“La fortuna di essere irrilevanti” di Armando Matteo

 

L’intervento di domenica alla Casa della Madia ha avuto come ospite Armando Matteo, teologo, sacerdote e segretario per la Sezione dottrinale del Dicastero per la Dottrina della Fede. Al centro della conferenza c’è stata una constatazione netta, forse già avvertita da molti cristiani: la Chiesa, almeno nel mondo occidentale, ha progressivamente perso centralità nella vita delle persone.

Non si tratta solo di notare chiese meno piene, giovani meno presenti o sacramenti vissuti sempre più come dei passaggi sociali. Il problema è più profondo: quando le persone, oggi, si domandano come vivere bene, come essere felici, come orientarsi dentro le scelte quotidiane della vita, quasi mai pensano alla preghiera o alla parola di Gesù.

La vera ferita è constatare che Gesù non viene più percepito come una risposta d’aiuto concreta e il problema è non riuscire più a mostrare che il cristianesimo ha ancora qualcosa da dire all’uomo moderno.

Eppure, secondo Armando Matteo, è proprio dentro questa perdita di valori che può aprirsi una possibilità: se la Chiesa non è più al centro, può smettere di difendere un’immagine di forza e iniziare a guardarsi con più verità, chiedendosi come tornare ad essere fedele al Vangelo.

Il mondo è cambiato e l’Occidente non vive più dentro la stessa esperienza di povertà, fatica e penuria che ha segnato per secoli la storia umana. La vita si è allungata, la medicina ha ridotto molte sofferenze, la tecnologia ci ha donato del tempo, il cibo sulle nostre tavole è diventato abbondante e le possibilità di scelta sono aumentate.

Sono tutte conquiste importanti che non vanno disprezzate, ma hanno portato delle domande nuove. L’essere umano ha imparato per secoli a vivere nella mancanza, mentre oggi, invece, deve imparare a vivere, in modo equilibrato, nell’abbondanza.

E su questo punto che, forse, siamo tutti un po’ impreparati.

La Chiesa ha costruito gran parte della sua mentalità pastorale in un mondo segnato dalla sofferenza, dalla fame, dalla morte vicina. In quel contesto ha saputo offrire consolazione, conforto e speranza, mostrando un Dio vicino all’uomo ferito, capace di abitare anche lui la sofferenza.

Ma oggi questa parola, da sola, non basta più. Non perché il dolore sia scomparso, Il dolore esiste ancora e spesso assume forme nuove e silenziose.

Non basta più perché l’uomo contemporaneo non cerca solo di esser consolato. Cerca un senso per poter vivere bene la libertà, il benessere, il tempo a disposizione e le possibilità di scelta che ha ogni giorno.

Se la Chiesa continua a parlare come se il mondo fosse soltanto una valle di lacrime, rischia di non incontrare più la vita reale delle persone.

Armando Matteo sottolinea come il mercato odierno abbia colto bene il bisogno delle persone, parlando ai loro desideri, spesso molto meglio di quanto riesca a fare la Chiesa.

La risposta cristiana, però, si colloca nell’aiutare l’uomo a vivere serenamente e in equilibrio, senza essere dominato dal desiderio e senza ridurlo a consumo.

Richiamando il cuore del Vangelo, la vita diventa piena non quando viene trattenuta, ma quando viene donata. La gioia non nasce soltanto dal ricevere, dal possedere, dall’avere di più, ma dal trasformare la propria vita in bene per qualcun altro.

L’uomo, dice Armando Matteo, ha una struttura samaritana. È capace di fermarsi, di perdere tempo, energie e denaro per il bene altrui e in questa capacità di saper donare si può vivere una gioia diversa, più profonda di quella promessa dal consumismo.

Questa è forse la differenza cristiana da riscoprire oggi: non una vita triste e fatta di mera consolazione, ma un’esistenza bella, proprio perché capace di esprimere fraternità, cura e responsabilità.

Un periodo di marginalità può diventare davvero un momento di fortuna, perché può donare alla Chiesa la libertà di deludere coloro che vorrebbero soltanto conservare ciò che si è sempre fatto: il cambiamento si colloca proprio nel poter tornare al centro del Vangelo, senza dover difendere il centro della scena.

Mostrando, con umiltà e coraggio, che Gesù ha ancora qualcosa da dire all’uomo contemporaneo, non solo quando soffre, ma anche quando ha tutto e non sa più come vivere.

IRENE CANE

Salone del libro: ecco i ristoranti che sabato tengono aperte le cucine oltre le 22

 PER ACCOGLIERE VISITATORI, ESPOSITORI E OPERATORI

 

 

Torino, 15 maggio 2026 – Sono 86 i ristoranti tra Torino e provincia aderenti a EPAT Ascom Confcommercio che sabato 16 maggio prolungano l’orario delle cucine oltre le 22:00. Un servizio, su prenotazione, pensato soprattutto per i visitatori, gli espositori e gli operatori del Salone Internazionale del Libro, per un momento enogastronomico di qualità anche al termine della giornata fieristica. Circa una trentina i locali nel centro cittadino, con una partecipazione diffusa anche nei quartieri – da San Salvario a Crocetta, da Borgo Po a San Paolo – e in provincia, a conferma di una rete dell’accoglienza capillare e radicata sul territorio.

L’iniziativa rappresenta uno dei momenti centrali della Giornata Nazionale della Ristorazione, promossa da FIPE e celebrata a Torino da Epat Ascom Confcommercio. «Con l’apertura serale dei ristoranti vogliamo offrire un servizio concreto alla città e ai visitatori, valorizzando al tempo stesso il lavoro dei nostri imprenditori – dichiara il presidente Epat Ascom Vincenzo Nasi –. È un’iniziativa che unisce qualità, accoglienza e capacità organizzativa».

