ECONOMIA E SOCIETA'- Pagina 10

Bando di contributi per i piccoli Comuni

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Torna per il terzo anno consecutivo il bando di Città metropolitana di Torino rivolto ai Comuni con popolazione inferiore ai 10mila abitanti per supportare i progetti di valorizzazione del territorio: i contributi sono previsti a sostegno di eventi, attività, manifestazioni, progetti per promuovere la conoscenza del patrimonio storico, artistico, culturale ed enogastronomico.
“Torniamo a destinare risorse per aiutare sindache e sindaci impegnati a consolidare e valorizzare l’identità locale. Gli eventi di promozione locale rappresentano l’anima del territorio nelle piccole comunità e meritano di essere sostenuti” sottolinea il vicesindaco di Città metropolitana di Torino Jacopo Suppo. I contributi previsti in totale ammontano a 100mila euro e saranno destinati a seconda della dimensione economica del progetto presentato.
Le iniziative dovranno essere attuate e rendicontate entro il 31 dicembre 2026.
Le domande da parte dei Comuni dovranno essere presentate entro il 20 aprile 2026 esclusivamente tramite posta elettronica certificata PEC a protocollo@cert.cittametropolitana.torino.it
La documentazione è online

PoIiTo ottiene la certificazione Platinum

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Il Politecnico di Torino ha ottenuto la certificazione Platinum del programma FISU Healthy Campusil massimo riconoscimento internazionale promosso dalla International Federation of University Sport (FISU) per gli atenei impegnati nella promozione della salute e del benessere della comunità universitaria. Con questo risultato, il Politecnico entra nel gruppo delle 65 università al mondo che hanno raggiunto il livello più alto della certificazione.

Il programma FISU Healthy Campus sostiene le università nello sviluppo di politiche e iniziative dedicate al benessere della comunità accademica, attraverso un percorso di autovalutazione basato su 100 indicatori organizzati in sette aree tematiche legate alla salute e alla qualità della vita nel contesto universitario.

“Il raggiungimento di questo obiettivo è per noi motivo di orgoglio perché ci consente di caratterizzare sempre di più non solo i nostri spazi e le nostre infrastrutture, ma abitudini sane e orientate al benessere della persona. In un ateneo come il Politecnico di Torino che nello sviluppo delle proprie policy mette da sempre al centro le persone, diventa fondamentale che queste possano operare quotidianamente per gli studenti, i docenti e il personale tecnico-amministrativo all’interno di un contesto che sia orientato alla qualità della vita e nel quale si propongono stili di vita sani”, afferma il rettore Stefano Corgnati.

Sono oggi 215 le università nel mondo che partecipano al programma Healthy Campus, di cui 115 già certificate. Il Politecnico di Torino entra nel gruppo delle 65 università al mondo che hanno raggiunto il livello più alto della certificazioneIn Italia sono cinque gli atenei aderenti e solo tre hanno raggiunto il livello Platinum: oltre al Politecnico, l’Università di Torino e l’Università di Milano-Bicocca.

Il progetto Healthy Campus si pone come obiettivo il miglioramento della qualità della vita di tutta la comunità accademica a partire dalla vita all’interno del campus e si basa su un approccio olistico al concetto di salute che integra benessere fisico, mentale e sociale raggiungibile attraverso corretti stili di vita, alimentazione sana, prevenzione delle malattie e dei comportamenti di rischio, adottando azioni sostenibili per ridurre l’impatto ambientale. Attraverso la condivisione delle conoscenze e delle buone pratiche su questi temi tra i campus membri della rete, l’iniziativa sostiene gli atenei nel promuovere un contesto favorevole all’intera comunità universitaria nell’adottare abitudini di vita salutari e sostenibili. In questo modo, le opportunità di svolgere attività sportiva, l’accesso ai servizi e alle iniziative che promuovono il benessere e i corretti stili di vita diventano elementi centrali nell’esperienza della vita universitaria. Per raggiungere tali obiettivi il programma Healthy Campus si compone di un framework attraverso cui le università possono condurre un lavoro di autovalutazione a partire da 100 indicatori corrispondenti a 7 aree di riferimento.

Il lavoro di self-assesment è stato condotto grazie a una collaborazione trasversale e interdisciplinare tra le diverse componenti dell’Ateneo, sotto il coordinamento di Stefano Sacchi (Vicerettore  per la Società, la Comunità e per l’Attuazione del programma) e Giulia Mezzalama (Project Manager Healthy Campus per il Politecnico di Torino), in stretta collaborazione con la Direzione ARIA, Servizio Cultura, Sport ed Eventi, e con la Direzione STUDI; con il Servizio LIFE (Intera Comunità di Ateneo), la Direzione SAIL (Sostenibilità di Ateneo, Infrastrutture di ricerca e Laboratori) e la Direzione PROGES (Progettazione, Gestione, Edilizia e Sicurezza).

 

La validazione finale del processo di autovalutazione e il successivo rilascio della certificazione ufficiale di livello Platino è avvenuta tramite un audit in presenza che si è tenuta il 9 e il 10 febbraio presso diverse sedi del Politecnico di Torino.

“L’ottenimento della certificazione Healthy Campus di livello Platinum rappresenta il riconoscimento di questo impegno e conferma il ruolo del Politecnico di Torino come ateneo capace di integrare salute, sostenibilità e innovazione nelle proprie politiche di campus, contribuendo alla costruzione di comunità universitarie più resilienti, inclusive e orientate a stili di vita sani”, afferma il vicerettore per la Società, la Comunità e per l’Attuazione del programma Stefano Sacchi.

“Il programma Healthy Campus non è soltanto uno strumento che permette di leggere il nostro Ateneo sotto molteplici prospettive, ma anche una straordinaria opportunità per confrontarsi con università di tutto il mondo sulla grande sfida globale della salute e del benessere della comunità universitaria, in particolare delle giovani generazioni, delle studentesse e degli studenti”, commenta Giulia Mezzalama, Project Manager Healthy Campus per il Politecnico di Torino.

