ECONOMIA E SOCIETA'- Pagina 282

“Mad for science”: ecco le scuole ammesse

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ALLA SECONDA FASE DEL PRESTIGIOSO CONCORSO NAZIONALE CHE OGNI ANNO VEDE LE MIGLIORI SCUOLE ITALIANE COMPETERE PER L’AMBITO PREMIO FINALE

 

Tantissime le candidature pervenute da tutta Italia. Ora si entra nel vivo della seconda fase della 6ª edizione del Concorso promosso dalla Fondazione DiaSorin negli oltre 1600 Licei Scientifici, Classici e Istituti tecnici italiani. In palio un montepremi di oltre 175mila euro per rendere il proprio laboratorio di scienze innovativo, attuale e capace di far innamorare gli studenti della scienza.

 

Il mondo della scuola italiana ha risposto ancora una volta con entusiasmo alla chiamata della 6ª edizione del Concorso Mad for Science, sostenuto dalla Fondazione DiaSorin. 15 regioni e, 50 scuole ammesse alla seconda fase del Concorso.

 

Il Concorso Mad for Science, promosso in tutti i Licei Scientifici, Classici con percorso a curvatura biomedica e Istituti tecnici, mette in palio un premio in denaro per rendere l’esistente laboratorio di scienze un luogo dove imparare la scienza scendendo in campo, vivendola con esperienze reali, pratiche e all’avanguardia. L’obiettivo del Concorso – ideato e promosso da DiaSorin e passato successivamente alla sua Fondazione – è quello di avvicinare gli studenti alle carriere STEM, alimentare la passione per la scienza e dare un assaggio di cosa significa fare ricerca.

 

15 le Regioni italiane coinvolte: delle 50 scuole che hanno superato la prima fase, il 16% proviene dalla Campania, il 14% dalla Puglia e dalla Lombardia, il 10% dal Piemonte, il 6% da Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Toscana e Veneto, il 4% da Abruzzo, Liguria, Marche e Sardegna, e infine il 2% da Calabria, Lazio e Sicilia.

Ottima la partecipazione degli Istituti tecnici, che rappresentano il 42% delle scuole che accedono alla seconda fase del Concorso; inoltre il 54% delle scuole è rappresentata da Licei scientifici (tradizionali e con opzione scienze applicate) e il restante 4% dai Licei classici con percorso a curvatura biomedica.

 

“I risultati della prima fase di questa edizione, con oltre 140 candidature, confermano la capacità attrattiva dell’iniziativa presso i giovani e i docenti. Il mondo della scuola gioca un ruolo essenziale nella progressiva affermazione dell’interesse per la scienza e del valore della ricerca” ha commentato Francesca Pasinelli, Presidente della Fondazione DiaSorin.

 

I 50 Licei dovranno ora lavorare sul tema “Le biotecnologie al servizio della salute dell’uomo e dell’ambiente” mettendo a punto 5 esperienze didattiche coerenti con il tema proposto e dimostrando come le biotecnologie possono fattivamente essere utilizzate in laboratorio o sul campo per garantire la salute delle persone e del Pianeta.

 

Un Comitato appositamente costituito da Fondazione DiaSorin selezionerà le 8 proposte progettuali più interessanti che garantiranno ai team finalisti l’accesso alla Mad for Science Challenge 2022 a maggio 2022, dove professori e studenti dovranno convincere una Giuria di eccezione composta da professionisti della comunicazione ed esponenti della comunità scientifica per vincere gli importanti premi in palio.

 

I primi due Istituti classificati verranno premiati con l’implementazione del biolaboratorio per un importo rispettivo di 50.000 e 25.000 euro, oltre ad ottenere la fornitura dei relativi materiali di consumo per 5 anni, con un importo rispettivamente pari a 5.000 e 2.500 euro all’anno.  

La Giuria – assegnerà, inoltre, il Premio Speciale Comunicazione, pari a 15.000 euro per l’acquisto di piccola strumentazione e materiale vario da laboratorio, al team che saprà divulgare meglio il proprio progetto.

