ECONOMIA E SOCIETA'- Pagina 719

Le attività 2016 di Infine Onlus

L’associazione propone progetti di condivisione e supporto alle persone in lutto, ai familiari di malati di Alzheimer e altre forme di demenza senile, a chi fatica ad accettare di invecchiare, a chi ha paura di morire, a chi convive con malattie croniche e degenerative

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Nata nel 2014 dalla ventennale esperienza di tanatologa di Marina Sozzi, Infine Onlus è un’associazione che offre sostegno alle persone nelle fasi critiche dell’esistenza, e in particolare nel periodo della terza e quarta età, nell’esperienza della malattia, della morte e del lutto. Propone progetti di condivisione e supporto alle persone in lutto, ai familiari di malati di Alzheimer e altre forme di demenza senile, a chi fatica ad accettare di invecchiare, a chi ha paura di morire, a chi convive con malattie croniche e degenerative.Infine Onlus si propone di utilizzare strumenti innovativi per affrontare le sue tematiche rivolgendosi a un pubblico vasto.Nell’ambito della bioetica Infine Onlus resta aderente alla clinica e all’analisi di casi concreti;Per l’elaborazione del lutto applica la metodologia dei Gruppi di Auto Mutuo Aiuto (A.M.A.), affiancati da supervisione psicologica e da periodiche proposte culturali ai partecipanti.La divulgazione dei temi del morire, del lutto e della vecchiaia avviene in prevalenza mediante le tecniche della democrazia partecipata, e usufruendo delle modalità tipiche delle arti performative.

LE ATTIVITA’ IN PROGRAMMA

Palestra per la mente: invecchiare in salute. Incontri di stimolazione cognitiva per gli anziani.Un laboratorio in cui si allenano le funzioni cognitive con particolare riferimento all’attenzione, alla memoria e al linguaggio attraverso esercizi semplici e divertenti svolti in gruppo.presso la Circoscrizione 7, in corso Belgio 38 tutti i giovedì a partire dal 25 febbraio.Prendi l’Alzheimer per mano. Gruppi di sostegno per familiari di pazienti con Alzheimer e demenze Infine Onlus offre ai familiari dei pazienti con demenze o malattia d’Alzheimer gruppi condotti da un neuropsicologo. Il congiunto malato che nello stesso orario e luogo può usufruire di gruppi di stimolazione cognitiva condotti da una neuropsicologa. Presso la sede di Infine Onlus ogni sabatoGruppi di Auto Mutuo Aiuto per il lutto Attività di supporto e condivisione rivolte a chi vive un lutto. Ogni lunedì presso la sede Infine via Santa Giulia, 76

Convivere con la malattia Infine Onlus propone un gruppo di sostegno e condivisione alle persone che devono affrontare le difficoltà della vita con una patologia cronica. Da martedì 23 febbraio con cadenza quindicinale presso la sede Infine via Santa Giulia, 76 Possiamo invecchiare con serenità?  Un gruppo di Auto Mutuo Aiuto (AMA) che offre un antidoto al sentimento di paura o di tristezza che spesso accompagna l’invecchiare. Dal 24 febbraio e si svolge presso la sede Infine via Santa Giulia, 76 Affrontare la separazione. Un gruppo di sostegno e condivisione a chi ha affrontato o sta affrontando una separazione. Da martedì 23 febbraio con cadenza quindicinale presso la sede Infine via Santa Giulia, 76

Per informazioni e iscrizioni chiamare il numero 334.17.40.362 o scrivere all’indirizzo sostegno@infine.it.

Il BIO conviene

GARAU2IL MONDO DEL BIO / di Ignazio Garau*
Aumenta ancora la crescita dell’agricoltura biologica, cresce il mercato americano e il giro d’affari è arrivato a 80 miliardi di dollari all’anno (60 miliardi di euro)

Nei giorni dal 10 al 13 febbraio appena trascorsi, il Centro Espositivo di Norimberga si è focalizzato di nuovo interamente sul biologico, con l’annuale appuntamento del Biofach (Salone Leader Mondiale degli Alimenti Biologici) e del VIVANESS (Salone Internazionale della Cosmesi Naturale), registrando un totale di 2.544 espositori in rappresentanza di 77 paesi, con un 8% in più di aziende presenti rispetto all’anno precedente e ben 48.000 visitatori professionali (2015: 44.624) provenienti da 132 paesi. L’ottimismo è prevalente tra gli addetti e si prevedono aumenti di fatturato in tutti i canali di vendita. In particolar modo è attesa una crescita nel dettaglio specializzato, nei negozi di cosmesi naturale e anche nell’attività di vendita online.

bio norimberga

Nel 2015, le famiglie tedesche hanno speso circa l’11% in più sul cibo e sulle bevande biologiche rispetto all’anno precedente, con un fatturato pari a oltre 8 miliardi di euro secondo il Bund Ökologische Lebensmittelwirtschaft BÖLW (National Supporting Organisation), ma in tutto il pianeta continua a crescere senza sosta la domanda di cibi biologici. Nel 2014 il giro d’affari del settore ha superato globalmente i 60 miliardi di euro e l’Europa ha ottenuto una crescita dei consumi del 7,6%, raggiungendo un volume di vendite di 26 miliardi, vicino ai 27 miliardi che si registrano negli Stati Uniti, primo mercato mondiale. La Germania rappresenta un mercato di 8 miliardi di euro, la Francia di 4,8 miliardi di euro e la Cina di 3,7 miliardi di euro. Nel 2014, il mercato bio svedese ha registrato una crescita senza precedenti, aumentando di oltre il 40 per cento le vendite, una percentuale notevole per un mercato già ben consolidato.

