LIFESTYLE- Pagina 112

“Di Freisa in Freisa” … ma esageruma nen

Va in scena a Chieri la XV edizione della rassegna dedicata a uno dei “vitigni” simbolo del Piemonte

Sabato 10 maggio

Chieri (Torino)

Sapori. Arte. Cultura. Con l’aggiunta di una mirata attenzione verso il “sociale” e un “sostegno concreto” alle realtà benefiche del territorio. Nasce sotto il segno di questa importante premessa, a Chieri, la XV edizione di “Di Freisa in Freisa” che si articolerà, a partire dalle ore 12, nell’intera giornata di sabato 10 maggio. Organizzato, insieme al “Comune di Chieri”, dal “Consorzio di Tutela e Valorizzazione delle DOC Freisa di Chieri e Collina Torinese”, il programma si presenta davvero ricco di iniziative, studiate per agevolare l’incontro fra la locale “enogastronomia”  e il mondo della “cultura” (musica, arte, letteratura e storia) non meno che con il “gioco” e la voglia (che non guasta mai!) di “solidarietà”.

Sottolinea Matteo Rossotto, presidente del “Consorzio”“Oltre ad essere uno dei vini storici del Piemonte, conosciuto e apprezzato per la sua grande varietà e qualità, la ‘Freisa’ riveste un fondamentale ruolo di ambasciatore del proprio territorio. E ‘Di Freisa in Freisa’ da sempre, attraverso la festa di questo ‘vino simbolo”, vuole far conoscere la città di Chieri e i suoi dintorni, le sue bellezze architettoniche così come la sua storia e il tessuto produttivo, culturale e artistico”.

Cuore nevralgico della manifestazione sarà la centralissima Piazza Cavour che, a partire dalle 12, aprirà i battenti con “Note e calici di Freisa”Oltre 20 le cantine presenti e degustazioni guidate in modalità “walk around tasting”, sotto il segno di un  viaggio nel cuore enologico del Torinese reso ancora più straordinario e autentico dalla presenza dell’“Enoteca Regionale dei Vini della Provincia di Torino”, che con il suo banco degustazione dedicato inviterà all’assaggio dei vini “ospiti” della provincia di Torino. Il tutto accompagnato, ovviamente, da un insieme di cucine di strada provenienti dal Chierese e dall’Astigiano, che non mancheranno di allietare i palati più fini con proposte felicemente sbilanciate fra il tradizionale (il “Galucho d’cher”) e l’innovativo più curioso e allettante, accompagnato da proposta di birre artigianali, con due “Maestri del Gusto”: il chierese “Filodilana” e il “Birrificio Pinerolese”. Colonna sonora di questo grande spazio dedicato alla cultura enogastronomica saranno le note del “djset”, che animeranno l’intera giornata da una postazione scenografica sul sagrato della chiesa di “San Bernardino”, grazie anche alla presenza del “dj vignaiolo” Francesco Quarna direttamente da “Radio Deejay”.

Momento chiave della giornata sarà sicuramente la “Cena di Gala sotto le stelle”a partire dalle 20 in Piazza Umberto I, sotto il celebre “Arco Trionfale” simbolo della città. A guidare i partecipanti in questo magico itinerario all’insegna dei sapori, sarà il chierese Eddy Vara“Head Chef” della cucina italiana in eventi internazionali. A lui il compito di abbinare la tradizione delle antiche ricette con l’estro innovativo dell’arte culinaria contemporanea. Ad accogliere gli ospiti e a servire la cena saranno gli studenti dell’“Istituto Alberghiero Bobbio” di Carignano e dell’“Istituto Alberghiero Colombatto” di Torino, che avranno così l’opportunità di testare direttamente “sul campo” le teorie apprese durante il loro percorso formativo. Anche in quest’occasione, farà curiosamente capolino la musica. Tra una portata e l’altra, infatti, andrà in scena lo spettacolo “Note di Vino”, un’esperienza di “degustazione eno-musicale” unica nel suo genere, ideata e diretta da Francesco Quarna e Maurizio Rossato di “Radio Deejay”. Ogni etichetta durante la cena sarà infatti abbinata a un brano musicale che rispecchia il carattere, il ritmo, il mood, i profumi del vino stesso. E non solo. La “Cena di Gala sotto le stelle” sarà anche una grande “occasione di solidarietà”: parte del ricavato sarà infatti devoluto per sostenere il Progetto “Aiuta CRI aiuta” della “Croce Rossa Italiana” sostenendo la raccolta fondi per la riqualificazione artistica dei locali del Pronto Soccorso dell’Ospedale di Chieri.

