ECONOMIA E SOCIETA'- Pagina 519

CDVM, rieletto presidente Antonio De Carolis

Per il biennio 2019 -2021

L’Assemblea dei Soci del CDVM (Club Dirigenti Vendite e Marketing dell’Unione Industriale di Torino) si è riunita il 17 giugno scorso per votare il rinnovo delle cariche sociali relative al Consiglio Direttivo ed al Collegio dei revisori di conti per il biennio 2019-2021.

Il risultato dell’elezione del Presidente è giunto in occasione della prima riunione del nuovo Consiglio, che si è svolta l’11 luglio scorso, in concomitanza con la Cena d’estate organizzata presso il Ristorante Terrazza 183 della Società Canottieri Caprera.

Per il biennio 2019 -2021 è stato confermato all’unanimità presidente del Cdvm Antonio De Carolis, manager cresciuto all’interno del gruppo IRI STET e di altre importanti imprese protagoniste del mondo del Fashion e delle assicurazioni. Entrato nel CDVM nel 1990, collabora con l’Università di Torino e redige articoli sul Marketing e sui processi di Comunicazione nella Negoziazione. È giornalista pubblicista.

“Sono molto riconoscente a voi tutti ed al Consiglio per la fiducia che mi avete dimostrato. Questo mi riempie di orgoglio – spiega il rieletto Presidente del CDVM Antonio De Carolis – perché rappresenta un grande riconoscimento nei confronti del lavoro di una squadra che opera quotidianamente per riaffermare l’importanza del CDVM e della propria Mission, vale a dire promuovere e sviluppare la cultura del marketing e delle vendite, rappresentando uno dei principali riferimenti per il mondo delle imprese e delle Università”.

“Le Aziende ed i manager che le guidano – aggiunge il dottor Antonio De Carolis – conoscono bene quanto sia poco probabile ottenere risultati migliori facendo sempre le stesse cose. Per crescere è necessario prepararsi, generare nuove idee e nuovi comportamenti capaci di rispondere alle necessità che si presentano ogni giorno. L’innovazione non è solo tecnologica ma, soprattutto, mentale e di visione. O si cresce tutti assieme o difficilmente ci si muove dallo stato attuale. Una delle soddisfazioni che il Consiglio neoeletto ha permesso di sottolineare è stata, accanto alla conferma della presenza di professionisti che rappresentano lo zoccolo duro dell’organizzazione, l’entrata a far parte del team di nuovi manager di comprovata esperienza e di alcuni giovani talenti cresciuti nel nostro Gruppo Giovani. A tutti loro va il mio personale in bocca al lupo ed un grazie per quanto andranno a fare”.

“Il 2020 sarà un anno importantissimo per tutti noi – conclude il presidente del Cdvm Antonio De Carolis – perché festeggeremo il Settantesimo compleanno, che sarà anche l’occasione per ringraziare ed elogiare tutti quelli che si sono succeduti sino a oggi e tutti coloro che costruiranno il prossimo settantesimo. Un percorso tra passato – presente e futuro, tre stati naturali della vita delle persone e di un club come il CDVM, tre stati che si rinnovano giorno per giorno.”

Complimenti al CDVM ed al suo Presidente Antonio De Carolis per l’ impegno professionale e personale.

 

Mara Martellotta

 

Sopralluogo al grattacielo della Regione

“L’auspicio è che questo cantiere possa rapidamente concludere i lavori, senza ulteriori inconvenienti e costi aggiuntivi, affinché possa fornire una struttura moderna e funzionale all’ente regionale ed alla comunità piemontese”.

Queste le parole del presidente del Consiglio regionale, Stefano Allasia, a margine del sopralluogo al cantiere del Lingotto, per la costruzione del Palazzo Unico della Regione Piemonte, convocato dalla prima Commissione, presieduta da Carlo Riva Vercellotti.

“Prendiamo positivamente atto dell’impegno dell’assessore Andrea Tronzano – ha affermato Vercellotti – a monitorare l’iter e riferire in Commissione con regolarità l’andamento del cantiere. Abbiamo potuto sentire i vari responsabili che ci hanno illustrato le attività, le criticità e le tempistiche necessarie per chiudere in tempi ragionevolmente rapidi la realizzazione dell’opera”.

