ECONOMIA E SOCIETA'- Pagina 517

Arriva il parto in ipnosi all’ospedale Mauriziano di Torino

Dal prossimo autunno arriva il parto in ipnosi presso l’Ostetricia e Ginecologia dell’ospedale Mauriziano di Torino (diretta dalla professoressa Nicoletta Biglia).

A conclusione di un percorso formativo aziendale presso la scuola Ipnomed, alcune ostetriche (Antonella Padalino e Marina Frola, con la coordinatrice ostetrica Ilaria Bori) offriranno nell’ambito dei corsi di accompagnamento alla nascita la possibilità di apprendere la tecnica dell’autoipnosi per il controllo del dolore in travaglio di parto. Il parto in ipnosi è salito all’onore delle cronache dopo i lieti eventi nella Casa reale inglese, perchè, pare, che Kate e Meghan apprezzino molto l’approccio dolce al parto con ipnosi. Si tratta di una metodica basata su respiro e rilassamento, che dà autocontrollo e riduce il dolore in sala parto. Può essere un’alternativa all’epidurale. In ipnosi é addirittura possibile dimezzare la durata del travaglio rispetto alla media. Alcuni studi hanno rivelato che ne beneficia anche il nascituro, perchè durante il rilassamento profondo dell’ipnosi sono maggiori l’afflusso di sangue alla placenta e l’ossigenazione fetale. Insomma una tecnica per aiutare la donna a gestire il parto ed il travaglio in serenità ed autonomia.

L’ipnosi medica non ha nulla a che vedere con cosa ci hanno abituato a vedere in TV. E’ importante sottolineare che nessun individuo, in stato ipnotico, può essere costretto a fare nulla contro la propria volontà.

Non tutta la popolazione è ipnotizzabile: circa il 60% risponde positivamente, il 20% può raggiungere uno stato ipnotico così profondo da poter subire addirittura un intervento chirurgico senza l’utilizzo di tecniche anestesiologiche, mentre il restante 20% non è recettivo alle tecniche ipnotiche.

L’autoipnosi è la gestione consapevole e volontaria di risorse che, benché straordinarie, appartengono alla nostra mente ed al nostro corpo, rappresenta una condizione di potenziamento della persona rendendola più efficiente e performante del solito. E’ necessario essere addestrati da un professionista sanitario che conosca la tecnica specifica per poterla riprodurre ogni volta che se ne presenta la necessità

 

Il modello Spes alla Pernigotti

L’IMPRESA SOCIALE NELLA STORICA FABBRICA DI CIOCCOLATO

Gruppo Spes ha presentato  a Roma un preliminare per la reindustrializzazione della parte produttiva di cioccolato e torrone Pernigotti. L’impresa sociale cooperativa Gruppo Spes ha proposto un piano industriale che prevede un’esclusiva pluriennale di produzione e l’assorbimento occupazionale di circa 50 lavoratori già nel 2019, con una previsione di sviluppo di nuovi prodotti e mercati nel triennio 2020-2023.

Il modello di business che Spes vuole portare a Novi è quello dell’impresa sociale, cioè di un’azienda che ha obiettivi principalmente sociali e reinveste i propri utili a fini sociali, in azienda e nella comunità.

Se l’accordo venisse definitivamente siglato nel mese di Settembre si potrebbe parlare di una vera e propria ibridazione dei modelli di business tipici della cooperazione sociale con obiettivi di mercato.

“Come imprenditore sociale – dichiara Antonio Di Donna, Presidente del Gruppo Spes – vorrei creare valore per il territorio di Novi e per il Made in Italy. Pernigotti è un’opportunità unica di condividere il modello sociale all’interno in una grande azienda e per creare uno stretto legame tra valore economico e produzione di valore sociale. La strategia è dare centralità allo stabilimento di Novi per crescere nel mercato del cioccolato e del torrone di qualità facendo leva sul know how esistente. Il nostro obiettivo è mettere al centro le comunità, le persone, il territorio, perseguendo obiettivi di crescita commerciale e generando opportunità”.