E non finisce qui. “Di Freisa in Freisa” proporrà anche in Chieri iniziative e percorsi culturali e ludici atti a promuovere le eccellenze del territorio. Ad iniziare dal “Museo del Tessile” (via Santa Chiara, 6) che, per l’occasione prorogherà l’orario di apertura dalle 14 alle 19 (stessa cosa per “Start Gallery”dalle 15 alle 18, con ingresso gratuito) permettendo l’accesso ai propri atelier e la partecipazione ad alcune attività; in via Vittorio Emanuele II, l’Associazione di Promozione Sociale “CioCheVale” presenterà “Arte in Freisala fotografia incontra il vino”. Una mostra di fotografie realizzate da Giancarlo Volpi, stampate utilizzando il “Freisa di Chieri” come “reagente naturale”, senza l’uso di chimica di sintesi. Nientedimeno! E accanto all’arte, il “Gioco”, con il “Laboratorio di Centurazione” per i bambini dai 5 ai 12 anni e il “Ludichieri” a tema enogastronomico per il pubblico più adulto. Da non perdere, infine, alle 17, in piazza Cavour “L’aperitivo con gli autori”: faccia a faccia fra la scrittrice brianzola Paola Cereda – suo ultimo libro “L’unico finale possibile” – ed il noto libraio torinese Rocco Pinto, autore di “Viaggi di carta”.

Per info e programma: www.freisadichieri.com

g.m.

Nelle foto: immagini di repertorio e Matteo Rossotto

Una Crema Reale celebra i 200 anni di Piazza Vittorio a Torino

Nuovo locale per la gelateria Nivà che dedica, alla piazza porticata più grande
d’Europa, un gusto speciale
La nobile piazza Vittorio di Torino, progettata dall’architetto ed urbanista Giuseppe Frizzi
nel 1825, compie 200 anni. Un genetliaco prestigioso per questo spazio architettonico che
collega la parte barocca del capoluogo piemontese con l’esedra del ‘600 a Borgo Po, il
quartiere oltre il fiume con la splendida chiesa della Gran Madre di Dio.
Per questa speciale occasione, la gelateria artigianale Nivà, di casa in piazza Vittorio, ha
spostato la sua storica gelateria al nr. 8, in un locale più grande e perfettamente in linea
con lo spirito del marchio, creativo ma al tempo stesso saldamente legato alla tradizione
sabauda.
Una passeggiata nel cuore aulico di Torino offrirà così l’occasione per scoprire la Crema
Reale 1825, il dolce tributo di Nivà alla nobile ed elegante piazza Vittorio Veneto.
Il gusto dedicato al bicentenario della piazza, nasce dopo un attento studio dei documenti
dell’epoca di cui vuole rievocare l’atmosfera regale attraverso una combinazione di sapori
intensi e raffinati. La Crema Reale 1825 unisce sapientemente tre ingredienti tra i più
amati dai torinesi dell’Ottocento, lo zabaione, la nocciola ed il cacao. Il risultato è un gusto
sontuoso, una crema dalla struttura ricca e dal profumo avvolgente.
Tra le altre golose novità per l’estate 2025 firmate Nivà, spiccano i Nivotti, originali
gianduiotti gelato che racchiudono un cuore cremoso di gelato artigianale, avvolto da un
sottile strato di cioccolato fondente.
Infine, per chi cerca leggerezza senza rinunciare al piacere, Nivà è tra le prime gelaterie in
Italia a proporre una vera linea di gusti artigianali senza zucchero.
Alessandro Sartore

Torino mostra il suo “lato design” con sei itinerari turistici guidati a piedi

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Rivolti a turisti e cittadini per un totale di 33 tour

