ECONOMIA E SOCIETA'- Pagina 11

Torino città gemellata

Sono molti gli accordi e i legami come “twinned town” della nostra citta’.

Sara’ capitato a molti di leggere dei vistosi cartelli bianchi all’entrata di una citta’ o di un paese con l’indicazione di gemellaggio con un altro luogo del mondo. Oramai e’ una pratica usuale, ma non tutti  sanno che questo simbolico, ma anche concreto, legame tra  localita’, talvolta molto lontane tra loro, si e’intensificato durante la Seconda Guerra Mondiale dopo le unioni intraprese nei primi anni del 1900 e le “amicizie” tra entita’ non statali della Francia e Germania moltissimi anni prima. Le ragioni di questi consorzi tra centri possono essere diverse come, per esempio, avere lo stesso nome, come e’ accaduto tra Toledo in Spagna e Toledo in Ohio,  la condivisione di obiettivi in ambito culturale, politico, economico o l’appartenere alla medesima comunita’ di destino. Questo rapporto tra autonomie locali si puo’definire “diplomazia cittadina” e si traduce effettivamente in tutta una serie di attivita’ che operano in parallelo con convenzioni internazionali, rapporti tra ambasciate e governi. `Oltre ai “gemellaggi” esistono anche degli “accordi” sottoscritti tra autonomie locali; l’ente responsabile all’autorizzazione nel caso dei primi e’ il Dipartimento per gli Affari Regionali e le Autonomie (DARA) della Presidenza del Consiglio dei Ministri, nel secondo caso invece interviene il Ministero degli Esteri. Nei fatti questi legami formali si traducono in viaggi e visite reciproche, scambi culturali, partecipazione condivisa ad eventi e a tematiche importanti come la sostenibilita’ o altri argomenti di interesse comune. Prima di far partire un processo di “associazione” e’ necessario conoscere la cultura, la religione e i costumi  del luogo con cui si intende fare il gemellaggio sia in maniera informale, che attraverso la creazione di progetti comuni,questo per esaminare e poi confermare che ci siano tutte le condizioni per una alleanza.

Torino e’ una citta’ molto partecipe da questo punto di vista e colleziona ben 31 relazioni internazionali tra gemellaggi e accordi.

Il piu’ vecchio e’ quello del 1957 con citta’ francese di Chamberya seguito del quale si sono attuati molti progetti culturali, sportivi, legati all’innovazione, ma anche scolastici e universitari.

Nel 1958, invece, si realizzo’ quello con Colonia, Esch-sur-Alzette, Liegi, Lille e Rotterdam firmato per promuovere l’integrazione e la solidarieta’ tra citta appartenenti alla Comunita’europea. Le attuali collaborazioni tra questi centri sono dedicate agli scambi tra i giovani e alla cultura, ma riguardano anche le politiche urbane ed economiche.

Anche negli anni ’90 furono diversi i gemellaggi  a cui e’ stata data vita:

con il Guatemala, per esempio, proposta dal Premio Nobel per la Pace Rigoberta Menchú, cittadina onoraria di Torino dal 1992, scaturita dopo la firma degli Accordi di Pace del Guatemala del 1996; con l’americana Detroit per promuovere scambi economici, scientifici, tecnologici e culturali, con Ekaterinburg della Federazione Russa e con Gaza City. Nel terzo millennio, invece, le “amicizie” stipulate da Torino sono state quella con Zlin della Repubblica Ceca, con cui si collabora anche in campo cinematografico, multimediale e audiovisivo, con le cinesiWenzhou, Shenzhen e Shenyang per cementare ulteriormente i rapporti tra i due paesi, con Skopje, in Macedonia, che ha favorito una cooperazione in fatto di protezione dell’ambiente edenergetica, istruzione, cultura, patrimonio archeologico e storico, la cooperazione tra professori, ricercatori e studenti e gli scambi tra le università; e poi ancora ci si e’ “legati”  a Yangon in Myamar, San Pietroburgo, Salvador de Baja, Salt Lake City, Rosario in Argentina, Praia Capoverde, alla giapponese Nagoya, Nantes, L’Avana, Haifa in Israele, Gwanju in Corea, Glasgow, Cannes, Bacau in Romania a diverse altre.

MARIA LA BARBERA

Una vita selvaggia fra i lupi italiani

LA RAGAZZA DEI LUPI

Molto interessante il saggio di Mia Canestrini, giovane ‘lupologa’ italiana, sia per professione, che per indole personale.