I progetti rimanenti riceveranno, infine, il Premio Finalisti, del valore di 10.000 euro ciascuno, a riconoscimento dell’impegno profuso per accedere alla Finale, a testimonianza dell’impegno della Fondazione DiaSorin nel sostenere la passione per la scienza nelle scuole italiane.

 

L’ultima edizione del Concorso Mad for Science è stata vinta dal Liceo Valsalice di Torino, mentre le precedenti edizioni rispettivamente dal Liceo scientifico Buonarroti di Pisa (2020), dal Liceo scientifico Spallanzani di Reggio Emilia (2019), dal Liceo scientifico Monti di Asti (2018) e dall’IIS Nicola Pellati (indirizzo liceo scientifico Galileo Galilei) di Nizza Monferrato – AT (2017).

 

Per il Piemonte le scuole che hanno superato la prima fase sono:

 

Piemonte Alessandria Casale Monferrato Liceo scientifico ad opzione scienze applicate SOBRERO
Piemonte Torino Ivrea Istituto Tecnico Tecnologico – Meccanica, Meccatronica ed Energia OLIVETTI
Piemonte Torino Torino Liceo scientifico ad opzione scienze applicate ALBERT EINSTEIN
Piemonte Torino Torino Liceo scientifico ad opzione scienze applicate SANT’ANNA

 

Mad for Science

Promosso dall’anno scolastico 2016/2017, Mad for Science è un Concorso nazionale rivolto ai Licei scientifici (scelti oggi dal 15,6% degli studenti italiani, in base ai dati del Ministero dell’Istruzione dell’anno scolastico 2021/2022), ai Licei classici con percorso a curvatura biomedica e da quest’edizione anche agli Istituti Tecnici, che mette al centro il laboratorio della scuola, strumento concreto ed efficace per far capire agli studenti come funziona il metodo scientifico e la ricerca.

 

Fondazione DiaSorin

Fondazione DiaSorin, costituita nel luglio 2020 da DiaSorin S.p.A., è un ente senza scopo di lucro che opera nei settori dell’educazione, istruzione e formazione in ambito scientifico per sostenere giovani talenti, suscitare l’interesse dei giovani verso la scienza e promuovere la cultura scientifica.

Fondazione Crt, ecco le tre commissioni del Consiglio di indirizzo

Sono state costituite le tre Commissioni nell’ambito del Consiglio di indirizzo della Fondazione CRT. Giampiero Leo, già assessore regionale alla Cultura, Coordinatore della Commissione 3: “Attività Istituzionale – Arte e cultura e Welfare”

 

  1. Commissione 1: Bilancio, patrimonio e politica degli investimenti
  2. Commissione 2: Attività istituzionale – Ricerca e Istruzione
  3. Commissione 3: Attività istituzionale – Arte e cultura, welfare e territorio

Questa articolazione in tre Commissioni, ciascuna con specifiche e ben identificate competenze, è orientata ad assicurare una più razionale e puntuale attenzione sulle necessità e istanze del territorio, nonché una maggiore focalizzazione su specifici progetti e tematiche. Inoltre, consente ai Consiglieri di Indirizzo di porre al meglio le proprie capacità e professionalità al servizio della Fondazione CRT e, dunque, dell’intera collettività.

In un clima di grande compattezza e collaborazione, è stata decisa la composizione delle tre Commissioni, in base a un criterio di equilibrio numerico e di specifiche competenze professionali, e sono stati nominati all’unanimità i tre Coordinatori, così come di seguito evidenziato:

 

Commissione 1 “Bilancio, patrimonio e investimenti”

  • Corrado BONADEO (Coordinatore)
  • Francesco GALIETTI
  • Paolo Luciano GARBARINO
  • Giuseppe PICHETTO
  • Michele ROSBOCH
  • Massimo TERZI

Commissione 2 “Attività istituzionale – Ricerca e istruzione”

  • Giuseppe TARDIVO (Coordinatore)
  • Cristina DI BARI
  • Gianluca GAIDANO
  • Elisabetta MAZZOLA
  • Pierluigi POGGIOLINI
  • Fiorenza VIAZZO

Commissione 3 “Attività Istituzionale – Arte e cultura e Welfare”

