ECONOMIA E SOCIETA'- Pagina 572

“Emergenza” produzione a Mirafiori

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Si tratterebbe di “emergenza” per il Polo produttivo Fca di Torino

in relazione ai modelli Maserati. Lo sostiene il sindacato della Fim Cisl. La quota di  produzione della Levante a Mirafiori nei primi nove mesi 2018 è scesa da 26.000 a 16.000 esemplari, una diminuzione del 39% rispetto allo stesso periodo dell’anno prima. A luglio si è poi  interrotta la produzione dell’Alfa Romeo Mito, a quota 9.857 unità, mentre a Grugliasco la  Quattroporte è scesa da 3.283 a 2.485 unità la  Ghibli da 10.729 a 8.722 (-18,7%).

 

(foto: il Torinese)

Arriva il microcredito

È stato siglato  l’accordo per l’apertura dello Sportello Unico dell’Ente Nazionale per il microcredito presso il Comune di Racconigi e la Camera di Commercio di Cuneo. La consegna delle targhe è avvenuta presso la sala consiliare del comune di Racconigi dove si sono riuniti il presidente dell’Ente Nazionale per il Microcredito, Mario Baccini, Il sindaco della città Valerio Oderda e il presidente della Camera di Commercio di Cuneo, Ferruccio Dardanello. Erano presenti anche il presidente della Banca Alpi Marittime, Giovanni Cappa, che siglando l’accordo con l’ENM, darà corso alle progettualità finanziando le nuove micro imprese e attivando il circuito promosso dalla via italiana al microcredito creata dall’ENM; insieme a lui il consigliere delegato i del Comune di Racconigi, Domenico Annibale e il responsabile nazionale degli sportelli ENM, Roberto Marta. “Queste due nuove realtà – ha dichiarato Mario Baccini, presidente dell’Entre Nazionale per il Microcredito – entrano a far parte della rete italiana dei 180 sportelli dell’Ente e sono l’espressione di quella mano pubblica che si attiva per colmare il gap della esclusione finanziaria. Attraverso gli sportelli si attiva un percorso di educazione finanziaria e di informazione che può favorire la cultura di impresa e sostenere, attraverso gli strumenti del microcredito, nuove attività. Ricordando che il microcredito è uno strumento di lotta alla esclusione sociale e finanziaria l’obiettivo è quello di rivolgersi a tutti coloro che non sono bancabili per offrirgli una opportunità. Attraverso gli strumenti della microfinanza si può creare un’impresa con la garanzia della mano pubblica che, attraverso il sistema di tutoraggio e accompagnamento previsti per legge nell’articolo 111 del testo unico bancario che definisce le attività di microcredito, si arriva alla creazione di aziende sane che sul territorio sviluppano un effetto leva occupazionale di 2,43: ossia micro aziende che vengono accompagnate dalla loro formazione e durante il loro percorso di attività così da garantire un default pari quasi a zero e un tessuto economico rinnovato e realmente produttivo”.