I 7 Cluster del Programma Healthy Campus

 

Gestione del programma Healthy Campus (Healthy Campus Management): mappatura dei programmi, iniziative e gruppi di lavoro esistenti, definizione della visione e della strategia per l’implementazione del programma Healthy Campus, definizione dei ruoli istituzionali e operativi, definizione degli obiettivi strategici per ciascun cluster, strategie di comunicazione, mappatura degli stakeholders.

Attività fisica e sportiva (Physical Activity and Sport): le strutture sportive, l’accesso alle strutture e alle attività sportive, i team studenteschi sportivi, le Rappresentative sportive, il programma Dual Career.

Nutrizione (Nutrition): gestione e qualità dei servizi mensa e bar, valore nutrizionale dei cibi, presenza di erogatori d’acqua all’interno del campus, promozione di un’alimentazione sana ed equilibrata.

Prevenzione delle malattie (Disease Prevention): programmi e campagne di prevenzione delle malattie trasmissibili e non trasmissibili, accessibilità delle cure dentali per studenti e personale, accessibilità alla vaccinazione, promozione dei check-up medici.

Salute mentale e sociale (Mental and Social Health): promozione del benessere individuale e sociale, con servizi di supporto e counseling psicologico, attenzione alla dimensione di genere, riduzione delle disuguaglianze ed eliminazione delle discriminazioni.

Prevenzione dei comportamenti dannosi per la salute (Risk Behaviour): iniziative e servizi per affrontare le dipendenze e ridurre i comportamenti fonte di rischio per la salute.

Ambiente, sostenibilità e Responsabilità Sociale (Environment, Sustainability and Social Responsability): azioni e progetti per ridurre l’impatto ambientale delle strutture del campus, gestione consapevole delle risorse e implementazione di spazi verdi all’interno del campus.

Dati sulle università iscritte al programma Healthy Campus:

 

Università iscritte al programma 215
Università iscritte al programma con certificazione 115
Università italiane iscritte al programma 5 Politecnico di Torino, Università di Torino, Università IULM, Università di Milano-Bicocca, Università degli Studi di Napoli
Università con certificazione di livello Platino 65
Università italiane con certificazione di livello Platino 3 Politecnico di Torino, Università di Torino, Università di Milano-Bicocca

 

Polito Healthy Campus Highlights

 

Nel corso dell’audit dedicato al programma FISU Healthy Campus sono stati evidenziati diversi punti di forza relativi alle iniziative e alle strategie sviluppate dal Politecnico di Torino per promuovere il benessere della comunità universitaria. In particolare, l’auditor ha riconosciuto il forte impegno e la dedizione del personale coinvolto nell’implementazione del programma, sottolineando la capacità dell’Ateneo di attivare una collaborazione trasversale tra le diverse componenti della comunità accademica – personale accademico, tecnico-amministrativo e studenti.

Dal confronto con i diversi gruppi di lavoro e dalle attività svolte durante la visita sono emersi alcuni ambiti prioritari su cui il Politecnico di Torino sta sviluppando in modo significativo le azioni del programma Healthy Campus. In primo luogo la promozione dell’attività sportiva come fattore di benessere fisico e mentale e come strumento di inclusione sociale e partecipazione alla vita universitaria, affiancata dal rafforzamento dei servizi dedicati al benessere della comunità accademica, attraverso iniziative di supporto psicologico, prevenzione e accompagnamento nel percorso universitario e dalle iniziative di prevenzione e promozione della salute, rivolte all’intera comunità politecnica. Da segnalare anche l’impegno sui temi della sostenibilità ambientale e della qualità degli spazi del campus, attraverso progetti e strategie orientati alla gestione responsabile delle risorse e alla creazione di ambienti universitari più sostenibili.

Nel corso dell’audit sono stati inoltre presentati diversi progetti e iniziative che testimoniano l’approccio interdisciplinare adottato dall’Ateneo nell’implementazione del framework Healthy Campus e che contribuiscono a rafforzare il ruolo del Politecnico di Torino come contesto universitario attento alla salute, all’inclusione e alla sostenibilità.

Giachino: “Logistica e Van Dyck per una giornata a Genova”

Su Linkedin sta ottenendo una certa visibilità l’invito dell’ex sottosegretario ai trasporti Mino Giachino, attuale presidente di Saimare spa, per una “giornata speciale” a Genova il prossimo 9 aprile. Prima di andare alle storiche Stazioni Marittime di Genova, considerate il più bel Terminal passeggeri del mondo, il terminal da dove partivano i migranti per le Americhe, chi vuole può andare a Palazzo Ducale,  un altro capolavoro di Genova, a visitare la Mostra che contiene ben 60 dipinti del celebre fiammingo Van Dyck. In mezzo ovviamente la pasta col pesto di Pra o un fritto misto. Se la bellezza, come ha detto Papà Leone, entra nel cuore e lo allarga,  sicuramente chi seguirà il consiglio di Mino arriverà alle Stazioni Marittime per dibattere sui modi per aumentare la crescita della economia e del lavoro , con l’animo ben predisposto. A discutere del libro dell’uomo della TAV i professori Gian Enzo DUCI e Fabrizio VETTOSI, moderatore Luca PONZI della Rai di Genova.

Torino-Lione: insediato il Comitato di supporto Avigliana-Orbassano

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Si è insediato  il Comitato di Supporto alla realizzazione della nuova linea ferroviaria Torino-Lione – tratta nazionale Avigliana-Orbassano. La prima seduta, dedicata all’indizione e al coordinamento delle attività, si è svolta al Grattacielo della Regione Piemonte, alla presenza dei tecnici regionali, dei rappresentanti di RFI, dei sindaci e degli amministratori dei territori coinvolti dall’opera. Un momento di confronto operativo che segna l’avvio di un percorso strutturato di accompagnamento e condivisione con gli enti locali, con l’obiettivo di garantire un avanzamento efficace e coordinato dei lavori sulla tratta nazionale.

