ECONOMIA E SOCIETA'- Pagina 720

Riflessioni sulle speranze, gli scenari e le prospettive per il futuro del Tibet

consiglio X 1Il 23 maggio 1951 la Cina usò il “Trattato di liberazione pacifica”, firmato dal giovane Dalai Lama, per attuare il piano di trasformazione del Tibet in una colonia cinese, senza tener conto della forte resistenza del popolo di Lhasa

Scenari e prospettive per il futuro del Tibet sono gli argomenti trattati al convegno organizzato a Torino dal Consiglio regionale del Piemonte, intitolato “Tibet oggi… per non dimenticare”. Nel suo intervento introduttivo Daniela Ruffino, vicepresidente dell’Assemblea, si è soffermata sull’ infinita tragedia  di  questo  popolo  che  si sta  perpetrando,  nell’indifferenza del  resto  del  mondo,  da  oltre  da sessantasei anni. Al tentativo  di  cancellare  l’identità culturale  e  religiosa  del Tibet ha guardato anche Giampiero Leo, vicepresidente del Comitato regionale per i Diritti umani.  Sia Ruffino che Leo hanno poi spiegato che ciò che è stato fatto subire al Tibet e al suo popolo è uno spaventoso sopruso che ripugna alle coscienze di tutte le persone libere e amanti della libertà, della pace e dei diritti umani.

 

Il programma ha previsto anche la preghiera del Lama Shartrul Rinpoche, poi ci sono stati gli interventi di acclarati esperti quali il giornalista scrittore Piero Verni, che ha parlato della religione e della politica nel Tibet sotto la Cina; Franco Ricca, già direttore del Museo di Arte orientale (Mao) di Torino, che ha voluto trattare l’approccio occidentale al Tibet; e Bruno Portigliatti, che ha trattato una pagina di storia ancora poco conosciuta. È stato poi dato spazio anche al Lama Paljin Tulku Rinpoche. I lavori ancora una volta hanno fatto emergere la necessità di ricercare la soluzione per un dialogo efficace con la Cina, per permettere al popolo del Paese himalayano di vivere libero nel suo territorio. Il 23 maggio 1951 la Cina usò il “Trattato di liberazione pacifica”, firmato dal giovane Dalai Lama, per attuare il piano di trasformazione del Tibet in una colonia cinese, senza tener conto della forte resistenza del popolo di Lhasa. Il 9 settembre 1951 segnò la fine dell’indipendenza tibetana. Dopo l’invasione cinese, oltre 1,2 milioni di tibetani sono stati uccisi, circa 6.000 monasteri e templi distrutti. Oggi le autorità cinesi applicano ogni metodo per discriminare il popolo tibetano e distruggere ogni traccia della sua cultura. Vivendo in un mondo globale e interdipendente – è stato infine ribadito nel corso del convegno –  gli interventi e le opinioni di altri Paesi possono aiutare il popolo tibetano a trovare la giusta via per fermare il genocidio da parte del regime di Pechino.

 
MB – www.cr.piemonte.it

SANREMO E CARMAGNOLA UNITI DA VIDA NETWORK

Successo per il Sanremo Out realizzato dalla web tv carmagnolese
 
 
vida sanremo

VIDA TVLa web tv di Carmagnola e dintorni, Vida Network, il 12, 13 e 14 febbraio ha trasmesso in diretta striming le esibizioni di Sanremo Out, un contest canoro per giovani talenti, che è stato molto seguito. A vincere il contest è stato il duo materano We2 composto da Antonio Esposito e Emanuele Schiavone. La postazione della web tv carmagnolese a Sanremo, è stata in piazza Cristoforo Colombo, vicino a quella di Radio Italia e di Radio Norba, il tutto a pochi metri dal Teatro Ariston nella zona red carpet. I giovani e intraprendenti ragazzi della web tv inoltre, hanno intervistato molti big del Festival della Canzone Italiana 2016, tra i quali la figlia di Zucchero, Irene Fornaciari e i Dear Jack, oltre ad ospiti come Pino la lavatrice e gli anticorpi e molti altri. Dalla redazione di Vida Network, Fabio Bonanno spiega: “siamo molto felici di essere stati presenti a Sanremo e di essere riusciti a realizzare una manifestazione canora che ha avuto un grande successo”.