Una notte con la Costituzione

Una notte con la Costituzione Italiana, che ha da poco celebrato i suoi settanta anni. Rimane sempre attuale, a distanza di decenni, il significato profondo dei pilastri della Carta fondamentale del 1948, tra cui la centralità dei diritti consacrati nel moderno Stato sociale e solidale, dal lavoro alla salute, dall’educazione alla difesa delle donne. ” Sarà proprio lei, la Costituzione italiana, il fulcro della serata in programma lunedì 8 ottobre prossimo, al Circolo dei Lettori di Torino – spiega Massimo Rivalta, Presidente del Rotary Rivoli – in occasione dell’Interclub promosso dal Rotary Club Torino Val Sangone, cui parteciperanno numerosi anche altri Club, tra cui il Rotary Torino Sud Est. “Sarà un incontro molto interessante e con importati relatori del calibro dei notai Giulio Biino, appena nominato presidente del Circolo dei lettori, e Fabrizio Olivero – aggiunge l’ingegner Massimo Rivalta – Oltre che allo scopo culturale e civile, intrinsecamente chiaro, la serata servirà per una raccolta fondi per un service comune dei Club partecipanti o anche distrettuale. Si tratta di un Interclub importante per il valore dell’argomento, per la sua attualità e per la presenza di relatori di fama , oltre che per la ricaduta sul sociale del service comune. E adesso un po’ di storia. La Costituzione della Repubblica Italiana è entrata in vigore, come molti sapranno, il 1° gennaio 1948; dunque ha appena compiuto settant’anni. “Il suo è un patrimonio di valori, di principi e di regole”. Forse, però, non tutti sono a conoscenza che il testo originale è conservato in tre copie: una presso la Presidenza della Repubblica, una nell’Archivio storico della Camera ed una terza nell’Archivio centrale dello Stato. Porta la data del 27 dicembre 1947 e la firma di Enrico De Nicola, allora Presidente della Repubblica, con le controfirme del presidente dell’Assemblea Costituente Umberto Terracini, e del Presidente del Consiglio Alcide De Gasperi, e il “visto” del Ministro “guardasigilli” Giuseppe Grassi”. “Ma tutte queste sono informazioni – conclude l’ ingegner Rivalta – che solo chi è appassionato di certi argomenti padroneggia. Sono da sempre una persona interessata dalla conoscenza della nostra storia e ritengo che sarebbe straordinario che anche i giovani di oggi guardassero con più interesse alle radici di questo libro costituito, nel testo originario, da 139 articoli e 18 “disposizioni transitorie e finali”. In questa Costituzione c’è dentro tutta la nostra storia, tutto il nostro passato, tutti i nostri dolori, le nostre sciagure, le nostre gioie di Italiani”.

 

Mara Martellotta

 

 

Maserati Grugliasco, stop per un’altra settimana

Il sindacato Fismic rende noto che l’attività produttiva dello stabilimento Maserati di Grugliasco  del gruppo Fca si fermerà per una ulteriore settimana dall’8 al 12 ottobre prossimi. Nello  stabilimento,  fermo dal 27 settembre, saranno coinvolti tutti i 2.700 dipendenti per i quali verranno utilizzati i contratti di solidarietà. Sono in programma corsi di formazione per circa 400 lavoratori. Alla Comau è stata invece aperta una procedura di mobilità per 72 lavoratori dello stabilimento di Grugliasco,  su base volontaria e con incentivo, per lavoratori che otterranno la pensione entro due anni. All’Automotive Ligthing di Venaria, del gruppo Magneti Marelli, verrà applicata la cassa integrazione dal 29 ottobre al 2 novembre.

 

(foto: il Torinese)