Il Comitato avrà il compito di favorire il dialogo tra istituzioni e territorio, monitorare lo stato di attuazione degli interventi e affrontare in modo puntuale le criticità che potranno emergere nelle diverse fasi di realizzazione dell’infrastruttura.

Nel corso dell’incontro, accogliendo le richieste emerse da parte di alcuni sindaci, è stata inoltre condivisa la volontà di attivare specifici tavoli tematici dedicati alle esigenze dei territori. I tavoli approfondiranno in modo mirato le principali tematiche connesse all’opera, tra cui agricoltura, industria, sostenibilità ambientale, questioni legate al sistema delle imprese e alla viabilità, con l’obiettivo di individuare soluzioni concrete e condivise.

“La costituzione del Comitato rappresenta un passaggio fondamentale per rafforzare il raccordo tra i livelli istituzionali e assicurare un confronto costante con i territori interessati – dichiara l’assessore regionale alle Infrastrutture Strategiche, Enrico Bussalino –. La Torino-Lione è un’opera strategica per il Piemonte e per l’intero sistema logistico del Nord-Ovest: significa maggiore competitività, nuove opportunità di sviluppo e un sistema di trasporti più moderno e sostenibile. Per questo, oltre al lavoro del Comitato, attiveremo tavoli tematici specifici per affrontare nel dettaglio le esigenze dei territori, garantendo ascolto e soluzioni concrete per accompagnare la realizzazione dell’opera in modo efficace, trasparente e attento alle esigenze delle comunità locali”.

Torino cambia pelle: il nuovo Piano Regolatore tra visione urbana e fase di transizione

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ABITARE CON STILE

Rubrica settimanale a cura di Magda Jasmine Pettinà 
Uno spazio dedicato al mondo della casa in tutte le sue forme: dal mercato immobiliare al design d’interni, dall’arte di valorizzare gli spazi alle nuove tendenze dell’abitare contemporaneo. Consigli pratici, spunti estetici e riflessioni su come rendere ogni casa un luogo che rispecchi chi siamo — con uno sguardo che unisce competenza, bellezza e sensibilità.

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Torino si prepara a riscrivere il proprio futuro urbano. Dopo oltre trent’anni, il nuovo Piano Regolatore Generale entra nella fase decisiva del suo iter, segnando un passaggio storico per la città.

Non si tratta semplicemente di un aggiornamento tecnico, ma di una vera e propria evoluzione culturale: un cambio di paradigma nel modo di progettare, vivere e trasformare lo spazio urbano.

Eppure, accanto alla visione, si apre oggi una fase più delicata, meno raccontata ma estremamente concreta: quella della transizione.

Il nuovo PRG nasce per rispondere a sfide che negli anni ’90 non esistevano: una città non più in crescita, ma stabile e in trasformazione; un’economia plurale, fatta di servizi, innovazione, cultura e turismo; una forte pressione ambientale legata al cambiamento climatico ed una maggiore attenzione alle disuguaglianze tra quartieri.

Per questo, il Piano si struttura attorno a tre grandi visioni: Torino come città dell’innovazione, Torino città del welfare e della prossimità ed una Torino città ecosistema. Insomma, Una nuova idea di città.

Queste tre direttrici puntano a rendere la città più accessibile, inclusiva e sostenibile per crescere meglio, non di più.

Il principio che guida il nuovo Piano, infatti, è chiaro: non espandere, ma trasformare.

Le nuove volumetrie saranno possibili, ma legate a un ritorno per la collettività: verde urbano, servizi e spazi pubblici.

È un modello più evoluto, in cui lo sviluppo privato contribuisce attivamente alla qualità urbana.

La città della mobilità e dei quartieri

Lo sviluppo si concentrerà nelle aree meglio collegate dalla metropolitana, dal passante ferroviario e quindi dalle principali direttrici urbane.

Allo stesso tempo, il Piano restituisce centralità ai quartieri, superando la logica centro-periferia e lavorando su una città fatta di identità locali, differenze e potenzialità.

Rigenerazione urbana e flessibilità

Il cuore del nuovo PRG è la rigenerazione con il recupero delle aree dismesse prediligendo la trasformazione degli spazi industriali e la riattivazione dei vuoti urbani.

A questo si aggiunge un elemento chiave: maggiore flessibilità nelle destinazioni d’uso.

Siamo però giunti alla fase più delicata: il tempo della transizione

Accanto a questa visione, si apre infatti una fase estremamente sensibile.

Con l’adozione del Piano preliminare entrano in vigore le cosiddette misure di salvaguardia: un meccanismo tecnico che impone alle nuove pratiche edilizie di essere conformi sia al piano vigente sia a quello in corso di approvazione.

Questo passaggio, necessario per evitare trasformazioni incoerenti, introduce inevitabilmente una fase di incertezza. Le pratiche già approvate proseguono, ma tutte quelle in istruttoria, non ancora autorizzate o basate su previsioni del vecchio piano possono subire rallentamenti, richieste di adeguamento o, in alcuni casi, sospensioni.

Il rischio di un “limbo urbanistico”

È in questo spazio intermedio che si crea quello che potremmo definire un limbo attuativo.

Un tempo sospeso in cui le regole stanno cambiando e le decisioni diventano più caute

Facendo sì che gli investimenti richiedono maggiore attenzione.

Le stesse associazioni di categoria hanno già evidenziato alcune criticità:

•aumento dei costi

•incertezza sulle bonifiche

•difficoltà nei cambi di destinazione d’uso

•rallentamenti nei permessi

Il rischio, se non gestito con strumenti adeguati, è quello di generare un temporaneo blocco del mercato.

