’Academy, 3 ore al giorno tutti i giorni, i corsi per i piccoli ospiti del Summer Camp tenuti dagli istruttori del club, tutti in possesso dei brevetti Fin (Federazione Italiana Nuoto) sinonimo di garanzia della qualità e del rispetto degli standard organizzativi. Gli allenatori del triathlon sono in possesso di titoli Fitri, Fin e Fidal. La piscina dei Ronchiverdi è, però, il luogo scelto anche dai tanti atleti che desiderano mantenere i propri allenamenti e di chi ama il nuoto libero e il relax in genere. Nel corso della giornata sono previste lezioni di acquafintness e hydrobike.

Ma, come sua tradizione, ai Ronchiverdi lo sport fa sempre “rima” con classe e glamour. Ecco allora un bordovasca intimo ed elegante dove farla da padrona è la Martini Luonge del ristorante Elements, inauguratasi lo scorso 13 giugno con una sfilata di moda firmata Falconeri. Durante l’estate la lounge, con i suoi divanetti bianchi in tono con gli arredi e le tende, sarà protagonista di numerosi eventi serali primo fra i quali l’esclusivo Party dei Soci in programma nelle prossime settimane.

Alla scoperta del mondo della moda con Henry Mello

/
SCOPRI-TO  Alla scoperta di Torino 
La moda italiana nasce a Torino nei primi del ‘900 grazie all’eccellenza degli artigiani e la cura per le materie prime, fino agli anni 90 quando pian piano iniziò il prestigio della moda milanese con il famoso evento della Fashion Week. Numerosi i “modelli” torinesi che fanno da spola tra Torino e Milano ricercati e apprezzati per valorizzare gli abiti e fra questi Enrico Melissano. Infatti, Enrico, in arte Henry Mello, è tra i modelli torinesi più in
voga del momento in Italia e nonostante il suo lavoro sia al di fuori dei social vanta ben 32 mila persone che lo seguono.
D: Henry come hai iniziato a fare questo mestiere?
R: Ho iniziato circa 7 anni fa sono stato contattato da uno scout di
un’agenzia di moda, è iniziato tutto per caso, sfilo mi occupo anche
di book fotografici. Sono laureato in economia aziendale facevo
tutt’altro nella vita, questo mi ha permesso di prendere questo lavoro
con più tranquillità. E’ stato comunque un salto nel vuoto, ho
lasciato il mio lavoro a tempo indeterminato per vivere
quest’avventura e ne sono sempre più orgoglioso e felice.
D: Presumo sia un mondo difficile, ci racconti come percepisci
quest’ambiente?
R: Quando ho iniziato pensavo fosse pieno di compromessi invece per
fortuna a me non è mai successo. L’unica cosa particolare è una
sorta di ossessione per le taglie che purtroppo vanno rispettate
perfettamente per non perdere il lavoro. E’ il modello che si deve
adattare all’abito non vice versa perché è il vestito che deve
essere valorizzato.
D: Stanno cambiando un po’ gli stereotipi, ci sono anche tanti
fotomodelli e fotomodelle curvy?
R: Si anche lì avranno le loro taglie comunque da rispettare, per
esempio quando facevo troppa palestra non rientravo più in quelle
taglie 48-50 , esteticamente mi vedevo molto bene ma non andavo bene per
questo tipo di settore.
D: Si rischia di cadere nei disturbi alimentari?
R: Si purtroppo è così, non nel mio caso ma accade. Ho dovuto fare
diete molto restrittive e mi rendo conto che mentalmente sia davvero
complesso.
D: C’è ancora purtoppo lo stereotipo che vede in maniera inversamente
proporzionale la bellezza con l’intelligenza, ti è mai successo di
essere stato sottovalutato?
R: Non mi è mai successo ma forse perché ho iniziato tardi a 27 anni e
chi mi conosceva aveva un’impressione di me non del “modello”.
Sicuramente è uno stereotipo presente ma è probabilmente dettato da
gelosie perché come sappiamo l’aspetto estetico e la cura di sé non
hanno nulla a che vedere con l’intelligenza, anzi le persone che hanno
un certo grado intellettuale sono le prime che sanno quanto sia
importante prendersi cura di sé.
D’altronde Yves Saint Laurent diceva “Nel corso degli anni dalla moda ho
imparato che non è importante il vestito ma chi lo indossa”.
NOEMI GARIANO