La Regione potenzia i centri per l’impiego

L’aumento del personale e il potenziamento dei centri per l’impiego sul territorio regionale, sono le principali novità del piano regionale di attività per l’anno 2018 dell’Agenzia Piemonte Lavoro, approvato in terza Commissione presieduta da Raffaele Gallo, con la presenza dell’assessora al lavoro Gianna Pentenero. In generale, è previsto un rafforzamento delle competenze dei centri, il potenziamento del collocamento mirato, l’aggiornamento delle risorse strumentali e l’aumento sia delle sedi dei Cpi soprattutto nel capoluogo piemontese; anche le risorse umane saranno aumentate, con la previsione di nuove assunzioni da concordarsi con il ministero della Funzione pubblica e del Lavoro. Tra Centri per l’impiego e Antenne lavoro, la Regione ha 46 sedi dislocate su tutto il territorio subalpino: saranno tutte oggetto di consolidamento e rafforzamento. La decisione rientra in un ampio piano di rafforzamento e riorganizzazione delle strutture regionali per le politiche attive del lavoro. Alle comunicazioni dell’assessorato è seguito un dibattito in cui i Commissari hanno rivolto alcune riflessioni all’assessora: Andrea Tronzano (Fi) ha evidenziato come un maggiore rapporto tra le aziende e i centri per l’impiego possa produrre benefici nella soluzione delle problematiche verso le persone con disabilità, Gianna Gancia (Lega ) ha sottolineato la necessità di incoraggiare presso i Cpi non solo il lavoro subordinato ma anche quello autonomo, Francesca Frediani (M5s) si è soffermata sull’utilità di creare una banca integrata dei lavoratori, mentre Andrea Appiano (Pd) e Marco Grimaldi (Leu) hanno chiesto delucidazioni circa la gestione, stabilizzazione e nuove assunzioni di personale presso i Cpi. “Sicuramente un aumento del personale ed una riorganizzaione dell’intero sistema permetteranno un miglioramento ed una maggiore qualità del servizio – ha dichiarato Pentenero – uno dei nostri obiettivi per il 2018 è quello di migliorare la sinergia con le aziende attraverso un potenziamento ed una riorganizzazione dei servizi informatici”. L’agenzia Piemonte Lavoro ha come compiti la collaborazione per il raggiungimento dell’integrazione tra le politiche del lavoro, della formazione e dell’orientamento professionale, nonché dell’istruzione e delle politiche sociali con le politiche dello sviluppo economico-sociale, in attuazione del piano annuale di attività approvato dalla Giunta Regionale.

 

CL – www.cr.piemonte.it

Fratelli torinesi “blindano” con i droni le case Usa

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Si chiama DroneGuardy ed è la startup fondata ad agosto nella Silicon Valley da due giovani fratelli Italiani (18 anni lei, 27 lui) decisi a rivoluzionare, grazie ai droni, il mondo della security e della videosorveglianza