I prossimi obiettivi di Spes, ferma restando la conferma di Pernigotti a concedere le garanzie per l’esclusiva decennale, sono:

  • cercare un accordo con Emendatori per una produzione unitaria del sito, anche attraverso la creazione di una NewCo impresa sociale
  • presentare il progetto di piano industriale alle parti sociali
  • concretizzare l’impegno delle istituzioni, in particolare Mise e Regione Piemonte, rispetto agli investimenti per la reindustrializzazione

Il Gruppo Spes è un’impresa sociale che si riconosce nei valori fondanti dell’Opera Torinese del Murialdo. Nasce a Torino nel 1970 come laboratorio artigianale di cioccolato.

Nel2018 è tra i soci fondatori dell’impresasociale GenerA-Azioni che riunisce ad oggi sette organizzazioni del terzo settore che vanno dalla produzione artistica al food, all’associazionismo, alturismo e all’educativa territoriale.

Negli anni ha conseguito una duplice evoluzione, elevando la qualità delle lavorazioni e creando una filiera composta da altri enti sociali, al fine di alimentare una rete solidale che renda i prodotti buoni e giusti. Spes sostiene attività ad alto valore etico, agevolando i giovani e le persone socialmente fragili nel mondo del lavoro tramite percorsi di formazione, didattici ed esperienze lavorative, senza rinunciare alla qualità del servizio e dei prodotti.

Accordo per il rimpatrio volontario assistito dei migranti

È stato siglato un protocollo con il Ministero dell’Interno e le Prefetture piemontesi.

Così il Piemonte ha a avviato un progetto sperimentale per il rimpatrio volontario assistito dei migranti.

E’ previsto un contributo al singolo immigrato di 2.000 euro maggiorato del 50% se accompagnato da un familiare e del 30% se c’è un figlio.

Il Piemonte è la seconda regione, dopo il Friuli Venezia Giulia, a sottoscrivere questo tipo di sperimentazione, che sarà finanziata per il 50% con risorse europee (Fondo Asilo Migrazione e Integrazione – Fami) e per il 50% dal Ministero degli Interni.

Il documento sancisce un modello innovativo di intervento a regia regionale, in partenariato con Prefetture, Enti Locali, organizzazioni internazionali ed enti di riferimento del settore.

La Regione Piemonte coordinerà un Tavolo di concertazione territoriale per incentivare i rimpatri volontari dei migranti presenti in Piemonte, attraverso progetti che ne consentano il concreto reinserimento nel tessuto sociale e produttivo dei paesi di origine. Il sostegno economico, infatti, non sarà assegnato al singolo individuo, ma per sostenere l’avvio di una attività lavorativa.

Il tema dell’immigrazione è prioritario per la nostra regione e oggi abbiamo avviato un progetto che ci permetterà di incentivare il rimpatrio dei migranti presenti in Piemonte” – sono le parole del presidente della Regione Alberto Cirio, in carica dal 6 giugno 2019 per il centrodestra.

In Prefettura a Torino ha siglato il protocollo insieme al sottosegretario del Ministero agli Interni Nicola Molteni, il capo Dipartimento per Libertà civili e l’Immigrazione Michele di Bari e i sette Prefetti piemontesi.

È importante come nel caso dell’ex Moi sgomberare le occupazioni abusive, ma allo stesso tempo servono misure concrete per gestire la situazione anche dopo, altrimenti si rischia solo di spostare il problema da un posto all’altro- ha aggiunto il presidente Cirio – Questo progetto è una sperimentazione importante perché non dà un sussidio economico fine a se stesso, ma crea le condizioni perché un migrante possa tornare a casa e poi avere realmente le opportunità per restarci. Diciamo spesso “aiutiamoli a casa loro”, ma poi non lo facciamo. Questa volta invece alle parole seguono i fatti, anche attraverso le risorse di quell’Europa che troppo spesso ha lasciato solo il nostro Paese nel gestire un problema che, però, non è solo italiano. Il Piemonte è una terra solidale, ma la solidarietà deve sempre andare di pari passo con la legalità”.