I RISTORANTI APERTI DOPO LE 22:00 IL 16 MAGGIO:

CENTRO STORICO

 

ARCADIA ITALIAN RESTAURANT & SUSHI

Galleria Subalpina, 16

Tel: 011 5613898

CASA BROGLIA

Via T. Tasso, 13/C

Tel: 011 436 5562

CONTESTO ALIMENTARE

Via Accademia Albertina 21/E

Tel: 011 8178698

FANFALUCH BISTROT ENOTECA

P.zza Vittorio Veneto 8

Tel. 011 429 9934

FIORI E CAFFÈ

Via Milano, 16/D

Tel: 380 106 9806

FORNO RICCA

Via IV MArzo 8

Tel: 011 800 6912

GUARINI

Via Guarino Guarini, 1B

Tel: 011 086 4960

L’ACINO

Via San Domenico, 2

Tel: 345 139 2770

LE VITEL ETONNÈ

Via S. Francesco da Paola 4

Tel: 011 8124621

LOCANDA DA BETTY

Via BOGINO C.TE G. 17/E

Tel: 011 19694510

MAGNO – CARLINA

Via Des Ambrois, 5

Tel: 011 553 6893

MOKITA

P.zza San Carlo, 217

Tel: 011 562 8616

MOKITA LOUNGE

Via T. Tasso, 9/A

Tel: 346 528 6936

OINOS

Via della Rocca 39/G

Tel:011 835084

OSTERIA RABEZZANA

Via S. Francesco D’assisi, 23

Tel: 011 543070

PORTO DI SAVONA

P.zza Vittorio Veneto 2

Tel: 011 8173500

PLINTO

Via Cernaia, 40

Tel: 3891705436

Via Maria Vittoria 21/A

Tel: 3922133006

QUADRILATERO ROMANO

Via delle Orfane, 25/B

Tel: 011 1945 6674

RISTORANTE GALANTE

Corso Palestro, 15/C

Tel: 011 532163

RISTORANTE LA VILLE

P.zza Solferino, 12

Tel: 333 324 8789

RISTORANTE LAGRANGE

Via Lagrange, 43/G – 10123

Tel: 011 517 8698

SAVOY

P.zza Savoia, 6

Tel: 011 385 0840

SAVURÈ

Via Garibaldi, 38

Tel: 011 196 65300

STEFANO FANTI al CIRCOLO DEI LETTORI

Via Bogino, 9 (Interno Circolo dei Lettori)

Tel: 011 4326832

BISTROT TURIN

Via Po 21/B

Tel: 011 698 9032

VANCHIGLIA 

 

BONPAREJ

Via Bava, 1/G

Tel: 011 839 7897

SAN SALVARIO

AL GUFO BIANCO

C.so Dante 129/C

Tel: 011 6692577

DAI SALETTA

Via Belfiore  37

Tel:011 668 7867

IL BARBAGUSTO

Via Belfioe, 36

Tel: 011 276 0233

IL ROSPETTO

P.zza Madama Cristina, 5

Tel: 011 669 8221

JAPS! CUCINA GIAPPONESE

C.so Dante 53

Tel: 011 1971 7471

LA FERRAMENTA DEL GUSTO EMILIANO

Via Giacosa, 10/A BIS

Tel: 011 0607225

PIZZERIA 150

Via NIzza, 29

Tel: 011 1970 6319

RISTORANTE LA MINA

Via Ellero, 36

Tel: 011 792 0056

RISTORANTE URBANI

Via Saluzzo, 3 – 10125

Tel: 011 669 9517

ROSSO PICCANTE

Via Galliari B. 24/BIS

Tel:011 0567095

SAVURÈ

Via Madama Cristina, 12

Tel: 011 060 6956

TRATTORIA SECONDO ME

Via Silvio Pellico, 3

Tel:011 6693880

CROCETTA

LA CONCA

Via Assietta, 4

Tel: 011 5171091

RISTORANTE DA GIOVANNI

Via Gioberti, 24

Tel: 011 539 842

RISTORANTE SORRISO

Via S. Secondo, 43

Tel: 011 596627

TRATTORIA CERERE

Via Legnano, 17

Tel:  011 53047

TAVERNA DELLE ROSE

Via A. Massena, 24

Tel: 011 538345

BORGO PO   – COLLINA  

  

ANTICA TRATTORIA CON CALMA

Strada comunale Cartman, 59

Tel: 011 898 0229

AROMA RISTORANTE

Via Monferrato, 23 – 10131

Tel: 329 325 4972

CANTINE RISSO

C.so Casale, 79

LENTINI’S

C.so Moncalieri, 205

Tel: 011 380 4407

PANTAGRUELE

C.so Moncalieri, 261

Tel: 011 661 3827

SANTA RITA – MIRAFIORI NORD                                                        

GASTRONOMIA REVELLO

Via Boston, 19 – 10137

Tel: 011 325006

IL PORTICCIOLO

Via Barletta, 58 – 10136

Tel: 011 321 601

MON CHERI CAFÈ

Corso Siracusa, 108

Tel: 011 313 9527

SAN PAOLO-CENISIA-POZZO STRADA      

DA GINO

Via Monginevro, 46/BIS

Tel : 011 385 4335

IL PECCATO KARAOKE

Via Monginevro, 8

Tel: 011 536 1358

IL RIFOCILLATORIO

Via Sagra San Michele, 2

Tel: 392 304 2799

LE RAMINE

Via Isonzo, 64

Tel: 011 380 4067

 