In Europa le superfici coltivate con il metodo dell’agricoltura biologica rappresentano il 6% del totale, con l’Italia che arriva a toccare l’11% dell superficie agricola, seconda dopo la Spagna che ha convertito al biologico 1,7 milioni di ettari (contro 1,4 milioni di ha dell’Italia). L’Italia primeggia nella coltivazione dell’ulivo e della vite, oltre che nei cereali, risultando tra i maggiori produttori al mondo. Numeri, e risultati, che dimostrano come l’agricoltura biologica sia in grado di garantire la conservazione dell’ambiente e il benessere delle comunità, raggiungendo livelli di efficienza e di convenienza economica che smentiscono le affermazioni di chi, invece, la dipingeva come un comparto inefficiente, incapace di garantire il soddisfacimento della domanda di alimenti da parte di una popolazione mondiale in crescita. Gli studi fatti dimostrano ampiamente che l’agricoltura biologica favorisce i migliori risultati in condizioni di criticità (ad es. siccità), sempre più frequenti in conseguenza dei cambiamenti climatici, considerando che è proprio il bio la miglior ricetta per contenere le emissioni di gas serra (principale causa dei cambiamenti climatici).

Anche nell’export il bio è una risorsa per l’Italia. Tra le produzioni agroalimentari Made in Italy particolarmente apprezzate all’estero, quelle biologiche sono cresciute in maniera significativa, raggiungendo nel 2014 un fatturato di 1,4 miliardi di euro. Secondo i dati forniti da Nomisma, nel segmento bio i prodotti di maggior successo all’estero sono stati l’ortofrutta (20% del fatturato in export), sostituti del latte (16%), pasta e affini (12%), carni fresche e trasformate (7%) e vino (7%). Eurispes nel suo Rapporto Italia 2016 evidenzia che è il mercato interno europeo il principale sbocco della nostra produzione bio (82% dell’export bio). Germania (24%) e Francia (20%) sono i mercati più dinamici. Ma anche l’area del Belgio, Paesi Bassi e Lussemburgo occupa una parte consistente dell’export (9%). Fuori dall’Europa, le quote maggiori di fatturato si registrano negli Stati Uniti (4%), Giappone (3%) e Canada (2%).

Una situazione che meriterebbe un’adeguata attenzione da parte delle istituzioni nazionali, che dovrebbero investire in maniera importante per ottenere ulteriori migliori risultati, che, come abbiamo visto, non sono solo esclusivamente economici. Eppure non è proprio così!

Le somme stanziate dalle regioni italiane per lo sviluppo del biologico variano significativamente, ma oltre all’ammontare degli stanziamenti occorre considerare la facilità di accesso agli stessi, visto che le complicazioni procedurali per il loro ottenimento sono complessivamente aumentate, comportando residui e somme non spese, che devono essere restituite all’UE.

Teatro Naturale, sito di informazione su agricoltura, alimentazione e ambiente, ha redatto una classifica della situazione della spesa preventivata dalle Regioni per l’agricoltura biologica e ha evidenziato la seguente graduatoria:

“E’ in particolare il Nord Est, insieme con la Val d’Aosta, a investire poche risorse nel biologico, misura 11, destinata al sostegno all’introduzione e al mantenimento del metodo biologico in agricoltura, all’interno dei Piani di sviluppo rurale 2014-2020.

Le risorse complessivamente stanziate da Trentino Alto Adige, Provincia di Bolzano, Valle d’Aosta e Friuli Venezia Giulia sfiorano i 21 milioni di euro, un quarto di quanto destinato dalle sole Emilia Romagna, Lazio e Toscana singolarmente.

Poche anche le risorse destinate al biologico in Veneto (21 milioni), Piemonte (25 milioni) e Lombardia (38 milioni), Liguria (12 milioni). Tutte insieme non raggiungono neanche la metà di quanto stanziato dalla Calabria (239 milioni) e superano di poco quello messo a disposizione dalle Marche (80 milioni) e dalla Basilicata (87 milioni). In proporzione il piccolo Molise, con i suoi 18 milioni, fa molto meglio del Veneto.

Maglia nera al Sud la Campania che ha destinato al biologico solo 35 milioni di euro, meno di un decimo di quanto previsto dalla Regione che investirà di più nel settore, la Sicilia con 417 milioni di euro.”

