Secondo i No tav ieri si è trattato di “Una grande giornata di lotta per la Val di Susa. Il movimento No Tav, a distanza di quindici anni dall’esperienza della Libera Repubblica della Maddalena e dal 3 luglio, ha dimostrato ancora una volta che ha la forza di arrivare là dove la devastazione del territorio è all’ordine del giorno”. Così ha commentato il movimento No Tav, a conclusione della marcia di ieri, parlando della presenza di “20 mila persone”.
NO TAV, USIC: “143 feriti tra le forze dell’ordine”
“PRESIDENTE MELONI, LA SOGLIA CRITICA È STATA SUPERATA”
“L’Unione Sindacale Italiana Carabinieri del Piemonte e della Valle d’Aosta esprime una condanna netta e senza esitazioni per i gravissimi episodi di violenza verificatisi durante la marcia No Tav in Val di Susa, culminati nell’assalto organizzato ai cantieri di Chiomonte e San Didero.
Il bilancio degli scontri richiama un bollettino di guerra e non può più essere tollerato dallo Stato: 85 poliziotti, 48 carabinieri e 10 finanzieri sono rimasti feriti, mentre mezzi di servizio sono stati danneggiati e snodi stradali e ferroviari strategici per il Paese sono stati bloccati. La nostra solidarietà è piena e concreta nei confronti dei colleghi feriti e di tutti gli operatori delle Forze di Polizia che ogni giorno difendono la legalità e la sicurezza pubblica, pagando troppo spesso un prezzo altissimo in termini di incolumità personale. Il dissenso è un diritto costituzionale e nessuno intende metterlo in discussione. Trasformare, però, una manifestazione in un’azione organizzata e di natura paramilitare, finalizzata a colpire lo Stato e le donne e gli uomini in divisa, non è protesta: è violenza eversiva.
Rivolgiamo un appello diretto al Presidente del Consiglio Giorgia Meloni e alle istituzioni di Governo: è il momento di una svolta decisa. Non possiamo più accettare che chi indossa una divisa venga utilizzato come scudo umano contro la violenza organizzata di frange estremiste ed eversive riconducibili ai centri sociali. Servono tutele operative reali, strumenti normativi più efficaci e una risposta dello Stato ferma, visibile e immediata. La soglia critica è stata superata. Chiamiamo in causa tutte le forze politiche, i partiti e i movimenti del Paese. Chi tace, giustifica o minimizza aggressioni di questa gravità si assume una responsabilità morale. Non basta scendere in piazza soltanto per contestare l’operato delle Forze dell’Ordine: ci aspettiamo che tutte le forze democratiche promuovano manifestazioni pubbliche per condannare senza riserve la violenza e testimoniare vicinanza a chi garantisce la sicurezza di tutti.
Come USIC continueremo a far sentire la nostra voce in ogni sede affinché la sicurezza, la dignità e l’incolumità dei Carabinieri e di tutti gli appartenenti alle Forze dell’Ordine non vengano più calpestate.
Non possiamo, tuttavia, limitarci alle parole di solidarietà. Da anni registriamo un impegno del Governo ancora insufficiente rispetto alla gravità delle condizioni in cui operano le Forze dell’Ordine: turni massacranti, esposizione costante al rischio, organici sotto pressione, mezzi spesso inadeguati e retribuzioni che non riconoscono pienamente il valore, la responsabilità e il sacrificio quotidiano di chi serve lo Stato.
Chi chiede agli operatori di garantire ordine pubblico, sicurezza e legalità deve avere il coraggio di investire concretamente su di loro, attraverso risorse adeguate, rinnovi contrattuali dignitosi, strumenti operativi efficienti e retribuzioni all’altezza del ruolo svolto”. Così, in una nota, Leonardo Silvestri, Segretario Generale Regionale Piemonte e Valle d’Aosta dell’Unione Sindacale Italiana Carabinieri (USIC).