BORGO VITTORIA – MADONNA DI CAMPAGNA

OSTERIA ROTONDA DEI FACCHINETTI

Via Pianezza, 185

Tel: 011 455 6804

AURORA – MADONNA DEL PILONE

BIRRIFICIO TORINO

Via Parma, 30/A

Tel: 011 287 6562

BUFFA & PAPPA PUB

C.so Belgio, 159

Tel: 349 740 6219

RISTORANTE BACALHAU

C.so Regina Margherita, 22

Tel:339 651 4245

BARRIERA DI MILANO – REGIO PARCO

FRATELLI LA COZZA

Cso Regio Parco, 39/A

Tel:  011 859 900

BON BON

Via R. Martorelli,  43 – 10155

Tel:  011 205 2155

EDIT

Piazza Teresa Noce, 15/A

Tel:  327 751 1078

LA PIOLA DLE 2 SURELE

Str. del pascolo, 61

Tel: 011 273 2370

PROVINCIA DI TORINO

CAFFÈ STAZIONE

Via ROMA, 52 – 10070 PESSINETTO

Tel: 0123 504 223

CASA ALEGHE

Via MATTEOTTI, 55 – 10050 COAZZE

Tel: 393 993 7923

COME IN FAMIGLIA

Via REANO, 16 – 10090 BUTTIGLIERA ALTA

Tel: 366 205 1806

IL CONVIVIUM

Via ROMA,71 – 10073 CIRIÈ

Tel: 340 963 7932

DOLCIAMO PASTICCERIA

Via LANZO, 7 – 10070 CERES

Tel: 349 762 6223

GIACHINO RISTORANTE

Via ROMA, 17 – 10034 CHIVASSO

Tel:011 192 31050

HOSTARIA DEL VECCHIO MACELLO

Via Torino, 70 – 10077 SAN MAURIZIO CANAVESE

HOSTARIA IL BORGO

Via ALLE SCUOLE, 2 – 10098 TETTI NEIROTTI

Tel: 011 958 8001

IL VAGABONDO MADE IN CALABRIA

VIA NAZIONALE, 86  – 10060 PORTE

Tel: 349 124 9671

LA CUISINE CAFÉ

P.zza V. FERRERO,21 – 10040 LEINÌ

Tel: 347 698 3894

LA MANDRAGOLA

Via RISORGIMENTO, 5 – 10040 DRUENTO

Tel: 370 368 4229

LA PETITE RESTAURANT JAPONAIS

P.zza CONTE ROSSO, 24 – 10051 AVIGLIANA

Tel: 393 590 9502

LOCANDA REGINA

Viale REGINA MARGHERITA, 32 – 10043 ORBASSANO

Tel: 011 901 3610

OSTERIA PASSAMI IL SALE

Via A. MENSA, 37 A/B – 10078 VENARIA REALE

Tel: 011 459 8387

RISTORANTE DEL GALLO

Via COSTA, 114 – 10070 SAN FRANCESCO AL CAMPO

Tel: 011 927 8395

RISTORANTE HOTEL CELESTINO

C.so ITALIA, 10 – 10040 PIOBESI T.SE

Tel: 392 4640070

RISTORANTE LA NICCHIA

Via ROMA, 9 – 10061 CAVOUR

Tel: 0121 600 821

RISTORANTE MENCAGLI

C.so ITALIA, 9/A – 10020 MONTEAU DA PO

Tel: 011 9187897

RISTORANTE PIZZERIA L’ESCALIER

Via CIRCONVALLAZIONE, 22 – 10020 PECETTO

Tel: 011 860 9845

RISTORANTE SABAUDIA

Viale TORINO, 11 – 10042 STUPINIGI

Tel: 011 358 0119 -347 264 2562

SARDI’S RESTAURANT

Via CIRCONVALLAZIONE NUOVA, 1 – 10014 CALUSO

Tel: 011 089 8866

 

PROVINCIA DI ASTI

RISTORANTE SAN MARCO

Via ALBA, 136 – 14053 CANELLI

Tel: 0141 823 544

PROVINCIA DI CUNEO

ROSSOBAROLO

Via ROMA, 16 – 12060 BAROLO

Tel: 0173 200 894

InediTO, la proclamazione dei vincitori al Salone del Libro

Sabato 16 maggio  la premiazione in serata presso Combo Torino

Giunto alla sua 25esima edizione, il Premio InediTO Colline di Torino giunge all’atto finale sabato 16 maggio con la proclamazione dei vincitori alle 11.30, presso lo Spazio Argento del Salone del Libro, seguita dalla premiazione che si terrà presso Combo Torino, in corso Regina Margherita 128, a ingresso libero, alle ore 21. Qui avverrà la consegna dei premi e lo showcase di Gnut, giurato del concorso, cantautore, chitarrista, produttore e compositore di colonne sonore, tra le migliori voci del cantautorato contemporaneo , con influenze musicali che partono dal folk inglese di Nick Drake e John Martin, passando per la canzone napoletana, il blues e la musica africana del Mali.

Il Premio InediTO Colline di Torino è organizzato dall’Associazione Il Camaleonte, di Chieri, e diretto da oltre vent’anni dal poeta e performer Valerio Vigliaturo, ed è dedicato a tutte le forme di scrittura, dalla poesia alla narrativa, dalla saggistica al teatro, dal cinema alla musica e, da questa edizione, alla Graphic Novel. Il concorso sostiene e accompagna i vincitori verso il mondo dell’editoria senza abbandonarli al loro destino, grazie al montepremi di 8 mila euro destinato alla pubblicazione e promozione delle opere, pubblicate da editori come La Nave di Teseo, Fandango, Accento, e presentate ad AstiMusica, Bookcity Milano, Premio Hystrio, Premio Strega, Più Libri più Liberi e Premio Lunezia. Lo scorso marzo sono stati presentati alla Holden 88 finalisti, selezionati su 1169 iscritti e 1233 opere provenienti da tutto il mondo. A valutare le opere finaliste, la giuria guidata da Margherita Oggero e composta, tra gli altri, da Aldo Nove, Mary Barbara Tolusso, Stefania Bertola, Roberto Camurri, Davide Bregola, Elena Bosi, Matteo Casali, Michele Di Mauro e Irene Dionisio.

