LIFESTYLE- Pagina 102

In piazza Carignano il ‘Pranzo della Domenica’

 

Nello spazio aulico di piazza Carignano la Città di Torino ha ospitato il suo “pranzo della domenica”. L’iniziativa, promossa dai Ministeri dell’Agricoltura e della Cultura con il supporto dell’Anci, nasce per sostenere la candidatura della cucina italiana a patrimonio immateriale dell’Unesco e ha visto oggi il coinvolgimento di oltre 5mila Comuni italiani da nord a sud.

A Torino, alle spalle del Palazzo che fu sede del primo Parlamento del Regno d’Italia, si sono dati appuntamento cittadini, tra cui numerosi studenti, personalità della cultura, dello spettacolo, dello sport, del giornalismo mentre chef, ristoranti e trattorie del territorio portavano in tavola piatti tipici per valorizzare la cultura agroalimentare locale.
Una lunga tavola apparecchiata con i piatti della tradizione culinaria piemontese è stata così protagonista della piazza, ricreando quell’atmosfera conviviale e autenticamente popolare del pranzo domenicale in famiglia.

“Siamo davvero molto contenti di aver ospitato questa iniziativa – spiega il sindaco Stefano Lo Russo – che è stata un’opportunità per celebrare e promuovere le eccellenze enogastronomiche torinesi. La nostra città vanta una tradizione culinaria ricchissima e chiunque arrivi qui per la prima volta ne rimane colpito. È stata l’occasione per gustare queste specialità in un’atmosfera conviviale, contribuendo a sostenere la candidatura della cucina italiana come patrimonio dell’umanità. Sedersi a tavola, a Torino come nel resto d’Italia, non è solo un’abitudine ma uno spazio di condivisione, dialogo e cultura”.

La cucina italiana è patrimonio comune per oltre 60milioni di connazionali che vivono all’estero e di tanti stranieri che si ispirano allo stile di vita italiano. L’iniziativa ha coinvolto anche le sedi delle ambasciate nelle città di Londra, Parigi e New York, dove cibo e tradizioni locali sono stati protagonisti.

In piazza Carignano, il menù è stato curato dal critico e giornalista gastronomico Luca Iaccarino, ideatore di “Buonissima”, e ha portato in tavola pane di Massimiliano Prete e grissini preparati dal panificio Grano, la bagna caoda da bere servita in coppa Martini, iconico piatto del ristorante Casa Vicina, ideato per le Olimpiadi del 2006 e divenuto un must della loro cucina. Poi un giro di antipasti della tradizione piemontese, tra cui le acciughe al verde e l’immancabile vitello tonnato, preparati dai ristoranti Antiche Sere e Scannabue e a seguire gli Agnolotti di Lidia al sugo d’arrosto preparati da Guido Ristorante, mentre per dessert sono arrivati bunet e panna cotta seguiti da caffè e gianduiotti di Guido Gobino.

TORINO CLICK

Voglio, posso, comando

Quasi quotidianamente ricevo segnalazioni, da parte delle persone più disparate, di casi di mobbing sul lavoro, di dipendenti di alcuni ipermercati o altre imprese che trattano male i clienti, di forze dell’ordine che pensano di essere sceriffi nel far west.

E’ evidente che molti, troppi confondano autorità con autorevolezza, credendo che solo con la forza, con la durezza si possano ottenere i risultati attesi o esercitare il controllo della situazione.

Siamo di fronte all’ennesima distorsione ad opera delle moderne metodiche di insegnamento, utilizzate in alcune Università, dove occorre in primis pensare al risultato anche a costo di sfruttare il capitale umano e poi, eventualmente, pensare alle risorse umane.

Negli anni ’60 e ’70, quando il sindacato poteva ancora vantare quel nome, pur in contesti accesi come l’autunno caldo o altre manifestazioni di protesta, la maggior parte delle decisioni nascevano da un confronto tra impresa e parti sindacali, perché coinvolgere queste ultime comportava minori problemi di ribellione delle maestranze e, dunque, migliori prospettive per l’azienda.

Col passare del tempo, alcuni sindacati hanno preferito trattare direttamente con le imprese, ad alto livello, esautorando le rappresentanze locali e rendendo assolutamente vane le proteste o le possibilità di accordo, al punto che in alcune realtà i sindacalisti erano i primi a fare carriera.

Capitolo a parte meritano i sedicenti commercianti (venditori è più che sufficiente a descriverli) che, senza alcuna propensione a trattare col pubblico decidono di mettersi in proprio in uno dei settori più difficili dell’imprenditoria ed i risultati si vedono nel giro di pochissime settimane: negozi vuoti, quei pochi clienti che entrano escono insoddisfatti e, spesso, imbufaliti con il risultato che nel giro di pochi mesi il negozio tira giù la serranda per sempre.