Ivan Quattrocchio

“Diversamente Uguali”, il concorso di MagazziniOz

casa ozLa narrazione prende una piega nuova grazie all’iniziativa rivolta alle Scuole Superiori 

 

Si apre un nuovo capitolo per la narrazione che si rivolge alle scuole superiori di Torino e provincia: MagazziniOz e Fondazione Johnson&Johnson promuovono, in collaborazione con il Ce.Se.Di – Centro Servizi Didattici della Città metropolitana di Torino – per l’anno scolastico 2015 – 2016, un concorso dal titolo “Diversamente Uguali”.   Questa iniziativa, che si inserisce all’interno dell’edizione del Concorso “Occupiamoci del Mondo”, è stata pensata per fornire ai ragazzi strumenti utili e quanto mai importanti nella società in cui viviamo, dove integrazione, educazione civica e responsabilità diventano elementi che fanno la differenza.

Verranno premiati creatività e impegno con cui gli studenti affronteranno i messaggi alla base del concorso per realizzare i propri lavori, che dovranno pervenire entro il 27 Aprile 2016 e saranno pubblicati in una sezione specifica del sito web del concorso e della Fondazione Johnson & Johnson.

A coloro che parteciperanno sarà infatti richiesto di elaborare idee sul confronto con gli altri scaturite dalla riflessione sulla diversità attraverso strumenti narrativi come la fotografia (con al massimo 3 immagini inedite), la narrativa (con una poesia di massimo 50 versi o un racconto di massimo 5 cartelle da 2000 battute l’una) o la produzione di brevi video (con uno spot da massimo 3 minuti o un cortometraggio da massimo 5 minuti). Le creazioni che verranno premiate serviranno a finanziare progetti ed iniziative di CasaOz Onlus (Associazione che offre sostegno ai bambini malati e alle loro famiglie) e il valore aggiunto di questa operazione sarà dato dall’opportunità di scegliere a quale tra i progetti della Onlus  destinare i fondi corrispondenti al premio vinto ed inoltre sperimentare e vivere il mondo del volontariato attraverso stage e giornate formative presso questa stessa struttura e i MagazziniOz. Data la natura filantropica del concorso il candidato è obbligato ad indicare, insieme alla presentazione della sua opera, un progetto della Onlus tra quelli segnalati nel regolamento, a cui desidera sia devoluto il premio in denaro in caso di vincita, finanziato dalla Fondazione Johnson & Johnson.

Il concorso rappresenta inoltre l’occasione per dirigenti scolastici, professori e studenti (dai 14 ai 19 anni, che possono partecipare individualmente o in gruppo in rappresentanza del proprio istituto in una delle due categorie – Biennio o Triennio – del premio in relazione alle classi frequentate), di lavorare in team mossi dallo spirito di collaborazione e di offrire sostegno alle proprie scuole: alle Scuole degli studenti vincitori verrà infatti data la possibilità di ricevere  come “premio” dei beni strumentali utili alle attività didattiche grazie alla Fondazione Johnson & Johnson. La partecipazione è gratuita e ogni scuola potrà presentare un massimo di 3 elaborati in totale.

Le scuole troveranno a disposizione sul sito del concorso un kit per la didattica e linee guida per stimolare gli studenti rispetto al tema della diversità.  Le idee migliori verranno esaminate da una giuria presieduta da Concita De Gregorio e composta da Lorenza Bravetta (direttore del Centro per la Fotografia), Andrea Jublin (sceneggiatore e regista) e Paola Mastrocola (scrittrice) e saranno premiate all’interno di una cornice prestigiosa come l’edizione 2016 del Salone Internazionale del Libro.