Una sfida per il sistema pubblico

Dal dibattito emerge una consapevolezza condivisa: questa fase dovrà essere accompagnata con attenzione. Sarà fondamentale introdurre delle norme transitorie chiare, procedure più snelle e leggibili e strumenti di dialogo tra pubblico e privato.

Perché una città non si trasforma solo con le regole, ma con la capacità di renderle applicabili.

Un momento critico… ma anche strategico. Ogni fase di cambiamento porta con sé una doppia lettura. Da un lato incertezza, rallentamenti e possibile complessità; dall’altro: nuove opportunità, margini di negoziazione e possibilità di anticipare il mercato con intelligenza.

Per chi opera nel settore immobiliare, questo è un momento che richiede non solo competenza tecnica, ma soprattutto capacità di lettura e visione.

Abitare il cambiamento

Il nuovo Piano Regolatore non è solo uno strumento urbanistico.

È una lente attraverso cui leggere il futuro della città.

E oggi, più che mai, abitare significa scegliere non solo uno spazio, ma un contesto, una direzione, un modo di vivere.

In questa fase di transizione, la differenza non la farà chi si limita a seguire il mercato, ma chi saprà interpretarlo.

Perché è proprio nei momenti di passaggio che si costruiscono le città di domani.

www.domus-atelier.com – info@domus-atelier.com

Torino, lieve aumento dei prezzi al consumo 

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Un aumento dello 0,5% rispetto al mese precedente e del +1,2% rispetto al mese di febbraio 2025. Questi i dati diffusi nel mese di febbraio 2026 a seguito della rilevazione dei prezzi effettuata dall’Ufficio di Statistica della Città. L’indice complessivo dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC) è risultato pari al 100,9 (Base Anno 2025=100).

L’aumento congiunturale dell’indice generale riflette, per lo più, la crescita dei prezzi delle bevande alcoliche, tabacco e droghe (+2,0%), trasporti (+1,2%), servizi di ristoranti e servizi di alloggio (+1,0%), informazione e comunicazione (+0,9%), assistenza alla persona, protezione sociale e beni e sevizi sociali (+0,8% ), ricreazione, sport e cultura (+0,3%), abbigliamento e calzature (+0,2%). Pressoché invariati i servizi relativi all’abitazione, acqua, elettricità, gas e altri combustibili (+0,1%), i finanziari e assicurativi (+0,1%). Così come gli apparecchi per uso domestico, arredamenti e manutenzione corrente dell’abitazione (0,0) e i servizi di istruzione (0,0).

In diminuzione i prodotti alimentari e le bevande analcoliche (-0,1%), la sanità (-0,1%).

L’Indagine dei Prezzi al Consumo è stata effettuata secondo le disposizioni e le norme tecniche stabilite dall’ISTAT.

I dati relativi al mese di febbraio si possono consultare sul sito: http://www.comune.torino.it/statistica/

TorinoClick

Gli Oscar dell’Ecoturismo

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Sono stati assegnati al Salone Fa’ la cosa giusta di Milano, da Legambiente con PEFC Italia e Uncem, gli Oscar dell’Ecoturismo. L’iniziativa coordinata da Sebastiano Venneri e Antonio Nicoletti, dirigenti di Legambiente, ha visto l’incontro tra le migliori esperienze italiane per un “altro turismo” che incrocia sostenibilità, rispetto per l’ambiente, gestione forestale, cura del turista in località di pregio e sviluppate in sinergia tra imprese ed Enti locali. “Le esperienze che ottengono gli Oscar dell’Ecoturismo  – evidenzia Sebastiano Venneri, responsabile nazionale Turismo di Legambiente – mirano a minimizzare l’impatto ambientale, a sostenere le comunità locali e a promuovere la conservazione della biodiversità e l’inclusività. Una direzione giusta, che speriamo venga replicata in tantissime altre occasioni che vogliamo valorizzare con sinergie e strumenti di incoming nell’interesse pieno dei territori, delle comunità che li vivono”.

Di seguito tutti i premiati:

Sardegna

Ammentos – Ospitalità diffusa

Comune: Posada (Nu)

Il progetto di ospitalità diffusa Ammentos interessa il borgo medioevale di Posada, comune Dal 2021 un’impresa edile locale ha convertito la propria attività scegliendo consapevolmente di abbandonare la nuova costruzione, con conseguente consumo di suolo, per dedicare le proprie energie al recupero del costruito esistente. Ha dunque avviato -con risorse proprie e senza alcun finanziamento pubblico- un progetto di progressivo acquisto e riqualificazione di abitazioni medioevali abbandonate site nel centro storico per comporre un sistema di ospitalità diffusa che punta sulla qualità dell’esperienza.

Tutte le case hanno un affaccio sul delta del Rio Posada, facente parte del Parco di Tepilora, e sull’arco costiero. Sono arredate e climatizzate per consentire un utilizzo non soltanto estivo, ma in tutto l’arco dell’anno.

Dopo anni di totale assenza di servizi nel centro storico, la comunità “fluttuante” che si è ricreata grazie alla capacità ricettiva di Ammentos ha stimolato l’apertura di una gastronomia, un bar, una pizzeria e una gelateria.

Sito web: https://www.ammentosposada.it/

Referente: Luigi Contu

 

Limolo House 56 Green

Comune: CABRAS (OR)

Limolo House 56 Green si trova nel centro storico di Cabras, nel territorio del Sinis, un’area di altissimo valore naturalistico, paesaggistico e culturale, caratterizzata da zone umide di importanza internazionale, lagune costiere, spiagge naturali, sistemi dunali e un importante patrimonio archeologico (Tharros, Mont’e Prama luogo di ritrovamento dei Giganti, villaggi nuragici).

Si tratta di un progetto di ospitalità sostenibile che integra accoglienza turistica, bioarchitettura ed educazione ambientale.

La struttura è stata ristrutturata secondo criteri di sostenibilità ambientale, utilizzando materiali naturali e soluzioni a basso impatto, e propone un modello di turismo lento e consapevole.