Quale la ricetta?  Innanzitutto, umiltà: non credersi il Barbiere di Siviglia per poi mostrarsi come il barbiere di Full Metal Jacket, non vendersi come un innovatore mentre, alla resa dei conti, sei solo un imbecille presuntuoso.

Anni fa, nella zona dove abitavo, un tizio pieno di sé rilevò un bistrot-ristorante (aveva fatto tutt’altro mestiere fino ad allora) e, appena aperto, disse che aveva intenzione di chiamare Gordon Ramsay per l’inaugurazione; escludendo che facesse uso di stupefacenti, era evidente che non sapeva di cosa stesse parlando. Trascorse metà del periodo di attività del locale stando fuori a fumare, l’altra metà con la serranda abbassata finché cessò l’attività (non provò neppure a cederla) perché “la gente non riconosce la qualità”.

In centro città un bar storico ha chiuso dopo (che io sappia) oltre 70 anni di attività, sebbene la gestione attuale avesse al massimo una decina di anni. Non so come abbia fatto a tirare avanti finora, ma so che ha chiuso “perché c’è crisi”; peccato che tutti gli altri bar del centro, da piazza Statuto a piazza Vittorio, estremi compresi, siano sempre pieni. Non ti viene in mente che forse sei tu che non sai lavorare? Se ogni volta che un concorrente crea un nuovo prodotto lo vuoi copiare, ma sei così invorgnito da venderlo a prezzo maggiore del suo, dei due uno: o non hai proprio capito nulla del commercio o hai gravi problemi psichici. Di sicuromanchi di creatività e di correttezza. Soprattutto se ti inserisci nei discorsi dei clienti al banco o se, quando entra un cliente in compagnia di una signora (ma è lo stesso invertendo i sessi) lo saluti chiedendogli come stia la moglie (o il marito).

Una delle regole del commercio è che un cliente non deve mai uscire a mani vuote dal negozio; se un articolo non lo soddisfa, gli si propone qualcos’altro, gli si viene incontro magari cercando in magazzino o in fabbrica ciò che cerca ma non gli si deve mai dire “Mi spiace, non ce l’abbiamo”. Anni fa, cercando un adattatore dal 220 V al 12 volt per il campeggio, mi recai in un negozio rinomato e chiesi se avessero quell’articolo. Il prezzo era superiore a ciò che avrei dovuto collegarvi, quindi rifiutai.

Sere dopo mi trovai a passare davanti ad un negozio gestito daarabi, entrai e chiesi se per caso l’avessero avuto; non solo me lo trovò, verificò che funzionasse e, trovandolo guasto, andò da un concorrente a farsene dare un altro per portarmelo. Il tutto per l’ottava parte di quanto mi chiese il primo commerciante, che me lo stava vendendo senza provarlo.

Anche questa è una forma di potere, perché sottomette chi è nel bisogno a chi può soddisfarlo, chi in quel momento ha il coltello dalla parte del manico di fronte a chi, in quel momento, è la parte debole.

In sostanza, il potere non sta nel comando, ma nella capacità di ascoltare, rispettare e guidare con empatia.

Se non impariamo questo, potremo inventarci tutti i mestieri di questo mondo, aprire tutte le attività possibili ma resteremo solo dei poveri falliti, destinati a reiterare gli insuccessi.

Sergio Motta

Ansia: come tenerla a bada e vivere più sereni / 3

 

Cerchiamo di guardare (e vedere) con distacco la situazione che scatena in noi l’ansia, come se fossimo nel futuro e come se l’avessimo già vissuta, e chiediamoci quali potrebbero essere le reali conseguenze se avessimo fallito in quella situazione.

Molte volte questo accorgimento si rivela utile a ridimensionare questioni che nell’attacco d’ansia ci appaiono come “di vita o di morte”. Un altro modo di gestire l’ansia è quello di concentrarci su un nostro “luogo di pace”, di immaginarlo come se ci fossimo dentro, con tutti i nostri sensi.

Può essere un luogo fisico, in cui siamo stati con grande piacere, o un posto amato della nostra infanzia, oppure una persona la cui presenza ci dava (o ci dà) pace e serenità, o anche un “luogo musicale” o letterario, o semplicemente un luogo desiderato, ecc.

