ECONOMIA E SOCIETA'- Pagina 104

A Iren Oscar di Bilancio Ferpi

·       Il Gruppo premiato all’interno della categoria “Utility o Multi-utility quotate e non”

·       Alla base del riconoscimento, l’integrazione matura tra rendicontazione finanziaria e di sostenibilità e una narrazione bilanciata tra informazioni qualitative e quantitative

Il Gruppo Iren è stato insignito in data odierna del Premio Oscar di Bilancio 2023. Il riconoscimento, consegnato durante la 59° edizione della Cerimonia di Premiazione organizzata da FERPI, Borsa Italiana e Università Bocconi nella tradizionale cornice di Palazzo Mezzanotte, premia le aziende più virtuose nell’attività di reporting e nella cura dei rapporti con i propri stakeholders.

In particolare, Iren si è aggiudicata la vittoria all’interno della Categoria “Utility o Multi-utility quotate e non”. Le motivazioni che hanno spinto gli organizzatori a premiare il Gruppo hanno a che vedere in particolare con la rendicontazione, che “si distingue per l’integrazione matura tra rendicontazione finanziaria e di sostenibilità”. Inoltre, è stata apprezzata la consistenza, la strutturazione e l’analisi dei temi, effettuata incrociando obiettivi strategici, target e creazione di valore. Menzioni positive anche per l’analisi di materialità, che “anticipa la duplice materialità prevista dalla CSRD”, e per la combinazione di framework e standard di rendicontazione a livello nazionale e internazionale e il collegamento con gli SDG che risultano particolarmente efficaci. Infine, è stata valutata positivamente la descrizione della governance, completa e innovativa, così come “l’analisi di rischi, impatti e azioni di mitigazione, che in aggiunta, appare molto intuitiva nell’esposizione”. In generale, “l’impianto complessivo e la struttura di presentazione della rendicontazione si caratterizzano per una narrazione bilanciata tra informazioni qualitative e quantitative, e per infografiche e editing eccellenti, con collegamenti ipertestuali tra documenti, a supporto della connettività e fruibilità della rendicontazione”.

Ricevere il Premio Oscar di Bilancio è per noi motivo di grande soddisfazione“, ha commentato Giovanni Gazza, Chief Financial Officer del Gruppo. “Questo riconoscimento, diventato punto di riferimento per il mondo economico e finanziario, oltre a quello della comunicazione, attesta l’eccellenza nella trasparenza ed efficacia della rendicontazione raggiunte dal Gruppo nonché la piena integrazione tra obiettivi finanziari e di sostenibilità, confermando come i criteri ESG siano alla base delle nostre attività e delle nostre scelte“.

La Scialuppa sul podio nazionale dei fondi anti-usura

Già assistite 17.000 famiglie e piccole e medie imprese, 2.500 garanzie su finanziamenti bancari per oltre 45 milioni di euro 

La Scialuppa CRT Onlus, ente strumentale della Fondazione CRT, si posiziona per il secondo anno consecutivo sul podio in Italia tra i soggetti non profit (fondazioni e associazioni) che hanno ricevuto i contributi statali a sostegno del loro impegno nella prevenzione del fenomeno dell’usura.

La Fondazione La Scialuppa CRT, infatti, ha ricevuto risorse statali per circa 350.000 euro, assegnati dal ministero dell’Economia e delle Finanze sulla base, tra i vari criteri, di indicatori oggettivi dell’efficacia e dell’efficienza operativa e gestionale.
Il nuovo contributo pubblico si aggiunge ai 450.000 euro che la Fondazione CRT ha stanziato quest’anno a favore della Scialuppa CRT, ente istituito nel 1998 per supportare soggetti a rischio usura in Piemonte e Valle d’Aosta.

 

Con una quarantina di volontari e 10 centri di ascolto diffusi sul territorio (Torino, Aosta, Ivrea, Biella, Cuneo, Verbania, Novara, Vercelli, Asti, Alessandria), La Scialuppa CRT ha fornito finora assistenza gratuita a 17.000 famiglie e piccole e medie imprese in temporanea difficoltà, deliberando 2.500 garanzie su finanziamenti bancari per oltre 45 milioni di euro, in modo da evitare il ricorso ai canali illegali del credito.