Oltre al soggiorno, Limolo House promuove:

· esperienze di conoscenza del territorio del Sinis;

· momenti di incontro, divulgazione e scambio culturale sui temi della sostenibilità;

· una relazione diretta e responsabile tra ospiti, ambiente e comunità locale.

Recapiti Sito web: https://www.limolo.it

 

Referente: Daniela Meloni

 

Lombardia

EcoOstello Interflumina – Cascina Sereni

Comune: Casalmaggiore (Cr)

Situata nel verde delle campagne casalasche, l’EcoOstello si trova all’interno del Parco Golena del Po, a soli 1 km dal centro di Casalmaggiore.

L’EcoOstello si distingue per il suo approccio educativo innovativo, che integra sport, salute e inclusione. L’obiettivo è favorire una rigenerazione spirituale che coinvolga anima e corpo attraverso:

  • Immersione nella natura: itinerari nel Bosco Golena del Po per osservare la biodiversità e godere di un ambiente lontano dal caos cittadino.
  • Attività pedagogico-didattiche: basate su metodologie cooperative e strumenti come il Circle-Time e il Diario di Bordo.
  • Proposte personalizzabili: i docenti possono modulare le attività secondo le esigenze didattiche della classe, con il supporto di personale specializzato.

Il progetto prevede un uso sperimentale dei campi circostanti, con coltivazioni mirate sia alla produzione di alimenti per la cucina dell’EcoOstello, sia alla sensibilizzazione e formazione dei visitatori. Le coltivazioni, che comprendono verdure, cereali e frutta, saranno utilizzate per educare i visitatori sul significato di pratiche come la coltivazione biologica e la permacoltura.

 

Hotel Funivia

Comune: Bormio (So)

  • Immerso nel cuore del Parco Nazionale dello Stelvio, in una natura incontaminata tutta da scoprire, l’hotel Funivia è situato in centro a Bormio. Tantissime proposte per lo sport, il benessere, e il relax; si distingue soprattutto per i tanti servizi per i ciclisti: servizio noleggio, percorsi guidati alla scoperta del territorio, spazi comuni dove poter conoscere altri ciclisti e confrontarsi

 

Piemonte

Azienda agricola Marco Bozzolo

Comune: Viola Castello (Cn)

La famiglia Bozzolo si dedica alla castanicoltura da diversi secoli a Viola Castello. Attraverso molte generazioni, ha sempre gestito direttamente questa attività mantenendo inalterato il rispetto per le tradizioni e per il territorio. L’Azienda fa parte della Comunità Slow Food “Custodi dei Castagneti delle Alpi Liguri”. Impegnata da sempre nella castanicoltura, ogni generazione che si è succeduta ha custodito i segreti del lungo processo di essiccazione delle castagne nel rispetto dell’antica tradizione che, ancora oggi, avviene nell’essiccatoio originale, una costruzione dell’800 in pietra e legno completamente ristrutturata nel 2018.

L’Azienda Agricola Marco Bozzolo gestisce e controlla tutta la filiera produttiva, dalla conduzione dei castagneti, alla raccolta, alla selezione, alla trasformazione fino al confezionamento e alla commercializzazione.

https://www.marcobozzolo.com/

 

Trentino Alto Adige

Hotel Bertelli

Comune: Madonna di Campiglio (Tn)

L’Hotel Bertelli è guidato da oltre 40 anni dalla famiglia Bertelli, e fin dalla nascita la sostenibilità è stata una scelta prima di tutto etica e successivamente strategica, seguendo valori e principi di sostanza come il rispetto della natura e del territorio, l’integrità personale e professionale e il ruolo strumentale del profitto. Si tratta di un progetto che non riguarda solamente la sostenibilità ambientale, ma anche, quella sociale intesa nei termini di prendersi cura e tutelare i rapporti con clienti, dipendenti, fornitori, stakehoder locali. L’attenzione verso l’ambiente fa da sempre parte del DNA della famiglia Masè, tanto che nella primavera 2015 all’Hotel Bertelli è stata realizzata una centrale termica alimentata a biomasse.  L’Hotel Bertelli utilizza energia green e si approvvigiona da fornitori certificati che garantiscono elevati livelli di qualità; sostiene le produzioni agroalimentari locali; valorizza il capitale umano, supportando i propri dipendenti e collaborando con la comunità locale

 

Veneto

Natiia Wine Relais

Comune: Lazise (Vr)

Ospitalità rurale tra le colline di Lazise che si affacciano sul Lago di Garda, il Natiia Wine Relais offe accoglienza autentica, elegante e raffinata, che affonda le sue radici nella storia di Villa Bottona e della sua azienda agricola. Con una profonda sensibilità per la sostenibilità e il design integrato nella natura, ha trasformato l’ospitalità in un’esperienza autentica e non convenzionale, dove la terra e il benessere, la storia e la bellezza si fondono armoniosamente.

 

Azienda Agricola Damòs

Comune: Valle di Cadore (Bl)

L’Azienda Agricola Damòs (già Bandiera Verde di Legambiente) nasce per concretizzare la volontà di vivere in armonia con il territorio, imparando a rispettare lo scorrere delle stagioni e ciò che la terra naturalmente è in grado di offrire. Un impegnativo progetto agricolo, ma sicuramente stimolante e sorprendente. Oltre all’ospitalità e alla produzione di prodotti agricoli, l’azienda ospita attività didattiche, organizza escursioni ed arrampicate nella vicina falesia.

 

Lazio

Bottega Parlante

Comune: Settefrati (Fr)

La Bottega Parlante è il negozio di alimentari e lo spazio coworking del piccolo borgo montano di Settefrati, nel Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise.
La Bottega offre cibi e bevande del territoriogeneri alimentari freschi e genuiniprodotti per la casa eco-friendly, e prepara aperitivi, merende e picnic. Con un’ampia gamma di generi alimentari, detersivi alla spina ed altri prodotti per la casa e per l’igiene personale, promuove pratiche sostenibili per ridurre l’impatto ambientale. Oltre alla vendita, La Bottega è uno spazio di incontro e condivisione, con aree dedicate al lavoro e alla socializzazione.

