ECONOMIA E SOCIETA'- Pagina 12

Torino, imprese più solide. Ma servono nuovi investimenti

/

Negli ultimi dieci anni accelera la transizione dell’industria torinese: imprese più solide, ma ora servono investimenti nei settori a maggiore crescita

Un’analisi inedita sui bilanci delle imprese a partire dal 2014 evidenzia una profonda trasformazione del sistema manifatturiero torinese. Il quadro che emerge mostra un tessuto produttivo più solido e diversificato, anche se permangono alcune criticità: la produttività e il valore aggiunto crescono meno rispetto al fatturato. Tra gli aspetti positivi si segnalano invece la maggiore diversificazione dell’export, una redditività in aumento e progressi nell’efficienza energetica.


Il sistema economico torinese sta affrontando la fase di ripresa rafforzando la propria redditività e orientando gli investimenti verso comparti con maggiori prospettive di sviluppo. Tra questi spicca l’aerospazio, settore che dimostra come il territorio riesca a essere competitivo quando mette insieme competenze storiche, innovazione tecnologica e capacità industriale. Nei prossimi anni un ruolo rilevante sarà giocato anche dalla meccanica strumentale, dall’integrazione dell’intelligenza artificiale nei processi produttivi e dalla crescente domanda di robotica, oltre che da comparti come agroalimentare, chimica e gomma-plastica.

La città sta quindi attingendo alle proprie radici industriali per avviare un percorso di diversificazione produttiva già in atto, come mostrano i dati. Il nucleo dell’apparato produttivo si è rafforzato e l’export appare oggi più articolato. Anche la redditività è in crescita, soprattutto negli ultimi anni. Migliorano inoltre le performance sul fronte energetico: dal 2022 i consumi elettrici diminuiscono mediamente del 4% l’anno, segnale di un efficientamento strutturale che si accompagna a una quota di energia rinnovabile pari al 41,1%.

Queste sono alcune delle principali indicazioni contenute nel Rapporto industria e servizi organizzati 2026, realizzato da Unione Industriali Torino, Camera di commercio di Torino e Centro di Ricerca e documentazione Luigi Einaudi. Lo studio analizza i bilanci depositati delle imprese con fatturato superiore a 5 milioni di euro, che nel periodo 2014-2023 sono passate da 1.384 a 1.892 unità, registrando una crescita del 37%.

“Il rapporto ci conferma un fatto per noi noto: Torino non ha bisogno di dimostrare di saper produrre. Il punto oggi è trasformare questa capacità in un vantaggio competitivo strutturale sapendo che manifattura e servizi sono oggi un binomio ineludibile. Torino e il Paese hanno bisogno di un’industria forte, con al centro innovazione e tecnologia, per tornare a crescere e creare valore aggiunto. Abbiamo una struttura eterogenea ed efficiente e una buona redditività: puntando su una stretta integrazione di IA nella manifattura e nei processi produttivi e lasciando emergere nuove specializzazioni ad alto valore aggiunto, Torino può confermarsi protagonista dell’industria nazionale ed europea. Serve fiducia, nonostante la complessità di questa fase. E serve voglia di crescere: noi ce l’abbiamo” dichiara Marco Gay, presidente dell’Unione Industriali Torino.

“Per ogni 100 euro di valore aggiunto dell’industria torinese, 47 euro sono acquisti di servizi organizzati: manifattura e servizi avanzati non devono più essere considerati come settori separati, ma come un unico nucleo produttivo esteso, che sul nostro territorio ha registrato nell’ultimo decennio ottime performance, come un +56% di fatturato – evidenzia Massimiliano Cipolletta, Presidente della Camera di commercio di Torino – questo nostro approccio di analisi, fortemente innovativo e inedito a livello italiano, evidenzia dati interessanti sul tessuto economico torinese: una redditività in accelerazione recente, un export sostenuto non più solo dall’automotive ma anche da aerospazio e macchinari, il progressivo efficientamento energetico. Ora è strategico trasformare la redditività ottenuta in investimenti innovativi che permettano la crescita anche di settori più in difficoltà, come l’ICT, o a minore valore aggiunto, come i servizi alla persona”.

Dall’analisi dei dati emerge come nell’ultimo decennio il cosiddetto “nucleo produttivo esteso” non si sia rafforzato soltanto dal punto di vista numerico. Gli addetti sono aumentati del 24%, passando da 258.759 a 320.857. Il fatturato complessivo è cresciuto del 56%, da 76 a 118,4 miliardi di euro. Il valore aggiunto ha registrato un incremento del 50%, salendo da 20,2 a 30,3 miliardi. In crescita anche le immobilizzazioni, passate da 48 a 75 miliardi (+57%), e il margine operativo lordo, salito del 47%, da 9,3 a 13,6 miliardi.

