ECONOMIA E SOCIETA'- Pagina 280

Bonus casa, gli artigiani: troppe incertezze

/

Nuova stretta del Governo contro bonus casa e Superbonus 110%: crediti cedibili solo una volta. Aziende in difficoltà e protesta delle imprese edili e dell’impiantistica.

 Felici (Presidente di Confartigianato Imprese Piemonte): “Aziende costrette a rivedere contratti con conseguente aumento dei contenziosi. Le continue modifiche delle norme, la retroattività e l’aumento della burocrazia creano confusione e incertezza sul mercato della riqualificazione degli immobili”.

In Piemonte (al 31 agosto 2021): 2.369 edifici, 369,9 milioni di euro di investimenti ammessi a detrazione

 

“Continui cambiamenti al funzionamento del Superbonus creano una incertezza tale nelle regole da scoraggiare il mercato del Piemonte. Le nostre imprese sono serie e operano in correttezza. Non possono venire penalizzate da pochi che si comportano fuori dalle leggi”. Questo il commento di Giorgio Felici Presidente di Confartigianato Piemonte che, a fronte della novità introdotta nel Decreto ‘Sostegni ter’ approvato dal Consiglio dei Ministri dà voce alle migliaia di imprese artigiane edili alle prese in questo periodo con cantieri realizzati con il Superbonus.

“Giusto l’obiettivo di contrastare le frodi – sottolinea Felici – ma non si possono colpire continuamente migliaia di cittadini e di imprese corrette impegnate in interventi di riqualificazione energetica e sismica, che ora dovranno necessariamente rivedere le condizioni contrattuali con i proprietari, generando migliaia di contenziosi e un blocco del mercato. E per fortuna che doveva essere un Decreto Sostegni!”.

Un recente rapporto annuale dell’Enea Italia ha certificato che per effetto dei meccanismi di detrazione fiscale negli ultimi 15 anni nel nostro Paese sono stati investiti oltre 53 miliardi di euro, (45 miliardi al 2020 con l’ecobonus 65% e più di 8 miliardi per interventi già realizzati con il superecobonus 110%).

“La ripresa in atto quindi – afferma Felici – è decisamnete trainata dalle costruzioni che diventano tassello fondamentale per la sostenibilità del debito pubblico”.

In Piemonte il Sistema Casa offre lavoro a oltre 81.422 imprese (oltre la metà riguardano l’edilizia) di cui il 48,9% artigiane (39.800 realtà), che impiegano oltre 170mila addetti.

In base agli ultimi dati della Camera di Commercio, emerge che nel 2021 in Piemonte sono nate 24.958 nuove aziende edili. Il balzo è del +19,2% rispetto alle 20.942 nuove iscrizioni registrate nel corso del 2020.

Inoltre, sono 2.369 edifici e 369,9 milioni di euro di investimenti ammessi a detrazione: sono i numeri del Piemonte del Superbonus 110%, resi noti dal report dell’Enea e del Ministero per la Transizione ecologica, (31 agosto 2021).

“Non è possibile – prosegue Felici – che di fronte a questi numeri il Governo risponda sempre con qualche nuova norma che genera confusione e ferma i cantieri. Non è questo il sistema per frenare abusi e irregolarità. Contro le frodi, abbiamo chiesto da tempo regole chiare per evitare speculazioni, come l’introduzione di prezzari di riferimento per tutti i bonus e un sistema di qualificazione delle imprese, visto il recente proliferare di operatori improvvisati.  Ma finora, al di là di qualche buon proposito, si è fatto poco, mentre in questo modo si colpiscono le imprese serie”.

“Ormai passiamo più tempo a intercettare e capire le nuove regole – commenta Enzo Tanino, Presidente di Confartigianato Piemonte edilizia – a districarci nella burocrazia e a spiegare le novità ai clienti rispetto ad aprire cantieri, riqualificare immobili, far lavorare le imprese e a creare nuova economia. Siamo molto preoccupati per l’ennesimo cambio di rotta del Governo su bonus casa e Superbonus tracciata nella bozza del decreto; vincolare la possibilità di cessione ad un unico passaggio renderà molto più difficile ed oneroso sia monetizzare direttamente il beneficio fiscale derivante dagli interventi agevolati che coinvolgere i nostri fornitori nel ritiro del credito”.