 

Fra i Monti

Comune: Terelle (Fr)

La cantina Fra i Monti nasce acquistando vecchi vigneti abbandonati ad un’altitudine piuttosto elevata, a circa 1000 metri sul livello del mare. Circondati da una natura prevalente, caratterizzata da castagni, i vigneti sono composti da cultivar autoctone come Maturano, un vitigno bianco quasi completamente estinto, e Semillion, vitigno importato dalla Francia in epoca napoleonica. Tutti i vigneti sono coltivati biologicamente senza l’uso di sostanze chimiche e in cantina, c’è un approccio biodinamico, con vinificazione spontanea, lieviti indigeni e affinamenti in anfore. Oltre al vino, l’azienda produce olio, la caratteristica birra di castagne proveniente dal proprio castagneto, sott’olio. Inoltre la ristrutturazione dell’antico casolare accoglie nuclei familiari, coppie e giovani.


Abruzzo

Terra di Ea

Comune: Tortoreto (Te)

Trenta ettari tra parco sensoriale, orto biologico, uliveto, vigneto, fattoria degli animali, attività pedagogiche e formative, ristorante, 5 appartamenti. Tutto questo è Terra di Ea, cooperativa dove agricoltura naturale, cibo sano, cultura, arte e convivialità si fondono in uno spazio ideale. L’azienda si sviluppa come agriturismo, fattoria didattica, fattoria di animali, orto e produce miele, vino, pane con grani antichi. Qui tutto è certificato biologico e tutto viene condotto seguendo una filosofia ben precisa: ridare il giusto valore all’uomo dietro ai prodotti, perché ciò che rende una materia prima unica è proprio la mano dell’uomo.

 

Molise

Consorzio Forestale del Matese

ll Consorzio Forestale del Matese interessa il territorio dei comuni di Sepino, Campochiaro, San Giuliano del Sannio, Cercepiccola e Guardiaregia in provincia di Campobasso e parzialmente inseriti nel Parco nazionale del Matese. Il Consorzio, oltre alla gestione forestale sostenibile, è impegnato nella valorizzazione delle diversità paesaggistiche del vasto territorio coinvolto, e promuove la valorizzazione turistica e dei servizi per le attività outdoors, e il ripristino dei sentieri forestali per soddisfare le necessità di un turismo lento e sostenibile. Il Consorzio, nato nel 2023 ha ottenuto la certificazione forestale PEFC nel 2025, ed ha già realizzato una serie di cartografie tematiche per il cammino della Via del Legno e del Grano che interessa i sentieri dei comuni consorziati, e organizza escursioni guidate alla visita degli esemplari di faggio monumentale “i tre frati” sul Monte Mutria per promuovere a piccoli passi la conoscenza della gestione forestale sostenibile.

 

Campania

Agriturismo Porta Sirena

Comune: Paestum (Sa)

L’agriturismo Porta Sirena, a Paestum, è una realtà che coniuga ospitalità (a due passi dall’area archeologica), ristorazione legata alla tradizione, produzione casearia di eccellenza e allevamento di bufale improntato al benessere animale provenienti dall’azienda agricola Jemma

 

Vigna delle Rose – Casa Setaro

Comune: Trecase (Na)

Un pó casa e un pó albergo, ma soprattutto un luogo dove vivere diverse esperienze legate al Vesuvio: Vigna delle Rose – Casa Setaro sorge all’interno del Parco Nazionale del Vesuvio. Diciotto ettari vitati, su suoli vulcanici a diversa altitudine ed esposizione, sono coltivati in regime biologico con sole varietà autoctone, perseguendo la salvaguardia ambientale, il recupero e la valorizzazione del paesaggio. Il modello di ospitalità scelto, l’Albergo Diffuso, è sicuramente l’unico che poteva tradurre la filosofia di Casa Setaro.

 

Le prelibatezze di Nonno Luigi

Comune: San Giuseppe Vesuviano (Na)

Pierfrancesco Ammendola, titolare dell’azienda agricola Le prelibatezze di nonno Luigi, ha messo a frutto la sua grande passione per l’agricoltura. La mission dell’azienda è coltivare prodotti rispettando la terra ed i prodotti, senza l’utilizzo di pesticidi né diserbanti ma concimi naturali che non alterano le proprietà del prodotto finale. Dal 2006 ad oggi l’azienda agricola è diventata punto di riferimento importante sul territorio sia per i prodotti nati dalle sue coltivazioni sia per l’impegno nel portare avanti un’agricoltura sana che rispetta il territorio. I prodotti offerti sono marmellate, miele, conserve di pomodoro, vin cotto, crema di castagne; verdure in foglia, radicchio, scarole, cipolle, aglio, zucca, zucchine, fagioli, pomodorino del piennolo DOP, pomodoro pacchetella DOP.