Alla seduta esterna della Commissione, sono intervenuti per l’Esecutivo l’assessore al Patrimonio, Andrea Tronzano, e quello ai rapporti con il Consiglio regionale, Roberto Rosso. I componenti della Giunta avvalendosi dei tecnici presenti hanno illustrato la situazione relativa alla edificazione dell’opera. È emerso così che la nuova sede regionale è oltre al novanta per cento della realizzazione e che le future tempistiche dipenderanno soprattutto dagli iter amministrativi. Si è parlato della fine dei lavori entro il 2020 e di una conclusione dei collaudi rapida. Il costo dell’opera rimarrebbe anche nei termini previsti essendo di 219 milioni di euro con le varianti approvate e che con le eventuali successive non dovrebbe superare i 230. A brevissimo verrà aggiornato il sito dell’opera.

Tra i numerosi consiglieri, per l’opposizione, era presente Maurizio Marello (Pd)  “Quello di oggi è stato un interessante sopralluogo col quale si è preso atto dello stato dei lavori e di alcuni temi di cui si è parlato molto in queste settimane quali la situazione delle vetrate esterne e la pavimentazione”.

“È necessaria la massima efficienza da parte della Regione su tutti i provvedimenti amministrativi legati al completamento ed al collaudo dell’opera – ha detto Giorgio Bertola (M5s) -. Bisogna fare in modo che il trasloco degli uffici nella nuova sede possa iniziare subito dopo il termine dei lavori, anche avvalendosi del collaudo in corso d’opera, come reso possibile dalle normative vigenti.”

“Abbiamo voluto constatare personalmente le criticità esistenti – così Alberto Preioni (Lega) –. La fine dei lavori era prevista nel 2015, slittata poi alla primavera del 2019, poi ulteriormente posticipata all’autunno del 2020. Volevamo renderci conto di persona delle piastrelle danneggiate, dei vetri delle finestre difettosi, abbiamo preso visione dello stato della struttura”.

Prenota online e Amiat ti ritira i rifiuti ingombranti

Amiat: al via una campagna informativa sul servizio di prenotazione

Amiat, società del Gruppo Iren, ha avviato una campagna informativa dedicata al servizio di prenotazione online per il ritiro dei rifiuti ingombranti, in un periodo, quello estivo, che tradizionalmente vede molti cittadini dedicarsi ad attività di sgombero e pulizia con un conseguente aumento dei rifiuti ingombranti da smaltire.

Il servizio di prenotazione on line offre ai cittadini la possibilità di effettuare la richiesta tramite la compilazione di un form dedicato sul sito della società, senza il vincolo degli orari del Customer Care Ambientale.

Le nuove tecnologie stanno progressivamente cambiando le modalità di contatto fra cittadini ed azienda, con una netta crescita dei contatti attraverso il sito internet; a fronte di 100 mila richieste complessive pervenute nel 2018 per il servizio di ritiro rifiuti ingombranti, oltre 16 mila sono state inoltrate via web.

Un dato che sta manifestando ulteriori segnali di crescita in questi primi mesi del 2019.

Chiunque abbia un rifiuto ingombrante da smaltire (da mobili ad elettrodomestici di grandi dimensioni, da materassi a sanitari…) ed è impossibilitato a portarlo nei centri di raccolta presenti in città, può scegliere la comoda e veloce prenotazione di ritiro a domicilio attraverso il canale online. Un veicolo in più, totalmente gratuito, che va ad aggiungersi alla tradizionale telefonata al Customer Care Ambientale 800 017 277 e al form da compilare sull’app Junker.

La campagna di comunicazione, veicolata sul web tramite banner pubblicitari è inoltre un richiamo a non abbandonare i propri rifiuti ingombranti per strada, con conseguenze negative sulla collettività: non solo rende la città più sporca e disordinata, ma genera notevoli costi aggiuntivi per Amiat.

Si ricorda inoltre che l’abbandono di rifiuti su suolo pubblico è un reato e i trasgressori sono puniti con sanzioni pecuniarie ai sensi del REGOLAMENTO PER LA GESTIONE DEI RIFIUTI URBANI.