 

La conferma del podio è il riconoscimento del grande impegno dei volontari della Scialuppa CRT, che danno risposte concrete ai fabbisogni delle famiglie in temporanea difficoltà economica – dichiara il Presidente della Scialuppa CRT Ernesto Ramojno –. Da 25 anni con il supporto della Fondazione CRT, contribuiamo a prevenire un fenomeno grave e ripugnante come l’usura, che alimenta il mondo criminale e provoca un indebolimento del tessuto economico e sociale”.

 

Il contributo statale ricevuto dalla Scialuppa CRT, con funzione di garanzia per la concessione di prestiti a tasso agevolato, è il risultato della ripartizione annuale tra i 75 enti attivi in Italia (48 confidi e 27 associazioni e fondazioni antiusura), ai quali sono stati erogati quest’anno oltre 23 milioni di euro del Fondo nazionale antiusura, Il Fondo è alimentato in prevalenza dai proventi delle sanzioni amministrative antiriciclaggio, ed è gestito dalla Commissione interministeriale Economia e Finanze, Interno, Sviluppo economico, Lavoro e Politiche sociali.
In seguito a una valutazione basata sulla combinazione di parametri meritocratici – come il numero di pratiche deliberate dagli enti, l’efficienza storica nell’utilizzo delle risorse, l’attività di ascolto dei soggetti in crisi e l’effettiva capacità di garantire l’accesso al credito – la Commissione ha destinato 348.370,15 euro alla Fondazione La Scialuppa CRT.
Per quota parte del Fondo antiusura, La Scialuppa CRT si colloca così al primo posto a livello regionale e al terzo posto a livello nazionale.

Customer care e AI: Torinese la prima app al mondo

Sino ad ora l’assistente alle vendite che sfrutta chatbot conversazionali basati sull’AI generativa sembrava appannaggio esclusivo di grandi catene che in questi mesi hanno dichiarato di essere al lavoro sull’AI. Una tecnologia irraggiungibile per la maggior parte dei siti e-commerce. Ora, grazie alla nuova app AIDIFY, tutti potranno utilizzare l’AI per gestire il customer care del proprio e- commerce su Shopify in maniera veloce, 24h su 24h, in qualunque lingua e senza bisogno di personale dedicato.

La rivoluzione democratica parte dalla digital factory torinese IDT, che è impegnata da anni nella progettazione, nel lancio e nello sviluppo di brand digitali. La grande esperienza in digital e-commerce e la certezza che l’AI rivoluzionerà il mercato con una forza dirompente, hanno portato Carlo Tafurifondatore di IDT, a creare un team di ingegneri del Politecnico di Torino per creare una App che sfrutta Chat Gpt per l’assistenza clienti.

AIDIFY è stata lanciata oggi sul mercato ed è disponibile sul market place Shopify per offrire a tutti la possibilità di implementare l’innovativa tecnologia sui propri siti. Sarà possibile provare gratuitamente la chat con le funzioni base o scegliere i piani superiori che aggiungono funzionalità e assistenza. Il potenziale della nuova App made in Italy è altissimo; basti pensare che attualmente si appoggiano a Shopify oltre 1,7 milioni di siti e-commerce.

AIDIFY è pensato da IDT per rappresentare un aiuto fondamentale alle vendite e soprattutto all’internazionalizzazione di un sito e-commerce. Implementando la App, in pochi giorni, tutti possono dotarsi di un assistente virtuale sempre presente (risponde 24h su 24h, 365 giorni all’anno), in qualsiasi lingua. L’assistente virtuale scansiona il sito e, tramite una chat, fornisce agli utenti informazioni precise sul negozio, sui prodotti disponibili, sulle opzioni di pagamento o sulle spedizioni, guidandoli nel processo d’acquisto. Può inoltre rispondere alle domande e ai dubbi dei clienti ma anche aiutarli a scoprire nuovi prodotti e offrire consigli personalizzati.