ENVIRONMENT PARK, AL VIA IL FAMELAB 2016

Il talent show internazionale della scienza

ENVI PARK

Parte da Environment Park la tappa torinese di FameLab 2016, il talent show internazionale della scienza, durante il quale ricercatori e scienziati si affrontano sul palco in una sfida all’ultima parola: devono raccontare, in appena tre minuti, il proprio oggetto di studi o un argomento scientifico che li appassiona, senza l’utilizzo di proiezioni, grafici, video, ma facendo appello soltanto al proprio talento comunicativo.Venerdì 19 febbraio il Parco Tecnologico di Via Livorno ospiterà, infatti, il warm up preparatorio dei contendenti torinesi, in vista delle finali locali del 24 febbraio presso Xké? Il laboratorio della curiosità e dell’1 marzo nel Salone d’Onore dell’Accademia Albertina. I due eletti vincitori si sfideranno, poi, con i colleghi provenienti dalle altre sei selezioni locali italiane durante la FameLab Masterclass, in programma a Perugia ad aprile e, in caso di ulteriore passaggio del turno, con quelli internazionali, nella finale di FameLab International il prossimo giugno in Inghilterra.Il Warm Up del 19 febbraio sarà una palestra per i giovani concorrenti, che saranno “allenati” e consigliati da tecnici e comunicatori di Environment Park sul modo corretto di divulgare i propri progetti scientifici, rendendoli chiari, appassionanti e fruibili anche ad un pubblico non specializzato.Ideato nel 2005 da Cheltenham Festival e promosso a livello mondiale dal British Council in oltre 25 paesi, FameLab arriva per la prima volta a Torino.
www.envipark.com

MONTAGNA, RUFFINO: REGIONE INTERVENGA PER GESTIRE L'EMERGENZA LUPI 

Si moltiplicano i casi di pastori e margari che, in numero crescente, minacciano di lasciare gli alpeggi
lupo

“La Regione intervenga per frenare l’emergenza lupi che sempre più frequentemente colpisce il mondo rurale e montano delle nostre vallate”. A domandarlo in una interrogazione discussa oggi dal Vicepresidente del Consiglio regionale del Piemonte, Daniela Ruffino.

Continua l’esponente regionale di Forza Italia: “Si moltiplicano i casi di pastori e margari che, in numero crescente, minacciano di lasciare gli alpeggi e di abbandonare la pratica della monticazione. E’ facile comprendere gli effetti devastanti che deriverebbero dalla scomparsa di queste attività: si perderebbero presidi di biodiversità agroalimentare e la tenuta idrogeologica dei terreni che solitamente viene favorita grazie alle attività di pascolamento. Proprio per tale ragione è centrale l’intervento della Regione che sull’argomento ho sollecitato”.ruffino daniela

Conclude Ruffino: “Sicuramente risulta essere insufficiente la misura prevista dal Piano Regionale Interventi per risarcimenti da canidi. Ci sono è vero 287mila euro di fondi regionali stanziati ma in regime di de minimis e quindi è facile che il plafond non sia sufficiente a garantire il risarcimento pieno del danno visto che spesso gli operatori del settore accedono anche ad altre contribuzioni e sostegni che fanno raggiungere il limite velocemente. Attendo invece di comprendere le due misure che l’assessore all’Agricoltura ha annunciato essere contenute nel PSR. Verranno messe a bando a metà del 2016 e la prima, prevede contributi per l’acquisto di accorgimenti tecnici o per il pagamento di personale al fine di vigilare sui capi di bestiame, la seconda è una misura a superficie dei lotti coinvolti. Vigilerò sull’applicazione di questi due interventi che confido non tarderanno ad essere aperti”.