Dal 10 maggio al 21 novembre sei nuovi itinerari turistici tematici condurranno visitatori e appassionati alla scoperta dei quartieri storici e delle aree in trasformazione di Torino, mettendo in luce luoghi, oggetti, segni e storie che testimoniano la vocazione creativa della nostra città.
Nel 2014 Torino è stata designata Città Creativa UNESCO per il Design, riconoscimento che ha consacrato il ruolo del capoluogo subalpino come polo di eccellenza dell’innovazione e del design, a partire dall’industria automobilistica, ma anche di sostenibilità ambientale e innovazione sociale, sede di una ricchissima rete di realtà produttive, istituzioni di alta formazione e ricerca e professionisti impegnati sul fronte delle nuove tecnologie.
Al fine di valorizzare e promuovere tale patrimonio anche dal punto di vista turistico, la Città di TorinoTorino Urban Lab, il Circolo del Design, le Associazioni Federagit Confesercenti e G.I.A. Torino e Turismo Torino e Provincia hanno ideato sei percorsi guidati, a piedi, che raccontano il design come chiave di lettura della città con un linguaggio che si intreccia con l’architettura, l’arte, l’artigianato, l’innovazione e la rigenerazione urbana. L’iniziativa nasce nell’ambito del progetto “Torino. Dire Fare Vedere Design. Una città creativa UNESCO“, finanziato dal Ministero del Turismo attraverso l’avviso pubblico del 2022 per la valorizzazione dei comuni con siti UNESCO e delle città creative.
I nuovi itinerari turistici dedicati al design – dichiara l’assessore al Turismo della Città di Torino Domenico Carretta – permettono di leggere la città da angolazioni inedite, portando cittadini e visitatori a scoprire quartieri in trasformazione, luoghi simbolici e realtà virtuose legate alla creatività e alla sostenibilità. Un percorso coerente con il riconoscimento UNESCO che Torino detiene nel settore del design, che valorizza il patrimonio culturale della nostra città intrecciando storia, innovazione e identità locale“.
Questo progetto – aggiunge l’assessora alla Cultura della Città di Torino Rosanna Purchia – contribuisce a rendere più visibile e accessibile il patrimonio culturale legato al design come forma di espressione, produzione e rigenerazione urbana. I percorsi proposti mettono in dialogo spazi storici e contemporanei, architettura e artigianato, innovazione e sostenibilità, offrendo un’esperienza culturale diffusa e dinamica. È anche un invito a riconoscere il valore dei linguaggi del contemporaneo come strumenti per comprendere meglio la città e i suoi processi di cambiamento.”
Siamo certi – sottolinea Maurizio Vitale, Presidente di Turismo Torino e Provincia – che tali percorsi regaleranno ai visitatori un racconto inedito della nostra città; ringrazio le Associazioni di Categoria, GIA Piemonte e Federagit, per il loro prezioso supporto nella progettazione degli itinerari turistici e Urban Lab e il Circolo del Design per aver mappato i luoghi”.
Il primo percorso, “Barriera Di Milano Circolare“, conduce gli ospiti alla scoperta della storia industriale del quartiere operaio per eccellenza, tra art nouveau, recupero di fabbriche e studi di design, un viaggio affascinante di circa due ore nel cuore di uno dei quartieri operai più emblematici della città, dove le tracce del passato industriale si intrecciano con le espressioni più innovative del design contemporaneo. Lungo il percorso, si potranno scoprire esempi concreti di recupero architettonico e rigenerazione creativa, in un perfetto equilibrio tra memoria e futuro. La passeggiata con partenza da piazza Crispi – punto di accesso simbolico al quartiere, un tempo animato da officine, operai e grandi fabbriche e oggi al centro di una significativa trasformazione urbana – attraversa ex aree industriali oggi riconvertite in spazi culturali e laboratori artigianali, dove l’arte del riuso è protagonista. Stoffe, pellami, plastica, copertoni e teloni dismessi vengono trasformati in oggetti d’uso quotidiano e arredi dal design originale, dando vita a un’economia circolare che mette al centro l’ambiente e la creatività. La tappa finale è un affascinante complesso di magazzini industriali dei primi del Novecento, oggi cuore pulsante di creatività in cui il recupero dei materiali prende forma in prodotti originali e sostenibili, testimoni di una nuova sensibilità ambientale e sociale.
Il secondo, “Un Inferno Trasformato In Paradiso. Archeologia Industriale a Parco Dora”, è un tour nel cuore della Torino postindustriale, alla scoperta dell’ex area delle ferriere Fiat, oggi trasformata in uno dei parchi urbani più innovativi della città. Il Parco Dora sarà lo sfondo di un percorso che racconta la nascita di un nuovo quartiere, dove natura, architettura e memoria industriale si intrecciano in un equilibrio inedito. Dal punto di partenza alla Chiesa del Santo Volto, l’itinerario si snoda tra passerelle, tettoie industriali, ponti pedonali e spazi verdi, attraversando le aree Vitali, Valdocco e Michelin del Parco Dora. Tra le tappe: l’Environment Park, le Isole nel Parco, le Terrazze sul Parco e le storiche case Michelin – simboli di una città che guarda al futuro senza dimenticare le proprie radici.
Il terzo, “Nel cuore di Torino: riflessi di Storia, sguardi sul Futuro“, con partenza dall’Ufficio del Turismo di Turismo Torino e Provincia (piazza Castello) si snoda tra design, storia e visioni contemporanee. Il percorso inizia dalla Galleria Subalpina, con la Libreria Luxemburg rinnovata, in equilibrio tra classicismo e interventi moderni. Poco distante, lo scenografico scalone barocco del Museo del Risorgimento cattura lo sguardo con luci e proporzioni teatrali. In Piazza Castello, si entra nell’atmosfera senza tempo di Baratti & Milano, caffè storico dal fascino liberty. Si prosegue poi da FRAV, concept store che incarna un’estetica urbana contemporanea. Il tour continua nel foyer del Teatro Regio, progettato da Carlo Mollino, dove forme curve e riflessi metallici disegnano uno spazio visionario, e si conclude in piazza Mollino, davanti al cantiere della Cavallerizza Reale, simbolo del dialogo tra passato e futuro.
I tre itinerari, della durata di circa due ore, hanno un costo di 7 euro; ridotto a 5 euro per over 65, ragazzi dai 12 ai 17 anni e possessori di Torino+Piemonte Card, Royal Pass o Abbonamento Musei; gratuito per bambini fino agli 11 anni.
Prenotazione su
Libraesva ESG ha rilevato un possibile tentativo di phishing da “http:turismotorino.org” http:turismotorino.org/tour-design
Sono in fase di definizione i restanti tre itinerari, che si svolgeranno a partire da domenica 20 luglio sino a venerdì 26 settembre. Durante la settimana del design, dal 17 al 26 ottobre, e nel mese di novembre, invece, si potrà scegliere tra i sei itinerari.