Saranno inoltre assegnati i premi speciali “InediTO RitrovaTO” a un’opera inedita di scrittori non viventi, conferito nelle passate edizioni a Primo Levi, Alfonso Gatto, Italo Svevo, Alessandro Manzoni, Sir Piero Da Vinci, Grazia Deledda e Totò, e “InediTO Young”, attraverso la consegna di una penna stilografica offerta da Aurora Penne, “InediTopic”, ispirato all’input grafico della 25esima edizione di questo “mondo umano che ai poveri toglie il pane e ai poeti la pace”, tratto dalla poesia “Il principe”, in occasione dei 50 anni della morte di Pier Paolo Pasolini, illustrato da Francesca Rossetti, e “InediTO IA”, a un’opera realizzata tramite l’utilizzo dell’intelligente artificiale.

Mara Martellotta

Collanina strappata alla Gran Madre: anziana 73enne insegue il ladro, arrestato

Un furto con strappo da circa 1.000 euro a pochi passi dalla chiesa della Gran Madre è finito con l’arresto grazie alla reazione determinata della vittima. È successo intorno alle 9, in via Monferrato all’angolo con via Santorre Santarosa: due giovani — uno su monopattino e l’altro a piedi — si sono avvicinati verso una donna di 73 anni e le hanno strappato una collanina d’oro.

La 73enne non si è data per vinta: ha inseguito il rapinatore che materialmente le aveva sottratto la collana, attirando l’attenzione dei passanti. Alcuni cittadini sono intervenuti e hanno bloccato uno dei due malviventi in attesa dell’arrivo di una pattuglia dei carabinieri. Le immagini delle telecamere di zona hanno ripreso la scena e hanno contribuito alle fasi successive dell’indagine.

I carabinieri della Stazione di Barriera Casale hanno fermato un 24enne, di origini nordafricane e senza fissa dimora, accusato dello scippo. La vittima ha recuperato la collana e ha presentato denuncia. Il giovane è stato processato con rito direttissimo; il giudice gli ha imposto l’obbligo di firma giornaliero alla polizia giudiziaria. Le indagini continuano per risalire all’altro presunto autore.

VI.G

Magazzino con topi morti: Nas chiudono supermercato nella zona sud

Condizioni igienico-sanitarie definite “inaccettabili”, perché trovati dei topi morti in magazzino: chiuso un supermercato. È successo durante un controllo di routine per la sicurezza alimentare, quando i Carabinieri del Nas hanno scoperto carcasse di roditori nel locale adibito allo stoccaggio degli alimenti della filiale della grande distribuzione nella zona sud della città.

Nel corso dell’ispezione i militari hanno riscontrato gravi carenze igienico‑sanitarie nell’area di stoccaggio, tanto da richiedere l’intervento del Servizio Igiene Alimenti e Nutrizione, che ha ordinato la sospensione immediata dell’attività “per la totale mancanza dei requisiti igienico‑sanitari richiesti dalla legge”.

Dopo la chiusura obbligatoria, vincolata al ripristino delle condizioni igieniche e di sicurezza, l’esercizio è stato multato per 2.000 euro. La ditta ha poi eseguito la disinfestazione e la sanificazione dei locali, consentendo la riapertura.

VI.G

TAG Torino Art Galleries al Salone OFF 

 

“Libro d’arte in galleria” in diversi luoghi dell’arte associati a TAG

L’associazione TAG Torino Art Galleries annuncia, in occasione del Salone del Libro di Torino, la sua partecipazione al Salone OFF con l’iniziativa “Libri d’arte in galleria per il Salone OFF”, con presentazione di cataloghi e libri d’arte, permettendo al pubblico di appassionati di conoscere da vicino gli artisti, i curatori, i critici d’arte che saranno protagonisti di conversazioni capaci di mostrate i retroscena dell’arte attuale e i suoi processi di cambiamento, insieme alle storie di artisti e galleristi da sempre impegnati sulla scena dell’arte torinese, poliedrica e avanguardistica.

“Siamo entusiasti di rinnovare la nostra presenza al Salone OFF per il terzo anno consecutivo – dichiara la presidente di TAG, Elisabetta Chiono – offrendo un ologramma ricco di ologrammatra autori affermati e nuove voci del panorama letterario. Dopo il grande successo della passata edizione, le nostre gallerie hanno deciso di rilanciare con proposte inedite, pensate per coinvolgere cittadini e visitatori uniti dalla passione per l’arte”.

Presso la galleria Febo & Dafne si terranno due eventi in collaborazione con Cooperativa Letteraria e Fuori Asse, di Mario Greco e Caterina Arcangelo. Sabato 16 maggio, alle ore 18, sempre alla Febo & Dafne di via Vanchiglia 16, Silvia Tomasi presenterà l’opera “I figli di Aracne”, che dialoga profondamente con l’immaginario visivo e con i temi della creazione del corpo e della metamorfosi. Si tratta di un testo capace di offrire spunti di forte connessione con il linguaggio dell’arte contemporanea.

Silvia Tomasi, appassionata del mondo letterario e artistico, ha collaborato all’allestimento di diverse mostre e, dopo l’esordio su riviste quali Il Paragone e Verri, ha collaborato a svariati giornali periodici.

Sabato 16 maggio, alle ore 19, presso la galleria Febo & Dafne verrà presentato il numero 34 della rivista Nuova Téchne, dedicata al tema dei vizi. La rivista, diretta da Paolo Albani, prosegue la tradizione della storica Téchne, nata come laboratorio di scrittura sperimentale, gioco linguistico e creatività letteraria. All’incontro parteciperanno il direttore Paolo Albani insieme ai redattori che, presentando il nuovo numero, dialogheranno con il pubblico sul tema dei vizi nella letteratura, argomento affrontato con ironia e spirito ludico, secondo lo stile caratteristico della rivista. Il numero 34 inaugura la collaborazione con la casa editrice Fuori Asse Edizioni e raccoglie materiali molto diversi fra loro, tra cui testi creativi, documenti, ritagli antologici e contributi originali che esplorano i temi da prospettive imprevedibili e, spesso, paradossali.