Tra le funzionalità anche la possibilità di aggiornare i clienti in ogni momento sullo stato di un ordine, fornendo informazioni sull’invio degli articoli, sui tempi di spedizione e sulla consegna, risolvendo eventuali problemi relativi ad articoli smarriti o ordini da restituire.

AIDIFY debutta oggi sulla piattaforma Shopify e sul sito di SKÖN (https://skoncosmetics.com/) che diventa il primo beauty brand al mondo ad offrire consigli personalizzati ai clienti grazie all’AI.

Case popolari, dalla Regione un aiuto per chi non arriva a fine mese

Le risorse, frutto di risparmi realizzati negli anni passati, saranno ripartite ai 38 Comuni che hanno meglio impiegato le risorse comprese nel Fondo Inquilini Morosi Incolpevoli, in particolare nelle annualità 2014 e 2015.
 
 
Arrivano maggiori risorse, quasi 2 milioni di euro, per contrastare la morosità incolpevole, destinate ai Comuni più virtuosi, ovvero quelli che hanno meglio speso i fondi già messi a disposizione della Regione per i residenti delle case di edilizia popolare che vorrebbero pagare canoni e bollette, ma che – complice l’aumento dei costi e la crisi economica – non ce la fanno ad arrivare a fine mese: i cosiddetti «morosi incolpevoli».
Ad annunciarlo è l’assessore regionale alle Politiche per la Casa, Chiara Caucino.
In sostanza, le nuove risorse a disposizione derivano da economie che riguardano il Fondo Inquilini Morosi Incolpevoli e, in particolare, sul loro utilizzo nel 2014 e nel 2015. Risparmi, risorse non utilizzate, che ora vengono rimesse in campo e date proprio a quei Comuni che più di altri si sono distinti nel loro utilizzo, venendo incontro alle persone più fragili.
La Regione, infatti, attraverso il Fondo, destina le risorse ai Comuni ai quali spetta l’utilizzo. Alcuni hanno utilizzato tutti fondi a disposizione, alcuni soltanto in parte, mentre altri li hanno sfruttati tutti. Da qui il risparmio complessivo di 1 milione 922mila e 308 euro che ora verranno ripartiti (tabella in allegato) tra 38 Centri piemontesi. Un inatteso «regalo di Natale» per persone che versano in condizione di grave difficoltà economico-finanziaria.
«Si tratta di un intervento che, al di là della somma, comunque importante, mi riempie di soddisfazione per due ragioni. La prima perché dimostra che in Piemonte non si spreca un euro, premiando, allo stesso tempo, chi utilizza le risorse pubbliche nella maniera più corretta. La seconda, ancora più importante, è che attuiamo un intervento che fornisce un sostegno concreto a questi cittadini che si trovano in una situazione di estremo disagio, aggravato dall’incremento delle tariffe energetiche, dall’aumento del costo della vita, favorito dall’inflazione pregressa e dal rincaro dei beni di prima necessità, dovuto alla tempesta perfetta che si è scatenata negli ultimi anni: dalle due grandi crisi finanziarie all’emergenza della pandemia, fino ad arrivare alle recenti crisi belliche in Europa e in Medio Oriente».

Medicinali online: nuova strategia informativa per la torinese Pharmecure

Con una rete di centinaia di farmacie partner distribuite lungo tutta la penisola, in 50 comuni di oltre 30 province, per un totale di 12 Milioni di utenti coperti dal servizio, dalla sua nascita Pharmercure ha superato ormai i 6 Milioni di Euro transati e le 200.000 consegne a domicilio effettuate.

L’evoluzione nel rapporto tra clienti finali e farmacisti è il cuore dell’innovazione espressa dal portale di delivery farmaceutico ideato da Maurizio Campia (CEO), Gianluca Abate (COO&CTO) e Thomas Pullin (CFO). L’idea vincente da cui sono partiti è stata la creazione di uncollegamento tra cittadini e farmacia di zonaattraverso un servizio di consegna a domicilio capace di portare online  la professionalità del farmacista, valorizzandola, nel pieno rispetto delle severe normative di settore.