In un non lunghissimo testo, con il tratto veloce e conciso di chi sa comunicare, c’è tutto sulla sua vita, il contatto con la natura e un’infanzia passata in un paradiso ambientale come l’appennino tosco-emiliano.

E’ un’esistenza già segnata dalla sua infanzia, anni verdi con le orecchie già accarezzate da storie di lupi, avvistamenti, pericoli, leggende, paura e fascinazione. Si tratta di tratti ancora infantili e in seguito adolescenziali, che tracceranno però solchi profondi sulla sua vita di adulta.

Nel volume c’è infatti molto sulla vita di una ragazza intelligente, avventurosa, colta e capace, quanto della realtà di un animale immaginifico come il lupo, da sempre lontano e vicino di vita con noi umani, con le sue realtà e le fantasie sulla sua supposta ferocia.

Iscritta alla facoltà di Scienze Naturali e poi specializzata in Conservazione della biodiversità animale, Mia passa oltre dieci anni principalmente nel Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-emiliano con il ruolo di Tecnico per i progetti LIFE dell’Unione Europea, la salvaguardia dei lupi e loro coesistenza con le persone che vivono su alpi e appennini.

Con il coinvolgimento emotivo di un romanzo, viene tracciata la sua vita operativa in mezzo a boschi e montagne, seguendo gli spostamenti dei branchi, ricercando resti escrementizi dei lupi da gestire in laboratori attrezzati per mapparne alimentazione, età e malattie; e poi cuccioli da salvare, adulti da curare, verifiche sui danni da predazione.

Con minuziosità, il libro della Canestrini pubblica foto sulle tante fototrappole posizionate sui passaggi di esemplari solitari e branchi, commentando gli appostamenti di volontari e del personale addetto, gli incontri con pastori (spesso vittime economiche delle predazioni) e leoperazioni congiunte con i Carabinieri Verdi, verifiche sui resti di razzie su animali domestici, in un ritmo di scrittura affascinante e per niente cattedratico.

Questo libro interessa poi un pubblico non solo residente nei luoghi citati dal libro. Infatti i branchi, inizialmente partiti da est, oltre che scendere sull’appennino, si sono moltiplicati e spostati – lentamente ma progressivamente – verso occidente, arrivando in Val di Susa, Chisone, e la vicina Francia alpina.

Il lupo assurge sempre di più, perciò, a presenza nuovamente globale.

Dietro questi dati statistici, soggiace inoltre la parte più filosofica e archetipica della figura di questo meraviglioso animale (per l’autrice, di un sacro valore esistenziale), da noi temuto, spessoamato, sempre rispettato.

Sono, queste, pagine fitte di incontri e collaborazioni entusiasmanti con le tante persone che hanno interagito con l’autrice per lunghi anni, fino a che .. come in una moderna fiaba, i lupi le hanno fatto trovare l’amore.

FERRUCCIO CAPRA QUARELLI

Mia Canestrini, LA RAGAZZA DEI LUPI, La mia vita selvaggia tra i lupi italiani, Piemme editore, 220 pagine

“Innesti Solidali”: un weekend di formazione gratuito sull’agricoltura sociale

È in programma sabato 5 e domenica 6 ottobre in borgata Paraloup

 Iscrizioni aperte per il weekend intensivo di formazione e scambio di buone pratiche in programma sabato 5 e domenica 6 nella borgata Paraloup di Rittana (Cuneo). E’ uno dei tasselli di “Innesti Solidali“, il progetto di Arci Piemonte per la promozione e valorizzazione dell’agricoltura sociale in Piemonte, finanziato dal Ministero del Lavoro e delle politiche sociali nell’ambito del “Bando 7” in collaborazione con la Regione Piemonte.

Destinatarie sono sia le aziende agricole sia lavoratori e lavoratrici che vogliono ricevere formazione per comprendere quali siano gli strumenti per coinvolgere la comunità in cui operano, avere un impatto sui territori dove hanno sede e strutturare collaborazioni concrete con gli altri attori agricoli del territorio.

Oggi, sono sempre più le aziende agricole che attraverso iniziative specifiche – che hanno un risvolto di carattere socio-sanitario, ricreativo, di formazione e inserimento lavorativo – coinvolgono fasce di popolazione svantaggiate e a rischio di emarginazione sociale. L’agricoltura sociale si è sviluppata molto negli ultimi anni in Italia: imprese agricole, cooperative sociali, associazioni, scuole e altri attori realizzano attività per l’inserimento sociale e lavorativo di persone svantaggiate, servizi per la popolazione e svariate attività che concorrono al miglioramento della qualità della vita delle persone.