Sabato 16 maggio, alle 18.30, presso la galleria Gagliardi & DOMKE Contemporary, in via Cervino 16, verrà presentato l’evento, per cui è gradita la prenotazione, “Astrazione mediale”. Si tratta di una pittura che non rappresenta, ma accade. L’artista Davide Maria Coltro presenta le “Filiazioni”, pensate come libri, esemplari unici firmati e numerati. Ciascuno corrisponde a un momento irripetibile del flusso mediale. In conversazione con il gallerista Pietro Gagliardi, la presentazione verterà sul chiarire la questione dell’oggetto-libro come interpretato da Coltro. Informazioni su info@gagliardiedomke.com.

Sabatom16 maggio, alle 17.30, in via Della Rocca 29, la galleria Simóndi è lieta di ospitare nei propri spazi, in occasione della mostra personale di Roberto Casti intitolata “A melody from outside, una lettura scenica tratta dall’Aleph di Borges, con la voce di Vincenzo Valenti. Il racconti di Borges costituisce fonte di ispirazione nella ricerca  artistica di Casti. info@simondi.gallery

Lunedì 18 maggio, alle ore 18, alla Crag Gallery, in via Maria Vittoria 45, verrà presentato il volume “Storia freudiana del cinema italiano – sessualità, traumi e tabù da Flaiano a Sorrentino” di Alessandro Chetta, in dialogo con Michelangelo Toma. Si tratta di un’indagine originale sul cinema italiano attraverso la letteratura della psicanalisi freudiana. Il libro attraversa autori, immagini e narrazioni per far emergere tensioni profonde, rimozioni e desideri che hanno attraversato decenni di produzione cinematografica, da Flaiano a Sorrentino, un’ occasione per rileggere il nostro materiale visivo tra pulsioni, traumi e tabù non ancora risolti. Per informazioni: info@cragallery.com.

Mara Martellotta

Trancio di salmone con puré di broccoli e ceci

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Un tris di sapori per una ricetta d’effetto, un piatto completo, nutriente e sano. La delicatezza e morbidezza del salmone abbinate ad un colorato pure’ vellutato sorprendera’ i vostri ospiti.

***

Ingredienti

2 Tranci di salmone fresco

250gr. di ceci lessati

2 piccole teste di broccolo

½ spicchio di aglio

1 piccolo peperoncino

Olio evo, sale, 1/2 limone, prezzemolo q.b.

***

Cuocere i tranci di salmone a vapore irrorati con il succo del limone. Cuocere, sempre a vapore, i broccoli precedentemente lavati, quindi frullarli con l’aglio, il peperoncino, i ceci scolati e risciacquati. Allungare il pure’ con un mestolino di acqua di cottura dei broccoli per renderlo piu’ cremoso, aggiustare di sale, aggiungere l’olio evo ed il prezzemolo tritato. Servire tiepido.

 

Paperita Patty

“Istantanee dal Senegal” di Elisabetta Picco al Salone del libro

Giovedì 14 maggio scorso, giornata inaugurale della 38esima edizione del Salone del Libro di Torino, è stato presentato presso lo Spazio Editori del Piemonte, all’interno del padiglione 2 di Lingotto Fiere, il libro “Istantanee dal Senegal”(Paola Caramella Editrice, 2025) di Elisabetta Picco. Hanno moderato un appassionato e profondo incontro con l’autrice la giornalista professionista Mara Martellotta e l’ex docente e preside, impegnata oggi in progetti educativi sul territorio, Annamaria Capra.

Il pubblico, numeroso e attento, in una delle cornici della cultura letteraria più importanti al mondo, non si è lasciato sfuggire l’occasione per ascoltare dal vivo la storia di rinascita che caratterizza il libro (che sta riscuotendo un bel successo) di Elisabetta Picco, una donna dalle nuove consapevolezze, sfuggita a una pesante sofferenza grazie a uno di quei viaggi che hanno il potere di cambiare una vita.

“Io sono arrivata in Senegal che ero un ingorgo emotivo in fuga, che provava difficoltà a stare di fronte alla propria sofferenza e che rischiava di sciogliersi sulle sabbie africane – ha raccontato l’autrice Elisabetta Picco – in quel momento la mia dimensione ‘narrativa’ non era organizzata, non avevo mai pensato a un libro vero e proprio, vivevo semplicemente le mie emozioni, facendo fatica a contenerle, attraverso pensieri, qualche poesia e la fotografia. Mentre ero in Senegal ho cercato più che altro di mettermi in ascolto della vita che mi circondava, con le cose che accadevano, i frammenti dell’esistenza, la tanta polvere, quei dettagli, forse, insignificanti se presi singolarmente, ma che sarebbero andati in seguito a dar forma alla mia esperienza, alla trama del ricamo, alla ricucitura che ha chiuso la ferita”.

“Il dolore, fisico o spirituale che sia, appartiene a tutti noi, alla storia dell’umanità, della vita intera. Ricordiamoci di Giacomo Leopardi, del ‘male di vivere’ di Cesare Pavese, per esempio – ha continuato l’autrice – la nostra società però ci impone di essere sempre performanti, decisi, efficaci, non c’è un vero spazio per il dolore: una dinamica che induce ovviamente alla ritrosia e alla paura di parlare con naturalezza della sofferenza. Immergendomi nel dolore altrui, io sono riuscita a trovare gli strumenti per far fronte al mio, a dare ad esso una dimensione precisa. Il senso di questo viaggio, più che fuggire è stato un restare, più che un perdere è stato un ritrovare, perché mi ha permesso di riorganizzarmi interiormente, di ritrovare me stessa. In Senegal ho trovato un modo di affrontare la sofferenza del tutto diverso dal nostro, un’accettazione leggera, vissuta con il sorriso, che non vuol dire affatto rassegnazione o subire passivamente gli eventi della vita. Il popolo senegalese possiede una forza che gli permette di stare con consapevolezza nell’ineluttabile, di accogliere ciò che accade di spiacevole con elasticità e morbidezza”.