Tav, Giachino: “il progetto non è obsoleto”
LETTERA APERTA A MARCELLO SORGI
Caro #Marcello, grande giornalista, grandeDirettore, simpatico amico da anni, #sulla #TAV stamane #sbagli. Dire che il progetto è obsoleto è assolutamente sbagliato. È sbagliato dal punto progettuale? Spiegalo. È sbagliato dal punto di vistalogistico? No, è ancora più valido di prima perché ledifficoltà dei collegamenti via mare aumenterannol’importanza dei collegamenti ferroviari con l’Est. Non a caso si sta studiando il corridoio Imec.
La TAV è ancora più importante di prima, non solo perché noi verso la Francia esportiamo più di quanto importiamo di quasi 20 miliardi, ma perché il trasporto merci, che come si vede è vitale per le economie di tutto il mondo. Lato Francia il traffico va tutto su strada perché trainare migliaia di tonnellate col treno sino a 1300 m al vecchio Tunnel costa tantissimo. Risultato: mentre verso la Svizzera, che ha costruito negli ultimi dieci anni ben 2 Tunnel simili alla TAV, il 70% del traffico va su rotaia, al Brennero il 30% del traffico va su rotaia, tanto è vero che lì si sta costruendo un Tunnel come la TAV. Verso la Francia, dove passano merci dirette alla Gran Bretagna e alla Spagna, solo il 7% dei trasporti va su rotaia e il 93% su strada.
Ogni anno sull’Autostrada A4, che è gemella del corridoio Mediterraneo, passano 3 milioni di TIR. Come sai, i trasporti secondo ENEA valgono quasi1/3 dell’inquinamento e l’Italia è sotto proceduradi infrazione per l’inquinamento della PianuraPadana. Dalla Cina arrivano, con tutte le difficoltà e le limitazioni, quasi 20 mila treni merci all’anno. Il futuro del trasporto è su rotaia, l’unico mezzo che non inquina. L’economia mondiale si reggesui trasporti e sulla logistica, molto sul mare eoggi molto sulla strada, inquinante. Diminuire il traffico su strada diminuirebbe anche l’incidentalità e la mortalità per incidentalità stradale, che soloin Italia ci costa oltre 3.000 morti e 30 miliardi.
Per l’Italia essere punto di passaggio di merci e passeggeri in arrivo da tutto il mondo è unaricchezza. L’Italia, con la costruzione dei corridoiferroviari europei, tutti collegati ai porti, diventerà la porta dei traffici europei da e verso l’Africa, il Medio e l’Estremo Oriente. Oggi le merci in arrivo dalla Cina e dall’Est, senza il CorridoioMediterraneo, salgono verso Duisburg in Germaniae di lì scendono una parte verso l’Italia, una parte verso la Francia e la Spagna. In questo modo noi perdiamo traffici, lavoro logistico, entrate fiscali ePIL, mentre come sai noi abbiamo assoluto bisogno di crescere molto di più di quanto cresciamo oggi, avendo un Debito pubblico di oltre 3200 miliardi.
Dopo la nostra grande Manifestazione SITAV di Piazza Castello (10.11.2018), l’Europa, che partecipa come sai alla costruzione del Tunnel, ha deciso di cofinanziare anche la tratta italiana che esce dal Tunnel verso Torino. Con gli investimenti in corso nei corridoi ferroviari e con la costruzione dellanuova Diga al porto di Genova, l’Italia potrebbe crescere di almeno 1 punto di PIL all’anno inpiù e vedi come sarebbe contento Giorgetti.
Per questo non capisco perché la #MELONI non riaffermi la strategicità della TAV. Se chi va al Governo avesse studiato di più #CAVOUR avrebbe capitoche per il nostro grande Statista prendere i traffici in arrivo dal Canale di Suez e diretti verso l’Europa era un grande obiettivo. Oggi che la nostra economia cresce solo dello zero virgola lo è ancora di più.
Nel 1857 il più piccolo degli Stati europei approvò l’opera del secolo, il Traforo del Frejus. Cavour, quando il Re sottolineava le perplessità della minoranzaparlamentare di allora, rispose: “Maestà, noi dobbiamo governare anche per quelli che non capiscono”.