CALENDARIO
Maggio
Sabato 10 maggio ore 18 – Nel cuore di Torino: riflessi di Storia, sguardi sul Futuro
Domenica 18 maggio ore 10 – Un Inferno Trasformato In Paradiso. Archeologia Industriale a Parco Dora
Venerdì 23 maggio ore 16.30 – Barriera Di Milano Circolare
Sabato 31 maggio ore 18 – Nel cuore di Torino: riflessi di Storia, sguardi sul Futuro
Giugno
Domenica 8 giugno ore 10 – Un Inferno Trasformato In Paradiso. Archeologia Industriale a Parco Dora
Venerdì 13 giugno ore 16.30 – Barriera Di Milano Circolare
Sabato 21 giugno ore 18 – Un Inferno Trasformato In Paradiso. Archeologia Industriale a Parco Dora
Domenica 29 giugno ore 10 – Nel cuore di Torino: riflessi di Storia, sguardi sul Futuro
Luglio
Venerdì 4 luglio ore 16.30 – Barriera Di Milano Circolare
Sabato 12 luglio ore 18 – Nel cuore di Torino: riflessi di Storia, sguardi sul Futuro

Travagliato Cavalli 2025: nel cuore di tutti

Sir Winston Churchill (che servì nel 4to Ussari di Sua Maestà Britannica) scrisse che “c’è nel cavallo qualcosa che fa bene alle persone”.

Questo Qualcosa è anche stato a lungo indagato dalla scienza. La situazione è complessa ma non può essere qui indagata. Il fatto però sussiste ed è largamente dimostrato.

Il Torinese” si è allontanato dal suo territorio, arrivando fino alla provincia di Brescia per vivere una intera giornata insieme a chi subisce il fascino di questo nobile animale, oltre all’interesse per il cosiddetto turismo rurale e ai prodotti tipici del territorio lombardo.

La 43ma edizione di TRAVAGLIATO CAVALLI, svolta durante i primi quattro giorni di maggio, ha felicemente raggiunto l’obiettivo di coinvolgere un pubblico sempre più numeroso, certamente interessato a gare, spettacoli, sport e passione equestre per grandi e piccini, ma anche di grande interesse per visitatori attratti da modi ‘altri’ di contatto con natura, il turismo lento, l’inclusione sociale e attività all’aria aperta.

E’ proprio nello slogan del titolo NEL CUORE DI TUTTI che si esprime la mission di questa fiera, particolarmente pensata per essere accessibile e accogliente per ogni tipo di pubblico, dal neofita al più esigente e esperto.

