Per l’accoglienza dei migranti il modello da imitare è quello della “accoglienza diffusa”, contenuto in un protocollo d’intesa tra i comuni della Bassa Valle di Susa e la prefettura di Torino. La “benedizione” arriva dall’assessore regionale Monica Cerutti che evidenzia come il protocollo preveda che i Comuni si impegnino ad accogliere migranti secondo una ripartizione specifica che va da un minimo di 2 posti a un massimo di 12 in base al numero di abitanti e di reperire unità abitative sul proprio suolo comunale. Dal canto suo la Prefettura di Torino si impegna a escludere i Comuni firmatari del Protocollo da bandi prefettizi per l’assegnazione del servizio di accoglienza e assistenza dei richiedenti protezione internazionale. Per facilitare la buona riuscita del progetto è stato anche istituito un “Tavolo di coordinamento per la micro-accoglienza in Valle di Susa”. E l’assessore regionale all’immigrazione ipotizza che questo modello potrebbe venire “clonato” su scala regionale. Così spiega che “L’accoglienza diffusa in piccoli nuclei permette una migliore qualità dell’inclusione e anche l’inserimento lavorativo dei migranti che, per sgomberare il campo da inesattezze, è previsto dall’articolo 22 del Decreto Legislativo 142 del 18 agosto 2015. Il testo riconosce ai richiedenti protezione internazionale la possibilità “di svolgere attività lavorativa, trascorsi sessanta giorni dalla presentazione della domanda, se il procedimento di esame della domanda non è concluso ed il ritardo non può essere attribuito al richiedente” inoltre “i richiedenti possono frequentare corsi di formazione professionale, eventualmente previsti dal programma dell’ente locale dedicato all’accoglienza del richiedente”. Gli strumenti per accogliere bene e senza creare tensioni nella popolazione ci sono, basterebbe utilizzarli”.
Massimo Iaretti
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Il Monitor dei Distretti del Piemonte, realizzato dalla Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo, che analizza l’attività di export nel I trimestre del 2016, rileva le seguenti principali evidenze:
“Il Pulmino Verde” è un progetto nato da quattro studenti universitari torinesi – Costanza e Fernanda Torre, Marco Ceretto Castigliano e Federica Zanantonio Martin

Hanno curato il progetto per conto del Club la nostra presidentessa Elena Eterno, il nostro socio Alberto SanGalli, docente di laboratorio di ottica e Ferdinando Cimato, coordinatore ai progetti Vista del Distretto Leo 108 Ia1
Forse è la neomamma più vecchia d’Italia. Si tratta della signora Silvia N., nata nel 1950, originaria di Treviso e residente a Torino.
Prosegue con la tappa di Torino il tour che vede impegnata Eni in una serie di incontri in quattordici regioni con i rappresentanti territoriali delle Associazioni dei Consumatori.
Con investimenti complessivi per 29,109 milioni di euro da destinare all’aeroporto Sandro Pertini nel quadriennio 2016-2019 diventa realtà il Contratto di Programma
I rappresentanti dell’Agenzia per la coesione territoriale e dell’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata, sono stati ricevuti dalla Commissione speciale