Quando il migliore antifurto è il tuo vicino

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Incontro nel Casalese dell’Associazione Controllo del Vicinato

Venerdì 19 febbraio, alle ore 21, l’Associazione Controllo del Vicinato, il Gruppo Cdv Morano Sicuro con la collaborazione dell’Amministrazione Comunale di Morano Po presentano “Morano Sicuro – Il migliore antifurto è il tuo vicino”. Si tratta di un nuovo incontro dell’Associazione al di là del Po dopo quelli nelle frazioni Popolo e Terranova di Casale Monferrato.

L’incontro si terrà alla Bocciofila e verrà introdotto da Eros Foltran, coordinatore del Gruppo “Morano Sicuro”. Sono previste le relazioni di Massimo Iaretti, referente regionale dell’Associazione Controllo del Vicinato e Stefano Granziero, coordinatore della Città di Casale Monferrato. Interverrà il sindaco di Morano Po, Mauro Rossino.

 

Sondaggio web: difficile fare una classifica dei portici torinesi!

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Margy Messina: “tutti,  io vivo all’estero , e mi ricordo quando tagliavo , al mattino e camminavo , sotto i portici, che meraviglia . Stucco, archi, marmo, ottone…..uno splendore!”

QUALI SONO I PORTICI PIU’ BELLI DI ‪#‎Torino‬? La nostra città vanta il primato della rete di portici storici più estesa d’Europa: circa 14 chilometri! Ma quale tratto porticato è, a vostro parere, il più suggestivo? Corso Vittorio o via Po? I portici Anni ’30 di via Roma o quelli del salotto di piazza San Carlo? Oppure, ancora, piazza Statuto o piazza Vittorio? Il nostro mini-sondaggio sulla pagina FB del “Torinese” ha dato risposte molto diversificate: non possiamo quindi fare una classifica dei portici torinesi, perché ogni tratto porticato, a modo suo, è affascinante e suggestivo! Ecco alcuni commenti dei nostri lettori.
 
(Foto: il Torinese)
 

    • Grazia Piera Demaria Via Roma, piazza San Carlo

    • Rita Torraco Sono tutti belli ma preferisco quelli di via Po

    • Carla Silano belli tutti, ma il mio cuore è in via Po e piazza Vittorio

    • Maria Di Caprio sono tutti belli!! via Roma!

    • Maria Cristea Via Roma piazza San Carlo .

    • Lidia Gay Ogni tratto ha le sue caratteristiche quindi per me sono tutti belli,

    • Luigi Ciaccio Son tutti belli i portici di Torino, tranne alcuni tratti un pò in stato di abbandono in C.so Vittorio.

    • Marcella Estini Tutti bellissimi ognuno ha il suo fascino….!!!

    • Barbara Toniolo li amo tutti ma via po è magica

    • Renata Pochettino Quelli di via Nizza sono proprio da evitare, tutti gli altri ok.

    • Matilde Pozzo Piazza san Carlo, per affetto.

    • Adriana Paradisi C’è l’imbarazzo della scelta. Sono tutti belli in modo diverso, con i diversi stili .

    • Tiziana Lucchesi Ma ..veramente sono tutti belli

    • Carmela Cocozza Tutti a me piacciono tutti.. Hanno tutti una particolarità .. Torino e’ favolosa…

    • Bruna Adriana Zacco .non saprei scegliere, sono tutti talmente belli! !maaa forse via Roma! !!

    • Cristina Vittone Tutti belli, tutti diversi uno dall’altro

    • Angela Ferrero Torino è bellissima! Tra tutti scelgo i portici di Piazza San Carlo

    • Livia Racca X me quelli di via Roma !

    • Floriana Buzzetti Via cernaia e via Po

    • Eralda Franco Sono d’accordo con Scarantino,li trovo molto eleganti con una bella pavimentazione e anche bei soffitti

    • Emilia Dinunno Via Po. Via Roma corso Vittorio. Pzza San Carlo .Pzza statuto.tutti sono belli e ‘particolari’ con i loro angoli .I loro pavimenti. I deort con le loro sedie colorate i tavoli3ni con posacenere nel mezzo e i porta tovaglioli accanto. . .Belli.Belli .quanti ricordi quanti sogni

    • Elena Rizzi Torino è bellissima ovunque…ogni incrocio, piazza, palazzo ha qualcosa da vedere…solo che lo sappiamo solo noi…vanno a Firenze Roma …Pisa! Mah….