La nostra economia, senza il surplus negli scambi commerciali, sarebbe più povera e il benessere sarebbe minore. Il commercio internazionale passa dove ci sono i porti, gli aeroporti, le reti ferroviarie, autostradali e logistiche più efficienti.
Se per l’Italia la TAV è importante, per Torino la TAV è fondamentale. Oggi Torino è in alto a sinistra della cartina italiana. Con la TAV, Torino sarà unadelle fermate più belle della rete dei trasporti delfuturo. Se i politici torinesi e piemontesi avessero studiato di più non solo Cavour ma anche Peyron e il Prof. Giuseppe Grosso, il migliore Presidente dellaProvincia di Torino, capirebbero che Torino con la TAV sarà al centro della TAV Valley che comprenderà Milano, Genova, Torino e Lione. 800 miliardi diPIL, quasi 40 Atenei e Centri di ricerca mondiali.
Ecco perché chi ha consentito il Festival della Felicità, base organizzativa della marcia di ieri e degli scontri inqualificabili, non ha fatto gli interessi di Torino e delPaese. Basta con i pesci in barile. La TAV è il bene comune, quel bene comune di cui parlava Leone XIII quando scrisse ottantunenne la Rerum Novarum.
Mino Giachino
gia’ Sottosegretario alle Infrastrutture
Dopo gli ennesimi scontri sull’Alta Velocità, la RegionePiemonte non fa marcia indietro sulla Torino-Lione e condanna duramente gli episodi di violenza aidanni delle forze dell’ordine e del cantiere Tav.
Il presidente della Regione Piemonte AlbertoCirio e l’assessore Enrico Bussalino sugli scontri in Valsusa
“Per l’ennesima volta, assistiamo a un assalto organizzato ai cantieri della Tav e alle forze dell’ordine. Dietro il paravento della manifestazione pacifica, la Valle di Susa è stata ancora una volta trasformata nel teatro dell’azione di centinaia di violenti, arrivatianche dall’estero, con un obiettivo preciso: seminare violenza, distruggere e sfidare apertamentelo Stato e le regole della convivenza civile.
Assaltare e ferire gli uomini e le donne in divisa, incendiare i loro mezzi, lanciare pietre e bombe carta, devastare le aree di cantiere e paralizzare la viabilità di un’intera valle nel pieno della stagione turistica non è esercitare il diritto di manifestare. È delinquenza, è un attacco alle istituzioni e un danno gravissimo ai cittadini, alle imprese e all’immagine del Piemonte.
Alle donne e agli uomini delle forze dell’ordine va la mia profonda gratitudine, insieme alla piena solidarietà della Regione Piemonte, per il coraggio e la professionalità con cui, ancora una volta, hanno difeso la sicurezza e la legalità”, dichiara ilpresidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio.
“L’assalto al cantiere e gli attacchi contro le Forze dell’ordine rappresentano un’escalation di violenza che deve essere condannata con la massima fermezza. Piena solidarietà e il mio sincero ringraziamento agli uomini e alle donne delle Forze dell’ordine che, con professionalità, coraggio e grande senso dello Stato, hanno difeso un’infrastruttura strategica garantendo la sicurezza del territorio e dei cittadini. Allo stesso tempo, rivolgo la mia vicinanza ai lavoratori del cantiere, che ogni giorno svolgono il proprio lavoro con competenza e responsabilità e che non possono essere esposti a episodi di violenza e intimidazione mentre sono impegnati nella realizzazione di un’opera pubblica. La Torino-Lione è un’infrastruttura fondamentale per il futuro del Piemonte, per la competitività del nostro sistema economico e per i collegamenti europei. Non saranno le azioni violente di una minoranza di estremisti a fermare un progetto che il Governo, la Regione Piemonte e le istituzioni stanno portando avanti con determinazione. Continueremo a sostenere senza esitazioni la realizzazione della Torino-Lione, affiancando i territori con le opere compensative e restando sempre dalla parte della legalità, delle istituzioni, dei lavoratori e di tutti quei cittadini che credono nello sviluppo e nel rispetto delle regole”, dichiara l’assessore alla Sicurezza e alle Infrastrutture strategiche della Regione Piemonte, Enrico Bussalino.