  • Giampiero LEO (Coordinatore)
  • Ciro CATTUTO
  • Davide FRANCO
  • Riccardo PIAGGIO
  • Alessandra SIVIERO

Crisi climatica: “Due anni di fallimenti politici”

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Riceviamo e pubblichiamo

A due anni dalla dichiarazione di emergenza climatica della Regione Piemonte, venerdì 28 gennaio, diverse associazioni, movimenti e comitati torinesi si sono ritrovati in piazza Castello in una grande manifestazione di piazza colorata e rumorosa. L’obiettivo della giornata è stato quello di ricordare alla Regione Piemonte le proprie responsabilità nella gestione dell’emergenza climatica e delle molte criticità ambientali del territorio piemontese.

Durante la giornata, diversi interventi, flash-mob e momenti musicali si sono alternati sotto il palazzo della Regione Piemonte.
Partendo da considerazioni globali, movimenti come Fridays For Future, Extinction Rebellion e Mediterranea Saving Humans hanno fatto riferimento al rapido aggravarsi della crisi ecoclimatica in corso e agli impatti che essa avrà sulle migrazioni globali, rimarcando l’inadeguatezza della giunta regionale nel fare ciò che è necessario per proteggere i suoi cittadini. Allo stesso modo, movimenti come Animal Save e Greenpeace, hanno messo in luce le responsabilità dell’industria alimentare nell’aumento delle emissioni climalteranti. Una grossa critica alle ingenti somme spese ogni anno in armamenti e al potenziamento dell’industria aerospaziale è inoltre arrivata in modo puntuale dal Centro Studi Sereno Regis.
Riportando poi l’attenzione ad un livello locale, il Comitato Torino Respira ha invece disseminato in tutta la piazza diversi pannelli informativi, ognuno dedicato a una scuola torinese e al livello di particolato registrato nelle vicinanze. Il comitato Frossasco Ambiente, Falchera Lab e Oltre la barriera hanno poi sollevato il problema dello smaltimento dei rifiuti, denunciando in modo specifico i rischi del progetto di inceneritore previsto a Frossasco. In ultimo, il Csoa Askatasuna e il Csoa Gabrio hanno riportato l’attenzione sull’ipotesi della costruzione di un deposito di scorie nucleari a Mazzè, sulla speculazione immobiliare nei quartieri della città e sulla proliferazione di grandi centri commerciali, di cui il caso Comala/Esselunga è solo l’ultimo esempio.
Il pomeriggio è stato inoltre animato dai ritmi incalzanti di provenienza latinoamericana de La Murga e dalla comparsa delle Red Rebels di Extinction Rebellion, figure teatrali che con il loro silenzio e i costumi rosso sangue, rappresentano il legame che unisce ogni forma di vita.
La giornata si è conclusa intorno alle 18 e 30 con una carovana di biciclette, pattini e monopattini tra le vie del centro città, coordinata da Fiab Torino Bike Pride, Future Parade ed Extinction Rebellion, al fine di portare l’attenzione sull’importanza della mobilità attiva e sostenibile e di ridurre l’uso dell’auto privata e la velocità nei centri abitati, puntando su città a 30km/h.

La giornata di oggi rappresenta una data unica per la città di Torino: per la prima volta, diversi movimenti, associazioni e comitati cittadini si sono dati appuntamento in piazza affinché la riduzione delle emissioni climalteranti, la cura per il territorio e il rispetto dei diritti umani e animali, diventino finalmente parte di un’unica grande battaglia.

A due anni dalla dichiarazione di emergenza climatica, centinaia di cittadini si sono riuniti in Piazza Castello sotto un unico slogan: la Regione Piemonte ha fallito.

Extinction Rebellion, Fridays For Future, Comitato Frossasco Ambiente, Il Circolo per la decrescita felice, Torino Respira, Centro Studi Sereno Regis, Comunet-Officine Corsare, Animal Save, La Murga, Csoa Gabrio, Toroller Collective, Fiab Torino Bike Pride, Greenpeace, Askatasuna, Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta, Comitato Acqua Pubblica, Ecologia Politica, Sequs.