 

“Le continue modifiche al funzionamento del Superbonus e di tutti gli altri bonus casa – conclude Tanino – creano profonde incertezze tali da scoraggiare un mercato importante come quello dell’edilizia e dell’impiantistica del Piemonte che stava crescendo in modo solido e sensibile (vedi ultimi dati della Camera di Commercio). Le nostre imprese sono serie e operano in correttezza e non accettiamo che vengano penalizzate da pochi che si comportano fuori dalle leggi”.

Confagricoltura sulla Psa: prioritario contenere l’area infetta

Al webinar organizzato da Confagricoltura con l’assessore Icardi i dirigenti della Sanità Veterinaria regionale annunciano che nelle prossime settimane l’Unione Europea ispezionerà il Piemonte per verificare la gestione dell’emergenza. Gli allevatori chiedono di creare il vuoto sanitario e di avviare al più presto l’abbattimento dei cinghiali

 

Piena collaborazione degli agricoltori per mantenere l’emergenza sanitaria all’interno della zona infetta, rafforzando tutte le iniziative di biosicurezza degli allevamenti per uscire al più presto dall’emergenza sanitaria: sono queste le gli impegni che si è assunta Confagricoltura Piemonte nel webinar con l’assessore regionale alla sanità Luigi Icardi, il direttore dei servizi veterinari della Regione Bartolomeo Griglio e il commissario per l’emergenza peste suina in provincia di Alessandria Giorgio Sapino.

Nell’incontro online che si è svolto ieri (1 febbraio) il presidente di Confagricoltura Piemonte Enrico Allasia – intervenuto all’incontro con il presidente nazionale degli allevatori di suini di Confagricoltura Rudy Milani, il direttore regionale dell’organizzazione Ercole Zuccaro e i direttori di Alessandria Cristina Bagnasco, di Asti Mariagrazia Baravalle e di Cuneo Roberto Abellonio –  ha sottolineato la ferma volontà degli allevatori di adottare “tutte le azioni necessarie per assicurare la piena ripresa delle attività produttive, che nel nostro Paese rappresentano un volume di 100.000 suini macellati alla settimana. Un patrimonio basilare per l’ economia agricola regionale – ha aggiunto Allasia –  che conta su oltre 1.300.000 suini, allevati prevalentemente in provincia di Cuneo”.

Attualmente – ricorda Confagricoltura – ci sono 8.000 suini nell’area infetta, individuata in 78 comuni della provincia di Alessandria, che complessivamente conta su 29.000 capi allevati; altri 190.000 suini sono presenti nelle stalle in provincia di Torino e 931.000 in provincia di Cuneo, dei quali 500.000 nel raggio di 15 chilometri da Fossano.

I numeri degli allevamenti cuneesi  – hanno sottolineato gli allevatori di Confagricoltura che hanno partecipato al webinar – fanno sì che sia indispensabile evitare che l’epidemia si estenda; per questo è necessario procedere al più presto, seppur a malincuore, all’abbattimento forzoso di tutti i suini allevati nell’area infetta in provincia di Alessandria.

“D’intesa con la Regione Piemonte – ha dichiarato Allasia – chiederemo al governo di poter utilizzare i fondi stanziati sul decreto Sostegni-Ter, che ammontano complessivamente a 50 milioni di euro per il comparto suinicolo, per ristorare gli allevatori dalla perdita di reddito e per creare al più presto un vuoto sanitario che ci preservi dalla diffusione dell’epidemia. Contemporaneamente siamo tornati da sollecitare alla Regione – ha rimarcato il presidente di Confagricoltura Piemonte – la definizione di un piano di depopolamento dei cinghiali, che dovrà essere avviato al più presto, non appena conclusa l’azione di monitoraggio, per ripristinare un equilibrio ambientale adeguato, anche per quanto riguarda la tutela della biodiversità”.

Nelle prossime settimane – hanno annunciato i dirigenti della Sanità regionale che sono intervenuti al webinar organizzato Confagricoltura – il Piemonte riceverà la visita dei funzionari dell’Unione Europea che dovranno verificare la gestione dell’emergenza peste suina. Concluso il monitoraggio si tratterà di recintare l’aria infetta, operazione in parte agevolata dalle barriere già esistenti costituite dalle recinzioni autostradali, per circoscrivere fisicamente la zona infetta e poter procedere con l’abbattimento dei cinghiali dentro e fuori l’area interessata.