“Per un certo periodo, in Senegal, mi sono percepita come una sorta di ‘osservato speciale’ – ha concluso Elisabetta Picco – ma questo ha contribuito fortemente al recupero della mia identità dopo essermi immaginata per tanto tempo come acqua senza un contenitore, senza forma. Il momento in cui mi sono sentita realmente accettata è stato quello in cui la popolazione locale, per la prima volta, mi ha definito una ‘Toubab’, termine che nella lingua wolof significa ‘individuo bianco europeo’, quindi non più una vera estranea, ma una forma, un modo di essere identitario e rappresentativo”.

Gian Giacomo Della Porta

Oggi al cinema. Le trame dei film nelle sale di Torino

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A cura di Elio Rabbione

A cena con il dittatore – Commedia. Regia di Manoel Gomez Perira, con Mario Casas, Oscar Lasarte e Nora Hernandez. Madrid, 1939. La Guerra Civile è finita da appena due settimane e il Generale Franco vuole organizzare una cena celebrativa presso il lussuoso Hotel Palace, simbolo della vittoria del nuovo regime. Manca però il personale; i cuochi migliori infatti sono repubblicani e stanno per essere fucilati. Genaro così ne ottiene il temporaneo rilascio per poter garantire un banchetto impeccabile. Quando il cuoco Antòn si rifiuta di cucinare per il Generale, viene ucciso senza pietà dal falangista Alonso. Al suo posto viene chiamata Juana, un’esperta cuoca che fa parte della CNT (Confederaciòn Nacional del Trabajo). Durata 106 minuti. (Nazionale sala 4)

Antartica – Quasi una fiaba – Regia di Lucia Calamaro, con Silvio Orlando, Barbara Ronchi e Valentina Bellè. Una piccola comunità di scienziati, irraggiungibile per otto mesi l’anno, guarda al futuro della specie umana, cercando cose che ancora non capisce. Non conosce. Non sa. L’arrivo di Maria, genio forastico e cocciuto, nella base più isolata dell’Antartico, metterà in crisi i progetti del capomissione Fulvio Cadorna, suo mentore. Fulvio e Maria sono simili, sono legati, sono complici. Ma come spesso capita, tutti vogliono la stessa cosa, fino al giorno in cui ognuno vuole appropriarsi della propria. Un conflitto scientifico, ideologico, affettivo. Durata 93 minuti. (Fratelli Marx)

Le aquile della repubblica – Drammatico. Regia di Tarik Saleh, con Fares Fares e Lyna Khoudri. George El-Nabawi è la star più famosa del cinema egiziano. Proprio per questa ragione gli viene chiesto con modalità ricattatorie di interpretare il Presidente Abdel Fatah al-Sisi in un film che inneggi alle sue gloriose gesta nella fase che ha preceduto il suo insediamento. George non può rifiutare anche perché metterebbe in pericolo la vita del figlio ma la sua accettazione non è destinata a semplificargli la vita, anche la relazione con la misteriosa moglie del generale che supervisiona il film complica non poco le cose. Durata 127 minuti. (Greenwich Village)

Il caso 137 – Drammatico. Regia di Dominik Moll, con Léa Drucker. Stéphanie è un’ispettrice dell’IGPN, l’organismo disciplinare che vigila sulla polizia francese. È lei che si ritrova a indagare sul caso di Guillaume, un ragazzo partito con la famiglia alla volta di Parigi per partecipare a una manifestazione e ferito gravemente da un proiettile antisommossa. Quando Stéphanie inizia a ricostruire l’accaduto capisce il caso la tocca anche a livello personale, ma malgrado l’ostilità di molti colleghi decide di andare fino in fondo. Designato Film della Critica dal Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani con la seguente motivazione: “Dietro il solido impianto da film di genere, il film ribadisce il fervore politico del cinema francese più battagliero. Con uno sguardo più desolato che rabbioso, il regista racconta le tensioni sociali del presente e l’abuso sistematico del potere. Ma soprattutto, tra le righe, suggerisce una fondamentale riflessione sulle immagini contemporanee, sulla molteplicità dei punti di vista e sull’ambiguità delle interpretazioni”. Durata 115 minuti. (Fratelli Marx)

che Dio perdona a tutti – Commedia. Diretto e interpretato da Pif, con Giusy Buscemi, Francesco Scianna e Carlos Hipòlito. Arturo è un agente immobiliare siciliano, solo, goloso e disilluso. La sua vita monotona trova finalmente una scintilla grazie alla sua unica, vera, passione: la pasticceria siciliana. È proprio davanti a un vassoio di cannoli che incontra la sua anima gemella, Flora. Lei è tutto ciò che ha sempre sognato: bella, spiritosa e brillante. Come se non bastasse, è anche una pasticciera! Tuttavia, tra i due si frappone un ostacolo divino: Dio. Mentre Flora è una cattolica devota e fervente, Arturo ha abbandonato la fede quando era ancora un bambino. Nel disperato tentativo di non perdere la donna dei suoi sogni, decide di “fingere finché non diventa vero”, spacciandosi per un uomo dalle profonde convinzioni religiose. Ad accompagnare Arturo in questo caotico viaggio verso la verità, la fede e il cuore di Flora, ci sarà un mentore e amico d’eccezione: Papa Francesco in persona. Durata 114 minuti. (Eliseo)