La formazione del progetto “Innesti solidali” è in programma a Paraloup, Rittana (CN), piccola borgata partigiana situata a 1400 metri d’altitudine, rivitalizzata grazie al lavoro della Fondazione NutoRevelli. La partecipazione al workshop è gratuita: i costi di vitto e alloggio sono interamente coperti dall’organizzazione.

Per partecipare è obbligatorio compilare il form di iscrizione https://forms.gle/LLhnK11i6r6MJzMu9 o scrivere a piemonte@arci.it entro il 27 settembre alle 20. Tutte le informazioni sono disponibili sul sito www.arcipiemonte.it e sulle pagine social di Arci Piemonte (www.facebook.com/arcipiemonte/ e https://www.instagram.com/arci_piemonte/).

L’iniziativa è realizzata in collaborazione con la Rete Humus  (www.humusjob.it), rete di aziende etiche che praticano la condivisione per un lavoro regolare nell’ambito dell’agricoltura, e con il Comitato Arci Cuneo Asti, la Fondazione NutoRevelli e il Comune di Rittana.

Un successo l’Italian Tech Week

Dal 25 al 27 settembre 2024, le OGR di Torino hanno ospitato la quarta edizione dell’Italian Tech Week, uno degli eventi più attesi nel panorama dell’innovazione tecnologica in Italia. Quest’anno, l’evento si presenta con un programma ampliato e ancora più ricco, capace di attirare l’attenzione sia dei professionisti del settore che degli appassionati del digitale.

Tre giorni di innovazione e networking

La rassegna si è svolta negli spazi di Sala Fucine, Duomo e Binario 3 delle OGR con la  possibilità di assistere a presentazioni di esperti, interviste, dibattiti e masterclass, oltre a visitare una tech expo dove saranno esposti i prodotti e le soluzioni più innovative. Non sono mancate inoltre preziose occasioni di networking, pensate per mettere in contatto imprenditori, investitori e innovatori.

Ospiti di caratura internazionale

Tra i momenti clou della manifestazione, spicca la partecipazione di Sam Altman, co-fondatore e CEO di OpenAI, che ha dialogato dal palco con John Elkann, CEO di Exor e Presidente di Stellantis e Ferrari.

Oltre a loro, il programmaha visto  la partecipazione di figure di spicco del panorama tecnologico e imprenditoriale mondiale come Mike Volpi di Index Ventures, Doug Leone di Sequoia, Benedetto Vigna di Ferrari e molti altri, tra cui Robert Gentz di Zalando, Ilkka Paananen di Supercell e Taavet Hinrikus di Wise.

Un evento per l’ecosistema italiano dell’innovazione

Organizzato da Vento e Exor Ventures, in collaborazione con GEDI Gruppo Editoriale, OGR Torino e Fondazione CRT, l’Italian Tech Week rappresenta una piattaforma di incontro fondamentale per l’ecosistema dell’innovazione italiano. L’obiettivo è promuovere il dialogo e la collaborazione tra i protagonisti dell’industria tecnologica, offrendo allo stesso tempo ispirazione e conoscenza ai giovani talenti e agli imprenditori emergenti.

(foto archivio)

Colpa del cliente o del negoziante?

In periodi di crisi, qual è il nostro attualmente, si assiste da più parti ad un rimbalzo di responsabilità per giustificare gli scarsi ricavi ed i negozi vuoti e, per contro, i prezzi alti e la qualità non sempre adeguata al prezzo.

In un sondaggio effettuato presso circa cento commercianti di tutta Italia, di quasi tutti i settori merceologici, è emerso come la causa principale sia stata addebitata all’e-commerce, cioè a quella moderna forma di commercio che ti permette, senza muoverti di casa e senza dover prelevare, di acquistare ormai ogni genere di articolo (dagli alimentari al vestiario, dalla tecnologia agli hobbies, agli attrezzi da lavoro) con la garanzia del rimborso (anche in caso di errato acquisto), avvalendosi di recensioni e sul confronto con altri siti.

Ma l’aspetto più determinante, specie in periodo di crisi, è il costo; sui siti di e-commerce, in particolare alcuni di provenienza cinese, il costo è decisamente ridotto rispetto al negozio tradizionale, a onore del vero spesso a scapito della qualità.

Subito dopo, in ordine di importanza, i commercianti attribuiscono la crisi del settore alla tendenza, da parte dei clienti, di spendere meno di un tempo, di andare nei supermercati anziché nei negozi di vicinato costringendo così i commercianti alla chiusura.