La sanità italiana firma un risultato destinato a entrare nella storia della medicina. Presso la Città della Salute e della Scienza di Torino, l’équipedella Clinica Oculistica universitaria dell’ospedaleMolinette, diretta dal professor Michele Reibaldi, ha eseguito con successo il primo autotrapianto completo al mondo del segmento anteriore dell’occhio e della parte centrale della retina(macula) da un occhio all’altro della stessa paziente.
L’intervento ha consentito a Elena, 67 anni, di recuperare la vista dopo oltre cinque anni di cecità totale. La donna aveva perso la capacità visiva in seguito a un gravissimo incidente stradale. Il trauma aveva provocato una lesione irreversibile del nervoottico dell’occhio sinistro, rendendolo incapace di trasmettere gli impulsi visivi al cervello purconservando strutture oculari sane. L’occhio destro, invece, già compromesso da una maculopatia, aveva riportato danni irreparabili alla retina ealla cornea. La completa distruzione della zona contenente le cellule staminali rendeva impossibile anche un tradizionale trapianto di cornea, lasciando la paziente senza alcuna possibilità terapeutica.
Quello che fino a oggi era considerato un limiteinvalicabile dalla comunità scientifica internazionale è stato superato grazie all’intuizione del professor Reibaldi e della sua équipe. I chirurghi hanno utilizzatoi tessuti sani, ma non più funzionali, dell’occhiosinistro, trasferendo nell’occhio destro un interoblocco anatomico comprendente cornea, sclera, congiuntiva e, per la prima volta nella storia, anche lamacula, la parte centrale della retina responsabile della visione distinta. Un intervento altamente innovativo che ha permesso di ricostruire un occhio funzionante partendo da due occhi gravemente compromessi.
Accanto all’eccezionale valore scientifico, la vicenda racconta anche una storia di grande umanità. Elenaè stata ricoverata insieme alla sua inseparabile Joe, ilcane guida che da anni rappresenta il suo principalepunto di riferimento. Consapevole dell’importanza di questo legame, la Direzione dell’ospedale Molinette ha autorizzato la permanenza dell’animale accanto alla paziente per tutta la durata del ricovero.
“Questo intervento rappresenta una nuova frontieranella chirurgia oculistica” dichiara il professorMichele Reibaldi (Direttore della Clinica Oculisticauniversitaria delle Molinette). “Fino ad oggi, iltrapianto contemporaneo del segmento anteriore era stato eseguito una sola volta al mondo dal professor Vincenzo Sarnicola e dal sottoscritto proprio quialle Molinette, mentre mai era stato possibile trapiantare la zona centrale della retina. Adesso aspettiamo di vedere quanto la retina trapiantatasia in grado di funzionare, ma i primi riscontri sono incoraggianti. Una maratona chirurgica molto complessa, durata quasi 6 ore, che è stata possibilesolo grazie ad una collaborazione straordinariatra oculisti, anestesisti, infermieri e Direzionesanitaria. Ma il premio più grande per tutti noi èstato l’incredibile momento in cui Elena, riaprendo gli occhi, ha potuto finalmente riconoscere i volti di suo figlio e della sua fidata compagna di vita Joe”.
Il decorso post-operatorio procede positivamente. I controlli clinici confermano il corretto attecchimento dei tessuti trapiantati e il graduale recupero funzionaledell’occhio. L’obiettivo è restituire a Elena unasempre maggiore autonomia nella vita quotidiana, con Joe che continuerà ad accompagnarla, ma non più come unico riferimento nel buio.
“Un intervento ai limiti dell’impossibile senza precedenti. Un grazie ai nostri professionisti che si sono resi protagonisti di questo miracolo, mache soprattutto hanno accolto ancora una volta le fragilità dei nostri pazienti, in particolare dellasignora Elena, che ora potrà tornare a vedere ilmondo accompagnata dalla sua cagnolina Joe. Ancora una volta la dimostrazione del valore della sanità pubblica, in cui credo fermamente” dichiara Livio Tranchida (Direttore generale CDSS).