Il diavolo veste Prada 2 – Commedia. Regia di David Frankel, con Meryl Streep, Anne Hathaway, Emily Blunt e Stanley Tucci e con Kenneth Branagh. Dolce&Gabbana con Donatella Versace e Lady Gaga coinvolti nell’operazione. A quasi vent’anni dalle loro iconiche interpretazioni nei panni di Miranda, Andrea, Emily e Nigel, i quattro attori tornano nelle eleganti strade di New York City e nei lussuosi uffici di Runway nel tanto atteso sequel del fenomeno datato 2006 che ha segnato una generazione. Andrea torna nella prestigiosa rivista di moda dopo vent’anni, ritrovando una Miranda se possibile ancor più cinica e cattiva, che vede attorno a sé un mondo del tutto cambiato. La carta stampata ha forse fatto il suo tempo, è il web ad aver impugnato il bastone del comando, difficile continuare a essere tanto bravi da anticipare quel che piacerà alla gente. Emily ha catturato un fidanzato che non le fa che gli occhi dolci, lavora per Dior, ma non è certo di quelle donne che amano arrendersi. E se in tempo di crisi il trio si riformasse, non esclusa l’anima prorompente di Nigel? Durata 109 minuti. (Massaua, Due Giardini sala Ombrerosse, Eliseo Grande, Fratelli Marx, Greenwich Village V.O., Ideal, Lux sala 2, Reposi anche V.O., Romano sala 2 anche V.O., The Space Torino, Uci Lingotto anche V.O., The Space Beinasco, Uci Moncalieri)

E i figli dopo di loro – Drammatico. Regia di Ludovic e Zoran Boukherma, con Paul Kircher e Angelina Woreth. Agosto 1992. Un pomeriggio di un caldo soffocante in una valle sperduta da qualche parte nell’est della Francia. Il quattordicenne Anthony e suo cugino ammazzano il tempo in riva al lago insieme a Steph e Clem. Per Anthony sarà l’estate del primo amore, quello che dà un senso a ogni cosa. Il momento agrodolce della vita che segna la fine dell’infanzia e il passaggio alla maturità. Ma c’è anche Hacine, un giovane ribelle del quartiere. E una motocicletta che ruba ad Anthony, sconvolgendo la vita di tutti. Nel corso di quattro estati cruciali, i destini di Anthony, Steph e Racine si attraversano, si scontrano e s’intrecciano. E in mezzo a tutto questo tumulto, l’amore cercherà di trovare la propria strada… Durata 146 minuti. (Romano sala 1)

È l’ultima battuta? – Commedia. Regia di Bradley Cooper, con Will Arnett, Laura Dern e Bradley Cooper. Sono sposati da circa vent’anni Alex e Tess ma adesso stanno divorziando. Hanno due figli e pur nella drammaticità del momento cercano di mantenere dei corretti rapporti. Scoprono di avere delle qualità che non conoscevano o che avevano per anni messo da parte: lei proverà a fare l’allenatrice di pallacanestro, lui affronterà il pubblico diventando sempre più bravo come cabarettista. Durata 121 minuti. (Greenwich Village V.O. sala 1)

La festa è finita – Commedia. Regia di Antony Cordier, con Laurent Lafitte e Laure Calamy. Nel sud della Francia, in una grande villa, la ricca famiglia Trousselard sta trascorrendo le vacanze estive: il padre Philippe è un noto avvocato parigino, la madre Laurence una ex diva del cinema, la figlia Garance anche lei attrice, ma alle prime armi, ed insieme al fidanzato Mendi, ambizioso avvocato di origine maghrebina. Un banale incidente domestico capitato a Tony, il custode della villa, genera una faida familiare che coinvolge anche la moglie dell’uomo, Nadine, e la figlia Marylou. Durata 96 minuti. (Centrale)

Michael – Musicale, drammatico. Regia di Antoine Fuqua, con Jaafar Jackson. Il film racconta la vita di Michael Jackson oltre la musica, tracciando il suo viaggio dalla scoperta del suo straordinario talento come protagonista dei Jackson Five, all’artista visionario la cui ambizione creativa ha alimentato un’incessante ricerca per diventare il più grande intrattenitore del mondo. Evidenziando sia la sua vita fuori dal palco che alcune delle performance più iconiche degli inizi della sua carriera da solista, il film offre al pubblico un posto in prima fila per Michael Jackson come mai prima d’ora. È qui che inizia la sua storia. Durata 127 minuti. (Massaua, Due Giardini sala Nirvana, Greenwich Village V.O., Ideal, Lux sala 1, Reposi sala 2, The Space Torino, Uci Lingotto anche V.O., The Space Beinasco, Uci Moncalieri)

Mother Mary – Thriller, fantasy. Regia di David Lowery, con Anne Hathaway e Michaela Coel. Alla vigilia del suo grande rientro in scena, l’iconica pop star Mother Mary riavvicina Sam, un tempo sua migliore amica e costumista e ora stilista affermata, per chiederle di confezionarle un nuovo abito. L’incontro riaprirà la strada a sentimenti forti e mai sopiti, ferite e tensioni irrisolte. Durata 110 minuti. (Massaua, Lux sala 3, Nazionale sala 1, The Space Torino, Uci Lingotto, The Space Beinasco, Uci Moncalieri)

Nel tepore del ballo – Drammatico. Regia di Pupi Avati, con Massimo Ghini, Isabella Ferrari, Giuliana De Sio, Lina Sastri, Sebastiano Somma e Raoul Bova. Gianni Riccio è ora un applauditissimo conduttore televisivo, ma la sua infanzia è stata segnata dalla perdita di entrambi i genitori, in due diverse circostanze. Si ritrova però a essere coinvolto in un crack finanziario, venendo prelevato e rinviato a processo: ma forse il nuovo incontro con un antico amore gli darà la forza di ricominciare. Durata 92 minuti. (Romano sala 3)