La App DroneGuardy è già in fase di sperimentazione in California – con oltre 1500 piloti iscritti in meno di un mese – e a fine ottobre si chiuderà il primo round di investimento di 250.000 dollari. Simone Russo ha 27 anni e conosce bene il mondo dei droni. Nel 2015 Wired l’aveva inserito nella classifica dei 5 giovani startupper under 35 più promettenti da allora ha lavorato con successo al suo progetto Immodrone (www.immodrone.it), grazie al quale ha integrato l’utilizzo dei droni nel marketing turistico immobiliare. Alessia Russo ha compiuto 18 anni a inizio agosto; l’anno scorso ha frequentato l’ultimo anno di High School in Canada, a Vancouver, e lì ha vissuto in prima persona lo spirito imprenditoriale dei giovani d’oltreoceano, maturando il desiderio di voler creare qualcosa di suo. Nel mese di Agosto Simone e Alessia, insieme, hanno creato Droneguardy.com un “drone guardiano” che sorveglia ville e aziende in caso di allarme. L’idea è che i droni – business che Simone in particolare conosce bene – possono essere efficacemente sfruttati anche nel mondo della security e della videosorveglianza, e in caso di catastrofi e/o calamità naturali. Creata una capillare rete di piloti, un drone può partire e raggiungere qualsiasi luogo, anche il più inaccessibile, in meno di dieci minuti, restituendo immagini in alta risoluzione in tempo reale e da varie angolazioni. Uno strumento che apre molte possibilità di sviluppo e rende più veloce il tempo di intervento, sia nell’eventualità di furto o effrazione sia nel caso di un grande incendio o di un terremoto. “Il mercato della sicurezza negli USA – racconta Simone – vale 67 miliardi di dollari, con una previsione di crescita costante che lo porterà a valere 82 miliardi entro il 2023. Dall’altro lato l’impatto della criminalità sull’economia americana, con 2 milioni di furti nelle case ogni anno, pesa 1 trilione di dollari all’anno. Due dati che ci hanno fatto riflettere: la sorveglianza potenziata da un drone può essere più veloce di qualsiasi guardia di sicurezza privata; ha inoltre un forte effetto deterrente e offre una visuale aerea più completa e efficace. Creare la rete di piloti è stato il primo step della nostra startup. Forte della mia esperienza in Italia, in meno di un mese abbiamo iscritto più di 1500 piloti (tutti regolarmente registrati all’FAA, ovvero l’ENAC americana) solo in California, dove è partita la sperimentazione. E questo ci consente di essere già abbastanza capillari su Los Angeles e di offrire un servizio efficiente a fronte di qualsiasi chiamata. In questo l’America apre delle possibilità ed una velocità di sviluppo incredibili. Anzitutto lì c’è una migliore apertura alla tecnologia e ala ricerca & sviluppo dell’utilizzo dei droni. Mentre in Italia ENAC sta aprendo una sperimentazione per il volo BVLOS (cioè non a vista) a Torino, in America NASA e FAA stanno già studiando l’organizzazione di vie aeree per droni, per esempio per la consegna dei pacchi di Amazon…” Al progetto di Simone e Alessia ci ha creduto fin da subito anche Davide Venturelli, italiano che dal 2012 lavora al centro di ricerca della NASA in Silicon Valley, come scienziato specializzato in intelligenza artificiale e che ha messo a disposizione del progetto la tecnologia di automazione dei droni della sua azienda, Archon. La App funziona in modo semplice ed immediato. I piloti iscritti, geolocalizzati, ricevono la notifica di un volo da effettuare nelle loro vicinanze, oppure nelle vicinanze di una stazione automatizzata con un drone pronto al decollo. Accettata la missione, il drone del pilota si alza in volo e in breve raggiunge il luogo, iniziando a trasmettere immagini in tempo reale al proprietario e alla centrale operativa. L’abbonamento mensile al servizio è venduto a partire dai 99 dollari in Usa ma per il lancio italiano, previsto per il 2019, le tariffe saranno inferiori. “La novità degli ultimi giorni – aggiunge Alessia – è che abbiamo offerto l’utilizzo gratuito della nostra App alle forze di polizia e c’è stato subito molto interesse per pianificare al meglio le operazioni prima del loro arrivo sul posto”. Nella startup ha creduto anche il colosso DJI, leader mondiale nella produzione di droni consumer e professionali, che ha siglato un accordo di partnership con DroneGuardy per la California.

droneguardy.com

I “nuovi” torinesi ci raccontano l’integrazione

Ragazze e ragazzi eterogenei, migranti di prima e seconda generazione raccontano la loro storia

In occasione del ISAO FESTIVAL con il tema “Scorrere in alto” sabato 6 ottobre va in scena “Young and Plural App”, uno spettacolo che trasmette un forte messaggio d’integrazione nella società locale torinese. In questa 25esima edizione il festival ci riconduce al tema dei confini, degli sconfinamenti e della circolazione della cultura e dell’arte. Attraverso il teatro, la musica e il cinema ci porta a riflettere verso dove vogliamo scorrere. Verso il basso, verso l’impossibilità, verso il “nulla si può fare”, verso il tutto è perduto, verso “si stava meglio quando si stava peggio? O scorrere in alto con lo sforzo per guardare verso una nuova e diversa direzione? Il registra Giordano V. Amato con la collaborazione di Eliana Catone ha portato in scena giovani migranti di prima e di seconda generazione provenienti da: Albania, Bosnia, Marocco, Tunisia, Egitto, Mali, Senegal, Nigeria e Italia che hanno avuto la possibilità di conoscere il teatro, mettersi in gioco, indagare su sé stessi e su ciò che li circonda ma soprattutto di riflettere sull’integrazione nella società torinese rimanendo fedele alla propria cultura d’origine.