Ci sono passioni che uniscono. E poi ci sono passioni che diventano una cultura, uno stile di vita, un modo di guardare il mondo. È questo lo spirito che anima il Porsche Club Piemonte e Liguria, una realtà che oggi riunisce circa 122 soci, accomunati non soltanto dall’amore per uno dei marchi automobilistici più prestigiosi al mondo, ma soprattutto dal desiderio di condividere esperienze, amicizie e valori.
ll Porsche Club Piemonte e Liguria, fondato nel 2001 con la denominazione Porsche Club Piemonte e Valle d’Aosta, si è da tempo affermato come una delle realtà più attive e partecipate del panorama nazionale.
Nel corso degli anni ha saputo consolidare la propria identità, proponendo un ricco calendario di iniziative pensate per coinvolgere tutti gli appassionati del marchio, indipendentemente dal modello Porsche posseduto. Le attività spaziano dai tour turistici ed enogastronomici alle esperienze di guida, sempre all’insegna della sicurezza, della convivialità e del piacere di condividere una passione comune. Per gli amanti della guida sportiva, il Club organizza, in collaborazione con Track4Fun, giornate dedicate alla pista nei principali autodromi italiani e internazionali. Si tratta di eventi non competitivi, privi di classifiche, durante i quali ogni partecipante può approfondire le potenzialità della propria vettura in un contesto sicuro e controllato, con la possibilità di essere affiancato, su richiesta, da istruttori qualificati.
La sede ufficiale del Porsche Club Piemonte e Liguria è ospitata presso il Centro Porsche Torino, punto di riferimento per i soci e fulcro delle attività associative.
Grazie alla qualità delle iniziative proposte, all’elevata partecipazione e al forte spirito di appartenenza che contraddistingue i suoi iscritti, il Club si è affermato come una delle realtà Porsche più dinamiche e apprezzate d’Italia.
Alla presidenza del Club c’è Massimo Boidi, dottore commercialista e professore di Diritto Commerciale alla Facoltà di Economia e Management dell’Università di Torino. Tre percorsi apparentemente diversi, ma accomunati da un’unica parola: passione.
Durante gli incontri con i soci emerge subito ciò che, secondo Boidi, rappresenta il vero segreto della crescita del Club: «fare squadra!»
Una frase semplice, ma capace di raccontare un’intera filosofia.
Massimo Boidi dice: «Nessuno è superiore a nessuno, nessuno è inferiore a nessuno. Si lavora e si organizza, purché si partecipi tutti insieme.»
È questo il principio che guida ogni iniziativa del Porsche Club Piemonte e Liguria. Una comunità nella quale ogni socio viene coinvolto e valorizzato, perché il successo di un’associazione nasce dalla partecipazione di tutti e non dal protagonismo di pochi.
Per Massimo Boidi la leadership non coincide con l’autorità. È qualcosa di molto più profondo. «La leadership non basta esercitarla: bisogna avere la passione per esercitarla.»
Una visione che racconta perfettamente il suo modo di vivere questo incarico: guidare significa mettere la propria esperienza e parte del proprio tempo al servizio degli altri, creare entusiasmo, costruire relazioni e far sentire ogni socio parte integrante di una grande famiglia.
Ed è forse proprio questo il motivo per cui il Porsche Club Piemonte e Liguria continua a crescere anno dopo anno.
Entrare nel Porsche Club, infatti, significa molto più che iscriversi a un’associazione di appassionati di un brand.
Significa entrare a far parte di una comunità unita da una passione autentica, da un gusto raffinato per la qualità e da uno stile di vita distintivo.
Essere soci del Porsche Club Piemonte e Liguria consente di contribuire attivamente alla vita associativa del Club, essere continuamente aggiornati su eventi e manifestazioni, partecipare alle iniziative organizzate annualmente dal Club, prendere parte alle manifestazioni promosse dai Porsche Club anche a livello internazionale.