Questo avvenimento, pur se perfettamente organizzato e gestito, non ha le preteste di fare concorrenza alla notissima (novembrina) Fiera del Cavallo di Verona, anche se una collaborazione fra i due enti è iniziata proprio a partire da Travagliato 2025.

Più raccolta e meno internazionale della secolare manifestazione veneta, Travagliato riesce, però, forse ad essere più vicina al cuore dei visitatori, grandi e piccoli, sia per i numerosissimi spettacoli di ogni genere offerti in strutture luminose, che per la possibilità di vivere meravigliose esperienze a diretto contatto con tanti cavalli semplicemente passeggiando per i viali della Fiera, ormai – per motivi di sicurezza – limitati a Verona Fiere.

Non potendo particolareggiare i tanti aspetti della fiera su un breve articolo, confermiamo di aver incontrato decine di meravigliosi binomi (cavallo e cavaliere/amazzone di ogni età) e ogni genere di attività equestre: dalla monta western (con adrenaliniche gare di rincorsa vitelli con i cavalli al galoppo sfrenato), all’elegantissima monta spagnola, ai nevrili cavalli arabi, alla presentazione al pubblico di razze e soggetti, oltre che a valide strutture di ippoterapia.

Sabato, dopo una emozionante gara di carrozze, molto seguita è stata inoltre l’esibizione della banda musicale ippomontata della Polizia di Stato.

Altro obiettivo raggiunto è stato quello di ampliare l’area Family con aree giochi, laboratori interattivi, fattorie didattiche e un graditissimo ‘battesimo della sella’, con l’offerta per i più piccoli – grazie a pazientissimi ponies – di un’occasione unica per avvicinarsi al mondo del cavallo in modo ludico ed educativo.

La Sintesi, alla base del nostro mestiere di giornalisti, ci impone però severe scelte nell’interesse del Meglio per i nostri lettori. Fra le tante opzioni desideriamo segnalare solo un gruppo sportivo, protagonista di una specialità sportiva veramente originale.

Il centro ippico EPOS di Aosta ha presentato le sue giovanissime speranze (tutte abbondantemente minorenni) le quali, oltre a saper montare a cavallo, vi uniscono la nobile arte dell’arcieria, riuscendo a scagliare in pieno galoppo frecce su paglioni posizionati sul terreno. Da notare che, avendo le mani impegnate da arco e frecce, amazzoni e cavalieri in erba sono in grado di controllare la cavalcatura solo con le gambe e il proprio equilibrio.

Il centro EPOS utilizza solo corti archi mongoli (i migliori per questa specialità sportiva) che riportano alla memoria l’origine di questo antico sport: la conosciutissima arte militare di combattimento a cavallo da sempre praticata in Estremo Oriente.

Per concludere, non possiamo che raccomandare per l’edizione 2026 una gita in Lombardia per un’intera giornata a Travagliato Cavalli, interessante un po’ per tutti i gusti e chiaramente per chi vuole approfondire una passione per il cavallo già consolidata.

Alcuni la chiamano … malattia; molti dei contagiati non ne guariscono infatti (ma allegramente) proprio più!

Sito: www.travagliatocavalli.com

Ferruccio Capra Quarelli

Ironia e autoironia: una risata ci salverà / 2

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In fondo l’ironia è saper prendere un po’ in giro senza essere offensivi, è riuscire a sdrammatizzare quanto la vita inevitabilmente ci propone, è cercare di alleggerire le situazioni, senza aggiungere reazioni pesanti a momenti difficili, è saper ridere di noi stessi senza perdere il rispetto e la considerazione che per noi abbiamo.

Ed è una delle armi più preziose e potenti a nostra disposizione per affrontare la vita, nonché una delle migliori e più raffinate forme di intelligenza. Stempera l’aggressività, sia nostra che quella dei nostri interlocutori, e rappresenta, a mio avviso, un raggio di elegante civiltà in un mondo che si va imbarbarendo.

È una barriera, morbida e flessibile, nei confronti della moltitudine di invidiosi, arroganti e permalosi che incontriamo pressoché quotidianamente sul nostro cammino. Anche l’ironica capacità di sorridere e ridere sulle nostre difficoltà, sui nostri limiti e sulle nostre disavventure è in grado di aiutarci a vivere nel modo migliore anche gli aspetti meno gradevoli della nostra esistenza.