Ovviamente, perché un’indagine di mercato sia attendibile, è necessario ascoltare anche il rovescio della medaglia: i clienti, chi effettua gli acquisti, si sono espressi com’era prevedibile in modo diverso.

Cominciamo col dire che i quartieri moderni vengono progettati privi di esercizi commerciali, costringendo comunque i residenti a rivolgersi alla GDO per la spesa settimanale, rinunciando a quella quotidiana.

La mancanza di tempo, i ritmi stravolti rispetto a trent’anni fa, costringono a concentrare tutti gli acquisti in un unico luogo anziché rivolgersi al panettiere, al fruttivendolo, al macellaio, al negozio di casalinghi o alla drogheria come facevano i nostri nonni.

Ma una grossa parte della crisi dipende sicuramente dalla scarsa professionalità dei commercianti: per ammissione stessa di alcuni di loro, molti dipendenti decidono di fare il salto di qualità diventando imprenditori, decidendo che non vogliono più essere sfruttati, passando dall’altro lato della barricata.

Com’è intuibile, saper affettare bene il prosciutto o servire la cliente che vuole l’olio extravergine è molto diverso dal saperli acquistare, dall’amministrare correttamente un’impresa a cominciare dalla gestione del locale, dei dipendenti per passare agli acquisti, all’amministrazione fino agli adempimenti legislativi.

Ecco perché alcuni negozi, aperti da chi dopo vent’anni da dipendente voleva migliorare la propria vita, chiudono miseramente dopo due-tre anni (quando va bene) per i troppi debiti accumulati ed i pochi clienti.

Stamane ho parlato di questo argomento con un negozio di alimenti tipici in Trentino: prezzi folli (rapportati alla qualità), nessun cliente all’interno; ho domandato perché, in una località turistica ancora affollatissima, il suo negozio fosse vuoto. Per tutta risposta quello che suppongo fosse uno dei titolari mi dice che loro si basano sugli autobus di comitive, che i loro clienti acquistano molti oggetti (Pinocchio era un dilettante al confronto) e dunque il loro ricavo proviene da lì. Giusto per spiegargli cosa avevo percepito io, sottolineo che se lui abbassasse i prezzi (un fiasco da 1,5 litri di vino IGT a 10 euro è un furto) anche altri clienti, non in comitiva, si fermerebbero ad acquistare lì anziché andare a riempire i carrelli in un negozio poco distante.

In altre parole, questo negozio può essere paragonato alla Liguria che deve ringraziare la vicinanza con città come Milano e Torino, che preferisce prendere moltissimo a pochi clienti mentre esercizi commerciali condotti in modo più accurato si basano sulla quantità di clienti, accontentandosi di ricavi pro capite inferiori, come ad esempio l’Emilia-Romagna.

Il Salento, nell’estate appena trascorsa, ha dimostrato che la prima è la teoria dei perdenti; prezzi rincarati decine di volte rispetto a qualche anno fa, hanno ottenuto l’effetto di vedere ripartire i vacanzieri verso località meno esose.

D’altra parte, un semplicissimo calcolo aritmetico fa comprendere come lo stile Emilia-Romagna di cui sopra sia quello vincente; se un locale ha mille clienti, avrà mille portavoce che lo pubblicizzano; se i clienti sono diecimila ecco che la cassa di risonanza diventa dieci volte più potente. Inoltre, aumentando il numero di clienti è possibile che anche la composizione geografica si diversifichi, consentendo di farsi conoscere in zone finora non raggiunte.

In definitiva, questo (ma non è l’unico) criterio dovrebbe essere il primo a venir adottato quando il bilancio dell’impresa tende al rosso.

Chi di voi ricorda lo scandalo Parmalat? Con la crisi aziendale molti fornitori vantarono crediti immensi (ad esempio l’azienda che produceva i contenitori del latte). Il curatore fallimentare disse loro semplicemente che se avessero pazientato ancora qualche mese, proseguendo la produzione sarebbero entrati nuovi capitali che avrebbero, poco alla volta, ripianato i debiti; l’alternativa era aspettare chissà quanto, forse inutilmente; i creditori accettarono la proposta.

I negozianti in crisi dovrebbero agire in modo uguale: spennare i pochissimi che entrano mantenendo i prezzi invariati, o attirare capitali freschi abbassando i prezzi e/o praticando vendite promozionali?

Sergio Motta

Stati Generali Logistica del Nord Ovest snobbati dalla politica

 

Evento importante per il rilancio della economia e del lavoro del Vecchio Triangolo Industriale anche se snobbato dalla politica.