Addio collezionismo

Chi tra noi non ha mai collezionato, almeno da bambino o da adolescente, francobolli o figurine o altro ?

Alcune bambine (ma anche non più tali) collezionavano bambole, i maschietti le automobili scala 1:43 o figurine di calciatori, ma era in ogni caso un collezionismo in itinere, perché uscivano sempre nuovi modelli di automobili, o ricominciava un nuovo campionato di calcio (anche se, allora, il passaggio dei giocatori da una squadra all’altra era un evento rarissimo) o il Poligrafico emetteva nuovi francobolli.

Il collezionismo non era soltanto un investimento, specie la filatelia e la numismatica, ma anche un modo per trascorrere del tempo seguendo una propria passione, rilassandosi e scambiando informazioni preziose con altri collezionisti.

Oggi, ma il trend è in calo già da alcuni anni, il collezionismo è relegato ad alcuni rari casi, peraltro riferiti a cifre considerevoli, praticato da specialisti del settore: quadri, statue, ceramiche, tappeti e arazzi, monete pregiate.

Il motivo è da ricercare in più di una causa.

In primis, ritmi di vita sempre più stressanti, tempo libero ridotto al lumicino, non permettono di seguire con costanza un passatempo, qualsiasi esso sia.

Poi, non meno importante, la crisi economica ha, sulla carta, costretto le persone a rinunciare a spese extra, anche se spesso la stessa cifra, se non di più, viene sprecata acquistando oggetti inutili, aderendo a offerte non necessarie, non valutando altri preventivi in sede di acquisto.

E’ evidente come questo trend negativo abbia sfalsato l’economia di quel settore, basato sulla domanda e sull’offerta: aumentata quest’ultima a scapito di una diminuzione della prima.

A scuola, e non parlo di secoli fa, i docenti ci invogliavano a iniziare una qualche forma di collezione: minerali, francobolli, monete, libri, fotografie e così via. Io, personalmente, dopo aver iniziato a collezionare francobolli intorno ai 7 anni, ho smesso a causa dei costi e dell’attenzione necessaria per proseguire una buona collezione; grazie ad alcune circostanze fortunate, tuttavia, ho iniziato a collezionare libri, esclusi i romanzi, e al momento ho circa 5000 libri, quasi tutti letti o consultati.

Quando vado a casa di amici, specie se hanno figli in tenera età, noto quasi con dispiacere che nessuno di loro collezioni qualcosa, dagli oggetti banali a quelli di valore: appare subito agli occhi, oltre a quanto ho scritto prima riguardo al poco tempo che ci rimane, che non si dia più valore agli oggetti che vengono ormai solo usati, sfruttati e poi buttati quando non servono più. I viaggi, dei quali collezionavamo con cura i biglietti aerei, complice la prassi dei biglietti virtuali non sono più un arricchimento culturale ma un riempitivo dei momenti di inattività, qualcosa da fare perché ormai è la moda.

E che dire dei biglietti dei concerti? Alcuni miei amici conservano gelosamente i biglietti dei Rolling Stones (1982) o di Renato Zero (1979) a Torino oppure di David Bowie a Milano nel 1988; ora probabilmente vengono buttati per terra appena varcati i controlli all’ingresso.

E’ come se volessimo vivere il tutto subito lasciandocelo immediatamente alle spalle appena vissuto, appena fatto, cancellando i ricordi seppure piacevoli, è come se il passato, anche se recentissimo, ci spaventasse e guardassimo solo al futuro, anche se incerto.