Con questa firma cambia il paradigma utilizzato fino a oggi sul tema della gestione dell’immigrazione: non più soldi per far restare gli immigrati sul nostro territorio ma incentivi per farli tornare nel loro Paese – ha affermato l’assessore alla Sicurezza Fabrizio Ricca – Il rimpatrio volontario, insieme ad altri strumenti, può essere un tassello in più per mettere ordine in una crisi migratoria che per troppo tempo non è stata gestita. Il caso delle palazzine dell’ex-Moi, definitivamente liberate nelle scorse settimane, può essere un banco di prova interessante per sperimentare questo tipo di approccio innovativo, coinvolgendo gli ex occupanti”.

Vito Piepoli

Polliotto (UNC): danno da vacanza rovinata, come ottenere il rimborso

Parla la Presidente dell’Unione Nazionale Consumatori del Piemonte. Le procedure da adottare per far valere anche in tal caso i diritti dei consumatori

Estate, tempo di ferie, sole e mare, ma anche di vacanze rovinate. “Ogni anno, giunti a fine stagione, si ripete il rituale: numerose le segnalazioni di decine di consumatori che si rivolgono alle associazioni di categoria, chiedendo per mail e posta tradizionale consigli e lumi su come ottenere un risarcimento per non aver goduto della vacanza tanto attesa a causa di anomalie e disservizi turistici. Ci giungono segnalazioni di disservizi da varie regioni, per quelle marittime specialmente Toscana, Emilia Romagna e Liguria, province di Imperia e Savona in particolare”, dichiara l’Avvocato Patrizia Polliotto, Fondatore e Presidente del Comitato Regionale del Piemonte dell’Unione Nazionale Consumatori, dal 1955 a oggi la prima, più antica e autorevole associazione consumeristica italiana.
“Ed ecco riemergere i consueti problemi: bagagli smarriti, voli cancellati, inadempienza dell’agenzia di viaggio, strutture alberghiere e ricettive fatiscenti. In tali casi, ricordiamo sempre ai consumatori di verificare che il soggiorno si svolga esattamente come previsto, e documentare gli eventuali disagi subiti tramite fotografie, dichiarazioni scritte di altri turisti trovatisi nelle medesime condizioni, fatture di spesa, nonché di rivolgersi subito ai rappresentanti dell’organizzazione di soggiorno presenti sul posto onde segnalare tutte le difformità rispetto al contratto di viaggio”, spiega nel dettaglio l’Avvocato Patrizia Polliotto, che aggiunge: ”E’ bene altresì, soprattutto, ricordare ai consumatori che, una volta avvenuto il rientro a casa, si hanno a disposizione 10 giorni lavorativi per inviare un reclamo con richiesta di rimborso a mezzo raccomandata con ricevuta di ritorno indirizzata all’agenzia di viaggi o tour operator che dir si voglia, e per conoscenza al Comitato Regionale del Piemonte dell’Unione Nazionale Consumatori con sede in Torino, via Roma 366, oppure richiedendo informazioni in orario d’ufficio allo 011 5611800”.

E, precisa infine l’Avvocato Polliotto: “Per chi viaggia e utilizza autovetture a noleggio, verificare sempre la qualità delle aziende cui ci si affida, facendo segnare i danni già presenti al ritiro della vettura e fotografandola alla riconsegna facendosi dichiarare per iscritto l’assenza di nuovi danni, controllando altresì che in fattura o ricevuta vi siano correttamente addebitati gli importi relativi ai soli servizi realmente fruiti”.

Alle donne vittime di violenza i beni confiscati alla criminalità

DAL PIEMONTE

Uno dei beni confiscati alla criminalità organizzata in Novara e attribuito al Comune , sarà presto oggetto di un intervento di ripristino e destinato all’accoglienza di donne vittime di violenza.