 

Se Draghi moltiplica i pani e i pesci

A cura di lineaitaliapiemonte.it

Di Marco Corrini

Dopo un anno (il 2020) di blocco totale dell’economia, un corposo aumento del Pil non é miracoloso ma é fisiologico. Tuttavia anche col “miracoloso” +6,2% del 2021, l’Italia perde il confronto con le altre principali economie del mondo. E per quanto riguarda l’entusiasmo con cui si guarda ai dati relativi all’occupazione, va precisato che se, per paradosso, la forza lavoro diminuisce più del calo degli occupati, il tasso di occupazione sale, malgrado il numero dei lavoratori effettivamente occupati nella realtà dei numeri diminuisca…

Continua a leggere:

https://www.lineaitaliapiemonte.it/2022/02/02/leggi-notizia/argomenti/messaggi-in-bottiglia/articolo/se-draghi-moltiplica-i-pani-e-i-pesci-di-marco-corrini.html

Auto, Giachino: “Ok Giorgetti su incentivi, ma non basta”

 “Difendere l’industria dell’auto vuol dire difendere lavoro e innovazione non solo a Torino, ma almeno nelle sette regioni dove vi sono stabilimenti Stellantis, Iveco e grandi aziende dell’indotto”.

Così il leader dell’Associazione Si Tav Si Lavoro, Mino Giachino, promotore dell’iniziativa  che ha spinto la lega a presentare una mozione in Parlamento per creare un tavolo nazionale dell’auto. “L’apertura di Giorgetti a interventi per l’auto, che non c’erano 50 giorni fa nella Legge di Bilancio, è importante – dice a proposito dell’annuncio del ministro di incentivi per il settore – ma non è ancora sufficiente”. “Il Ministro Franco, che stimo molto, si ricreda: il settore dell’auto, che ha dato tanto al nostro Paese, potrà ancora dare molto in termini di lavoro, di occupazione e di una mobilità sostenibile. Pertanto va difeso e aiutato. Così come altri grandi Paesi europei”.

Bilancio: accordo su contenzioso, in arrivo 28 milioni per la Città 

La Città di Torino ha concluso un accordo con il Ministero dell’Interno in merito al calcolo del gettito derivante dall’ICI e dall’IMU che aveva creato un’ingiusta riduzione delle attribuzioni dello Stato ai danni delle casse del Comune di Torino.

 

Il Comune di Torino, riconosciuto l’errore relativo all’anno 2012, ha fatto ricorso alla giustizia amministrativa presso il Tar del Lazio e successivamente al Consiglio di Stato, gradi di giudizio che hanno sempre riconosciuto la fondatezza dell’istanza avanzata da Torino.

La prima sentenza favorevole alla Città risale al 2014 presso il Tribunale amministrativo del Lazio.

In assenza di esecuzione spontanea della sentenza da parte dei Ministeri la Città ha proposto ricorso per l’ottemperanza da parte dei Ministeri.

L’assessore al Bilancio, Gabriella Nardelli, ha presentato, nel corso di una Giunta straordinaria, la delibera che formalizza l’accordo con il Viminale che prevede il pagamento di una prima tranche di 7 milioni di euro entro la fine di febbraio e i restanti 21 milioni entro fine aprile.

È un accordo molto positivo per la Città – dichiara l’assessore Nardelli – che chiude finalmente un lungo contenzioso. Nelle scorse settimane a Roma abbiamo ulteriormente motivato le nostre ragioni e ottenuto, in tempi stretti, un accordo che prevede il pagamento di quanto dovuto alla Città di Torino. È stato un lavoro tecnico e politico – conclude – nel quale è intervenuto anche il Sindaco, un lavoro di squadra grazie al quale si è conclusa una vicenda irrisolta da diversi anni”.