Qualcuno, tutt’al più, colleziona calamite (il più delle volte regalate da amici che sono stati in un Paese esotico) ma è un caso su cinquanta.

Io sono convinto che qualsiasi oggetto usato (anche un francobollo annullato lo è) rechi con sé una storia, breve o lunga non importa; i luoghi in cui è stato, chi l’ha posseduto, l’uso che ne è stato fatto, chi l’ha costruito e possederlo attribuiscono valore all’oggetto e ne proseguono la vita. In altre parole, una parte dell’energia acquisita prima che diventasse nostro viene tramandata a noi.

Analizzate seriamente il vostro tempo, nell’arco di un mese ad esempio: siete proprio sicuri di non riuscire a trovare il tempo per iniziare a collezionare qualche oggetto che, altrimenti, sarebbe destinato all’oblio o alla distruzione?

Sergio Motta

Cultura: nasce il Polo ‘Giubileo Incontri’, special guest Giancarlo Giannini

L’iniziativa della storica onoranza funebre ‘Giubileo’ verrà presentata a media e autorità del territorio martedì 2 luglio con un grande party inaugurale.

Verrà presentato in anteprima a Torino Martedì 2 luglio 2024a un parterre privato di ospiti di primo piano il nuovo Spazio Culturale ‘Giubileo Incontri’, nato dalla volontà della famiglia Scarafia, titolare delle storiche ‘Onoranze Funebri Giubileo’ di offrire alla cittadinanza un’alternativa moderna e avanzata di aggregazione, condivisione e conoscenza.

Special guest l’attore Giancarlo Giannini, fra i nomi di punta del cinema italiano nel mondo.

Celebrare la Vita nelle sue forme più belle è l’obiettivo. Arte, cultura, musica, poesia, teatro e letteratura. ‘Giubileo Incontri’ è il nostro grazie a tutti i torinesi che ogni giorno s’impegnano a fondo in discipline dedicate al bello e al buono fondamentali per la crescita della società, l’incoraggiamento alla socializzazione e l’educazione dei giovani”, spiega Serena Scarafia, Presidente del Cda di ‘Giubileo Srl’.

Sede di questa realtà è uno stabile di 750 mq recentemente riqualificato, sito in Corso Bramante 58/7, dotato di una Sala Polivalente tecnologicamente all’avanguardia, di due Aree Mostre musealizzate, di ampi spazi per la convivialità, reception, aree ristoro ed un grande parcheggio riservato.

​La funzione primaria di “Giubileo Incontri” è accogliere eventi culturali e associazioni che ambiscono a trovare un luogo idoneo disponibile o atto a diventarlo.

Per farlo, è possibile inviare una e-mail all’indirizzo giubileoincontri@giubileo.com per sottoporre un progetto o richiedere disponibilità in calendario anche per eventi di carattere privato in linea con la filosofia, la mission e la vision del luogo.

​A inaugurare la struttura sarà la mostra “Torino 2006: il ritorno”, con oltre 500 pezzi esposti, dedicata ai XX Giochi olimpici invernali. La scelta del tema e del periodo di inaugurazione sono voluti: per celebrare l’avvento di ‘Giubileo Incontri’ si è scelto di ricordare l’evento che ha portato Torino all’attenzione del mondo, facendola rinascere sotto molti aspetti e ascrivendola tra le grandi mete turistiche italiane, nel 25° anniversario dell’assegnazione dei Giochi alla Città di Torino durante il 109° Congresso del Comitato Internazionale Olimpico tenutosi a Seul.

​L’esposizione è resa possibile grazie al contributo di Gabriele Cresta, torinese e collezionista di cimeli legati alle Olimpiadi e Paralimpiadi di Torino 2006, che ha messo gratuitamente a disposizione gli oggetti presenti in mostra, curandone in prima persona l’allestimento.

