“La messa in campo di risorse e progetti per dare vita a nuove imprese giovanili deve stare al centro dell’impegno del mondo politico e finanziario. L’orientamento al lavoro è la sfida del futuro”
La politica, sempre la politica. La si condanna, denigra e accusa ma poi la si invoca per risolvere i problemi. Anche l’arcivescovo di Torino, mons. Cesare Nosiglia l’ha chiamata in causa durante la sua omelia in cattedrale per la festa di San Giovanni: “ha un ruolo determinante”.
In che ambito? Nel “creare un nuovo patto sociale tra generazioni”, ha detto il capo della Chiesa subalpina, visto che Torino è una città “che si sta sfilacciando”, una metropoli in bilico tra il rilancio (ma non ci si può “accontentare solo dei turisti”) e le difficoltà “di un numero sempre crescente di migranti e di richiedenti asilo approdati qui dopo il miraggio di Lampedusa e ancora in equilibrio tra diritti e accoglienza”.
Infine, un richiamo ai giovani e al lavoro: “La messa in campo di risorse e progetti per dare vita a nuove imprese giovanili deve stare al centro dell’impegno del mondo politico e finanziario. L’orientamento al lavoro è la sfida del futuro”.
Ecco un brano tratto dall’ omelia dell’Arcivescovo:
I volti delle fragilità sono sempre più trasversali perché, ormai, nessuno può più
dirsi al sicuro di fronte all’evolversi spesso imprevisto della situazione. Penso
ai tanti piccoli esercizi commerciali che hanno abbassato la saracinesca. Penso
alle ditte artigiane costrette a fermarsi in modo improvviso. Penso alla crescita
imponente del tasso di insolvenza per prestiti, mutui, fideiussioni. Penso alle
famiglie sottoposte a provvedimento di sfratto nonostante la morosità incolpevole.
Penso a quello zoccolo duro di fratelli che vive in strada e continua a farlo
per mancanza oggettiva di prospettive (…) Penso alle famiglie che
si frantumano su relazioni interpersonali difficili e che pagano, soprattutto nei
figli, il prezzo alto dell’abbandono. Penso alle persone anziane e sole colpite da
un’acuzie sanitaria e in seria difficoltà al momento del rientro a casa. Penso ai
disabili, troppo compatiti e poco ascoltati.
(…) è necessario promuovere una cultura favorevole al lavoro, con nuovi
strumenti educativi capaci di suscitare nei giovani la stima e l’apprezzamento
anche per quello manuale e quello di impresa che sollecita la loro creatività
e dinamismo. La messa in campo di risorse e progetti per dare vita a nuove
imprese giovanili devono stare al centro dell’impegno del mondo politico e
finanziario. L’orientamento al lavoro è la sfida del futuro, sulla quale è necessario
investire. Il cambiamento e il nuovo spaventano, ma la chiusura ad essi è
il pericolo più grande, che allontana dalla viva partecipazione di tutti e chiude
dentro il cerchio ristretto del proprio individualismo di singoli o di gruppo,
nel piangersi addosso che non aiuta le persone, ma è deleterio perché non fa
emergere le energie positive che tutti, soprattutto i giovani, possiedono.
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Una donna di 47 anni è stata trovata uccisa nella propria abitazione in corso Orbassano 118 . Il delitto è avvenuto lo scorso lunedì ma si è avuta la notizia soltanto ieri.
Tutti comodi sul bus navetta alla scoperta delle aziende storiche torinesi. L’iniziativa più che interessante – ma poco pubblicizzata – nasce per iniziativa di Turismo Torino e Camera di Commercio.


Domenica 22 giugno su Canale 5 e’ andato in onda il film che è’risultato essere il più visto della serata: “Ti amo troppo per dirtelo”, con Fabio Troiano, Valeria Bilello ed Enrico Bertolino . La trama e’ quella di una commedia brillante, incentrata su un trio amoroso e le sue vicissitudini coadiuvate dal supporto di amici e colleghi. I protagonisti sono una giovane coppia torinese, un avvocato divorzista rampante alle prese con la carriera e con un imminente matrimonio che lo unirà alla sua storica fidanzata e aspirante professoressa di Fisica presso l’Universita’ degli Studi di Torino.
E senza voler anticipare il finale della storia , per chi non lo conoscesse, non si può resistere alla tentazione di segnalare un personaggio inedito per il cinema, che ha preso parte ad una delle scene della commedia e che ha sicuramente sorpreso i telespettatori torinesi: il Superchiampa , alias Sergio Chiamparino, nei panni di se stesso, cioè ancora Sindaco di Torino nella prima parte del 2011. Fascia tricolore come si conviene, Sala Rossa di Palazzo Civico, l’attuale presidente regionale (che nella sua nuova veste non può per legge celebrare matrimoni, se non chiedendo una delega al sindaco Piero Fassino) ha così sposato , per finta ovviamente, una giovane coppia torinese, come del resto ha fatto nella realtà , numerose volte negli anni del suo mandato.
Il colloquio, durato due ore e mezza è avvenuto su mandato della Corte dei Conti
Gli organizzatori che già mesi fa avevano occupato la centralissima piazza Carignano a Torino hanno dato appuntamento per il prossimo sabato ad Ivrea