*Presidente ItaliaBio

ciao@italiabio.net

Parole in Movimento Onlus festeggia 10 anni di aiuto alle persone in crisi

Giovedì 25 febbraio in Piazza dei Mestieri l’evento per celebrare il decennale dell’Associazione

PAROLE IN MOVIMENTO

Parole in Movimento Onlus festeggia 10 anni di attività. L’Associazione torinese, nata nel 2006, realizza spazi di ascolto e progetti di partecipazione sociale di alta qualità, gratuiti o a costi ridotti, per le persone che attraversano momenti di crisi. In Parole in Movimento Onlus psicologi, psicoterapeuti e altri professionisti, insieme a volontari e sostenitori, operano per la promozione della salute e per la prevenzione del disagio psicosociale nelle scuole, nel quartiere e all’interno di istituzioni di carattere ricreativo, aggregativo e socio-sanitario.

In occasione del decimo compleanno, dunque, Parole in Movimento ha deciso di festeggiare insieme a tutti i suoi sostenitori, che in questi anni hanno reso possibile il cammino di aiuto e assistenza dell’Associazione.

L’appuntamento è giovedì 25 febbraio, a partire dalle 19.30 in Piazza dei Mestieri per una serata di festa con cena a buffet, durante la quale saranno presentati i risultati del primo decennio di attività e i progetti futuri dell’associazione. Alla festa parteciperà anche la compagnia di musica-teatro Accademia dei Folli, che ha deciso di sostenere l’iniziativa.

L’ingresso alla cena costa 25€: parte del ricavato sarà destinata al sostegno delle attività dell’Associazione.

Sondaggio web: multe e rimborsi sul tram. Che ne pensano i torinesi?

tram coloriAbbiamo chiesto le opinioni dei lettori attraverso la nostra pagina Facebook

Il nuovo decreto allo studio del governo sui mezzi pubblici prevede multe fino a 200 euro per chi non paga il biglietto. Previsto anche, se il ritardo del mezzo pubblico supera i 30 minuti, il rimborso del biglietto. Che cosa ne pensano i torinesi? Abbiamo chiesto le loro opinioni attraverso la nostra pagina Facebook. Eccone alcune.

D'Elia Antonia
D’Elia Antonia La gente che non pagano il biglietto è gente che non ha nemmeno gli x piangere voglio vedere se pagano le multe! Forse è meglio rimettere il bigliettaio
Enrico Greco
Enrico Greco Sarebbe cosa buona e giusta abbassare “leggermente” il costo del biglietto e degli abbonamenti.

Pippo Pallino
Pippo Pallino …visto che non si può fare pagare le multe alle nuove” risorse” che non hanno neanche gli occhi x piangere giusto aumentare le multe x fare cassa con i soliti italioti

Clara Roccati
Clara Roccati La cosa durerà una settimana come i poliziotti di quartiere i vigili che multano i padroni dei cani o quelli che inzozzano le strade con le cicche

Carla De Mattei
Carla De Mattei E voglio proprio vedere che fanno le multe a tutti ” nuovi cittadini ” che non pagano un bel niente

Franca Arrobbio
Franca Arrobbio Tanto pagheranno sempre gli stessi gli onesti. …gli altri continueranno come prima a fare i.portoghesi tanto non hanno niente da dare e vivono nella clandestinità. …

Lina Lippolis
Lina Lippolis che paghino anche i clandestini altrimenti vi tacciamo di razzismo contro gli italiani

Clara Roccati
Clara Roccati E noi continueremo a pagare il biglietto e altri no come sempre

Matteo Teppa
Matteo Teppa Era ora! Che paghino TUTTI però. Italiani e non!!!!!!

Alberto SanGalli
Alberto SanGalli Entra nei mezzi solo chi paga il biglietto

 
Carlo Quaranta
Carlo Quaranta Credo non funzioni,vorrei sapere come faranno pagare gli zingari,non ci riescono ancor oggi.

Giuliano Maghini
Giuliano Maghini soldi al posto dei servizi….

Anna Ferrara
Anna Ferrara infatti biglietto abbassato

Maria Luisa Mura Martire
Maria Luisa Mura Martire L’orario dove lo si attesta?

Verso l'approvazione della legge contro le discriminazioni

consiglio lascarisLa consigliera Batzella ha affermato: “Si tratta di un grande passo avanti per il Piemonte, è una legge che mancava