Ognuno di noi ha, dentro di se’, questi “luoghi di pace”, che sono soltanto suoi, legati ai suoi ricordi, ai suoi vissuti, al suo immaginario personale. Andiamo a ripescarne uno nei momenti in cui l’ansia sale e rischia di invaderci, ed “entriamoci dentro”.

Cercando, se possibile, di estraniarci dalle cause dell’ansia. Può sembrare un esercizio difficile, ma, come sempre, è questione di allenamento! Un ulteriore elemento molto efficace a tenere a bada l’ansia si realizza quando impariamo a osservare e vivere le nostre emozioni senza giudicarle.

Senza per forza volerle definire positive o negative, utili o dannose, giuste o sbagliate. Partendo dalla consapevolezza delle emozioni che viviamo, dalla loro identificazione. E dalla loro accettazione. Che si tratti di paura, di tristezza o di rabbia, ecc.

(Fine della terza e ultima parte dell’argomento).

Potete trovare questi e altri argomenti dello stesso autore legati al benessere personale sulla Pagina Facebook Consapevolezza e Valore.

Roberto Tentoni
Coach AICP e Counsellor formatore e supervisore CNCP.
www.tentoni.it
Autore della rubrica settimanale de Il Torinese “STARE BENE CON NOI STESSI”.

Riapre a Torino Birra Metzger con un birrificio nuovo

Ha riaperto, per la gioia degli amanti della birra, lo storico birrificio Metzger, parte integrante della storia culturale e industriale torinese, nato nel 1848 e ritirato dal mercato nel lontano 1975.
Ora torna a nuova vita grazie all’intraprendenza di Marco Bianco, che ha guidato la azienda di famiglia Equilibra e ha deciso di investire in questo marchio. Con lui collaborano Guido Palazzo per il coordinamento, il marketing e la comunicazione,  Davide Masoero per le vendite  e i birrai Pietro Lanzillotta e Francesco Giacomelli, con il supporto tecnico di Giampaolo Tonello.
Il birrificio Metzger non vuole essere una realtà  chiusa, ma aperta a collaborazioni con altre realtà produttive, quali il birrificio di piazza dei Mestieri e il birrificio Canediguerra di Alessandria.
La birra Metzger affonda le sue radici nella tradizione tedesca e viene proposta in sei nuove varianti, sei ricette pensate per momenti di consumo diversi. La birra bionda, Lager Helles, limpida e  scorrevole; la Weiss classica, dorata, classicamente opalescente, speziata e fresca; la Ambrata Vienna Lager, ricca con note tostate e frutta secca;  la Modern IPA, agrumata, tropicale,  fresca; Bock, intensa e caramellata; Doppel Bock, corposa e scura.
Il birrificio vuole proporsi non soltanto come sito produttivo, ma come centro di cultura della birra, tanto da aver organizzato il Metzger Fest dal 3 al 5 ottobre prossimi, che si articolerà in degustazioni e incontri, la prima opportunità da parte del pubblico per visitare il sito produttivo e apprezzare le ricette della birra Metzger. A partire dall’11 ottobre prossimo, ogni secondo sabato del mese, sarà in programma un tour guidato tra le vie del borgo Rossini, dal titolo “Dall’art nouveau alla birra di Torino”, un percorso nell’art nouveau alla scoperta di un quartiere in trasformazione dalla fine dell’Ottocento ad oggi. La visita avrà  la sua naturale conclusione presso il birrificio Metzger, con visita guidata e degustazione.
Il canale di distribuzione sarà  Ho.Re.Ca., con confezionamenti di fusti da 20 litri, in bottiglie da 33 e 75 cl con servizio di riutilizzo e lattine.
La comunicazione riparte dalla iconica M, che venne disegnata dall’artista futurista Nicolay Diulgheroff e dall’elefantino simbolo di Metzger,  due elementi che indicano la continuità  di un marchio che fa ritorno nelle case dei torinesi, rinnovato, ma sempre nel rispetto della tradizione.