“La supply chain farmaceutica deve rispondere a vincoli e regole specifiche dettate dal settore e dalla natura stessa della merce, cercando però di rimanere sempre al passo con l’evoluzione delle tecnologie digitali” spiega Maurizio Campia, CEO Pharmercure. “Per questo motivo, fin dai primi anni, abbiamo offerto ai farmacisti una piattaforma in grado di metterli in contatto con la clientela di zona, dotandoli di uno strumento digitale che non avesse le limitazioni legali dell’e-commerce parafarmaceutico, con l’obiettivo di fornire un servizio fondamentale, completo e a norma, che permettesse a tutti di ricevere a domicilio anche i farmaci con ricetta”.

Oggi, se da un lato il territorio coperto dal servizio di ordine e consegna a domicilio si espande sempre più, dall’altro la piattaforma pharmercure.com intercetta ogni mese anche centinaia di migliaia di utenti sul web, alla ricerca di informazioni sui prodotti farmaceutici. Questo dimostra quanto il tema del farmaco, in termini di reperibilità, prezzo, modalità di acquisto, utilizzo e conservazione, sia di assoluto rilievo per i cittadini, spesso alla mercé di piattaforme illegali, che tentano di proporre la vendita online di medicinali con ricetta.

“Ciò che sta emergendo, in particolare nell’ultimo anno, è il crescente bisogno degli utenti in rete di ottenere informazioni chiare e attendibili sui farmaci” spiega Gianluca Abate, COO&CTO Pharmercure. “Ogni mese centinaia di migliaia di persone arrivano sulla nostra piattaforma alla ricerca di informazioni affidabili rispetto al mondo del farmaco, avendo anche la possibilità di confrontarsi i farmacisti delle nostre farmacie partner sul territorio. E’ un capitale di autorevolezza e conoscenza che sta diventando sempre più centrale nello sviluppo del nostro business”.

La piattaforma sviluppata da Pharmercure sta dunque lavorando in una direzione che dal 2024 andrà a incrementare l’offerta informativa, coinvolgendo professionalità sempre più autorevoli e impattando dunque non solo sulla digitalizzazione dell’offerta farmaceutica – che, a differenza di altri ambiti economici, non ha ancora colto appieno le enormi opportunità introdotte dalle nuove tecnologie – ma anche sulla generazione di contenuti attendibili e certificati.

Il progetto ha già conquistato la fiducia di investitori come Reale Mutua e Azimut, e convinto centinaia di farmacisti italiani a dare fiducia a questa rete che – a differenza di altre – non si limita a raccogliere ordini ma segue ogni aspetto del servizio, dalla scelta guidata dei medicinali (con chiamata del farmacista), alla semplificazione dei sistemi di pagamento, fino alla consegna tramite operatori regolarmente assunti (non comuni rider). Un modo per supportare e tutelare i professionisti molto distante dalla spersonalizzazione tipica del digitale.

“Vogliamo sviluppare relazioni di fiducia tra i cittadini e quel presidio sanitario cruciale per la salute pubblica rappresentato dalle farmacie di zona” sottolinea Thomas Pullin, CFO Pharmercure. “Una formula che vogliamo definire Made in Italy, lontana dalle strategie delle multinazionali, ma che sta conquistando, dal basso, la fiducia dei professionisti e delle persone nel quotidiano.”