Il Porsche Club Piemonte e Liguria è ufficialmente riconosciuto da Porsche AG, la Casa Madre, ed è parte di una delle più prestigiose reti automobilistiche del mondo: oltre 700 Porsche Club ufficiali, circa 240.000 soci distribuiti in più di 70 Paesi, una comunità internazionale che condivide gli stessi valori di qualità, eleganza, rispetto e passione.
Scegliere quindi di associarsi al Porsche Club è molto più di una decisione. È un modo di essere.
Ed è proprio questa scelta a creare connessioni, amicizie e rapporti destinati a durare nel tempo, vivendo oltretutto un calendario ricchissimo di iniziative.
Giornate in circuito per conoscere fino in fondo le straordinarie qualità delle vetture Porsche, tour lungo alcuni degli itinerari più suggestivi d’Italia e d’Europa, incontri culturali, momenti conviviali e manifestazioni organizzate durante tutto l’anno.
Un valore aggiunto particolarmente apprezzato è rappresentato dalla possibilità, per ogni socio del Porsche Club Piemonte e Liguria, di partecipare anche agli eventi organizzati dagli altri Porsche Club italiani. Dal Piemonte alla Liguria, fino alle numerose sezioni presenti sul territorio nazionale, andando così a creare una rete di relazioni che amplia continuamente le occasioni di incontro e di condivisione.
La passione, però, non racconta soltanto il Club. Racconta anche il suo presidente.
Massimo Boidi è un professionista affermato che potrebbe dedicarsi esclusivamente alla propria attività di commercialista. Eppure, continua a investire tempo ed energie in due grandi passioni che rappresentano una vera scelta di vita, più che un’opportunità professionale: l’insegnamento universitario e la gestione a 360° del Porsche Club Piemonte e Liguria. Due mondi nei quali mette a disposizione competenze, entusiasmo e una straordinaria capacità organizzativa. A tutto questo si affianca una cultura ampia e trasversale, maturata in anni di esperienza professionale e accademica, oltre a una solida rete di relazioni istituzionali e professionali che gli consente di creare occasioni di particolare prestigio per il Club.
Grazie a questa autorevolezza, i soci hanno spesso l’opportunità di accedere a eventi, incontri, luoghi ed esperienze esclusive, difficilmente raggiungibili attraverso i tradizionali circuiti, arricchendo così il valore dell’appartenenza al Porsche Club Piemonte e Liguria
Come docente all’Università di Torino forma ogni anno nuove generazioni di studenti, trasmettendo competenze, metodo e cultura del lavoro.
Come presidente del Porsche Club Piemonte e Liguria mette invece a disposizione tutta la sua esperienza e qualità per far crescere una realtà che considera, prima di tutto, una comunità di persone.
Ed è forse proprio questa la vera forza del Club, perché le Porsche, come i protagonisti appartenenti allo stesso fanno sognare!
Dietro ogni raduno, ogni viaggio, ogni giornata in pista e ogni momento di condivisione non ci sono soltanto automobili straordinarie, ma relazioni autentiche costruite nel tempo, amicizie nate chilometro dopo chilometro e una filosofia che mette sempre l’essere umano al centro.
In un’epoca in cui spesso prevalgono individualismo e competizione, Massimo Boidi dimostra che la leadership più autentica è quella che unisce, coinvolge e fa crescere gli altri. Ci sono poi passioni come questa che non si possono spiegare a chi guarda soltanto la carrozzeria. Una Porsche, per chi la ama davvero, non è un trofeo da esibire, ma un’emozione da vivere. E’ il rumore della libertà , la forza di scegliere la propria strada, la determinazione di non smettere mai di inseguire l’orizzonte.
Perché la vera velocità non è quella che misura il tachimetro ma quella con cui un sogno riesce a superare i limiti della paura e a raggiungere l’anima.
Monica Di Maria di Alleri Chiusano
Nella mia stanza
L’angolo della poesia
La luce nella mia stanza
nei mattini d’estate
indietro mi porta nel tempo.
Rivedo la stanza, vestita
di povere cose, che porto nel cuore.
Bambina giocavo,
passavan le ore e i giorni
parevano eterni,
vissuti nel dono d’amore
di chi mi teneva per mano,
mi leggeva le fiabe,
sulla stufa scaldava i miei panni
nei gelidi inverni.