Mara    Martellotta

Le Verità sul Vino

Museo del Falso e dell’Inganno – Verrone (BI)
Assaggi di vini del Piemonte in un percorso di “degustazione culturale” e false credenze sul vino tra le sale del museo
Le sale del Museo del Falso e dell’Inganno, nel fine settimana del 27 e 28 settembre 2025, si trasformeranno in un particolare percorso di “degustazione culturale”.
I visitatori, muniti di calice, potranno accedere a ogni stanza tematica del museo situato all’interno del Castello di Verrone.
In ogni stanza sarà presente un produttore di alcuni tra i più rinomati vini piemontesi. Qui sarà possibile degustare le etichette proposte, riconoscibili non solo per il loro gusto inconfondibile, ma spesso anche legate a leggende metropolitane, luoghi comuni o curiose credenze popolari. Il compito di Falseum, da sempre impegnato a stimolare il senso critico, sarà proprio quello di fare luce su questi racconti, distinguendo realtà e finzione. Insomma, anche degustando un calice, si potrà evocare la frase di rito per chi accede alle sale del Museo: Sarà vero?”.
Ecco di seguito i produttori protagonisti dell’iniziativa che porteranno in degustazione diversi vini che corrispondono ad altrettante verità:
– Azienda Agricola La Riviera
– Liquorificio La Culma
– Incontri DiVini con un Derthona Timorasso DOC e un Barbera Monleale DOC
– Società Agricola Noah
– Azienda Agricola Riunci di Bordoni Stefano
– Azienda Agricola “Castello di Azeglio”
– Azienda Agricola Franco Roero
I salottini della Verità
Durante l’evento verranno proposti due momenti di approfondimento informali a ingresso gratuito presso la Sala Convegni di Falseum:
Non esiste vino senza alcol: #saràvero?
Se bevi consapevolmente, il vino è una buona abitudine: #saràvero?
Durante l’evento sarà attiva la campagna “Oggi sono Artemio“: a chi si iscrive annunciando di voler essere Artemio, ovvero l’autista designato che rimarrà “astemio”, anziché il calice per effettuare le degustazioni in loco, riceverà un bell’adesivo di riconoscimento da mettere in evidenza sulla maglia e una bottiglia di vino da portare a casa.
Organizzato dall’Associazione Turismo in Langa, in collaborazione con: Cooperativa Itur, Comune di Verrone, con il contributo di: Fondazione CRB e Fondazione CRT.
Innamorati delle Langhe, del Roero e del Monferrato dal 1988.
L’obiettivo dell’Associazione Turismo in Langa è quello di valorizzare le bellezze del territorio, culturali ed enogastronomiche.
Info presso :
TURISMO IN LANGA
Corso Torino 4, Alba (CN), Piemonte ITALY
TEL. +39.0173364030 | SMS +39.3319231050
info@turismoinlanga.it | www.turismoinlanga.it
Alla prossima !
LUCA GANDIN

La traccia della tentazione in un gioco di ruolo

In un’atmosfera sospesa tra realtà storica e immaginazione, ispirata a “Il nome della Rosa”, la Precettoria di Sant’Antonio di Ranverso, nel torinese, apre le porte a un’esperienza di gioco unica, ambientata nel Medio Evo, tra chiostri, reliquie e leggende popolari.

“I misteri di Ranverso-la traccia della tentazione” è un’avventura originale scritta dal Departmets & Dragons dell’Università degli Studi di Torino, con il contributo dell’associazione ludica “Fortuna Dado”, pensata appositamente per il suggestivo complesso gotico. L’iniziativa rientra nell’ambito delle Gep, le giornate europee del patrimonio. Il gioco è costruito su Rosewood Abbey, titolo pubblicato in Italia da Grumpy Bear e ideato da Kalum, basato sul sistema narrativo “carved from brindelwood” (PbtA), in cui i misteri si svelano durante il gioco, senza un finale prestabilito. La vicenda prende il via il giorno di Sant’Antonio, quando una strana impronta viene rinvenuta nei pressi del chiostro. I giocatori, nei passi dei frates herodotes sono chiamati a investigare fra voci, simboli e interrogatori, e scopriranno il segreto nascosto dietro la comparsa di quella impronta. Nel corso dell’avventura, ambientata nei luoghi più emblematici della precettoria, potranno incontrare virtualmente figure realmente vissute, come il pittore Giacomo Jaquerio o il precettore Jean de Monte Chenu, accanto ad altri personaggi immaginari, creati per intrecciarsi con la storia autentica del luogo.

Il gioco di ruolo è uno strumenti potente che, attraverso la finzione e l’interazione può essere utilizzato per esplorare la mente e le emozioni umane. Il gioco di ruolo stimola la creatività e la memoria, il problem solving e la capacità di adattamento. Il fatto che ciò avvenga in un luogo ricco di storia, come Ranverso, che ne diventa la cornice e il contenitore ideale, affianca a tutte queste caratteristiche e qualità un modo straordinario per vivere i luoghi straordinari della precettoria.

Per i partecipanti, il ritrovo sarà alle 11.30 con una visita guidata alla precettoria e pranzo al sacco nel chiostro, e dalle 14 alle 18 il gioco di ruolo.

Mara Martellotta

Vivere il verde: biofilia, biodiversità e spazi urbani per una nuova cultura della salute.

