ilTorinese

La rubrica della domenica di Pier Franco Quaglieni

SOMMARIO: Trump – Pannella – Piazza San Carlo – Lettere

Trump
Possibile che solo le parole di Trump  contro il Papa abbiano aperto gli occhi a tanti che lo esaltavano? Anche Napoleone e altri maltrattarono dei papi che fecero anche prigionieri. Il primo Papa, San Pietro, morì crocifisso come San Paolo, i papi Clemente I e Martino I vennero martirizzati. Bonifacio VIII venne schiaffeggiato ad Anagni al culmine del suo scontro con Filippo il Bello, re di Francia  . Eravamo in altre epoche che forse l’ignorante Trump non conosce. Esistono comunque dei precedenti.
Pio IX dopo la breccia di Porta Pia del 1870 si considerò “prigioniero“ degli usurpatori piemontesi. Oggi manca lo studio della storia  e la gente e gli stessi politici giudicano con superficialità. Stupisce che da qualche giorno  siano diventati  tutti filopapisti. Trump era chiaro chi fosse fin dall’inizi : un velleitario pericoloso che può gettare il mondo nel disastro. Chi lo ha esaltato ha capito poco e si è gloriato dei suoi elogi per molto tempo  considerandolo persino un fautore di pace.
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Pannella
Al  bel ricordo torinese di  Marco Pannella voluto domenica scorsa  da Sergio Rovasio, ho un attimo perduto la pazienza dopo ore di ascolto  e ho ricordato in tre  parole ad un  vecchio “Lotta continua” che esaltava le imprese del gruppo, che c’era anche l’omicidio di Calabresi a pesare. La breve osservazione, fatta senza microfono, ha infastidito un altro fanatico che mi ha scritto, dicendo che avevo “rovinato il ricordo di Pannella per soldi”.
Marco Pannella con Pier Franco Quaglieni

 

Ripeto:  per soldi. Volevo querelarlo, poi ho lasciato perdere il poveretto  che, non avendo argomenti, offende. Bontà  sua, aveva  a voce anche apprezzato il mio discorso inaugurale del convegno. Pensando a quell’elogio, mi è venuto il dubbio di aver fatto un discorso inadeguato.
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Piazza San Carlo
Sono stato a fare un giro in piazza San Carlo che dalla crisi di via Roma si è quasi salvata anche se Paissa e Olimpyc non ci sono più come il grande De Candia.  Basterebbe Stratta a tener alto il nome e la storia della piazza, insieme al caffè Torino. E’ invece chiuso da anni El caval d’brons, il ristorante di cui rimane molto  trascurato il logo storico  all’ingresso.
I torinesi di un certo rango ne  erano abituali e affezionati frequentatori. Il locale è tristemente chiuso da anni dopo essersi trasformato per un certo periodo  in caffè. Possibile che nessuno voglia rilevarlo? Damilano che ha salvato il caffè Zucca e il pastificio  De Filippis sarebbe l’uomo giusto per un rilancio nel salotto di Torino. E’ un’impresa difficile se non disperata anche perché il rango dei torinesi è molto sceso e molti prediligono, anzi sono costretti, alla pizzeria.
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LETTERE  scrivere a quaglieni@gmail.com
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La scuola di liberalismo di Morbelli

Enrico Morbelli ebbe l’idea di creare le scuole di liberalismo diffuse un po’  in tutta Italia, trovando dei fondi per gestirle. Invitava a fare lezioni professori qualificati che si prestavano gratis. Adesso gli eredi Morbelli hanno voluto far sopravvivere la scuola solo più a distanza e hanno reclutato anche  persone che più che studiosi sono dei piazzisti o degli attivisti del liberalismo che non è una dottrina politica, ma un metodo, come ricorda Lei spesso, citando Matteucci. Questa scuola dei Morbelli boys  allontana dal liberalismo.     Giuseppe De Sanctis

Enrico Morbelli (Foto Istituto Bruno Leoni)
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Ho aiutato Morbelli padre  in molte occasioni, ospitando la scuola a Torino per anni e indicando come direttore Edoardo Massimo Fiammotto che venne messo un po’ da parte dal centro Einaudi che voleva egemonizzare la scuola. Ho anche fatto qualche lezione, ma adesso non seguo più quello che è  rimasto della scuola che è diventata ben poca cosa: una congrega di amici, non certo di studiosi. L’idea di una Frattocchia liberale era comunque sbagliata perché i liberali non sono dei comunisti da rimpinzare di fanatismo politico. Anche la scuola di Berlusconi dove voleva invitare Putin, è naufragata prima ancora di nascere. Il liberalismo si studia con serietà, leggendo Croce, Einaudi, Popper, gli Austriaci, se vogliamo, Rosselli. Andando indietro, studiando gli inglesi e soprattutto i francesi  Tocqueville e Constant. Leoni lo lascerei stare come gli anarco – libertari che non sono liberali. E attenzione ai fessi che fino a ieri esaltavano Trump.
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L’erede al trono che non c’è