Per maggiori informazioni www.amiat.it

Nuove case, a Torino aumentano domanda e offerta

Osservatorio Abitare Co. sul mercato residenziale delle nuove costruzioni nelle 8 principali città metropolitane

Nel I semestre 2019 a Torino aumentano domanda (+1,6%), offerta (+0,8%) e prezzi (+2,4%). Le nuove abitazioni rappresentano il 13,1% sul totale offerto sul mercato. Per il 2019 le previsioni confermano il trend di crescita

 

 

Nel I trimestre 2019 il mercato immobiliare residenziale (nuovo e usato) nella città di Torino ha registrato una crescita del +2% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, anche se inferiore alla media delle otto città metropolitane (+8,2%). Un trend comunque positivo confermato anche dall’analisi sui primi sei mesi dell’anno: secondo le stime di Abitare Co., a Torino le vendite di nuove abitazioni nel I semestre 2019 sono aumentate del +1,6% rispetto al I semestre 2018, i prezzi medi hanno registrato un incremento del +2,4% (€ 4.550), i tempi di vendita sono pari a 4,1 mesi e l’offerta è cresciuta del +0,8%. Le nuove abitazioni rappresentano, così, il 13,1% dell’offerta totale presente sul mercato residenziale.

Chi acquista un immobile nuovo, cosa cerca? Nelle grandi città, al di là dell’abitazione in sé, si fa più attenzione alle soluzioni abitative su misura, personalizzabili, con servizi innovativi, che vanno dal personal architect alla conciergerie, agli spazi condivisi come la storage room, la SPA e l’area fitness, oltre alle zone dedicate al coworking.

 

Sono questi alcuni risultati emersi dall’analisi del Centro Studi di Abitare Co. – società di intermediazione immobiliare focalizzata sulle nuove residenze – che ha analizzato l’andamento del mercato immobiliare delle nuove abitazioni nelle principali città metropolitane italiane (Roma, Milano, Torino, Napoli, Genova, Firenze, Bologna e Palermo).

 

Tra le singole città metropolitane, secondo l’analisi di Abitare Co., nel I sem. 2019 la più dinamica è Milano, con un incremento delle vendite di nuove abitazioni del +8,3%, seguita da Bologna (+7,5%), Roma (+5,7%), Genova (+3,8%), Napoli (+3,5%). Le vendite crescono, seppur con valori più contenuti, anche a Torino (+1,6%), Palermo (+1,4%) e Firenze (+1,4%).

 

Ma a crescere non sono solo le vendite, ma anche i prezzi che stanno dando segnali di risveglio in tutte le città metropolitane (in media +2,6% sul I sem. 2018), con Bologna (+4,8%) e Milano (+4,5%) le città più vivaci.

Il prezzo medio al mq per acquistare un’abitazione nuova è di €4.230: le città più care sono Milano con €5.250 (+4,5% sul I sem. 2019) e Roma con €5.150 (+2,2%); seguono Firenze con €4.850 (+1,1%), Torino con €4.550 (+2,4%), Napoli con €3.900 (+2,6%), Bologna con €3.850 (+4,8%), Genova con €3.350 (+1,5%) e Palermo con €2.950 (+1,3%).

 

Per quanto riguarda l’offerta (in media +2,6% sul I sem. 2018), nel 2018 il tasso di crescita maggiore si evidenzia ancora una volta a Milano (+3,2%), città in cui si registra anche il peso maggiore delle nuove abitazioni sul totale di quelle presenti sul mercato residenziale (22,3%). A Roma l’incidenza sul totale è del 17,2%, a Bologna del 14%, a Torino del 13,1%, a Firenze del 10,2%, a Napoli del 9,8%, a Genova del 6,6% e a Palermo, fanalino di coda, del 5,3%.

 

Per vendere un’abitazione a Torino sono necessari in media 4,1 mesi, un dato leggermente inferiore alla media nazionale (4,9 mesi).

 

 

Caselle, nuova rotta Torino-Bristol

Ryanair, ha annunciato oggi (30 luglio) la nuova rotta che, a partire da dicembre 2019, collegherà Torino all’aeroporto di Bristol (nel Regno Unito) con un servizio settimanale.