L’interazione con la natura e’ terapeutico e migliora la qualita’ della vita.

Nei giorni scorsi si è tenuto al Museo regionale di Scienze Naturali, il convegno “Vivere il verde: biofilia, biodiversità e spazi urbani per una nuova cultura della salute” organizzato dalla Cooperativa sociale One Health – Uomo Animale Ambiente, in collaborazione con l’Assemblea legislativa regionale, il Garante dei diritti degli animali e con il patrocinio di enti quali la Regione Piemonte, ASL Torino e l’Ente di gestione delle Aree protette del Po torinese.

Riflettere sul rapporto profondo con la natura, esplorare come il verde urbano, la biodiversità e le relazioni uomo-animale possano contribuire ad una nuova cultura del benessere è stato l’obiettivo centrale con cui è stato organizzato questo incontro svoltosi all’interno del suggestivo e scientifico scenario.

L’uomo non si cura solo con le medicine, ma anche con la prevenzione e conducendo una vita serena. È fondamentale, in quest’ottica, l’interazione tra benessere, salute, natura e il rapporto con l’ambiente e con gli animali”. Lo ha dichiarato il presidente del Consiglio regionale Davide Nicco aprendo i lavori del convegno dopo i saluti istituzionali del direttore del Museo Marco Fino, dell’assessore regionale alla Programmazione Territoriale Marco Gallo e dell’assessore all’Ambiente del Comune di Torino Francesco Tresso; sono intervenuti i moderatori Paolo Guiso, Garante regionale dei diritti degli animali, e Fulvia Pedani, presidente di Andos.

Tra i temi più importanti si è affrontato quello della biofilia, l’istinto innato dell’essere umano a cercare contatto con la natura come elemento essenziale e piacevole, ma anche terapeutico. È oramai assodato da studi medici, psicologici e anche filosofici come il green possa contribuire alla prevenzione dello stress, al miglioramento della salute in tutte le sue sfaccettature e donare un’ottima e auspicabile qualità della vita.

Paolo Guiso, Garante per i diritti degli animali del Consiglio Regionale del Piemonte, ha definito il convegno come “’destrutturato’, perché mette insieme eccellenze e diverse competenze, che vanno dall’architettura alla medicina, dalla psicologia alla naturalistica e alla veterinaria con l’intento di farli conoscere e interagire per fare in modo che esseri umani e animali possano godere dei propri spazi all’interno delle aree urbane”.


Un’attenzione particolare è stata dedicata ai giardini terapeutici, con un interessante intervento di Monica Botta, spazi costruiti o “riorganizzati” che favoriscono la cura emotiva e fisica; inoltre sono intervenuti esperti che hanno illustrato come gli insetti, le aree protette, le riserve naturali e i corridoi ecologici siano elementi che non possono essere trascurati nelle città; infine sono stati presentati esempi concreti, come quelli di Coldiretti sull’agricoltura solidale o progetti locali, come gli orti urbani, utili oltre alla produzione anche all’ inclusione sociale e tutela dell’ambiente.

Vivere il verde ha messo in evidenza l’importanza dell’interdisciplinarità, con spunti concreti, con un impegno anche di politica locale nel riconoscere l’importanza del verde, della biodiversità, del rapporto con gli animali, della salute mentale.

Durante il convegno sono state mosse alcune critiche dai comitati di Resistenza Verde nei confronti di una dissonanza tangibile tra le discussioni e le effettive politiche attuate sul territorio; in particolare le proteste si rivolgevano al tema dei tagli degli alberi nei viali, opere su zone naturalisticamente sensibili come la Pellerina e alla mancanza di punti di riferimento istituzionali nonostante l’importanza della tematica.

A conclusione dell’evento la presidente della Cooperativa sociale One Health, Elisa Irato, ha spiegato la relazione sul Progetto One Health che prevede una serie di attività per coloro che sono portatori di problemi fisici e psichici, ma anche per i loro caregivers; la presidente, inoltre, ha sottolineato la preparazione degli operatori e l’efficacia delle azioni messe in atto che vedono come unico obiettivo quello di portare in natura l’individuo per contribuire al suo benessere e alla sua salute.