Il progetto di legge, intitolato “Norme di attuazione del divieto di ogni forma di discriminazione e della parità di trattamento nelle materie di competenza regionale” nasce dai testi del disegno di legge 141, presentato dall’assessora Monica Cerutti, e dal progetto di legge n. 81 presentato dalla consigliera Stefania Batzella. Relatrici in Aula del provvedimento Nadia Conticelli (Pd) e Stefania Batzella (M5S).La legge è composta da 19 articoli sui quali sono stati presentati 54 emendamenti. L’esame in Aula è arrivato sino all’approvazione dell’articolo 10. Durante l’esposizione della relazione iniziale, la consigliera Conticelli ha illustrato gli scopi del provvedimento: “I principi di non discriminazione sono presenti nella Costituzione e nei Trattati dell’Unione Europea, sono quindi applicabili anche a livello regionale. Questa legge intende colmare il vuoto normativo e consentire alla Regione Piemonte di definire gli strumenti normativi per mettere in atto gli interventi necessari per attuare questi principi costituzionali”. La consigliera Batzella ha affermato: “Si tratta di un grande passo avanti per il Piemonte, è una legge che mancava. La discriminazione di genere è molto diffusa anche nel nostro paese: le donne sono le prime a perdere il lavoro, le immigrate sono spesso discriminate, ancor di più le disabili. Chiediamo che i finanziamenti previsti (250mila euro) siano aumentati per poter attuare tutte le iniziative necessarie”.L’assessora Monica Cerutti presentando il disegno di legge, ha dichiarato: “questa è una legge-quadro che vuole introdurre norme per tutte le leggi che consiglio X 1potremo assumere. Si applica in un ambito in cui la Regione non ha una propria normativa, ma non c’è nemmeno una normativa nazionale su questo argomento. Il ddl riguarda tutti i tipi di discriminazione, secondo la normativa nazionale e europea. E’ frutto di un lavoro di consultazione partecipata con le associazioni. Il testo presentato recepisce numerose richieste di modifica presentate durante le sedute di Commissione”.La legge fissa alcuni criteri generali che si riferiscono alla parità di trattamento tra le persone e al divieto di ogni forma di discriminazione, stabilendo norme per la prevenzione e il contrasto alle discriminazioni. Gli ambiti di intervento del provvedimento si riferiscono alla salute e alle prestazioni sanitarie, alle politiche sociali, al diritto alla casa, alla formazione professionale e all’istruzione, ai temi inerenti il lavoro, alle attività sportive, ricreative e culturali, ai trasporti, alla comunicazione ed anche alla formazione del personale regionale. All’articolo 9 la nuova legge prevede anche che il Comitato regionale per le comunicazioni (Corecom) effettui rilevazioni periodiche sui contenuti della programmazione di radio e tv locali e proponga iniziative per promuovere l’affermazione dei principi antidiscriminatori. L’articolo 10 sancisce il diritto alla mobilità per ogni persona e gratantisce l’accessibilità alle strutture regionali.Nel corso del dibattito in aula le posizioni di maggioranza e opposizione hanno trovato un’intesa che ha permesso di approvare i primi dieci articoli del disegno di legge.Per la maggioranza sono intervenuti i consiglieri: Andrea Appiano, Paolo Allemano, Domenico Ravetti (Pd), Marco Grimaldi (Sel) che hanno sostenuto l’utilità di una legge di principio contro tutti i tipi di discriminazione.I consiglieri del Movimento 5 Stelle intervenuti, Stefania Batzella e Giorgio Bertola, hanno dichiarato in apertura di dibattito: “Siamo a favore del progetto di legge presentato dalla nostra consigliera perchè dobbiamo occuparci dei diritti di tutte le persone”.I consiglieri Gianluca Vignale, Diego Sozzani, Francesco Graglia, Claudia Porchietto (Fi), Maurizio Marrone (Fratelli d’Italia), Gianna Gancia (Lega Nord Piemont) sono intervenuti nel dibattito ed hanno presentato diversi emendamenti. Nei loro interventi iniziali hanno sostenuto che questo testo di legge “crea confusione, perchè in realtà intende tutelare le coppie omosessuali, anche se le priorità del Piemonte sono altre”.Tra gli emendamenti più significativi approvati dall’Aula, quello presentato dai consiglieri di opposizione che pone il divieto alla discriminazione in base alla nazionalità e quello, presentato dall’assessora Cerutti, che “promuove la rimozione degli ostacoli che impediscono una piena parità di accesso alle cariche elettive e introduce correttivi volti al perseguimento di una compiuta democrazia paritaria”.Il dibattito sui restanti nove articoli della legge proseguirà in una prossima seduta del Consiglio regionale.

www.cr.piemonte.it

Il "Nido del dialogo": un nuovo stile nel servizio per l'infanzia

asilo1asilo4asilo3asilo2Questo progetto realizzato per il Sermig è stato possibile grazie ai fondi raccolti dai numerosi eventi organizzati durante tutto l’anno 2014 dalla Fondazione stessa

Nel mese di dicembre la Fondazione Caterina Farassino ha finalmente inaugurato il “Nido del Dialogo”, un servizio educativo privato, convenzionato con il Comune di Torino e rivolto a 65 bambini di età compresa tra i 6 mesi e i 3 anni. Questo progetto -realizzato a Porta Palazzo per il Sermig e per cui sono stati spesi circa 75mila euro- è stato possibile solo grazie ai fondi raccolti dai numerosi eventi organizzati durante tutto l’anno 2014 dalla Fondazione stessa. E’ composto da tre sezioni di cui una formata da 15 posti per lattanti, cioè per bambini di età compresa tra i sei ed i dodici mesi, e le altre due sezioni dedicate ai bambini che vanno dai dodici ai trentasei mesi di età.