    • Mirella Frola Sono tutti bellissimi!!

    • Giuliana Joy Portici salotto Piazza S.Carlo!!

    • Marisa Morello Sono belli, ma molto sporchi

    • Rosanna Turso Via Roma

    • Rosa Margherita Sperone Per me i portici più belli sono quelli che partono da p.zza statuto cso San Martino porta Susa via cernaia perché sono la mia infanzia

    • Gianna Esposito Li adoro tutti , quanti ricordi!

  • Margy Messina tutti io vivo all’estero , e mi ricordo quando tagliavo , al mattino e camminavo ,sotto i portici, che meraviglia . Stucco, archi, marmo, ottone…..uno splendore!

  • Mariagrazia Fattori Tutti….tutti

  • Bruna Maria Gregori tutti belli

  • Teresa Di Padova Non saprei dire….mi piacciono tutti

  • Cecilia D’Urso corso vittorio!!!

  • Taffy Taffy Via pietro micca

  • Clara Sosso Via PO e piazza S.Carlo

  • Bruna Gho Dimenticate via P Micca….

  • Barbara Cacciatore Via Cernaia

  • Rosella Contri Via cernaia

  • Vilma Colombo Come fare a scegliere? Sono l’uno più bello dell’altro!

  • Luciano Mele Tutti

  • Ilaria Esposito Tutti bellissimi

  • Beatrice Rambaldi Via Po

  • Nuccia Muratore Tutti!

  • Imma Nuzzo Via Po

  • Elenina Pepe Tutti bellissimi

  • Lolly Lorena Via Po…!

  • Sabrina Vitrani P.zza San Carlo

Immigrati come risorsa? Sì, al tessuto sociale del Piemonte servono nuove energie

profughi 2Chiamparino:  “Basta pensare  ai dati anagrafici della nostra regione: innovare nel tessuto sociale vuol dire portare gente giovane, che ha voglia di cambiare la propria condizione”

“L’immigrazione non è solo un fenomeno inarrestabile che va gestito, ma anche uno dei non molti elementi di innovazione sociale per l’Italia e l’Europa”. Così il  presidente Sergio Chiamparino, di recente, alla presentazione del progetto Anabasi per l’accoglienza attiva di 80 richiedenti asilo, svoltasi nella sede dell’Unione Industriale di Torino.

La situazione immigrazione è ben presente anche a Richard Stengel  numero 2 di John Kerry, come sottosegretario di Stato americano alla Diplomazia e agli Affari pubblici. A Roma, come riferisce il Corriere della Sera, ha avuto un icontro presso la Comunità di Sant’Egidio, con profughi e volontari, in seguito al vertice sulla lotta all’Isis con i ministri degli Esteri Kerry e Gentiloni. La sua decisione è di stanziare 1,3 milioni del budget a sua disposizione per finanziare programmi europei per l’integrazione di migranti e rifugiati». Le Ong italiane disporranno del 10% del totale. «E’ una questione esistenziale per l’Europa – dice – che sta cambiando la visione dell’unità europea e del futuro dell’Europa”.

Sulla stessa linea il presidente del Piemonte che ha recentemente dichiarato: “Basta pensare  ai dati anagrafici del Piemonte: innovare nel tessuto sociale vuol dire portare gente giovane, che ha voglia di cambiare la propria condizione. Queste persone entrano in tensione con il tessuto più statico che è presente e questo fenomeno deve essere governato. Per ottenere questo risultato il presidente è convinto dobbiamo inserire nel modo più innovativo possibile questi nuovi elementi, sapendo che per la nostra società non si tratta solo di un problema ma anche di una opportunità”.