Caro Direttore,
Come vediamo dal dibattito sulla Legge Finanziaria le difficoltà a finanziare misure importanti come gli sgravi fiscali o le risorse alla Scuola e alla Sanità derivano dalla bassa crescita economica e dall’alto Deficit.  Uno dei settori più importanti che può contribuire a aumentare la crescita del PIL è quello delle infrastrutture e della logistica.
Gli Stati Generali della Logistica del Nord Ovest , un’area che vale quasi un terzo del PIL italiano , rappresentano una occasione importante affinché le tre Regioni lavorino insieme a rendere più efficienti i trasporti e i collegamenti , quest’anno si sono tenuti a Milano.

Grande l’impegno dell’Assessora lombarda Claudia Terzi e della conduttrice Morena  Pivetti ma la assenza dei Presidenti di Regione, dei responsabili trasporti e logistica dei partiti oltreche’ dei consiglieri regionali non ha dato all’evento il peso politico necessario. La politica fa ancora fatica a capire che la logistica serve a dare maggiore competitività al sistema economico connettendolo attraverso le infrastrutture da quelle portuali,  stradali , ferroviarie agli interporti ai milioni di aziende che operano sul territorio nazionale e internazionale.

Se noi avessimo un sistema logistico efficiente come quello tedesco potremmo crescere di un punto in più di PIL all’anno che vogliono dire più posti di lavoro e benessere.
In Germania dove la logistica è molto considerata e’ il terzo settore per occupazione, quasi 3 milioni di posti di lavoro. In Italia superiamo di poco il milione.
Mentre l’industria e la economia italiana occupano la 8a o 9a posizione a livello mondiale , la nostra logistica si colloca solo al 19* posto a livello mondiale . L’obiettivo degli Stati Generali della logistica che si tennero per la prima volta a Novara nel 2016 era quello di gestire insieme connessioni e ricadute dei due grandi Corridoi ferroviari europei in costruzione, il Terzo Valico (la linea che collegherà il porto di Genova al centro dell’Europa ) e la TAV ( la linea che dalla Spagna attraversando tutta la pianura padana arriverà dopo Budapest, infrastrutture cioè che servono territori di più regioni nazionali e internazionali e le loro potenziali importanti ricadute sui nostri territori.
Tanti i problemi da affrontare , dalla efficienza del sistema doganale, al miglioramento dei collegamenti tra i porti liguri e il territorio circostante sino alla Svizzera e possibilmente anche alla Germania del Sud. Un altro tema importante è la formazione del personale sia per i ragazzi sia per i cinquantenni in mobilità che potrebbero , se formati, trovare nuove occasioni di lavoro. Purtroppo la presenza degli ITS dedicati alla  logistica sono ancora pochi mentre le aziende del settore hanno bisogno come il pane di trovare personale formato.
Un altro grande obiettivo da raggiungere e’ quello di riuscire a fare arrivare ai nostri porti le centinaia di migliaia di container che a causa della lentezza dei nostri controlli doganali decidono da anni di sbarcare a Anversa e a Rotterdam facendoci perdere tra tasse portuali, quota Iva e lavoro logistico 5-6 miliardi di PIL all’anno.
La decisione del Governo Draghi di costruire una nuova DIGA foranea al porto di Genova  consentirà alle mega navi di entrare nel porto , su cui puntava Cavour,  chiede a Regioni e operatori della logistica pubblica e privata di creare le condizioni affinché l’aumento dei traffici portuali dia ai nostri territori una maggiore  crescita economica del Paese.
Da questo punto di vista in questi anni si è andati avanti molto lentamente anche per la lentezza del decollo dello sportello unico doganale e delle oltreche sulla riforma degli interporti ….
Il Convegno ha sottolineato la grande importanza di continuare la politica degli incentivi al trasporto su ferro (Ferrobonus) e via mare (Autostrade del mare) due iniziative decollate nel 2008 e 2009 anche grazie al mio impegno di Sottosegretario ai trasporti . La assenza dei Presidenti oltre alla mancata firma di un nuovo protocollo di cose da fare da parte delle Regioni a partire dagli incentivi alle aziende affinché usino sempre di più il trasporto su rotaia invece di utilizzare il trasporto stradale.
Il Ferrobonus l’incentivo che istituimmo, per primo in Europa nel 2009 , può e deve essere implementato dalle varie Regioni ma per capirci a fronte della Puglia che stanzia 1 milioni , le tre regioni del Nord Ovest insieme raggiungono lo stesso impegno economico, troppo poco , soprattutto se pensiamo che visto l’intasamento del traffico sulle nostre autostrade e al problema dei nostri Trafori autostradali , noi dovremmo utilizzare molto di più iIl trasporto ferroviario.
Dai dati di Banca d’Italia e da quelli forniti ieri dalla Agenzia del Lavoro la logistica nel Piemonte vale tre punti in meno alla media nazionale e ci da’ ancora troppi precari .
In Piemonte occorre puntare di più sulla logistica perche’ dai porti liguri arriverà più traffico e perché la Lombardia ha poche aree a disposizione . Se solo portassimo la nostra regione alla media nazionale , il Piemonte crescerebbe di uno o due punti di PIL in più e si creerebbero nuove occasioni di lavoro per i giovani ma non solo.
Per far questo le notizie dei ritardi nella riparazione della frana che blocca la vecchia linea ferroviaria in Francia, l’ulteriore slittamento del termine dei lavori della TAV e della Asti Cuneo e i mancati interventi sulla Tangenziale di Torino sono freni allo sviluppo della economia e del lavoro che fanno molto incazzare i 40.000 piemontesi che riempirono nel 2018 Piazza Castello aderendo alla Manifestazione che organizzai coinvolgendo anche le madamin.
Mino Giachino
Responsabile piemontese trasporti e logistica di FDI