Pharmercure
L’idea del delivery farmaceutico viene sviluppata nel 2018 da Maurizio Campia (CEO), Gianluca Abate (CTO), Thomas Pullin (CFO), all’interno dello Startup Creation Lab dell’Università di Torino. Il modello di business mette in contatto, tramite una piattaforma evoluta, le farmacie sul territorio con i clienti. E’ sufficiente andare su pharmercure.com, oppure contattare direttamente una delle farmacie aderenti, per farsi recapitare a casa, o in qualunque altro luogo, i prodotti e farmaci prescritti dal medico, impostando la frequenza di consegna desiderata, in base alle proprie necessità terapeutiche. Si paga alla consegna con POS, contanti o Satispay e il primo ordine è sempre gratuito. Tutto il processo è controllato dal farmacista, che verifica ogni volta l’aderenza dei medicinali a quelli prescritti, così come la correttezza delle ricette caricate. Spetta però a Pharmercure gestire la consegna a domicilio e supportare le farmacie nella gestione di ordini e degli incassi.

Informazioni: pharmercure.com

Nell’immagine (da sinistra): Thomas Pullin, Maurizio Campia e Gianluca Abate

Distretti Commercio, soddisfazione di Ascom

«Un altro passo in avanti per il rilancio del commercio di vicinato. Con questa nuova stagione di finanziamenti regionali diamo continuità a quanto già realizzato nei Distretti del Commercio nella provincia di Torino e ampliamo le iniziative di rivitalizzazione di importanti luoghi storici delle attività commerciali». Così la presidente di Ascom Confcommercio Torino e provincia Maria Luisa Coppa sulla pubblicazione della graduatoria regionale piemontese che finanzia i nuovi progetti dei Distretti Urbani del Commercio, dei quali 16 sono nella provincia torinese. Sei di questi sono stati sviluppati da Ascom insieme alle amministrazioni di Rivarolo Canavese, Cuorgnè, Susa, Cavour, Chieri e Pianezza.

 

«Questo nuovo finanziamento – sottolinea la presidente Coppa – dimostra l’impegno costante della Regione Piemonte nel sostenere il commercio di vicinato e promuovere lo sviluppo delle attività. Siamo particolarmente soddisfatti del posizionamento dei nostri progetti in graduatoria, apprezzati soprattutto per gli aspetti di innovazione e vicinanza ai bisogni del commercio locale».

Dal 2020, quando sono stati istituiti i Distretti Urbani del Commercio, la Regione Piemonte ha investito più di 23 milioni di euro coinvolgendo oltre 600 comuni in 77 Distretti su tutto il territorio piemontese. Di questi 21 sono gestiti da Ascom Confcommercio. «Ascom è partner attiva di questo importante piano di rilancio – conclude la presidente Coppa – e accompagna le amministrazioni nella fase di progettazione e realizzazione. Non di rado siamo anche manager del Distretto, come nei casi di Pianezza, Rivarolo, Cuorgné e Susa.

Con questa misura riusciamo a portare i fondi direttamente alle imprese. Più di un terzo delle risorse è, infatti, destinata agli imprenditori, in modo che possano affrontare quelle spese altrimenti difficoltose, che permettono di migliorare l’aspetto esterno del negozio, ma anche di investire in digitalizzazione e innovazione».

Lega Coop spegne 50 candeline con una tavola rotonda e la mostra di Nespolo

Una mostra del maestro Nespolo per festeggiare i 50 anni di Lega coop Piemonte, a cornice di una giornata conviviale per la fondazione avvenuta a Torino l’8 dicembre 1973. Gli aderenti della lega coop Piemonte, si sono riuniti nella sala Camera Italiana al Museo del Risorgimento in piazza Carlo Alberto nel cuore della Torino del fare.

Tante testimonianze per raccontare il percorso fatto fino a qui e i traguardi da raggiungere nel futuro. Una tavola rotonda sul tema “Impresa, comunità, innovazione: il mondo cooperativo per una nuova economia. Le testimonianze di personaggi pubblici per sottolineare l’importanza del sistema cooperativistico nel nostro tessuto sociale e produttivo, tra i quali  il Governatore della Regione Alberto Cirio, il sindaco Stefano Lorusso, il presidente CRT Fabrizio Palenzona, il presidente della Lega Coop Piemonte Dimitri Buzio che  ha  ribadito: “la lega Coop è un  soggetto economico e non politico.… collaborare con le istituzioni per poter essere attori dello sviluppo economico, per una concordia istituzionale”.