Nonostante questi dati positivi, emerge uno squilibrio tra fatturato e valore aggiunto. Quest’ultimo, infatti, è cresciuto meno del giro d’affari: nel decennio il valore aggiunto per addetto è aumentato del 21,1% (da 77.882 a 94.352 euro), mentre il fatturato per addetto è cresciuto del 26% (da 293.823 a 369.114 euro). In un sistema fortemente innovativo ci si sarebbe aspettato il contrario. Se si considerano i dati depurati dall’inflazione, la crescita reale del valore aggiunto del nucleo produttivo si attesta intorno all’1,5% annuo, solo leggermente superiore alla media del Nord Italia (+1,3%). In altre parole, il sistema industriale torinese appare solido e dinamico, ma non ancora abbastanza potente da trainare l’intero sistema economico.

Un’altra questione centrale riguarda la produttività. Nel complesso, negli ultimi dieci anni si registra un aumento medio del 21%, ma con forti differenze tra i diversi settori. La manifattura raggiunge 102.969 euro per addetto, con una crescita del 53%, confermandosi il comparto più performante. Le costruzioni segnano addirittura un +121%, risultato però legato in gran parte agli incentivi edilizi degli ultimi anni. In controtendenza, invece, il comparto ICT e i servizi alle imprese, che registrano un calo del 13%.

Proprio quest’ultimo dato rappresenta uno degli elementi più critici. Il settore che avrebbe potuto trainare lo sviluppo del terziario avanzato perde produttività e peso occupazionale, scendendo dal 14% al 12% degli addetti del nucleo produttivo. Tra le cause principali vengono indicati la dimensione ridotta delle imprese locali, la forte attrazione esercitata dal polo milanese e una scala aziendale media ancora troppo limitata.

Parallelamente cresce il peso dei servizi alla persona, che passano dal 15% al 26% degli occupati del nucleo. Tuttavia, si tratta di attività caratterizzate da un valore aggiunto relativamente basso, con una produttività media di 50.662 euro per addetto. Questo dato conferma come una parte significativa della terziarizzazione in atto sia legata a settori a basso valore aggiunto, con effetti limitati sulla produttività complessiva del sistema.

La questione decisiva riguarda quindi la destinazione della redditività recuperata negli ultimi anni e la quota che verrà effettivamente trasformata in nuovi investimenti. Un segnale positivo è rappresentato dalla possibilità per molte imprese di finanziare parte degli investimenti attraverso risorse proprie. Questo potrebbe consentire di indirizzare rapidamente capitali verso i settori con maggiori prospettive di crescita.