Bonus Mamme 2024, la comunicazione diretta all’Inps da parte delle lavoratrici

Di Patrizia Polliotto, Avvocato, Fondatore e Presidente del Comitato Regionale del Piemonte dell’Unione Nazionale Consumatori.

L’Inps ha reso noto che viene concessa la possibilità alle lavoratrici che hanno diritto al bonus mamme 2024 di comunicare direttamente all’Istituto nazionale di previdenza sociale i propri dati per l’esonero contributivo previsto dalla Legge di Bilancio fino alla fine del 2026. Ecco dunque che nei casi in cui il datore di lavoro della lavoratrice mamma non abbia provveduto a inserire i dati necessari alla fruizione della decontribuzione, tale operazione potrà essere eseguita direttamente dalla beneficiaria attraverso la piattaforma online dedicata dell’Inps.

Il bonus mamme 2024 è una misura che è stata pensata per supportare economicamente le donne con figli che lavorano. Più nel dettaglio hanno diritto alla decontribuzione tutte le madri lavoratrici dipendenti con almeno tre figli, di cui, almeno uno, di minore età. Il bonus mamma, come in parte già accennato, rimarrà attivo fino alla fine del 2026, anche se nel corso dei prossimi anni subirà delle modifiche sostanziali. Solo nel 2024, infatti, la misura interessa anche tutte le lavoratrici dipendenti con due figli fino al decimo anno del figlio più piccolo. Sempre escluso, invece, è il lavoro domestico.

Con il messaggio dell’Inps vengono apportare delle novità per quanto riguarda l’accesso al bonus mamme 2024. La fruizione dell’esonero non è legata alla presentazione di una domanda da parte della lavoratrice, la quale deve solo comunicare la propria volontà di beneficiare della misura al proprio datore di lavoro.

Per agevolare tale procedura e facilitare l’accesso delle lavoratrici alla misura, l’Inps ha chiarito che le mamme impegnate nel settore e pubblico e privato, titolari di un rapporto di lavoro a tempo indeterminato, possono comunicare al proprio datore anche il numero di figli e i codici fiscali degli stessi. Quest’ultimi sono dati fondamentali per poter beneficiare della misura, con l’Inps stesso che ha chiarito che la loro assenza porta, entro sette mesi dalla richiesta, alla revoca del beneficio.

E’ altresì utile ricordare in cosa si sostanzia questa misura. Si tratta di un esonero contributivo al 100 per cento della quota dei contributi previdenziali per l’invalidità, la vecchiaia e i superstiti a carico del lavoratore. La misura è prevista: fino al compimento dei 18 anni d’età del figlio più piccolo, nel caso di famiglie con tre figli; fino al compimento dei 10 anni d’età del figlio più piccolo, nel caso di famiglie con due figli (misura questa attiva solo nel 2024).

Vi è, infine, un limite massimo annuo di esonero contributivo che è pari a 3mila euro.