Il tema principale dello spettacolo costituisce i racconti dei loro percorsi e le loro riflessioni attraverso l’App; uno strumento contemporaneo di cui sono dipendenti i giovani e che cela un grande paradosso. Da una parte l’App è una limitazione che porta all’omologazione e dall’altra invece, rafforza la creatività e l’immaginazione. In questo caso l’App diventa uno strumento per incontrare e capire l’Altro. Con il linguaggio del corpo, la scelta delle parole, la modulazione della voce, la condivisione delle idee e di emozioni i protagonisti hanno avuto la possibilità di esprimersi senza pregiudizi. Poterli conoscere tramite il teatro è un’occasione per affacciarsi alla loro storia, al loro percorso di convivenza a Torino, aprirsi e incontrarsi con l’Altro.

 

Samia Makhlouf

Blocco del traffico dal 15 ottobre

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Iniziano lunedì 15 ottobre a Torino e nei comuni metropolitani i blocchi del traffico diesel in base ai provvedimenti antismog che indicano i  limiti ai veicoli più inquinanti fino a blocchi progressivamente più severi, in relazione a più giorni consecutivi di concentrazione delle polveri sottili. La decisone è del tavolo metropolitano sulla qualità dell’aria, dopo l’analisi della delibera della Regione. Sono previste  esenzioni come  quella per gli ambulanti , con deroghe fra le 8 e le 8.30 e fra le 14 e le 17. Deroghe anche per gli ultrasettantenni e per le auto storiche nei weekend.

Housing sociale, 60 nuovi alloggi

A Mappano si inaugura un intervento  fra i più importanti del Piemonte

 

Si tratta di 60 nuovi alloggi, di varie metrature e tipologie affittati a canoni vantaggiosi, destinati all’Housing sociale, cioè a  chi non riesce a trovare alloggi sul mercato per ragioni economiche o per assenza di un’offerta adeguata. Il nuovo complesso abitativo, realizzato dalla cooperativa Di Vittorio e finanziato dal Fondo Piemonte Case gestito da Ream SGR, si trova nel comune di Mappano. Completo di servizi commerciali, sarà in grado di garantire il benessere abitativo, l’integrazione sociale e di creare una comunità equilibrata, formata da giovani, single, anziani e famiglie. Al termine del periodo destinato ad affitti ( della durata di 20 anni) ci sarà anche la possibilità di acquistare gli alloggi da REAM SGR ad un prezzo prestabilito e convenzionato con il Comune. Il lavoro di progettazione è stato diretto dall’architetto Graziella Mercuri, in collaborazione con l’architetto Walter Fazzalari, ed è stato eseguito secondo alti standard qualitativi e con particolare attenzione all’uso di materiali innovativi ed ecocompatibili. Il risultato è quello di edifici ad alta efficienza energetica che implicano bassi consumi di energia e garantiscono una sensibile riduzione dei costi di gestione. I lavori sono iniziati nel mese di febbraio 2017 e la consegna dell’opera è stata il 4 ottobre 2018. REAM SGR S.p.A. è la società di gestione del risparmio che ha istituito e gestisce, oltre al Fondo Piemonte C.A.S.E., altri 12 fondi immobiliari con portafogli di immobili di varia tipologia.

 