Torna la storica Mostra di San Giuseppe, edizione 77

/
MOSTRA NAZIONALE 
dal 13 al 22 Marzo 2026 al Polo Fieristico Riccardo Coppo di Casale Monferrato
Ingresso al pubblico gratuito
Ritorna anche quest’anno, dal 13 al 22 Marzo, la storica Fiera di Casale Monferrato, organizzata dalla ditta D&N Eventi s.r.l. con il Patrocinio di: Regione Piemonte, Città di Casale Monferrato, Provincia di Alessandria, Provincia di Mantova, Unione dei Comuni della Valcerrina, Asproflor Comuni Fioriti e in partnership con: Confidare, Confartigianato Imprese Alessandria, Confagricoltura Alessandria, Coniolo Fiori, Vivai Varallo, sponsor Alma Carpets S.p.A.
La manifestazione è diventata ormai da due edizioni “Fiera Nazionale”.
Si svolgerà come sempre in concomitanza al Luna Park, uno dei più grandi d’Italia, situato nella maestosa Piazza d’Armi adiacente al Polo Fieristico e, come negli anni precedenti, l’ingresso al pubblico è previsto gratuito e a percorso invertito a giorni alterni.
Sono più di 150 gli espositori, presenti alla Manifestazione, provenienti da tutto il territorio Nazionale, tra i quali molte eccellenze targate Made in Italy e premiate in altri prestigiosi eventi.
“L’edizione 2026 si presenta con il filo conduttore di “Territori ,Tradizioni, Gusti e Stili di Vita” che getta un ponte tra il territorio dove si svolge ma guarda anche oltre, su scenari più ampi, con una proposta di gusti, sapori e tradizioni variegata, ma senza rinunciare alle sue radici – spiega Nicoletta Cardillo, amministratore di D&N Eventi, insieme alle socie Daniela Cattaneo e Rossella Frenna – per questo oltre alle presenze negli spazi espositivi presentiamo un ricco programma di eventi collaterali. Così se da un lato è significativo che l’Unione dei Comuni della Valcerrina presenti un proprio progetto in Fiera, altrettanto lo è il ponte verso la Corea del Sud nello stand di Kotalia”.
Il Sindaco di Casale Monferrato, Emanuele Capra, sottolinea: “Ogni nuova edizione della Mostra di San Giuseppe rappresenta un momento atteso, che unisce la nostra comunità attorno a una manifestazione capace di rinnovarsi pur restando fedele alle sue radici. È un appuntamento che racconta l’identità di Casale Monferrato, la sua vitalità e la capacità di accogliere visitatori e famiglie con un’offerta espositiva sempre più curata e completa. La forza di questa manifestazione sta nel suo carattere popolare, nel coinvolgimento delle realtà economiche e associative del territorio e nel continuo dialogo tra tradizione ed evoluzione, elementi che la rendono un punto fermo del calendario cittadino. Desidero esprimere un apprezzamento sincero a D&N Eventi per l’impegno profuso nell’organizzazione: un lavoro costante che permette alla città di presentarsi al meglio e di offrire un’iniziativa che ogni anno conferma il proprio valore”.
Tra le novità evidenziamo la presenza di due Ristoranti tra i fiori all’occhiello delle eccellenze enogastronomiche presenti alla Manifestazione; entrambi gli espositori si sono aggiudicati  importanti premi anche a livello internazionale in altri eventi di spicco. Durante le varie giornate, somministreranno eccellenti piatti e vini della cucina Piemontese e di quella Sarda, per cui in questa 77° Edizione l’Area Ristorante raddoppia per la gioia dei palati più esigenti.
Tra le chicche enogastronomiche presenti in tutte le 10 giornate, verranno allestiti  stand ospitanti le delizie etniche di varie Nazioni: Spagnole (paella, sangria), Argentine (empanadas ed altri prodotti tipici), Messicane, Vietnamite e Rumene, che accompagneranno, come tutti gli anni, le eccellenze alimentari italiane presenti in tutte le zone dedicate al “food di eccellenza”, spaziando da diverse tipologie di vini a specialità gastronomiche dolci e salate, salumi e formaggi, piatti tipici e tipicità: siciliane, pugliesi, toscane, laziali, lombarde, sarde, marchigiane, liguri, campane, piemontesi e trentine.
Presenti anche prestigiosi birrifici artigianali, il tutto unito in un tripudio di gusti sapori e colori.
Anche quest’anno sono confermati: i nuovi orari di apertura al mattino dei due sabati 14 e 21 Marzo, a partire dalle ore 11:00 sino alle 23:00 anziché dalle ore 15:00 pomeridiane, oltre all’inserimento di sedute anche nella Piazzetta del Gusto e nella Piazza del Vino, ritenute zone focus della Manifestazione insieme all’Area Ristorazione.
Molti sono anche i commercianti, le aziende e gli artigiani territoriali, nazionali ed alcuni internazionali, che partecipano e che proporranno al pubblico  prodotti e servizi di qualità, tra cui aziende egiziane con balsami, unguenti, pregiate essenze e profumi, Kotalia che promuoverà la cultura e le tradizioni della Corea del Sud con un proprio stand, a dimostrazione che questa Fiera continua ad ampliare confini ed orizzonti.
Inoltre come ogni anno, da un po’ di tempo a questa parte, non mancherà l’area dedicata a particolari “format” dai quali possano nascere in futuro vere e proprie fiere, confermando che la Mostra di San Giuseppe oltre ad essere una pregiata rassegna multisettoriale possa essere considerata anche un interessante incubatore di idee.
Le proposte di questa edizione sono due ed inerenti: uno al mondo delle Spose, con una zona dedicata all’interno della quale presenzieranno varie aziende appartenenti al Wedding Planning, e l’altro ispirato all’October Fest  che vedrà come protagonista un grande stand che proporrà allestimenti, birra e cibi tipici della tradizione Bavarese.
Ulteriore novità, che farà compiere un salto nella storia sarà l’area dedicata all’artigianato artistico con un’esposizione di abiti di rievocazione medievale e rinascimentale, anche in questo caso a dimostrazione di un evento che guarda al futuro ma non dimentica il passato.
Una menzione speciale merita poi la 29esima edizione di Arteinfiera, mostra d’arte contemporanea, allestita all’interno della San Giuseppe, ideata e curata, dal 1995 dal pittore e critico d’arte Piergiorgio Panelli che quest’anno ha un titolo ‘Guardami dentro agli occhi’ ispirato a un testo di Roberto Vecchioni.
Nei dieci giorni di fiera, nella sala eventi ricavata all’interno del polo fieristico dove si svolge la manifestazione, si terranno incontri, convegni, spettacoli musical e, nella giornata di Giovedì 19 Marzo, dalle 18 in avanti sarà ospite un personaggio autorevole ed importante del mondo del cinema,  lo scrittore, saggista e regista Federico Moccia, oltre ad altre sorprese.
Sempre nello Spazio Eventi della Fiera, martedì 17 marzo, alle 18.30 a cura del Comune di San Salvatore verrà presentato il festival musicale PEM – Parole e Musica in Monferrato, mentre domenica 15 marzo alle ore 11.30 verrà presentato il progetto a cura di Asproflor Comuni Fioriti ”Verde Comune Monferrato” e sabato 21 marzo ci sarà l’illustrazione ed il primo momento del progetto ‘Smart Generation’ che vede come capofila il Comune di Odalengo Grande, i comuni dell’Unione della Valcerrina e la stessa Unione Valcerrina.
Il Nordic Walking invece sarà il protagonista, con l’istruttore Augusto Cavallo dell’incontro ‘Nordic Walking è salute’ mercoledì 18 marzo dalle 18.30.
Torna poi il Circolo Subacqueo Casale con una conferenza sabato 21 marzo, dalle 14, del professor Stefano Schiapparelli sulle ‘Immersioni scientifiche in Antartide e ai tropici: scoperte e sfide nell’era dell’intelligenza artificiale”
E non mancheranno neanche gli spazi musicali: sabato 14 marzo alle 21 con la Nebulosa Rock Band, domenica 15 marzo, dalle 15.30 con i ‘Grandi Artisti Canori’ presentati da Federico Marchese, ‘Alza il Volume’  a cura degli Amici della Musica Carlo Soliva ETS venerdì 20 marzo dalle 20, poi ci saranno gli Smokin’ Mojo sabato 21 marzo alle 21 e, domenica 22 marzo dalle 16 il CEM – Centro Esperienze Musicali.
Il programma è visionabile, in aggiornamento, sul sito www.mostrasangiuseppe.it
e seguendo le pagine social:
Mostra Nazionale di San Giuseppe https://www.facebook.com/mostradisangiuseppe
ORARI:
Feriali: dalle ore 18,00 alle ore 23,00
Domenica 15: dalle ore 11.00 alle 23.00
Domenica 22: dalle ore 11.00 alle 22.00
Sabati 14 e 21 Marzo, a partire dalle ore 11:00 sino alle 23:00
INFO E CONTATTI:

Aperte le adesioni alla “Mostra dell’artigianato” di Bosconero

/

Ogni anno il paese di Bosconero Canavese celebra i vecchi mestieri mai dimenticati e le antiche tradizioni tramandate nei secoli dagli artigiani.
Nata per dare la possibilità alle numerose realtà artigianali del territorio di farsi conoscere, la Mostra dell’artigianato e degli antichi Mestieri è diventata di sempre maggiore respiro, grazie alla presenza di un  pubblico che nel 2025 ha contato oltre 20 mila visitatori.
Sono ufficialmente aperte le adesioni per gli espositori interessati a partecipare alla manifestazione con i loro prodotti artigianali, oltre alle scuole professionali e agli istituti d’arte.
L’evento si terrà a Bosconero Canavese in provincia di Torino da venerdì 15 maggio a domenica 17 maggio. La manifestazione è allestita dal Comune di Bosconero con il patrocinio della Regione Piemonte e della Città Metropolitana di Torino, con la partecipazione delle Eccellenze Artigiane del Piemonte ed il supporto della CNA, Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della piccola e media impresa. La manifestazione è tradizionalmente ispirata ai quattro elementi, aria, terra, acqua e fuoco.

Tutte le iniziative sono ad ingresso libero. Per informazioni contattare  gli uffici comunali ai numeri 011/9889616, 011/9889372. Oppure scrivere una mail a comune@bosconerocanavese.it

Mara Martellotta

Salvare lo Stato Sociale, in autunno torna il Festival internazionale dell’Economia

/
 

“Salvare lo stato sociale” è il titolo della quinta edizione del Festival Internazionale dell’Economia, a cura di Editori Laterza e Collegio Carlo Alberto – Torino Local Committee, con la direzione scientifica di Tito Boeri. L’appuntamento si terrà a Torino dal 22 al 25 ottobre con una novità importante: da quest’anno il festival si sposta stabilmente in autunno. La scelta di collocare la manifestazione nel mese di ottobre punta a rafforzare il coinvolgimento del pubblico più giovane, in particolare studentesse e studenti, in un periodo dell’anno in cui scuole, università e imprese sono pienamente operative. Dopo le edizioni svolte durante il ponte del 2 giugno, il nuovo calendario mira quindi ad aumentare l’impatto culturale, formativo ed economico del festival sulla città e sul territorio.   Al centro della prossima edizione ci sarà il futuro del welfare state, una delle principali conquiste sociali del Novecento, oggi sottoposta a forti pressioni.

“Stiamo andando verso la più grande emergenza della storia del mondo occidentale, quella demografica – ha detto il sindaco Stefano Lo Russo riflettendo, nel suo intervento alla presentazione del Festival, sul tema di quest’anno -. Guardando i numeri sulla composizione delle classi nelle scuole della città dal mio insediamento, li vediamo in discesa di circa 3mila bambini e ragazzi. Un dato ancor più allarmante se si guarda anche alla curva demografica e al progressivo invecchiamento della popolazione che registriamo. Per questo credo sia davvero importante il tema scelto. Per garantire lo stato sociale che conosciamo occorre fare in modo che la popolazione attiva sia superiore alla popolazione di quiescienza ma perché l’incremento demografico possa in qualche modo riprendere occorre sia costruire uno Stato che aiuti a fare figli sia rivedere completamente i modelli con cui noi gestiamo il tema dell’immigrazione. È chiaro che questa grande sfida non è solo della città di Torino o dell’Italia ma del mondo occidentale e sono certo che il Festival saprà offrire sul tema numerosi e importanti spunti di riflessione”.