Parlaconme: lo spreco alimentare

È dedicata allo spreco alimentare e ai mezzi per evitarlo la puntata Linkedin di oggi pomeriggio condotta dalla Social media Manager Simona Riccio

La puntata live su Linkedin, in programma mercoledì 2 febbraio prossimo alle ore 18, di PARLACONME, condotta da Simona Riccio, Social Media Manager del CAAT, sarà dedicata al tema dello spreco alimentare, proprio in occasione della Giornata nazionale della Prevenzione contro lo Spreco Alimentare.
La founder della trasmissione, che viene trasmessa ogni mercoledì sulla Radio Web Radiovidanetwork, si pone oggi l’obiettivo di porre al centro dell’attenzione l’intera filiera agroalimentare, coinvolgendo numerosi ospiti in studio e in collegamento telefonico dall’Italia e dal mondo. Oggi condurrà un live direttamente sulla pagina Linkedin del brand riconosciuto nell’ ampio scenario del settore agroalimentare.
La puntata di oggi ha, quale titolo, “Parlamidispreco. Stop food waste”. Questo il tema di cui si parlerà nella tavola rotonda di stasera e lo si affronterà attraverso la testimonianza rilasciata da alcune realtà che, in modo concreto e attraverso il loro impegno, contribuiscono quotidianamente alla lotta per abbattere lo spreco alimentare.
Interverranno l’onorevole Maria Chiara Gadda, deputata di Italia Viva, prima firmataria promotrice della legge contro lo spreco alimentare; Giuliana Malaguti, responsabile Comunicazione della Fondazione Banco Alimentare; Nuccia Aliboni, responsabile amministrazione e marketing di Melanzi’; Giulio Baroni, Head Project manager di Eco dalle Città; Tommaso Bertolini, Senior Business Developer di “Too food to go”. Alle 18.30 si collegherà Francesca Nadalini con il nuovo progetto delle Chips di Zucca# Zoscar, per le quali vengono utilizzate zucche meno belle, ma egualmente buone.
Secondo i dati forniti dal Food Waste Index Report del 2021, lo spreco alimentare da parte delle famiglie, dei negozi di vendita al dettaglio e del settore della ristorazione, ammonta a 931 milioni di tonnellate ogni giorno, con impatti non marginali sui cambiamenti climatici. La maggior parte di questi sprechi, tra l’altro, avviene all’interno delle mura domestiche.
Il link al quale potersi collegare è https://bit.ly/3AORqex

Mara Martellotta

Nasce il “Distretto del Commercio di Torino”

/

Via libera dalla Giunta comunale – su proposta dell’assessore al Commercio, Paolo Chiavarino – al protocollo d’Intesa per l’istituzione del Distretto del Commercio di Torino, che ha come firmatari Città di Torino, Ascom Confcommercio Torino e Provincia e Confesercenti di Torino e Provincia, in qualità di soggetti fondatori del Distretto, e a cui aderiscono altri enti, associazioni, istituzioni e realtà del territorio che hanno manifestato la volontà di esserne partner, come la Camera di Commercio di Torino, gli atenei, la Fondazione CRT e la Compagnia di San Paolo, nonché la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio e il Gruppo Torinese Trasporti.

 

“L’individuazione di un Distretto del Commercio, soprattutto oggi in un contesto di particolare difficoltà a causa degli effetti negativi della pandemia su economia e società, rappresenta – sottolinea l’assessore Paolo Chiavarino – una opportunità concreta per dare corpo a idee, mettere a frutto sinergie e investire risorse al fine di contribuire al rilancio del settore, sperimentando anche modalità innovative per la valorizzazione del territorio, dell’identità e delle sue peculiarità, contribuendo a porre un freno al fenomeno della chiusura delle attività e, inoltre, favorendo l’integrazione fra i vari format commerciali”.

L’area del Distretto del Commercio di Torino include il centro storico della città e zone che vanno dai Murazzi e piazza Vittorio, Porta Palazzo e l’ambito di Borgo Dora, San Salvario e gli assi commerciali di via Sacchi e via Nizza, piazza Statuto. All’interno del Distretto sono presenti, attualmente, circa 7.800 esercizi di vicinato, 213 attività ricettive, 459 servizi alla persona, 1.690 esercizi pubblici di somministrazione e 110 medie e grandi strutture di vendita.

Curare e guarire con la diagnostica molecolare personalizzata

Giovedì 3 febbraio alle ore 17:45 su www.giovediscienza.it

in diretta dallo studio di Taxi 1729 e in collaborazione con la Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro Onlus

con la Prof.ssa Anna Sapino, Direttore Scientifico dell’Istituto di Candiolo IRCCS e

il Prof. Livio Trusolino, Laboratorio di Oncologia Traslazionale – Istituto di Candiolo e Professore ordinario di Istologia, Dipartimento di Oncologia, dell’ Università di Torino.

