ECONOMIA E SOCIETA'- Pagina 14

Commercio di prossimità in Piemonte: in dieci anni spariscono quasi 9 mila negozi, ma crescono gli occupati

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Torino è la provincia più colpita dalla contrazione della rete commerciale. La ristorazione traina il settore, mentre soffrono soprattutto i negozi di vicinato legati a cultura, svago e abbigliamento. Il commercio locale continua però a rappresentare un presidio fondamentale per economia, socialità e qualità della vita

È il quadro delineato dalla prima edizione dell’Osservatorio Reciprocità e Commercio Locale, realizzato da Nomisma insieme a Percorsi di Secondo Welfare, che analizza l’evoluzione del commercio di prossimità tra il 2015 e il 2025.

Secondo lo studio, in Italia negli ultimi dieci anni hanno chiuso oltre 86 mila negozi di vicinato. In Piemonte il saldo negativo ammonta a 8.979 attività in meno. L’analisi evidenzia una trasformazione profonda della rete distributiva, accompagnata dal rischio crescente di desertificazione commerciale in numerosi territori.

La situazione più critica riguarda la provincia di Torino, che da sola registra una perdita di 4.269 esercizi commerciali rispetto al 2015. Seguono Alessandria (-1.125), Cuneo (-931) e Novara (-887).

A livello nazionale il numero delle imprese attive del commercio locale è diminuito del 6,7% nell’arco di un decennio, raggiungendo nel 2025 il valore più basso dell’intero periodo osservato. Anche il Piemonte segue questo andamento, sebbene con intensità differenti tra le province.

Le flessioni più marcate si registrano a Biella (-15,9%) e Vercelli (-15,5%), seguite da Alessandria (-13,6%), Novara (-13,2%) e Asti (-13,1%). Torino limita la contrazione al -9,3%.

N° unità locali Var% 2015-2025 saldo unità locali 2025 vs 2015
ALESSANDRIA -13,6% -1.125
ASTI -13,1% -533
BIELLA -15,9% -517
CUNEO -8,8% -931
NOVARA -13,2% -887
TORINO -9,3% -4.269
VERBANIA-CUSIO-OSSOLA -4,5% -163
VERCELLI -15,5% -554
Tot Piemonte -10,5% -8.979

Fonte: Nomisma – Osservatorio Reciprocità e Commercio Locale

«Non si tratta soltanto di un dato economico preoccupante, ma del segnale di città e comunità che stanno cambiando profondamente», osserva Francesco Capobianco, Head of Public Policy di Nomisma. «La perdita dei negozi di prossimità incide infatti sulla qualità della vita urbana e sulla coesione sociale. Allo stesso tempo emerge con forza quanto queste attività continuino a essere centrali per sostenere l’economia locale, favorire relazioni sociali e aumentare la percezione di sicurezza nei quartieri».

Crescono gli addetti: oltre 23 mila occupati in più in Piemonte

Nonostante la diminuzione del numero di attività, aumenta invece l’occupazione nel comparto. A livello nazionale gli addetti crescono del 21,2%; in Piemonte l’incremento è del 14,1%.

L’aumento più consistente si registra nel Verbano-Cusio-Ossola (+28,9%), mentre Torino segna un +15,9%. La crescita più contenuta riguarda Vercelli (+5,4%).

Nel complesso gli addetti del commercio di prossimità piemontese superano oggi quota 187 mila, con oltre 23 mila occupati in più rispetto al 2015.

N° addetti Var% 2015-2025
ALESSANDRIA 10,1%
ASTI 9,6%
BIELLA 7,1%
CUNEO 14,0%
NOVARA 9,2%
TORINO 15,9%
VERBANIA-CUSIO-OSSOLA 28,9%
VERCELLI 5,4%
Totale Piemonte 14,1%

Fonte: Nomisma – Osservatorio Reciprocità e Commercio Locale

Settori: la ristorazione cresce, in difficoltà abbigliamento e cultura

Lo studio mette in evidenza andamenti molto differenti tra i comparti. A trainare il commercio locale sono soprattutto ristorazione e bar, che continuano a espandersi e rappresentano il settore più dinamico.

In forte difficoltà risultano invece i negozi di vicinato legati a cultura e svago, oltre al comparto tessile, abbigliamento e accessori, penalizzati sia dalla diminuzione delle attività sia dal calo degli addetti. Soffrono anche ferramenta, gioiellerie, arredamento e alimentari.

Tra i pochi comparti in crescita significativa figura invece il commercio di articoli per l’edilizia.

Ricavi in aumento ma cresce il divario tra grandi e piccoli operatori

L’analisi economico-finanziaria dei bilanci mostra come, tra il 2015 e il 2024, le imprese sopravvissute abbiano comunque registrato una crescita dei ricavi. In Piemonte l’aumento medio è stato del 28,8%.

Le performance migliori riguardano gli articoli per l’edilizia (+73,1%), seguiti da ristorazione (+45,6%), bar (+38,7%), mobili (+37%) e cultura e svago (+31,9%).