Il festival offrirà uno spazio di confronto tra studiosi, istituzioni, imprese e cittadini per riflettere su come rinnovare lo stato sociale e renderlo sostenibile nel nuovo contesto globale, mantenendo al tempo stesso i suoi obiettivi fondamentali: riduzione delle disuguaglianze, sicurezza economica e coesione sociale.    Per quattro giorni Torino ospiterà economisti, sociologi, demografi e studiosi di diverse discipline in un ricco programma di incontri gratuiti aperti al pubblico. Tra gli ospiti attesi figurano anche i Premi Nobel per l’Economia Philippe Aghion, David Card, Joel Mokyr, James A. Robinson e Michael Spence. Da quest’anno il Festival Internazionale dell’Economia avvia inoltre un gemellaggio con Jéco – Les Journées de l’Économie, importante rassegna di divulgazione economica nata a Lione nel 2008. Un’iniziativa che rafforza la dimensione internazionale dell’evento e il dialogo tra le principali piattaforme europee dedicate al dibattito economico.

TorinoClick

Fondi di sviluppo ai Comuni piemontesi

/

Dopo l’approvazione della Giunta regionale i 24 accordi di programma, uno per ogni Area Territoriale Omogenea (ATO), che consentiranno la piena attuazione dei Fondi di Sviluppo e Coesione sono pronti per essere sottoscritti con gli 805 Comuni beneficiari, che riceveranno complessivamente 105 milioni di euro.

Si comincerà mercoledì 11 febbraio a Ceva per le aree Terre di Langa, Valle Stura, Monregalese, Valle Tanaro e Cebano e Cherasco (Cuneo)  per le aree Roero, Pianura cuneese, Terre del Monviso, alla presenza del presidente della Regione Alberto Cirio e dell’assessore ai Fondi di Sviluppo e Coesione Gian Luca Vignale, per poi proseguire con il seguente calendario:

venerdì 13 marzo a Piscina (TO) per le aree Pianura torinese, Valli Chisone e Germanasca, Valle di Susa;

mercoledì 18 marzo a Verbania per le aree Laghi e Ossola e ad Albano Vercellese per le aree Borghi delle Vie d’Acqua e Novarese;

mercoledì 1° aprile a Biella per le aree Biellese e Baraggia e a Montalenghe (TO) per l’area Orco e Soana e l’area Canavese;

mercoledì 8 aprile a Casale Monferrato (AL) per le aree Monferrato Heritage, Monferrato Casalese Terre di Po e Bacino del Tanaro

Da definire ad aprile la firma ad Acqui Terme (AL) per le aree Appennino Alessandrino, Alto Monferrato, Terre di Langa e Monferrato.

«Con queste risorse diamo risposte ai territori e finanziamo interventi strategici per le nostre comunità – dichiara il presidente Cirio – In questi anni abbiamo concentrato la nostra programmazione utilizzando le risorse disponibili, a partire dai fondi europei, per le necessità dei Comuni, con progetti su misura, costruiti insieme alle comunità locali, portando avanti un grande lavoro di trasformazione di un Piemonte che sta cambiando e che investe sul futuro».

«Il metodo con il quale in questa programmazione sono stati stanziati i Fondi di Sviluppo e Coesione – specifica l’assessore Vignale – ha consentito ai Comuni utilizzare le risorse per le priorità delle loro comunità con un’ampia gamma di possibilità. Dalla rigenerazione urbana alla salute e dall’istruzione al welfare. Ha visto le amministrazioni collaborare all’interno dell’Area con efficacia per creare strategie di sviluppo condivise e progetti di ampio respiro sovracomunale. Grazie ad un iter semplificato, infine, diverse opere sono state realizzate a poco più di un anno dall’inizio della programmazione, mentre gran parte dei progetti presentati e finanziati sono in corso d’opera o hanno già superato la fase di progettazione per essere cantierizzati. Uno strumento che per la sua semplicità, efficacia e coinvolgimento dal basso dei Comuni contiamo di replicare come buona pratica per l’utilizzo dei fondi di sviluppo».

I Fondi di Sviluppo e Coesione in pillole

Con 105 milioni (100 per i Comuni e 5 milioni come premialità per le strategie di area) sono stati finanziati in totale 841 progetti, di cui 53 con valenza sovra-comunale.

La suddivisione per argomenti comprende 603 progetti riguardanti la riqualificazione urbana (infrastrutture a supporto del turismo, ristrutturazione/creazione di edifici o spazi pubblici, manutenzione straordinaria di strade e piazze, creazione/riqualificazione di aree attrezzate), 60 i trasporti e la mobilità, 36 l’energia, 51 la cultura, 36 l’ambiente e le risorse naturali, 16 l’istruzione e la formazione, 36 welfare e salute, 3 la digitalizzazione e la competitività.