 

NOVARA <<La Giunta – spiega l’assessore alla Cura della Città Mario Paganini – ha stabilito di intervenire con alcune migliorie all’interno dell’appartamento in corso XXIII Marzo 177: quando questo era diventato parte del patrimonio dell’Ente, nel 2017, era stato verificato che i locali non erano subito utilizzabili a causa di problemi di carattere strutturale, impiantistico e di conformità edilizia. Nel frattempo il nostro Ufficio tecnico ha elaborato un progetto di recupero che ha partecipato a un bando della Regione Piemonte e ottenuto un finanziamento massimo del cinquanta per cento delle opere previste, pari a 34.000 euro. Gli interventi prevedono l’esecuzione di opere manutentive di natura straordinaria per il recupero, l’adeguamento funzionale alle normative tecniche vigenti e la riqualificazione di due beni immobiliari, un’unità abitativa e una commerciale. Il recupero dell’immobile, come previsto dal bando regionale e dalla legge nazionale sui beni confiscati, è legato al suo riutilizzo per scopi sociali di presidio territoriale: nell’unità commerciale sarà creato un centro di monitoraggio e presidio per azioni di contrasto alle infiltrazioni mafiose sul territorio, gestito da un’associazione attiva in questo campo, mentre l’appartamento sarà dedicato alla creazione della prima “casa rifugio” del territorio novarese di emergenza abitativa per donne vittime di violenza>>.

 

Gli interventi sono stati inseriti nel Programma delle Opere pubbliche 2019-2021, <<già approvato nel 2018 – ricorda l’assessore – dal Consiglio comunale per un importo complessivo di 68.000 euro. Una parte sarà finanziata dal Comune, mentre l’altra, , come detto, attraverso il contributo regionale in quanto che il progetto, redatto dal Servizio Lavori pubblici del Comune, rientra nella più ampia attività dell’assessorato alle Politiche per la Famiglia della Regione Piemonte per la creazione di nuovi centri anti-violenza e di soluzioni di accoglienza in emergenza e di secondo livello per le donne vittime di violenza, sole e con figli e figlie>>.

Calano i prezzi delle case in montagna

Riceviamo e pubblichiamo

MERCATO IMMOBILIARE IN SALITA. E CON LA BANDA ULTRALARGA, VALORI IN AUMENTO DEL 10%. MA NON VOGLIAMO NUOVE CASE DI HEIDI 

L’arrivo della fibra ottica a casa, con la modalità Ftth (fiber to the home), farà crescere del 10 per cento il valore degli immobili nei Comuni delle Alpi e degli Appennini. Il Piano della banda ultralarga, secondo le analisi Uncem, sarà importante non solo per superare il divario digitale, ma anche per dare maggior valore e anche mercato a case singole e appartamenti nelle località montane italiane. Perché il servizio che Open Fiber sta realizzando con i fondi europei, statali e regionali, è un vettore di sviluppo al pari dell’arrivo di una strada. Così, il valore degli immobili cresce e lo stesso mercato potrà subire una scossa. “Si tratta di alcuni primi indicatori che possono indurci a lavorare meglio e di più affinché il Piano banda ultralarga venga accelerato – spiega Marco Bussone, Presidente Uncem – A oggi è lento, in ritardo. Ma non appena concluso avrà effetti anche sul valore degli immobili, non solo nelle località turistiche. Essere connessi oggi è determinante, anche per chi acquista una casa o un appartamento“.

Le compravendite nel 2018 sono cresciute in montagna del 4%, secondo l’ultima rilevazione di Fimaa (l’associazione di agenti immobiliari aderente a Confcommercio) e Nomisma. Il prezzo medio è 2.122 euro al metro quadro in montagna. In crescita anche i borghi alpini: Ravascletto (UD) +3,4%, Tarvisio (UD) +3,3%, Sauris (UD) +3,2%, Forni di Sopra (UD) +3,1%.