Più deboli invece i risultati di salute e cura della persona (+10,2%) e del comparto tessile e abbigliamento (+4,3%), penalizzati dalla riduzione dei consumi discrezionali, dalla concorrenza dell’e-commerce e dalle difficoltà del post-pandemia.

Secondo Nomisma, le grandi imprese mostrano capacità di crescita più solide, mentre per le realtà più piccole aumentano le difficoltà legate alla sostenibilità economica, ampliando così il divario competitivo.

Prezzi di vendita in calo, affitti in aumento

L’Osservatorio evidenzia inoltre un andamento divergente tra prezzi di vendita e canoni di locazione dei negozi.

In Piemonte il valore di acquisto degli immobili commerciali è diminuito del 15,3% tra il 2015 e il 2025. I cali più consistenti si registrano a Biella (-29,7%), Asti (-23,2%), Novara (-22,6%) e Torino (-22,1%).

Prezzo acquisto negozi Var% 2025-2015
ALESSANDRIA -16,7%
ASTI -23,2%
BIELLA -29,7%
CUNEO -3,2%
NOVARA -22,6%
TORINO -22,1%
VERBANIA-CUSIO-OSSOLA -0,6%
VERCELLI -15,5%
Totale Piemonte -15,3%

Fonte: Nomisma – Osservatorio Reciprocità e Commercio Locale

Sul fronte degli affitti, invece, i canoni risultano mediamente in crescita. Gli aumenti più rilevanti interessano il Verbano-Cusio-Ossola (+30,6%) e Cuneo (+24,8%). In controtendenza Biella (-11,8%), Asti (-2,6%) e Torino (-1,5%).

Canoni di locazione dei negozi Var% 2025-2015
ALESSANDRIA 3,6%
ASTI -2,6%
BIELLA -11,8%
CUNEO 24,8%
NOVARA 0,7%
TORINO -1,5%
VERBANIA-CUSIO-OSSOLA 30,6%
VERCELLI 6,9%
Totale Piemonte 7,7%

Fonte: Nomisma – Osservatorio Reciprocità e Commercio Locale

Secondo Francesco Capobianco, la desertificazione commerciale rappresenta una sfida cruciale sia per le istituzioni sia per gli operatori economici. Tra le possibili risposte individuate dallo studio vi sono la costruzione di reti territoriali, nuove forme di collaborazione locale e patti di reciprocità capaci di sostenere il tessuto commerciale di prossimità.

Per approfondimenti sull’Osservatorio: Nomisma – Osservatorio sulla reciprocità e il commercio locale

Prosegue al CAAT il percorso verso l’orario Diurno

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Posticipato dal 18 maggio a settembre

La sperimentazione del passaggio della contrattazione dell’orario diurno al CAAT, inizialmente prevista per il 18 maggio, è stata rinviata a settembre a seguito del Comitato operativo convocato dal Presidente di CAAT ScpA su richiesta dei rappresentanti di APCO e del rappresentante dei movimentatori. APCO ribadisce che, pur essendo presenti le condizioni per agire fin da subito a un avvio della sperimentazione già a partire da lunedì 18 maggio, ha condiviso la scelta di posticipare il cambio degli orari al mese di settembre, nel rispetto degli altri soggetti coinvolti e nella convinzione che una trasformazione strategica di tale portata debba sempre essere accompagnata dal massimo confronto possibile. Il tema del superamento dell’attuale modello notturno, è entrato nell’agenda dell’Ente gestore ed è riconosciuto come uno concreta prospettiva di sviluppo e modernizzazione del CAAT. L’Associazione ha scelto di non procedere a uno scontro frontale che avrebbe potuto irrigidire il confronto e rallentare il percorso di cambiamento ormai avviato.

Nello stesso tempo è stato concordato l’affidamento da parte di CAAT ScpA di uno studio tecnico indipendente sull’impatto economico, logistico e territoriale del nuovo assetto orario, con particolare riferimento al centro agroalimentare, alla Città di Torino e ai Comuni limitrofi.

“La scelta del rinvio non rappresenta in alcun modo un arretramento – dichiara Vittorio Rovetta, Presidente di APCO – ma un atto di maturità istituzionale e di responsabilità verso il Centro e tutti i soggetti interessati. Abbiamo deciso di ascoltare le istanze emerse nel confronto, pur nella consapevolezza della bontà e della necessità del cambiamento. Il percorso verso il diurno prosegue e oggi, più che mai, è irreversibilmente accettato”.

APCO conferma la propria determinazione nel perseguire l’obiettivo indicato con chiarezza dall’Assemblea degli operatori: quello di rendere il CAAT un Centro più moderno, competitivo, sostenibile e maggiormente integrato con l’esigenza del mercato contemporaneo e del territorio.

Mara Martellotta

Sistema Canavese e la Guida alle Eccellenze 2026

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Il progetto di Fondazione Canavese2030 al Salone del Libro

La Fondazione Canavese2030 arriva al Salone del Libro di Torino, sabato 16 maggio alle 12.30, presso lo Spazio Arancio di Lingotto Galleria Visitatori, per presentare ufficialmente “Sistema Canavese e la guida alle Eccellenze del Canavese 2026, un macroprogetto in cui la Fondazione sceglie di raccontarsi attraverso un metodo e una visione strategica precisi..