Questa connessione rientra nell’ambito della programmazione invernale 2019 da Torino.

La nuova rotta permette ai viaggiatori italiani di concerdersi un city break a Bristol quest’inverno e promuove Torino come destinazione ideale per gli sport invernali per i visitatori provenienti dal Regno Unito. I passeggeri in partenza dall’Italia possono quindi prenotare un volo per Bristol fino a marzo 2020, usufruendo di tariffe ancora più basse e dei miglioramenti del servizio clienti di Ryanair nel 2019

Il Motovelodromo ai privati

Dall’ufficio stampa di Palazzo Civico

Il Consiglio comunale di Torino ha approvato la delibera relativa al recupero del motovelodromo “Fausto Coppi”

Si tratta di un provvedimento, illustrato dall’assessore al Patrimonio Sergio Rolando, che prevede, a seguito di manifestazioni di interesse per l’insediamento di funzioni prevalentemente sportive, la concessione di diritto di superficie sessantennale, ad asta pubblica per il recupero dello storico impianto di corso Casale, oggi in stato di abbandono.

La base d’asta è stata stimata in 250 mila euro fuori campo I.V.A.

Accanto alle attività sportive quali, ad esempio, ciclismo, calcio, rugby, atletica, o altre discipline compatibili con la struttura potranno essere previste destinazioni accessorie esclusivamente e strettamente pertinenti allo svolgimento dell’attività principale, quali attività commerciali al dettaglio con superficie di vendita non superiore ai 250 mq, pubblici esercizi e attività artigianali di servizio connesse ad una fruizione turistico sportiva della struttura.

L’aggiudicatario, nella fase di progettazione, sarà tenuto a prevedere percorsi di partecipazione al fine di reperire eventuali indirizzi e proposte provenienti dal territorio (Circoscrizione, associazioni, cittadini) utili al miglioramento della qualità del progetto.

Su richiesta, la Città e le associazioni sportive potranno avvalersi per tre pomeriggi alla settimana potrà utilizzare attrezzature strutture sportive secondo modalità da definirsi con l’area Sport e Tempo Libero.

La delibera ha ottenuto 22 voti a favore (Mov 5 Stelle e ConCi).

Con la delibera è stata approvata anche una mozione di accompagnamento a firma del consigliere Damiano Carretto (M5S) con la quale si impegna Sindaca e Giunta a prevedere, nella convenzione con l’eventuale aggiudicatario del diritto di superficie, che vi sia interlocuzione con le realtà del territorio affinché possa esserci dialogo e sinergie nella gestione del futuro Motovelodromo.

IL DIBATTITO IN SALA ROSSA

Per il capogruppo del Pd, Stefano Lo Russo, non si capisce come si passi dalle manifestazioni di interesse alla delibera, e sottolinea l’assenza dei costi di quantificazione dei lavori di riqualificazione. In fase di concessione di diritto di superficie non ci sono condizioni di garanzia che vi possa essere esclusione di tipologie merceologiche, contraddicendo quanto indicato in delibera. Ci sono paletti finti che dovrebbero garantire il servizio pubblico che contrastano con l’istituto del diritto di superficie.

Marco Chessa (M5S) ha espresso soddisfazione perché con questa delibera si avvia il processo di riqualificazione di un impianto storico e si riporta alla luce la sua storica vocazione sportiva, riqualificando anche un quartiere. Francesco Tresso (Lista civica per Torino) si dice rattristato per la procedura scelta e per i contenuti della proposta. Le aree devono cogliere i cambiamenti. Manca connessione tra quell’edificio e quella zona di città, non è stata valutata la possibilità di gestione da parte di un partnertariato pubblico privato. Ci sono lacune, a partire dalla mancanza dei parcheggi.

Secondo Osvaldo Napoli (Forza Italia) il Motovelodromo rappresenta per Torino una grande storia. Necessaria la riqualificazione, ma ritiene che la valutazione di 250 mila euro rapportati ai 60 anni non lo convince, per questo si asterrà.