La Regione anticipa i fondi per aiutare una bimba malata di tumore

REGIONE PALAZZOSaitta: ” in attesa dell’approvazione dei nuovi Lea abbiamo deciso di anticipare i fondi necessari per il trattamento”

La Regione Piemonte anticiperà i fondi per sottoporre a protonterapia una bimba di quasi tre anni affetta da un raro tumore cerebrale e che potrebbe ottenere miglioramenti  da questo tipo di cura.Lo ha annunciato l’assessore alla Sanità, Antonio Saitta, rispondendo al  question time in Consiglio regionale.

“Il caso umanamente molto doloroso era già noto ai nostri uffici, che hanno cercato di individuare una soluzione nel rispetto della normativa e dei vincoli a cui è sottoposta la Regione Piemonte. La protonterapia – ha puntualizzato Saitta – non è una prestazione prevista dai Livelli essenziali di assistenza e non viene erogata in nessuna struttura della Regione Piemonte, che essendo sottoposta a piano di rientro non può rimborsare la spesa ai pazienti che vi si sottopongano in altre Regioni. Ma in attesa dell’approvazione dei nuovi Lea abbiamo deciso di anticipare i fondi necessari per il trattamento”.

Politiche Alimentari Sostenibili per le Città

garauIL MONDO DEL BIO / di Ignazio Garau*

L’agricoltura, e il cibo, devono ritrovare una loro centralità nelle decisioni politiche ed economiche se vogliamo uscire dall’emergenza e dalla crisi che attanaglia molti paesi

ll Cibo é l’opportunità per sviluppare un’economia che privilegi il lavoro e promuova la qualità dei territori, la qualità delle produzioni, la qualità della vita. L’agricoltura biologica modello culturale, oltre che colturale. Nuove relazioni tra territori urbani e territori rurali. Una nuova consapevolezza, sta emergendo in Europa, e non solo, sull’insostenibilità dei modelli alimentari correnti di produzione e di consumo, con l’evidenza che le città hanno una grande ruolo in proposito. Oggi, più della metà della popolazione vive nelle aree urbane e questa tendenza si sta accentuando ulteriormente: si stima che nel 2030 la popolazione mondiale sarà concentrata per il 70% nelle aree urbane. Una situazione che impone una riflessione, dato che sono le città che mangiano, che domandano i prodotti della pesca e dell’agricoltura, che creano lavoro nei campi e nel mare.

mondo cibo grano

Nel corso degli ultimi decenni, in tutte le attività economiche, si è perseguita una spasmodica ricerca di soluzioni per ridurre i costi di produzione e in particolare il costo del lavoro, che ha comportato la delocalizzazione degli impianti e la conseguente distruzione di molti tessuti produttivi locali e l’omologazione delle produzioni verso standard qualitativi inferiori.

Anche il settore agro-alimentare ha subito gli effetti della globalizzazione, con trasferimento della produzione in paesi dove la manodopera e l’energia costano di meno. Due i principali effetti negativi: in primo luogo la distruzione dei sistemi agricoli locali e la contrazione del numero di occupati, in secondo luogo l’aumento delle emissioni di gas serra per il crescente numero chilometri percorsi dal cibo che mangiamo.

Ma non mancano anche altre pesanti conseguenze sulla nostra salute e sulla qualità della nostra vita. Senza dimenticarci che in molti paesi la popolazione più povera soffre per la scarsità di cibo, mentre in altri ci si ammala per la quantità e la qualità del cibo consumato. L’incongruenza ulteriore è che gli stessi paesi che esportano materie prime alimentari, vedono parte della loro popolazione soffrire di carenze alimentari. L’agricoltura, e il cibo, devono ritrovare una loro centralità nelle decisioni politiche ed economiche se vogliamo uscire dall’emergenza e dalla crisi che attanaglia molti paesi.