“Portare il Canavese al Salone del Libro significa scegliere il palcoscenico culturale più importante d’Italia per dire che questo territorio ha qualcosa da dire – ha dichiarato Fabrizio Gea, Presidente della Fondazione Canavese2030 –  e lo dice con un progetto serio, costruito nel tempo. Sistema Canavese non è uno slogan: è una visione operativa che mette insieme turismo, identità, ambiente e innovazione digitale. È il modo in cui il Canavese decide di presentarsi all’Italia e al mondo”.

Il progetto “Sistema Canavese”, che sarà narrato da Maurizio Vermiglio, giornalista del settimanale Il Canavese; Alberto Conte, ideatore de Il Cammino di Europa e fondatore del Movimento Lento, project manager del Macro Progetto Sistema Canavese; Fabrizio Gea, Presidente di Fondazione Canavese2030; Andrea Zanusso, Vicepresidente Esecutivo e Cristina Natoli, architetta e PhD, membro del Consiglio Direttivo di Canavese2030, si articola sul fronte del turismo e sul racconto di un lavoro riguardante la costruzione di un’infrastruttura di mobilità lenta — ciclovia del Canavese, cammini canavesani e ippovia — sostenuta da un piano di marketing territoriale incentrato sui filoni dell’ outdoor e dello slow tourism. Sul fronte ambientale, in partnership con il Politecnico di Torino,
è in corso la definizione e la disseminazione di un’identità di territorio condivisa con i Comuni e le associazioni del terzo settore.
Sul fronte digitale, la Fase 2 del progetto Canavese Digitale prevede l’evoluzione della piattaforma canavese.com con strumenti ottimizzati per l’intelligenza artificiale, mentre il progetto Canavese Experience sviluppa un marketplace — su sito e app — per valorizzare eccellenze, esperienze, eventi, pubblicazioni e merchandising del territorio.

La Guida alle Eccellenze del Canavese 2026 riguarderà invece  lo strumento operativo del progetto, una raccolta di 759 indirizzi del buon vivere (imprese, artigianato, ristorazione, cultura, turismo) selezionati da oltre 200 fonti.
Realizzata in collaborazione con l’editore Atene del Canavese, è disponibile nello shop di canavese.com (https://canavese.com/pubblicazioni/).

Mara Martellotta

Menarini Bus, nostalgia del futuro grazie a Seri Industrial

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Presentati con successo a Milano ‘Flash’ e ‘Airon’, i nuovi campioni italiani del trasporto pubblico firmati dai designers chieresi di fama internazionale Mario e Sandro Vernacchia.

Menarini, folla di giornalisti, tecnici e appassionati all’avveniristico stand dello storico produttore italiano di autobus ieri 13 maggio al ‘Next Mobility Exhibition’ a Milano, presso l’area della Fiera di Rho.

La rinomata azienda bolognese, il cui trend è in forte espansione garantendo consolidamento, occupazione e prospettiva, ha presentato con successo i primi due modelli, frutto del nuovo corso destinato alla mobilità urbana: ‘Flash’ e ‘Airon’, rispettivamente veicoli destinati al trasporto persone da 8 e 12 metri, tutti elettrici e realizzati con materiali ecosostenibili di ultimissima e inedita generazione. Inclusi gli interni, scocca, telai e allestimenti, che garantiscono minor impatto ambientale e pesi più leggeri grazie all’introduzione di una tecnologia innovativa esclusiva frutto dell’esperienza del Gruppo ‘Seri Industrial’, affermata società quotata leader nel settore di batterie e accumulatori.

Una realtà industriale di primissimo piano in Italia e in Europa, nata grazie alla lungimiranza e la competenza di Vittorio Civitillo, stimato Sindaco di Piedimonte Matese, nel Casertano, e imprenditore visionario illuminato cui si deve anche la rinascita del marchio ‘Menarini’ con la guida sicura del nuovo e capace Ad Fabio Vannacci.

Un uomo e un professionista riconosciuto innamorato del proprio territorio, cui ha assicurato solida continuità trasferendo la produzione nello storico stabilimento di Flumeri, un tempo ‘Iveco’, in Valle Ufita: il più grande nel suo settore in Italia, praticamente il tempio degli autobus, e fra i primissimi anche in area UE. 

Quando due eccellenze s’incontrano, nascono storie destinate a durare nel tempo, fra cultura delle radici e prospettive affascinanti tutte ancora da esplorare. 

Ma quando due eccellenze, invece, si ritrovano, la magia è ancor più grande e stupisce e sorprende ancor più. A firmare infatti i due nuovi giganti della strada, incluso il restyling di logo e brand sono stati i notissimi designers Mario e Sandro Vernacchia, entrambi pionieri dello stile e ingegneri di lungo corso, il cui headquarter operativo è a Chieri, nel Torinese, il cui nome è altresì indissolubilmente legato anche all’epopea della ‘Ferrari’.