Iren Top Employer Italia

Iren ha ottenuto per il quinto anno consencutivo la  certificazione Top Employer Italia, il riconoscimento ufficiale delle eccellenze aziendali nelle politiche e strategie HR e della loro attuazione per contribuire al benessere delle persone, migliorare l’ambiente di lavoro e il mondo del lavoro.

 

Tale riconoscimento viene rilasciato alle aziende che raggiungono e soddisfano gli elevati standard richiesti dalla HR Best Practices Survey. La Survey ricopre 6 macro aree in ambito HR, esamina e analizza in profondità 20 diversi topics e rispettive Best Practices, tra cui People Strategy, Work Environnment, Talent Acquisition, Learning, Well-being, Diversity & Inclusion e molti altri.

 

La Certificazione rappresenta il riconoscimento ufficiale dell’importante e continuo impegno delle aziende nel prendersi cura delle proprie persone, come dichiara David Plink, CEO di Top Employers Institute: “Anche l’anno appena trascorso è stato un anno impegnativo, che, come il 2020, ha avuto un serio impatto sulle organizzazioni e ha messo a dura prova la vita, le relazioni e il mondo del lavoro in tutto il mondo. Ma nonostante le oggettive difficoltà Iren si è distinta nello sforzo di eccellere nelle sue politiche e strategie HR, avendo sempre come obiettivo prioritario l’attenzione verso le proprie persone, continuando ad affrontare le sfide di un mondo del lavoro in continua evoluzione, impegnandosi per imprimere un impatto positivo sulla vita di dipendenti e collaboratori”.

 

Gianni Vittorio Armani, Amministratore Delegato e Direttore Generale del Gruppo Iren, commenta: “Siamo orgogliosi di aver ottenuto questo importante riconoscimento per il quinto anno consecutivo, a dimostrazione della costante attenzione alla crescita e allo sviluppo delle persone nel nostro Gruppo. Il 2021 ci ha visto approvare un ambizioso Piano Industriale decennale, che prevede 7.000 nuovi ingressi in arco piano, e con l’obiettivo di raggiungere il 30% di manager donne entro il 2030. Impegni che hanno trovato riscontro già nell’anno appena trascorso, quando il gruppo ha portato a termine 850 assunzioni, delle quali circa il 60% composto da giovani under 35, che hanno contribuito a sostenere il forte ricambio generazionale da alcuni anni in seno all’azienda”.

 

Liberarsi dai rifiuti con l’economia circolare Al Piemonte (forse) 200 milioni dal Pnrr

Circa 200 milioni di euro potrebbero essere assegnati al Piemonte per lo sviluppo dell’economia circolare, una quantità di risorse che andrebbero a migliorare il nostro sistema di gestione dei rifiuti.

Lo ha annunciato  l’assessore regionale Matteo Marnati in Commissione Ambiente, presieduta da Angelo Dago, riferendosi alle disposizioni del Piano nazionale per la ripresa e resilienza (Pnrr) che hanno visto assegnate al Ministero della transizione ecologica 1 miliardo e mezzo di euro per nuovi impianti di gestione dei rifiuti e l’ammodernamento di impianti esistenti nell’ambito della Missione 2, “Rivoluzione verde e transizione ecologica”.
Tre le linee d’intervento: miglioramento e meccanizzazione della rete di raccolta differenziata dei rifiuti urbani per un importo di 600mila euro; ammodernamento e realizzazione di nuovi impianti di trattamento/riciclo dei rifiuti urbani provenienti dalla raccolta differenziata per 450mila; ammodernamento e realizzazione di nuovi impianti innovativi di trattamento/riciclaggio di materiali assorbenti a uso personale, i fanghi di acque reflue, i rifiuti di pelletteria e tessili per altri 450mila.
Ma in generale, la Regione chiamata a esprimersi con il proprio nulla osta sui circa 60 progetti finora presentati farà riferimento alla coerenza degli interventi non previsti dalla pianificazione regionale in materia, con il coinvolgimento delle imprese, delle associazioni di categoria e i consorzi.
Tra le proposte anche gli impianti di biodigestione anaerobica, impianti di trattamento delle terre di spazzamento e impianti innovativi di trattamento/riciclaggio per lo smaltimento di materiali assorbenti a uso personale, oltre che di trattamento fanghi da depurazione.
Altri interventi prevedono una ristrutturazione funzionale alla realizzazione di sistemi integrati di digestione anaerobica; la realizzazione di nuovi impianti da localizzare in siti dismessi; aree già impermeabilizzate dotate di infrastrutture e servizi o di suolo già compromesso.
Sono intervenuti i commissari Dago Valter Marin (Lega), Giorgio Bertola (M4o) e Sean Sacco (M5s).