Maria La Barbera

Torna Cheese, a Bra la più importante rassegna dei formaggi

Dal 19 al 22 settembre prossimo, la principale manifestazione internazionale sui formaggi a latte crudo

“A Cheese incontriamo la meglio gioventù dei nostri giorni. Le storie di ragazze e ragazzi che hanno scelto con coraggio di allevare razze autoctone, di preservare prati stabili e pascoli, di lavorare il formaggio a latte crudo –  ha affermato Serena Milano, direttrice di Slow Food Italia – un’umanità bella, piena di sogni, di passione e competenze. A Cheese i protagonisti saranno loro, rappresenteranno il mondo straordinario dei formaggi a latte crudo. Testimoni di un futuro possibile e migliore. Siamo giunti alla 15esima edizione e i formaggi a latte crudo rischiano di scomparire. Molte piccole aziende chiudono perché non reggono i costi, troppo elevati, a causa della mancanza di servizi che affligge le terre alte. I pastori sono sempre più anziani e ora sono in discussione nuove normative che rischiano di dare a questo settore il colpo di grazia. Normative fatte sulla base di un allarmismo mediatico che non ha niente a che fare con la corretta informazione. Per salvare il mondo intorno ai formaggi a latte crudo, è necessaria un’alleanza estesa e il contributo di tutti, da parte delle istituzioni (governo, regioni, comunità montane, scuola e parchi), delle associazioni, delle aziende private che possono fare la loro parte per non chiudere sportelli bancari, per estendere la banda larga alle aree più remote di consumatori, che devono cercare di acquistare questi prodotti. C’è da fare un lavoro culturale enorme, una rivoluzione”.

La 15esima edizione di Cheese, organizzata da Slow Food e Città di Bra con il supporto della Regione Piemonte, il patrocinio del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste e del Ministero del Turismo, riaccende i riflettori sul sistema produttivo unico per il suo valore ambientale, sociale, culturale ed economico. L’evento mette al centro il mondo del formaggio a latte crudo, con uno sguardo rivolto al futuro della montagna e delle aree interne. Oltre al latte e ai formaggi, a Cheese vengono messi al centro molti altri prodotti: la lana, che può tornare a essere una risorsa,  non solo per i tessuti ma anche come isolante naturale, concime, materiale assorbente per gli sversamenti di petrolio in mare. E poi il miele, espressione della biodiversità dei prati, valorizzato attraverso il presidio Slow Food, dei prati stabili e dei pascoli.

“Cheese non sarebbe Cheese se non avesse Bra intorno – ha sottolineato il Sindaco di Bra Gianni Fogliato – è un grande evento, ma anche un progetto valoriale e di squadra che ci rende protagonisti di sfide che ci coinvolgono come cittadini e amministratori. Cheese è una rassegna dalla forte vocazione internazionale che ha saputo sviluppare un legame solido con il territorio che lo ospita da molti anni. Sapremo accogliervi e farvi sentire a casa per quattro giorni. Non solo come ospiti, ma anchr come concittadini”.

“Cheese è sicuramente il più grande evento al mondo dedicato alla fiera lattiero casearia, e si sviluppa in una Regione che ha un patrimonio di formaggi straordinari, molti dei quali DOP – afferma l’Assessore all’Agricoltura, Cibo e Turismo Paolo Bongioanni – come Regione Piemonte saremo presenti con i distretti del cibo: daremo vetrina a questi nuovi soggetti che vanno a proporre innovazione e ricerca, interventi sulle aziende e la promozione di nostri grandi prodotti. Il Piemonte da solo rappresenta il 25% dei prodotti a Denominazione d’Origine di tutta Italia. Al loro fianco le ATL, proprio per cercare quel connubio virtuoso tra filiera agroalimentare e turismo. Fra i momenti dei convegni e quelli istituzionali, importantissimo sarà quello della Regione Lombardia, in quanto sottoscriveremo un nuovo protocollo fra Regioni per mettere ricerca e innovazione come punti cardine, e affrontare in modo coordinato gli aspetti climatici e le fitopatie. Sul tema del latte crudo, sottolineo che non si tratta di una legge, ma di linee guida emanate per tutelare il consumatore. Non sono impositive, possono essere declinate da parte delle Regioni. Abbiamo anche avviato un percorso che presenteremo proprio a Cheese: proporremo ai consorzi dei produttori due soluzioni, e saranno loro a indicarci quale adottare. Una molto semplice, quella dell’etichetta; oppure l’altra con attività di controllo, in cui la Regione si farà parte attiva del sostegno. Dobbiamo dare la garanzia assoluta, preservando quel patrimonio del Piemonte rappresentato dalla filiera del latte crudo, garantendo la sua funzione di presidio sul territorio, oggi più che mai indispensabile”.