Questo spazio per l’infanzia nasce dalla volontà di fornire un servizio qualificato di assistenza temporanea, non solo per il bambino e a per il suo percorso di crescita, ma anche per la sua famiglia. L’obiettivo principale è quello di favorire lo sviluppo dell’identità del bambino, stimolando la costruzione della sua autonomia, della sua autostima e mettendolo a conoscenza, in maniera gioiosa e divertente, del mondo e delle sue regole. Si cerca inoltre di soddisfare i suoi bisogni di cura, strutturando non solo l’ambiente in maniera stimolante, ma anche ponendo attenzione ai luoghi, ai materiali, ai tempi e anche al ruolo dell’adulto nelle situazioni di quotidianità.

Un servizio per l’infanzia unico, che attraverso la creazione di occasioni ludiche e ricreative, cerca fin da subito di trasformare quello che viene visto principalmente come un “gioco”, in molteplici occasioni di aggregazione e integrazione tra bambini di diversa età e anche di diversa cultura. Un progetto molto importante quello del “Nido del Dialogo” che si pone inoltre come ultimo scopo, quello di sostenere le famiglie dei bambini che accoglie e di fornire ai genitori alcuni essenziali strumenti educativi nei confronti dei propri figli.

 

Simona Pili Stella

Il nostro simbolo? E' sempre la Mole, "tour Eiffel" di Torino!

mole rosa 2015Daniela Bigliardi: “Tutta Torino è simbolo di se stessa ma la Mole la rappresenta in tutto il mondo”
Salvatore Spanò: ” Io sceglierei il turet”
Patrizia Maccarri: “Anche la basilica di Superga non sarebbe male come simbolo e per il motivo storico per cui è stata costruita e per la sua fantastica posizione”
 

Al nostro sondaggio sulla pagina Facebook del “Torinese” hanno risposto in tanti.La Mole antonelliana, Palazzo Reale, la Gran Madre, Palazzo Carignano, la palazzina di caccia di Stupinigi, il Valentino, la basilica di Superga, Palazzo Madama…Qual è secondo voi il monumento simbolo di Torino? La Mole resta sempre – come era prevedibile – il monumento più amato dai torinesi. Ecco una selezione delle risposte apparse su fb.

Angela Papurello
Angela Papurello la mole per chi arriva da sud con la macchina e superga per gli aerei, per i turisti esteri il museo egizio era il piu gettonato oggi.

Giordano Donatella
Giordano Donatella X IL 2015 direi la Gran Madre, e stata fotografata da ogni angolo. Bravi a far scoprire la nostra Torino non solo x la Mole.

Daniela Bigliardi
Daniela Bigliardi Tutta Torino è simbolo di se stessa ma la Mole la rappresenta in tutto il mondo

Patrizia Maccarri
Patrizia Maccarri Anche la badilica di Superga non sarebbe male come simbolo e per il motivo storico per cui è stata costruita e per la sua fantastica posizione.

Lina Pompilio
Lina Pompilio Palazzo Carignano, storicamente parlando, la Mole sotto il ” profilo estetico! ”

Salvatore Spanò
Salvatore Spanò Io sceglierei il”turet” circondato da tutti gli altri monumenti che ricordano Torino , Mole, p. Castello, Superga, Gran Madre ecc..

Loredana Giuliano
Loredana Giuliano Dici Torino e pensi la Mole ma tutto il resto rende Torino meravigliosa!!

Maria Rita Canepa
Maria Rita Canepa La Mole, perché è più singolare, ma gli altri sono artisticamente più importanti

Rita Ferrantelli
Rita Ferrantelli Palazzo Carignano, la Mole e tutti gli altri perché hanno una cornice stupenda come Torino

Silvana Picca
Silvana Picca Il simbolo che più rappresenta Torino è la Mole Antonelliana.

Marisa Bovolenta
Marisa Bovolenta La Mole è quella che rappresenta Torino…ma la basilica di Superga è bellissima ..e gli altri monumenti sono tutti importanti con tanta storia da raccontare

Lina Laneve
Lina Laneve Secondo me sono due i monumenti che rappresentano torino la mole e il Valentino.

Angela Ferrero
Angela Ferrero il simbolo è sicuramente la Mole ma io adoro Piazza Castello in ogni suo angolo!

Donatella Novati
Donatella Novati assolutamente la Mole Antonelliana è il simbolo di Torino!!!!

Natalia Caviglione
Natalia Caviglione La mole senza dubbio, ma Torino è una meraviglia tutta da scoprire.

Antonio Salvatorelli
Antonio Salvatorelli Tutti belli, il simbolo è la mole e il tureeet…… boia faus

Carla Canavesio
Carla Canavesio Molto bella torino, citta’ dai tanti monumenti storici!il migliore per me la Mole unico e superbo simbolo !!!

Lucy BT
Lucy BT Mole Antonelliana, direi che è la “Tour Eiffel” di Torino naturalmente molto più bella, intendo come simbolo. Buona giornata a tutti

Silvana Tonella
Silvana Tonella La mole Antonelliana e poi il monte dei Cappuccini visto dal Po. Se penso che mio padre ha imparato a nuotare nel Po mi vengono I brividi. Quanto era pulito allora…

Gabriella Cresta
Gabriella Cresta Io direi Palazzo Carignano ma sicuramente nel mondo Torino è rappresentata dalla Mole.