Due firme di primo piano a livello internazionale cui si devono già moltissimi dei modelli di bus urbani firmati da Menarini, e che grazie all’incontro con il nuovo Management in capo a ‘Seri Industrial’ sono tornati a completare una squadra che sta suscitando interesse, ammirazione e rispetto anche nel resto d’Europa per l’altissima qualità di gamma dei propri prodotti destinati alla movimentazione quotidiana delle persone, e per il pionierismo che ne contraddistingue, con concreta eleganza, ogni passo.

I profili dei veicoli guardano al domani strizzando però con classe, gusto ed equilibrio l’occhio alla tradizione, recuperando segni e stilemi che sottolineano la preziosità di una storia più che secolare che prosegue dal lontano 1919. E che, oggi più che mai, grazie all’esperienza della Famiglia Civitillo, da sempre sinonimo di risultato, serietà e trasparenza, può continuare a percorrere sicura altrettanti infiniti chilometri sulla strada dello sviluppo, guardando con fiducia a orizzonti sempre nuovi e stimolanti.

“Per prima cosa desidero ringraziare di vivo e vero cuore tutti coloro che hanno reso possibile il taglio di questo traguardo”, ha esordito il Presidente Vittorio Civitillo, nominando con schietta gratitudine e un pizzico di emozione uno a uno, innanzi ai numerosi presenti, tutti i componenti della sua altrettanto autorevole e valevole squadra e sottolineandone di ciascuno il valore. “Oggi rivolgiamo ancor più fiduciosi lo sguardo al domani, certi del fatto che le ottimizzazioni strategiche apportate all’intera filiera della supply chain costituiscono la miglior base di partenza per proseguire con impegno ed entusiasmo crescenti sul cammino già solidamente in corso”, ha concluso entusiasta il vertice, amichevolmente intrattenendosi a fine presentazione con tutti i partecipanti intervenuti.

MAURIZIO SCANDURRA

Ex Machina: il Piemonte rilancia l’eredità Olivetti nel segno dell’innovazione

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Dal 19 al 21 giugno 2026 Ivrea, nel cuore del sito UNESCO dedicato all’eredità industriale olivettiana, ospiterà la prima edizione di Ex Machina, nuovo progetto culturale e sociale nato per rilanciare su scala nazionale il pensiero e il modello Olivetti. L’iniziativa è promossa dalla Fondazione Natale Capellaro ETS e da MIO Lab Tecnologic@mente, con il sostegno della Regione Piemonte – Assessorato al Lavoro e Politiche Sociali, in collaborazione con il Comune di Ivrea e con il coordinamento dell’agenzia Tra Le Linee. Al progetto prenderanno parte anche il Ministero della Cultura, il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e i Sottosegretariati alla Presidenza del Consiglio per l’Innovazione tecnologica e il Sud.

La manifestazione si svilupperà durante tutto l’anno con attività rivolte a scuole, giovani, associazioni e cittadini: laboratori, incontri, workshop e percorsi educativi dedicati ai temi dell’innovazione, della cittadinanza digitale e dell’inclusione sociale, con particolare attenzione alle persone in situazioni di fragilità educativa, lavorativa o sociale.

“L’impresa della Olivetti non è solo un orgoglio per la storia del Piemonte e dell’Italia, ma soprattutto un insegnamento quanto mai attuale, capace di superare le ideologie liberiste e collettiviste del secolo scorso, lanciare la sfida di una declinazione organica dell’azienda quale comunità di capitale e lavoro, svettare nell’innovazione senza rinunciare all’umanesimo. Una bussola per ispirare anche le nuove generazioni nel rilancio industriale del nostro territorio piemontese, restituendo anima e visione all’eccellenza del made in Italy” dichiara Maurizio Marrone, vicepresidente della Regione Piemonte e assessore al Lavoro e Politiche Sociali.

La direzione artistica di Ex Machina è affidata ad Andrea Tendola, direttore del Museo Tecnologic@mente, che custodisce oltre duemila prodotti Olivetti. Gli eventi si terranno tra il Laboratorio-Museo Tecnologic@mente, l’Officina H e gli spazi esterni della Fabbrica dei Mattoni Rossi lungo via Jervis, il celebre “Kilometro Olivetti” definito da Le Corbusier “la via più bella del mondo”.

Il programma riunirà figure di primo piano del panorama tecnologico e culturale internazionale, tra cui Federico Faggin, Gastone Garziera e Massimo Banzi, insieme a divulgatori molto seguiti dal pubblico più giovane come Jakidale ed Eleonora Sayaka. Previsti anche gli interventi del rapper Anastasio, della curatrice Cecilia Botta, del fondatore del Kappa FuturFestival Maurizio Vitale, del divulgatore scientifico Emilio Cozzi e delle Spille d’Oro Olivetti, oltre alla partecipazione di enti e istituzioni del territorio come Confindustria, Archivio Storico Olivetti, FAI, UNESCO e Fondazione Adriano Olivetti. Sabato sera via Jervis ospiterà inoltre un Tech Party curato da Tell Me Wine.