Ho letto una intervista alla figlia di ventidue anni di Emanuele Filiberto che con l’abolizione assai discutibile della legge Salica, dovrebbe essere la erede al trono d’Italia, per tagliare fuori in modo maldestro gli Aosta. E’ una ragazzina che fa teatro e non ha la benché minima cultura politica per sua stessa ammissione La regalità in lei è pari allo zero. Cosa ne pensa?     Giulia Sentini

Non ne penso nulla perché ho cose più serie a cui pensare: la pace, la guerra, l’Iran, Israele  ecc. Come viva la prinicipessa non può interessarmi di meno.
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Dopo il referendum
La sconfitta al referendum ha provocato conseguenze nel governo e nei partiti di maggioranza che hanno deluso gli elettori. Le interferenze dei figli di Berlusconi  nel partito di FI per “rilanciarlo”, hanno creato forti critiche. Tajani ha dimostrato capacità indiscutibili , meno come ministro degli esteri. Chi ha sbagliato le strategie per il referendum è stato invece  tranquillamente al suo posto. L’unico a brillare per lucidità è stato il ministro Pichetto Fratin che di fronte alla crisi energetica ha colto la palla al balzo per invitare le Camere a decidere sul nucleare , unica prospettiva reale di sviluppo dopo la follia del referendum che interruppe persino la ricerca nucleare in Italia. Pichetto ha mantenuto la lucidità del piemontese con i piedi per terra. Peccato che la mente calda accompagnata magari da un cuore freddo di altri abbia dato uno spettacolo deprimente e abbia riportato in attività vecchie cariatidi abituate a saltellare da un partito all’altro. Sono errori che si pagano.    Franco Fedeli
Gilberto Pichetto
Lascio perdere le polemiche perchè sono errori non più rimediabili, prendo della sua lettera la parte positiva: il comportamento del ministro Pichetto che sicuramente è il migliore ministro del governo attuale che affronta con silenziosa, tenace serietà, tutta piemontese, i problemi. Oggi ci vorrebbero tanti Pichetto.
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Assolto Saviano che definì Salvini “ministro della malavita”
Vorrei capire da uno storico come lei perché un grave insulto da parte di Saviano non ha avuto una sanzione penale. Saviano è stato assolto. Mi sembra aberrante.
Francy Giglio
L’espressione “ministro della malavita” risale a Salvemini che così definì Giovanni  Giolitti. Salvemini riconobbe l’errore tanti anni dopo. All’epoca Giolitti ignorò il libretto di Salvemini che non ebbe nessuna diffusione. Se Giolitti avesse querelato avrebbe dato visibilità alle fandonie di Salvemini.  E’ proprio questo precedente ad aver  portato il giudice all’assoluzione di Saviano che avrebbe adattato il giudizio salveminiano a Salvini, anche se tra Giolitti e Salvini c’è una bella differenza e soprattutto è vistosa la diversità tra Salvemini, comunque un  grande storico malgrado i focosi estremismi occasionali, e Saviano.

Festa dei Vicini 2026, aperte le iscrizioni per la 20ª edizione

Sono ufficialmente aperte le iscrizioni alla Festa dei Vicini 2026, che tornerà ad animare la città nel fine settimana di sabato 23 e domenica 24 maggio.

Promossa dalla Città di Torino, insieme all’Agenzia Territoriale per la Casa del Piemonte Centrale, l’iniziativa si inserisce nella Giornata europea dei Vicini, nata a Parigi nel 1999, e coinvolge ogni anno cittadini, associazioni e realtà del territorio in un ricco programma diffuso su tutta la città.

L’edizione 2026 assume un valore simbolico particolare, segnando il ventesimo anniversario dell’adesione torinese alla manifestazione europea dedicata alla promozione della socialità e delle buone relazioni di quartiere. Per l’occasione il carattere europeo dell’iniziativa sarà ulteriormente valorizzato attraverso attività collegate al percorso di candidatura di Torino a Capitale Europea della Cultura 2033.