Enzo Lavolta (PD) ritiene che si chieda di avallare una delibera dall’oggetto indeterminato e dal valore indeterminato con una procedura “pasticciata” e si interroga su come potrà il Consiglio Comunale esercitare le proprie prerogative di controllo sul bando.

Per Marina Pollicino (ConCi) il provvedimento garantisce i due obiettivi iniziali, restituire alla storia della Città un manufatto che rappresenta un notevole patrimonio per Torino e ridestinarlo alla sua vocazione originaria prevalentemente sportiva.

Damiano Carretto (M5S) ha illustrato la propria mozione di accompagnamento, utile perché il futuro motovelodromo rimanga connesso con la realtà di Torino anche in presenza di un investitore non torinese.

Promuovere anche nelle scuole il rispetto degli animali

Siglato un accordo

Nei giorni scorsi il MIUR-USRP (Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca, Ufficio Scolastico Regionale per il Piemonte) e OIPA Italia Onlus (Organizzazione Internazionale Protezione Animali) hanno siglato un Protocollo d’Intesa per la promozione di itinerari formativi rivolti a sensibilizzare gli studenti delle diverse tipologie scolastiche al rispetto dei diritti di tutti gli esseri viventi. Verrà inoltre valutata la possibilità di inserire attività educative proposte dall’OIPA nei percorsi di alternanza scuola-lavoro, secondo le normative introdotte dall’art. 1, commi dal 33 al 43 della L. 107/2015.

L’iniziativa va a inserirsi in un ampio progetto educativo e formativo e rivolto alle scuole nel quale l’associazione crede fermamente e che porta avanti già da tempo. Nell’anno scolastico 2018/2019, infatti, il Gruppo Scuola della sezione Torino dell’OIPA, sotto la guida del referente Secondo Goletti, ha già svolto attività formativa presso 12 scuole di Torino e provincia, tenendo lezioni in 41 classi, a 796 studenti in 67 incontri, per un impegno di circa 110 ore.

La collaborazione tra il Ministero dell’Istruzione e l’OIPA, è un decisivo, ulteriore riscontro che l’educazione al rispetto degli animali e dell’ambiente matura da una giusta formazione e da un corretto insegnamento a scuola fin dalla prima infanzia.

Asti-Cuneo: e la risposta definitiva?

UNCEM: “INCOMPRENSIBILE IL CIPE NON ABBIA DATO LUMI SULLA CONCLUSIONE DELL’OPERA. E A CHERASCO SI PAGA…” 

“È incomprensibile il Cipe nei giorni scorsi non abbia stanziato le risorse per la conclusione della Asti-Cuneo. Qualsiasi sia la soluzione operativa scelta, qualsiasi la modalità rispetto a concessioni e gare, qualsiasi le risorse economiche necessarie, quei chilometri di infrastruttura restano un tabù. Parole su parole, promesse e pochi fatti, analisi e progetti, convegni. Dell’ultimo tratto della Asti-Cuneo che unisce le valli alpine cuneesi alla pianura padana, nessuna traccia. E il casello a Cherasco, obbligatorio in uscita verso Alba, Langhe e Roero, si paga 1,70 euro. Forse aumenterà pure. Per far cosa? Per quali opere da realizzare, non si sa. Si paga a Marene e poi sei chilometri dopo. Anche alla barriera di Cuneo, le tariffe a carico degli utenti crescono ogni anno. Scellerato e grave che il Cipe non decida di quella lingua d’asfalto verso le aree economiche che stanno facendo grande il turismo del Piemonte. Così come sul Maddalena e sul Tenda. Fermi. E il Cuneese, il Sud-Ovest del Piemonte soffre per gli scontri politici, gli errori istituzionali, i conflitti. L’Asti-Cuneo è e resta incompleta, emblema di un pezzo di politica centralista del Paese che non decide”.

Marco Bussone e Lido Riba, Presidente nazionale e regionale dell’Uncem

Zanzara tigre: massima allerta in Piemonte

Secondo l’elaborazione di Anticimex su base dati Vape, nella settimana dal 25 al 31 luglio, indice potenziale di infestazione a livello massimo ad Alessandria, Asti, Biella, Novara, Torino, Verbano-Cusio-Ossola e Vercelli; tendenza futura in crescita in quasi tutte le province della regione e in prevalenza indice di calore compreso tra i 32 e i 40 gradi

 

Milano, luglio 2019 – Bollettino rosso in gran parte d’Italia per le temperature in aumento e, seppur con un po’ di ritardo, anche quest’anno il fenomeno zanzara tigre torna a farsi sentire. Quali saranno nei prossimi giorni le aree più attaccate dal fastidioso insetto in Piemonte, adesso che ci avviciniamo ad agosto?