Le risorse sono state così ripartite: Alta Valle Tanaro e Cebano 2.386.000 euro, Alto Monferrato 5.700.000, Appennino Alessandrino 3.105.000, Bacino del Tanaro 4.765.000, Baraggia 2.940.000, Biellese 5.973.000, Borghi delle Vie d’Acqua 7.136.000, Canavese 8.887.000, Laghi 6.206.000, Monferrato, Casalese e Terre di Po 7.723.000, Monferrato Heritage Unesco 4.547.000, Monregalese 4.248.000, Novarese 4.977.000, Orco e Soana 4.099.000, Ossola 2.867.000, Pianura cuneese 3.698.000, Pianura torinese 3.991.000, Roero 2.822.000, Terre di Langa 2.783.000, Terre del Monviso 2.923.000, Terre di Langa e Monferrato 5.272.000, Val di Susa 2.650.000, Valle Stura 2.919.000, Valli Chisone e Germanasca 2.237.000 euro.

Per conoscere le strategie di sviluppo delle varie aree consultare https://www.regione.piemonte.it/web/comunicazione/aree-territoriali-omogenee

EDP, energia solare distribuita in 15 stabilimenti di Decathlon  

/
 
Il progetto fa parte di un accordo multi-geografico tra le due aziende. In base a questo contratto, EDP ha installato fino a 12 MWp di energia solare negli impianti Decathlon in Germania, Portogallo, Spagna, Italia, Belgio e Francia.
 EDP, ​​ tramite EDP Energia Italia, leader europeo nella generazione solare distribuita, ha completato con successo l’installazione e avviato la gestione di impianti solari decentralizzati presso 15 stabilimenti di Decathlon in Italia.
Nello specifico, EDP ha installato 2,4 MWp di capacità solare nei siti Decathlon di Como, VercelliNovaraVoghera (PV), Moncalieri (TO), Grugliasco (TO), Reggio EmiliaCurtatone (MN), Bassano del Grappa (VI), Livorno, Perugia, Tor Vergata (Roma), Casoria (NA), Corigliano (CS) Catania.
Insieme, questi impianti fotovoltaici genereranno circa 3 GWh di elettricità pulita all’anno, sufficienti ad alimentare le principali attività quotidiane delle strutture Decathlon coinvolte. Producendo energia in loco, questi sistemi riducono la dipendenza dalla rete, migliorano l’autonomia energetica operativa e contribuiscono a una maggiore efficienza dei costi, grazie a un approvvigionamento energetico competitivo, sostenendo un modello energetico più sostenibile per le attività dell’azienda.
Per EDP, la firma di un contratto con un cliente di grandi dimensioni come Decathlon in sei Paesi europei rappresenta una chiara dimostrazione delle nostre capacità e della forza dei nostri team nel realizzare progetti di alta qualità a supporto della transizione energetica in tutti i mercati in cui operiamo. Gli impianti solari sui tetti delle strutture Decathlon in Italia offrono vantaggi tangibili, riducendo l’esposizione alla volatilità del mercato elettrico e ottimizzando i costi operativi a lungo termine. In Italia, dove la domanda di energia commerciale è elevata e in alcune regioni persistono vincoli di rete, la generazione distribuita è una soluzione chiave per promuovere un modello energetico più efficiente e flessibile.” – sottolinea António Ricciardi, head of Client Solutions business in Europe di EDP.
Questo progetto fa parte di un accordo multi-geografico firmato nel 2023 tra EDP e Decathlon, brand sportivo multispecialistico globale. Grazie a questa partnership, EDP installerà fino a 12 MWp di capacità fotovoltaica su tetto presso le strutture Decathlon in Germania, Portogallo, Spagna, Italia, Belgio e Francia. La capacità di implementare una strategia solare unificata in diversi paesi con lo stesso partner evidenzia l’affidabilità e la solidità di EDP come partner energetico a lungo termine per aziende internazionali che operano in diversi mercati. Questo approccio semplificato consente inoltre a Decathlon di accelerare il progresso verso i propri obiettivi di sostenibilità.
EDP è presente in Italia dal 2010, inizialmente attraverso EDP Renewables, con lo sviluppo di progetti eolici e fotovoltaici su larga scala. Dal 2019 il Gruppo ha ampliato la propria presenza nel Paese con EDP Energia Italia, dedicata al solare distribuito per aziende e industria.
Attualmente, EDP Energia Italia ha raggiunto oltre 150 MWp di capacità installata attraverso quasi 1.400 installazioni corporate, inclusi impianti fotovoltaici on-site integrati con sistemi di storage, creando un ambiente ottimale per la gestione dell’energia e riducendo la dipendenza dalla rete elettrica.

Comitato Emergenza Cultura in Fondazione Crt

/

E’ stato ricevuto dalla Commissione Cultura della Fondazione Crt, alla presenza della Presidente della Fondazione Anna Maria Poggi e della Segretaria Patrizia Polliotto. Tema all’ordine del giorno: i tagli ai finanziamenti dei bandi della Regione Piemonte per le attività culturali 2025 e le preoccupazioni sugli investimenti futuri e la conseguente tenuta del tessuto culturale regionale. Ecco la nota del Comitato:

 

Il Comitato Emergenza Cultura Piemonte (CEC) è stato ricevuto dalla Commissione Cultura della Fondazione Crt, presieduta dal coordinatore e consigliere Giampiero Leo, attivo intermediario con il CEC nell’organizzazione della riunione alla presenza della presidente della Fondazione Crt Anna Maria Poggi e della segretaria Patrizia Polliotto.