Carla Nonita
Carla Nonita Il simbolo più chiaro e la mole anche se non la più bella.

Barbara Toniolo
Barbara Toniolo la mole senza ombra di dubbio

Giovanna D'Adduzio
Giovanna D’Adduzio Senz’altro la MOLE ma Torino è una città splendida.

Enza Damora
Enza Damora E c’è da chiederlo? La Mole!

Anna Maria Inghingoli
Anna Maria Inghingoli la palazzina di Stupinigi

Maria Grazia Marendoli
Maria Grazia Marendoli La Mole….per chi non é torinese sicuramente

Rosina Borgi
Rosina Borgi La Mole Antonelliana.Buone Feste!

Giuseppina Calvaresi
Giuseppina Calvaresi La mole!!!! Buone feste!!!

Antonietta Perrotta
Antonietta Perrotta La mole Antonelliana! !

Giancarlo Polidini
Giancarlo Polidini La Mole Sicuramente!

Renata Rossi
Renata Rossi per me sempre la Mole Antonelliana

Sit-in davanti al Comune contro il progetto del Michelotti

“PROFONDO ROSSO PER IL MICHELOTTI: A TORINO L’AMMINISTRAZIONE INSISTE PER L’AGGIUDICAZIONE TRENTENNALE “AL BUIO”, SENZA VERIFICARE I CONTI 2015 DI ZOOM”

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Giovedì 10 dicembre 2015 il Comune di Torino ha assegnato provvisoriamente “per trent’anni” l’area del Parco Michelotti a Zoom Torino Spa, società che gestisce il sedicente bioparco di Cumiana, a tutti gli effetti uno zoo. Il bando per la concessione del Michelotti, una volta scartatati dal Comune i progetti precedenti, è stato così specifico da rendere Zoom l’unico soggetto adatto a proporre un progetto compatibile. Nella riunione di Sesta Commissione del 4 febbraio 2016, Zoom Torino Spa ha esposto quelle che, a suo dire, sarebbero le ricadute positive sulla città per via dalla presenza del nuovo bioparco, più volte definito “zoo” dallo stesso rappresentante di Zoom, con animali imprigionati da barriere invisibili: per i rappresentanti del Coordinamento No Zoo presenti, nonché per diversi consiglieri, si è trattato di dati e prospettive fantasiosi, adatti a riempire le slides, ma privi di qualunque concretezza. Per questo il Coordinamento No Zoo tramite i propri contabili ha esaminato i bilanci depositati e relativi allegati degli esercizi 2011, 2012, 1013, 2014 della società che dovrebbe gestire la succursale torinese di Zoom: ne è emersa una situazione che ha ampie probabilità di trasformare il progetto nell’ennesima incompiuta.

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Davanti alla Commissione del 4 febbraio avevamo informato l’Assessore Lavolta dei dati rilevati riferiti cumulativamente alla Spa ed srl: 5 milioni di perdite in quattro anni e 16 milioni di indebitamento al 31 dicembre 2014. Per questo motivo abbiamo chiesto all’Assessore che non si procedesse ad alcuna aggiudicazione definitiva prima di aver valutato i bilanci approvati relativi al 2015 , il cui termine di deposito scadrà fra circa tre mesi, ma ci è stato risposto che la volontà politica è quella di aggiudicare a Zoom ugualmente, come se la solvibilità dell’aggiudicatario fosse un elemento secondario in un progetto che presuppone iniezioni per 15 milioni di euro. «E questo sarebbe un piano sicuro? Tutt’altro. Denunciamo ancora una volta tutte le criticità del progetto di privatizzazione di Parco Michelotti finalizzato alla costruzione di un nuovo zoo – dichiarano i rappresentanti del Coordinamento – e chiediamo a gran voce che ci si fermi prima che sia troppo tardi».

zoo3Le criticità del progetto di affidamento a Zoom Torino Spa del Parco Michelotti sono molteplici: • quelle contabili, relative ai fantomatici 15 milioni di euro che Zoom (Spa + Srl), società in profondo rosso, sostiene di volere/dovere investire: 7 milioni traendoli da fonti interne (soci) e 8 milioni traendoli da non meglio precisate fonti esterne (terzi) • quelle etiche, legate alla realizzazione di un nuovo luogo di detenzione di animali, in una logica di sfruttamento delle altre specie oggi inaccettabile; • quelle legate all’impatto paesaggistico, urbanistico, ambientale e sociale che comporterebbe la privatizzazione di un parco storico, di cui per anni i cittadini non hanno potuto usufruire e che andrebbe restituito integralmente alla città. Per questo lunedì 22 febbraio, dalle ore 16.30 alle 18.30, il Coordinamento No Zoo scenderà nuovamente in piazza con un sit-in di fronte al Municipio, informando la cittadinanza sullo scarsissimo livello di avvedutezza e prudenza con cui l’Amministrazione intende affidare i propri beni comuni, che è già assai preoccupante che il Comune non sappia gestire direttamente.

