Musica, intrattenimento e divertimento per tutta la famiglia nel più grande Urban District del Piemonte
T”Summer Dream – Un’estate da sogno” entra nel vivo nel cuore dell’estate torinese. Il palinsesto estivo di To Dream, il più grande Urban District del Piemonte, continua ad animare le serate cittadine con un mix di musica, gusto e divertimento per tutta la famiglia. Mancano pochi giorni alla chiusura, prevista per domenica 27 luglio
Tra gli appuntamenti da non perdere, il food court musicale, attivo fino a venerdì 25 luglio: ogni sera, a partire dalle ore 19.00, DJ set, karaoke, musica dal vivo e aperitivi animeranno l’area ristorazione, grazie alla collaborazione con Rossopomodoro, Old Wild West, Signorvino, Löwengrube e Caffè Vergnano.
L’ingresso è libero, e registrandosi su Xceed si riceve un 10% di sconto sull’aperitivo durante l’evento.
E per i più piccoli (e le loro famiglie) c’è ancora tempo per godersi il parco giochi gratuito, aperto fino a domenica 27 luglio, tutti i giorni dalle 15.30 alle 20.00 – con apertura straordinaria fino alle 23.30 solo venerdì 25 luglio.
Tra le attrazioni: scivolo toboga, area gonfiabile, paintball estivo con pistole ad acqua, salterelli colorati e porta da calcio per sfide all’ultimo goal. Inoltre, i bambini potranno ritirare uno speciale “passaporto del divertimento” da completare con i timbri delle attrazioni visitate.

Ieri sera sono stato a cena in un ristorante dell’entroterra ligure che abbiamo escluso dalle nostre mete future, malgrado il fresco e il verde. Durante il desinare, quasi inevitabilmente, abbiamo toccato tra amici lo scandalo che fa traballare Milano e la sua Giunta comunale. Un commensale, noto impresario edile, si è dichiarato quasi subito colpevolista perché il dilagare del cemento a Milano durante il governo di Sala “è stato al di là di ogni norma“. L’imprenditore sembrava un novello Antonio Cederna che sul “Mondo“ di Pannunzio fece grandi battaglie per la tutela del paesaggio urbano. Un impresario convertito? No. Da quanto ho colto, c’era anzi un po’ di invidia non confessata verso i colleghi meneghini che hanno fatto ciò che a lui non sarebbe mai stato concesso. A illuminarmi con una sua intervista sulla situazione milanese è stata Tiziana Parenti, la Pm di Mani Pulite che nel 1992 con coraggio si ribellò al procuratore Borrelli e prese le distanze dal collega Di Pietro in nome di un garantismo liberale che stava per essere travolto da un giacobinismo purificatore, appoggiato anche dalla Lega (che esibiva il cappio in Parlamento) e dal MSI, fino ad allora quasi vergine in quanto non aveva quasi mai toccato palla nella politica italiana almeno nel Nord Italia. Furono anni terribili in cui solo pochi denunciarono la barbarie del” tintinnare di manette“ e del gettar via la chiave del carcere preventivo per estorcere confessioni. Sono pagine da archiviare nella storia peggiore d’Italia, privata di un sistema politico che aveva scritto la Costituzione, impedito il giogo comunista, promosso il benessere con il miracolo economico. Certo aveva anche accumulato errori a partire dal 1968 in poi, senza riuscire ad affrontare il problema della governabilità nel 1953 e della vita democratica dei partiti, pur essendo essi citati nella Costituzione. Come era prevedibile e previde Arturo Carlo Jemolo il finanziamento pubblico dei partiti non fu sostitutivo di quello clandestino che anzi fu incrementato anche perché in primis il PCI che pure sollevò la questione morale, godette dell’oro di Mosca, come documentò un celebre libro dimenticato scritto in base ai documenti ritrovati negli archivi ex sovietici. Nacque una seconda Repubblica che è stata peggiore della prima.
Roberto Tentoni