Modera l’incontro Alberto Agliotti

 

GiovedìScienza incontra uno dei centri di ricerca d’eccellenza del territorio.

Il 3 febbraio alle 17.45 su www.giovediscienza.it, in diretta streaming dallo studio di Taxi 1729, un nuovo incontro su un tema di grandissima attualità: Oncologia di precisione, come curare e guarire con la diagnostica molecolare personalizzata.

La conferenza anticipa la Giornata Mondiale Contro il Cancro in programma il 4 febbraio e coinvolge un centro d’eccellenza italiano specializzato nella ricerca e nella cura del cancro, l’Istituto di Candiolo – IRCCS.

Nel febbraio 2020 è stato annunciato il completamento della mappatura genetica del cancro: migliaia di scienziate e scienziati in tutto il mondo, tra cui il gruppo di Candiolo, sono riusciti a leggere l’intera sequenza dei geni alterati che contribuiscono all’insorgenza e alla progressione dei tumori. Ma questa informazione non basta: identificare un gene che causa un tumore non significa trovare una cura o capire perché quello stesso tumore è o diventa resistente alle terapie oggi disponibili.

L’obiettivo dell’Istituto di Candiolo è sfruttare queste conoscenze a livello molecolare, non solo a fini diagnostici ma anche per associare un’opportunità terapeutica specifica a ciascun gene mutato. Questa sfida rappresenta oggi la base della medicina di precisione in ambito oncologico, un approccio che permetterà di progettare un trattamento di ultima generazione personalizzato su ogni paziente e calibrato sulla base delle caratteristiche biologiche di ciascun tumore.

Interverranno la Professoressa Anna Sapino, Direttore Scientifico dell’Istituto di Candiolo IRCCS e il Prof. Livio Trusolino, del Laboratorio di Oncologia Traslazionale dell’Istituto di Candiolo e Professore ordinario di Istologia, Dipartimento di Oncologia, dell’ Università di Torino, per fare il punto su un tema di grandissima attualità e importanza come quello della ricerca. L’incontro sarà moderato da Alberto Agliotti.

Istituto di Candiolo – IRCCS in collaborazione con la Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro Onlus

Il cancro è una malattia proteiforme: i tumori evolvono, si diversificano, si adattano alle terapie assumendo nuove sembianze. Le ricercatrici e i ricercatori dell’Istituto di Candiolo, distribuiti in decine di laboratori ad alta tecnologia, studiano come stanare le cellule neoplastiche che resistono ai trattamenti antitumorali e, dopo averle catturate, identificano i loro “talloni d’Achille” per distruggerle. Questo sforzo impone approcci multidisciplinari che spaziano dalla genetica all’analisi dei big data. Soltanto una comprensione a tutto tondo dei circuiti di regolazione del cancro, in tutto simili alle reti complesse dell’intelligenza artificiale, permetterà di svelarne i punti di debolezza.

www.giovediscienza.it

Agricoltura, Chieri chiede sostegni ai produttori

La Regione Piemonte ed il Governo nazionale adottino provvedimenti urgenti atti a sostenere e a salvare le attività produttive agricole: è la richiesta contenuta nell’Ordine del giorno approvato dal Consiglio comunale di Chieri con 16 voti favorevoli, e presentato dal consigliere di minoranza Luigi FURGIUELE (Gruppo Misto di Minoranza).

«L’approvazione di questo Ordine del giorno a sostegno dei produttori agricoli-commenta il consigliere Luigi FURGIUELE-rappresenta un risultato importante per tutto il Consiglio comunale di Chieri ed un gesto di attenzione verso un comparto produttivo in forte crisi e che genera preoccupazioni per il futuro. Ho presenziato alla manifestazione indetta da Coldiretti il 20 febbraio a Torino dove sono stati denunciati gli aumenti spropositati dei costi delle materie prime indispensabili alla produzione che generano un aumento dei prezzi a danno di consumatori ed agricoltori. Solo per fare un esempio, i fertilizzanti per produrre i cereali sono aumentati del 180% . Ritenevo doveroso, pertanto, sollecitare Regione Piemonte e Ministero competente ad adottare con urgenza provvedimenti diretti a sostenere e salvare le attività agricole a rischio chiusura. Le nostre eccellenze agricole, i lavoratori, le aziende, i giovani impiegati nel settore agricolo e ortofrutticolo sono una risorsa che deve essere tutelata senza se e senza ma. Auspico che il nostro sollecito venga accolto in modo deciso, serio e urgente».