​Durante il party inaugurale, il curatore condurrà il pubblico presente in una visita guidata alla mostra, disponibile per chi ne faccia richiesta in seguito in date concordate.

​Attraverso un percorso suddiviso in 14 vetrine tematiche, affiancato da 150 didascalie, sarà possibile ripercorrere quel periodo unico, vissuto dalla Città di Torino e dal Piemonte, che va dalla Candidatura come sede olimpica al 19 marzo 2006, data della Cerimonia di Chiusura dei IX Giochi paralimpici invernali.

All’interno della mostra sarà riservato un piccolo spazio anche agli altri importanti eventi sportivi che hanno interessato Torino a ridosso delle Olimpiadi: da Torino Ice nel 2005 alle Universiadi nel 2007, ricordando anche i Campionati del mondo di Scherma e quelli di Scacchi del 2006.

​La mostra sarà aperta gratuitamente al pubblico dal 4 luglio 2024 al 29 settembre 2024, con il seguente orario: giovedì e venerdì dalle 11.00 alle 18.00 e sabato dalle 9.00 alle 13.00.

​Tutte le informazioni sul sito www.giubileo.com.

Wild: la profumazione che racchiude l’essenza del Parco Gran Paradiso

Selvaggio come le vette sferzate dal vento. Forte come gli alberi secolari che odorano di resina, foglie, gemme e corteccia. Accogliente come il profumo dei fiori e dei frutti che nascono spontanei. Questo è Wild, il profumo d’ambiente del Parco Nazionale Gran Paradiso, una sinfonia olfattiva che racconta la natura pura, libera e forte del più antico Parco Nazionale italiano.

Ideale per la casa o per i luoghi di studio e di lavoro, Wild è l’essenza intesa come aroma, ma anche come sintesi di quell’anima selvatica e affascinante che caratterizza la Natura di questo grande territorio a cavallo tra Piemonte e Valle d’Aosta (più di 700 Km²), primo Parco nazionale istituito nel 1922.

La sinfonia olfattiva creata dalla Maître Parfumeur Salvina D’Angelosi compone di Foglie di Violetta, Bacca Rosa, Frutti Rossi, Nocciola e Betulla per le note di testa, Mirra, Lavanda, Genziana, Rosa, Geranio, Artemisia e Ciliegio per quelle di cuore e Cuoio, Ambra Bianca, Patchouli, Vetiver e Legno di Frassino per le note di fondo. Il profumo alpino e balsamico di Wild esplode nell’aria riecheggiando in un’energia sensoriale di note morbide, ambrate, nomadi, legnose e selvagge che si diffondono concentrate in un bouquet di viole, rose e aromi di timo e quercia dolce. Il suo sentore di montagne verdi, vette dentate, selve, pascoli e cielo blu infonde infine serenità e pace non solo nell’ambiente, ma anche nella persona.

La fragranza nasce da uno studio condotto dal Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari dell’Università degli Studi di Torino che ha avuto l’incarico di analizzare 218 specie tra piante aromatiche, officinali e fiori autoctoni adatti ad uso cosmetico forniti dall’Associazione LE TERRE DEI SAVOIA e presenti sul territorio Alpino all’interno del PNGP. Di queste ne sono state individuate circa 15 che la Maître Parfumeur ha sapientemente abbinato ad altre specie per dare vita a questa sinfonia olfattiva il cui senso è proprio l’invito a cercarla dal vero questa Natura incontaminata, visitando e soggiornando in una delle 5 valli che solcano un’area protetta a circa 2 ore dal capoluogo piemontese.