“Ex Machina rappresenta per Ivrea una straordinaria occasione di confronto culturale sul rapporto tra tecnologia, lavoro, cultura e comunità, nel solco della visione di Adriano Olivetti. Il Laboratorio-Museo Tecnologic@mente, attraverso le attività per sensibilizzare le nuove generazioni alle materie STEM, conferma il proprio ruolo come spazio vivo di divulgazione scientifica, innovazione e memoria industriale. Come Fondazione Natale Capellaro crediamo che cultura, tecnica e responsabilità sociale debbano continuare a crescere insieme, per costruire una comunità consapevole del futuro” dichiara Andrea Tendola, direttore del Museo Tecnologic@mente e direttore artistico della manifestazione.

Il titolo Ex Machina richiama l’espressione latina legata al “deus ex machina” della tragedia greca, simbolo dell’intervento capace di risolvere un conflitto. In chiave contemporanea, il progetto riflette sul ruolo della tecnologia nelle trasformazioni del lavoro, dell’educazione, dell’informazione e delle relazioni sociali, scegliendo Ivrea come luogo simbolico dell’incontro tra innovazione industriale e visione civile.

Ampio spazio sarà dedicato anche alla memoria dell’esperienza olivettiana attraverso attività divulgative, laboratori e momenti di confronto intergenerazionale tra studenti, cittadini, professionisti ed ex lavoratori Olivetti. Tra i temi affrontati anche l’educazione digitale, il bullismo e il cyberbullismo.

Sabato 20 giugno Comune di Ivrea e Regione Piemonte inaugureranno inoltre il nuovo Visitor Centre UNESCO e presenteranno il restaurato Asilo Nido Olivetti, esempio concreto di come il patrimonio olivettiano continui a rappresentare una prospettiva per il futuro oltre che una memoria storica.

“La presenza a Ivrea del Ministro della Cultura Alessandro Giuli corona il lavoro della città nel custodire e rilanciare l’eredità olivettiana. Un legame, quello con il Governo, sancito dal riferimento al ‘Piano Olivetti per la Cultura’, che riconosce l’attualità di una visione capace di unire innovazione e crescita civile. La visita permetterà di illustrare traguardi concreti come la riapertura dell’Asilo Nido Olivetti, simbolo di un patrimonio che torna a servire le nuove generazioni, e l’imminente inaugurazione del Visitor Centre, asse portante per l’accoglienza turistica del sito UNESCO. Ivrea continua a investire con determinazione nella valorizzazione del proprio paesaggio industriale. Un percorso di respiro internazionale che, per consolidarsi come motore di sviluppo e opportunità per il territorio, punta a una costante collaborazione istituzionale e al supporto di progettualità condivise, coerenti con l’importanza nazionale del sito” dichiara il sindaco di Ivrea Matteo Chiantore.

La Final Competition Prize Award di SAS Startup Lab

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Mercoledi 13 maggio

La SAA School of Management di Torino si prepara a ospitare l’atto finale di un percorso durato mesi, la Final Competition Prize Award SAS Startup Lab, evento aperto al pubblico che celebrerà l’innovazione nata tra i banchi della SAA e la crescita della community startup più internazionale della città.

Mercoledì 13 maggio, a partire dalle 17.30, nove team di aspiranti imprenditori presenteranno i loro pitch davanti a una giuria di professionisti e accademici dopo un rigoroso percorso di validazione e mentorship. In palio un premio di 2 mila euro, di cui mille stanziati da SAA School of Magement dell’Università di Torino, e altri mille dalla Fondazione SIA, il cui scopo è il miglioramento e la diffusione della cultura manageriale e degli insegnamenti di scienze e tecnologie in materie e percorsi utili per il progresso di vari ambiti aziendali. La collaborazione partitaria tra SAA e SIA conferma il valore egualitario dell’iniziativa, nessuna classifica, ma solo due vincitori sullo stesso piano.

Il progetto SAS Sustainability and Services nasce per abbattere le barriere d’accesso all’imprenditorialità, offrendo un programma interamente in lingua inglese, che ha coinvolto oltre 128 studenti da 7 istituzioni diverse con ka quota di partecipanti internazionali pari al 70%.

“L’inclusione non è solo un valore sociale, ma anche un moltiplicatore di innovazione – afferma Amir Hossein Shokouihipour, program director di SAS Startup Community – quando una città crea le condizioni affinché persone con background e culture diverse collaborano su problemi reali aumenta la probabilità di trovare soluzioni che un ambiente omogeneo non avrebbe mai prodotto”

Mercoledì 13 maggio – dalle 17.30 alle 20

SAA School of Management- via Ventimiglia 115, Torino – ingresso gratuito

Mara Martellotta

Il Gruppo Pattern riceve la certificazione Leed V 4 per la sostenibilità e il green

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Il Gruppo Pattern annuncia con orgoglio di aver ottenuto la prestigiosa certificazione Leed V 4 Leadership in Energy and Environmental design for Building design and Construction Livello Platinum per il Head Quarters di Torino, inaugurato nell’ottobre 2025, raggiungendo un punteggio di 85/110 punti. Si tratta del massimo livello previsto dal protocollo internazionale che attesta le eccellenze in termini di sostenibilità ambientale, efficienza energetica e qualità degli spazi.