Il piccolo seme piantato
è ora una quercia con rami
e radici.
L’amore che si dona senza misura,
che è pago del dono
ora anche io lo conosco ;
L’amore che unifica in sé
ogni essere e sa, nel profondo,
di essere Uno con tutte le cose.
18 luglio 2026
Graziella Provera
Una nuova vita per la Rubbianetta
Le antiche scuderie dei Savoia protagoniste di un ambizioso progetto di riqualificazione
Alle porte di Torino e adiacente alla Reggia di Venaria si estende il Parco Naturale La Mandria,
l’area protetta famosa per essere stata la storica riserva di caccia di Casa Savoia.
Proprio nel cuore del parco sorge la tenuta La Rubbianetta, fatta edificare a partire dal 1862
per volere di Vittorio Emanuele II di Savoia. Nata come scuderia reale per l’allevamento di
cavalli da guerra e da competizione, fu pensata con i tratti formali tipici ottocenteschi della
corte sabauda, in grado di farla integrare perfettamente nel contesto paesaggistico della
tenuta. Un edificio dalla struttura simmetrica e imponente con una curiosa pianta a ferro di
cavallo, che ne ha fatto nel tempo uno degli edifici simbolo della Mandria e del profondo
legame tra questo territorio e il mondo equestre.
Oggi, dopo oltre centosessant’anni che hanno visto un’alternanza di utilizzo e abbandono,
questo gioiello è pronto a tornare a splendere, grazie a un progetto di valorizzazione che ne
rafforzerà l’identità originaria, ampliandone al contempo le funzioni e le prospettive.
L’equitazione continuerà a rappresentarne il fulcro, grazie all’intraprendenza del direttivo del
Comitato Regionale Piemonte della FISE, Federazione Italiana Sport Equestri, l’ente
riconosciuto dal CONI che gestisce e promuove le discipline equestri in Italia.
Luca D’Oria, Presidente FISE Piemonte, ha dichiarato: “Abbiamo deciso di spostare presso
La Rubbianetta la nostra sede, insediandoci a partire da settembre di quest’anno, con la
volontà di sfruttare al massimo le potenzialità del luogo. Lo sviluppo delle strutture sportive e
delle attività dedicate al cavallo consentirà di consolidarne il ruolo all’interno del panorama
federale nazionale e di affermarla tra i più autorevoli poli FISE del Nord Italia, con strutture
in grado di accogliere competizioni, attività formative e appuntamenti di rilievo nazionale e
internazionale, nel rispetto assoluto della natura circostante e degli animali. Manterremo
l’utilizzo del grande maneggio coperto, incrementando la presenza fissa di cavalli, anche
grazie al lavoro del cavaliere Massimo Grossato, tecnico di vertice e coordinatore delle attività
dei team e delle scuderie.
Il progetto non si ferma però all’aspetto ippico-sportivo perché la volontà della FISE è di
trasformare la struttura in una destinazione dedicata all’ospitalità, alla ristorazione e agli
eventi. Per raggiungere tale obiettivo, la società torinese House Factory è stata coinvolta in
qualità di partner tecnico della futura gestione, nella persona di Marco D’oria, Project Manager
e di Simona Sidoti, Quality manager. L’intento è di accompagnare l’evoluzione della tenuta,
favorendo l’incontro tra competenze, capitali e progettualità, accomunate da una visione
condivisa e di lungo periodo.
Marco D’Oria racconta: “Questo progetto di riqualificazione prevede un nuovo modello di
accoglienza e fruizione del complesso, pensato per valorizzare la permanenza di atleti,
ospiti e visitatori in un contesto paesaggistico straordinario.”
L’agenzia di eventi Giovanni Messina curerà la riapertura al pubblico de La Rubbianetta,
lunedì 27 luglio per un grande evento su invito che unirà le celebrazioni dei Cento Anni di Fise
al Galà dei Cavalieri, manifestazione annuale in cui vengono premiati i migliori atleti
piemontesi.