 

«Come denunciato dalle principali associazioni di categoria, le aziende agricole sono a rischio collasso a causa dei costi di produzione ormai insostenibili-aggiunge l’assessora all’Agricoltura e Attività produttive Elena COMOLLO-servono misure urgenti coraggiose e strutturate. Siamo a fianco degli agricoltori del territorio e monitoriamo la situazione mantenendo un contatto costante con le associazioni datoriali preoccupate anche per l’andamento di climatico, infatti stiamo vivendo uno degli inverni più secchi e caldi degli ultimi 65 anni con temperature da record ed effetti devastanti sulle riserve di neve e sulla portata d’acqua di fiumi e bacini».

InCollato

IL PUNTASPILLI di Luca Martina

 

La conferma del Presidente Mattarella mette fine alle incertezze legate alla permanenza dell’attuale governo alla guida del Paese per il prossimo anno, almeno fino alla prossima tornata elettorale (le elezioni parlamentari della primavera del 2023).

Si può tornare a pensare all’economia del nostro Paese e all’implementazione di quanto occorre per potere ricevere (e poi ben utilizzare) le risorse che ci spettano nell’ambito del Next Generation Plan.

Quest’anno saranno circa 40 i miliardi di euro messi sul piatto (pari al 2,2% del Pil italiano) e pronti per essere investiti.

Si tratta di una consistente tranche di un massiccio piano (il PNRR) che comprende 68,9 miliardi di aiuti a fondo perduto e 122,6 di prestiti agevolati (da restituire nei prossimi anni).

Dopo avere ricevuto i primi 24,9 miliardi nel 2021 i prossimi fondi sono subordinati al raggiungimento di una serie di obiettivi concordati con la commissione europea.

I primi 51 obiettivi fissati nel PNRR sono stati raggiunti prima di Natale e nel prossimo mese si dovrebbero rendere disponibili, pronti per essere investiti, altri 24,1 miliardi di euro.

Quest’anno gli obiettivi da raggiungere raddoppiano a 102: 66 di questi saranno costituiti da riforme che dovranno essere approvate dal Parlamento.

E’ davvero difficile sottovalutare l’importanza di mantenere una guida solida e credibile in presenza di variabili esterne (le pressioni provenienti dalle rinate pressioni inflazionistiche e da una graduale normalizzazione, dopo anni molto generosi, delle politiche monetarie in tutto il mondo ed il mutevole riassetto degli equilibri geopolitici tra Stati Uniti, Cina e Russia) ed interne (la gestione della pandemia e della coesione del governo) assai difficili da prevedere ed amministrare.

I mercati finanziari stanno attraversando, con qualche sussulto ed una malcelata preoccupazione, la transizione da una lunga epoca di tassi di interesse bassissimi, banche centrali benevole e totale assenza di inflazione (e modesta crescita economica) ad una fase di accelerazione economica (dopo la brevissima ma violenta recessione del 2020) messa però a rischio da un fortissimo aumento dei prezzi delle materie prime (e dei prezzi al consumo di prodotti e servizi).

La stabilità è la migliore ricetta (qualunque sia il giudizio sul governo in carica) per fronteggiare una simile situazione; per poterla affrontare nel modo migliore, il Presidente Mattarella ha accettato di rimanere “incollato” al colle dal quale si apprestava a traslocare.

Con 759 voti su 983 votanti (pari al 77%) il riconfermato capo dello Stato diventa così il secondo più votato della nostra storia repubblicana (dopo Sandro Pertini eletto con 832 voti) e c’è da auspicarsi che un simile plebiscito possa essere di buon auspicio.

I prossimi sette anni potrebbero davvero traghettare il nostro Paese in una nuova era caratterizzata da una forte spinta alla sua modernizzazione (attraverso gli investimenti previsti nel PNRR per la digitalizzazione, le riforme in cantiere e le infrastrutture che ne miglioreranno la logistica).

Il rischio, se non sapremo fare tesoro di queste enormi potenzialità, è di non avere una seconda occasione per fare ricredere coloro che sono da sempre scettici sul Bel Paese e che condividono quanto scriveva Indro Montanelli: “Strano Paese il nostro: punisce i venditori di sigarette ma premia i venditori di fumo”.