Essentiàlia – The Scent Experience, format di coinvolgimento sensoriale che nasce da un’intuizione del Gruppo YEG! – ha creato con la Maître Parfumeur il Scent Logo del Parco Nazionale Gran Paradiso e ha collaborato con Artefatto per la produzione di Wild. Artefatto, in qualità di concessionario, ha infine effettuato la commercializzazione del profumo che è disponibile nei formati 100 ml accompagnato da bastoncini di rattan la cui porosità favorisce un’effusione più omogenea e completa delle essenze rispetto ad altri tipi di legno, spray 50 ml e spray 15 ml.

La profumazione nasce grazie ad un progetto di ricerca durato 2 anni che ha avuto come partner numerosi soggetti pubblici e privati all’interno del Fondo Europeo di sviluppo regionale Interreg Alcotra, il piano integrato tematico a favore della biodiversità sulle Alpi occidentali che collegano l’Italia alla Francia Biodiv’ALP e PROBIODIV che promuove la biodiversità e gli habitat come fattori di sviluppo dei territori e mette in atto una governance per la valorizzazione e la tutela attiva e partecipativa transalpina. Per definire la brand personality del Parco e fornire informazioni utili alla Maître Parfumeur è stato infine sottoposto un questionario ad un panel di 150 persone selezionate dal PNGP alle quali è stato chiesto per associazione di idee che cosa per loro il Gran Paradiso effettivamente rappresentasse.

Wild è stato presentato a Palazzo Birago, sede istituzionale della Camera di commercio di Torino, alla presenza dei relatori Bruno Bassano Direttore del PNGP e Guido Bolatto Segretario Generale Camera di commercio di Torino. La scelta della location è legata al fatto che la CCIAA da sempre promuove e incentiva lo sviluppo dell’economia locale proprio come il PNGP intende fare con questo prodotto che sarà commercializzato sul territorio nei centri di informazione, in alcuni negozi e tramite E-commerce sul sito del Parco Nazionale Gran Paradiso.

Bruno Bassano, Direttore del PNGP, sottolinea: “Questo progetto, che nasce da una ricerca su numerose specie aromatiche del Parco, porta con sé la tradizione per cui ogni nostra azione, anche di sviluppo, si basa su un concreto approccio scientifico. E sarà attraverso questa fragranza che le persone ricorderanno e ameranno questo territorio di una bellezza profonda, a volte duro e severo, non sempre per tutti”.

Guido Bolatto, Segretario Generale Camera di commercio di Torino, afferma: “La collaborazione dell’ente camerale con il Parco Nazionale Gran Paradiso è attiva da tempo: dalla nascita del Marchio di Qualità Gran Paradiso, progetto sorto per garantire al consumatore la qualità dei prodotti, alle celebrazioni per i 90 anni di istituzione del Parco. Una sinergia che rinnoviamo anche in questa occasione di valorizzazione del territorio che può trasformarsi in un’opportunità commerciale per le imprese”.

Eye Yoga contro la stanchezza degli occhi

ESERCIZI CON BENEFICI ANTIAGING

Giornate passate a lavorare davanti al computer, ad usare gli smartphone, a guardare la televisione, diverse ore circondati da schermi di ogni tipo  sottopongono i nostri occhi a tensione e sforzi eccessivi. Le nostre vite girano,e lo faranno sempre di più, intorno a questi dispositivi “magici” che ci supportano nel lavoro e che accompagnano, con svaghi di vario genere, la nostra vita personale assicurandoci divertimento, vetrine social ecomunicazione. Non si torna indietro, la tecnologia rappresenta il futuro, lo smart working è oramai una modalità di lavoro consolidata, i nostri passatempi  sono gestiti da device sempre più potenti e totalizzanti. Considerato quindi che, con ottima probabilità, non potremo più fare a meno di questi aggeggimonopolizzanti, è necessario trovare soluzioni efficaci per proteggere la salute dei nostri occhi preservandolidalle conseguenze, spesso fastidiose, create da questa  tecnolife quotidiana.