“Il tema non è solo comprare più o meno seconde case – aggiunge Bussone – bensì le modalità di abitare, restare, fare impresa, essere parte di quel luogo. Anche il tema architettonico è per noi determinante. Fanno sorridere certe foto di immobili tipici, legno e pietra tradizionali, fatti nuovi, case di heidi delle quali proprio non sentiamo bisogno. Oggi l’architettura contemporanea trova nuovi stili e modelli di intervento su aree edificabili e in particolare sul recupero. Ridurre, fermare il consumo di suolo è decisivo. In montagna, vogliamo agevolare il recupero dei borghi. Puntiamo sull’innovazione e la banda ultralarga è decisiva anche rispetto ai valori degli immobili. Puntiamo su un’abitare, anche temporaneo, che fa crescere nuove comunità, dove chi arriva porta idee e nuovi percorsi che si intrecciano con chi vive i territori montani da sempre. In questo snodo sta la nostra attenzione a politiche, prezzi, valori delle case in montagna. Anche rispetto al mercato turistico, che è ancora un pezzo determinante dell’economia della montagna. Sempre se chi arriva nel proprio appartamento non si sia portato tutto da Torino o Milano, con quella tappa al centro commerciale di periferia dove ha comprato anche l’acqua. Questo non è certo il turismo nel quale Uncem crede. Scegliere la montagna e il turismo nelle località alpine e appenniniche vuol dire anche ‘comprare in valle’ affinché la montagna non si desertifichi ulteriormente”.

Come diventare volontari soccorritori del 118

L’Associazione di Pubblica Assistenza di Sauze d’Oulx, associata Anpas, organizza tre serate di presentazione del nuovo corso gratuito per diventare volontari soccorritori 118.

Le presentazioni del corso si terranno tutte alle ore 20.30, lunedì 26 agosto presso il salone dell’Atl (Azienda Turistica Locale) di Cesana Torinese; martedì 27 agosto all’Atl di Sauze d’Oulx e giovedì 29 agosto presso la Casa della Musica di Oulx.

Il corso, che inizierà il 19 settembre, è riconosciuto e certificato dalla Regione Piemonte, secondo lo standard formativo regionale. Inoltre, all’interno dello stesso percorso formativo è prevista l’abilitazione all’utilizzo del defibrillatore semiautomatico esterno in ambito extraospedaliero.

Il volontario o la volontaria soccorritrice con un’adeguata formazione deve essere capace di operare in modo coordinato con la Centrale Operativa del Sistema Emergenza Sanitaria e gestire l’organizzazione di un soccorso sicuro nonché prestare assistenza sul luogo e durante il trasferimento.

Le lezioni riguarderanno diversi argomenti tra cui il Sistema di emergenza-urgenza sanitaria, i codici d’intervento, i mezzi di soccorso, il linguaggio radio e le comunicazioni, la rianimazione cardiopolmonare, l’utilizzo del defibrillatore, il trattamento del paziente traumatizzato, il bisogno psicologico della persona soccorsa. Il corso è diviso in una parte teorica di 54 ore complessive a cui vanno ad aggiungersi altre 100 ore di tirocinio pratico protetto in affiancamento a personale più esperto. I servizi da svolgere saranno quelli di emergenza a mezzo ambulanza oppure trasporti ordinari di tipo socio sanitario, come ad esempio dimissioni da ospedali e accompagnamenti a visite o terapie.

Per informazioni e adesioni contattare la Pubblica Assistenza Sauze d’Oulx ai numeri di telefono 347-5889356 oppure 0122-858159, email: info@pasauze.org.

La Pubblica Assistenza Sauze d’Oulx, aderente ad Anpas (Associazione nazionale pubbliche assistenze) può contare su 43 volontari, di cui 18 donne. Nell’ultimo anno l’Associazione ha svolto quasi mille servizi con una percorrenza di circa 102mila chilometri.

L’Anpas Comitato Regionale Piemonte rappresenta 83 associazioni di volontariato con 9 sezioni distaccate, 9.471 volontari (di cui 3.430 donne), 6.635 soci sostenitori e 377 dipendenti. Nel corso dell’ultimo anno le associate Anpas del Piemonte hanno svolto 432mila servizi con una percorrenza complessiva di circa 14 milioni di chilometri utilizzando 382 autoambulanze, 172 automezzi per il trasporto disabili, 223 automezzi per il trasporto persone e di protezione civile.

 

Nagasaki, 9 agosto 1945: il sole cadde nuovamente sulla terra

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*** Accadde oggi ***

Nagasaki si estende al centro di una lunga baia, che rappresenta il miglior porto naturale dell’isola di Kyūshū, nel sud del Giappone. Il suo nome, letteralmente, significa  “lunga penisola”.