Anche quest’anno, oltre al coinvolgimento dell’ATC del Piemonte Centrale, che promuoverà la partecipazione nei complessi di edilizia sociale, confermato anche l’impegno della rete delle Case del Quartiere, attiva nella diffusione dell’iniziativa su tutto il territorio cittadino.

Il programma dell’iniziativa, composto dai singoli eventi organizzati dai partecipanti, tra momenti di incontro, condivisione e convivialità aperti al vicinato e pensati per rafforzare il senso di comunità, sarà pubblicato a maggio sulla pagina dedicata del sito istituzionale della Città di Torino.

Come partecipare

Possono aderire gruppi formali e informali, tra cui cittadini, condomìni, comitati inquilini, scuole, parrocchie, associazioni, cooperative sociali ed esercizi commerciali, interessati a organizzare una festa nel proprio quartiere. La partecipazione è gratuita.

Per iscriversi è necessario compilare l’apposito form, disponibile sulla pagina informativa dell’iniziativa, entro giovedì 30 aprile 2026.

Per favorire la partecipazione della cittadinanza, l’Amministrazione comunale raccoglie a livello centrale tutte le richieste di adesione, concede gratuitamente l’utilizzo di alcuni servizi tramite il coinvolgimento degli uffici tecnici e mette a disposizione un vademecum con le linee guida su autorizzazioni, sicurezza e buone pratiche organizzative.

I comitati inquilini e le altre realtà presenti nei complessi di edilizia sociale possono rivolgersi per informazioni o aiuto nella compilazione della domanda all’Agenzia Territoriale per la Casa.

Informazioni e contatti

Punto Informativo Unificato: piazza Palazzo di Città 9/a
Telefono: 011 011 23010 (dal lunedì al venerdì, ore 10–17)
email: festadeivicini@comune.torino.it

 

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Uccide ex moglie e nuovo compagno e muore lanciandosi dal castello

Sì è ucciso gettandosi dalla torre del castello di Cossombrato, nell’Astigiano, dove lui lavorava come giardiniere. L’uomo 59 anni, ha prima ucciso la ex moglie e il nuovo compagno utilizzando  una roncola. I corpi ormai privi di vita dei due sono stati rinvenuti in un’area agricola ai margini del paese.

Nizza è Barbera 2026: il vino parla alle nuove generazioni

È  stata presentata a Vinitaly “Nizza è  Barbera 2026”, l’edizione che dall’8 all’11 maggio prossimo torna  a Nizza Monferrato con degustazioni,  street food e musica diffusa.
Cuore della manifestazione sarà il Barbera Forum, che vanta oltre settanta produttori e quattrocento etichette.
“La barbera non solo vino, ma occasione di stare insieme” ha commentato il sindaco di Nizza Simone Nosenzo.

“Nizza è  Barbera” si conferma come uno degli appuntamenti più  attesi nel panorama enogastronomico piemontese. La manifestazione torna dall’8 all’11 maggio con una formula ormai consolidata, capace negli anni di crescere e attrarre migliaia di visitatori, tra cui giovani e un pubblico internazionale.
Il risultato testimonia come la comunicazione abbia saputo evolversi intercettando nuovi linguaggi e nuovi consumi e come produttori e realtà del territorio siano riusciti a raccontare il vino in modo contemporaneo, accessibile e coinvolgente.
Il programma dell’edizione 2026 è  stato presentato a Vinitaly, dove istituzioni ed Enoteca Regionale di Nizza hanno condiviso visioni e prospettive della manifestazione.

“Nizza è  Barbera” è  il racconto di una città che ha saputo evolversi senza perdere la propria anima – afferma il sindaco di Nizza Simone Nosenzo – Qui la Barbera non è  soltanto un vino, ma un modo di stare insieme, che oggi parla anche ai più  giovani e che arriva da lontano. Vedere le piazze riempirsi di ragazzi e di visitatori stranieri rappresenta la conferma che abbiamo costruito qualcosa di autentico, capace di guardare al futuro, partendo dalle nostre radici.
A portare a Verona la voce dell’enoteca regionale di Nizza, guidata da Mauro Damerio, è stato il consigliere Piercarlo Albertazzi. “ Il Barbera Forum è  il luogo in cui il vino smette di essere solo racconto e diventa esperienza diretta. È  qui che i produttori incontrano il pubblico, calice alla mano, e che la Barbera d’Asti e il Nizza si esprimono nella loro forma più autentica , raccontando non solo un vino, ma un intero territorio.
La sicurezza è un tema centrale. Si lavora per garantire a tutti, visitatori e operatori, un’esperienza serena, controllata e di qualità,  all’altezza di un evento capace di richiamare un pubblico così ampio”.