 

Cooperativa Nuovo Cilento

Comune: San Mauro Cilento (Sa)

Da 50 anni la cooperativa Nuovo Cilento cresce, arrivando a 420 soci e 2500 ettari di terra nel Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, e lavora per creare un’esperienza senza fine a contatto con la terra per uno stile di vita sostenibile, genuino e felice. La cooperativa è attiva in tante attività: corsi nella Biofattoria Didattica, esperienze di gusto al Ristorante Al Frantoio e prodotti di qualità. Si usano metodi di coltivazione che rigenerano la vita del suolo attraverso i principi dell’agricoltura organica e rigenerativa; si pratica innovazione tecnologica per il rispetto della vita della terra e per la sicurezza del lavoro in collina e montagna; vanta un frantoio all’avanguardia in Italia per un olio con altissima concentrazione di antiossidanti con certificazione biologica e nella denominazione di origine protetta DOP Cilento per l’olio di oliva

 

Calabria

Sibaritide Turismo

Comune: Corigliano Rossano (Cs)

Sibaritide Turismo è una piattaforma di promozione territoriale e gestione della destinazione che valorizza la Sibaritide attraverso un approccio orientato alla sostenibilità ambientale, culturale e sociale. Il portale mette in rete esperienze, itinerari e servizi che favoriscono un turismo lento, consapevole e rispettoso dei luoghi, con particolare attenzione ai paesaggi naturali, alle aree rurali, ai borghi e alle comunità locali. Pur non configurandosi come progetto di ecoturismo in senso esclusivamente tecnico, Sibaritide Turismo rappresenta uno strumento abilitante per lo sviluppo di pratiche ecoturistiche, promuovendo attività a basso impatto, la conoscenza del patrimonio naturale e culturale e il coinvolgimento diretto degli operatori del territorio. In questa ottica, il portale contribuisce alla costruzione di un modello di turismo responsabile, capace di generare valore duraturo per l’ambiente e per le comunità ospitanti.

 

Sicilia

Palma Nana

Comune: Palermo

Palma Nana è una cooperativa che opera da 40 anni nel settore del turismo sostenibile e sociale in maniera coerente, crescendo anno dopo anno e proponendo attività integrate di turismo, educazione ambientale e divulgazione. Scoprire, osservare, assaporare, toccare, emozionarsi davanti ad uno spettacolo della natura o alle parole di un testimone del sapere, sono indispensabili strumenti da portare sempre con sé, insieme al rispetto verso l’ambiente, le persone e le scelte coerenti in un’ottica di sostenibilità ambientale e sociale

 

Fontes Episcopi

Comune: Aragona (Ag)

Fontes Episcopi è un bioresort tra le dolci colline della provincia di Agrigento, che propone un’esperienza autentica di ospitalità e ristorazione. Oggi è anche un agriturismo biologico conosciuto come vero e proprio centro di ospitalità rurale, dove il vero “lusso” è il ritorno alla terra, tra orto biologico, cucine tradizionali a chilometro zero e una SPA ricavata dal palmento originale. Gestione della struttura all’insegna del motto “ricicla, riusa, riduci”. La struttura ottimizza il consumo idrico attraverso un sistema di raccolta delle acque piovane e fitodepurazione. Sotto il profilo energetico c’è un impianto fotovoltaico ad accumulo, una colonnina per la ricarica di moto e autoveicoli elettrici e gli impianti di riscaldamento e raffreddamento sono di ultima generazione gestiti con domotica. In struttura è bandita la plastica, vengono usati detersivi bio e agli ospiti sono riservati detergenti naturali di produzione propria a base di olio e piante.

Caro energia e petrolio, l’allarme di Confcooperative Piemonte

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Aumentano i costi lungo tutta la filiera, dalle imprese alle famiglie

Le tensioni internazionali e le nuove oscillazioni del prezzo del petrolio stanno tornando a pesare sull’economia reale e sul sistema cooperativo piemontese. A essere colpite sono attività diverse ma strettamente collegate tra loro: produzione agricola, trasporti, distribuzione, consumi energetici e casa. Il rischio, sottolinea Confcooperative Piemonte attraverso le voci delle proprie federazioni, è quello di una crescita dei costi lungo tutta la filiera, con effetti sempre più evidenti sia per i produttori sia per i consumatori.

Nel comparto agroalimentare, l’aumento del gasolio incide anzitutto sul lavoro quotidiano delle imprese agricole. “Ci sono almeno tre aspetti da considerare – osserva Roberto Morello, presidente di Confcooperative Fedagripesca Piemonte –. Il primo è l’impatto immediato sulla coltivazione dei fondi e sulla gestione degli allevamenti, perché il caro gasolio fa crescere i costi legati all’uso di attrezzature e mezzi. Il secondo riguarda i trasporti, quindi la raccolta e la movimentazione dei prodotti agroalimentari, dal latte alla frutta. Il terzo è la conseguenza finale: questi aumenti si ripercuotono inevitabilmente anche sulle tasche di tutti, perché significano maggiori costi per i consumatori.

A questa pressione si aggiunge quella che grava sul mondo dei servizi, dove energia e carburanti incidono direttamente sull’organizzazione delle attività. “Per molte cooperative del settore – dichiara Gianni Di Nunno, presidente di Confcooperative Lavoro e Servizi Piemonte – i rincari pesano sulla gestione quotidiana, sugli spostamenti, sulla logistica e più in generale sui costi di esercizio. Quando i margini sono già limitati, anche aumenti contenuti possono diventare difficili da assorbire e mettere in tensione la sostenibilità delle attività. Una cooperativa su quattro, in particolare nei settori maggiormente energivori, rischia di non riuscire ad affrontare anche questa crisi”.

Sul fronte della distribuzione e dei consumi, il caro energia colpisce in modo diretto anche negozi e supermercati. “Con le speculazioni correlate alla guerra nell’area mediorientale e con le fluttuazioni del prezzo del petrolio, il costo dell’energia è aumentato creando non pochi problemi nella gestione delle attività”, afferma Roberto Forelli, presidente di Confcooperative Consumo e Utenza Piemonte. “Industria e supermercati cercano di frenare gli aumenti dei prezzi, ma la pressione sui costi rischia di essere forte”. Forelli richiama però anche una prospettiva di risposta strutturale. “Siamo sempre più convinti che l’unico modo per affrontare davvero il problema sia produrre una parte crescente dell’energia che consumiamo. Le cooperative di produzione e distribuzione di energia elettrica e le comunità energetiche rinnovabili che stanno nascendo possono dare un contributo concreto, sia nel contrasto alla povertà energetica sia sul piano della sostenibilità ambientale”.