Il 9 agosto del 1945 diventò la seconda città su cui venne sganciata una bomba atomica. Il bombardiere B-29 Superfortress dell’aviazione americana (esemplare numero 44-27297, ribattezzato “Bockscar”) portava in pancia “Fat Man” (in italiano “ciccione“). Quel nomignolo era stato assegnato alla Model 1561 (Mk.2), la terza bomba atomica approntata nell’ambito del Progetto Manhattan, il secondo e ultimo ordigno nucleare mai adoperato in combattimento.In origine non era previsto che la città di Nagasaki finisse nel mirino dell’aereo pilotato dal  maggiore Charles W. Sweeney. Era, come si usa dire, “una seconda scelta”.L’obiettivo primario era la città di Kokura, non distante da Fukuoka, nella parte settentrionale dell’isola di Kyūshū, sede di un grande deposito di munizioni dell’esercito giapponese.  Ma il cielo era coperto di nubi e la visuale pessima. Così  si optò per l’alternativa e questa portava il nome di Nagasaki. Così la bomba finì  sulle acciaierie Mitsubishi situate poco fuori quella città.“Fat Man” esplose a un’altezza di mezzo chilometro sulla città e sviluppò una potenza di 25 chilotoni, quasi il doppio di “Little Boy”, l’ordigno sganciato dal bombardiere “Enola Gay” che esplose tre giorni prima su Hiroshima.Nagasaki era costruita su un terreno collinoso e il numero di morti fu inferiore a quelli prodotti dalla prima bomba. A Hiroshima morirono istantaneamente per l’esplosione nucleare tra le sessantaseimila e le settantottomila persone e altrettanti furono i feriti.Per due volte, in tre giorni, il sole cadde sulla terra.Un numero elevato di persone persero la vita nei mesi e negli anni successivi a causa delle radiazioni e molte donne incinte persero i loro figli o diedero alla luce bambini deformi. Il numero totale degli abitanti uccisi a Nagasaki venne valutato attorno alle ottanta mila persone, incluse quelle esposte alle radiazioni nei mesi seguenti. La sorte volle che tra le persone presenti a Nagasaki quel 9 agosto di settantaquattro anni fa  vi fossero anche un ristretto numero di sopravvissuti di Hiroshima. Entrambe città furono rase al suolo. Un disastro che costrinse, meno di una settimana dopo, il 15 agosto 1945, l’imperatore del Giappone Hirohito a presentare agli alleati la resa incondizionata.

Con la firma dell’armistizio, il 2 settembre del 1945, si concluse di fatto il secondo conflitto mondiale. Più di settant’anni dopo i bombardamenti atomici su Hiroshima e Nagasaki, due ospedali della Croce Rossa giapponese stanno curando migliaia di persone che continuano a patire le conseguenze di questi attacchi. Si calcola inoltre che diverse migliaia di queste persone continueranno ad avere necessità di cure nei prossimi anni per le problematiche legate alle radiazioni. In totale, tra i due centri sanitari sono stati ospedalizzati oltre due milioni e mezzo di persone per le conseguenze legate alle radiazioni. Il 63 % dei decessi registrati nell’ospedale di Hiroshima, in funzione dal 1956, sono stati causati da diversi tipi di cancro. Tra questi, il 20 % per cancro al polmone, il 18 % per cancro allo stomaco, il 14 % per neoplasie al fegato, il 7 % per cancro all’intestino e un altro 6 % dai linfomi maligni. Nell’ospedale di Nagasaki, che cominciò a funzionare nel 1969, i morti per cancro rappresentavano, fino a poco tempo fa, il 56% del totale. Secondo la Croce Rossa, l’incidenza di leucemia tra i sopravvissuti dei bombardamenti fu di quattro o cinque volte superiore rispetto alle persone non esposte alle radiazioni durante la prima decade, e diminuì successivamente. Una contabilità tremenda, eredità diretta di quello che fu l’inizio dell’era del terrore nucleare.Settantaquattro anni dopo, la memoria di ciò che è stato deve indurre a far sì che nessuno debba più scrivere, di fronte alle atrocità della guerra, quello che il copilota, capitano Robert A. Lewis , annotò sul diario di bordo del bombardiere “Enola Gay” dopo aver verificato con un binocolo gli effetti della bomba sganciata su Hiroshima: “My God what have we done?”, ““Dio mio, cosa abbiamo fatto?”.

