Esonda il Rio Frejus
Bardonecchia, il rio Frejus è straripato nel centro cittadino a causa del maltempo, rendendo impraticabili le strade. Il Comune ha diramato l’allerta massima, quasi due anni dopo la grave alluvione dell’agosto 2023. Il sindaco, Chiara Rossetti, ha invitato la popolazione a non avvicinarsi ai ponti, evitare spostamenti e restare in casa, seguendo scrupolosamente le indicazioni delle autorità locali e rinunciando all’uso dell’auto.
Un uomo di circa 50 anni è morto
Secondo la ricostruzione, la polizia lo ha trovato nel rio Merdovine, a quattrocento metri dal suo furgone. Sono in corso accertamenti.
La strada statale 335 “di Bardonecchia” è provvisoriamente chiusa al traffico
L’ORDINANZA DEL SINDACO
Il sindaco Chiara Rossetti ha firmato un’ordinanza, che dispone l’istituzione dell’area denominata “zona rossa” lungo il corso del torrente, con conseguente divieto d’accesso da parte della popolazione nelle rispettive aree interessate dall’evento.
Il sindaco ordina, inoltre,
“a tutti i cittadini presenti sul territorio del Comune di Bardonecchia, con effetto immediato, di non lasciare le proprie abitazioni per nessuna ragione”.
E’ istituita, inoltre, un’area di ricovero presso il Palazzetto dello Sport per chiunque ne abbia necessità.
E’ disposta, inoltre,
– la chiusura al traffico delle vie nei pressi dei fiumi, a tutti i veicoli pubblici e privati, ad esclusione dei mezzi di soccorso;
• la chiusura al transito dei seguenti ponti sul Torrente Merdovine:
o ponte Via Modane/Via Cavour “Madonna delle Grazie”
o ponte incrocio via Modane/Via Montello
o ponte incrocio Via Medail Alta/Viale Bramafam;
o ponte incrocio Via Einaudi/Piazza De Gasperi;
o ponte incrocio Via Montenero/Via Einaudi;
o ponte incrocio Piazza Europa/Via Einaudi/Viale della Vittoria.
o Ponte incrocio Via Torino/Via Susa




In queste oltre 400 incantevoli pagine ci si ritrova piacevolmente catapultati dentro la vita della Du Maurier; immersi in una biografia dove è tutto vero, da leggere con la stessa scorrevolezza di un accattivante romanzo.
Questo splendido libro pubblicato nel 2013 in lingua inglese e corredato da un ricco apparato fotografico è pieno di informazioni sulla vita e il lavoro di Daphne Du Maurier .
Questa è la ricostruzione accurata della storia di un secolo delle vicende della famiglia Du Maurier che Daphne ripercorre al limite tra cronaca e romanzo, storie e avventure realmente vissute dai suoi antenati trasposte dalla fantasia della scrittrice.
E’ un romanzo che ti afferra alla prima riga e non ti lascia andare neanche dopo l’ultima, perché racchiude magia, misteri, fascino a dismisura e ti resta nei pensieri anche dopo avere finito di leggerlo.
Il dubbio e l’ambiguità serpeggiano lungo le pagine del romanzo e fanno da sfondo a questo sottile noir che la Du Maurier ambientò in Cornovaglia a metà Ottocento.
In queste splendide pagine c’è il cuore del legame tra la Du Maurier e la Cornovaglia, terra che lei amò incondizionatamente e comprese a fondo, riuscendo a raccontarla in modo coinvolgente.
La deputata Augusta Montaruli che ho avuto modo di conoscere ed apprezzare quando era studentessa all’Università, ha denunciato come “condensato di false notizie, offensivo e lesivo per chi voglia studiare la storia contemporanea” il volume “ Trame del tempo” edito da Laterza per gli istituti superiori. Gli autori dell’opera sono Valentina Ciccopiedi, Valentina Colombi, Carlo Greppi e Marco Meotto. L’unico autore che gode di una certa notorietà, in verità tutta politica, è il Greppi. La questione che ha portato l’on. Montaruli a denunciare la faziosità del libro è legata a giudizi politici e non storici sul governo Meloni e sul partito Fratelli d’Italia. I toni usati dagli autori sono con tutta evidenza settari e persino incattiviti dalla astiosità politica più evidente propria dell’estremismo di sinistra. Credo che sia un testo molto adottato da un certo tipo di docenti, oggi ancora prevalente nella scuola italiana , che fa della lotta al governo in classe uno dei fini principali della funzione docente. Sono gli ultimi vedovi del ‘68, dell’ideologia intollerante al potere, a volte anche della violenza verbale e non soltanto. Poter imporre agli studenti un testo così schierato è per questi professorini motivo di soddisfazione, se non addirittura di piacere. La politica intesa come odio parrebbe essere il loro ideale anche di vita. Tutte le occasioni sono buone per protestare, andare in piazza, tentare di portare con loro gli studenti di per sé sempre desiderosi di scampagnate.