“Questo percorso rappresenta il traguardo verso un modello di crescita sempre più responsabile  spiega Franca Di Carlo, plant manager del Gruppo Pattern – e rappresenta per noi motivo di grande soddisfazione, ancora di più se pensiamo che nel contesto italiano i circa 30 edifici che hanno raggiunto il livello Leed Platinum soltanto dieci hanno ottenuto un risultato superiore o uguale a quelli di Gruppo Pattern. Tra questi, i siti industriali come il nostro, rappresentano una quota limitata, rendendo questo traguardo ancora più significativo. L’Head Quarters per noi non è solo un sito operativo, ma la nostra casa, uno spazio in cui soluzioni volte alla sostenibilità si integrano per il benessere delle persone”.

Il programma di certificazione Leed è sviluppato da U.S. Green Building Council e sottoposto a verifica tecnica e review da parte da Green Business Certification Inc. Si tratta di uno dei più quotati organismi di certificazione nel settore. Il punteggio Leed V 4 BD + C è calcolato sulla base di nove categorie che analizzano ampiamente le performance ambientali dell’edificio fornendo dati verificabili.

Tra i principali elementi che hanno portato il Gruppo al raggiungimento della certificazione Leed Platinum figurano l’elevata efficienza energetica, l’uso di fonti rinnovabili, la gestione delle risorse idriche e la qualità degli ambienti interni. Determinante anche il lavoro sulla tassonomia europea, che ha consentito di rendere tracciabili i dati, in linea con i criteri della finanza sostenibile.

Ferramenta, Fai-da-te, Giardinaggio, Sicurezza: è tempo di ‘SiFerr 2026’

La più grande kermesse italiana del settore accende Napoli sabato 16 e domenica 17 maggio Con l’irriverente Giuseppe Cruciani e l’iconico Rocco Siffredi l’evento di business dà spazio anche allo spettacolo per essere ancora più trasversale, inedito e sorprendente.

Ferramenta, Fai-da-te, Giardinaggio e Sicurezza. Un intero mondo in Fiera. La 5a edizione di SiFerr è pronta a tornare protagonista con un evento che promette di superare ogni aspettativa e catalizzare l’attenzione anche oltre il settore. Sabato 16 e domenica 17 maggio 2026, presso la Mostra d’Oltremare di Napoli, business, formazione e intrattenimento si fonderanno in un’esperienza ancora più intensa e coinvolgente, arricchita dalla presenza di due protagonisti capaci di attirare pubblico e media: Giuseppe Cruciani, volto noto per il suo stile diretto e provocatorio, e Rocco Siffredi, icona internazionale e testimonial ufficiale della manifestazione. Punto di riferimento per i professionisti dei settori ferramenta, utensileria, fai da te, colore, sicurezza e giardinaggio, SiFerr, targata Ma.Mu Divisione Eventi, si presenta con una proposta che unisce contenuti di livello e momenti ad alto impatto mediatico.

L’edizione 2026 rafforza la sua mission: creare connessioni, generare valore e sorprendere. Business in prima linea “Visitare SiFerr significa poter scoprire le ultime tendenze, confrontarsi con fornitori qualificati e valutare nuovi prodotti da inserire nel proprio assortimento, aumentando così la competitività dell’attività. Inoltre, la fiera favorisce la creazione di relazioni commerciali solide e durature, facilitando partnership strategiche e opportunità di collaborazione. Partecipare a SiFerr non è solo un’occasione per aggiornarsi, ma anche un momento concreto per generare contatti qualificati, sviluppare il fatturato e rafforzare la presenza sul mercato”, afferma Sebastian Galimberti, ideatore della manifestazione e titolare di Ma.Mu Divisione Eventi.

SiFerr rappresenta una piattaforma strategica per chi vuole trasformare la partecipazione a una fiera in reale opportunità di crescita. “Siamo contenti del ritorno alla Mostra d’Oltremare di SiFerr. Un appuntamento importante atteso da professionisti, aziende e operatori del settore. Un evento che si inserisce coerentemente all’interno della nostra agenda e arricchisce la nostra offerta fieristica”, dicono i vertici della MdO Remo Minopoli e Maria Caputo.