Marco Travaglini

Gruppo Egea, festa “in famiglia”

Gran festa a Sommariva Perno al Roero Park Hotel del Gruppo Egea

Come avviene  ogni anno, la tradizionale Festa per i dipendenti della Multiutility Egea, si è svolta al Roero Park Hotel di Sommariva Perno, nel Roero.

I motivi per festeggiare erano più di uno. Innanzitutto la crescita del Bilancio consolidato del Gruppo e dell’utile netto che di questi tempi non è male. Al Gruppo Egea credono molto alla festa in “famiglia” perché  è un mezzo per consolidare un senso di appartenenza e far crescere l’ atmosfera ambientale fra i dipendenti che è uno dei motivi alla base del successo di questa Multiutility misto pubblico – privato

L’Amministratore delegato di Egea, PierPaolo Carini, ha dato il via alla Festa aziendale del Gruppo citando il motto di Michael Jordan, uno dei più grandi cestisti di sempre una frase che simboleggia la filosofia del Gruppo grandi cestisti di sempre : <<Il talento fa vincere una partita. L’intelligenza e il lavoro di squadra fanno vincere un campionato». In altre parole si potrebbe dire che “insieme” si realizzano  le cose e questo è il dramma dell’Italia, gli uni contro gli altri, scarsa preparazione e lungimiranza e mai insieme.

Alla manifestazione hanno partecipato, oltre ai collaboratori i socipubblici e privati , Realtà di ricerca e formazione e i Consiglieri delle società del Gruppo.

Alla Festa è intervenuto anche il neoeletto Presidente del Consiglio di Sorveglianza, Giuseppe Rossetto che, insieme a Carini, ha attribuito un riconoscimento ai “veterani” del Gruppo. Sono stati premiati: Giovanni Somaglia (Responsabile amministrativo) e Laura Gallo (impiegata Amministrazione) per i 35 anni di impegno in Egea; Sebastiano Contegiacomo (Direttore relazioni con il territorio) per i 33 anni; Armando Rodda(responsabile impianti teleriscaldamento) per i 30 anni e Alessandro Bertolusso (responsabile gestione impianti servizio idrico) per i 25 anni.

Altro motivo di soddisfazione ad Egea era il dividendo per i soci che dovrebbe essere determinato, forse, a breve visto che in sede di Bilancio non è stato previsto.

Poste, servizi garantiti per i turisti

POSTE ITALIANE NEL MESE DI AGOSTO

Nella provincia di Torino potenziati gli Uffici Postali nei Piccoli Comuni a vocazione turistica

                     

Poste Italiane, per gestire l’aumento del flusso di clientela degli Uffici Postali della provincia di Torino previsti durante il periodo estivo, ha deciso di potenziare il servizio a sportello delle sedi di Bardonecchia e Meana di Susa. L’obiettivo è quello di assicurare le migliori soluzioni non solo ai residenti, ma anche ai turisti che frequentano questi Uffici Postali.

Il  potenziamento degli Uffici Postali dei piccoli comuni a “vocazione turistica”, che hanno cioè, in base ad una serie di parametri,  un’attrattività e una potenzialità turistica, è parte del programma dei “dieci impegni” per i Comuni italiani con meno di 5.000 abitanti promosso dall’Amministratore Delegato, Matteo Del Fante, in occasione dell’incontro con i “Sindaci d’Italia” dello scorso 26 novembre a Roma, e ribadisce la presenza capillare di Poste Italiane sul territorio e l’attenzione che da sempre l’Azienda riserva alle comunità locali e alle aree meno densamente popolate.

L’effettiva realizzazione di tali impegni è consultabile sul nuovo portale web all’indirizzo www.posteitaliane.it/piccoli-comuni.

L’iniziativa, inoltre, è coerente con i principi ESG sull’ambiente, il sociale e il governo di impresa, rispettati dalle aziende socialmente responsabili, che contribuiscono allo sviluppo sostenibile del Paese.