Tra i metodi più apprezzati per alleviare la stanchezza e l’affaticamento dei muscoli e dei recettori oculari troviamo l’Eye Yoga, una tecnica di rilassamento che attraverso una serie di semplici esercizi permette di allentare lo stress dei nostri bulbi. Non serve nessuna abilità particolare come nello Yoga completo, non abbiamo bisogno di praticare posizioni che richiedono attitudine e allenamento, questo stretching degli occhipuò essere eseguito in una posizione comoda, nel luogo per noi più funzionale e confortevole.

Ma quali sono gli esercizi di Eye Yoga da fare per alleviare lo stress a cui sono sottoposti i nostri occhi? Come devono essere praticati?

Sicuramente è necessario eseguirli senza lenti a contatto né occhiali, in una posizione comoda, accompagnati da respirazione profonda, tutti i giorni per qualche minutoal giorno in una situazione di tranquillità e senza fretta.

Il primo esercizio si chiama trataka (prende il nome da un metodo trantrico di meditazione e purificazione yogica) e consiste, da seduti con la schiena appoggiata, nel guardare la fiamma di una candela  senza sbattere le palpebre per almeno 3/5 minuti, senza preoccuparsi delle lacrime che scenderanno che in realtà hanno una azione purificante e che, sempre secondo la filosofia yoga, sonoin grado di eliminare anche brutti pensieri. Alla fine dell’esercizio è necessario aprire e chiudere di seguitogli occhi per qualche secondo.

Il secondo esercizio, lo spostamento della messa a fuoco, oltre ad allenare i muscoli oculari, migliora la capacità di concentrazione.

Sempre da seduti,  si cerca di allungare il più possibile la mano sinistra con il pollice verso l’alto. Si focalizza lo sguardo sul pollice, senza muovere il collo il mento, mentre il braccio si sposta da destra a sinistra e viceversa. Questo esercizio, da fare lentamente, va ripetuto 4/5 volte.

L’esercizio seguente, la rotazione degli occhi, previenel’affaticamento degli occhi.

Seduti con la schiena dritta si inizia facendo un respiro profondo. Si  procede guardando lentamente il soffitto, cercando di mantenere il più possibile la concentrazione,  si va avanti ruotando entrambi gli occhi in modo da guardare del tutto a destra, poi di nuovo in alto, poi a sinistra e verso il basso per finire dritto davanti a séfacendo un nuovo profondo respiro. E’ da ripetere qualche volta prima di cambiare direzione e muovere gli occhi nell’altro senso.

Infine il quarto esercizio, il palming, serve per calmare e rilassare i nostri occhi.

Si comincia riscaldando le mani strofinandole per poi appoggiare delicatamente entrambi i palmi sugli occhi con i polpastrelli sulla fronte. Si inspira lentamente, cercando di liberare la mente, e mentre si guarda nell’oscurità delle proprie mani si effettuano circa 10-14 respiri in un minuto.Ripetere per diversi minuti mentre si inspira ed espira profondamente.

Questi pratica, che ovviamente non deve essere considerata una terapia o una cura per patologie oculari specifiche, è utilizzata in diverse scuole di Yoga orientali e da qualche tempo è stata importata in occidente. L’Eye Yoga consentein sostanza, dopo diverse ore di faticoso “screen time”, di allungare ed allenare i muscoli degli occhi rendendoli più forti e resistenti, inoltre favorisce  il naturale effetto lifting dello sguardo e, attraverso un azione anti-stress generale,aiuta ad allentare la tensione e le diverse  conseguenzefisiche fastidiose come mal di testa.