I rincari, infine, rischiano di colpire subito anche le famiglie attraverso la casa. “Difendere il diritto all’abitare significa oggi anche proteggere le famiglie dal rischio di bollette e spese condominiali sempre più pesanti”, dichiara Alberto Anselmo, presidente di Confcooperative Habitat Piemonte. “Le tensioni sui mercati energetici possono avere effetti molto concreti nei nostri alloggi, soprattutto dove ci sono impianti centralizzati e costi comuni legati al riscaldamento e ai consumi elettrici. È una questione di tenuta sociale, prima ancora che economica”. Accanto a questo, Habitat richiama anche il ruolo delle cooperative di comunità, che nei territori costruiscono reti, servizi e risposte condivise in una fase di crescente fragilità.

Il quadro che emerge è quello di una catena in cui ogni anello è collegato all’altro: se aumentano i costi dell’energia e dei carburanti, crescono le spese per produrre, trasportare, distribuire e abitare. E alla fine il peso si trasferisce sull’intero sistema economico, incidendo in modo progressivo sulla sostenibilità delle attività cooperative, e sulla vita quotidiana delle persone. Confcooperative Piemonte richiama dunque l’attenzione sulla necessità di una risposta che sappia muoversi su un doppio binario: servono misure capaci di contenere gli effetti immediati dei rincari, ma anche una strategia più solida per rafforzare autonomia energetica, tenuta sociale e sostenibilità dei territori.

cs

Il Piemonte è secondo tra le regioni virtuose per usi e consumi idrici in casa

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In Piemonte il risparmio idrico è diventato un’abitudine diffusa. In occasione della Giornata mondiale dell’acqua, la seconda edizione dell’Osservatorio sugli usi e consumi idrici in ambito domestico, il Piemonte è risultato al secondo posto, sul podio nazionale delle regioni virtuose. Il 78% dei cittadini dichiara di adottare comportamenti orientati alla riduzione degli sprechi, un dato che colloca la Regione subito dietro all’Emilia-Romagna (80%) e davanti alla Lombardia (76%), confermando un utilizzo responsabile della risorsa acqua.

In Piemonte questa attenzione coinvolge uomini e donne in modo equilibrato, ed è particolarmente radicata nell’emisfero d’età più adulte. Oltre il 27% dei cittadini ha tra i 46 e i 55 anni, il 26% rientra nella fascia 56-65 e quasi il 22% supera i 26 anni, a conferma di come la gestione dell’acqua sia strettamente legata alla quotidianità domestica. Le buone pratiche sono ormai parte della routine: il 92% dei cittadini torinesi e piemontesi preferisce la doccia al bagno, e quasi l’80% limita la durata della doccia a una media di 10 minuti, con il 40% che rimane all’interno dei 5 minuti. Il 90% utilizza lavastoviglie solo a pieno carico, mentre l’80% chiude il rubinetto mentre si lava i denti o si insapona. Dati in crescita rispetto al 2025. Anche la manutenzione gioca un ruolo importante: oltre il 53% interviene con costanza su impianti e rubinetteria per prevenire perdite e sprechi, contro il 45% del 2025.

Si consolidano inoltre comportamenti domestici attenti alla gestione dell’acqua, in cucina e negli spazi verdi. Più del 50% lava frutta e verdura in ammollo anziché sotto l’acqua corrente, e il 57% annaffia le piante durante le ore serali per ridurre l’evaporazione. Tra le strategie citate emergono l’attenzione a non sprecare acqua nelle azioni quotidiane (36%) e l’utilizzo di cicli eco durante le attività domestiche (31%). L’indagine ha fatto emergere un altro segnale: l’87% dei cittadini si è dichiarato disponibile a modificare le proprie abitudini per ridurre l’impatto ambientale legato al consumo di acqua. Nel complesso emerge il profilo di una Regione in cui la sostenibilità si costruisce attraverso piccole azioni quotidiane, ancor prima dei grandi interventi strutturali. La somma dei piccoli gesti quotidiani consente oggi al Piemonte di distinguersi tra le Regioni più sensibili verso lo spreco dell’acqua in ambiente domestico.

Mara Martellotta

Horeca Expoforum chiude con la presenza di 15mila professionisti

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Sono stati 15.000 i professionisti che hanno visitato la terza edizione di Horeca Expoforum, organizzata da GL events Italia al Lingotto Fiere di Torino. Oltre 300 brand italiani e internazionali hanno animato il salone tra forniture professionali, food & beverage, torrefazioni e distributori. Con circa 100 eventi in tre giorni, la manifestazione si conferma punto di riferimento per il mondo della ristorazione, dell’ospitalità e dell’intero universo Ho.Re.Ca. L’appuntamento tornerà dal 14 al 16 marzo 2027.
«Horeca 2026 si conferma un motore che genera opportunità reali per l’intera filiera, un luogo dove talento, innovazione e visione trovano spazio per crescere», dichiara Gabor Ganczer, amministratore delegato di GL events Italia. Ganczer ricorda anche il ruolo del salone nel percorso che ha condotto Matteo Terranova al terzo posto nella selezione europea del Bocuse d’Or a Marsiglia e all’accesso alla finale mondiale di Lione: «Un risultato che testimonia la qualità del lavoro di chef, team e istituzioni coinvolte».
Per il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e l’assessore Paolo Bongioanni, «il successo della terza edizione ha confermato il Piemonte come punto di riferimento internazionale per l’ospitalità». Lo spazio PiemonteIS, dedicato alla cultura gastronomica regionale, ha accolto showcooking, degustazioni e incontri su arte bianca, filiere corte, prodotti DOP e formazione professionale.
La fiera ha riunito aziende capaci di raccontare le trasformazioni del comparto. Grande affluenza di pubblico per tutto il palinsesto di eventi del salone. La manifestazione guarda ora al 2027, con l’obiettivo di ampliare ulteriormente la propria dimensione internazionale e consolidare il ruolo di Torino come hub nazionale per ristorazione e ospitalità.