L’audizione, richiesta per illustrare le criticità emerse a seguito dei bandi regionali per la cultura 2025, si è svolta in un clima di grande serietà e disponibilità al confronto. Il CEC sottolinea la qualità del dialogo instaurato con i presenti e gli interventi emersi nel corso della riunione, che hanno testimoniato un approccio attento e responsabile verso le questioni sollevate dagli operatori culturali.

Giampiero Leo

Questi i principali temi esposti e approfonditi:

  • L’esclusione di circa 100 realtà culturali (aventi diritto a termine di punteggio ottenuto) dai contributi regionali per l’anno 2025, a causa di una mancata copertura economica di circa 1 milione e 600 mila euro.
  • L’ormai endemico ritardo nelle coperture economiche dei capitoli di spesa del settore culturale, con determine di assegnazione dei fondi consegnate agli operatori culturali a fine anno. Valga come esempio ciò che è accaduto a dicembre 2025: determine inviate a dicembre 2025 per le attività da svolgere nell’anno 2025. Una situazione che non consente una programmazione responsabile delle attività.

Particolarmente significativa è stata la disponibilità manifestata dalla Presidente Poggi ad approfondire la situazione esposta e a farsi interprete delle istanze emerse presso le istituzioni regionali.

L’incontro ha inoltre confermato la profonda competenza della Fondazione CRT nell’ambito della cultura diffusa sull’intero territorio regionale e la sua capacità di leggere con attenzione i bisogni degli addetti ai lavori, riconoscendo il valore del sistema culturale piemontese e il ruolo fondamentale che esso svolge nella vita delle comunità.

Confidiamo che il dialogo avviato possa contribuire a individuare soluzioni capaci di sostenere e rafforzare il comparto culturale, che rappresenta una risorsa essenziale per lo sviluppo sociale e culturale della nostra regione.

In questo ambito fa ben sperare la decisione, espressa chiaramente dalla Presidente Poggi, di voler essere parte attiva, come Fondazione Crt, al prossimo Tavolo della Cultura, che l’Assessore alla Cultura della Regione Piemonte, Marina Chiarelli, ha annunciato di voler convocare a breve.

 

Comitato Emergenza Cultura Piemonte

Il Presidente

Alessandro Gaido

“Amazon Women in Innovation”, l’innovazione parte dalle donne

/

Il futuro dell’innovazione parte dalle donne, , il Politecnico di Torino è tra gli atenei coinvolti nell’iniziativa

Amazon ha annunciato l’apertura dei bandi per l’ottava edizione di “Amazon Women in Innovation”, il programma che assegna borse di studio a sette studentesse universitarie in altrettante Università italiane in ambito STEM (Scienze, Tecnologia, Ingegneria e Matematica).
Le studentesse immatricolate per la prima volta all’a.a. 2025/2026 al Corso di laurea in Ingegneria informatica, che abbiano conseguito almeno 20 CFU entro il 21 febbraio 2026 con una media ponderata non inferiore a 24/30, potranno presentare la propria candidatura fino al 26 marzo prossimo.

Dal 2018, “Amazon Women in Innovation” ha supportato 33 studentesse e, oltre all’Università degli Studi di Cagliari, il progetto coinvolge altri sei atenei: l’Università degli Studi di Cagliari, l’Università di Catania, il Politecnico di Milano, l’Università degli Studi di Napoli Federico II, l’Università degli Studi di Palermo, l’Università di Roma Tor Vergata. Per l’ottavo anno consecutivo, il Politecnico di Torino è tra gli atenei coinvolti nell’iniziativa: la vincitrice del bando beneficerà di un finanziamento di €6.000 all’anno per tre anni e di un percorso di mentorship dedicato, con l’affiancamento di una manager Amazon.

“Otto edizioni di ‘Amazon Women in Innovation’ rappresentano per noi una testimonianza concreta di quanto crediamo nel potenziale delle giovani donne che scelgono percorsi tecnico-scientifici – ha dichiarato  Rita Malavasi, Responsabile delle Relazioni Istituzionali per Amazon.it. – in questi anni abbiamo visto talenti straordinari affrontare con determinazione settori ancora oggi caratterizzati da un forte squilibrio di genere. Continuare a investire in questo programma è il nostro modo di contribuire a cambiare questa realtà, un passo alla volta”.

‘Amazon Women in Innovation’ si inserisce nel più ampio impegno di Amazon a formare 200.000 studenti e studentesse in ambito STEM in Italia entro il 2026, un piano che coinvolge scuole secondarie di primo e secondo grado, università, corsi post-diploma e percorsi di formazione professionale.