Agroindustria, la Regione proroga il bando

PSR PIEMONTE: LA REGIONE PROROGA AL 15 MARZO LA SCADENZA DEL BANDO A FAVORE DELLE IMPRESE AGROINDUSTRIALI

La Giunta regionale del Piemonte, su proposta dell’assessore all’Agricoltura e cibo Marco Protopapa, ha prorogato al 15 marzo 2022 la scadenza del bando 2021 a favore dell’agroindustria del Programma di sviluppo rurale 2021-2022, misura 4.2.1 “Trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli”.

Il bando, con una dotazione finanziaria complessiva di 21 milioni di euro, prevede aiuti alle imprese agroindustriali attive nel settore della trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli, che possono richiedere contributi per la realizzazione di opere edili, acquisto di macchinari, impianti e attrezzature. La spesa massima ammissibile per domanda è di 2 milioni di euro e la spesa minima di 300 mila euro.

“Con il provvedimento di oggi rispondiamo prontamente alle necessità espresse dal comparto dell’agroindustriache ha bisogno di più tempo nell’espletare le procedure per partecipare al bando. Si conferma infatti la volontà da parte della Regione nel dare maggiore possibilità alle imprese piemontesi che intendono investire in nuovi processi produttivi e in tecnologie innovative, rendendole più competitive”, dichiarano il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e l’assessore all’Agricoltura e Cibo Marco Protopapa.

Il complesso di Mirafiori dalla prima 500 all’elettrico

L’automotive a Torino / 1

Mirafiori, il più grande complesso di FCA al mondo, è stata la culla di auto che hanno segnato la storia dell’automobilismo mondiale. La sua inaugurazione risale al 1939 in un’Italia che stava per affrontare l’entrata in guerra, ma il nuovo complesso ha avviato la sua attività di fabbrica di automobili solo dopo la fine del conflitto mondiale.

Mirafiori è stata testimone, alla fine degli anni ‘50, della produzione della prima 500 con cui partì la motorizzazione di massa. Infatti, nonostante all’epoca la Fiat 600 stesse riscuotendo successo, il presidente Vittorio Valletta affidò a Dante Giacosa la realizzazione di una nuova vettura economica partendo dai disegni di Hans Peter Bauhof, impiegato nella sede tedesca della Fiat. Vennero prodotti i primi prototipi solo per quanto riguarda l’estetica della vettura, fino a raggiungere il giusto compromesso tra aerodinamica e spazio interno. La Nuova 500 viene così lanciata nel 1957: inizialmente non convince la l’allestimento spartano e la meccanica rudimentale del motore, ma pochi mesi dopo il tutto viene ottimizzato e l’estetica migliorata di nuovi dettagli.

Nella sua lunga carriera – fino al 1977 – la Nuova 500 viene proposta in numerose varianti, sia a livello di carrozzeria come la Giardiniera, sia a livello di prestazioni come con il modello Sport; l’ultimo modello prodotto è la 500 R 1975 che riprende i canoni delle sue antenate: semplificazione e spartanità. La versione di maggiore successo è stata senza dubbio la 500 F, lanciata nel 1965, premiata per le finiture cromate all’esterno e nell’abitacolo, il motore potenziato e l’aumento di capienza del serbatoio. Ad oggi, Mirafiori è rinata con l’avvio dell’era elettrica: nel 2019 in occasione degli 80 anni del complesso, FCA ha annunciato l’intenzione di fare dello storico stabilimento, la casa della nuova generazione della 500, il primo modello 100% elettrico, investendo una cifra pari a 700 milioni di euro per allestire linee di assemblaggio nuove, altamente automatizzate e creare un Battery Hub, un centro di competenza per le batterie.