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L’operazione di Mappano è il settimo investimento effettuato dal Fondo Piemonte C.A.S.E. nell’ambito del social housing nel territorio piemontese” – sottolinea Giovanni Quaglia, Presidente di REAM SGR S.p.A. – “Ad oggi gli investimenti già effettuati dal Fondo ammontano a circa 500 appartamenti per circa 55 milioni e sono in corso ulteriori due cantieri che porteranno alla realizzazione di altri 165 nuovi alloggi. Inoltre, sono stati deliberati altri investimenti su tutto il territorio piemontese, promossi da cooperative per la casa o da imprese edili piemontesi, che andranno a completare l’offerta di alloggi sociali portando gli investimenti in totale del Fondo Piemonte C.A.S.E., tra il 2013 ed il 2019, ad oltre 100 milioni di euro con evidenti ricadute positive, oltre che per chi usufruirà degli appartamenti (nuclei familiari e giovani coppie a basso reddito, anziani in condizioni socio-economiche svantaggiate, studenti fuori sede, soggetti sottoposti a procedure esecutive di rilascio, ecc.), anche per le imprese costruttrici del territorio che li hanno realizzati“Saremo il gestore sociale, il soggetto che metterà in atto tutte le azioni possibili per far si che chi ha ottenuto la casa possa mantenerla, intervenendo, laddove sarà necessario, con azioni di supporto anche economico e sarà nostra cura agevolare le sinergie fra le persone che abiteranno questo luogo ascoltando le istanze di ognuno.” – affermano i responsabili della Cooperativa Di Vittorio“Come gestore sociale ci occuperemo anche degli spazi commerciali in modo tale che diventino punto di riferimento non solo per gli abitanti, ma per l’intero quartiere. Lavoreremo anche per favorire l’integrazione sia fra gli assegnatari che con gli abitanti degli insediamenti circostanti al fine di sviluppare e creare le condizioni per la realizzazione di una comunità di quartiere. La nostra presenza costante consentirà di risolvere eventuali problematiche e sarà finalizzata a creare una vera comunità. Questo intervento è un esempio di cooperazione efficace fra privato, sociale, pubblico e finanza con effettive ricadute sociali sul territorio ed ha le caratteristiche per diventare una «buona pratica» da esportare e moltiplicare sul nostro territorio a livello nazionale”.

 

Bimbi e autismo: che fare?

Scrivo qui forse un po’ presa dalla disperazione, un po’ dal bisogno di essere ascoltata…sono una madre sola, di un bimbo di quasi quattro anni a cui da alcuni mesi è stata diagnosticata, in seguito ad un test, una alterazione lieve dello spettro autistico. Soffro in silenzio, come ho sempre fatto per i piccoli e grandi drammi della mia vita. Nulla e mai stato così forte del dolore e dello sconforto che provo per le,difficoltà che ha mio figlio. Provo ad agire, ad essere una madre attenta e presente, questo mi ha portato a prendere la decisione di essere seguita dall’Asl di competenza. E quasi un anno che ci barcameniamo tra logopedisti, educatrici e Psicomotricità…i risultati che tanto speravo di vedere non sono costanti…miglioramenti e regressioni che ho notato nel corso dell’anno senza ben capire quale fosse la causa dell’una o dell’altra cosa…le difficoltà più lampanti sono a livello del linguaggio, difficoltà ad esprimere un pensiero, difficoltà a parlare di se stesso in prima persona.certo sa come esprimere le sue esigenze, ma nel suo mondo non c è spazio per interagire con gli altri bimbi se non in modo marginale senza creare un momento di gioco condiviso. E poi c’è l aspetto del “tutto e subito”: un vero e proprio ricatto che mette in atto quando non si fa ciò che lui vuole. Ha molte paure e si spaventa quando ascolto la radio o quando accendo la tv. Spesso non tiene lo sguardo su chi gli sta parlando come fosse in atteggiamento di chiusura. Io non so cosa fare per aiutarlo concretamente se non credere che il percorso dell’Asl possa essere di reale aiuto e permetta a mio figlio di avere un futuro “normale”. Nessun altro familiare crede che il bimbo abbia problemi, anzi, alcuni di loro credono che siano i medici a voler a tutti i costi vedere un caso patologico. Io credo in ciò che vedo nel quotidiano, e le difficoltà che riscontro nel mio bimbo non sono mie fantasie. Vorrei essere aiutata, vorrei che mio figlio guarisse, vorrei essere sostenuta come mamma che sta crescendo da sola un bimbo e che dopo quasi quattro anni si sente stanca e disorientata davanti ad una di quelle patologie subdole che si nascondono dietro agli apparenti capricci di un bambino. Vorrei sentire le esperienze di altre mamme e di medici che hanno realmente visto dei miglioramenti in bambini con alterazione dello spettro autistico. Grazie