La biodiversità delle praterie alpine nelle Alpi Occidentali

MONTAGNA FOTOA Bussoleno – Borgata Argiassera, ex Scuole elementari.  Da sabato 20 febbraio

Il Museo Regionale di Scienze Naturali e l’Ente di gestione delle aree protette delle Alpi Cozie presentano, dal 20 febbraio al 30 giugno 2016, la mostra itinerante “La biodiversità delle praterie alpine nelle Alpi Occidentali”, nella sede del nuovo Laboratorio Ambiente Cultura Montana del Parco Naturale Orsiera Rocciavrè presso le ex scuole elementari, Borgata Argiassera, Bussoleno.

La mostra, a cura di Bruno Bassano, Antonello Provenzale e Ramona Viterbi, è realizzata in collaborazione con l’Istituto di Scienze dell’Atmosfera e del Clima del Consiglio Nazionale delle Ricerche, il Parco Nazionale Gran Paradiso e il Parco Naturale Orsiera-Rocciavré.

L’esposizione propone un centinaio di fotografie dedicate alla biodiversità delle praterie alpine, alla complessa rete di rapporti trofici cheMONTAGNA GALLI caratterizza questi ecosistemi e alle strategie utilizzate da piante e animali per affrontare le difficoltà associate all’ambiente di alta montagna.

Attraverso l’esempio delle praterie d’alta quota, viene proposto un approccio “ecologico” che privilegia la presentazione dei meccanismi che regolano la dinamica degli ecosistemi e rendono possibile la diversità degli organismi viventi. Vengono anche evidenziati i cambiamenti in corso nell’ambiente montano, a causa del riscaldamento globale e della modifica delle pressioni antropiche.

La mostra rappresenta un progetto di divulgazione che, unendo la passione e la competenza dei fotografi naturalisti che hanno fornito le immagini con le attività di ricerca scientifica, intende costruire una piccola “storia naturale per immagini” delle praterie alpine e della biodiversità che esse ospitano.

 
MONTAGNA VOLPISede:  Laboratorio Ambiente Cultura Montana, presso ex scuole elementari, Borgata Argiassera, Bussoleno (To)
Inaugurazione:  20 febbraio 2016, ore 16,00
Periodo: 20 febbraio  – 30 giugno  2016
Orario apertura: terza domenica di ogni mese e 2 giugno, ore 14.00 – 18.30
Altri giorni visita su appuntamento /  Visite guidate riservate alle scuole
Info: Tel +39 0122 47064 | info.alpicozie@ruparpiemonte.it  www.parchialpicozie.it

L’Italia dello zero virgola

garauIL MONDO DEL BIO / di Ignazio Garau *

La ripresa continua a essere debole e la speranza di lasciarsi alle spalle gli anni più bui della crisi si scontra con prospettive internazionali di grande incertezza, con rischi complessivi in aumento. Capacità di innovazione, agricoltura e territorio, coniugate in una visione di sostenibilità, sono le parole chiave per uscire dalla crisi che ci attanaglia.

Certo gli indicatori economici del nostro paese hanno cambiato segno da un po’ di tempo a questa parte ed evidenziano movimenti verso l’alto nell’ordine di qualche decimale di punto percentuale. Variazioni molto contenute e sempre a rischio. E’ l’Italia dello zero virgola, come l’ha descritta il Censis solo qualche settimana fa nel suo 49° Rapporto sulla situazione sociale del Paese/2015, un’Italia in letargo, che riparte solo per piccoli gruppi, che paga uno scollamento tra la “politica” e il corpo sociale. Un’Italia, dice il presidente del Censis Giuseppe De Rita citando Filippo Turati, fatta di “mezze tinte, mezze classi, mezzi partiti, mezze idee e mezze persone”.piemonte italia

Il mercato del lavoro continua a segnare il passo, dopo il rimbalzo conseguente all’entrata in vigore del Jobs Act, che comunque non ha portato neppure lontanamente a recuperare la situazione pre-crisi. E’ una situazione di blocco, molto diversa dalle condizioni presenti in molti paesi europei, che registrano un calo della disoccupazione più marcato. In Italia chi è senza lavoro ha perso anche la speranza di trovarlo. Se esaminiamo l’occupazione giovanile (15-24 anni) il tasso di disoccupazione si è attestato a dicembre 2015 al 37,9%, il tasso più basso degli ultimi tre anni, ma ancora incredibilmente elevato, considerato che è praticamente raddoppiato in sei anni, con un picco del 42,7% nel 2014.

Il tasso di inflazione rimane bloccato, nonostante gli sforzi della BCE, gli investimenti sono nulli. Chi ha le risorse non si sogna certo di impiegarle nell’attività economica e chi ha idee e volontà di intraprendere nuove iniziative non riesce a accedere al credito.