The drama – Commedia drammatica. Regia di Kristoffer Borgli, con Zendaya e Robert Pattinson. Emma e Charlie s’incontrano in un bar e si innamorano sin dal primo momento. La coppia arriva alla vigilia del matrimonio ma appena prima del grande evento ha l’infelice idea di partecipare, con una coppia di amici, a un gioco assai pericoloso: raccontarsi l’un l’altro la cosa peggiore che abbiano mai fatto nella loro vita fino a quel momento. Charlie inizierà a chiedersi se davvero sia opportuno legarsi per tutta la vita a quella giovane donna. Durata 106 minuti. (Eliseo)

Le tigri di Mompracem – Thriller. Regia di Alberto Rodriguez, con Antonio de la Torre e Barbara Lennie. Antonio ed Estrella sono fratello e sorella, vivono insieme a La Huelva, nel sud della Spagna, e fanno i sommozzatori. Figli di un padre che li ha educati alla vita in mare, amano entrambi ciò che fanno, ma hanno destini professionali diversi. Soprannominato “La tigre”, lui è il membro più esperto di una squadra di sub che manutiene le enormi petrolifere attaccate in porto; lei, invece, vittima da bambina di un incidente in acqua che le ha compromesso l’udito, non può immergersi oltre una certa profondità e progetta di andare a lavorare in una riserva marina sull’Atlantico. Il disperato bisogno di denaro di Antonio spingerà fratello e sorella a tentare la fortuna in maniera illecita, a costo della vita. Durata 109 minuti. (Classico, Greenwich Village)

Yellows Letters – Drammatico. Regia di Ilker Çatak. Durata 127 minuti. A tre anni dall’apprezzato “La sala professori”, Çatak narra dell’accademico Aziz e dell’attrice Derya che perdono il loro lavoro per la messa in scena di uno spettacolo palesemente avverso al regime. Saranno costretti a trasferirsi a Istanbul, nel tentativo di dare un nuovo aspetto al loro stile di vita e nel confronto con il compromesso che inevitabilmente verrà a proporsi tra il loro impegno politico e la sopravvivenza di ogni giorno. Orso d’oro alla Berlinale. Durata 128 minuti. (Nazionale sala 2)

Gianduiotto d’Oro a Raul Cremona

Una serata all’insegna del divertimento chiude il ciclo d’incontri di EnjoyBook

Al comico e illusionista milanese è stato consegnato il prestigioso premio assegnato alle eccellenze nel mondo del giornalismo, dell’imprenditoria e dello spettacolo.

Si chiude con una serata all’insegna del divertimento, della magia e della curiosità il ciclo dei sette incontri organizzato da EnjoyBook, una rassegna culturale ospitata dal teatro Juvarra di Torino, promossa da Marco Francia, Maurizio Conti e Cristiana Ferrini, che ha unito autori, artisti, imprenditori e intellettuali.

Raul Cremona, storico e amatissimo volto della comicità e dell’arte magica, è stato il grande mattatore dell’appuntamento conclusivo della rassegna, capace di conquistare il pubblico, presente in ogni ordine di posto, fin dalla sua entrata sul palcoscenico e proseguendo a ritmo di battute e momenti di tenerezza in un dialogo con il sempre ottimo Marco Graziano. Inizialmente non previsto nella scaletta dei sette appuntamenti – in quanto è andato a sostituire l’incontro del 9 aprile scorso con la giornalista Maria Luisa Rossi Hawkins, impossibilitata a partecipare a causa della guerra scoppiata tra Usa, Israele e Iran, e dalle diffuse tensioni geopolitiche – la scelta della direzione di EnjoyBook di puntare su un profilo come quello del comico milanese si è rivelata felice e premiata da un’importante partecipazione.

Raul Cremona ha ripercorso le fasi più importanti della sua vita e della sua carriera, nata nell’ambito dell’illusionismo grazie al padre, che eseguiva giochi di prestigio nelle piazze, e da una gavetta da prestigiatore che, nel tempo, facendo esperienza e “rubando il mestiere” ai maestri, gli ha aperto le porte del Derby Club di Milano, lo storico locale che negli anni Ottanta lo ha visto protagonista insieme ad artisti del calibro di Paolo Rossi, Aldo Baglio e Giovanni Storti (i due del Trio), Enzo Iacchetti e Francesco Salvi, tra i tanti.

Attraverso il bellissimo video proposto in sala, il pubblico ha potuto godersi e applaudire ancora i grandi personaggi interpretati da Raul Cremona: da Oronzo, il mago villano in canottiera di “Mai dire gol”, a Silvano il Mago di Milano, una parodia “rispettosa” – come è stata definita da Cremona durante l’incontro – del grande Silvan, fino al divertentissimo Omen, del quale anche le generazioni più giovani hanno potuto ridere grazie a Zelig.

Tanti sorrisi e un filo di commozione, da parte di tutti, per la telefonata in diretta da parte del Mago Silvan, con il quale Raul Cremona intrattiene un rapporto di grande stima reciproca, considerandolo un maestro e una fonte ispiratrice, e che ha affettuosamente omaggiato con uno dei suoi personaggi più celebri, quell’illusionista tutto da ridere che ognuno di noi ricorda per l’iconico “Sim sala bim”.

Ai presenti in sala è stato concesso un dialogo con l’artista, caratterizzato da scambi e curiosità a cui Cremona ha risposto con il suo solito savoir-faire e senza risparmiarsi, congedando un pubblico entusiasta e protagonista fondamentale della finalità benefica prevista nel costo del biglietto (3 dei 33 euro verranno devoluti alla Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro di Candiolo).

Gian Giacomo Della Porta