Mara Martellotta

Fondo montagna, Uncem avvia monitoraggio

/
Con la definizione dei Comuni montani, potranno essere ripartiti dal Ministero degli Affari regionali e delle Autonomie, i fondi per la montagna 2025 e 2026. Il Fosmit delle due annualità, destinato alle Regioni, Uncem auspica possa essere complessivamente di 180 milioni di euro. Questa cifra si aggiunge altri 220 milioni di euro che Roma terrà per gli interventi di incentivazione previsti dalla nuova legge nazionale montagna di settembre. Uncem, con le Delegazioni regionali, ha avviato un monitoraggio sulla spesa dei fondi nelle diverse Regioni, per evitare ritardi: dal 2022 (dopo la legge di bilancio 2021 composta dal Governo Draghi) al 2024, sono già arrivati sui territori quasi 500 milioni di euro per le montagne italiane. Numero importantissimo, mai in precedenza avuto in un triennio. Il punto è come le Regioni lo hanno usato – precisa il Presidente Uncem Marco Bussone, che aveva anche detto NO al riparto, di alcune Regioni, a pioggia sui Comuni montani e pure era stato duro il NO all’assegnazione diretta ad agenzie regionali per la forestazione oppure a consorzi di bonifica: poche migliaia di euro a ciascun Comune sono del tutto inutili e dannosi. Va evitata secondo Uncem questa modalità. I fondi devono andare per progetti e strategie ai Comuni insieme. Non da soli. Bene le Regioni che hanno investito su Green Community, dissesto idrogeologico, muretti a secco, associazioni fondiarie, filiere bosco-legno-energia, innovazione, digitalizzazione, infrastrutture di comunità. Percorsi virtuosi che devono proseguire oggi dopo l’assegnazione, auspichiamo biennale, del Fosmit 25 e 26. Uncem, con le Delegazioni regionali, ha chiesto però alle Regioni di attivare percorsi vincenti territoriali e non solo usare il fondo che arriva da Roma. Troppo poche le Regioni infatti che hanno un fondo regionale per la montagna: una situazione grave alla quale porre rimedio. Le Regioni investano dai loro bilanci. Non siano timide. Facciano di più per le aree montane, non soltanto grazie al FOSMIT. Investano. Vi sono alcune Regioni molto efficaci in questo impegno e altre devono seguire.

Circonvallazione San Benigno Canavese, chiesto sostegno Regione

/

La Città metropolitana di Torino, d’intesa con i Comuni interessati all’opera, ha chiesto ufficialmente alla Regione Piemonte di finanziare la progettazione della circonvallazione che a San Benigno Canavese collegherà le Strade Provinciali 40 e 87 al di fuori del centro abitato, liberando il paese dal flusso di veicoli che attraversano il centro storico, creando situazioni di intasamento, generando inquinamento e incidendo sulla sicurezza dei pedoni e dei ciclisti.

Solo il 22% del traffico che interessa il centro abitato di San Benigno ha un’origine locale, mentre il 78% dei veicoli semplicemente transitano a San Benigno. L’insostenibilità dell’attuale assetto viario è stata ribadita nel corso di un incontro che il Vicesindaco metropolitano Jacopo Suppo, il dirigente e i tecnici del Dipartimento Viabilità e Trasporti della Città metropolitana di Torino hanno avuto con il Sindaco di San BenignoAlberto Graffino, i colleghi amministratori dei Comuni confinanti e il deputato alla Camera, onorevole Alessandro Giglio Vigna. Le Giunte e i Consigli comunali interessati dalle ricadute positive della circonvallazione di San Benigno hanno già adottato deliberazioni e ordini del giorno, che la Città metropolitana di Torino ha allegato alla sua richiesta di finanziamento della progettazione, che ne sottolineano l’indispensabilità.

Il tema della circonvallazione di San Benigno interessa un’ampia area e a nord di Torino e riguarda anche l’integrazione tra il trasporto ferroviario e la mobilità privata, penalizzata dagli intasamenti che interessano San Benigno. La viabilità di cui si intende avviare la progettazione è peraltro già contemplata nel Piano Territoriale Generale Metropolitano e sin dal 2018 fa parte di un elenco di opere viarie prioritarie trasmesso dalla Città metropolitana alla Regione Piemonte.

È dunque partita una richiesta ufficiale all’Assessorato regionale ai trasporti, alle infrastrutture e alle opere pubbliche, finalizzata al finanziamento della redazione del Documento di Fattibilità delle Alternative Progettuali. A giudizio degli amministratori locali, la realizzazione potrebbe essere suddivisa in due lottiuno a nord e l’altro a sud del Malone, garantendo già con il primo lotto importanti risultati in termini di messa in sicurezza del territorio e della viabilità interna. Il Vicesindaco metropolitano Jacopo Suppo sottolinea che “l’erogazione del finanziamento sarebbe un segnale importante per il territorio e, ne siamo sicuri, avvierebbe un percorso che proseguirebbe con la quantificazione dell’investimento, la ricerca delle risorse a livello nazionale e la realizzazione dell’opera”. Alla Regione si chiederà anche di valutare come soluzione alternativa lo spostamento a nord (cioè in direzione di Aosta) della barriera di esazione di Settimo Torinese sull’autostrada Torino-Aosta, per agevolare e incentivare l’utilizzo dell’arteria da parte dei pendolari del basso Canavese diretti a Torino.