All’antica “Fortezza” sabauda, oggi “Polo Culturale” di eccellenza delle Alpi Occidentali, è andata una gradita “menzione speciale” al “Premio Spina 2026”
Bard (Aosta)
Giunto alla sua nona edizione, il celebre “Premio Gianluca Spina”, promosso dall’“Osservatorio Innovazione Digitale per la Cultura del Politecnico di Milano” e dedicato all’illustre accademico, ingegnere e professore ordinario di “Gestione Aziendale” all’Ateneo milanese, tragicamente scomparso (vittima di una valanga) nel febbraio 2015 a soli 51 anni, ha riconosciuto, quest’anno una “menzione speciale” al valdostano “Forte di Bard” per il Progetto di riallestimento del Museo “Le Alpi dei Ragazzi”, progettato dallo studio multidisciplinare “WAU Architetti” (via Po 1, Torino), specializzato nell’integrazione di “architettura”, “design”, “urbanistica” e “ingegneria”.
A ricevere il prestigioso riconoscimento, assegnato alle “Istituzioni Culturali Italiane” che abbiano realizzato progetti significativi di “innovazione digitale”, “accessibilità” e “sostenibilità”, sono state Ornella Badery, presidente del “Forte di Bard” e Cristina Carla Maria Bardelli, architetto dello stesso studio “Wau”. La “menzione speciale”, la cui consegna è avvenuta martedì 9 giugno scorso nel corso del convegno dell’Osservatorio dal titolo “Innovazione nella Cultura tra passato e futuro” (tenutosi al “Campus Bovisa” del Politecnico milanese) è stata ottenuta con la seguente motivazione: “Per aver utilizzato il gioco come strumento di apprendimento, facendo uso di elementi sensoriali e dell’immersività per stimolare l’immedesimazione e l’apprendimento attivo tramite la partecipazione e semplificando temi complessi, senza perdere l’impatto del contenuto”.
Particolarmente soddisfatte la presidente Ornella Badery e Cristina Carla Maria Bardelli, Fondatrice e Presidente di “WAU Architetti”: “Siamo lieti per questo risultato – commenta la prima – che premia l’impegno profuso dal ‘Forte di Bard’ nel progressivo processo di rinnovamento dei propri spazi museali. Il compito del ‘Forte’ è quello di raccontare la montagna nella sua complessità e le diverse sfide che la attendono e nel farlo è importante attualizzare i contenuti e i linguaggi guardando alle nuove tecnologie e a soluzioni tecnologiche ed allestitive sempre più inclusive”.
Parole cui s’aggiungono quelle, altrettanto entusiaste, di Cristina Carla Maria Bardelli: “La menzione speciale del ‘Premio Gianluca Spina 2026’ rappresenta per ‘WAU Architetti’ un riconoscimento di grande valore: il progetto di riallestimento del ‘Museo Le Alpi dei Ragazzi’ nasce dalla volontà di rendere il patrimonio culturale accessibile, coinvolgente e vicino alle nuove generazioni, utilizzando il gioco come strumento di apprendimento e scoperta. Questa menzione conferma l’importanza di un approccio che mette al centro le persone, incoraggiandoci a proseguire nella progettazione di luoghi culturali capaci di coinvolgere, educare e ispirare, favorendo l’inclusione e la partecipazione con linguaggi e strumenti innovativi”.
Fondato a Torino nel 2012 da Cristina Bardelli, Marco Mancuso, Paolo Massa Bovat e Paolo Nomis, lo “Studio WAU” (acronimo di “World Around Us – Il mondo che ci circonda”) opera, dal 2021, come “Società di ingegneria” con la costituzione di “WAU Architetti Srl SDI”. L’attività di “WAU Architetti” si concentra su progettazione, restauro, allestimenti, rigenerazione urbana e pianificazione, con particolare attenzione al “patrimonio storico e paesaggistico”, affiancando pur anche committenze pubbliche e private nella gestione di interventi complessi, inclusi beni “sottoposti a tutela” e “programmi finanziati” attraverso bandi regionali, nazionali ed europei. In continuità con questo percorso, dal 2025 “WAU Architetti” fonda “As Built”, società torinese dedicata alla “valorizzazione immobiliare” e agli “investimenti architettonici”, che consente di integrare progettazione e sviluppo, potenziando l’indipendenza creativa dello Studio. Tra i principali interventi si distinguono oltre al riallestimento multisensoriale del Museo “Le Alpi dei Ragazzi” al Forte di Bard, il “Courmayeur Climate Hub”, restituito alla comunità mediante la rigenerazione culturale e sociale dei borghi storici, e l’intervento di riqualificazione urbana di “San Girolamo di Este”, in Veneto. A Torino, “WAU” ha curato, tra gli altri, il restauro dell’“Isolato di Sant’Apollonia” in Piazza Castello, per la “Banca d’Italia” i progetti di restauro e manutenzione e, a Moncalieri, la progettazione bioclimatica della settecentesca “Villa Pininfarina”.
g.m.
Nelle foto: Cristina Carla Maria Bardelli e Ornella Badery al “Premio Spina”; Jean-Claude Chinceré “Archivi Forte di Bard”



avere la minima idea di dove mettere le mani. Mentre rimuginava sull’incidente che gli era capitato, avvertì un rumore alle sue spalle. Si girò e vide un bellissimo ed elegante cavallo dal manto lucido e nero. L’animale lo guardava e si mise a girare attorno al veicolo. S’avvicinò e, con sguardo indagatore, scrutando il motore disse , con voce grave :“ Un bel guaio, sa? Per me è partito lo spinterogeno”. Armando, attonito e ammutolito lo guardò incredulo mentre l’animale, trotterellando se ne andò via per la sua strada. Di lì a pochi minuti sopraggiunse un contadino, con un forcone in spalla. Si conoscevano. Bernardo Trefossi era noto nei dintorni per la sua eccentricità. Vide il Belletti stranito, con la bocca aperta, e chiese cosa mai gli fosse capitato. Armando, balbettando, raccontò l’episodio del cavallo e il contadino, incuriosito, domandò: “ Mi dica. Il cavallo era forse nero?”. Alla risposta affermativa del Belletti, il contadino, battendogli la mano sulla spalle, lo rassicurò: “Mi dia retta. Non creda ad una parola di quanto le ha detto quel cavallo. Di motori non ne capisce niente”.


Bartoli ha inoltre rivolto un ringraziamento alle insegnanti, alle famiglie, all’Amministrazione comunale e a tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione dell’intervento.