“Lo sai che… La truffa si camuffa!” è il claim della campagna di comunicazione promossa dal Corpo di Polizia Locale della Città di Torino che prenderà il via lunedì 17 novembre con l’obiettivo di prevenire e contrastare le truffe verso gli anziani e le fasce più deboli della popolazione.
L’obiettivo è aiutare le potenziali vittime a riflettere sui meccanismi di questo fenomeno, invitandole a proteggersi e a chiedere aiuto. I messaggi, che si chiudono tutti con l’invito “Non farti raccontare filastrocche dagli sconosciuti” giocano sul linguaggio in rima, per catturare l’attenzione e rimanere impressi nella memoria e sono accompagnati dalla gestualità di una mano che poi indica il 112, il numero unico da contattare in caso di dubbi e necessità.
La campagna mette in guardia sia dagli inganni di ultima generazione che arrivano attraverso gli strumenti digitali, come una email poco chiara che invita a cliccare un collegamento per carpire password o denaro (“Il messaggio non è chiaro ma ti chiedono il denaro? Non cliccare link sospetti, se vuoi evitare brutti effetti!”) che da raggiri messi in atto da persone che si fingono tecnici, ad esempio della caldaia, incaricati di una manutenzione urgente, familiari della vittima, personale incaricato di far firmare dei documenti o automobilisti che hanno subìto un danno allo specchietto dell’auto.
I messaggi saranno diffusi con pillole video sui canali digitali della Città e sui mezzi Gtt, attraverso banner pubblicitari e manifesti sul territorio; saranno realizzati anche materiali cartacei, come opuscoli con giochi di enigmistica dedicati ai temi della campagna, gadget, cartoline e locandine che verranno distribuiti nei centri di aggregazioni sociale, nelle case di quartiere, negli studi dei medici di medicina generale, antenne privilegiate sul territorio e punto di riferimento soprattutto per la popolazione anziana.
Alla campagna di comunicazione seguiranno, nei prossimi mesi, monitoraggi dei luoghi sensibili, come gli uffici postali, e incontri formativi sul territorio. Per organizzare e gestire i momenti di formazione la Polizia Locale ha acquistato un mezzo che permetta di avvicinare la tecnologia agli utenti. Diventerà un ufficio mobile dedicato e potrà essere posizionato nelle vicinanze di luoghi aggregativi come i centri anziani, le bocciofile, i giardini, ma anche le Asl. Qui si potranno vedere i video della campagna, ricevere materiale informativo e consigli utili per aumentare la propria consapevolezza rispetto ai meccanismi di imbroglio più frequenti e pericolosi.
“Le truffe agli anziani e a coloro che sono più indifesi – afferma l’assessore alla sicurezza e alla Polizia Locale della città di Torino Marco Porcedda – sono un fenomeno odioso che, approfittando della buona fede e della solitudine di alcuni, colpisce loro e tutta la nostra comunità. Come amministrazione comunale lavoriamo in sinergia con le forze dell’ordine per rafforzare la prevenzione e l’informazione. Invitiamo tutti i cittadini, in particolare gli anziani e i loro familiari, a prestare la massima attenzione e a segnalare immediatamente qualsiasi situazione sospetta. Le persone più fragili meritano protezione e rispetto e per questo promuoviamo la campagna di sensibilizzazione con il nostro Corpo di Polizia Locale che rappresenta da sempre un contatto di prossimità importantissimo per le persone sul territorio cittadino. Solo attraverso la conoscenza e la collaborazione possiamo contrastare queste truffe in modo efficace”.
Il progetto si inserisce nel programma di prevenzione “Più informati, più sicuri”, nato nel 2023 e si avvale per il 2025 di un contributo del Fondo per la prevenzione e il contrasto delle truffe agli anziani del Ministero degli Interni per acquisto di materiali e attrezzature.
TORINO CLICK
Roberto Tentoni


Nel suo sguardo conclusivo, il professore parla di una Chiesa in cammino, consapevole delle sue fatiche, ma anche delle sue enormi potenzialità. Il processo sinodale, spiega, non è una riforma amministrativa, ma un percorso spirituale che mira a ricucire il legame tra fede e vita.




LETTERE s




A fronte del concreto dibattito che caratterizza il sindacato italiano in questa precisa fase storica e politica, possiamo dire tranquillamente che c’è una grande opportunità per dimostrare, oggi, che cosa dev’essere concretamente il sindacato. E questa opportunità oggi ha un nome e cognome. Si chiama Cisl. E questo non lo dico per antica, nonchè convinta, appartenenza politica, culturale e valoriale allo storico “sindacato bianco”. Ma per la semplice ragione che, “allo stato dei fatti” – per dirla con una felice espressione di Carlo Donat-Cattin – una parte consistente del sindacato italiano ha assunto posizioni che sono, oggettivamente, persino imbarazzanti da commentare. Se ci fermiamo, ad esempio, alla principale organizzazione sindacale italiana, cioè la Cgil, non possiamo non sottolineare che quella sigla ha cambiato radicalmente la sua reale collocazione nella vita pubblica del nostro paese. Certo, tutti noi conosciamo lo storico profilo politico, culturale e sociale della Cgil, cioè di un sindacato che per moltissimi anni è stato la storica e strutturale “cinghia di trasmissione” con il partito di riferimento. Prima il Pci e poi i partiti che sono succeduti al Pci stesso. E cioè, il Pds, poi i Ds e infine il Pd. Ma mai si era arrivati alla radicale trasformazione del sindacato in un soggetto politico da un lato e, dall’altro, ad un’azione tutta e solo concentrata sui temi politici. E non è un caso che, se nel passato era il partito che dettava l’agenda politica al sindacato, adesso è l’esatto contrario. E cioè, è il sindacato che detta l’agenda politica e programmatica al partito di riferimento e, di conseguenza, all’intera coalizione di sinistra e progressista. Se, cioè, sui temi della giustizia è l’ANM, di fatto, che condiziona la politica del cosiddetto ‘campo largo’, sui temi economico/sociali e sulla stessa politica estera è il sindacato che fissa i paletti rispetto alla concreta azione politica dell’alleanza di sinistra e progressista. Una trasformazione radicale che ha portato alla rottura verticale con la Cisl e persino con la Uil e addirittura con gli estremisti dei sindacati di base. Che sono e restano i veri concorrenti politici della nuova Cgil di Landini.