“Cheese è la più importante rassegna lattiero casearia a livello internazionale, un momento di riflessione e proposta per il territorio. Quando è nata, nel 1997, ha lanciato un segnale forte per un’offerta gastronomica all’insegna della sostenibilità, della lentezza, del senso del limite acquisito dal territorio, che è diventato una destinazione turistica di rango internazionale. Questo territorio si sta riorganizzando, affinché questa notorietà diventi duratura – ha sottolineato il presidente dell’ente Turismo Langhe, Roero e Monferrato Mariano Rabino”.

Come sempre il pubblico degli eventi Slow Food fa esperienza di grandi temi legati al sistema agroalimentare, attraverso il piacere del gusto e le parole dei diversi interessati, produttori e artigiani che ogni giorno, attraverso il loro lavoro, ci garantiscono cibi sani e buoni.

“C’è un mondo intorno” sostenuto dal Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, rappresenta il luogo della conoscenza e dell’incontro con i mestieri che ruotano intorno ai pascoli e al latte, dal pastore al botanico, dall’apicoltore al boscaiolo.

Torna il grande mercato dei formaggi con oltre 400 espositori provenienti da 14 Paesi, tra cui 90 presidi Slow Food. Da non perdere gli spazi dedicati ai 17 custodi dei prati stabili e dei pascoli, sia pastori che agricoltori, e ai 19 norcini di eccellenza nello spazio salumi. Se i laboratori del gusto sono già esauriti, novità di questa 15esima edizione sarà l’Osteria dell’Alleanza, dove tutti i soci e le socie Slow Food hanno la possibilità di gustare gratuitamente le preparazioni ideate dai cuochi e dalle cuoche dell’Alleanza Slow Food italiani. Immancabile la gran sala Vini, Formaggi e Salumi, dove sperimentare straordinari abbinamenti di formaggio a latte crudo, salumi artigianali e 300 etichette selezionate dalla Banca del Vino. Per concludere, i visitatori potranno gustare il caffè della Slow Food Coffe Coalition, i gelati dei presidi di Alberto Marchetti, la pizza di Fulvio Marino e le specialità espresse di decine di cucine di strada e food track in abbinamento alle etichette dei birrifici italiani presenti.

Gian Giacomo Della Porta

Il centro storico di Alba diventa per due domeniche una “via del vino”!

Torna anche quest’anno ad Alba la Festa del Vino di Go Wine! Si tratta della XXVII edizione della manifestazione che porta in scena, nel centro storico della città, le espressioni vinicole più rappresentative del territorio di Langa e Roero.
Confermato il doppio appuntamento previsto per domenica 21 e domenica 28 settembre 2025 con orario 11-19.
L’iniziativa, promossa da Go Wine, è un appuntamento molto amato dal pubblico degli appassionati enoici, italiani ed esteri; un format che, anche quest’anno, consentirà di percorrere l’itinerario di Piazza Risorgimento (Piazza Duomo), Via Vittorio Emanuele e Via Cavour, trasformando per un giorno il centro storico in una ideale ‘via del vino’.
Partecipano cantine dei Comuni di: Alba, Barolo, Canale, Castagnito, Castellinaldo, Castiglione Tinella, Cisterna d’Asti, Cortemilia, Diano d’Alba, Dogliani, Govone, Grinzane Cavour, Guarene, La Morra, Magliano Alfieri, Mango, Monforte d’Alba, Montà, Montelupo Albese, Monteu Roero, Neive, Neviglie, Priocca, Roddino, Rodello, Santo Stefano Roero, Santo Stefano Belbo, Serralunga d’Alba, Treiso, Verduno, Vezza d’Alba.
In questa newsletter Vi presentiamo gli eventi collaterali che arricchiscono il programma generale.
GLI EVENTI COLLATERALI
LE MASTERCLASS
Dopo i positivi riscontri delle ultime edizioni, si sviluppa il calendario delle Masterclass. Si terranno in entrambe le domeniche nella Sala sensoriale del Mudet e approfondiranno più temi.
“monovitigno o blend: Barolo vs Bordeaux”: una degustazione guidata approfondirà il confronto fra due grandi territori del vino mondiale. Le Langhe, con la cultura del monovitigno espressa ai massimi vertici dal nebbiolo e il grande areale di Bordeaux, dove invece è il blend, l’assemblaggio, a promuovere grandi vini rossi.
“metodo classico e terroir, bollicine alla cieca”: se l’Alta Langa sta sempre più recuperando il prestigio della tradizione spumantistica piemontese, un confronto tutto alla cieca metterà nei calici 4 grandi vini. Tre territori italiani, con Franciacorta e Trento a fianco dell’Alta Langa e lo Champagne.
“Riserve in Bianco: storie di Arneis, delle sue Mga e di altri vitigni italiani“: è la masterclass in bianco della Festa del Vino. Celebra l’Arneis, grande bianco del Roero, lo declina attraverso le sue Mga con un confronto con alcuni grandi vitigni bianchisti italiani.
Calendario e costi delle masterclass
DOMENICA 21 SETTEMBRE
Ore 11.30 Metodo Classico e terroir, bollicine alla cieca € 18 per il pubblico, € 15 per i soci Go Wine
Ore 14.30 Riserve in Bianco: storie di Arneis, delle sue Mga e di altri vitigni italiani € 15 per il pubblico, € 12 per i soci Go Wine
Ore 16.30 Monovitigno o blend: Barolo vs Bordeaux € 18 per il pubblico, € 15 per i soci Go Wine
DOMENICA 28 SETTEMBRE
Ore 14.30 Metodo Classico e terroir, bollicine alla cieca € 18 per il pubblico, € 15 per i soci Go Wine
Ore 16.30 Monovitigno o blend: Barolo vs Bordeaux € 18 per il pubblico, € 15 per i soci Go Wine
NOVITA’
 