Mara Martellotta

Andos, questa sera un concerto per lo screening di Prevenzione serena

Si terrà il 19 aprile, alle ore 20, presso l’Auditorium Agnelli, il concerto del MASSCHOIR GRUPPO GOSPEL, il cui ricavato sarà devoluto per l’acquisto di un ecografo digitale in favore del Centro screening “Prevenzione serena”

ANDOS Comitato di Torino ODV – Associazione Nazionale Donne operate al seno festeggia i 15 anni di vita con un concerto Gospel che si terrà il 19 aprile, alle ore 20, presso il teatro Giovanni Agnelli del Lingotto. Protagonista MASSCHOIR GRUPPO GOSPEL, che devolverà i proventi dello spettacolo ad ANDOS.

ANDOS è in prima linea nel nostro territorio per sostenere e accompagnare le donne che devono affrontare questo difficile percorso. Attraverso una rete capillare di volontari, ANDOS Torino ODV si impegna a diffondere consapevolezza promuovendo la prevenzione come strumento fondamentale, per far fronte a questa complessa patologia ancora oggi definita “Big killer”. Il tumore al seno è infatti una delle principali cause di mortalità a livello mondiale, ma grazie ai progressi scientifici, le campagne di prevenzione, la diagnosi precoce e i nuovi trattamenti personalizzati è aumentata in maniera significativa la possibilità di cura, garantendo una buona qualità di vita e la possibilità di guarigione.

In particolare, dal 2020, ANDOS ODV ha lanciato la campagna “La regione si colora di rosa”, in collaborazione con la Regione Piemonte, la Consulta Femminile Regionale e A.N.C.I. Piemonte, giunta così alla sua quinta edizione, incontrando la cittadinanza di tutti i Comuni piemontesi, promuovendo corretti stili di vita e l’adesione ai programmi di screening.

L’ANDOS, sempre più attenta alle donne operate al seno, dà vita a molte iniziative benefiche e, in particolare, intende festeggiare i propri 15 anni di intensa attività con la donazione al Centro di screening “Prevenzione serena” di un ecografo digitale dotato di intelligenza artificiale, che aiuterà a ridurre i tempi di attesa e migliorare la rapidità e l’accuratezza delle diagnosi.

“Unire il piacere della musica alla possibilità di fare del bene, unito all’importanza di aiutare le donne del nostro territorio a beneficiare di un sistema più efficace finalizzato alla diagnosi, non può che gratificare e farci sentire meglio – ha dichiarato la Presidente dell’ANDOS, Fulvia Pedani”.

Mara Martellotta

Domenica 19 aprile la “Granfondo Internazionale Torino 2026”

 

Domenica 19 aprile si terrà manifestazione ciclistica “Granfondo Internazionale Torino 2026” con partenza alle ore 08.30 in corso Casale a fianco del Moto Velodromo e arrivo in Strada dei Colli, in territorio di Pino Torinese. La manifestazione sportiva interesserà il corso Casale in direzione San Mauro sino all’uscita dal territorio cittadino “in modalità non competitiva”.

Nello specifico sono state previste i seguenti provvedimenti viabili:

Divieto di transito in corso Casale

Divieto di transito domenica 19 aprile per tutte le categorie di veicoli (eccetto veicoli di polizia, soccorsi e dell’organizzazione, specificatamente autorizzati):

dalle ore 04.30 alle 09.30, e comunque sino a cessate esigenze in corso Casale, nel tratto compreso tra via Gassino e piazza Carrara.

dalle ore 08 alle 09.30, e comunque per il tempo necessario al transito dei partecipanti, in corso Casale, tratto compreso tra piazza Carrara ed il confine con il comune di San Mauro Torinese.

Divieto di sosta

Divieto di sosta con rimozione forzata domenica 19 aprile per tutte le categorie di veicoli dalle ore 00.00 alle 09.30, e comunque sino a cessate esigenze, in corso Casale, tratto compreso tra via Castiglione e il numero civico 162 (piazza Carrara).

Trasporto pubblico locale

I percorsi dei mezzi di trasporto pubblico transitanti nell’area interessata dalla manifestazione subiranno alcune variazioni.