La Terra è il datore di lavoro più importante e l’agricoltura può contribuire a ricostruire una nuova economia, orientata al benessere dei cittadini. Occorre, però, scegliere un nuovo modello di agricoltura, biologica e contadina, indispensabile per la sopravvivenza dell’umanità intera. Un’agricoltura multifunzionale, capace di garantire la produzione di cibo di qualità, ma anche il governo, la conservazione e la qualità del territorio, del nostro ambiente.

In un tale contesto le città assumono un ruolo determinante per implementare filiere alimentari sostenibili, capaci di innescare sinergie tra lo spazio urbano e le zone rurali, perché la città mangia, mangia il cibo, ma anche, in qualche modo, i terreni necessari per produrre questo cibo. I flussi che l’alimentazione di una comunità urbana induce sono intensi, importanti e, per certi versi, ineluttabili.

Occorre definire nuovi modelli economici, passare da una economia basata esclusivamente sulla finanza a un’economia orientata al benessere dei cittadini. Un modello di economia sostenibile deve ripartire dal cibo (dall’agricoltura) e considerare tutti i fattori che ad esso sono legati: produzione, trasformazione, distribuzione, logistica, integrando più dimensioni, per esempio la dimensione ambientale con le emissioni di CO2 conseguenti al trasferimento di certi alimenti, che viaggiano per migliaia di chilometri.

Occorre riportare il cibo, e l’agricoltura in un processo di sostenibilità complessivo e prendere atto che l’agricoltura biologica rappresenta un’esperienza concreta e positiva, capace di fornire risposte e soluzioni sia per i paesi del nord che del sud del pianeta. Una soluzione gradita dai cittadini, considerato che il consumo di alimenti biologici continua a crescere, anche in situazioni di decremento della spesa alimentare.

Qualcosa si è mosso, molte città hanno iniziato un percorso virtuoso. In Italia, nel Palazzo Reale di Milano, lo scorso 15 ottobre in conclusione dell’Expo, 110 città hanno firmato il «Milan urban food policy pact», il patto dei Sindaci sull’alimentazione che è stato consegnato al Segretario Generale dell’ONU Ban Ki-Moon. I sindaci «delle grandi città hanno deciso di agire e di passare dalle parole ai fatti», ha detto il Sindaco di Milano Pisapia, per «mettere a sistema le politiche» sull’alimentazione sperimentate con un «impegno comune per avere cibo sano e sviluppo sostenibile».

Analogamente a Torino, nell’ambito del terzo Forum Mondiale dello sviluppo economico locale, anche qui con la partecipazione del segretario generale delle Nazioni Unite, Il Sindaco Fassino, pure in veste di Presidente dell’ANCI, ha lanciato “un patto dei sindaci per il cibo l’alimentazione e l’agricoltura sostenibili”. Due iniziative simili e complementari che possono costituirsi come riferimento e iniziativa importante su questi temi.

Le città possono compiere scelte efficaci adottando politiche alimentari che costruiscano la sostenibilità a partire dal cibo e dall’agricoltura. Le città, come ha evidenziato il Sindaco Fassino, possono indirizzare gli acquisti istituzionali per la ristorazione scolastica e collettiva verso i prodotti biologici e locali, favorire i mercati dei produttori agricoli e utilizzare i mercati su aree pubbliche per favorire la ricostruzione di circuiti economici locali, favorire il contenimento dello spreco di cibo e la nascita di mense sociali per aiutare le persone maggiormente in difficoltà, favorire il recupero e l’utilizzo delle aree agricole cittadine, anche con creazione di orti urbani. Il Sindaco Fassino ha preannunciato che “Torino sarà la prima città italiana a inserire nello statuto comunale il valore del bio come fonte di ispirazione per tutte le nostre scelte politiche e di qualità della vita”.

E’ importante che queste scelte e queste dichiarazioni divengano impegno quotidiano degli amministratori, coinvolgano gli operatori economici, gli agricoltori e i cittadini, fino a condizionare le scelte dei governi e anche delle istituzioni europee e internazionali.

*Presidente ItaliaBio – ciao@italiabio.net