GO WINE LAB GIOVANI: spazio under 30
Ogni domenica alle ore 15,30
E’ una delle novità dell’edizione 2025 della Festa del Vino. Un’iniziativa a favore dei giovani per avvicinarli al mondo del vino. E’ pensata per gli under 30, invitandoli ad una sorta di gioco dei colori, dei profumi e dei sapori sui grandi rossi del territorio.
Una degustazione in parte alla cieca, per sviluppare i sensi, per far riflettere sulla biodiversità, con un’operazione promozionale nel segno della piacevolezza e della conoscenza.
Il laboratorio si svolge ogni domenica alle ore 15.30 in Sala Riolfo, all’interno del Cortile della Maddalena.
Una sorpresa (con omaggio) speciale sarà riservata a tutti i giovani partecipanti a questo Go Wine Lab.
E’ accessibile ai partecipanti la Festa del Vino che abbiano acquistato il pacchetto completo Festa del Vino e Go Wine Lab Giovani.
Il costo del pacchetto è di € 20,00 ed include il Go Wine Lab e la Via del Vino.
I posti per il Go Wine Lab Giovani sono limitati e consigliamo la prenotazione.
GO WINE LOUNGE: Barolo, Barbaresco & more – Sala Beppe Fenoglio
E’ stata la novità del 2024 e viene ora riproposta in entrambe le domeniche. Ovvero un’area Lounge, una sorta di percorso di assaggi parallelo alla via del Vino, che ospiterà Barolo e Barbaresco presentati da una selezione di cantine.
L’accesso all’area Lounge avviene su prenotazione, sarà aperta su tre turni dalle ore 11 alle ore 16.30 di ciascuna domenica.
Si svolgerà domenica 21 settembre nella Sala Fenoglio e domenica 28 settembre nella Sala Riolfo, sempre con accesso dal Cortile della Maddalena.
L’area lounge, per consentire una buona fruizione, sarà accessibile in tre turni:
ore 11-12.30
ore 13-14.30
ore 15-16.30Nei prossimi giorni comunicheremo l’elenco delle cantine presenti direttamente e dei vini dei vitigni ospiti.Costo della degustazione Festa del Vino e Go Wine Lounge
Attenzione! La Lounge è accessibile ai partecipanti alla Festa del Vino che abbiano acquistato il pacchetto completo Festa del Vino e Go Wine Lounge.
Il costo della degustazione comprensiva di Festa del Vino e Go Wine Lounge è di € 30,00.
Aperta la prevendita al costo di € 25,00 (riduzione di € 5,00 e con la possibilità di saltare la coda).
Partecipazione alla sola Festa del Vino
E’ sempre possibile acquistare la sola partecipazione alla Festa del Vino nel centro storico di Alba, con i costi già comunicati.
Alla prossima !
LUCA GANDIN

Market Creativo sabato 20 settembre in via Cesare Battisti con gli Artimani

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L’associazione Gli Artimani APS annuncia il ritorno del Market Creativo, che si terrà sabato 20 settembre 2025 in via Cesare Battisti, con il patrocinio del Comune di Torino.

L’evento inaugura una nuova stagione dedicata all’artigianato e alla creatività, trasformando il centro storico in un salotto a cielo aperto. Dalle 9:30 alle 19:30 i visitatori potranno scoprire borse artigianali, bijoux in vetro, oggetti in legno, capi in tessuto e accessori unici, realizzati da artigiani e creativi locali.

Dopo l’appuntamento di settembre, il mercato tornerà ogni terzo sabato del mese con nuove proposte e atmosfere.