E’ un corto circuito continuo, quando sembra che si stia superando la crisi in un’area del pianeta, Europa o Stati Uniti, ecco che la stessa si riaccende in Asia, Giappone o Cina, in una situazione di precarietà continua. La guerra diventa fisiologica in contesto di incertezze di questo tipo e appare come “la continuazione della politica con altri mezzi”, come affermava il Generale e teorico militare Carl von Clausewitz. “Siamo entrati nella Terza guerra mondiale, solo che si combatte a pezzetti, a capitoli”, ha avuto modo di affermare senza mezzi termini Papa Francesco.

renzi matteo2Il modello economico che ha conquistato il pianeta nel secolo appena trascorso si é incartato su se stesso, anche la Cina e le economie dei paesi emergenti sono coinvolte nella crisi ormai globale e navigano a vista, eppure non si rinuncia alla speranza che tutto possa rimettersi in carreggiata, recuperando le condizioni di sviluppo precedenti.

Puntare a una ripartenza dell’economia, ma per andare dove?

Nella scrittura cinese la parola “crisi” è composta con due ideogrammi, uno rappresenta il pericolo, l’altro indica l’opportunità. In una stagione di grandi difficoltà occorre cogliere le opportunità, avere il coraggio di individuare i percorsi nuovi che possono produrre miglioramenti effettivi, nell’interesse di tutti e non solo di qualche ristretto gruppo, per ricostruire una prospettiva e una speranza nel futuro.

E’ ancora il rapporto del Censis che ci evidenzia che qualche cosa accade, che gli italiani, comunque, provano a muoversi. Certo non più come collettività, non dentro un “progetto generale di sviluppo” che non esiste più da tempo, ma da singoli, all’interno magari di piccoli territori, o di piccoli gruppi sociali.

Qualcosa dell’Italia migliore è rimasto: “lo scheletro contadino”, che non è un mero attaccamento alle radici. Vince chi esporta (l’export vale il 29,6% del Pil), chi riesce a inventare “un nuovo stile italiano” riuscendo a innovare i settori tradizionali, coniugando “qualità, saper fare artigiano, estetica, brand”. Vince un settore trasversale per vocazione come quello creativo-culturale e vince l’agroalimentare, che nell’anno dell’Expo fa il boom di esportazioni e riconquista la leadership nel mercato mondiale del vino (con oltre 3 miliardi di export). Vince il settore turistico che registra un costante incremento dei flussi anche in questi anni di crisi.AGRICOL SAN GIORGIO

Sono queste le risorse su cui il nostro paese deve puntare, la capacità di innovazione, il settore della cultura e del turismo, l’agroalimentare, l’agricoltura. Un’agricoltura multifunzionale, capace di garantire la custodia e la qualità del nostro prezioso territorio, dei nostri paesaggi agrari, di valorizzare la nostra ricchezza di biodiversità e di tradizioni. Certo il modello non può essere quello di un’agricoltura industriale e produttivi sta, occorre scegliere la strada di un’agricoltura biologica, valorizzando un settore che continua a crescere pur in una situazione di contrazione dei consumi alimentari, che ottiene la fiducia dei consumatori e che contribuisce in maniera significativa all’export del nostro settore agroalimentare.

La nostra agricoltura, dunque, la nostra filiera agroalimentare non è solo uno dei primi motivi per i quali il mondo intero ama l’Italia. Non è solo uno dei comparti più forti del made in Italy. È anche quello che più di altri, in modo più maturo e articolato, ha fatto della green economy una leva per crescere. È tra quelli più dinamici e innovativi, anche grazie al numero crescente di giovani che scelgono un mestiere decisamente rivalutato rispetto a qualche anno fa; quello del contadino.

Territorio è un’altra parola chiave. Negli ultimi anni, nei tanti e diversi territori del nostro paese sono nate le espressioni imprenditoriali migliori di quella “green economy” sempre più concreta, a partire proprio dal mondo dell’agricoltura e, soprattutto dell’agricoltura biologica. Nei territori sono nate le più grandi storie imprenditoriali italiane.

I distretti rurali, i distretti agroalimentari di qualità, i distretti artigianali e industriali che si sono sviluppati in Italia rappresentano frequenti storie agriturismodi successo. Per le piccole imprese rappresenta l’opportunità di compensare gli svantaggi della ridotta dimensione aziendale con l’elevata specializzazione, flessibilità nell’uso dei fattori produttivi, e sviluppo di reti di collaborazione e informazione.

Anche l’esperienza dei bio-distretti sta crescendo in Italia (e in Europa). Il Bio – Distretto è l’accordo mediante il quale i soggetti interessati alla crescita economica sostenibile del loro territorio si impegnano a definire e a sviluppare un progetto comune attento alla conservazione delle risorse, alla compatibilità             ambientale e alla valorizzazione delle differenti opportunità della loro realtà territoriale.

L’avanguardia non è più la “grande impresa”, ma le tante realtà, dal nord al sud del paese, che sono riuscite e che si stanno impegnando per sviluppare un progetto territoriale.Le strade per uscire dalla crisi sono tracciate, occorre riconoscerle e percorrerle con convinzione.

*Presidente ItaliaBio
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