 

E sottolinea che la Cooperazione è collaborazione produttiva perché “la gioia e il bello devono   appartenere a tutti e si lavora non solo per un’inclusione sociale ma per un ascensore sociale”.

GABRIELLA DAGHERO

Giovanni Ferrero re della Nutella è il più ricco d’Italia

Il piemontese Giovanni Ferrero è la persona più ricca d’Italia secondo la rivista Forbes nella classifica dei più ricchi del mondo. Il 59enne presidente della multinazionale di Alba produttrice del marchio Nutella possiede un capitale di 39 miliardi di euro ed è in testa tra i miliardari  d’Italia.Al primo posto al mondo  Forbes colloca Elon Musk, con 244 miliardi.

Sicurezza sul lavoro, “necessaria la formazione di base”

“La cultura della sicurezza parte dalla formazione in età scolare: da quel momento si deve avviare un percorso formativo e di responsabilizzazione all’argomento, come lavoratori e cittadini”.  È quanto ribadito nella terza Commissione della Regione, presidente Claudio Leone, durante l’audizione del sistema dell’istruzione e della formazione professionale, in merito all’indagine conoscitiva richiesta dall’Ufficio di presidenza del Consiglio. L’obiettivo è elaborare una programmazione delle politiche regionali per migliorare la prevenzione e diffondere la cultura della sicurezza sui posti di lavoro. Il termine per la conclusione dell’indagine è stato prorogato sino al prossimo 28 febbraio.

Davide Negro del Politecnico di Torino, chiamato a gestire circa 40mila soggetti tra personale, docenti e studenti, ha auspicato nuove strategie regionali per ottemperare e integrare le normative nazionali, sottolineando un’azione sinergica tra tutti gli atenei del territorio piemontese. Inoltre ha chiesto linee guida per la progettazione dei luoghi di lavoro.

I rappresentanti dell’Università degli Studi di Torino, presente in audizione con Sabrina GambinoRoberto Scarpa Erica Maria Budroni, in merito agli studenti che si avviano al mondo del lavoro, si sono soffermati su coloro che andranno a operare all’interno delle strutture ospedaliere, iniziando nel ruolo di tirocinanti. Sono già previsti dal 2017 dei corsi sui rischi specifici in ambito sanitario, ma solo a livello sperimentale.

Per Matteo Faggioni, presidente di Forma Piemonte, la grossa sfida riguarda gli stage, quando gli studenti diventano dei veri e propri lavoratori: “Bisogna cercare di fare rispettare al massino i vincoli legati alla sicurezza anche alle aziende ospitanti per i tirocini, visto che molti ragazzi sono minorenni”.  Posizione condivisa da Cristina Ghiringhello, presidente di Cenfop Piemonte, che ha aggiunto: “la formazione è importante, ma serve più cultura dei singoli per tutelare la propria vita”.

Per delucidazioni sono intervenuti Valter Marin (Lega), Monica Canalis (Pd) e Francesca Frediani (M4o).

2,6 Milioni per completare la Lombardore Salassa

L’Assessore al Bilancio Andrea Tronzano: “si completa una strada utile per il Canavese e per il comparto produttivo”

 

L’attenzione alle esigenze del territorio e alla viabilità passa attraverso gli investimenti che questa amministrazione regionale ha effettuato nel corso di questi anni soprattutto per la zona del Canavese e in particolare per la Variante Lombardore Salassa. Dopo aver finanziato direttamente la progettazione dell’opera e aver messo a bilancio a giugno un milione di euro con l’ultima delibera di 2,6 milioni l’Amministrazione Regionale ha dato copertura all’importo complessivo della variante che avrà un costo complessivo di 35,5 milioni.

 

“La speranza da parte di tutti – ribadisce l’Assessore al Bilancio Andrea Tronzano – che il progetto possa  passare dalla fase tecnico economica a quella esecutiva dotando così il territorio di una arteria stradale utile sia per il comparto produttivo che per gli stessi abitanti della zona”.