Nel corso delle due giornate, SiFerr offrirà un programma ancora più dinamico, pensato per stimolare confronto, relazioni e opportunità concrete. Dall’inaugurazione ufficiale con le autorità, prevista per la mattinata di sabato, fino ai corsi di formazione ERSI, i visitatori potranno entrare in contatto diretto con aziende e player di riferimento. Spazio anche ai contenuti editoriali, come i podcast “Smile SiFerr”, che darà voce ai protagonisti del mercato con uno sguardo attuale e diretto sulle evoluzioni del comparto. Sabato sarà segnato da uno degli appuntamenti più attesi: il talk show “Ipocriti… punto e a capo!”, che vedrà protagonista Giuseppe Cruciani, ideatore e conduttore del programma radiofonico e podcast più seguiti d’Italia ‘La Zanzara’ di ‘Radio24’, insieme a Maurizio Scandurra, volto noto e opinionista del medesimo programma.

Un confronto diretto, provocatorio e senza filtri, destinato a catalizzare attenzione e dibattito. La giornata culminerà nell’aperitivo serale offerto da Gruppo Cardinale e da un ritmato DJ set, un momento informale. Domenica 17 maggio riflettori puntati su Rocco Siffredi, testimonial ufficiale dell’evento e presenza dirompente di questa edizione. Il suo incontro con il pubblico sarà uno dei momenti più attesi: un’esperienza diretta, coinvolgente e ad altissimo richiamo. Premi e riconoscimenti per celebrare l’eccellenza del settore.

Grande spazio sarà dedicato alla valorizzazione dei protagonisti del settore. Dopo il tributo alle attività delle 10 ferramenta storiche d’Italia nella giornata di sabato, la domenica vedrà la consegna dei Premi SiFerr 2026. Tra i riconoscimenti: il Premio alla Carriera ad Alberto Casati, il Premio alla Comunicazione a Chiara Dell’Acqua (Saratoga), il premio Miglior Agente dell’Anno a Michele Paladino e il riconoscimento a Eurogross come Miglior Grossista dell’Anno. Questi momenti celebreranno non solo i risultati, ma visione, capacità di innovazione e crescita.

SiFerr conferma la sua natura inclusiva con un’offerta pensata anche per le famiglie. Durante entrambe le giornate saranno attive aree dedicate al tempo libero. Dall’area bimbi con attività creative, fino agli spazi dedicati al divertimento come poligono di tiro e area con calcetti balilla, tutto è pensato per alternare lavoro e svago in modo naturale.

Non mancheranno giochi, iniziative speciali e momenti di incontro come “Un caffè con iFerr Magazine”. SiFerr 2026 ha pensato a due giornate che lasceranno il segno, dove ogni elemento contribuisce a creare un’esperienza unica. L’appuntamento è a Napoli, il 16 e 17 maggio 2026.

Viaggi, ristoranti e benessere. Torino spende in esperienze per dimenticare la precarietà

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L’OPINIONE

A Torino si spende di più, ma non necessariamente si vive meglio
È questa la fotografia più nitida che emerge dai consumi delle famiglie torinesi tra il 2025 e l’inizio del 2026: meno soldi destinati alla spesa alimentare, più risorse investite in viaggi, cene fuori, palestra, sport e benessere personale. Un cambio di priorità che racconta molto più di una semplice moda.

Dietro questi numeri c’è una città che prova a difendere la propria qualità della vita in un clima economico percepito come fragile. La spesa media mensile cresce e supera i 2.600 euro, ma contemporaneamente diminuisce la capacità di risparmio: solo una minoranza riesce ancora a mettere qualcosa da parte. È il segnale di una classe media che continua a consumare, ma lo fa comprimendo le spese considerate essenziali.

Il dato più significativo non è tanto l’aumento delle uscite per il tempo libero, quanto il calo di quelle alimentari. Per la prima volta da anni, molte famiglie riducono acquisti quotidiani e consumi domestici pur di non rinunciare a esperienze che garantiscono evasione immediata. Ma anche qui vale la pena chiedersi: quale turismo, quali esperienze?

“Chi vuol esser lieto, sia: di doman non v’è certezza”, scriveva Lorenzo il Magnifico. E sembra quasi il manifesto implicito di questa stagione: spendere oggi per sentirsi vivi subito, anche se il risparmio si assottiglia e il futuro resta opaco. Il fitness, la cena fuori, il weekend diventano piccoli strumenti di compensazione emotiva dentro una quotidianità percepita come instabile.

Eppure sarebbe sbagliato leggere questi dati come il segnale di una città più ricca o più serena. Al contrario: raccontano una fragilità diffusa, mascherata da consumo. Si taglia sulla spesa quotidiana per salvare piccoli spazi di gratificazione personale. È il paradosso torinese contemporaneo: consumare esperienze per sentirsi meno precari, mentre la precarietà resta lì, sullo sfondo, sempre più normalizzata

Chiara Vannini

 

 

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Le famiglie torinesi faticano a risparmiare

La spesa media mensile delle famiglie torinesi si attesta nel 2025 a 2.616 euro, un valore sostanzialmente stabile rispetto all’anno precedente. Diminuisce la quota destinata ai consumi alimentari, tornati sui livelli precedenti alla pandemia, mentre cresce la spesa per beni e servizi non alimentari, trainata soprattutto dai costi legati alla casa — in particolare utenze e arredamento. Riprende anche il settore dell’abbigliamento, mentre restano stabili le spese per viaggi, vacanze e consumi fuori casa. In calo, invece, il numero delle famiglie che riesce a risparmiare. A livello territoriale, in Lombardia la spesa risulta superiore del 17% rispetto al Piemonte.