Secondo l’elaborazione di Anticimex, azienda internazionale specializzata nel Pest Management e nei servizi di igiene ambientale, su base dati Vape, nella settimana dal 25 al 31 luglio in Piemonte sono Alessandria, Asti, Biella, Novara, Torino, Verbano-Cusio-Ossola Vercelli le province con l’indice potenziale di infestazione di zanzara tigre più alto, in una scala di intensità da 0 a 4, ad eccezione della sola provincia di Cuneo (livello 0). In quasi tutte le province la tendenza futura è in crescita, mentre l’indice di calore è compreso in prevalenza tra i 32 e i 40 gradi.

Nelle altre regioni, attraversando l’Italia in lungo e in largo, l’allarme più alto si concentrerà in Liguria su tutte le province, così come in Friuli-Venezia GiuliaAbruzzoBasilicataUmbriaMarche Puglia, interamente prese d’assalto. Nel Lazio al livello 4 spiccano Roma, Frosinone e Latina, mentre in Lombardia gli insetti famelici faranno la loro comparsa manifestandosi principalmente sui territori di Bergamo, Brescia, Como, Cremona, Lodi, Milano, Monza-Brianza, Pavia e Varese, colpendo anche Lecco che presenterà invece un indice medio-alto (3), in maniera inferiore Mantova (2), ed escludendo Sondrio al livello 0. Se Trentino-Alto Adige e Valle d’Aosta non avranno particolare motivo di preoccuparsi, con Bolzano e Trento al livello 2 e Aosta al livello 0, in Veneto a soffrire saranno soprattutto PadovaRovigo, Treviso, Venezia, Vicenza (livello 4), rispetto a Belluno e Verona (livello 2) e in Toscanatutte le province, con solo Massa Carrara ad indice medio-alto 3. In Molise Campobasso sale al livello 3 ed Isernia si ferma a 0, mentre Calabria Campania saranno quasi al completo, con tutte le province coinvolte, ad eccezione di Cosenza per la prima (indice 1), e Avellino per la seconda (che si avvicina al picco con l’indice 3).  Per quanto riguarda infine le isole, in Sicilia a salvarsi è la sola Ragusa (indice 1), mentre la Sardegna entra nel mirino del livello 4 con CagliariCarbonia IglesiasMedio CampidanoOgliastraOlbia – TempioOristano Sassari, e a seguire la sola provincia di Nuoro, al livello medio-basso (2).

 

 

Ma quali sono i consigli per difendersi e limitare la presenza delle zanzare?

“Nelle abitazioni con giardini o aree verdi, le nuove tecnologie possono aiutare sensibilmente i cittadini a difendersi dalle zanzare – afferma Valeria Paradiso, Responsabile Tecnico di Anticimex Italia –. Attraverso sistemi di disinfestazione automatica si possono programmare giorni e orari di intervento, nebulizzando prodotti specifici o repellenti al 100% naturali nei momenti più idonei ed in assoluta autonomia. Ma per bloccarne la diffusione all’origine è essenziale agire sul fattore prevenzione, con la collaborazione attiva delle amministrazioni comunali e condominiali, che devono pianificare, insieme a esperti del settore, interventi mirati e continuativi almeno da marzo a tutto ottobre. Ma altrettanto importante è il ruolo dei cittadini, fondamentale per tenere in ordine le aree private ed evitare i ristagni d’acqua.”