Avviata nella seconda metà del 2020, poco prima dell’annuncio della storica fusione con PSA Group – racchiude Peugeot, Citroën, DS Automobiles, Opel e Vauxhall Motors – che ha dato vita al colosso Stellantis, la produzione della 500 elettrica impiega circa 1200 addetti con una capacità massima di 80.000 unità l’anno ed è stata accompagnata dalla realizzazione, sempre a Mirafiori, dell’ambizioso progetto di applicazione della tecnologia Vehicle to Grid il quale consente, tramite sistemi di carica capaci di far viaggiare l’energia in entrambe le direzioni – dalla rete dell’auto e viceversa -, di utilizzare le auto stesse come riserve da cui l’energia possa essere prelevata per stabilizzare il sistema nei momenti critici. Infine lo scorso ottobre, Stellantis ha annunciato lo spostamento a Mirafiori dell’intera produzione delle Maserati Ghibli e Quattroporte, prima assemblate a Grugliasco, con la creazione de Stellantis Turin Manufacturing District, il quale guiderà Maserati nel passaggio graduale all’elettrico, mantenendo la produzione della 500 elettrica e della prossima generazione.

Giulia De Sanctis

I valori della Giornata della Memoria

Il Coordinamento Nazionale dei Docenti della disciplina dei Diritti Umani in occasione della Giornata della Memoria, che si celebra il 27 gennaio di ogni anno, intende fare una profonda e doverosa riflessione storica per ricordare questa data fortemente simbolica e commemorare tutte le vittime della politica dell’odio nazifascista.