Maria La Barbera 

I consigli della consulente di immagine

SCOPRI – TO  Alla scoperta di Torino
Nel panorama torinese molti sono coloro che si avvalgono di un consulente di immagine per migliorare il proprio look, sia uomini che donne, perché vedersi meglio equivale a sentirsi meglio.
Oggi scopriamo qualche consiglio di stile con Lidia Randaccio consulente di immagine e hair-dresser di Torino.
D: Lidia raccontaci qual è il tuo mestiere nel dettaglio?
R: Aiuto le persone a vedersi meglio, si parte da uno studio di armocromia, ovvero capire quali colori armonizzano maggiormente il volto della persona in base alle sue caratteristiche.
D: Se però noi amiamo un colore possiamo comunque utilizzarlo senza svalorizzarci?
R: Si la tecnica è quella o di metterlo lontano dal viso o mixarlo con colori che invece ci valorizzano, in linea di massima quando scopri cosa ti sta bene difficilmente opti per altro.
D: A proposito di colori possiamo però capire come abbinarli tra loro grazie al Cerchio di Itten che troviamo anche online facilmente.
R: Si esatto è uno strumento molto semplice da usare ci aiuta nelle combinazioni. La regola principale è che i colori opposti sulla ruota possono essere abbinati creando un effetto “wow” contrastante come un viola con il giallo per esempio. Se vogliamo rimanere più classici andiamo ad abbinare i colori del cerchio vicini fra loro come il rosso con il viola o il giallo con il verde oppure in gradazione un arancione più intenso con uno più chiaro.
D: Se vogliamo abbinare più colori?
R: Vale la stessa regola, io consiglio insieme a queste combinazioni di usare molto anche i colori neutri come il beige, il color panna e il nero, avendoli però in palette! Il nero è elegante e chic ma ricordiamoci che non illumina quindi non è adatto a tutti i giorni.
D: Quanto è importante sentirsi bene anche in casa non solo fuori?
R: Tantissimo, bisogna percepirsi in ordine sempre, puntando su stoffe morbide e colori delicati come l’azzurro del mare o il colore corda. In modo da sentirci bene anche in casa.
D: Qual è il look perfetto per una giornata al mare?
R: Pantalone morbido in lino, top, cappello di paglia enorme e occhiali.
D: D’inverno?
R: Sciarpe, cappelli e tantissimi cappotti stilosi.
D: Perché è importante l’armocromia anche per gli uomini?
R: Perché l’uomo a differenza delle donne usa ancora meno cose, quindi, è fondamentale che siano perfette per lui, soprattutto la cravatta che è vicina al viso.
D: Sappiamo che tu fai anche consulenze di body-shape e anche di “armadio” che cosa significa?
R: E’ una consulenza che ti aiuta a riscoprire i tuoi vestiti, riuscire a renderli funzionali anche se magari il cliente non li metteva da anni, è una bella rivoluzione per salvare tante cose in un’epoca in cui spesso siamo portati a gettare.
D: E’ quindi fondamentale prendersi cura anche della parte estetica per aiutarci a stare meglio all’interno?
R: Assolutamente sì, quando ci piacciamo e ci amiamo lo trasmettiamo, vestirci bene ci da sicurezza e ci fa rapportare con gli altri in modo differente ottenendo così risultati più performanti. Inoltre, gli stessi tessuti che abbiamo addosso riescono a influenzare come ci sentiamo ecco perché è importante saper scegliere!
Noemi Gariano

Dal 27 al 30 giugno la Festa patronale di Volpiano


Musica e stand gastronomici in piazza Italia

Da giovedì 27 domenica 30 giugno, a Volpiano in piazza Italia, si svolge la Festa patronale dei Santi Pietro e Paolo, con musica dalle 21, gli stand enogastronomici regionali e lo stand della Pro Loco.

Il programma si apre giovedì 27 alle 21 con Gabriel Giusty Djvenerdì 28 in consolle c’è Danilo Djsabato 29 alle 21 Vascollection con le canzoni di Vasco Rossi e alle 22.30 la consegna della Costituzione ai Coscritti 2006; la festa si chiude domenica 30 con alle 10 la processione e alle 11.15 la messa, alle 21 si balla con Ornella’s Group e alle 23.30 vengono eletti Miss Mister Coscritti 2006.