Tav, Legambiente: “Ci sono altre priorità”

Riceviamo e pubblichiamo

Il Governo si confronti sulle vere opere pubbliche che servono davvero al Paese. In un anno di discussione sulla Tav e sul trasporto merci su gomma, l’Esecutivo Conte non ha fatto alcun passo avanti nella direzione di politiche che, sull’esempio svizzero e austriaco, disincentivino il trasporto merci su gomma attraverso leve fiscali e tariffarie”

 

Sembra che andare al governo faccia completamente perdere l’approccio scientifico e di buonsenso che dovrebbe accompagnare le scelte strategiche nel campo dei trasporti. È capitato a Renzi che è passato dal definire in un suo libro la Torino-Lione “un investimento fuori scala e fuori tempo” ad avvallarne la costruzione, è successo a Salvini che nel proprio repertorio di felpe ha indossato anche quella No Tav ma che ora tanto si spende per proseguirne la realizzazione, è successo in ultimo anche al Movimento 5 Stelle da sempre su posizioni contrarie alla grande opera inutile e ora disponibile a sancire il via libera attraverso il proprio premier. Il tutto in barba alle analisi costi-benefici che negli anni non hanno potuto far altro che decretare l’insostenibilità di un’opera come la Torino-Lione per costi e impatto. E in barba a tutti quei pendolari che vorrebbero avere ogni giorno, sulla tratta casa-lavoro, un servizio adeguato e che invece continuano ad essere esposti a disservizi, a rischi per la propria sicurezza e in molti casi a dover forzatamente scegliere l’auto perché gli è stato tagliato il servizio ferroviario.

È quanto denuncia Legambiente che attraverso la voce del suo Presidente nazionale Stefano Ciafani torna a ribadire come “la Tav, oltre ad essere un’opera inutile e costosa, non sposterà un solo tir dalla strada visto che resterà più economico e facile far “girare” le merci su gomma. È incredibile che in un anno di discussione sull’alta velocità Torino-Lione e sul trasporto merci, nel governo non si sia fatto alcun passo avanti nella direzione di politiche che, sull’esempio svizzero e austriaco, decidano di chiudere al trasporto su strada o a tassarlo. Invece di investire sulle grandi opere inutili, il Governo abbia il coraggio di ridurre la quota di trasporto merci che oggi viaggia su gomma disincentivando questo trasporto attraverso leve fiscali e tariffarie, di incentivare la mobilità urbana sostenibile, rafforzare e rendere più competitivo il trasporto ferroviario pendolare e urbano per offrire una valida alternativa all’auto e promuovere l’alternativa della mobilità elettrica. Vogliamo ricordare all’Esecutivo Conte – aggiunge Ciafani – che si continua a parlare di Tav e non di quelle opere pubbliche che servono davvero al Paese e che permetterebbero di ridurre, ad esempio, le emissioni in atmosfera di gas serra e inquinanti, di ridurre lo scarico dei reflui fognari nell’ambiente per cui stiamo pagando multe salate, di affrontare il tema della gestione dei rifiuti. Si tratta di opere prioritarie, fondamentali per la qualità della vita delle persone e per l’economia del Paese, di cui però oggi si parla poco perché la politica è troppa presa dal dibattito sulla Tav dimenticando il resto”.

“Se davvero si volesse investire su spostamenti efficienti e non inquinanti – dichiara Fabio Dovana, Presidente di Legambiente Piemonte – non avremmo dovuto assistere ad un riduzione dei finanziamenti statali per il trasporto ferroviario del -20,4%, tra il 2009 e il 2018, a cui si potrebbe aggiungere a fine anno un ulteriore taglio di 300 milioni, per la clausola di salvaguardia nella legge di Bilancio che ha buone probabilità di scattare vista la situazione economica. E proprio in Piemonte i dati indicano che l’emorragia di pendolari avuta a partire dal 2011 per effetto del taglio di 14 linee cosiddette “minori” non si è ancora arrestata”.

In Piemonte nel 2017 sono state in media 166.445 le persone che ogni giorno hanno preso un treno, in diminuzione rispetto al 2016 quando si attestavano a 167.556 mila. Per tornare almeno ai 175.400 viaggiatori del 2011 servono maggiori investimenti. Sempre in Piemonte gli stanziamenti per il servizio ferroviario si attestano a 5,51 milioni di euro l’anno, appena lo 0,05% del bilancio regionale. E la Torino-Lione non farà altro che farà altro che drenare ulteriori risorse a scapito dei pendolari.