Per quanto possa a tutta prima sembrare contraddittorio, l’ironia che rivolgiamo a noi stessi rappresenta una forma di amore verso di noi, e finisce con lo spiazzare chi non ci ama più di tanto… Raccontare in modo ironico i nostri limiti e i nostri difetti ci rende più amabili e simpatici e “smonta” chi, per i più svariati motivi, vorrebbe attaccarci.

L’ironia ci permette di essere leggeri in un contesto di persone spesso pesanti, che tendono a prendersi eccessivamente sul serio, e a sentire sulle proprie spalle i problemi del mondo. Possederne l’attitudine può funzionare come un vero e proprio “vaccino” contro il grigiore di queste persone, che fanno fatica a togliersi dal palcoscenico.

Se siamo capaci di dosarla adeguatamente, senza esagerare nell’utilizzarla e senza rischiare che trascenda in sarcasmo, l’ironia ci aiuta ad avere empatia verso le persone, ci avvicina agli altri, genera relazioni e affetti. Finendo così per migliorare lo stare insieme e, di conseguenza, la comunità. La vera ironia è patrimonio delle persone capaci di amare se stesse e il prossimo.

Roberto Tentoni
Coach AICP e Counsellor formatore e supervisore CNCP.
www.tentoni.it
Autore della rubrica settimanale de Il Torinese “STARE BENE CON NOI STESSI”.

(Fine della seconda parte)

Potete trovare questi e altri argomenti dello stesso autore legati al benessere personale sulla Pagina Facebook Consapevolezza e Valore.

Festa patronale a San Sicario Borgo: una festa di Comunità

CESANA TORINESEUna vera e propria festa di comunità quella che si è vissuta  venerdì 2 maggio, a Sansicario Borgo. La Pro Loco San Sicario 1560, con il patrocinio del Comune di Cesana Torinese, ha infatti organizzato la festa patronale di Sant’Atanasio patrono della frazione Sansicario Borgo.

Dopo la Santa Messa officiata da don Andrea Gallizio presso la Cappella di Sant’Atanasio nel borgo antico della frazione alla presenza del Sindaco Daniele Mazzoleni, accompagnato dalla Consigleira Comunale con delega al turismo Clementina Pansoya e delle donne in costume tipico, c’è stata la benedizione del Pane che poi è stato distribuito ai partecipanti sul sagrato della chiesa.

Dopo il saluto del Sindaco Daniele Mazzoleni e del presidente della Pr Loco SaN Sicario 1560 Emanuele Bruno è partita la distribuzione de “Les Gofres”, i tradizionali Gofri, ma anche pizze e focacce al forno della frazione.

Una batteria di sei gofriere ha sfornato Gofri fumanti per ore, perdendo il conto, ma si parla almeno di 25kg di impasto con oltre 500 Gofri degustati nelle versioni salate e dolci.

Nel pomeriggio musiche e balli occitani con il “Trio Chat-Berton”.

Il Sindaco Daniele Mazzoleni ringrazia gli organizzatori: “Come Amministrazione Comunale ringraziamo di cuore la Pro Loco San Sicario 1560 e tutti i Volontari che si sono messi a disposizione per questa riuscitissima festa. Una festa di comunità in un clima di grande amicizia. Un grazie anche a don Andrea Gallizio per aver celebrato la Santa Messa nella cappella di Sant’Atanasio. Una festa che ha dato un valore aggiunto a questo ponte del Primo Maggio che ha visto tanti turisti venire a Cesana e tanti Villeggianti scegliere di passare i giorni di festa qui sulle nostre montagne. Stiamo lavorando per l’estate e posso già anticipare che stiamo preparando una bella festa per il santo patrono di Cesana San Giovanni con il mercatino dedicato alla fioritura del Maggiociondolo organizzato direttamente dal Comune e di questo ringrazio la consigliera Clementina Pansoya che si sta adoperando”.

Soddisfatto anche il Presidente della Pro Loco San Sicario 1560 Emanuele Bruno: “La festa patronale di Sant’Atanasio è la prima iniziativa che mettiamo in campo come Pro Loco San Sicario 1560 e siamo veramente molto soddisfatti della risposta che abbiamo ricevuto. Un grazie di cuore va a tutti i Volontari che si sono prestati per realizzare la Festa, a don Andrea, alle Sinore in costume e al Sindaco Mazzoleni e all’Amministrazione Comunale che hanno partecipato alla nostra festa del Borgo”.

Partecipazione o relax?

 

Le recenti solennità del 25 aprile e del 1° maggio hanno evidenziato come alcuni valori vengano spesso messi da parte a favore di esigenze molto più umane.