I dati sono stati presentati a Palazzo Birago nell’ambito dell’Osservatorio sulle spese delle famiglie torinesi, l’indagine promossa dalla Camera di commercio di Torino che, in coerenza con le rilevazioni ISTAT nazionali, analizza consumi e abitudini di acquisto di 240 nuclei residenti nel capoluogo piemontese.

Come sottolineato da Massimiliano Cipolletta, presidente della Camera di commercio di Torino, si registra un lieve incremento della spesa mensile, dovuto principalmente agli acquisti non alimentari. Tengono le spese per il tempo libero, riparte l’abbigliamento, ma si riduce la quota di famiglie in grado di accantonare risparmi. Cresce inoltre la preferenza per i negozi tradizionali, mentre la grande distribuzione mostra una lieve flessione. Nel confronto territoriale, la spesa delle famiglie torinesi si mantiene in linea con quella regionale piemontese, pur restando inferiore alla media nazionale.

L’indagine evidenzia anche l’evoluzione della composizione familiare nell’ultimo decennio. È diminuito il numero medio dei componenti dei nuclei familiari ed è aumentata in modo significativo la presenza di persone che vivono sole. Nel campione analizzato, le famiglie composte da una sola persona rappresentano oltre il 45%, dato coerente con gli archivi anagrafici della Città di Torino, secondo cui circa un residente su due vive da solo.

Dal punto di vista economico, il 40% delle famiglie si colloca in una fascia di livello medio, il 15% in condizioni di agiatezza e il 14,2% in una situazione di autosufficienza. La fascia di debolezza economica interessa invece il 30,8% delle famiglie torinesi e supera il 53% tra le persone sole.

Nel complesso, il quadro del 2025 mostra famiglie che mantengono stabile il livello di spesa, ma con una crescente pressione sui bilanci domestici e una minore capacità di risparmio.

Neanche Lo Russo e’ riuscito a rilanciare economia e lavoro a Torino

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L’OPINIONE 

L’ultima domanda dell’intervistatore al dibattito che si è tenuto ieri nelle splendide sale di Palazzo Carignano in occasione del 150* anniversario del più importante settimanale diocesano La Voce il Tempo, ha chiarito che neanche Lo Russo è riuscito a rilanciare economia e lavoro a Torino mentre le difficoltà della metà della Città che è in difficoltà come disse l’Arcivescovo NOSIGLIA sono ancora aumentate.
Avremo la seconda Biblioteca d’Europa, via Roma sara’ pedonalizzata, nel 2027 partiranno finalmente i lavori della Linea 2 della Metro ma i primi risultati si vedranno nel 2033-4. Nel frattempo chi non ce la fa a arrivare a fine mese e fa fatica a mangiare due volte al giorno dovrà contare sui pasti delle Caritas parrocchiali o sulle 12 Mense dei poveri. In questi anni la distanza tra il Centro e la periferia è ancora aumentata. Il degrado in Barriera e Aurora è sicuramente cresciuto.
Cosi dopo 33 anni di Giunte di sinistra che si definiscono progressiste a Torino le diseguaglianze sono aumentate. Quanto manca a Torino la cultura democratica cristiana che aveva una sensibilità e una attenzione agli ultimi che derivava dai Santi sociali. Non avendo difeso  l’industria sottovalutata da Castellani e seguaci oggi il 75% dei giovani ha un lavoro precario perché da chi collabora alla lavorazione dei film ai grandi eventi trova occupazioni a tempo parziale da 1 mese a tre mesi massimo. Torino nello studio Zangola sul lavoro figura agli ultimi posti tra le Città italiane.
In qualsiasi azienda privata di fronte a questi risultati si cambierebbe guidatore. Nella attesa  degli incontri sulla nuova strategia di Stellantis con FILOSA e’ evidente che la carta più grande non può essere il sogno delle Olimpiadi del 2040 ma l’arrivo della TAV di cui però nessuno parla piu’ . Dimenticata nel dibattito di ieri, dimenticata dai giornali su spinta del PD fortemente diviso al suo interno. In un dibattito subito chiuso di repubblica e’ emerso come sia stato il PD a frenare l’opera dalla parte italiana negli ultimi anni. L’opera si farà solo perché noi SITAV avemmo il coraggio di organizzare la grande Piazza Castello del 10.11.2018. Anche se qualcuno , dimenticando di gestire fondi pubblici e di essere pagato edita  pubblicazioni molto parziali.

La TAV che fa parte di un corridoio che collega un quinto del PIL europeo porterà traffici commerciali e turistici 365 giorni l’anno e ci renderà più attrattivi di investimenti esteri . A quel punto forse anche i capitalisti torinesi ,che oggi investono sulla piazza di Londra o N. York, torneranno ad investire su Torino.

Mino GIACHINO
UDC Torino