Per queste e altre esigenze è possibile contattare dal lunedì al venerdì dalle ore 9 alle 18 lo sportello del Comitato Regionale del Piemonte dell’Unione Nazionale Consumatori, con sede a Torino in Via Roma 366 ed a Pinerolo, in Viale Cavalieri d’Italia n. 14, al numero 0115611800 oppure scrivendo una mail a uncpiemonte@gmail.com, o visitando il sito www.uncpiemonte.it compilando l’apposito format.

Commissione Ambiente: sette milioni per la vigilanza ambientale all’Arpa

In Commissione Ambiente presieduta da Sergio Bartoli l’assessore Matteo Marnati ha presentato la modifica alla legge 18/2016 sull’Agenzia regionale di protezione ambientale (Arpa). “Senza incidere sul bilancio regionale, sono stati accantonati 7 milioni che saranno impegnati in particolare per la vigilanza e il controllo ambientale e per acquistare strumentazioni per le analisi”.
Dopo la nomina dei relatori Alberto Unia (M5s) e Roberto Ravello (FdI), la Commissione ha dato parere favorevole a maggioranza al disegno di legge di modifica che passerà ora al vaglio del Cal e della Commissione Bilancio.

Sempre in Commissione, l’assessore Marco Gallo ha presentato ai Commissari l’informativa sul programma di lavoro in merito alle Aree protette.
“I parchi naturali regionali interessano 178 Comuni per un’estensione di 150mila ettari (circa il 6% della superficie del Piemonte) e sono amministrati da 10 Enti di gestione delle aree protette (Egap) – ha detto l’assessore – il nostro obiettivo in questa legislatura è favorire la crescita dei parchi, valutando anche le opportunità di sviluppo economico e sociale, soprattutto nelle aree marginali del territorio”.
L’assessore ha parlato anche delle risorse a disposizione per una serie di azioni che riguardano la governance, la comunicazione e la pianificazione dei Parchi. “Le risorse dedicate nel bilancio, oltre a quelle per il personale e la gestione, sono 520mila euro per conservazione ed acquisizione di aree naturalistiche e 100mila auro per la tutela della biodiversità, che è il nostro capitale naturale”.
Si è parlato anche della lotta alle specie esotiche invasive e della annosa questione della convivenza tra l’uomo e il lupo.

Sono intervenuti i consiglieri: Sarah Disabato (M5s), Alice Ravinale (Avs), Roberto Ravello (FdI), Domenico Ravetti (Pd), Marco Protopapa (Lega).

Verde e agricoltura, torna Monferrato Green Farm

DALL’11 AL 13 OTTOBRE 2024
I VIVAI TORNANO TRA CONFERME E NOVITA’

 

Dall’11 al 13 Ottobre prossimi il Polo Fieristico Riccardo Coppo di Casale Monferrato ospiterà Monferrato Green Farm 2°edizione.

Si tratta dell’’innovativa Fiera del Verde e dell’Agricoltura che vede il coinvolgimento al loro ‘servizio’ degli altri comparti produttivi, Artigianato, Industria e Commercio in una prospettiva di crescita del territorio sostenibile per l’ambiente.

La scelta di Casale Monferrato, nel cuore di un territorio rurale patrimonio dell’Umanità Unesco, non è casuale, per la sua storia e le sue tipicità.

 

Ad organizzarla è la società casalese D&N Eventi Srl in collaborazione con Comune di Casale Monferrato, Unione dei Comuni della Valcerrina e Confartigianato Imprese Alessandria. L’iniziativa si svolge con il patrocinio di Città di Casale Monferrato, Provincia di Alessandria, Provincia di Mantova, Unione dei Comuni della Valcerrina, Associazione Comuni del Monferrato, Unione Collinare Terre di Vigneti e Pietra da Cantone e Camera di Commercio di Alessandria-Asti. Partner sono Confartigianato Imprese Alessandria,Confagricoltura Alessandria, Coldiretti Alessandria,  Apsroflor Comuni Fioriti, Associazione APS Madreselva, Istituto Luparia di San Martino di Rosignano, Fattoria del Toce, Ediltecnica, Ferrari BK, Vivai Varallo, Locanda dell’Arte, Arte e Party, mentre sponsor sono Cosmo e Amc.

 

Sono ben cinque le aree all’interno della Fiera che si potranno visitare:

 

Agricoltura

Vivai

Area di esposizione e mostra di animali

Salone delle Eccellenze Alimentari

Benessere e cura naturale della persona

 

 

Le aziende espositrici partecipanti alla Green Farm, frequentatrici di Fiere Nazionali importanti del settore, provengono da altre Regioni, oltre a quelle locali e piemontesi, e riguardano tutte le cinque principali categorie della Fiera.