Il 27 gennaio è il giorno in cui il mondo intero ricorda le vittime della Shoah, cioè lo sterminio del popolo ebraico da parte dei nazisti, ma ricorda anche rom, sinti, prigionieri di guerra sovietici, oppositori politici, testimoni di Geova e altri nemici di Hitler.
La giornata commemorativa è stata istituita dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 1° novembre 2005 con la Risoluzione 60/7 e ricorda lo storico momento in cui le truppe sovietiche dell’Armata Rossa abbattevano i cancelli di Auschwitz rivelando al mondo, per la prima volta, l’orrore del genocidio.
In Italia già nel 2000, cinque anni prima della Risoluzione ONU, la legge n. 211 del 20 luglio istituì il 27 gennaio Il Giorno della Memoria, al fine di ricordare la Shoah, ma anche le leggi razziali approvate sotto il fascismo, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, tutti gli italiani che hanno subito la deportazione, la prigionia, la morte.
La Giornata della Memoria ci insegna ogni anno, attraverso quella che è certamente la pagina più orribile della storia del genere umano, come anche nella vita quotidiana sia importante intervenire in tempo e non girare lo sguardo dall’altra parte quando un uomo o un popolo vengono offesi e discriminati.
La memoria della Shoah ci spinge certamente a interrogarci non solo sulle responsabilità di chi ha compiuto quelle atrocità, ma anche su quelle di chi con il silenzio complice le ha, in qualche modo, favorite perché è rimasto indifferente, perché non ha voluto vedere, perché toccava agli altri.
Fu infatti in questo clima di indifferenza collettiva verso le disumanità perpetrate gradualmente che nel cuore dell’Europa la politica dell’odio razzista e antisemita trascinò l’umanità nel più profondo baratro e la falce della morte del regime totalitario di Adolf Hitler strappò la vita a 6 milioni di ebrei, trascinò negli inferi il diritto, la scienza, la cultura e sporcò per sempre la coscienza di chi vide, seppe, ma tacque.
Ad aggravare il clima già rabbioso e antisemita fu certamente il razzismo scientifico che malefico e inarrestabile costruì false tesi di disuguaglianza genetica contro l’uguaglianza umana e propagandò teorie senza fondamento sull’inferiorità di un popolo che, per tale ragione, fu sterminato dalla scienza prima ancora di essere sterminato dal gas e dai forni crematori.
E tutto questo accadde davanti agli occhi indifferenti di una Europa attraversata da tempo ormai da sentimenti razzisti e antisemiti. Quando poi ogni poro del tessuto sociale fu avvelenato dall’odio e iniziò a produrre i primi germogli malati, tra 1938 e il 1945, il regime nazista ideò, pianificò e condusse il più brutale e incomprensibile genocidio dell’umanità.
Troppe colpe secondo i gerarchi nazisti avevano gli ebrei. Colpe storiche, colpe recenti, colpe inaccettabili.
In una Germania affamata e in ginocchio a causa delle riparazioni di guerra, in questa terra che avrebbe avuto bisogno di un altro tipo di conduzione politica di resurrezione, i nazisti iniziarono a saziarsi unicamente attraverso l’odio dell’uomo contro uomo.
Questa volta fu il diritto ad autorizzare il popolo ad odiare: le Leggi di Norimberga furono la manifestazione più orribile e spietata del Male sulla terra.
La Legislazione antisemita partì dal ghetto, simbolo della segregazione razziale, proseguì con le deportazioni nei centri di sterminio e si concluse con la soluzione finale della questione ebraica: la distruzione di un popolo innocente.
Il Nostro Paese in questi anni non fu immune del male. Tra il 1938 e il 1945 furono emanati provvedimenti legislativi ed amministrativi che resero impossibile la vita degli ebrei.
Come tante volte ha ricordato la senatrice Liliana Segre, il binario 21 della stazione di Milano veniva considerato un treno di sola andata, perché i prigionieri che partivano da questo binario andavano incontro a morte certa, perché Auschwitz, diversamente dal motto posto all’ingresso del lager, ARBEIT MACHT FREI, non rendeva liberi attraverso il lavoro. Ad Auchwitz non c’era posto per la parola libertà.
Auschwitz era il logorìo della carne e dell’anima, era poche gocce d’inchiostro sulla pelle in cambio di una identità perduta per sempre, era il pianto dei bambini rimasti per sempre bambini, era l’urlo di chi uccideva e il silenzio di chi moriva, era un maledettissimo magnete in cui l’uomo seppe catalizzare tutta la sua malvagità.
Auschwitz fu “quell’atomo opaco di male” che trasformava gli uomini in animali selvaggi, denutriti, affamati di cibo e di amore, fu l’umanità dimenticata da Dio, come troppe volte si è detto non trovando nessuna umana giustificazione.
Il CNDDU in occasione della Giornata della Memoria che rappresenta la più grande violazione dei Diritti Umani vuole ribadire a piena voce che non possiamo dimenticare gli uomini che hanno subito la violenza delle Leggi Razziali e che a causa di queste ultime sono state strappate alla vita.
Il CNDDU come sempre, durante le giornate commemorative che spingono a profonde riflessioni sui Diritti Umani negati, violati, dimenticati, rivolge un accorato appello ai colleghi docenti della scuola italiana affinché si facciano portatori di tutti i più nobili valori umani e sensibilizzino gli studenti, attraverso progetti e iniziative, al dialogo interculturale, baluardo indispensabile contro il razzismo quotidiano.
L’iniziativa che proponiamo quest’anno si intitola La farfalla gialla di Terezìn e fa riferimento a un disegno di una bambina ebrea che insieme ad altri 15 mila bambini visse nel campo di concentramento di Theresienstadt (Terezìn), in Cecoslovacchia. Più volte la senatrice Liliana Segre ha ricordato “quella bambina di Terezìn che prima di essere uccisa ha disegnato una farfalla gialla che vola sopra i fili spinati”.
Chiediamo quindi ai docenti della scuola italiana di far realizzare ai propri studenti farfalle gialle che riportino sulle ali il numero di matricola dei prigionieri ebrei morti o sopravvissuti alla Shoah.
Siate sempre come la farfalla gialla che vola sopra i fili spinati.
Questo ha chiesto e chiede Liliana Segre ai giovani. Quest’anno sentiamo di farci portavoce di questo suo straordinario augurio.
Il 27 gennaio mettiamo una farfalla gialla sulla porta di ogni classe e una farfallina gialla su ogni banco come antidoto al male, come luogo di memorie vive, come simbolo di una scuola che educa al giusto e al bene.
“Coltivare la memoria è ancora oggi un vaccino prezioso contro l’indifferenza e ci aiuta, in un mondo così pieno di ingiustizie e di sofferenze, a ricordare che ciascuno di noi ha una coscienza e la può usare”.