Il 25 aprile, del quale quest’anno ricorreva l’80° anniversario, ed il 1° maggio, seppure per motivi diversi, hanno da sempre attirato attivisti politici e, in generale, chi si sentisse toccato dalle tematiche della Resistenza, del lavoro, ecc.

Non per nulla la Chiesa, almeno fino a qualche anno fa, fissava in quelle date due fra le celebrazioni più importanti: la Prima Comunione e la Cresima, facendo così in modo che almeno parenti ed amici dei “festeggiati”  fossero costretti a recarsi in Chiesa anziché alla manifestazione.  

In analogia ad altri cambiamenti intervenuti nella nostra epoca, anche queste due feste civili hanno subito un diradamento nelle partecipazioni, passando da cortei di migliaia di persone, concerti e manifestazioni di enorme rilievo a eventi che si autocelebrano per dovere di firma.

Il fatto che ora il Governo sia su posizioni non così vicine a quelle due date mostra che i cittadini prendono le distanze se non vengono coinvolti e spinti in alcune manifestazioni ideologiche.

Quest’anno, inoltre, le due date sono cadute in prossimità della Pasqua cristiana e, per giunta, coincidendo con “ponti” che dal 19 aprile sono giunti, con pochi giorni di ferie, fino al 4 maggio, consentendo con 7 giorni tra smart working (che molti posso svolgere ovunque, anche al mare) e ferie di godersi 16 giorni di stacco dalla città.

Due domande sporgono spontanee: quanto è ancora radicato il sentimento di riconoscenza per chi ha liberato l’Italia dal nazifascismo che vede, nel 25 aprile, la logica manifestazione di ricordo? E’ più importante la propria presenza a queste celebrazioni, per mantenere vivo il ricordo e mostrare la propria partecipazione oppure è corretto ogni tanto pensare a sé stessi (ed ai propri cari) e andare a rilassarsi anziché marciare con le bandiere?

A giudicare dai chilometri di cosa sull’autostrada A6 sembrerebbe che le gente sia più propensa al riposo che alla partecipazione civile.

D’altronde quando è stata l’ultima volta che avete visto qualcuno manifestare per l’aumento dell’IVA, per i tagli alla sanità, per il lavoro (diritto sancito, per altro, dall’art, 1 della nostra carta costituzionale) o per i femminicidi?

E l’ultima volta in cui tifoserie sono venute in contatto per problemi (ammesso che ve ne siano) tra le loro squadre?

Benvenuti nel nostro Paese.

Sergio Motta

Le supposte di glicerina

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Andreino è un tipo piuttosto strano. Non tanto per l’aspetto fisico – mingherlino, calvo, con due gambette corte e secche come manici di scopa – quanto per il carattere, diciamo chiuso, che dimostra di avere. Andreino è un burbero solitario. Uno di quelli  che dormono con il sedere scoperto , sempre di cattivo umore. Vive da solo, lavora da solo ( è un artigiano del ferro che non conta le ore e si tira “piat cumè ‘n dés ghèi”, piatto come una moneta da dieci centesimi, vale a dire stanco morto ), mangia da solo davanti alla tv accesa, va a cercar funghi da solo e non pesca mai dove ci sono altri. Ha le sue idee fisse sulla salute ( “l’infragiùur, se t’al cùrat, al dura sèt dì, se t’al cùrat mìa, al pòl durà anca na ‘smana”, che – tradotto –significa che il raffreddore, se lo curi, dura sette giorni, se non lo curi può durare anche una settimana).