 

Come nel caso dei VIVAI con la presenza di importanti aziende provenienti anche dal Veneto e dalla Liguria e nelle macro aree ad essi assegnate, si potranno ammirare tipologie di piante che spaziano dalle Aromatiche, ai Bulbi, Piante Fruttifere, Piante Grasse, Frutti Antichi, Rose Antiche, Foglie Grigie, Orchidee, fiori ed altre tipologie.

L’eco design dell’allestimento interno ispirato al mondo del verde che verrà realizzato e che caratterizzerà la Fiera, è a cura del garden designer, Marco Marinone in collaborazione con importanti realtà commerciali del territorio: Vivai Varallo, l’azienda Provera ed Ediltecnica con il marchio Ferrari Bk (quest’ultima con alcuni suoi relatori in sinergia con altri ospiti qualificati, svolgeranno nella giornata di venerdì 11 Ottobre un importante convegno sul BK RICE di FERRARI BK: la rivoluzionaria soluzione edilizia che coniuga sostenibilità e innovazione)

 

Lo stile sopra citato riguarderà soprattutto alcune zone focus della Manifestazione: il Campus, dove si svolgeranno gli eventi scientifici e culturali e lo spazio “Arte” a cura del maestro Pier Giorgio Panelli e dell’Associazione Echorama.

 

L’ingresso al pubblico è gratuito e a percorso libero.

ORARI:

Venerdì 17:00 – 23:00

Sabato/Domenica 10:30 – 23:00

SITO WEB

https://www.monferratogreenfarm.it

Piemonte: 15 appuntamenti di pulizia ambientale con Plastic Free

Nel weekend 28-29 settembre per l’evento nazionale “Sea & Rivers”

 

L’onda blu dei volontari di Plastic Free Onlus torna in azione per un intero fine settimana dedicato alla tutela di mari, fiumi e corsi d’acqua. Si terrà sabato 28 e domenica 29 settembre, infatti, l’evento nazionale “Sea & Rivers” organizzato dall’associazione ambientalista impegnata dal 2019 nel contrastare l’inquinamento da plastica e il suo abuso nella vita quotidiana. In tutta Italia ci saranno ben 234 appuntamenti di pulizia ambientale delle coste e degli argini per liberare la natura da tonnellate di rifiuti. Sarà protagonista anche il Piemonte con 15 iniziative: sabato 28 ad Alessandria e Capriata d’Orba (AL), Borgaro TorineseCuorgnè e Strambino (TO), Borgo San Dalmazzo (CN), Gravellona Toce (VB) e Ponderano (BI); domenica 29 a TorinoMoncalieriAlpignano e Pianezza (TO), Fossano (CN) Vercelli e Novara.

 

Ma “Sea & Rivers” sarà soprattutto un grande momento di riflessione sulle condizioni ambientali in cui versa il nostro pianeta e di sensibilizzazione verso cittadini, istituzioni e imprese sulle conseguenze dei materiali plastici, sempre più pervasivi nella nostra quotidianità. Moltissimi report e ricerche scientifiche affermano che, nel 2050, nei nostri mari avremo più plastica che pesci, con inevitabili ricadute sulla salute umana. Ciò è già, purtroppo, confermato da recenti studi che hanno dimostrato la presenza di micro e nanoplastiche persino nel latte materno, nel sangue, nei tessuti e nelle vie respiratorie.

 

A supportare l’evento Plastic Free, sarà MINI, brand automobilistico che, attraverso il manifesto BIG LOVE FOR THE PLANET sostiene da tempo la salvaguardia ambientale attraverso un impegno costante e concreto.

 

“Invertire la rotta è possibile e le azioni di Plastic Free ne sono un esempio concreto che può dare speranza – dichiara Giulia Zaccaro, referente regionale Plastic Free Onlus – In appena cinque anni, siamo riusciti ad organizzare oltre 6.800 appuntamenti di pulizia ambientale, rimuovendo oltre 4 milioni di chili di plastica e rifiuti. Ma soprattutto sensibilizzando migliaia di persone, portandole a riflettere e cambiare i propri comportamenti quotidiani, rendendoli sempre più responsabili e meno impattanti. Ogni gesto è importante – conclude Giulia Zaccaro (Plastic Free Piemonte) – ed è per questo che invitiamo tutti i cittadini volonterosi a farsi avanti, iscrivendosi gratuitamente sul nostro sito e a prendere parte agli eventi più vicini. Basta andare su www.plasticfreeonlus.it/eventi”.