Per dettagli sulle linee deviate, consultare il sito Internet di GTT alla pagina https://www.gtt.to.it/cms/avvisi-e-informazioni-di-servizio/torino-e-cintura/12601-manifestazioni-podistiche-la-mezza-e-la-dieci-di-torino-variazioni-linee-domenica-19-aprile che comprende informazioni sulla Granfondo Internazionale Torino 2026.

TorinoClick

Foto archivio Ossola

Una nuova cucina domotizzata al San Camillo di Torino

Si tratta di un rinnovamento realizzato grazie al contributo della Fondazione Cottino per integrare le attività di riabilitazione dei pazienti affetti da patologie neurologiche e ortopediche, allo scopo di migliorare la loro qualità di vita e autonomia. Quando si parla di riabilitazione per quanto riguarda una patologia neurologica e ortopedica, l’immaginario comune si concentra particolarmente sul recupero del movimento. Tornare a stare in piedi, mantenere l’equilibrio, ricominciare a camminare. In realtà il quadro è molto più complesso. Oltre agli aspetti motori, possono essere coinvolte anche le capacità cognitive, comunicative, relazionali ed emotive, con un impatto significativo sulla vita quotidiana. È proprio qui che entra in campo la terapia occupazionale del Presidio San Camillo di Torino. Specializzato in riabilitazione intensiva, il team offre percorsi riabilitativi personalizzati per pazienti adulti con disabilità neurologiche, cognitive o ortopediche. Lavora per il recupero dell’autonomia nelle attività di vita quotidiane, insegnando strategie pratiche e compensative per affrontare le difficoltà in modo sicuro ed efficace. Tra le attività più significative figura la cucina: preparare un pasto è un compito ricco e complesso, che richiede coordinazione motoria, pianificazione, attenzione, memoria, capacità di problem solving. Per questo la cucina diventa un strumento terapeutico preziosi, che permette al terapista di osservare da vicino le abilità di una persona e di intervenire con strategie personalizzate. Presso il Presidio Sanitario San Camillo di Torino esiste una vera e propria cucina domotizzata Scavolini, da poco rinnovata e modernizzata, grazie al contributo della Fondazione Cottino, e integrata nel servizio di terapia occupazionale. Si tratta di un ambiente terapeutico progettato per essere accessibile, sicuro e altamente funzionale. Ogni dettaglio è pensato per rispondere alle esigenze delle persone con disabilità o ridotta autonomia, favorendo al tempo stesso il recupero delle capacità residue. Tra le caratteristiche più evidenti spiccano i pensili motorizzati, due moduli sospesi che possono essere abbassati e riportati in posizione grazie a un telecomando, permettendo anche a chi utilizzi una carrozzina di accedere facilmente agli oggetti senza sforzi o rischi. Il piano di lavoro, progettato come uno spazio libero sottostante, consente l’accostamento frontale della carrozzina, garantendo una postura corretta e una maggiore libertà di movimento durante le attività. Anche gli elementi superiori sono stati ripensati in chiave inclusiva: la cappa è dotata di illuminazione e sistema di aspirazione attivabile a distanza, mentre uno dei pensili è completamente estraibile manualmente, una soluzione particolarmente utile per persone anziane che evitano così l’utilizzo di scalette o movimenti potenzialmente pericolosi. Gli elettrodomestici, posizionati a un’altezza ribassata, risultano facilmente raggiungibili anche da seduti, così da aumentare l’autonomia delle operazioni quotidiane come caricare o svuotare la lavastoviglie, aprire e chiudere il frigo e cucinare il cibo nel forno.

Mara Martellotta

Europeismo e atlantismo, è ancora possibile legarli in un progetto politico?