Prof.ssa Rosa Manco
CNDDU

Torino – Lione, incontri sui prossimi cantieri

Regione Piemonte e TELT anticipano le informazioni sulle cantierizzazioni ai 5 Comuni interessati

 

Aggiornare le comunità locali interessate ai prossimi passi sul territorio per la realizzazione del collegamento ferroviario merci e passeggeri Torino-Lione. Si è svolto in questa prospettiva, stamattina a Torino, l’incontro convocato dalla Regione Piemonte,  a cui erano invitati TELT e gli amministratori dei cinque Comuni coinvolti nelle prossime cantierizzazioni in Italia: Chiomonte, Giaglione, Salbertrand, Susa e Torrazza Piemonte.

Al centro dell’appuntamento due dossier: il Progetto Esecutivo di prima fase (PE1) che descrive le opere di cantierizzazione preliminare dei siti italiani della nuova linea, e il Piano di Utilizzo delle Terre e rocce da scavo (PUT), che presenta il funzionamento della valorizzazione dei materiali scavati del tunnel di base lato Italia.

Nel corso dell’incontro i Comuni sono stati informati preliminarmente dei contenuti di questi documenti che nei prossimi giorni il promotore pubblico invierà formalmente ai Ministeri della Cultura, della Transizione Ecologica, delle Infrastrutture e della mobilità sostenibili, oltre che alla Regione Piemonte.

La riunione ha permesso di illustrare le attività di cantierizzazione comuni a tutti i cantieri e che anticipano lo scavo del tunnel di base: indagini archeologiche, risoluzione delle interferenze, predisposizione delle aree di lavoro e definizione del piano di sicurezza, realizzazione delle vie di accesso, viabilità perimetrali e recinzioni, impianti d’illuminazione e sorveglianza. Inoltre il Progetto Esecutivo di prima fase affronta in maniera organica tematiche ambientali e operative che saranno poi linee guida vincolanti per le imprese al lavoro. I successivi Progetti Esecutivi saranno redatti direttamente dalle imprese che realizzeranno i lavori, seguendo il medesimo iter di approvazione.

Nel corso dell’incontro è stato anche condiviso il Piano di Utilizzo delle Terre, che abbraccia tutti i cantieri in Italia per l’intera durata dei lavori. L’evoluzione dei cantieri lato Italia apre infatti la fase di gestione dei materiali di scavo che TELT si è data l’obiettivo di riutilizzare per oltre il 50%.

“La pace bene supremo”

Il Coordinamento interconfessionale del Piemonte “Noi siamo con voi”, dichiara la propria adesione alla giornata mondiale di preghiera per la pace in Ucraina e nel mondo, proclamata da Papa Francesco.

La pace bene supremo, la pace la fratellanza di tutti, la pace che sappia dar tregua alle nostre ansie”

Anche noi del Coordinamento interconfessionale del Piemonte facciamo nostro l’accorato appello di Papa Francesco perché mercoledì 26 gennaio sia una giornata di preghiera per la pace. I venti di guerra che soffiano sempre più impetuosi in Ucraina ci impegnano più che mai ad essere operatori di pace in un mondo che fra mille fuochi di guerra, sta ormai combattendo una sorta di terza guerra mondiale a pezzi.

Oggi più che mai, ni credenti non dobbiamo dimenticare che non c’è disarmo senza coraggio, non c’è soccorso senza gratuità, non c’è perdono senza verità. Questi presupposti costituiscono l’unica via possibile per la pace; dobbiamo testimoniare che la capacità di contrastare il male non sta nei proclami, ma nella preghiera; non nella vendetta, ma nella concordia; non nelle scorciatoie dettate dall’uso della forza, ma nella forza paziente e costruttiva della solidarietà. Perché solo questo è degno dell’uomo.

Giampiero Leo portavoce del Coordinamento interconfessionale “Noi siamo con voi”