A dimostrazione della scarsa considerazione che ha, in genere, dei dottori. L’unico per cui ha rispetto è il dottor Rossini. Da quella volta che gli curò una fastidiosissima sciatalgia, per Andreino è “un gatto”, il migliore, l’unico vero medico in circolazione. Se lo dice lui che si vanta di aver consumato più scarpe che lenzuola, dichiarando la buona salute e una certa avversione per quei signori che avevano contratto il giuramento di Ippocrate, c’é da credergli. Il problema è che il dottor Mauro Rossini, quelle rare volte che lo ha incontrato nella veste di paziente nel suo studio medico, non è quasi mai riuscito a spiegargli le cure che servivano poiché Andreino lo interrompeva,  annuendo vigorosamente e ripetendo come un mantra: “ho capito…certo…chiaro… grazie, grazie, dottore”. Un comportamento a dir poco imbarazzante, con tutti i rischi che poteva generare, tra i quali l’incomprensione. Tant’è che un giorno, recatosi dal medico perché sofferente da tempo di stitichezza e senza che nessun tipo di cura gli avesse fatto effetto, mentre il dottore stava illustrando diagnosi e rimedio, si alzò di scatto, lo ringraziò con tutto il cuore e si precipitò nella farmacia davanti al municipio. “Si ricorda la posologia?”, chiese il farmacista, consegnandogli le supposte di glicerina. Lui disse di sì e,  a scanso di equivoci, se ne fece dare due scatole. Passati una decina di giorni si presentò dal suo medico che gli domandò come stesse e se le supposte avessero fatto il loro dovere. Andreino, tenendo gli occhi bassi, temendo di fare una critica all’uomo che tanto stimava, rispose: “Caro dottore, per andar di corpo ci sono andato e son più libero ma mi è venuto un gran mal di stomaco. Quelle supposte “in pròpi gram”, sono cattive. Ogni volta che ne mettevo in bocca una e la masticavo mi veniva da vomitare”. Cos’era mai stato, direte voi? Ha poi solo sbagliato la parte, in fondo. Invece di farsele salire, le supposte le fece scendere. Comunque , l’effetto per esserci stato c’è stato. Alla spiegazione del medico, una volta tanto, prestò ascolto e compreso l’errore, si affannò con le scuse e i buoni proponimenti. Da quel giorno Andreino sta ancora da solo come un eremita ma ha imparato, se non ad ascoltare chi gli parla per il suo bene ( è più forte di lui..) almeno a leggere i bugiardini delle medicine. Così, per evitare fastidi e un po’ , come gli disse Giuanin, battendogli una gran pacca sulle spalle, per “tègn da cùunt la candéla che la prucisìon l’è lunga”. Un modo come un altro per dire al burbero ometto di aver cura di sé. Con il dubbio che le parole gli entrino da un orecchio per uscire immediatamente dall’altro.

Marco Travaglini

Le Gru ospita ONE PIECE Action Game

 

Evento ufficiale dedicato alla celebre saga giapponese

Le Gru inaugura il tour italiano del One Piece Action Game, evento ufficiale dedicato alla celebre saga giapponese, in programma dal lunedì al venerdì dalle15 alle 19, e sabato e domenica dalle 11 alle 19.

Da sabato 3 a domenica 11 maggio prossimi il mall di Grugliasco ospiterà la prima imperdibile tappa del tour italiano di ONE PIECE Action Game, esperienza immersiva ufficiale ispirata all’iconica saga giapponese creata da Elichirō Oda, diventata negli anni un fenomeno globale.

Dopo aver incantato milioni di fan in Francia con tredici tappe di successo nei centri del gruppo Klépierre, l’evento, realizzato da Thekom con licenza ufficiale TOEI ANIMATION, approda per la prima volta in Italia e inaugura il suo viaggio proprio da Le Gru, regalando ai visitatori un’occasione unica per vivere le emozioni dell’universo  di ONE PIECE.

Per nove giorni l’area eventi esterna coperta al Primo Piano delle Gru si trasformerà in un  vero concept deck  articolato in quattro aree tematiche ispirate ai celebri personaggi di Nami,  Usopp,  Zoro e Sanji, che accoglieranno grandi e piccoli in sfide interattive pensate per stimolare gioco, avventura e fantasia. L’attività è completamente gratuita.

Con oltre mille episodi animati e milioni di copie del manga vendute nel mondo, ONE PIECE è uno dei franchising più longevi e amati della cultura pop globale. La  sua forza narrativa, fatta di coraggio, amicizia e ricerca della libertà, continua a conquistare generazioni e a creare legami autentici.

“Siamo entusiasti di ospitare in esclusiva l’inizio del tour italiano del ONE PIECE Action Game proprio a Le Gru- afferma Alessia Zuccolo, Shopping Center Manager di Le Gru – Questo evento rappresenta al meglio il nostro desiderio di offrire esperienze nuove, Inclusive e coinvolgenti. ONE PIECE è un universo narrativo che coinvolge le persone, parlando a bambini, ragazzi e adulti; è esattamente questo lo spirito che vogliamo ritrovare ogni giorno nella nostra galleria”.

L’appuntamento a Le Gru è la prima tappa italiana del tour che attraverserà tutta la penisola, coinvolgendo sette Centri Commerciali Klépierre fino al prossimo settembre.

Mara Martellotta