LO SCENARIO POLITICO di Giorgio Merlo

Ma è ancora possibile, oggi e non ieri, coniugare in un progetto politico credibile e di governo il
tradizionale europeismo con il riferimento all’atlantismo? Se questo è sempre stato il fiore
all’occhiello dei partiti di governo nel nostro paese, e nello specifico della Democrazia Cristiana
per oltre 50 anni durante l’intera prima repubblica, è pur vero che europeismo ed atlantismo sono
sempre stati i due motori propulsori che hanno caratterizzato la democrazia italiana dal secondo
dopoguerra in poi. Certo, parliamo di partiti e di culture politiche che non hanno mai avuto dubbi
o perplessità in merito alla collocazione naturale del nostro paese nello scacchiere europeo ed
internazionale. E quindi, per essere ancora più chiari, non mi riferisco ai partiti populisti,
massimalisti, estremisti o radicali che perseguono altri progetti e hanno altri obiettivi. Ma a partiti e
coalizioni che hanno sempre fatto dell’europeismo e dell’atlantismo, cioè della piena e convinta
appartenenza all’Occidente, la loro stella polare anche e soprattutto per quanto riguarda la
declinazione concreta delle varie scelte sul terreno della politica estera.
Ora, però, si tratta di capire nell’attuale contesto internazionale se quei due postulati sono e
continuano ad essere realisticamente percorribili e concretamente perseguibili. Anche se, va pur
detto, le alternative ad una piena e convinta adesione occidentale sono francamente ed
oggettivamente inquietanti. Solo menti politicamente distorte e disordinate possono pensare che
la Russia da un lato o la Cina o l’Iran dall’altro possono rappresentare baluardi di sicurezza, di
libertà, di democrazia e di profonda adesione a sistemi politici liberi e costituzionali. Ma, al
contempo, non si può non sostenere che i due storici postulati di una prospettiva di libertà, di
democrazia e di sicurezza confliggono con chi scambia i valori occidentali con posizioni che sono
francamente incompatibili con quell’universo valoriale e culturale. Non è certamente, per fare un
solo esempio, l’America di Trump l’orizzonte ideale per consolidare quei valori che sono alla base
del nostro sistema democratico, liberale e costituzionale. Dei regimi autocratici, dittatoriali ed
illiberali – alcuni, purtroppo, ancora e sempre molto cari a settori della sinistra italiana – non vale la
pena di soffermarsi perchè erano, sono e restano alternativi ai principi e alla cultura democratica.
Ecco perchè il tema dell’europeismo e dell’atlantismo, cioè di come rilanciare e consolidare oggi i
valori dell’Occidente, meritano di essere al centro della riflessione politica e progettuale dei partiti
e dei rispettivi schieramenti. Solo attraverso una chiarezza su questi nodi decisivi sarà possibile
presentarsi con le giuste credenziali progettuali in vista delle prossime elezioni politiche. Anche
perchè, oggi più che mai, sarà proprio la politica estera – come, del resto, era già durante l’intera
prima repubblica – la frontiera entro la quale si misura l’affidabilità, la serietà, la credibilità e
l’autorevolezza di un progetto politico e di governo. Dei partiti e dei rispettivi schieramenti.

Assoluti Unipol: altro titolo per Sara Curtis

Si conclude la terza giornata del Campionato Unipol di Riccione arriva un altro metallo prezioso per il Piemonte!

Arriva un altro titolo che porta la firma di Sara Curtis (CS Esercito/CS Roero) che questa mattina dopo aver ritoccato il suo primato italiano si impone nel pomeriggio con 24”31. “Sono contenta perché sono riuscita a trasformare le emozioni contrastanti dei 100 in una bella gara – racconta Curtis, preparata in Italia da Thomas Maggiora – Questa mattina è venuto il record e oggi pomeriggio un ottimo tempo. Sono felicissima perché ho dimostrato di essere molto veloce: le sensazioni sono molto buone; in Usa ho gareggiato sempre in yards ed è tutta un’altra cosa rispetto alla lunga. Domani disputerò i 50 farfalla e vediamo come andrà”.

Tra i risultati di rilievo dei piemontesi in romagna trociamo nella finale Junior dei 100 Farfalla il terzo posto di Simone Farfaglia (Sisport) con 54”50 mentre vince la finale B dei 100 Dorso Martina Biasioli (CN Torino) con 1’01”41.

Nella finale Junior dei 200 Dorso ci sono due piemontesi nella top 3: secondo Carlo Perozeni (RN Torino) con 2’03”93 mentre è terzo Giovanni Campo (Vo2 Nuoto) con 2’05”80.

Nella finale Junior dei 200 Rana chiude in seconda posizione Tommaso Navarretta con 2’17”08 mentre è ottavo Alessio Hincu (Team Dimensione Nuoto) con 2’20’’70. Nella finale A di questa gara è sesto Matteo Telesca (CN Torino) con 2’13”04.

Nella finale B dei 200 Stile Libero si classifica settimo Simone Dutto (CS Carabinieri/CN Torino) con 1’50”43.

In chiusura di serata sono seconde nella staffetta 4×200 Stile Libero con la formazione dei Carabinieri Anita Gastaldi (CS Carabinieri/Vo2 Nuoto) e Francesca Fresia (CS Carabinieri/Aquatica Torino).

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Foto DBM